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Asti: cinghiali, tutti possono cacciarli

| 18 ottobre 2011 | 21 Comments

Cinghiali: tutti possono cacciarli. La Provincia concede agli agricoltori l’autodifesa per salvaguardare le colture

Con un’apposita delibera di giunta, la Provincia di Asti ha autorizzato i proprietari o conduttori di fondi agricoli ad esercitare l’autodifesa per il contenimento dei cinghiali e la salvaguardia delle colture.

Dopo anni di danni arrecati alle colture agricole da questi animali ed interminabili discussioni per la scarsa efficacia delle squadre organizzate dai cacciatori per il controllo della specie, le pressioni di Coldiretti hanno portato la Provincia ad attuare l’importante provvedimento. Presentando apposita richiesta di autorizzazione, gli agricoltori in possesso di regolare licenza per l’esercizio venatorio, potranno dunque procedere, all’interno dei terreni di proprietà o di conduzione, all’eliminazione dei cinghiali attraverso la tecnica dell’autodifesa. Gli animali abbattuti potranno essere trattenuti dagli agricoltori esclusivamente per l’autoconsumo, provvedendo alla tempestiva macellazione e al prelievo di campioni da inviare all’autorità sanitaria.
Per ora l’autorizzazione della Provincia è a titolo sperimentale, ma sicuramente è destinata a sollevare un certo clamore perché interviene su una materia che da anni viene considerata esclusiva di una cerchia ristretta di cacciatori. In realtà, come sottolinea Antonio Ciotta, direttore Coldiretti Asti, il provvedimento riallinea alla legislazione vigente quella che era diventata un’anomalia: “Le cosiddette squadre di “cinghialisti”, si sono suddivise il territorio escludendo la possibilità agli altri cacciatori di intervenire nelle loro zone, per altro la legge affida al cacciatore il compito di attuazione dei piani di contenimento delle specie proprio a salvaguardia delle colture e al mantenimento dei giusti equilibri numerici della fauna. Possiamo quindi dire che l’esercizio dell’attività venatoria viene in subordine allo status di proprietario o conduttore dei fondi. La nostra impressione è poi sempre stata che tali squadre, formate da un numero molto limitato di cacciatori, potessero agire per convenienza, abbattendo ogni anno un numero esiguo di capi, al fine di far proliferare la specie piuttosto che attivarne l’effettivo contenimento”. La delibera provinciale puntualizza anche che il provvedimento ha come obbiettivo “quello di allontanare i cinghiali dalle colture” ed è quindi “vietato il foraggiamento dei cinghiali in quanto lo stesso avrebbe l’effetto di attirare altri animali” sui fondi.
Da anni gli agricoltori lamentano danni smisurati alle colture causati dagli ungulati, per altro non esiste un’effettiva rintracciabilità degli animali abbattuti e poi venduti nel circuito della ristorazione.
Soddisfatto dell’iniziativa il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave: “Un provvedimento che raggiunge subito l’obbiettivo di rimette in equilibrio gli stessi rapporti fra i cacciatori; da sempre le squadre per le battute ai cinghiali hanno suscitato le ira dei cacciatori esclusi, tanto più dei cacciatori proprietari di fondi e agricoltori. L’obbiettivo principale del provvedimento è comunque quello di puntare a rimettere in equilibrio la fauna presente sui fondi agricoli, attraverso gli abbattimenti in autodifesa. Infatti nessuno meglio di chi vive con il lavoro dei campi, può essere in grado di mantenere una presenza di animali adatta all’equilibrio naturale. Di per sé, contrariamente a quanto talvolta si sente dire, nessun animale è nocivo: basta mantenerne una densità adeguata al territorio”.
Le richieste di autorizzazione agli interventi in autodifesa da danni causati dall’ungulato cinghiale devono essere presentate alla Provincia di Asti, Ufficio Caccia, piazza San Martino 11 Asti. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per compilare le richieste di autorizzazione.

http://www.viniesapori.net

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: .In Evidenza, Piemonte

Comments (21)

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  1. Giovanni59 scrive:

    Il principio non è male, a patto che si attui anche contro altre specie di nocivi, cornacchie ,gazze, volpi, e pure gabbiani. 8)

