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R.E.: Tar blocca caccia ungulati, troppo piombo

| 11 novembre 2011 | 23 Comments

Reggio Emilia – Piombo nell’ambiente: il Tar blocca la caccia agli ungulati

Il calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia sospeso perché non ha tenuto conto del parere dell’Ispra. Che lamenta la pericolosità del piombo. Nelle armerie già ci sarebbero altre munizioni, ma costano di più. La Lac: “E poi dicono che sono ambientalisti”

Che esplodesse in maniera tanto eclatante non era affatto detto. Ma che prima o poi – come lamentavano qualche articolo fa – ci si dovesse occupare anche del problema del piombo disseminato nell’ambiente per l’attività venatoria era prevedibile.

E con una decisione che ha dell’incredibile il Tar di Parma ha sospeso il calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia, di fatto chiudendo la caccia agli ungulati. Troppo lacunoso, infatti, era il calendario provinciale proprio sul problema piombo, un elemento nocivo che facilmente entra nella catena alimentare degli animali ma, dalle carni della fauna selvatica, entra anche nella catena alimentare dell’uomo arrivando, se ingerito, ad accumularsi nel tessuto adiposo causando gravi malattie.

Pare quindi a tutela della salute pubblica l’ordinanza della Sezione Prima, sezione distaccata di Parma del Tar Emilia Romagna.

Quale era e quale è il problema da cui si è partiti? Che ancora oggi nella caccia agli ungulati si utilizzano cartucce a base di piombo. Come da legge, prima di emanare il calendario venatorio 2011/2012 la Provincia di Reggio Emilia aveva chiesto all’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) un parere sul proprio strumento di normazione dell’attività venatoria. L’Ispra, a quanto ci è dato a sapere, si è però espressa negativamente in merito all’utilizzo di pallottole al piombo che avrebbero dovuto essere espressamente vietate nel medesimo calendario. Il mancato recepimento delle indicazioni tecniche del prestigioso istituto, per altro, è una inosservanza di studi precisi di questo fenomeno, oltre che della normativa europea.

La Lega per abolizione della caccia ha pertanto formulato ricorso al Tar che il 9 novembre si è espresso per la sospensione del calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia relativamente alla caccia agli ungulati. Di fatto il calendario venatorio non prevedendo l’uso di munizioni atossiche e consentiva l’uso di munizioni al piombo in violazione a quanto indicato dal parere Ispra. E da mercoledì la caccia agli ungulati è formalmente sospesa.

Ma quale è il problema legato al piombo? La regolamentazione dell’Unione europea già impedisce la commercializzazione e la cessione gratuita di carni al cui interno c’è pericolo ci siano sostanze bioaccumulabili. Il piombo è vietato perché entra nella catena alimentare della fauna selvatica e può addirittura entrare nella catena alimentare degli umani che si cibano di ungulati. Si tratta di un elemento tossico per la nostra salute che dà avvelenamento con numerosi sintomi.

Ora cosa succederà? Che mentre il Tar si è mosso per la tutela della salute umana e del patrimonio dello stato si rimanda alla “trattazione di merito” all’udienza pubblica fissata per aprile, periodo entro il quale la Provincia potrebbe emanare una nuova delibera in cui si regolamenta la scelta di altri tipi di munizioni diverso da quelle a base di piombo.

Ma munizioni non a base di piombo esistono in commercio? Nel mondo venatorio si lamenta la loro reperibilità, ma come facilmente comprovabile nelle armerie già si possono trovare altri tipi di proiettili, a un prezzo però superiore.

“Credo che la Provincia si debba interrogare sulla gestione della fauna al di là del ricorso al Tar, spiega a Redacon Dino Vecchi, membro del Gruppo di vigilanza venatoria della Lega anti caccia –. La fauna non può essere considerata mera proprietà dei cacciatori come, invece, pare dimostrare le gestione Act montagna la rappresentanza dove la rappresentanza riservata al mondo ambientalista è di fatto impegnata da persone invece legate al mondo venatorio, analogamente per i posti riservati all’ente pubblico!”

“Tutte queste anomalie oggi le osserviamo perché la caccia è gestita di fatto solo da cacciatori – prosegue Vecchi – . Questo del piombo era un problema da aprire nell’interesse della salute pubblica e che oggi affrontiamo in maniera forte anche se per la fauna acquatica l’utilizzo di pallini al piombo è già vietato da due anni. Mi rivolgo ai cacciatori che si proclamano difensori dell’ambiente e che ad oggi avevano sempre evaso il problema del piombo immesso nell’ambiente. Il nostro è il primo di una serie di ricorsi che faremo a tutela dell’uomo, dell’ambiente e degli stessi agricoltori e cacciatori”.

(G. A.)
http://www.redacon.it

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Come riceviamo e cosi’ pubblichiamo

 

 

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: .In Evidenza, Emilia Romagna, Generale, LAC

Comments (23)

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  1. Reggio Emilia: Tar blocca caccia ungulati, troppo piombo | | 11 novembre 2011
  1. Giusti Giacomo scrive:

    Questi son tutti pazzi!!!!
    Non ho altre parole,Non posso credere che in Italia ci siano tanti cialtroni.

