UMBRIA: PROVINCIA PERUGIA, PER CACCIA CINGHIALE PIU’ SICURE LE ALTANE
(ASCA) – Perugia, 20 ott – Per la caccia al cinghiale conviene utilizzare le altane. Lo sottolinea in una nota la Provincia di Perugia, evidenziando che tali strutture sono state presentate in localita’ ”Poggiomanente” di Umbertide.
Il tipo di altane montate dalla Provincia sono a scaletta, fissa e aperta, cosi’ da consentire di esercitare la caccia in modo sicuro e permettendo buone condizioni per il tiro.
Sul fronte della sicurezza, si legge ancora, la Provincia ha promosso corsi di formazione mirati alla caccia sicura ed il progetto pilota delle altane realizzate a Poggiomanente rientra in questo programma. Un calibro con munizione canna magnum diventa mortale anche a un chilometro di distanza, con le carabine il pericolo e’ maggiore perche’ hanno 3 km di gittata. La caccia al cinghiale e’ sempre piu’ diffusa. In provincia di Perugia ci sono oltre 7.500 cacciatori dediti a questo tipo di attivita’ venatoria. Nell’Atc Perugia 1, 12 distretti e 355 settori, con 93 squadre attive per 4.621 cacciatori. A queste cifre vanno aggiunte quelle dell’Atc Perugia 2, ovvero altre 66 squadre per 3.204 cacciatori.
pg/map/bra
(Asca)
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…. bè certo che “un calibro con munizione canna magnum” fa il suo sporco effetto, tutti i libri di balistica ne parlano….ma davvero eh..!!
E vai !!!!! Dopo la prima battuta , tutti a caricarsi l’altana sulle spalle e spostarsi per la nuova , salire e scendere anche dopo che ha piovuto, su stradelli scoscesi e salite ripide . Seconda ipotesi : disseminare le altane per i boschi considerando i numeri che ha dato la provincia . Vorrei
ma c’è da
e
di essere italiani, perche chi partorisce certe idee credo siano menti malate.
Terza ipotesi : Ogni squadra deve provvedere a dotarsi di altane
se vuole svolgere la caccia in battuta al Cinghiale in sicurezza……
E questo , secondo me , sara’ il punto di arrivo.
Le squadre esercitano in forma ESCLUSIVA la caccia a un selvatico , il Cinghiale , in piu’ ” espropriando ” territorio a tutti gli altri cacciatori che all’interno del quale , volenti o nolenti , sono impossibilitati a fare la loro caccia .
Che le squadre almeno si facessero carico delle spese per poter cacciare loro in sicurezza e far star tranquilli tutti quelli che inavvertitamente potrebbero entrare nel raggio d’azione dei loro fucili . Fucili che , come ricordato nell’articolo , sparano ” pillole ” che arrivano da un minimo di mille a un massimo di tremila metri di distanza .
Robe’…. ( quanto sei bello tutto arancione :-) ) la sicurezza innanzi tutto ….
Purtroppo cari cinghialari avete anche la disgrazia di aver trovato un osso duro sul vostro cammino ! Non per niente è un selezionatore diplomato ed esperto in armi……. Quello che è giusto è giusto !!
Per lui poi ci vorrebbe un’altana almeno quanto la torre di Pisa solo così possiamo stare tranquilli……….
8O Ma chi è questo ? Zorro nei panni di Diego della Vega…….. Sei bellissimo !! :D :D :D
Roberto, potevi dirlo che eri un famoso attore:
http://www.youtube.com/watch?v=XAS7hGI9TLk&feature=share
Sembra che le altane all’interno di Zone di Ripopolamento,
siano già da tempo al servizio dei “ladroni” (coloro che sono in pratica autorizzati ad abbattere cinghiali, catturarli e, forse, consegnare le femmine ai cortigiani per ripopolare i loro settori).
L’operato di questa Amministrazione provinciale, oltre che fare la campagna acquisti, ora insiste senza ombra di dubbio per consolidare definitivamente la caccia da appostamento.
“Convegni” defilée, ricchi di costosissime iniziative, dimostrano che tutto il centro sinistra in Umbria, ha dimenticato e mortalmente offeso la cultura popolare che lo ha generato.
Mentre il centro/destra si evidenzia per il silenzio/assenzo!
La nostra protesta contro iniziative senza costrutto che generano soltanto sottogoverno e disperazione faunistica, continueranno nonostante l’evidente clima persecutorio che insiste nei confronti del Club “Le Torri”.
Chi ancora non ha capito che ci stanno chiudendo in gabbia, ovvero sulle altane nel caso, è bene che si risvegli dal torpore compiaciuto delle nostre Associazioni venatorie.
Cordialità.
Io soffro di vertigini…….
A parte che mi sembra una cosa propositiva e non un obbligo. Non capisco tutto questo livore nei confronti di una soluzione che è finalizzata a garantire una maggiore sicurezza durante le battute. Le squadre generalmente cacciano sempre negli stessi posti e le “poste” sono sempre le solite, non ci vorrebbe nulla a sistemare delle postazioni elevate da terra.
