Il gatto nero e la beccaccia.
Il gatto nero e la beccaccia.
Fra una quindicina di giorni (1/12/2011) è il primo anniversario della scompara del maestro Pinotti cacciatore Antonio, questo racconto lo dedico alla sua memoria, a colui il quale amava aggiungere ai suoi taccuini piccoli racconti, piccole gemme della sua immensa cultura rurale e venatoria.
La storia inizia andando a casa di Alfonso il sabato sera, per chiedergli se era uscito (e non solo) in mattinata, e se si come era andata. Purtroppo il mio amico quest’anno il più delle volte è dovuto uscire da solo, eccettuato in alcuni giorni in cui si è accompagnato con amici comuni, visto che io obtorto collo mi son dovuto concedere (per così dire) un anno sabbatico in ambito venatorio. La risposta è stata, ahi lui, negativa per l’ennesima volta e fino a questa mattina non c’era ancora stato l’incontro tanto sperato. Questa ultima parte lascia intendere che vi sia stato un cambiamento, diciamo così un colpo di “fortuna”, perché far riferimento alla fortuna? Semplice, perché Alfonso è superstizioso, e qui entra in gioco il gatto nero.
Ma ritorniamo al sabato sera, quando sono andato a casa sua, anno sabbatico o meno volevo accompagnarlo e pur senza lo schioppo avevo deciso di chiedergli se usciva con quegli amici o era da solo, nel caso aveva già appuntamento con loro, non ci sarebbe stato posto per me nell’auto, e come avrete già capito era solo per cui ben felice di sapere che l’indomani mattina ci saremmo incamminati insieme alla ricerca della meravigliosa regina.
Tornato a casa chiedo a mia figlia di prestarmi la sua “scatoletta” digitale con un piccolo zoom con il pensiero che la mattina successiva avrei fatto una foto ad Alfonso con la prima beccaccia della stagione. L’indomani alle 4 in punto mi viene a prendere, la strada è lunghetta e non amiamo fare corse folli per arrivare in tempo, fatti una decina di km. sulla superstrada improvvisamente un rumore inconfondibile ci avverte che abbiamo forato una gomma, lui accosta ed esce dall’auto imprecando e maledicendo un gatto nero che gli aveva attraversato la strada mentre veniva da me, lanciandogli un chiaro segno premonitore che non sarebbe stata una buona giornata, e quella ruota bucata ne era una conferma lapalissiana, e a quel punto erano finite prima di incominciare le nostre speranze di incontrare la prima beccaccia della stagione in corso.
Concluse tutte le operazioni per il cambio della ruota, decidiamo di continuare, ma allo stesso tempo di accorciare decisamente la strada, vista la nostra precoce menomazione numerica di pneumatici. Giunti alla meta di “scorta” che era ancora buio, abbiamo aspettato pazienti in auto che la luce del sole facesse capolino, oltretutto c’era anche un più che discreto vento (altro segno negativo) per di più freddo. Finalmente diamo il via a quella che poi si rivelerà a una splendida giornata di caccia, (almeno per me sicuramente) anche se sono senza lo schioppo, ma in possesso di una scatoletta digitale che mi renderà la giornata “IN”.
Incominciato a salire verso il bosco, ai margini di questo notiamo subito un particolare interesse di diva e loca, le nostre due setter, entrano e noi due le seguiamo, la cerca diventa più attenta, si ha la sensazione che è il momento giusto, la luce si fa più fioca via via ci addentriamo, il sole fatica ad entrare in quel groviglio di rami e foglie, ma ecco li che la nostra diva si irrigidisce in una ferma decisa e statuaria con gli occhi rivolti leggermente alla sua sinistra, la figlia loca si immobilizza in consenso alla madre, ed io ero dalla parte giusta, con lo sguardo cerco avidamente la regina poco più avanti a me, Alfonso si posiziona in modo da avere un buon tiro nel momento dell’involo, la vedo vedo, quell’occhione grande, mi rivela la sua posizione, secondo me mi fissa, è pronta a prendere il via, sono momenti speciali, avverto il battito cardiaco che aumenta, le tempie che mi pulsano, con movimenti lenti preparo la scatoletta per fare la foto, colpevolmente (o no) ignoro la splendida ferma della nostra cara amica a quattro zampe, riesco a fare due foto, la seconda per timore che la prima sia venuta male, ed eccola che parte Alfonso non si lascia sfuggire l’occasione ed è nostra, loca completa il lavoro riportando prontamente l’arciera.
