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Liguria: Nuova legge per le aree contigue

| 14 ottobre 2011 | 4 Comments

Regione: nuova legge sulla caccia nelle aree contigue ai parchi

Regione. La Regione Liguria si appresta a presentare un nuovo testo di legge sulla caccia nelle aree contigue ai parchi dopo la nuova bocciatura della Consulta.

Lo ha affermato l’assessore ai Parchi Renata Briano che ha annunciato una nuova legge, da varare nelle prossime settimane, che possa contribuire a risolvere situazioni gravi come quelle legate alla presenza di cinghiali sul territorio.

La cronistoria della vicenda. La Corte Costituzionale, con la sentenza 11 novembre 2010 n. 315, dichiarò illegittima la norma contenuta nella legge regionale 29/1994 che consentiva ai cacciatori regolarmente iscritti nell’ATC di praticare la caccia nelle cosiddette aree contigue dei parchi naturali, quei territori che sono posti a cornice di alcuni dei parchi regionali liguri , Antola, Aveto, Portofino, Montemarcello Magra. La Regione Liguria, con la norma ora decaduta, aveva ritenuto corretto applicare il principio della cosiddetta “residenza venatoria”, al centro della riforma introdotta dalla legge sulla caccia 157/1992, rispetto alla residenza anagrafica. Questa soluzione legislativa aveva consentito di raggiungere un buon equilibrio fra le esigenze di tutela delle aree protette e le istanze dei cacciatori, rasserenando quel clima di acceso contrasto fra parchi e cacciatori degli anni ’90 e permettendo ai parchi di diventare soggetti importanti dello sviluppo delle aree interne e montane.

“Purtroppo il ricorso ha rimesso in discussione gli equilibri raggiunti in questi anni con fatica e impegno”, afferma l’assessore ai Parchi Renata Briano che giudica queste iniziative, per quanto legittime,” utili ad alimentare posizioni contrarie ai parchi a cui mi contrapporrò con tutte le mie forze”.

“Però è mio dovere – aggiunge la Briano – trovare delle soluzioni immediate perché la gestione e l’attività venatoria, in particolare per il cinghiale –specie che causa notevoli danno all’agricoltura- sono necessarie e non si possono portare avanti soltanto con i residenti nei comuni dei parchi per il numero troppo esiguo di persone”.

Di fronte a questa situazione l’anno scorso la Regione Liguria ha proposto una legge urgente che è stata impugnata dal Governo e che la Corte Costituzionale, con la sentenza n.263 del 12 ottobre 2011 ha ritenuto illegittima.

“Di fronte a questa nuova sentenza, e dopo un anno di lavoro con i soggetti interessati- spiega Renata Briano – stiamo lavorando ad un nuovo testo, che prende spunto da altre leggi regionali vigenti, che verrà portato in consiglio regionale entro fine mese.

Nel frattempo è stato chiesto ai Parchi (Antola, Aveto, Portofino e Montemarcello Magra), agli ATC e alle Province di lavorare immediatamente alla stesura di un regolamento che aiuti la risoluzione del problema.

http://www.ivg.it

Category: .In Evidenza, Liguria

Comments (4)

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  1. dardo scrive:

    se si trova sbagliato cacciare nelle aree contigue figuriamoci nei parchi, state difendendo i cinghiali ed i danni che comportano, non si è capito ancora nulla, volete i parchi? bene ! tenetevi i cinghiali ed i loro danni, tanto in italia siamo ottusi e non si trova via di rimendio alle menti tarate!.

  2. renzo scrive:

    La vera “”tara”” non è solo immaginare paroloni come — residenza venatoria— .
    Sul porto d’armio c’è scritto valido in tutto il territorio Italiano .
    Siamo cittadini Italiani che pagano le tasse e siamo al di fuori di ogni sospetto con la fedina penale INTONSA .
    Immaginare di disgregare la socialità della caccia con confini virtuali , e poi pretendere di arrampicarsi sugli specchi , è solo e soltanto demagogia politica .
    La caccia non ne ha bisogno ma tant’è ……

    • dardo scrive:

      siamo cacciatori, aventi diritto a nulla perseguibili da giornalisti, personaggi dell’etere, additati da tutti e vesseggiati da ambientalisti di turno, tutti possono avere una parte d’ascolto con noi, quello che mi dispiace è che in un italia dove si cercano i problemi dove non ci sono, si chiude gli occhi dove ve ne sono, vedi i bek blok cosa hanno combinato, i nostri politici autorizzano l’acqua dove usano le spranghe e non danno permesso di azioni decise dove usano molotov, perchè se avviene che un carabbiniere uccide un invasato furente, il carabiniere viene additato come delinquente ed il pericoloso personaggio diviene eroe e gli dedicano pure le strade, siamo in un paese senza legge che lega le mani a chi dovrebbe farle rispettare, ma come si sa il problema è la caccia.

