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Umbria: danni da fauna, varato piano straordinario

| 13 marzo 2012 | 5 Comments

Umbria, la Regione vara piano straordinario per i danni della fauna selvatica
L’annuncio dell’iniziativa, fatto dell’Assessore Cecchini nell’incontro con la consulta faunistico venatoria

“Un Piano straordinario di contenimento dei cinghiali da attuare su tutto il territorio umbro, da adottare d’intesa con le Province e gli Ambiti Territoriali di Caccia e su cui coinvolgere anche gli enti gestori delle Aree protette regionali ed i concessionari delle Aziende venatorie”: lo ha proposto l’assessore regionale alla caccia, Fernanda Cecchini, nel corso della seduta della Consulta faunistico venatoria che si è tenuta in assessorato.
Durante l’incontro, l’assessore ha evidenziato “la crescente insostenibilità economica per la Regione Umbria dei risarcimenti dovuti per i danni all’agricoltura e per incidenti stradali causati dalla fauna selvatica.
Gli strumenti ordinari di controllo e contenimento della specie cinghiale, principale responsabile dei danneggiamenti, sono – per Cecchini – decisamente inadeguati”. Nel 2011 – ha ricordato l’assessore – le richieste di risarcimento arrivate alla Regione per danni alle coltivazioni agricole sono state di 900 mila euro, mentre i risarcimenti dei danni a seguito di incidenti stradali, comprensivi del premio assicurativo a carico dell’Ente, sono stati di oltre 1 milione 200 mila euro.
A questo si aggiunge il costo da quantificare di circa 250 pratiche non ancora liquidate. “La disponibilità finanziaria del bilancio regionale, che approveremo nelle prossime settimane, subirà una forte contrazione a seguito delle manovre messe in atto dal Governo. Le risorse disponibili vanno quindi distribuite secondo priorità politiche e sociali oggettive perché non è più ipotizzabile alcun aumento dei fondi per i risarcimenti. Bisogna lavorare soprattutto sulla prevenzione dei danni, con il coinvolgimento diretto e responsabile di tutti i soggetti”.
L’Assessore si è poi soffermata sul lavoro di riforma realizzato dalla Giunta regionale in materia di semplificazione amministrativa e di nuovi assetti istituzionali, che per quanto riguarda l’agricoltura e la forestazione ha significato il superamento delle Comunità Montane e dell’Arusia e la prossima istituzione di un unico soggetto per la promozione della “risorsa Umbria”. “In questo quadro – ha detto Cecchini – la stessa caccia dovrà essere materia di approfondimento, compresa la riconsiderazione del ruolo e delle funzioni degli Ambiti Territoriali di Caccia, con l’obiettivo di riavvicinare le istituzioni alle esigenze del territorio e rendere più snello ed efficace il potere decisionale e d’intervento.
Tutto ciò è necessario – ha concluso – per essere pronti alle sfide che deriveranno dai nuovi assetti della riforma dell’amministrazione pubblica che il governo sta attuando”.

http://tuttoggi.info

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Category: Cinghiale, Umbria

Comments (5)

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  1. maurizio franchi scrive:

    Il problema “cinghiale” esiste ed è, per certi versi, molto complesso.
    Personalmente, apprezzo l’iniziativa dell’Assessore e mi permetto, con il debito rispetto, di suggerirLe che, forse, invece di un piano straordinario, un grande numero di cacciatori umbri gradirebbe, la rivisitazione della regolamentazione della caccia al cinghiale, magari iniziando con il ripristinare il tradizionale periodo di attività venatoria al suide in contesto, ovvero, 1° novembre – 31 gennaio.
    Questo, a mio avviso, dovrebbe essere solo il primo passo!
    Poi, coinvolgendo tutte le categorie interessate promuovere nuove norme di gestione e sicurezza, che tengano conto della totale fruizione del territorio.
    Soprattutto, però, insisterei sulla gestione del territorio e della specie.
    Gestire il cinghiale, secondo me, significa rendere possibile ed efficace la gestione della selvaggina nobile stanziale nella sua totalità.
    Anche in Umbria ci sono esempi di gestione e studio, che riguardano gli ungulati e la beccaccia e non vedo motivi per non seguire questa strada.
    Ovvio, ci sono, eventuali, sacrifici da compiere e necessità da assumere, come proporre una nuova cultura della caccia.
    In bocca al lupo!
    Maurizio Franchi

  2. Radere igor scrive:

    Chiamate er Traica, il problema ve lo risolve immediatamente, e per lo smaltimento delle carasse, non c’è da esser preoccupati, sappiamo noi come farle sparire :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  3. fedeli massimo scrive:

    Se non permetteranno la caccia nei parchi al suide non se nè verrà mai a capo, e gli euro non basteranno mai, e chi gestisce gli euro…..spero il governo Monti proceda senza sentire gli animaltalebani  ma……ci credo poco  owwgli animalari sono più combattivi delle nostre aavv che invece (:i)

  4. Roberto Traica scrive:

    Sono d’accordo con il Franchi. La caccia al cinghiale dovrebbe avere quelle date , lo dico da sempre. Però ho sempre sentito solo e sempre  (:-p).

  5. francesco cattani scrive:

    Scienza e coscienza e prevenzione.La Regione Lazio paga solo i danni da fauna protetta.Le province e gli ATC se vogliono diminuire i costi dei risarcimenti debbono prevenire e gestire applicando le leggi attuali.

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