  2. dardo scrive:

    vorrei esprimere un parere del tutto personale, prima di tutto avete detto agli agricoltori che sono in possesso del permesso di caccia se hanno il corso per abbattere i cinghiali, visto che non sparano a pallini, e la palla può viaggiare per 150 metri ed essere mortale per terzi, per di più si è anticipato anche se in modo sibillino l’abrogazione della legge che permette di accedere a fondi agricoli (842) non propri la quale se avvenisse, la fauna trovata all’interno di un fondo sarebbe proprietà del proprietario dello stesso, e non patrimonio indisponibile dello stato, e per controparte indica che chi si sente cacciatore privilegiato nei confronti di un suo simile che attua un altro tipo di caccia, questa è la dimostrazione che così non è, e quindi invito tutti i cacciatori a sotterrare l’ascia di guerra ed a unirsi, tutti cooesi per difendere tutti i tipi di caccia, perchè se così non fosse, in futuro chi avrà il terreno caccerà ed i meno fortunati no!

    • Springer scrive:

      “”….e la palla può viaggiare per 150 metri ed essere mortale per terzi..””

      ________________________________________________________________________

      Fino a qualche anno fa forse. Adesso le ” palle ” , vedere tabelle balistiche , hanno gittata di circa mille metri .
      Ecco perche’ oggi piu’ di ieri e’ importante ” formare ” i cacciatori che intendono dedicarsi a questo genere di Caccia . Farla praticare a tutti cosi’ come in tante provincie si intende fare , secondo me e’ un errore , in termini di diminuita sicurezza , gravissimo.

    • franc scrive:

      La distanza che può percorrere una palla sparata con un fucile ad anima liscia alla fine della sua parabola può superare i 1500 metri e io non mi metterei li di certo per prenderla anche se alla fine della sua corsa. A 150 metri la palla di sicuro è mortale. Stiamo sempre attenti quando maneggiamo le armi, specie se caricate con queste palle.

  3. Bekea scrive:

    Forse è un accorgimento per far sì che molti agricoltori –proprietari si facciano la licenza di caccia…speriamo di sì.

  4. mauro scrive:

    all’ora,visto che la polizia da sola non riesce ad arestare tutti i criminali,si potrebbe concedere al libero cittadino di farsi giustizia da solo……

    MA CHE CAZZATA E’ QUESTA DEI CONTADINI CHE MAGARI SPARANDO DAL TRATTORE O DAL FIENILE AMMAZZANO I CINGHIALI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    QUESTO E’ UN ERRORE GROSSO COME UNA CASA………… 8O

  5. franc scrive:

    ‘….all’eliminazione dei cinghiali attraverso la tecnica dell’autodifesa.’
    Con tutti i corsi che ho fatto non ho mai sentito parlare della tecnica dell’autodifesa per la caccia al cinghiale. Mha mi sa che dovrò fare qualche altro corso di aggiornamento.
    Francesco Marcazzan

  6. gabriele scrive:

    “gli agricoltori in possesso di regolare licenza per l’esercizio venatorio, potranno dunque procedere, all’interno dei terreni di proprietà o di conduzione, all’eliminazione dei cinghiali attraverso la tecnica dell’autodifesa”….

    Aboliamo anche gli ATC..che sono gli enti preposti per la gestione della caccia
    Chi sono gli agricoltori? quelli che lavorano i campi tutti i giorni o quelli che dopo il turno in fabbrica fanno gli agricoltori ed ora pensano di andare di notte a prelevare i cinghiali ….
    Chi fa l’autodifesa quindi non dovrebbe più chiedere il risarcimento danni! O avrà l’uovo e la gallina?

    L’autodifesa…il solito titolo da riempire i giornali…fra qualche tempo i cacciatori si stuferanno di andare a caccia e vedrete poi gli ungulati dove li troverete.

  7. giovanni scrive:

    Mi sembra un’ottima cosa speriamo che la cosa venga esportata e possa valere anche per cervi, caprioli e daini. Da noi a Pistoia sarebbe un’ottima soluzione per togliere di mezzo gli ungulati che scorrazzano nei vivai e in mezzo alla città. Certo se si fosse gestito invece di lasciare incancrenire il tutto forse non ce ne sarebbe stato bisogno. Ma come contestare i migliori tecnici sulla piazza…

  8. mauro scrive:

    Sempre piu’ convinto che il vero problema per la caccia siano I CONTADINI,e NON quei 4 ANIMALISTI……………………. :roll:

  9. ricci vincenzo scrive:

