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Appennino bolognese, lotta ai bracconieri

| 5 settembre 2011 | 20 Comments

Muore un cervo impigliato ai lacci tesi dai bracconieri

Nell’Alto Appennino Bolognese, nei giorni scorsi uno stupendo esemplare di cervo nobile è rimasto impigliato ad un laccio, teso dai bracconieri, facendo una fine atroce mentre si dimenava inutilmente per cercare di liberarsi. Il referto del veterinario non lascia dubbi: “sfiancamento cardiaco imponente e arterie coronariche fortemente dilatate”.

L’ animale, mentre si divincolava per liberarsi, è stato inoltre raggiunto da un grosso alano di una vicina abitazione che lo incalzava, rendendo la situazione ancor più insostenibile. La scena è stata notata attraverso i binocoli da un cacciatore dell’URCA (Unione Regionale Cacciatori Appennino) il quale, dopo aver chiamato altri cacciatori poco distanti ed il responsabile del distretto, si è avvicinato all’animale – nonostante la pericolosità di un cervo terrorizzato di quasi tre quintali – e lo ha liberato tagliando il cavo metallico che lo bloccava. Il cervo però si è accasciato a terra poco distante ed è morto.

Successivamente è stata avvisata la Polizia Provinciale che ha iniziato le indagini rinvenendo nelle immediate vicinanze altri lacci dello stesso tipo e, nell’orto di una casa colonica, anche ossa di cervo. E’ risultato quindi chiaro che non si trattava di un episodio isolato, ma dell’ultima di una serie di azioni criminose contro il nostro patrimonio faunistico, attuate con modalità particolarmente crudeli. Gli animali infatti, in simili situazioni, muoiono terrorizzati dopo una lunga agonia. Le indagini sono quindi proseguite con perquisizioni presso abitazioni, fienili e magazzini circostanti che hanno portato, a conferma di quanto si era ipotizzato, al rinvenimento ed al sequestro di mezzi illegali di cattura di fauna selvatica, di carni di cervo all’interno di congelatori, nonché di munizioni a palla unica illegali. Al momento la Polizia Provinciale ha denunciato due persone in stato di libertà, ma non esclude che, nel corso degli accertamenti che stanno proseguendo, si possano scoprire altri responsabili di questi crudeli atti di bracconaggio.

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Category: .In Evidenza, Cultura, Emilia Romagna, Generale, URCA

Comments (20)

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  1. dardo scrive:

    si potesse agire così anche nell’atc massa 13, che la sorveglianza non è il massimo anzi non è……

  2. francesco cattani scrive:

    Complimenti e lotta senza quartiere ai bracconieri.

  3. ennio scrive:

    ….purtroppo questa pessima abitudine di alcuni non è usuale solo nell’appennino Bolognese ,ma anche in altre regioni come quì nella Marche,come in Abruzzo… addirittura lacci posti all’interno del parco,zone protette ecc
    Purtroppo la vigilanza è scarsa ovunque per i motivi che tutti conosciamo.

    • Giovanni Aiello scrive:

      Ennio, per conto mio nei parchi si portino via anche la terra, mi spiace parlare in codesto modo, ma per quanto riguarda i parchi che sono veicolo di malattie e distruzione del territorio e della piccola fauna, beh……..non entrerò mai a fare vigilanza in quei luoghi di perdizione ambientale. D’altronde in Piemonte ci è vietato farlo in assenza di convenzione con l’ente parco, ma sapessi quanto ci frega a noi di parchi e zone cosidette protette che non siano ZRC, oasi ecc. ecc. ovvero che riguardino il mondo della caccia.

      • sobri scrive:

        Hai perfettamante ragione.

        • Giovanni Aiello scrive:

          Caro Sobri, purtroppo ho la presunzione di avere scritto cose veritiere. I parchi e le zps non servono a nulla se non a rendere difficile la vita a chi ci vive dentro. Nelle isole Egadi, zps al 100%, non ci è stata concessa l’apertura di caccia così come in altre isole minori siciliane, così come stanno mettendo in ginocchio l’economia isolana, bloccando edilizia ed attività connesse. Non sono d’accordo con abusivismo e ciò che ne deriva, ma porca miseriaccia ladra, una cosa un pò seria sono capaci di fare in codesta italietta?

        • dardo scrive:

          per giovanni, hai detto bene italietta, così siamo così finiamo, i nostri politici non potrebbero avere popolo migliore, qualsiasi soppruso tassa od obolo inflittoci, non a reazione, praticamente una certezza di allungare le mani dentro le nostre tasche senza subire conseguenze, non male, come dire leoni ruggite beeeeeebeeeeeebeeeeee :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

        • Giovanni Aiello scrive:

          Caro Dardo, purtroppo questi politici e questo esecutivo hanno tanti seguaci tra noi, chissà perchè ma ci sono. Qualcuno salterà fuori dandomi del sinistroide, ma ancora non ha capito che per me esiste solo Caccia Ambiente, l’ultima spiaggia per quanto mi riguarda.

      • Giusti Giacomo scrive:

        Bravo Giovanni!!!!
        Piu`leggo i tuoi post,piu`aumenta la mia stima!

