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Perugia, convegno: Salve, uomo del bosco

weidmannsheilDopo il successo della prima edizione nel 2010, ritorna Weidmanns’heil!, l’appuntamento della Provincia di Perugia con il mondo venatorio, le sue tradizioni e le sue prospettive.
Questa volta si parlerà della valorizzazione della caccia da un punto di vista gestionale e del recupero degli aspetti culturali e tradizionali ad essa connessi, delineando la possibilità di proposte formative e di comunicazione per gli operatori del settore.
Si tratta di far crescere gli aspetti nobili della caccia, quali l’etica venatoria, la conoscenza e la salvaguardia dell’ambiente, il corretto utilizzo delle risorse naturali che il nostro territorio ci mette a disposizione anche sotto forma di fauna selvatica che è possibile prelevare.
La comunicazione tra mondo venatorio e società risulta essere una questione strategica per il futuro della caccia, così che anche i progetti di educazione ambientale possono essere utilizzati come strumento di divulgazione della cultura venatoria.
Alla base ci deve essere un profondo rinnovamento culturale dei cacciatori, che vedano in questo un dovere fondamentale e l’unica possibilità di sopravvivenza dell’attività venatoria nel nostro paese, in cui peraltro non mancano notevoli opportunità di prelievo di fauna.
Opportunità che potrebbero essere ampliate con l’attuale discussione e la revisione relativa alle “deroghe”, necessario momento di confronto fra istituzioni locali, scientifiche ed amministrative nazionali e comunitarie di cui molti rappresentanti sono presenti in questa sede.
In questa cornice si inseriscono anche le mostre dei trofei e l’attività di tassidermia (con le apposite relazioni e l’esposizione di specifici diorami) che mettono alla portata di tutti l’osservazione ravvicinata di animali schivi ed elusivi, difficili da incontrare in natura.
Non si tratta di vedere animali “imbalsamati”, ma di conoscere tecniche e peculiarità di realizzazione di diorami con esemplari riprodotti in atteggiamenti plastici, inseriti nei contesti ambientali che sono soliti frequentare.
Marco Vinicio Guasticchi
Presidente della Provincia di Perugia

Allegato: volantino della manifestazione

Filed in: .In Evidenza, Incontri/Dibattiti, Umbria

22 Risposte to “Perugia, convegno: Salve, uomo del bosco”

  1. Nicola 83
    6 settembre 2011 at 09:55 #

    Forza Luca, siamo TUTTI con te, dimostra che l’applicazione delle deroghe è un diritto per i cacciatori e un dovere per l’ISPRA, dal quale non si può sottrarre con la scusa della “mancanza di dati”.

  2. Bartoccini Mario
    6 settembre 2011 at 10:27 #

    Danaro pubblico sprecato per dimostrare una “nobiltà” virtuale (aulica?) che condanna senza mezzi termini la cultura venatoria classica, la cinofilia, l’arte dell’augello, la salvaguardia dell biodiversità, la corretta articolazione nella gestione dell’ambiente.

    E’ CERTO CHE TUTTE LE CACCE HANNO PARI DIGNITA’ E DEVONO AVERE PARI RISPETTO.

    Altra cosa sono le cordate a sostegno dei personaggi politici con preponderante “culto della personalità”.

    In Umbria i cacciatori seri ed onesti stanno pagando duramente la prepotenza delle fazioni politiche.
    Siamo ad un passo della dittatura vera e propria???

    Qualcuno ci aiuti a lottere contro le leggi/truffa!! l’invito vale anche per Luca: il Grande.
    Cordialità.

    • alessandro cannas
      6 settembre 2011 at 11:02 #

      No Mario consentimi, non e’ cosi….Anzi……C’e’ una grossissima apertura……..Alle antiche tradizioni venatorie e al sostegno dei danni agricoli degli storni…..

    • Nicola 83
      6 settembre 2011 at 13:36 #

      Luca il Grande (come lo ha definito) lotta e non è da solo.
      Rivolga lo stesso invito a quelle Associazioni che hanno riferimenti politici in Regione e nelle Province, compresa la SUA.
      Alcune hanno la “fortuna” di avere come Dirigenti associativi gli stessi Politici che votano, con tutti i c@sini che poi vengono fuori.

