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Asti: ATC, Coldiretti ritira i rappresentanti

| 8 settembre 2011 | 22 Comments

Cinghiali, Coldiretti Asti: situazione insostenibile

Coldiretti ritira per protesta i rappresentanti negli Ambiti territoriali di caccia. Questa mattina Coldiretti ha deciso di ritirare i propri rappresentanti dai Consigli direttivi degli Ambiti Territoriali di Caccia AT1 e AT2.

La decisione è avvenuta in seguito al mancato recepimento degli Atc delle istanze del mondo agricolo, in merito alle proposte di contenimento dei danni provocati al settore dagli ungulati.
Coldiretti, concordemente con le altre organizzazioni agricole e l’amministrazione provinciale, aveva individuato nell’abolizione delle zone di caccia ai cinghiali la soluzione per ridurre i danni alle colture.
“Prendendo atto dell’immobilismo degli ATC su un problema economico importante per il settore agricolo – spiega il presidente Coldiretti Asti, Maurizio Soave – abbiamo deciso di ritirare i nostri rappresentanti nei due organismi di gestione della caccia. La situazione generale del comparto agricolo è diventata insostenibile e non più giustificabile di fronte ai nostri associati. Anche perché non si può continuare a reperire fondi per pagare i danni provocati dai cinghiali, piuttosto che pensare a come eliminare definitivamente il problema”.
In pratica, gli agricoltori astigiani non vogliono più coltivare i propri fondi per poi vedersi distruggere i raccolti dai cinghiali. Evidentemente per gli agricoltori i rimborsi parziali non sono in ogni caso sufficienti per continuare a garantire a pochi cacciatori cinghialisti di esercitare quello che dovrebbe essere un hobby, ma che in questi ultimi anni è verosimilmente diventato una fonte di reddito.
La legge sulla caccia si fonda sul mantenimento dell’equilibrio della fauna selvatica, demandando ai cacciatori la funzione di controllo della consistenza delle specie. Per contro viene concesso ai cacciatori di esercitare un hobby dando loro l’accesso ai fondi.
“L’esercizio della caccia – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – diventa un diritto solo di fronte a precisi doveri. Noi abbiamo constatato che i cacciatori di cinghiali della provincia di Asti non svolgono la loro funzione. Ci aspettiamo ora che gli organi preposti non si trincerino più di fronte ad un diritto che è venuto meno. Sollecitiamo le istituzioni ad intervenire senza indugi, senza temere azioni legali da parte dei cinghialisti, per assumere un chiaro atteggiamento di difesa del mondo agricolo. L’unico diritto che sta venendo meno è proprio quello degli agricoltori di esercitare la propria attività di impresa”.

http://www.viniesapori.net

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Come riceviamo e cosi’ pubblichiamo
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Category: .In Evidenza, Generale, Piemonte

Comments (22)

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  1. mari scrive:

    I signori della Coldiretti demandino ai rappresentanti del wwf lipu lac & c. il contenimento dei cinghiali e richiedano a loro i danni subiti e non rompano sempre le scatole agli atc. Questi coldivatori sono troppo furbi e hanno le mani troppo lunghe…. quando gli fà comnodo sono con gli animalecologisti contro la caccia quando no si accaniscono con i cacciatori…. decidetevi una buona volta da che parte state!!!!!!
    :P :P :P

  2. Giovanni Aiello scrive:

    Io credo però, al di la di ogni polemica, che bisogna trovare il modo per accordarsi con gli agricoltori. Non dimentichiamo che andiamo a caccia in casa loro. Quindi trovare una mediazione o almeno cercarla, mi pare sia opportuno.

    • Giusti Giacomo scrive:

      Certo caro Giovanni!
      Bisogna dare il massimo apporto al mondo agricolo,nesono convinto,ma non possono continuare a stare con i piedi su due staffe.
      Ciao!

    • peppol@ scrive:

      si devono decidere da che parte stare….e se ci impediranno di andare a caccia in casa loro poi chiameranno la rossa ed il suo entourage a togliergli i cinghiali dalle palle….mettendogli il sale sotto la coda

    • Ezio scrive:

      Giovà, è 20 anni ed oltre che fanno parte dei comitati degli atc… Se ne accorgono adesso che c’è qualcosina che non va???