Dopo le carezze di rito alle due cagne e i complimenti reciproci per la splendida azione foto/venatoria di tutti e quattro, mi viene spontaneo sottolineare ad Alfonso che se non avessimo bucato questa mattina non saremmo venuti in questo posto, e non saremmo stati protagonisti di questo splendido momento, e alla domanda se fosse ancora convinto che il gatto nero sia portatore di sventure…mi ha guardato ha sorriso e ha tirato dritto senza darmi la risposta. Per quanto mi riguardo vi posso assicurare che ho vissuto un’emozione intensa e unica, forse, anzi senza forse, scaramanticamente parlando fra i due oggi la palma del più fortunato è toccata a me.
In bocca al lupo a tutti
Pasquale Cinquegrana
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Comments (12)
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Bravo “Nato Cacciatore”!!! :D
Ieri ho dedicato una delle giornate di caccia più emozionanti della mia vita anche all’indimenticabile Antonio il Grande.
E pensa che al mattino presto, mentre ci ricavamo sul posto di caccia, ci ha attraversato la strda prorprio un GATTO NERO 8O
Io che non sono scaramantico ma che credo comunque che sia da ignoranti esserlo ma che porti sfiga non esserlo
una grattatina me la sono data.
In compenso il mio socio mi ha detto:” va beh…lui sicuramente è stato fortunato, perchè se attraversava la strada un attomo dopo…”
Nato cacciatore!! E mi sono pure scordato una cosa!!!
Domenica, per la prima volta nella mia vita di beccacciaio, ho visto sua maestà ferma a terra a qualche metro dal tartufo fremente di Alina.
A volte penso che c’è un filo spirituale che legga tutte le persone che hanno un modo di sentire simile.
Caro Ezio, anche per me è la prima volta vedere una beccaccia a terra sotto la fermadei cani, per la verità mi era gia capitato di vederla a terra ma in quel caso a fermarla era stata un………auto, la mia, (non investita) quando avevo l’auto che scovava e fermava le beccacce,
ma questa è un’altra storia.
Si! credo che sia possibile che si è legati da un comune sentire.
In ultimo credo che gli sfotunati spesso siano i gatti neri nell’incrociare gli uomini, (son loro che dovrebbero grattarsi gli zebedei al nostro apparire. :? ) per tutte le volte che finiscono arrotati.
Complimenti a te Pasquale,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,nn sembra vero che il sig. Pinotti sia morto, ed è quasi passato un anno…………………………………..saluti !!!!!!!!!!!!!!!!!
Complimenti, Pasquale, bel racconto.
Comunque, pensa al gattaccio che ha attraversato la strada di certi nostri ex ministri tra cui : http://it.notizie.yahoo.com/-inseguita-e-umiliata-fin-sotto-casa-.html Questa si che è jella.
Saluti
Argo
quella che potete in testa al racconto e la foto da me scattata.
piccola correzione c’è una “i” di troppo ; arcera e non arciera.
Bravo Pasquale , complimenti anche e forse soprattutto per la foto . Non credo sia così facile agguantare con l’obbiettivo un animale simile, Tu ci sei riuscito benissimo .
Non sono un tipo scaramantico, anzi ; ma in casi come questi la mente pensa, io sto pensando : …sarà mica vera la storia secondo la quale dopo la morte ci si incarna in qualche animale ? . Personalmente non lo credo ,ma , vista la storia del gatto , sia quella accaduta a Te e che ha accorciato di molto la meta prefissata, sia quello che è passato davanti all’amico EZIO …..sarà mica che devo cercare un gatto anche io ?
Ma così non vale , vero ? :?
Scherzi a parte, ancora complimenti …., ricordando un GRAN SIGNORE D’ALTRI TEMPI
La prossima volta però usa la funzione contro l’effetto occhi rossi . ( scherzo ) :P :P
la prossima volta gli suggerisco anche di dire cissss!
Caro amico Pasquale,Antonio merita da parte di tutti noi di essere ricordato,ognuno come può o come gli suggerisce il suo animo,l’importante è non lasciar morire il suo pensiero e ricordarci in ogni nostra azione quello che lui voleva per la caccia.Un forte abbraccio.
Caro Pasquale
Maestro Pinotti cacciatore Antonio,e`la cosa piu`bella e veritiera che tu gli potessi dedicare.
Io quando gli parlavo nel forum scrivevo Grande Pinotti,quel grande e`rimasto solo per lui.