  3. 6 settembre 2011 at 10:57 #

    Le Nuove Stagioni sarà presente, come nella prima edizione, con la sua telecamera per far conoscere ai meno fortunati la straordinaria bellezza di Villa Fidelia e, soprattutto, per rendere partecipi i propri affezionati telespettatori della importanza che riveste, per il mondo venatorio, l’iniziativa ideata e promossa dal Presidente della Provincia di Perugia, nonchè appassionato cacciatore, Marco Vinicio Guasticchi.
    Con un arrivederci a Villa Fidelia e con il rituale saluto “salve uomo del bosco”, vi diamo appuntamento per le prossime settimane su TeF Channel e sul canale 836 di SKY, dove potrete assistere alle puntate dedicate a questa avvincente manifestazione.
    diego.

  4. Bartoccini Mario
    6 settembre 2011 at 13:38 #

    Come volevasi dimostrare …
    vogliono farci credere che vender fumo è … arte!

    Mi torna in mente TRILUSSA:

    Pé fà le carte quanto t’ho da da?
    Cinque lire …
    Ecco qui; bada però che m’hai da dì la pura verità ..
    Nun dubitate che ve la dirò.

    Voi ciavete un amico che ve vò imbroja ne l’affari.
    Nun pò stà perché l’affari adesso nu’ li fò.

    Vostra moje v’inganna.
    Ma và là! Sò vedevo dar tempo del cuccù!

    V’arimmojate.
    E levete de quì! Ce so cascato e nun ce casco più!

    Vedo su fante un certo nun sò che … Ve sò state arrubate …
    Ho questo sì: le cinque lire che t’ho dato a te.

    Cordialità.

  5. Bartoccini Mario
    6 settembre 2011 at 13:45 #

    Stimato Alessandro … in Umbria ce “sò state arrubate” :
    dignità, Giustizia, rispetto e pure … “le cinque lire che t’ho dato a te”.

    Cordialità.

  6. Bartoccini Mario
    6 settembre 2011 at 13:51 #

    Signor Nicola 83,
    la buona volontà e le idee non hanno padrone!

    In ogni modo … pensi alle cinque lire di Trilussa …
    Cordialità.

    • Nicola 83
      6 settembre 2011 at 21:22 #

      Ho pensato intensamente alle “cinque lire” di Trilussa, ho riflettuto sulle poesie di Trilussa e non so a quale farla “liberamente” pensare………
      a ER COMPAGNO SCOMPAGNO
      a ER MINISTRO NOVO
      a ER SORCIO DE CITTA’ E ER SORCIO DE CAMPAGNA
      oppure a LA RANOCCHIA AMBIZZIOSA
      o ALLA CORNACCHIA LIBBERALE
      e per finire con L’INGEGNO.
      Per essere Liberi Pensatori e dare lezioni a un ventottenne come me è però necessario non avere CASE politiche e Associative…Lei ha questi requisiti?
      Cordialmente.

  7. Bartoccini Mario
    7 settembre 2011 at 11:54 #

    Per governare la caccia non servono”bamboccioni” con la sindrome del bello e del bravo!

    Servono invece persone serie che sappiano coniugare correttamente le problematiche venatorie ed ambientali.

    Ne servono affrettante conclusioni a perpetuare i gravi ritardi che in Umbria, da almeno 20 anni, hanno causato il deserto faunistico:
    CON LA COMPLICITA’ DI SPROVVEDUTI “INTELLETTUALI”
    adusi a menare il can per l’aia.

    In quanto ai requisiti, egregio Nicola 83,
    SAREBBE OPPORTUNO MISURARE I “REQUISITI” D’INTELLIGENZA!!! operativa … intendo!

    Cordialità.

    P.S. Resta inteso che il convegno défilé e le problematiche artefatte, non sono certo patrimonio degli uomini del bosco!

    • Nicola 83
      7 settembre 2011 at 12:49 #

      Clap clap clap 8O , inteso come applausi scroscianti, mi inchino :( alla sua INTELLIGENZA operativa, s’intende, tutti gli altri sono dei poveri deficienti, me compreso!!!

