3:24 pm - giovedì maggio 17, 2012
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Sardegna: legge sulla caccia legittima

Sardegna – La Consulta: legge sulla caccia legittima
Regione soddisfatta, pronte le deroghe

E’ pienamente legittima la legge regionale sulla caccia del 2011 che prevede una deroga al prelievo sottoposta al parere rilasciato da un organismo regionale anziché da quello nazionale.

Lo ha deciso la Corte costituzionale con una sentenza, pubblicata oggi, nella quale viene fatta salva la scelta del legislatore sardo di ritenere sufficiente il parere dell’organismo riconosciuto a livello regionale come “una legittima opzione, consentita da una piena esegesi della norma statale”. Rigettato, per la non fondatezza della questione di legittimità, il ricorso presentato dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il governatore Ugo Cappellacci e l’assessore della Difesa dell’Ambiente Giorgio Oppi hanno appreso la notizia esprimendo “soddisfazione”. “E’ da evidenziare che il prelievo in deroga è un istituto differente dall’attività venatoria disciplinata dal calendario”, fa sapere la Regione.

Ora si apre un possibile nuovo scenario: prendendo spunto dal recente decreto della Regione Lazio che ha posticipo al 9 febbraio 2012 l’attività venatoria, l’assessore Oppi, aderendo alle pressanti richieste del mondo venatorio sardo nonché alle esigenze manifestate da alcuni consiglieri regionali, ha richiesto all’Istituto superiore per la protezione dell’Ambiente il parere per consentire l’attività anche in Sardegna nella prima decade di febbraio. Si tratterà di cacciare alcune specie di avifauna quali il colombaccio, la cornacchia grigia, la gazza e la ghiandaia.

Esulta il consigliere regionale di Fli, Ignazio Artizzu, da anni al fianco dei cacciatori e impegnato a far valere i diritti autoministici della Sardegna anche sul fronte del calendario venatorio. “La sentenza della Consulta è per me motivo di enorme soddisfazione – commenta l’esponente finiano. – Viene infatti confermata la validità della battaglia autonomistica, che sto portando avanti da tempo, per restituire alla Sardegna la potestà di poter legiferare in materia estendendo la caccia anche al mese di febbraio. L’appello ora è all’assessore Oppi – incalza Artizzu – affinché già da quest’anno dia la possibilità ai cacciatori sardi di usare le doppiette anche nella prima decade di febbraio”.

Giovedì 26 gennaio 2012 20.51

http://www.unionesarda.it

 

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Come riceviamo e cosi’ pubblichiamo

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Filed in: .In Evidenza, Sardegna

4 Risposte to “Sardegna: legge sulla caccia legittima”

  1. Alessandro Federighi
    27 gennaio 2012 at 15:25 #

    bisogna prendere spunto dai veneti che hanno fatto delle deroghe una consuetudine, specie vietate in tutta europa(fringuello,pispola,pispolone,peppole,frosone)divenute prelevabili,in numero monitorato (settimanalmente)in zone circoscritte(atc per esempio)un numero limitato di cacciatori(i residenti atc)……………………..l”eccezzione diventa prassi in maniera LEGALE…………………………..ma ci vuole volontà per l”attuazione ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,saluti :roll: :roll: :roll: :roll:

  2. bighunter59
    27 gennaio 2012 at 18:22 #

    il ricorso presentato dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi…..non vanno bene le cose a berlusconi da quando è stato fatto dimettere dall’EUROPA tutta, i processi seguono le “loro” regole con o senza la presenza di ghedini, il clima è cambiato e la gente pure, il governo dei ministri animalari ha fallito, e credo che passi del tempo prima che costoro siano nelle condizioni di comandare; dal prossimo anno andremo x tutto Febbraio, e poi con calme penseremo a Marzo. (f) (f) (f)

  3. Luca Davide Enna
    28 gennaio 2012 at 10:32 #

    Carissimi,
    mi permetto di postare il commento che sarà letto oggi durante la conferenza stampa delle associazioni venatorie cortesemente ospitata presso la sede di Cagliari della FIDC.
    Cordialità
    L.D.E.
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    Carissimi Amici e colleghi,
    mi scuso se non ho potuto presenziare a questa occasione d’incontro collegiale ed affido a questo scritto ed al mio rappresentante in loco, il Vice Presidente Provinciale Enalcaccia di Cagliari, sig. Sergio Lioni, il compito di leggere quanto avrei dichiarato in un momento così delicato ed importante per l’intero comparto venatorio sardo.