    Cari colleghi cacciatori,
    perdonate la franchezza ma un articolo del genere definirlo raccapricciante è poca cosa.
    Invocare l’autodifesa quale metodo per abbattere i costi dei risarcimenti danni causati alle colture dal cinghiale fa emergere diverse contraddizioni e quesiti; in quella provincia chi è deputato alla gestione della fauna? Quali mezzi, strategie e correttivi sono stati posti in essere dall’amministrazione cui fa capo la “problematica” caccia? È sufficiente avere la licenza per “farsi giustizia” da soli? Siamo sicuri che chi procede all’autodifesa è veramente il proprietario del fondo? Chi è proprietario di diversi appezzamenti ricorre a espedienti di varia natura o fa da solo??? Come vedete le domande sono veramente tante e i dubbi lo sono ancor di più.
    È di tutta evidenza che, laddove i danni sono veramente ingenti, è sbagliata la “gestione” della specie; manca una vera e propria pianificazione, pianificazione che si può riassumere nel dire adeguati piani di abbattimento e relativo controllo.
    Risulta estremamente facile scaricare su altri tutte le colpe (nell’articolo viene espressamente detto che i cinghialai abbattono un numero limitato di prede per volontà) ma, se chi è deputato alla gestione avesse letto Esopo – le due bisacce – si renderebbe perfettamente conto che le cose non stanno esattamente così come vorrebbe farle sembrare.
    Non conoscendo da dentro come stanno le cose non saprei dire se le colpe sono imputabili a tizio o a caio ma di certo qualcosa da rivedere c’è. Se poi anche nella provincia di Asti le squadre di cinghialai sono chiamate a prodigarsi nel fare questa o quella cosa potremmo dire che al danno si aggiunge la beffa.
    È veramente ora che si attui una strategia estesa e coordinata per la mitigazione dei danni e non si proceda per espedienti, tesi esclusivamente ad avere visibilità e suscitare enfasi, che nei fatti risultano essere insignificanti per la soluzione del problema.
    La parolina magica è GESTIONE e, vi assicuro, che il mondo venatorio è pieno di tecnici in grado, se non di risolvere definitivamente il problema, di mitigare gli effetti negativi ad essa correlati.

  10. Springer scrive:

    È veramente ora che si attui una strategia estesa e coordinata per la mitigazione dei danni e non si proceda per espedienti, tesi esclusivamente ad avere visibilità e suscitare enfasi, che nei fatti risultano essere insignificanti per la soluzione del problema.
    ____________________________________________________________________________

    Non voglio ASSOLUTAMENTE disconoscere la pratica della caccia al Cinghiale in battuta e/o metterne in discussione la sua valenza storico/culturale , ma ….. se i cosiddetti ” cinghialari ” fossero tutti ” selecontrollori ” il problema sarebbe stato risolto da tempo…. :wink:
    E su questo non ci piove….

  11. ricci vincenzo scrive:

    Mi spiace contraddire Springer ma, anche nella caccia, l’abito non fa il monaco. Non solo i selecontrollori sono in grado di attuare piani di abbattimento ma i cinghialai, siano essi raggruppati in squadre sia singolarmente, sono capaci di apportare un contributo notevole alla soluzione del problema. Certo, essere selecontrollore significa anche maggiore conoscenza della specie e delle tecniche appropriate per i vari abbattimenti ma ogni cacciatore sa come comportarsi nelle varie circostanze.

  12. Springer scrive:

    Non ne sarei cosi’ sicuro . Lei ha parlato di ” GESTIONE ” come parolina magica. Questa comprende in termini piu’ ampi anche il saper gestire una specie e la ” struttura ” della sua popolazione in modo tale da farla aumentare….rimanere stabile …diminuire…..
    Lungi da me voler instaurare una qualsiasi polemica nei confronti di una forma di caccia che ha in Italia e soprattutto in alcune sue Regioni lunga tradizione storico/culturale , ma sparare al primo animale che passa davanti alla posta sta’ a questo concetto di ” gestione ” come il gatto sta al topo .
    :wink:

  13. ennio scrive:

    Decisione grave…molto grave….sia perchè causa disparità di trattamenti , sia perchè si crea un precedente che potrebbe avere gravi risvolti sulla gestione del territorio e della caccia quindi.!!!!!!!
    ATTENZIONE !!!!

  14. beppe 82 scrive:

    mi scappa da ridere!!!!!!!!!qui si gira attorno al problema non si va dritti al problema……..un altro accontentino dato all’agricoltori in maniera di non sollevare piu’ polveroni e’ non aderire piu’ nella coldiretti……….salvo incidenti di percorso……..se non ci scappa il morto! :evil:

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