Non è vero che le poste sono sempre quelle, anche gli animali non sono sempre quelli (poveri)
la natura cambia anno dopo anno i luoghi ,i calatoi i passetti gli stradelli basta poco che si richiudano con la vegetazione , chi non fà questo tipo di caccia è meglio che prima frequenti sul campo e poi………gli incidenti(pochi ) avvengono tutti con le famose girate a 3 o 4 cacciatori che si spostano continuamente , noi ci si vede a vista , il frenetico è meglio che vada a cicoria e non a caccia .
se sta bene a voi …….
Abbiamo dibattuto ed anche scherzato, ma il problema sicurezza va cmq affrontato, l’altana x la sua stessa struttura è già un grande passo avanti data l’inclinazione di tiro che con l’arma rigata offre il massimo della garanzia riguardo ai rimbalzi ed il problema sarebbe dunque risolto se non fosse che gli animali a volte cambiano direzione di fuga quindi……
… la sicurezza o l’”insicurezza” sta in noi stessi e nelle azioni che mettiamo in atto quando abbiamo un’arma tra le mani……. forse è un caso di cosci
enza.
Va bene tutto per garantire sempre una maggiore sicurezza,però!!!!!!!!Oggi siamo abituati a vedere le altane all’interno di aziende faunistiche venatorie tutte recintate, perchè gli ungulati costano,quindi sono protette da eventuali danneggiamenti, perchè se fatte bene e stabili costano e dovrebbero essere a carico dei cacciatori.Poi dove sono montate le altane normalmente siamo in presenza di zone molto aperte e la visuale non è coperta da vegetazione e spesso a poca distanza (100/150m) si allestiscono punti di foraggiamento,quindi nel caso delle battute al cinghiale che di norma si fanno nei boschi più intricati,specialmente in quelle province che aprono a settembre,bisognerebbe creare dei corridoi disboscati ed eliminare la vegetazione che impedirebbe la visuale dall’altana che,se costruita a circa 25/40m l’una dall’altra, per ottenere una resa decente in termini di abbattimenti,ridurrebbe il bosco in un labirinto.Tutto questo, moltiplicato per N zone più o meno confinanti, dovrebbe essere realizzato con le autorizzazioni comunali,della Forestale e da ultimo, ma primi per importanza,dai proprietari dei terreni.Oggi le province,sperando nella loro imminente eliminazione,possono inventarsi di tutto per ostacolare una attività venatoria,ma pensare una cosa del genere per le battute al cinghiale in territorio libero è irrazionale.La battuta al cinghiale non è la caccia di selezione e comunque in termini burocratici/amministrativi anche per queste altane occorre munirsi dei permessi.
CHI E’ CHE LE SPARA PIU’ GROSSE,E AMMINISTRANO GLI STESSI PARTITI????????????????????
(ANSA) – GENOVA, 20 OTT – Contrariamente a quanto succedeva fino alla scorsa stagione, da quest’anno cervi, daini e caprioli dei boschi genovesi potranno essere anche ‘cercati’ da cacciatori, che prima erano tenuti alla postazione fissa. Lo ha stabilito alla quasi unanimita’ (31 voti su 32) il Consiglio Provinciale di Genova.
La cosiddetta ‘cerca‘ concede ai cacciatori di muoversi in una zona ampia ma delimitata, e con limitazioni precise.
I cacciatori sono tenuti ad indossare un giaccone rosso, tenere l’arma in condizioni di sicurezza e tirare da una distanza non superiore ai 200 metri.
Lo scorso anno, invece, il regolamento prevedeva che rimanessero in postazione fissa.
(ANSA)
DA ALTRO SITO
“Le torrette di caccia sono pericolose per la sicurezza”, quindi vanno demolite. Così ha ordinato il Comune di Valdagno, dando soddisfazione alle richieste della Lega per l’Abolizione della Caccia (Lac), le cui guardie zoofile hanno sporto varie denunce, ma anche alcuni cacciatori della zona, che – stando a quanto si legge sul Giornale di Vicenza – , hanno riconosciuto l’effettiva pericolosità di quelle strutture ormai fatiscenti e troppo vicine ai sentieri battuti, come è scritto nella delibera comunale.
I protezionisti veneti sembrano ora avere tutte le intenzioni di cavalcare questo provvedimento, il primo a livello nazionale – dicono – di abbattimenti per problemi di pubblica sicurezza, per chiedere che siano abbattute anche tutte le altre strutture di fattura artigianale. “Ora – dichiara Renzo Rizzi, del Coordinamento protezionistico veneto – prevediamo un’ecatombe per le torrette. Fino a questo momento, ne abbiamo censite 150, ma il nostro lavoro prosegue. Come pure i controlli. Faccio anche un appello alla Forestale, perché se ne occupi e segnali il pericolo alle autorità competenti”.
PS- MA QUANDO SI RIUSCIRA’ A FARE LE COSE USANDO IL CERVELLO E IL BUON SENSO?????