  8. maurizio franchi
    7 settembre 2011 at 13:06 #

    L’assunto dal quale dobbiamo muovere, sempre, è quello che vede tutte le forme di caccia rispettate, tutte con pari dignità e, aggiungo, tutte regolate da norme semplici, ferree e certe!
    Questo è il mio punto di vista, a priori!
    Io sono un cacciatore cinofilo, curo con passione i miei kurzhaar, ho la pretesa, ma solo quella, di essere un beccacciaio e, ormai, alla 33^ licenza mi piace pensare di avere un piccolo bagaglio di esperienze, che iniziarono con gli insegnamenti del mio grande papà.
    Lo scorso anno ho frequentato, con entusiasmo, il 12° corso per cacciatori di capriolo e daino con metodi selettivi. Un corso ben concepito, con insegnanti ottimi e con finalità importanti, secondo me, per ogni tipo di caccia!
    Nella fattispecie, per “caccia di selezione” si intende correntemente un tipo di caccia basata sul rispetto di un piano preordinato di abbattimento, diviso per classi di sesso e di età e redatto in base a censimenti e stime secondo un criterio scientifico.
    Un tipo di caccia quindi, che consente al cacciatore di operare una scelta del capo da abbattere.
    Si deve considerare la selezione come una parte essenziale della gestione delle popolazioni di ungulati selvatici.
    Il fine ultimo della caccia programmata in modo selettivo è quindi il mantenimento della densità e della struttura prefissata in una popolazione selvatica, prelevandone esclusivamente l’incremento annuo, la “rendita”, senza intaccarne le potenzialità di sviluppo, il “capitale”, suddividendo gli abbattimenti nelle diverse classi di sesso e di età. Solo così il tasso di fertilità delle femmine e le probabilità di sopravvivenza dei cuccioli aumentano e la popolazione produce molti più individui.
    L’intervento sulla “rendita” è possibile per ogni forma di caccia a patto che si promuova una nuova cultura della caccia e che si evitino gli sprechi a cui, nostro malgrado, dobbiamo soggiacere.
    In breve, dobbiamo gestire il patrimonio faunistico, garantendo ed incrementando la biodiversità.
    Cosa intendo per gestione? Perché gestire?
    Uno degli obiettivi, che dobbiamo conseguire è quello di palesare alla società chi veramente è, cosa pensa, quali azioni compie, come si sente, in cosa crede e cosa vuole ottenere “il cacciatore”.
    Io credo che il cacciatore debba costruirsi piano piano la propria passione, ogni giorno attraverso gesti, lavoro, comportamento e stile di vita, in maniera che, in essa, egli sia soggetto attivo, motore di una nuova cultura venatoria, appunto “la gestione”.
    Il cacciatore, oggi, non può più essere un semplice fruitore del “bene naturale”, ma deve esserne produttore e conservatore.
    Questo, secondo me, è necessario fare, questo è necessario che passi alla gente!
    In bocca al lupo a tutti noi!
    Maurizio Franchi

    • 8 settembre 2011 at 00:29 #

      Caro Maurizio,
      condivido al 100%, ma….le cose, purtroppo, non stanno così e la realtà con cui dobbiamo fare i conti è ben diversa. Tuttavia ciò non significa che dobbiamo darci per vinti, Anzi, tutt’altro!!
      Cordialmente
      diego

      • maurizio franchi
        8 settembre 2011 at 11:45 #

        Carissimo Diego,
        grazie di cuore!
        Sicuramente, hai ragione quando affermi che la nostra realtà, purtroppo, è ben diversa.
        In ogni caso, il nostro amore per la caccia ci impone di provare a cambiare e le mie idee muovono per un cambiamento che recuperi molto del passato, ma che si ponga in maniera “evoluzionistica” nella realtà che viviamo.
        Del resto la caccia è un fenomeno sociale e, credo, che debba essere considerato come tale.
        Spero di ultimare presto, lavoro permettendo, la stesura di alcune povere idee che sarò ben lieto di presentare a questa platea.
        Un grazie anticipato a te e a chi avrà la bontà di leggerle e di giudicarle.
        Ancora grazie e, ovviamente, in bocca al lupo!!
        Maurizio

        • 8 settembre 2011 at 23:23 #

          Caro Maurizio,
          recuperare il passato, guardando al futuro: sarà un caso, ma la pensiamo proprio alla stessa maniera! :D .
          Buon lavoro e un caloroso in bocca al lupo anche a te.
          Ciao.
          diego.

