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Toscana: ungulati, danni x 10mila Euro al giorno

| 18 novembre 2011 | 17 Comments

TOSCANA
Ungulati: ogni giorno divorano 10mila euro di produzione agricola

Ogni giorno i cinghiali e gli altri ungulati si “mangiano” oltre 10mila euro di colture agricole toscane. Che in un anno fa circa 4 milioni di euro di mancato fatturato per il settore agroalimentare. Un dato shock per la Cia Toscana, che oggi a Firenze ha presentato il Dossier dettagliato sull’emergenza ungulati che colpisce l’agricoltura regionale. Scorribande di cinghiali in Maremma; fiumi di caprioli nelle campagne senesi e perfino i mufloni all’isola del Giglio a devastare i vigneti; boschi distrutti dai cervi nelle montagne pistoiesi (con gravi danni ambientali oltre che economici); insomma, le campagne e le coltivazioni della Toscana sono sotto assedio: 300mila cinghiali (sono la metà secondo i dati della Regione); 153mila caprioli, 8.800 daini, 3.600 cervi e 2.500 mufloni. A cui si aggiungono le crescenti predazioni di lupi e capi selvatici alle greggi, soprattutto in Maremma, e i danni provati dalle tante specie non cacciabili. E ancora, i rischi per la sicurezza stradale (1,5 incidenti al giorno di media causati dai selvatici), e i rischi sanitari poiché gli animali sono portatori di parassiti e malattie infettive. Non basta questo quadro per dichiarare lo stato di emergenza? «Nella discussione in atto sul Piano faunistico venatorio regionale – ha sottolineato il presidente della Cia Toscana, Giordano Pascucci – è necessario promuovere un piano che segni una netta discontinuità con il passato attraverso un nuovo progetto di gestione faunistica 2012-2015. Pianificare vuol dire elaborare un progetto che parte dall’individuazione e quantificazione dei problemi per definire gli obiettivi da raggiungere, e quelli intermedi; le azioni da mettere in atto, le modalità di verifica dei risultati. Se non si indica la strada – ha aggiunto il presidente Cia -, se non si guida il percorso è del tutto inutile mettere dei numeri». Se su un terzo del territorio regionale, fatto di aree protette e istituti faunistici, non si interviene drasticamente, sono inutili tutti gli sforzi. Queste aree continueranno ad essere un comodo rifugio per gli ungulati. E poi fra le richieste della Cia Toscana si chiede di operare una drastica riduzione delle aree vocate; pianificare le azioni per raggiungere le densità sostenibili nelle aree vocate e eliminare gli ungulati nelle aree non vocate; quindi abbattere i danni attraverso un maggiore impegno per la prevenzione dei danni; garantire il pieno risarcimento dei danni subiti dall’agricoltura; e gestire tutta la fauna, anche le specie non cacciabili. «Dalla Regione Toscana – ha proseguito Pascucci – vogliamo indirizzi chiari.
La Regione dopo aver adeguato negli scorsi anni le norme di Legge in materia di gestione faunistica, dotandosi di strumenti finalmente idonei ad una gestione efficiente, è chiamata oggi, con il Piano Faunistico Venatorio Regionale, a dare attuazione piena a quelle norme, muovendosi con determinazione per riportare in equilibrio la fauna selvatica, oggi fuori controllo in molte aree, e garantire la sostenibilità dell’agricoltura. Per fare questo occorre discontinuità e, – ha detto – coraggio nelle scelte, determinazione nella loro attuazione».