    Come tutti voi oggi sapete, la vittoria della sentenza a nostro favore da parte della Corte Costituzionale in opposizione al ricorso presentato dallo scorso governo sancisce un nuovo punto di partenza ed offre degli sbocchi impensabili fino a ieri.
    In sintesi, la Suprema Corte, dà il diritto alla Regione di varare un piano di prelievo venatorio autonomo usufruendo dei dati scientifici in proprio possesso forniti da un Istituto Regionale per la Fauna Selvatica, dunque scavalcando , de facto, il parere vincolante dell’ISPRA, oppure, in seconda analisi lascia che a decidere sia un “Comitato scientifico” nominato dalla Regione stessa.
    Ora, pur avendo la Regione Sardegna un notevole (e sicuramente “colposo”) ritardo nell’attivazione dell’IRFS (Istituto Regionale per la Fauna Selvatica o Osservatorio Regionale Faunistico), può in ogni caso vantare anni di ricerca dell’accreditatissimo Istituto precedente, cioè l’Ufficio Regionale per la Fauna Selvatica il quale aveva sede a Sassari in località Serra Secca. Durante quasi un decennio, l’Ufficio Regionale per la Fauna allora presieduto dalla biologa Dott.ssa Lidia Fleba e dal Veterinario Dott. Gianluigi Pinna riuscì, con la collaborazione di centinaia di cacciatori ed appassionati di ricerche sulla fauna sardi a raccogliere una mole di dati imponente, poi regolarmente pubblicati su ciascuno dei “tomi” scientifici che annualmente l’U.R.F: era solito stampare e divulgare affinché le ricerche fossero utili all’intera società sarda e non solo al comparto venatorio.
    Si può facilmente evincere da quanto ho testè affermato che, oggi, passano in secondo piano anche i dati che io stesso ho chiesto ai due tecnici (i sigg.ri Alessandro Cannas ed Emiliano Amore) che hanno preparato per avallare il calendario venatorio del Lazio ( sebbene essi, i dati citati, possano essere adoperati in maniera “rafforzativa” se così vogliamo).
    In maniera più esplicita, se i dati del Lazio rafforzano le nostre tesi non tenendo conto dei dati presenti in Sardegna raccolti dall’URF, con i dati in nostro possesso potremmo facilmente scavalcare anche questo “gap” e gettare solide basi per recuperare la terza decade di febbraio per numerose specie migratrici come diversi Turdidi, Anatidi, Caradridi, Scolopacidi, Rallidi,

    Columbidi, senza contare le possibilità garantite per le specie nocive stanziali come i corvidi, le volpi ecc.
    Questa Sentenza della Suprema Corte apre nuove prospettive, per febbraio e, mi si consenta, per agosto (laddove potremmo finalmente ottenere due o tre giornate fisse tra la seconda e la terza decade per la tortora selvatica ed altre specie che poi andremo ad individuare).
    Naturalmente, starà a noi contingentare le giornate (magari aggiungendo il sabato fisso, oltre al giovedì ed alla domenica), le specie cacciabili, il numero dei capi prelevabili ed i periodi.
    - Il sabato fisso pur mantenendo un prelievo equilibrato consentirebbe il recupero di alcune giornate soprattutto a quei lavoratori dipendenti e turnisti i quali spesso devono rinunciare al giovedì e/o alla domenica.
    - Le specie cacciabili vanno valutate con attenzione, magari valutando la possibilità di inserire nuove specie presenti in abbondanza e nocive per il comparto agricolo ma finora non prelevate quali la Tortora dal collare e il Piccione selvatico nelle sue numerose sottospecie imbastardite.
    - Sempre per ciò che riguarda le specie e i periodi cito un esempio adottato da altre nazioni. E’ inutile, ad es. che si apra la caccia al tordo, in Sardegna, alla terza domenica di settembre, quando fino alla seconda o terza decade di ottobre i tordi non si vedono affatto e durante la terza decade si vedono solo le avvisagli, mentre la parte più importante delle popolazioni dei turdidi staziona e si nutre in Sardegna a partire dalla fine di febbraio e fino a marzo-aprile. Traslando l’apertura del tordo bottaccio, della cesena alla terza decade di ottobre e del sassello al 1° novembre, se ne potrebbe consentire un prelievo contingentato fino alla terza decade di febbraio. Si potrebbe rivedere i numeri ( anche se per la beccaccia si è esagerato in senso restrittivo). Magari scendere da trenta a venti turdidi (ipoteticamente anche a quindici) al giorno, da segnare a fine giornata come l’altra migratoria, ma spostando i periodi di prelievo, come prevede la 409/79. Lo stesso dicasi per altre specie come, ad esempio la beccaccia. Non ha senso aprire la caccia dello scolopacide alla terza domenica di settembre quando prima della prima decade di novembre esso è assente dall’Isola. Traslando l’apertura della beccaccia al 1° novembre si potrebbe spostarne la chiusura alla terza decade di febbraio. Si può contingentare il numero delle beccacce prelevabili, arrivando ad un massimo di cinque in una giornata, per un totale di venti o venticinque annuali e così si riuscirebbe a proteggere l’ennesima specie senza privare gli appassionati della loro cacci preferita anche in febbraio.
    - Poi ci sarà da trattare il capitolo del ripopolamento delle specie stanziali, ma ciò andrà fatto in seguito.
    Come dicevo, il pronunciamento della Corte Costituzionale apre una nuova era e obbliga la Sardegna a rifinanziare l’Istituto Regionale per la Fauna Selvatica ed a renderlo operativo con la collaborazione dei cacciatori per gli avvistamenti e i prelievi ( a questo scopo ciascun provincia potrebbe formare gruppi di volontari) così come accadeva con l’Ufficio Regionale per la Fauna Selvatica. L’augurio è che questa ennesima possibilità non venga inficiata da lotte intestine, politiche o associazionistico venatorie, giacché non vi sono meriti particolari ma un obiettivo comune che riguarderà le prossime generazioni legate al mondo venatorio e rurale della Sardegna affinché un patrimonio comune possa essere trasmesso ai posteri e tutti possano usufruirne.
    Cari Saluti

    Luca Davide Enna
    Presidente Regionale
    Unione Nazionale Enalcaccia Pesca e Tiro
    Regione Sardegna

  4. Robin Roverati
    28 gennaio 2012 at 18:55 #

    Che bello,è come rientrare in casa dopo che l’impresa ha terminato i lavori di ristrutturazione,per i commenti sul fatto che ci riguarda prima preferisco guardare intorno dato che quando “troppi galli” cantano vi è il rischio che non venga mai giorno. Comunque con lieve ottimismo domani andrò a “Sirboni” con animo un pò più sollevato,I.B.a.Lupo a Tutti. R.R.R.

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