      Quando “io/noi” dicevamo che il cinghiale non era una specie compatibile con certe colture, qualcuno diceva e lo dice ancora adesso che eravamo dei nemici della caccia.

      Bene, ora che i nodi vengono al pettine, si capirà che probabilmente era vero che eravamo nemici della caccia ma eravamo amici del BUON SENSO e del REALISMO!!!!

      La stessa cosa sta capitando ora ma al contrario.

      La regione ha posticipato al 1° di ottobre l’apertura al colombaccio.

      Una specie in aumento esponenziale ogni anno e che darà…e forse già lo fa …danno alle coltivazioni.

      Pare che NESSUNO si sia accorto che si nutre anche della preziosa “tonda gentile di Langa” (nocciola).

      Quando scopriranno l’evento allora chiederanno di poterlo cacciare anche di notte e con la’usilio della contraerea. :evil: :cry:

      • Giacomo scrive:

        Ezio, non ti preoccupare che ad accorgersene se ne accorgeranno e che diamine…… !!! Ma solo quando non potranno fare più i gelati. :mrgreen: :P Salutiamo

      • dardo scrive:

        sono anche agricoltore e cacciatore sempre stato dalla parte della caccia, e mai andrò con gli animalambientalisti, dico solo che quando si va in casa d’altri bisogna essere educati e lasciare i terreni come li si è trovati, al giorno d’oggi non è sempre così e per colpa di uno la pagano in tanti. Comunque se la coldiretti a voluto dare un segno di disapprovazione, benissimo allora che dica quali sono i suoi problemi e che ne parli dandoci anche supporto nelle nostre battaglie.

      • Giovanni Aiello scrive:

        Ezio, noi tutti che viviamo la realtà venatoria piemontese, sappiamio bene come funziona. Bene chi dice che coldiretti deve decidere con chi stare per carità, ma loro secondo il mio insignifcante parere fanno politica così come altri sindacati di categoria, cercano di tenere il piede in due scarpe dando un colpo al cerchio e uno alla botte. I cacciatori a loro interessano quando sanno che solo noi possiamo sfoltire la popolazione dei suidi e altri selvatici nocivi all’agricoltura, ma ancora non si sono decisi a stare solo dalla parte di chi vive il territorio agrosilvopastorale, ossia NOI e non di certo pseudoambientalisti da salotto. Per quanto riguarda la porcata di cota su colombaccio e il resto del calendario venatorio…….lasciamo perdere che è meglio…….boccaccia mia statti zitta per dirla alla provolino. D’altronde e se ricordi, appena eletto il cota tanto caro a qualche presidente di atc, ha dichiarato sul quotidiano La Stampa di avere simpatie animaliste, a to punto i conti sono fatti.

        • Giovanni Aiello scrive:

          Dimenticavo, sul colombaccio e altro, qualcuno si affanna a dire ai cacciatori che è colpa dell’ispra………..pensa te.

        • Ezio scrive:

          Giovanni, lo scarica barile e/o mancata assunzione di responsabilità sono ormai un baluardo per questo “sistema”.

          E’ sufficiente avere la faccia di pura tolla è voilà…il gioco è fatto!

          Vedi l’esempio che ci viene dall’alto, ogni giorno…. C’è “gente” che ha avuto la possibilità di stravolgere in meglio un Paese tanto il potere che si è ritrovato tra le mani e sappiamo tutti com’è andata a finire.

          La colpa è ovviamente dellle opposizioni, di questo, di quell’altro, ….

        • Giovanni Aiello scrive:

          Parole sacrosante Ezio, pensa che in Sicilia dello scarica barile ne hanno fatto una bandiera. Il nostro “caro” sindaco, non ha provveduto e crediamo volutamente, a mandare in regione le carte con la riperimetrazione della zps isolana che è al 100%, quindi, mentre in tutte le altre isole minori, che non lo sono al 100% come da noi, vanno a caccia, noi che siamo figli di un dio minore NO. Credimi siamo incazzatissimi e abbiamo già smosso chi di dovere e se ci sono i presupposti, passeremo all’azione legale.

  3. fabrizio scrive:

    gli agricoltori hanno ragione,

    ma nelle c.d. “zone bianche” i cinghiali non dovrebbero nemmeno esserci e se ci sono vanno eradicati senza “se” e senza “ma”.

    Le zone vocate non sono zone agricole, ma territori boschivi e montuosi in cui l’ agricoltura non e’ praticabile.

