Racconti: La collina del Disonore
Ora è tutto una spianata di cemento dove palazzi non alti ma enormi in cubatura la fanno da padrone. Bruttini anziché no.
Prima era una collina sovrastante il mare, due chilometri sotto l’uscita dell’autostrada, due striminziti caselli che facevano da porta sull’Aurelia strada di antichissima Romana memoria .L’odore del rosmarino selvatico ,lo ricordo ancora, era fortissimo e ancor più pungente e buono l’afrore del mitico basilico della mia terra , quello che serve a creare la stupenda crema verde : il pesto alla genovese. Un ‘esplosione di sapore per il palato; e solo qui, in vista del Mare, respirando la sua salsedine, queste foglioline verdi e odorose donano alla pasta, ancor meglio ai – gnocchi – , quella estasi del gusto conosciuta nel Mondo; imitata, mai eguagliata.
La tramontana quando soffiava forte piegava la cima dei pini maestosi verso gli scogli. Qualche pigna pregna di pinoli da raccogliere e sbucciare cadeva per la gioia di noi ragazzini. I pinoli erano l’indispensabile ingrediente per accompagnare il basilico, insieme all’olio vergine d’oliva, ed al pecorino sardo per creare il pesto,quanti ne ho raccolti e sbucciati non saprei dirlo; sicuramente milioni o anche più.
La tramontana quando soffiava forte piegava verso il Mare le cime dei maestosi pini e ti faceva raffreddare la cima delle orecchie. Era un continuo sistemare la parata improvvisata, buttata a terra dalle raffiche . Con il mio personale coltello da caccia, nemmeno tagliente a sufficienza, unica arma che mi era concessa di indossare in quel tempo e solo per quel periodo striminzito di una giornata o due, tagliavo in continuazione rametti secchi da poter aggiungere a quella parata; pensavo che più folta e più alta fosse avrebbe celato la nostra presenza. E il mio vecchio mi guardava e rideva, sorrideva a volte, mentre scrutava l’orizzonte in attesa di qualche saetta con le ali. Il suo Breda mollone calibro venti stava sempre appoggiato, in sicura , al ramo robusto a mezza costa , quello stesso ramo robusto più degli altri che reggeva tutta la struttura .
Mi sentivo come Davy Crockett con il mio piccolo pugnaletto, la giacchetta senza maniche messa sopra il giaccone pesante, gli scarponi, la sciarpa ed un berretto di finto pelo comprato apposta . La tramontana soffiava forte e portava verso terra , ché parevano nati dalle acque, stormi di uccelli neri; come quelli della poesia di Carducci : Tra le rossastre nubi , stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri, nel vespero migrar… solo che ora si era di mattina , prima mattina e non al tramonto .
E la mattina ,la domenica mattina, mi pareva di essere in Paradiso accanto a Lui, mi pareva anche che la mia presenza gli risultasse indispensabile; ero forte, mi sentivo forte, gli uccelli passavano per merito mio . Avevo si e nò dieci anni ed a quell’età tutto è permesso , sognare invece è obbligatorio . Era il mese di Ottobre, ed è il mese che ancor ora e per sempre preferisco. Quella mattina fù particolare e non l’ho più scordata, eppure di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta, troppa, a volte limpida altre torbida altre ancora sporca e fetente; quella mattina l’acqua era tanto bella che persino quella marina pareva addolcirsi .
La tramontana soffiava forte , la parata sembrava inchinarsi a valle a salutare la schiuma del largo in lontananza; l’unico rumore che ricordo bene : quello dello stormire delle foglie . In alto, molto in alto, alcune nubi a strati ,grigie ma non nere se ne stavano immobili a decidere del nostro probabile destino umido; l’ho sempre sentita chiamare Tramontana scura: il meglio del meglio per far volare gli uccelli di passaggio . Vengono a tiro facilmente……i colombacci credono ai volantini, stormi interi credono ai volantini e lontano, dove stavano capanni costruiti sulle cime dei pini , si sentiva chiaramente la sinfonia insistente della caccia . I tordi , velocissimi passano bassi, troppo bassi per essere oggetto di caccia, quelli alti sono o troppo alti o troppo veloci e imprevedibili nel loro incedere . Il Breda mollone calibro venti ,però, continuava a suonare il motivo con l’unica nota, unica ma mai eguale. Il Davy che era in me fremeva , correva a raccogliere la preda , sognava di poter usare quello strumento prima o poi, si accoccolava sotto il grosso ramo traverso per non essere visto da quei diavoli alati, e da sotto in su guardava estasiato quelle grandi mani callose che ,lasciati gli strumenti da lavoro della settimana ,ora tenevano ben stretto e fermo quella “” canna da gas “” come la chiamava Lui ; il mio vecchio. Mi faceva ridere tantissimo, lo ricordo bene , il modo che aveva per prendere la mira: chiudendo l’occhio sinistro il suo viso prendeva una smorfia comica.. non ho mai avuto il coraggio di confessarglielo, temevo si offendesse: Ma la cosa mi fa sorridere di tenerezza ancor oggi . Tanti spari, tante cartucce da raccogliere per la ricarica, pochissime prede, giusto due o tre…. Passavano troppo bassi o troppo alti e veloci e imprevedibili.