DANNI PER PROVINCE
Nel 2010 Arezzo è stata la provincia con più danni all’agricoltura (con 357.915 di euro di risarcimento dalla Regione Toscana) seguita da Siena con 351.237 €; quindi il tandem Grosseto (235.648 €) e Firenze (234.066 €); segue Livorno con 139.657 euro di danni e a distanza Pistoia (98.118 €); Massa Carrara (73.566 €); Pisa (54.321 €); Livorno (36.966 €); Prato (8.654 €). Per un totale di 1.590.148 euro nell’ultimo anno – secondi i dati ufficiali della Regione Toscana -, una cifra, secondo la Cia Toscana, molto lontana dalla realtà perché non comprende i danni derivanti da predatori (canidi e lupi) e da altre specie non cacciabili in crescente aumento (piccioni terraioli, gabbiani); i danni alla selvicoltura (che non rientrano tra quelli soggetti a risarcimento); i danni non denunciati dagli agricoltori (spesso per lungaggine iter burocratici) ; le mancate semine dei terreni maggiormente soggetti alla pressione faunistica; le numerose situazioni di contenzioso giacenti o in corso di trattazione. E inoltre – aggiunge la Cia Toscana – c’è da considerare la frequente sottostima del danno, accettata in via transattiva dal produttore pur di non aprire contenziosi e la valutazione del prodotti destinati alla trasformazione, per i quali oltre al valore della materia prima l’agricoltore deve considerare la perdita di valore aggiunto del prodotto trasformato.
Dal 2005 al 2010 la palma di provincia più danneggiata dai danni degli ungulati è Siena con 2milioni e 734.803 euro di risarcimenti ottenuti, con il 2007 annus horribilis con danni per 664.014 euro. A livello territoriale – secondo l’indagine della Cia provincia per provincia – è stata registrata la massima concentrazione di ungulati in prossimità di aree protette e istituti faunistici. Ecco dove sono le densità di popolazioni più rilevanti: Arezzo – tutti i comuni del Casentino; Firenze – Firenzuola, San Godendo e Mugello in genere. Area del Chianti, con un peso rilevante dei danni; Grosseto – presenza diffusa in tutta la provincia, con situazioni gravi nelle aree prossime a parchi e riserve; Livorno – è la provincia con maggiore incidenza di aree protette (33%). Diffusione su tutto il territorio, grave la situazione all’Isola d’Elba; Lucca – area Oltreserchio del comune di Lucca, Capannori (Compitese), colline di Camaiore, Valle del Serchio, Garfagnana; Massa Carrara – area della Lunigiana; Pisa – Alta Val di Cecina, Monti pisani, Aree contigue al Parco di San Rossore; Pistoia – Area montana del comune di Pistoia, appennino pistoiese, pianure pedemontane; Prato – comuni della Val di Bisenzio; Siena – comuni del Chianti, Val d’Elsa, Val di Merse e Montagnola, Val d’Orcia, Montalcino, Montepulciano, Murlo, Sinalunga.

INCIDENZA PER UNGULATI
Il cinghiale rappresenta il principale protagonista dei danni all’agricoltura (66,31% sul totale), ma occorre sottolineare il crescente peso degli altri ungulati, ancor più se si considerano i danni alla selvicoltura. Nell’ultimo quinquennio (2005-10) i cinghiali hanno provocato 7milioni e 285mila euro di danni all’agricoltura toscana; seguono i caprioli con 1.128.120 euro; i cervi con 309.188 euro; i daini con 266.464 euro, altri ungulati non definiti per 85.766 euro e i mufloni per 5 mila euro di danni.

COLTURE DANNEGGIATE
A subire le maggiori conseguenze dei danni sono i cereali (34,09% del totale dei danni), che con le protoleaginose 12,21% (es.girasole) e le foraggere (8,79%) rappresentano il 55,09% dei danni riconosciuti; seguono i vigneti con oltre il 25,81 % (compresa l’uva comune); fruttiferi con il 4,68%; colture orticole 3,53%; olivo 2,49%; danni a strutture 1,95%; castagne 1,73; prodotti vivaistici 1,24% e i restanti danni riguardano le leguminose e altre colture.

INCIDENTI STRADALI CAUSATI DAI SELVATICI
– A testimoniare l’incremento demografico delle popolazioni di animali selvatici, ungulati in primis, e dell’allarme sociale che la loro presenza crescente determina, è l’aumento degli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica: si è passati dai 188 incidenti in Toscana nel 2001; ai 358 nel 2003 fino ai 482 del 2008 e 474 del 2009.

http://www.nove.firenze.it

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: .In Evidenza, Toscana

Comments (17)

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  1. renzo scrive:

    Per fare questo occorre discontinuità e, – ha detto – coraggio nelle scelte, determinazione nella loro attuazione».
    ————————————————————————————————————————————
    Per fare questo , tutto questo , occorre dire basta al finto ambientalismo da salotto che ci attanaglia .
    Occorre scendere dalle pagine dei giornaletti di Disney e occuparsi seriamente e scientificamente della realtà
    Occorre dire basta alle lacrimucce delle varie signore e signorine e amici animali delle striscie tv ; bene solo l’animalismo competente, serio e a difesa di animali veramente maltrattati … il resto è solo demagogia dannosa e odio politico di interesse.
    Comunque aria trita e ritrita

  2. CLAUDIO scrive:

    … ma al tavolo delle trattative ci siete voi io no?
    allora fate, dite, organizzate qualcosa a favore dei cacciatori, o il politico di turno vostro amico vi dice di dire altre cose, che poi vi risargiranno i danni con euri nostri?
    Bisogna dire la solita cosa in ogni occasione e non quando vi pare.
    Soprattutto dire la realtà dei fatti, e non sottolineare sempre che i cacciatori sono degli assassini e quando non fanno comodo non se ne frega niente nessuno se fanno leggi a sfavore.
    Ora tenetevi i vari animali dannosi, a noi va bene così e più cinghiali ci sono e meglio è.

  3. paolo scrive:

    Oh Presidente Pascucci della Cia che continuate a guardare solo in terra (ungulati), tanto per aria non
    vola niente (storni). Nei danni vanno conteggiati anche quelli degli storni, non solo quegli degli ungulati.
    Gia’ il migratorista non conta niente, contano le squadre dei cinghialai e selecontrollori.