  9. Nicola 83
    7 settembre 2011 at 14:31 #

    Tutto ciò non toglie che anche i cultori e gli amanti della piccola selvaggina siano rispettati e tutelati, purché gli stessi caccino secondo le regole.
    Tutti meritano rispetto e attenzione, nessuno deve permettersi di dire che la propria forma di caccia è migliore delle altre, chi va a fare il selettore di Caprioli e Daini ha lo stesso diritto di ama cacciare Storni e Fringuelli e se un domani un “cellettaro” vuol cimentarsi con la selezione fa il corso, gli esami, si iscrive a un Distretto, fa i censimenti e decide quale forma di caccia lo soddisfa di più.
    Se poi un Selettore vuol tirare quattro schioppettate a Storni e Fringuelli lo fa e basta, senza che per questo venga classificato un cacciatore di serie B.
    E’ la distinzione su chi fa la caccia più “sostenibile” che ci divide, tutte le forme di caccia, se praticate senza eccessi e nel rispetto delle norme, hanno pari dignità.
    Un Convegno che affronta la caccia di Selezione e le Deroghe è una novità…aspettiamo il dopo per contestare o approvare.

    • maurizio franchi
      7 settembre 2011 at 14:41 #

      Sono d’accordo con te!

  10. Bartoccini Mario
    7 settembre 2011 at 18:37 #

    La sua tensione provocatoria, signor Nicola 83, la trascina oltre ogni regola di buona educazione
    CONSIDERATO CHE MAI HO ASPIRATO AD IMPORRE AD ALTRI QUISQUIGLIE
    E TANTO MENO A CONSIDERARE “DEFICIENTI” I CACCIATORI IN GENERE!

    Badi bene a non generalizzare quando afferma
    “tutti gli altri sono dei poveri deficenti, me compreso!!”

    Questa infatti è una sua arbitraria affermazione che dimostra, in sostanza, la sua malafede!

    Di fatto, la manifestazione in quastione a Villa Fidelia, viene ripetuta dopo appena un anno, ponendo tra l’altro in programma argomentazioni ampiamente dibattute e fortemente offese dall’operato della Regione, Province ed Associazioni venatorie.

    Il mio richiemo al rispetto di tutte le forme di caccia … DA SEMPRE …
    dimostra che non esistono pregiudizi, ma invece la ferma determinazione d’investire nell’ambiente le risorse usate a beneficio della fauna selvatica tutta.

    E la politica della divisione continua …
    Cordialità. Sopratutto per il signor Franchi.

    • Nicola 83
      7 settembre 2011 at 19:43 #

      E’ questo SUO porsi al di fuori e al di sopra delle Associazioni Venatorie che non riesco a capire, eppure in molti sanno che Lei c’è dentro, c’è stato e ci sarà in futuro.
      Nessuna tensione provocatoria, sono calmo e tranquillo e non capisco dove ha intravisto “malafede” e maleducazione…teso sembra Lei ogni volta non si incensa il suo operato e non ci si schiera con Lei a combattere il “suo” o i suoi nemici e questo alimenta la politica della divisione che Lei, a parole, abiura (mi piace il termine).
      A Villa Fidelia si parla di “corna” e, con tutto il rispetto, non me ne può fregar di meno, ma rispetto chi pratica questa forma di caccia, ma anche di “celletti” e questo, da migratorista, mi interessa.
      Pago come tutti la quota dell’ATC e non ho mai sparato a un fagiano o a una lepre e mi permetta di scherarmi con chi tenta di difendere la mia passione e di tanti altri (Stincardini), anche se per fare questo vengono spesi un pò di soldi “pubblici” da togliere a lanci di selvaggina da “vomito” e a gestioni di Zone Ripopolamento affidate solo ad alcune Associazioni in modo schifosamente politico e che non producono un c@zz@.
      “Tutti gli altri sono deficienti, mé compreso” è un modo di dire generalizzato e non offensivo e la sua cultura “onnivora” dovrebbe aiutarla a capirne il senso.
      Cordialità a Lei e a Franchi….e faccia la pace con il mondo|||