  2. Diego scrive:

    Ecco la dimostrazione che siamo tutti nello stesso calderone, ogni forma di caccia può essere attaccata….alla faccia di certi soloni che si professano “superiori” :roll:

  3. massimo zaratin scrive:

    Finchè non ci sarà una legge che obbliga al risarcimento dei danni qualora succedano negligenze così gravi da parte dei vari TAR e associazioni che ricorrono, la situazione sarà questa. In ogni attività, chi sbaglia paga…perchè anche in questi casi non succede così?
    Hanno confuso l’inquinamento da piombo nelle zone umide che dicono poi ingerito dagli acquatici con l’uso del piombo in campagna…ma dove sta scritto che il nostro piombo inquina? Siamo veramente al paradosso! :cry:

  4. flavioB scrive:

    Perfetto ciò che fa notare Diego, ma purtroppo il monito non sarà certamente recepito da quelli che chiama soloni e che credono di essere intoccabili.
    Comunque a proposito di ciò che fa male alla salute di TUTTI basta girare un pò per la campagna (parlo della pianura padana) per rendersi conto di quanto siano faziosi e disonesti questi falsi ambientalisti dato che negli appezzamenti di mais o frumento, tagliati ormai da qualche mese, nonostante le pioggie non è ancora cresciuto un filo d’erba, sembre di camminare nel deserto. Se si lamentano della cartuccia di piombo, dovrebbero come minimo strapparsi le vesti per l’uso che si fa dei pesticidi in agricoltura, ma qui silenzio di tomba.
    Comunque io sono almeno 40 anni che mangio selvaggina cacciata e sono a disposizione di chi voglia testare il mio fisico per vedere se si è accumulato piombo da qualche parte, ma in misura superiore a quelli che vivono nella mia stessa zona (forse ne troverebbero nelle parti basse, ma credo sia l’effetto della lettura di certi articoli) . Se si fosse in un paese serio i Tar non dovrebbero assecondare queste ca@@@te se non a fronte di ricerche scientifiche che dimostrino la veridicità di certe affermazioni.

    • Marco scrive:

      10 e lode!!! :wink: :wink: :wink:
      Se ci levano il piombo e proprio su questo tasto che si dovranno battere le associazioni venatorie,poi vedremo se anche gli agricoltori decideranno che è ora tutti insieme di dare addosso a questi cialtroni!!!

  5. Felice scrive:

    Da medico e cacciatore sono scandalizzato dal fatto che il TAR prenda in considerazione queste idee bislacche prive di qualsiasi fondamento scientifico.

    • francesco cattani scrive:

      Caro Felice,quelli sono magistrati,anche se con la “m” minuscola,ma quelli dell’spra dove qualcuno9 ha anche la lurea in scienze biologiche,veterinaria ecc. quello è una vergogna e uno schifo.Vanno chiusi questi enti e risanare il bilancio dello stato,quello che si spende per quest’ente è pari alle tasse dei lavoratori di una regione.

  6. renzo scrive:

    Siamo al paradosso, siamo dentro una favola Kafkiana .
    Proposta , perche non usiamo l’URANIO IMPOVERITO ? ,così non possono lamentarsi del piombo !

    Siamo sicuri di non essere dentro una puntata di Zelig ? :cry:

  7. francesco cattani scrive:

    E ci risiamo.Ma dove sono le fantomatiche AAVV,neanche una riga a commento e a conforto delle nostre paure o perplessità.Però sono scusate sono impegnatissime con lo studio dei migratori,speriamo che almeno questi studi portino a risolvere i problemi tanto dibattuti anche su questo sito.

  8. Giacomo scrive:

    Il piombo è vietato perché entra nella catena alimentare della fauna selvatica e può addirittura entrare nella catena alimentare degli umani che si cibano di ungulati. Si tratta di un elemento tossico per la nostra salute che dà avvelenamento con numerosi sintomi.
    ———————————————————————————————————-
    Chi lo dice questo ? Ci sono dati scientifici attendibili ? Bisogna risolvere questo incoveniente facendo dichiarare da esperti riconosciuti che il piombo sparato da un fucile da caccia non è inquinante ne tossico sia per l’uomo che per gli animali. Dopo di ciò possiamo anche dire di aver torto o ragione e di regolarci di conseguenza se cambiare le cartucce. Secondo me all’ISPRA non sono così ingenui da fare certe affermazioni senza avere una documentazione valida legalmente che possa far sospendere un’attività come la caccia tramite denunce che si da in concessione con fior di quattrini da parte dello Stato. :twisted: Salutiamo

  9. SILVIA scrive:

    Caccia di selezione vietata e la braccata no a Reggio Emilia!!!!….cosi dice la Provincia di Reggio E. !!! …ma sono veramente impazziti o cosa???? Ci mettiamo nei panni degli Emiliani? Associazioni truffagente che ci dite???…aspettatate fiduciosi???…noi siamo stufi del primo che arriva e ci prende a pesci in faccia….direi SATURI !