  4. maurizio scrive:

    Tra poco tempo ci sarà qualche animalista che dirà:
    - i danni alle colture è colpa dell’uomo che sottrae terreno agli animali
    - l’aumento dei cinghiali è causato da ripopolamenti illegali da parte dei cacciatori
    - gli incidenti stradali sono la conseguenza di automobilisti incoscenti
    si discuterà sul da farsi e forse si deciderà di abbassare il numero degli ungulati ma a quel punto cominceranno manifestazioni animaliste e si leggeranno striscioni con scritto “SALVIAMO I BAMBI”, arriverà striscia col suo inviato e……tutto andrà nel dimenticatoio…….
    Nel frattempo nessuno ci chiederà mai un solo parere, noi non siamo utili nemmeno in questi casi a mio avviso gravi!

  5. fedeli massimo scrive:

    CIA sono quelli che la modifica alla 157/92 dissero noooooooooooo!!!Cia erano quelli del famoso tavolo zoppo , cia sono quelli delle AFV ecc ecc CIA ARCI e legambiente stanno bene insieme :lol: :lol: :lol: :lol:

    • vico scrive:

      Solo per chiarezza: non mi risulta che tra le modifiche alla 157 ci fosse la drastica diminuzione di ungulati di qualsiasi tipo. Gli unici danni che non vengono pagati sono quelli che avvengono all’interno delle AFV,giustamente.Non solo ,ma se non si rispettano gli abbattimenti previsti,si concorre al pagamento anche di quelli che avvengono nella fascia entro i 200 m dalle tabelle. Almeno così è in Toscana.

      • fedeli massimo scrive:

        Vico non c’entra nulla con gli ungulati la modifica, ma è per dire come sragionano,sono degli incompetenti i dirigenti agricoli, forse sarebbe meglio che i dirigenti li facessero gli stessi agricoltori , invece di blaterare sui giornali si rivolgessero alle autorità governative, a noi dissero di no insieme ad arci e legambiente del simpatico della seta e realacci infatti si sedettero intorno al famoso tavolo , e poi? :?

  6. ennio scrive:

    mahhh…a me tutti questi cinghiali mi sembran troppi….sarà??’ uhmmm
    Inoltre tutti questi danni sono stati accertati???? sapete perchè?….quì da noi i risarcimenti sotto i 500 euro vengono pagati senza l’accertamento…….e volete sapere cosa succede???? che una alta percentuale di danni sono inferiori ai 500 euro….. sia riguardo ai cinghiali che agli storni…ecc inoltre prima che venissero istituiti gli ambiti tutti questi danni non c’erano…. non sarà mica che i cinghiali di oggi siano più mangioni di quelli di ieri??!!!
    .A voi la cosa non sa di bruciato???…a me un pò si :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  7. renzo scrive:

    C’è crisi c’è crisi c’è crisi ……. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  8. francesco cattani scrive:

    Nel Lazio per fare domanda di risarcimento danni c’è da pagare una tassa e le spese della perizia vengono stornate.
    Poi cara CIA non siete state tutte invitate alle consultazioni da Monti?Se si questo elenco di cose potevate darlo direttamente a lui che ne discute con i nuovi ministri competenti,nel vero senso della parola,chiedendogli di non aver paura delle lamentele ambientaliste in materia venatoria oppure far partecipare pure tutte le ONLUS talebane ambientali al risarcimento danni causati dal loro intransigente protezionismo.

  9. giangio scrive:

    La CIA chiederà l’intervento dell’ esercito per sparare a tutto…………………………..
    vedremo come andrà a finire…….

  10. Giusti Giacomo scrive:

    Art.37 per sparae ai piccioni,non serve a una sega!!!!
    Nella piana di Prato campi seminati da poco a grano,e migliia di piccioni a banchettare in ogni campo.
    Auguri a tutti gli agricoltori per un ottimo raccolto. :D

  11. lucas scrive:

    Ora si sono inventati l’escamotage che se hai un incidente in una strada dove c’è il segnale di pericolo derivante da animali selvatici non ti danno un centesimo… :mrgreen:
    Io ho distrutto la macchina addosso ad un capriolone in autostrada e per farmi rimborsare dalla società ho dovuto penare e mi reputo fortunato: se fossi stato in moto sarei morto.
    Non esiste una politica di contenimento degli ungulati diversa dal piombo. E’ stato inutile liberare i lupi: ora abbiamo anche il problema lupo che invece di mangiarsi gli ungulati selvatici preferisce faticare di meno e far fuori pecore & C.
    Così come inutile è riservarne la caccia ai selecontrollori. Vanno messi in calendario venatorio e fatti cacciare con i segugi.

  12. mauro scrive:

    cacciare gli ungulati con i segugi?????????????????????????follia da segugisti…… :twisted:

  13. isabella scrive:

    buona sera a tutti….sono nuova e non ho ben capito questo sito…vorrei chiedere a qualcuno di voi se mi potreste spiegare come potrei caricare una foto su questo sito e se è possibile pubblicarla sul giornale dopo

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