      • maurizio franchi
        8 settembre 2011 at 11:55 #

        Caro Nicola,
        non sprecare energie per arrabbiarti!
        Il tuo intervento, al quale ho risposto dichiarandomi d’accordo con te, era di tutt’altro tenore e, dal mio punto di vista, veramente costruttivo.
        Tutti insieme, ognuno con il proprio contributo, possiamo farcela per il bene della caccia e nell’esclusivo interesse dei cacciatori, dell’ambiente e, dunque, nell’interesse comune.
        Ciao e in bocca al lupo!!

    • segugio
      7 settembre 2011 at 19:51 #

      scusi l’intromissione sig. Bartoccini…….a memoria non ricordo un suo intervento che riconosca qualcosa di positivo, oltretutto con il suo modo di porre le questioni da l’impressione di essere il verbo assoluto………il “ghe pensi mi” cè ne già uno e di danni ne ha fatti anche troppi!!

  11. Bartoccini Mario
    8 settembre 2011 at 19:13 #

    Succede spesso che certi giovanotti, succubi di dirigenti venatori ciarlatani, prendano
    CA@@I PER FISCHI!!

    E’ così signor Segugio!
    Che vuole … bisognerebbe fare un corso – finanziato dalla Provincia, dagli ATC e con la presenza delle telecamere di “Caccia Virtuale”-
    CHE MONDO ESISTE OLTRE LA PUNTA DEL NOSTRO NASO?

    Quel mondo che a noi piace, ma troppo spesso non sappiamo leggerlo;
    quel mondo in cui ci piace vivere, ma ne ignoriamo l’eredità faunistica;
    etc. etc. (mi fermo perché rischio di nuovo di essere considerato il “verbo assoluto).

    Di fatto da oltre cinquanta anni vivo abbastanza puntualmente a contatto della natura, sempre cercando di leggere segni e presenze faunistiche, per coniugarle con l’esistenza umana.

    Ho persino intervistato 800 persone nate tra il 1900 ed il 1908, per avere testimonianze dirette sulla gestione dell’ambiente e sulla presenza della fauna selvatica.
    Ricerca che aveva come scopo preciso di quantificare la presenza della volpe e del lupo nella regione dellUmbria.

    Riporto ancora una volta il dato di presenza certa:
    - lupo praticamente inesistente escluso il nursino;
    - volpe n. 1 capo ogni 800/1500 ettari.
    ATTUALMENTE LA PRESENZA DELLA VOLPE SI ATTESTA SU N. 1 CAPO OGNI 20 ETTARI! (anche recentemente ho sentito un cacciatore – lepre – sostenere in un bar, che “le volpi ci sono sempre state).
    ATTUALMENTE LA PRESENZA DEI LUPI IN UMBRIA SI ATTESTA TRA 200/300 CAPI (n. 1 capo ogni 3.000 ettari).

    Evito di parlare di altri mammiferi ed uccelli predatori che numericamente forse superano i
    2 milioni di soggetti in Umbria.

    Partendo da questi dati – signor Segugio – propongo alla Vostra cortese attenzione le mie preoccupazioni, anche in conseguenza del cicaleccio e dei bla/bla a non finire, che ignorano le effettive e giuste interconnessioni tra specie e specie.

    Signor Segugio, ho sempre dato il mio contributo mettendo le mani in tasca e, subito dopo ho cercato di mettere al vaglio del confronto le mie esperienze di ricerca.

    Ho sempre sostenuto che la caccia è un problema tecnico, ponendo bene in evidenza che non mi interessano “le seggiole”, ma invece la difesa della biodiversità!!
    Perché la biodiversità è veritiera … troppi uomini praticamente mercenari!

    Cordialità.

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