Ricordo benissimo come mio Padre chiamò da quel momento quel posto per le troppe padelle : la collina del disonore !
Ora tonnellate di cemento, strade, parcheggi, l’autostrada ha aggiunto almeno quattro caselli , cagnolini al guinzaglio con su un bel cappotto fuxia, gatti randagi che trovano la pasta al pesto avanzata come pranzo cena e colazione , hanno soppiantato i maestosi pini, la parata che si piegava al vento, le pigne con i pinoli , persino la fragranza del basilico non esiste più. Che tristezza vederla ora .
Sarà per quello che l’abbiamo battezzata : la Collina del Disonore
Renzo Stella
***
COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
***
Altri articoli che potrebbero interessarti:
Category: .In Evidenza, Racconti
Comments (7)
Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.
Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.















MEGLIO NON RICORDARE …….SAI IN 40 ANNI QUANTI POSTI ……..SOLO TRISTEZZA E RICORDI STAMPATI NELLA MENTE CHE ALLA SERA PRIMA DI PRENDER SONNO
COSì VA LA VITA.
Questo mi ha fatto venire in mente un rientro di colombacci chiamato “La pineta”, erano molti anni che d’inverno lo frequentavamo con discreto successo. Il posto era magnifico, una parete rocciosa e un’intera vallata ricoperta di enormi pini dove i colombacci amavano passarvi la notte finchè quest’anno non sono arrivate le motoseghe, x carità tutto in nome del profitto e tutto allegramente a termini di legge, ….già la legge….
Bellissimo racconto caro Renzo…racconto che però mette una neppura celata vena di malinconia in noi lettori, sì perchè penso che ognuno di noi abbia una “collina” oppure una “montagna” oppure ancora un “piano” del disonore.
Ci stanno sottraendo, anno dopo anno, territorio..ma di questo gli animal salottari paiono non accorgersene.
Il progresso che avanza! i ricordi dei momenti passati in allegria e ammirazione per chi ci ha portati per la prima volta a caccia, la voglia d’imparare tutto in un ora e l’odore delle cose…. oggi è molto diverso, oppure è solo progresso, mah,
Caro Renzo,che ti devo dire?
Tu sei un fenomeno!!!
Pero`quanta nostalgia che i hai messo addosso,e noi cacciatori siamo degli inguaribili romantici.
Bravo Renzo!!!!!!!!!!!!!!Mi hai fatto ricordare una situazione simile da me vissuta quando da ragazzino seguivo il “mio vecchio” la sera a 2 passi da casa , verso il mare a quaglie e lepri e il profumo de “s”armidda”(timo)faceva da contorno a quei magnifici pomeriggi ,con il cane dell”epoca,,,,,,,rocky………….un gran cane…..(o c”era solo tanta selvaggina)……….mezza dozzina di quaglie , 1-2 lepri…….io che chiedevo a mio babbo il fucile per tirare ai “carandroni”(allodole)……….che tempi……………ora è pieno di villette costruiteabusivamente con il consenso dell”amico degli amici,poi sanata……………insomma all”italiana…………..Nanneddu meu,Nanneddu meu, a sicut erat no torrat mai(Nanneddu mio cosi come era nn tornerà più)………..adiosu!!!!!!!!!!!!!!!!
Carissimo Renzo,
appena un minuto fa ho terminato di catturare le immagini nel pc per il montaggio della puntata di sabato e domenica prossimi, per cui solo adesso ho potuto leggere il tuo stupendo racconto. Un racconto che può essere definito “la storia di ognuno di noi, la nostra storia”, una storia intrisa di ricordi bellissimi che, con il passare degli anni, rischiano di farci perdere la speranza ma….. non sarà così, perchè tu, io, noi, nonostante “Le tante colline del disonore” che continueranno a rovinare verso il mare, non riusciremo mai ad interrompere quel meraviglioso cammino tracciato dalla nostra incrollabile passione.
Bravo Renzo.
Ti aspetto a Perugia il 19 – 20 Maggio per CA.PE.TAV..
Auguri di Buona Pasqua a te e ai tuoi Cari
diego