    Forse il problema sta in qualche errore nella gestione del territorio.

    Volendo, nelle zone non vocate si puo’ praticare la caccia in battuta al cinghiale su ordinanza del Presidente della Provincia, anche fuori dalla stagione di caccia.

    Fabrizio

  4. lucas scrive:

    Se non erro quando furono convocati per sapere come la pensavano in merito alla proposta di riforma “Orsi” espressero “parere contrario”… :mrgreen:

  5. Giacomo scrive:

    E adesso quali saranno le conseguenze dopo questa retromarcia nei due ambiti AT1 e AT2. ? :roll: Salutiamo

    • Ezio scrive:

      Non so quali saranno le conseguenze…Mi spiace però in particolare per l’atc at1 che conosco e so essere gestito bene ….anzi in confronto a molti altri, benissimo!!!

      Certo è che sse si lamentano gli agricoltori dell’AT 1 per “4″ cinghiali che lo popolano, dalle “mie” parti dovrebbero essere sul piede di guerra da 15 anni….

  6. gianni scrive:

    Il messaggio che arriva dagli agricoltori astigiani (ma penso ne seguiranno altri) è abbastanza chiaro.
    Insomma c’è una torta da spartire e una fetta la vogliono anche loro.
    E se ci facciamo un pò di esame di coscenza, qualche ragione ce l’hanno.
    I cinghiali vivono e prosperano sul loro terreno, in casa loro, e spesso provocano danni non sempre risarciti con la misura e la prontezza necessarie. Per contro noi li cacciamo, divertendoci, e tratteniamo per noi gli animali abbattuti. Usandoli come meglio crediamo per cxonsumo privato o …altro.
    Non conosco i numeri della provincia di Asti, ma ad esempio in Liguria gli abbattimenti annui movimentano quintali e quintali di carne pregiata. Quindi rappresentano un verto e proprio businnes.
    Gli agricoltori, che non sono stupidi, se ne sono accorti e chiedono di sedersi a questo tavolo. Cosa che a me sembra giustissima. Cacciatori e agricoltori insieme possiamo rappresentare una grande forza ma entrambe le categorie devono godere dei frutti che l’ambiente offre. Siano essi rappresentati da denaro o da bistecche di cinghiale.

    • Ezio scrive:

      Da me è da mo’ che la spartiscono la torta … Il problema credo sia piuttosto che a molti coltivatori non gliene frega nulla dei rimborsi ma vogliono mangiare e vendere ciò che producono.

      I loro sindacati lo avranno capito questo?? :roll: :mrgreen:

  7. Giovanni59 scrive:

    Lo abbiamo già detto e qui lo ripetiamo, gli agricoltori NON hanno tutti i torti, ci mettono il territorio, ci sfamano (loro malgrado) gli ungulati, ed in cambio non quasi nulla e ci rimettono pure, potrebbero essere degli ottimi alleati in molte lotte che ci riguardano, se perdiamo la loro fiducia è finita. :evil:

  8. Ezio scrive:

    Come dice Fiore, si è fatto e si continua a fare ciò che conviene e non ciò che è giusto.

    Se ci sono di mezzo i soldi poi…

    Alla fine della fiera si raccolgono i “frutti”…giusto per rimanere in tema agricolo.

  9. piero scrive:

    …perchè i cinghiali su certi territori crescono troppo in fretta ?. E’ storia vecchia. Chi vuol capire capisca… ma – viste le grane che si creano sia tra cacciatori che nella gestione dell’Ambito – non pensate sia ora di smetterla ?

  10. beppe 82 scrive:

    cari amici come a ben dettoezio e’ parecchi anni che ribadiamo che sarebbe e’ sara’ una problematica su alcuni teritori e’ colture perche’ e’ un selvatico a tutti gli effetti che’ non e’ compatibile….ma cm dicono le associazioni agricole vorrebbero propio eliminarlo estinguerlo…perche’???ci sono mille modi di gestirlo di controllarlo senza arrivare a quei livelli li….in francia si a una popolazione di ungulati il doppio della nostra ed’ e’ gestita alla grande….il problema non e’ il cinghiale ma sono i gestori di atc e’ ca e’ l’associazioni agricole perche’ non anno alcuna competenza a gestire il selvatico…parole dette da un cinghialaio per passione !!!!!!! :P

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