  10. Peter scrive:

    Attaccano in ogni modo la caccia, l’incredibile sta nel fatto che i vari Tar li assecondano quasi sempre. E come la mettiamo con tutti i veleni che si spargono sui terreni, dagli antigrittogamici ai disserbanti, alle discariche abusive agli sfersamenti di sostanze e materiali tossici? Dove su interminabili distese non ci cresce più un filo d’erba neache a pregare in turco? Su queste cose i signori della Lac dove sono? Che fanno “soprassiedono” ovviamente o si girano da un’altra parte? Poi come fanno a proporre avvelenamento da piombo quando la caccia agli ungulati viene eseguita con carabina a canna rigata i cui proiettili sono tutti ricoperti da una lega di ottone e rame che si dovrebbe chiamare, se non erro, “mailleshort” o giù di lì che, ricoprendo il piombo, non ne consente il contatto? Non se ne può più, quando si arriva al punto che anche i Tar si fanno strumentalizzare da codesti personaggi, lo sfascio è oramai dietro l’angolo.

  11. fabrizio scrive:

    se il ricorso ha un minimo di fondamento reale………qual’ e’ l’ incidenza epidemiologica delle malattie legate all’ ingestione di piombo da carni inquinate di piombo ???? quali studi dimostrano l’ effettivita’ di tale problema??

    Il ricorso non ha il minimo fondamento reale, il parere ispra e’ sempre e comunque obbligatorio ma MAI vincolante, salvo che per l’ eventuale prolungamento della caccia agli acquatici alla prima decade di febbraio.

    Guarda caso, un ricorso (pretestuoso e manifestamente infondato) viene esperito proprio all’ inizio della stagione di caccia al cinghiale, al fine di chiedere un provvedimento di cautelare…..

    Il ricorso verra’ rigettato perche’ infondato in fatto e in diritto…….ma intanto la stagione di caccia al cinghiale e’ rovinata o quasi……..grazie all’ uso strumentale dei ricorsi ai TAR.

    Fabrizio

  12. draghi scrive:

    Sarebbe comunque ora che si chiudessere le strade e le autostrade che attraversano l’emilia , quanto piombo viene scaricato da questi mezzi e non si sà bene dove và a finire. O almeno facciamo una legge dove questi contro caccia debbeno abitare tassativamente lòungo la rotta autostradale che non inquina.
    Roba da matti. E qualcuno li chiama pure a guidare i governi di regioni e province e comuni.
    Mandateli a pulire i fiumi e a spalare la melma degli alluvioni dell’ultima ora questi imbecilli da circo.

  13. Giovanni59 scrive:

    … va bè, è un’attacco alla caccia e non al piombo come si è ben capito, ma in itaglia funziona così x il momento. La cosa grave è che siamo di fronte ad un pessimo precedente. :cry:

  14. corrado scrive:

    hihihhi
    ma vedete che stiamo qua a discutere del nulla…
    intossicazione da piombo?? saurnismo??
    ma che cazzo dicono..sveglia quanto PPM di piombo……ma è la solita storia buona solo per far ricorsi stupidi.
    il problema sono questi..i giudici del tar…..sempre o spesso di parte..
    associazioni contro che ricorrono su tutto .anche senza fondamento……
    questo è l’esempio.
    di che discutete…
    del tipo di proiettile?? ma sveglia dai per favore….
    mandiamo in giro animali rotti dall’ acciaio e non morti come farebbe il piombo e vedrete i ricorsi piovere perchè gli animali soffrono e non muoiono…….

  15. ennio scrive:

    finchè non si chiarirà questo dilemma sul piombo ,tutti coloro che vorranno attaccare la caccia avranno sempre il coltello dalla parte del manico….e i TAR..purtroppo dovranno legiferare in merito.
    Ora quanto avvenuto in prov.di RE sarà un gradevole precedente per le varie associazioni ambientaliste di altre regioni… :roll: :roll: :roll:

  16. franc scrive:

    Mi chiedo: ma è mai possibile che nessuna delle nostre associazioni si sia presentata al tar tramite i propri legali per difendere i nostri interessi?
    Francesco Marcazzan

  17. fedeli massimo scrive:

    ispra ? eccoli quelli che…………… :mrgreen:

  18. fiore scrive:

    sentiamo se il tar BLOCCA ANCHE TUTTE LE GUERRE IN ATTO !!!! non si sa mai che abbia tutto questo potere!!! visto che per smaltire l’uranio hanno pensato bene di spiattellarlo anche nelle ogive!!

    se riuscisse gli farei l’applauso!

  19. Agostino scrive:

    La cacciaggione per me è stato un alimento quasi giornaliero e questi problemi che sollevano questi ben-pensanti non esistono.E’ solo un modo di dedicarsi ad altro meno che alle cose veramente importanti e che ci nuociono,ed anche per rompere i cosiddetti hai cacciatori con l’ausilio di qualche AV che pensa solo al proprio orticello.

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