  4. giovanni scrive:

    Sono daccordo a condannare un metodo di uccisione che fa soffrire in modo indicibile gli animali, però è bene mettere i puntini sulle i.
    L’intensificarsi di queste pratiche è in massinma parte colpa della pessima gestione del patrimonio cervo nel territorio acater. Fino a 15 anni fa i cervi erano concentrati in aree poco abitate e compivano incursioni nei territori limitrofi. Anni di “consapevole incuria” hanno portato i cervi nella piana di Pistoia a ridosso dell’autostrada, a Prato in prossimità della città e a Bologna in prossimità di Casalecchio di reno. Questa situazione di cui sono responsabili gestori e istituzioni, i primi per malagestione estremamente consapevole( una situazione bengestita vale molto meno in prospettiva futura di una di perenne emergenza) i secondi (atc e province) vogliamo sperare solo a causa di disattenzione e mancato controllo, ha portato a una giusta esaperazione della popolazione. Passino i problemi con gli ungulati nelle zone di alta montagna, ma essere costretti alle porte delle città a difendere le colture con recinzioni modello Auschwiz o a fare lo slalom con le auto per scansare cervi caprioli, ecc.. sulle autostrade mi sembra veramente troppo. A questo si uniscono le proteste di quei cacciatori affatto interessati a ungulati e affini ,che vedono questo tipo di caccia che interessa una esigua minoranza prendersi la quasi totalità delle risorse tra costosissime pianificazioni inconcludenti e relativi rimborsi danni. Quindi ripeto, nonostante sarei favorevole alla pubblica fustigazione a chi fa soffrire per ore un animale in quel modo, non me la sento di condannare quei poveracci che vedendo quotidianamente distrutto il proprio lavoro, professionale o amatoriale che sia, reagiscono in qualche modo. Quindi reprimiamo pure il bracconaggio, però cerchiamo di risolvere il problema. cerchiamo di fare zone vocate per gli ungulati che non comprendano aree abitate e coltivate e eradichiamoli dalle altre, altrimenti non ci lamentiamo se il vecchietto che fa l’orto mette il laccio.

  5. francesco scrive:

    Sono daccordo da noi a Pistoia la caccia di selezione si prende tutti i fondi e per la piccola selvaggina e i miglioramenti ambientali (a meno che non siano fatti per i cervi) non viene fatto niente. E dire che i cacciatori di selezione sono solo 400 contro 5000 cacciatori totali.

    • lorenzo scrive:

      dipendesse da me la selezione non esisterebbe, basterebbe mettere quelle specie nel calendario venatorio e il problema sarebbe risolto, ma sai come incasserebbero meno soldi.

      • Giovanni Aiello scrive:

        Ecco Lorenzo è proprio quello il nocciolo della selezione, soldi e solo soldi. In prov. di Torino i caprioli sono numerosissimi e creano problemi alla circolazione tra le altre cose, ma detto selvatico e cacciabile solo per selezione, 200 euro e ci vai………sempre se ti ammettono è ovvio. Se durante la stagione di caccia si da l’opportunità di abbatterne qualcuno per squadra o singolarmente non credo caschi il mondo o si distrugga la specie. Ma alla federazione degli atc voluta dal governo regionale della lega non interessa simile cosa, a loro interessa altro. Voglio vedere cosa saranno capaci di fare per ostacolare la minaccia del referendum regionale in Piemonte questi signori.

        • lorenzo scrive:

          una delle rare volte che siamo d’accordo .

        • Giovanni Aiello scrive:

          Lorenzo, in questa terra possiamo avere degli screzi, scontri d’opinione, ma se siamo cacciatori e lo siamo davvero, non di quelli che guardano solo al proprio orticello, possiamo sempre trovare unità di intenti. Divergenze di opinioni non significa essere nemici, spero di non sbagliarmi mai, ma la penso così. :wink:

  6. giangio scrive:

    L’unica certezza è che gli atc sono gestiti da irresponsabili legati al mondo scientifico che sulle spalle dei cacciatori buttano via soldi che andrebbero spesi in modo differente. studi su fagianottti lanciati di 30 o 40 giorni, studi per vedere la differenza di feti di capriolo tra quelli di montagna e quelli di collina, studi sulle cornee di caprioli per vedere la differente lucentezza tra agosto e febbraio…..e tanti altri solo per pagare tecnici incompetenti…………..
    smettiamola di pensare che gli atc hanno salvato la caccia. i cacciatori non li salva più nessuno, l’unica associazione che si muove è il CPA, il resto è destinato a finire………..

    • dardo scrive:

      gli studi sono giusti ma di anatomia mentre si pela o spenna un selvatico, poi di culinaria, mentre si assaggia, eppoi facendo la differenziata del deperibile, :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  7. alessio bitossi scrive:

    hihi

  8. lucas scrive:

    La smettano di organizzare inutili corsi a pagamento, inseriscano gli ungulati in calendario venatorio e concedano a tutti di cacciarli, nei limiti consentiti.
    Non si possono scaricare su tutta la collettività i problemi, anche gravi, che questi animali comportano e poi insistere a farli cacciare a pochi intimi.
    Io ci ho distrutto la macchina in autostrada e a momenti mi ammazzavo…. Ormai sono davvero troppi.

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