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Quaranta cervi in paesino aquilano sommerso da neve

ALFEDENA (L’AQUILA) – Vede dalla finestra un cervo aggirarsi per le strade del paese, ma quando esce fuori di casa si accorge che, in realtà, gli esemplari sono almeno 40, scesi dalla montagna per cercare cibo o, forse, perché spaventati dai lupi affamati. A fare la singolare scoperta è un bambino di 10 anni, residente ad Alfedena (L’Aquila), paesino di 800 abitanti a circa 900 metri di altezza, che fa parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I ruminanti si sono spostati, per pochi minuti, nelle strade del paese, dove al momento c’é oltre un metro e mezzo di neve, con le macchine totalmente ricoperte dal manto bianco e i cartelli stradali appena visibili. “Appena svegli, verso le 8 di questa mattina – racconta la signora Angelarosa, madre del bambino – abbiamo alzato le tapparelle e mio figlio ha iniziato a guardare fuori dalla finestra. Mi ha chiamato, dicendo di vedere un cervo. All’inizio ero un po’ incredula, ma siamo usciti fuori al balcone e abbiamo scoperto che in realtà era un branco di almeno una quarantina di esemplari, tra maschi e femmine”.

“C’é chi ha detto che i cervi, dal parco, siano arrivati in paese per cercare cibo – spiega la donna -, mentre altri sono convinti che siano fuggiti dalle loro solite zone, perché spaventati dai lupi affamati. In ogni caso, ad Alfedena sono rimasti poco tempo. Quando alcuni cani, infatti, hanno iniziato ad abbaiare, i cervi si sono messi in fila indiana e si sono allontanati, facendo perdere le loro tracce”. “Nella vita non mi era mai capitato di vedere dei cervi in un centro abitato. Proprio per questo ho tirato fuori la macchinetta fotografica e, insieme a mio figlio, ho iniziato a scattare all’impazzata. E’ stata un’emozione unica – conclude Angelarosa – un’esperienza indimenticabile”.

Guarda le foto, clicca qui

Tratto da http://www.ansa.it

 

Filed in: Abruzzo, Curiosità

9 Risposte to “Quaranta cervi in paesino aquilano sommerso da neve”

  1. Francesco Marcazzan
    8 febbraio 2012 at 10:50 #

    Quando alcuni cani, infatti, hanno iniziato ad abbaiare, i cervi si sono messi in fila indiana e si sono allontanati, facendo perdere le loro tracce.

    Si con un metro e mezzo di neve vorrei capire che razza di stratagemma hanno usato questi cervi per far perdere le loro tracce. Probabilmente si sono messi a volare.

    Giornalai dei miei stivali….. potevate tranquillamente scrivere: ‘ si sono allontanati dal paese.’ senza specificare che sono riusciti a far pardere le loro tracce.

    Chi vi può credere se dite che le orme lasciate da un branco di quaranta unità che cammina in fila indiana su uno strato di neve altai un metro e mezzo siano ad un tratto magicamente scomparse?

  2. Bekea
    8 febbraio 2012 at 10:55 #

    Ma gli stipendiati da questo ente parco dove sono,cosa fanno per questi animali oww oww oww Secondo il comune pensiero dovrebbero essere loro che hanno il compito di foraggiare questi animali in difficoltà per ragioni cliamtiche eccezzionali.Oppure tutti gli animalisti che sono preoccupati per questi animali ma solo restando dietro ad una tastiera. (:-p) (:-p) (:-p)

  3. Springer
    8 febbraio 2012 at 11:24 #

    Certo che vederli in simili condizioni , tutti ricoperti di neve e con il loro ” cibo ” sepolto da un metro e mezzo di neve fa proprio pena ….. :(
    Si stanno spostando a valle in cerca di condizioni ambientali migliori , ma sia il periodo che la situazione climatica non sono favorevoli. Molti purtroppo non ce la faranno….

  4. francesco cattani
    8 febbraio 2012 at 12:10 #

    A circa una settimana da questa eccezzionale nevicata e gelo che ancora continuereà,nessuno parla di emergenza fauna selvatica e in alcune zone si continua ancora a praticare la caccia di selezione al capriolo.Ritengo,personalmente, non sia corretto anche se si tratta di completamento di piani di abbattimento fatti circa un anno fa e che non potevano tener conto delle perdite che purtroppo ci saranno a causa delle nevicate e conseguentemente dalla scarsità di cibo da reperire.

