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Pisa, e’ guerra sul colombaccio

| 4 aprile 2012 | 6 Comments

Caccia, è guerra sul colombaccio
Il Comune di Pisa vuole vietare gli appostamenti di Tombolo, ma le “doppiette” insorgono

LIVORNO. La caccia al colombaccio divide Federcaccia. L’ipotesi del Comune di Pisa di non rinnovare la concessione per le postazioni fisse di Tombolo ha scatenato un scontro interno: alcuni degli iscritti al sindacato venatorio plaudono, altri contestano l’assessore al turismo Giuseppe Forte.

Ma il presidente provinciale di Federcaccia, Marco Salvadori, ammettendo che la sezione di Marina «può sembrare spaccata», aggiunge che la posizione ufficiale «è una e una sola: difendiamo tutte le forme di caccia e a maggior ragione quella altamente specialistica che si svolge sul Litorale».

Si tratta di una tradizione inventata proprio a Marina agli inizi del Novecento e poi esportata in tutta Italia: sulla cima dei pini sono installate delle postazioni mimetizzate dalle quali, con tecniche particolari (si utilizzano persino piccioni addestrati per guidare gli stormi dei colombacci), si cerca di sparare ai volatili che passano tra gli alberi, a distanza molto ravvicinata.

Al momento sono 17 le postazioni, distanziate 300 metri l’una dall’altra, che il Comune di Pisa affitta a un centinaio di cacciatori: 17 sono titolari, gli altri ne fruiscono alternandosi. La maggior parte dei cacciatori che pagano la tassa di concessione per l’appostamento fisso è marinese, ma un buon numero arriva anche da Livorno.

A tutti questi il 16 febbraio Forte invia una lettera che manifesta l’intenzione di «non procedere al rinnovo»: gli uffici tecnici hanno dato parere negativo circa l’autorizzazione del terreno comunale. Il ruolo della politica in pratica finisce qui, perché la partita diventa tutta interna a Federcaccia.

Salvadori spiega che «non vogliamo il Far West»: se le postazioni fisse scomparissero, si passerebbe alla modalità di caccia a terra, in cui la distanza tra i cacciatori scende a 100 metri. E sostiene che le conseguenze sarebbero tante e tutte negative: in termini di sicurezza, per esempio, perché gli uomini in campo triplicherebbero, e di ambiente, perché raccogliere le cartucce è più facile nei nove metri quadri della postazione. Ma il rischio maggiore è che cambi il parere dell’Ente Parco di San Rossore: «Oggi sostiene che non c’è danno sui flussi migratori, mentre in futuro la deregulation, potrebbe fargli cambiare idea».

http://iltirreno.gelocal.it

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Category: .In Evidenza, Colombaccio, Federcaccia, Toscana

Comments (6)

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  1. Massimo Marracci scrive:

    Buongiorno a tutti.

    Chiedo per cortesia che qualcuno dei diretti interessati in loco mi illumini su che tipo di concessione dovrebbe rilasciare il Comune di Pisa: forse edilizia o ai sensi delle norme urbanistiche? Lo domando perché questa situazione in altre regioni è stata superata, in quanto gli appostamenti o strutture fisse di caccia, purché rispondenti a determinati criteri di armonioso inserimento nel paesaggio – e nessuno può dubitare che sia tale il caso anche per le postazioni da palombe al Tombolo di Pisa – non necessitano di alcuna particolare autorizzazione, salvo quella strettamente prevista dalla legislazione venatoria.

    Ringrazio anticipatamente per un maggior chiarimento.

    • Andrea scrive:

      Ti scrivo da Cascina un comune di Pisa .
      Sembra che il problema (?) sia nato perche’ alcuni cacciatori di Marina di Pisa ( che non hanno il palco ) abbiamo fatto pressione al comune di Pisa in quanto i palchi sono agganciati ai pini , mentre , a quanto sostengono , dovrebbero essere affiancati e non legati agli alberi . Da qui l’idea del comune di Pisa di non rinnovare l’appostamento … per motivi strettamente ambientl- ecologici .
      Ti dico la mia ( e non ho il palco ai colombi ) : se non rinnovano , come minimo i cacciatori a terra triplicheranno , se non di piu’ ; essendo questa fascia costiera in zona preparco , molto probabilmente , l’ente parco Miglairino San Rossore dirà che la elevata pressione venatoria disturberà i flussi migratori , per cui la caccia sarà chiusa .
       
      Purtroppo la situazione è questa .
       
      Ciao

  2. Giusti Giacomo scrive:

    Naturalmente meta`cacciatori,contro l’altra meta`.
    Cosi`no si andra`mai da nessuna parte!

  3. Giacomo scrive:

    In Campania la caccia sulla costa l’hanno vietata !! Bisogna stare a 500 metri dalla battigia. Maremma maia. Meglio con i piedi per terra che non cacciare per niente. -o-   Salutiamo

  4. simone scrive:

    Forse si sono già dimenticati dello scempio che è stato fatto in tutta quella zona con il taglio di migliaia di pini agrediti da un parassita che li fa seccare, ebbene oltre a quei pini malati sono stati tagliati anche altre migliaia di piante sanissime , come lecci e querce al solo scopo economico. E adesso si aggrappano a queste futili motivazioni? Povera Italia
     

  5. dardo scrive:

     (LA CACCIA AL COLOMBACCIO DIVIDE FEDERCACCIA) ma vi rendete conto!!!! invece di essere uniti si scannano anche lì, ma svegliaaaaaaa li abbiamo tutti addosso ora continuate a litigare, invece di usare le vostre forze contro chi ci umilia voi che fate? la cosa che sapete fare meglio litigare……lasciate gli appostamenti  al colombaccio ed occupatevi di poter andare a caccia che a breve non ci sarà da discutere più su nulla, ci penserà la brambillona a mettere pace tra di noi. oww oww oww oww oww oww oww

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