  3. giorgio scrive:

    CACCIA PESCA AMBIENTE SPORTS
    Sezione Provinciale Via P. Picedi, 2 19100 – La Spezia – Tel e Fax 0187-517420.
    e.mail- cpavenatoria@libero.it
    NO
    All’allargamento del Parco Naturale Regionale di Monte Marcello/Magra

    Apprendiamo da aree esterne che il Parco Naturale Regionale di Montemarcello/Magra, spinto da alcuni cacciatori locali prefigura la possibilità dell’allargamento del parco stesso nei comuni di Ortonovo e Castelnuovo illudendo una ventina di cacciatori che con l’ingresso dei comuni di Ortonovo e Castelnuovo creando appositamente nel perimetro dellnuovo Parco un’Area Contigua che permetterà a quei pochi cacciatori che potranno cacciare all’interno dell’area contigua di Montemarcello.
    Mai simile falsità è stata cantata da quei politici che stanno appoggiando quest’operazione, ma vogliamo ricordare che nel mese di gennaio 2011 il consiglio di stato a firma del Ministro per i rapporti con le regioni Onorevole Fitto e il Ministero dell’Agricoltura e foreste a firma del Ministro Prestigiamo hanno reso illegale la legge fatta dalla Regione Liguria dove sopprimeva le aree contigue ,esclusa l’area contigua speciale di Monte Marcello, perché non conforme al disposto dell’Art. 32 della legge 394/91.
    Prima di entrare nel merito delle problematiche concernenti l’esercizio della caccia nei parchi naturali, occorre brevemente illustrare i disposti della normativa statale e, in particolare, quelli della legge 394/91, richiamati dalla legislazione sull’attività venatoria (Legge 157/92). Le norme della legge –quadro sulle aree protette, cui espressamente si richiama la disciplina sull’attività venatoria, sono principalmente due: la prima riguarda il divieto di caccia nei parchi e nelle riserve naturali regionali (articolo 22, vi comma della legge 394/91),
    disposizioni rientranti nelle “norme quadro “, ossia i principi fondamentali a cui le Regioni devono attenersi nel legiferare in materia di aree protette e a cui devono adeguare la propria legislazione.
    La seconda richiamata è, poi, quella (articolo 32, legge 394/91) riguardante la facoltà attribuita alle Regioni di istituire d’intesa con gli Enti gestori del Parco e con gli Enti locali interessati, delle nuove aree contigue a quella protetta, in cui consentire l’esercizio controllato della caccia, riservato ai soli residenti, garantendo comunque, nel contempo, mediante piani e programmi, un’adeguata tutela territoriale ed ambientale al fine di assicurare la conservazione dei valori presenti nelle limitrofe zone protette.
    Bene è meglio essere onesti e sinceri con i cacciatori, e questo è sempre stato il nostro ruolo di onestà e sincerità nell’informazione, avvisandoli che partiti politici e associazioni venatorie (riconosciute) a loro collegate, con l’illusione dei cacciatori che potranno cacciare in tutta l’area contigua del parco.
    Questi signori non vogliono nella legislazione che stabilisce che per istituire un’area contigua bisogna istituire prima di tutto l’area protetta che guarda caso l’area di nuova istituzione nei comuni di Castelnuovo e Ortonovo sono molto distanti al Parco naturale di Montemarcello che verrebbero collegati dai famosi corridoi di collegamento e con questa operazione si perderebbe la piana di Luni. La piana di Marinella, territorio dei comuni di Ortonovo,Castelnuovo. Dove l’area parco verrebbe collegata al Parco Apuano Toscano.
    E’ per questi motivi, che il C.P.A vivendo il presente ma avendo sempre lavorato per il futuro, certamente un futuro più vicino alle nostre esigenze ed è per questo motivo che riconoscendo a tutti i cacciatori residenti e non residenti il diritto di andare a caccia sosteniamo e sosterremo in tutte le sedi la volontà di sopprimere tutte le aree contigue e riconsegnare il territorio ai naturali usufruitori dell’ambiente”residenti, cacciatori e a tutti quelli che oggi hanno inteso i parchi come loro predominio territoriale per il Wechend domenicale.
    Oggi gli enti Parco devono rielaborare i piani attuativi ed è questo il motivo di rivedere i propri confini, restringendoli ma non allargandoli.
    E’ per questi motivi che il C.P.A. dice NO ad un all’allargamento delle aree protette.
    Il Coordinatore per le Regioni Piemonte/Liguria
    Giorgio Giannoni

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