    • Springer
      8 febbraio 2012 at 13:05 #

      X Francesco e Renzo :

      Hai ragione , il Capriolo e’ in assoluto l’ungulato che piu’ patisce la neve….Pero’ tutto trovera’ la giusta compensazione. Non sara’ facile completare i piani di abbattimento perche’ questi scenderanno a valle avvicinandosi con molta probabilita’ a zone abitate . E comunque anche fosse nei prossimi censimenti se ne conteranno di meno e le quote di prelievo per la prossima stagione saranno adeguate ai numeri contati .
      Questo e’ il bello e positivo della Caccia di Selezione : si contano gli animali prima…..e in base al loro numero se ne preleva solo una percentuale divisa in sesso e classi d’eta’……E quando li fai ” danni ” a una specie animale cacciandola cosi’….?
      MAI !!! :wink:
      Tanto e’ vero che neve si – neve no….siccita’ si – siccita’ no , bracconaggio si – bracconaggio no….dove c’e’ un minimo di rispetto delle regole le specie che si cacciano in questo modo sono in costante aumento e buono stato di salute .
      Poi il discorso del foraggiamento e’ un discorso vecchio che vede favorevoli e contrari . Alcuni lo fanno altri preferiscono lasciar fare il suo corso ( selezione naturale ) alla Natura .
      Istintivamente io sono per aiutarli cosi’ come aiuto ogni Inverno Merli …Cince , Passeri e Pettirossi che vengono a trovarmi sul mio terrazzo….. Pero’ posso capire anche le ragioni di chi non interviene . Anche il loro punto di vista non e’ sbagliato . Soccombono solo i piu’ deboli lasciando risorse per chi invece ce la puo’ fare ( di fatto rinforzando la popolazione ) , e in zone vocate saranno poi i predatori ( rapaci…orsi…lupi…. linci etc.etc….. ) a usufruire delle carcasse che troveranno. Per l’ Orso ad esempio , al risveglio dal letargo e’ una delle fonti primarie di cibo ….
      Rimane comunque il disagio di vederli e saperli in condizioni veramente critiche…. :(

  5. renzo
    8 febbraio 2012 at 12:22 #

    Personalmente partirei anche subito per andare a dare una mano alla gente e poi anche agli animali in evidente difficoltà. Ma sono solo e cacciatore ………..
    Non ho nè visto nè letto di personaggi noti in campagne animaliste bagnarsi e sprofondare nel freddo per portare cibo alle povere bestie .

    Se solo sapessi come fare partirei anche ora ……………….ma da solo , dove vado ?
    Se qualcuno sapesse indicarmi cosa fare è ben accetto

  6. Giannirm
    8 febbraio 2012 at 12:46 #

    Alfedena è il paese dei miei nonni paterni, i cervi non ci sono mai stati e non c’erano neanche nel PNALM a suo tempo, sono stati sicuramente introdotti, esiste un Parco Nazionale, con gente pagata per gestirlo, non sò quanti siano i guardaparco, ma con 1,50mt di neve credo che gli animali erbivori vadano aiutati a sopravvivere con un apporto di fieno, invece che fatti vagare per i paesi del Preparco e del Parco, per gestione intendo anche la caccia per ridurre il carico di animali, immagino che lo stesso problema lo vivano anche i cinghiali, se ne vedono branchi immensi.

  7. Bekea
    8 febbraio 2012 at 23:33 #

    In facebook gira la foto fatta a questi cervi, belli e tutti in fila per le stade del paese le uniche pratcabili in mezzo a muraglia di neve. (up)

  8. Baghyra
    9 febbraio 2012 at 09:13 #

    Secondo me le più grosse difficoltà le avranno i caprioli se presenti in quel territorio, i caprioli quando nevica tanto si rifugiano istintivamente sotto le fronde degli alberi e con le zampe sottili che si ritrovano non riescono più a venirne fuori se la neve è alta e così muoiono di fame e stenti. Baghy

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