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ANLC: storno in deroga ma senza richiami

| 1 settembre 2011 | 16 Comments

Storno in deroga, ma senza richiami…l’ISPRA ci dica una volta per tutte se è eticamente contro la caccia.

Niente da fare, ancora una volta il mondo venatorio e in parte quello agricolo ricevono l’ennesima beffa. Diverse regioni italiane, tra cui l’Umbria hanno chiesto ed ottenuto il prelievo in deroga dello Storno per prevenire gravi danni alle colture ed al tempo stesso l’ISPRA ha nuovamente insistito nel confermare il divieto di utilizzare qualsiasi tipo di richiamo.

Anche sforzandoci di capire le motivazioni, non siamo riusciti a trovare il perché di questa indicazione da parte dell’Istituto, in quanto se di prevenzione si parla (ma potremmo parlare tranquillamente, nel caso dello Storno, di limitare i danni) i cacciatori ed il mondo agricolo dovrebbero essere messi nelle migliori condizioni per soddisfare e portare a termine nel miglior modo possibile la funzione della richiesta della deroga al divieto di caccia, ai sensi della lettera a) della Direttiva Comunitaria.

Oltretutto l’indicazione di vietare anche l’uso di richiami “non vivi e inanimati” è venuta con successiva integrazione al parere positivo circa l’applicazione del regime di deroga, visto che nella prima missiva dell’Istituto si parlava del divieto di utilizzo dei soli richiami vivi.

Se ci pensiamo un attimo su è come se l’ISPRA ci dicesse di cacciare con la forma della girata o braccata un cinghiale che sta facendo danni all’interno di un campo di mais senza l’utilizzo dei segugi, oppure semplicemente di “scacciare” gli storni da un vigneto, tanto a poche centinaia di metri ce ne è un altro che sta aspettando. Al riguardo vorremmo ricordare che in Toscana, proprio in questi giorni, un esponente  del mondo ambientalista ha proposto di vietare la caccia al cinghiale con l’ausilio dei cani e questa insensata proposta non merita commenti..

Vogliamo anche ricordare che in una circolare del Ministero dell’Ambiente si poneva in oggetto come “gli stampi in plastica, in quanto oggetti inanimati, non possono essere classificati e considerati RICHIAMI”.

Abbiamo analizzato riga per riga e più volte l’indicazione per l’utilizzo della deroga lettera a) contenuto nella “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”  e  non vi è alcuna limitazione circa l’uso di richiami vivi e non per le specie oggetto di deroga.

Il paragrafo 3.4.19 pagina 52 della suddetta Guida afferma: “È comunemente accettato che alcune specie di uccelli cacciabili possono compromettere gli interessi di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera a) al di fuori della stagione venatoria autorizzata a norma dell’articolo 7. È inoltre comunemente accettato che per salvaguardare tali interessi talvolta l’unica soluzione soddisfacente è l’eliminazione degli uccelli. Sotto questo profilo, sembrerebbe ragionevole considerare il ricorso alla caccia come un mezzo legittimo per la salvaguardia degli interessi menzionati nell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a). Naturalmente, in questo caso, la caccia persegue fini non ricreativi, ossia la prevenzione dei danni”.

Al paragrafo 3.4.20 pagina 53 troviamo scritto: “Le specie per le quali sono invocate le disposizioni dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a) sono talvolta definite “specie nocive”; il loro controllo è giustificato dall’esigenza di “prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque” nonché “per la protezione della flora e della fauna”. In particolare la prima giustificazione riguarda un’ampia varietà di specie, appartenenti soprattutto alle seguenti famiglie: Corvidae, Columbidae, Sturnidae, Laridae e Anseridae99. Molte di queste specie sono diffuse e relativamente abbondanti ed il loro stato di conservazione è ritenuto soddisfacente”.

 

E’ chiaro quindi come, in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, l’attività venatoria entra in gioco con un ruolo determinate  al fine di limitare e/o contenere i danni all’agricoltura attraverso l’eliminazione di volatili al fine di garantire la riuscita dello scopo dell’uso della deroga.

Ulteriori passaggi importanti nella Guida vengono ritrovati nei paragrafi che analizzano nello specifico la deroga nella lettera A:

3.5.7 “Il terzo motivo che giustifica il ricorso ad una deroga enunciata nella lettera a) riguarda la prevenzione di gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque. Questa deroga, che è diretta al controllo delle specie nocive, presenta vari aspetti. In primo luogo, è chiaramente collegata ad un interesse economico. In secondo luogo, è diretta a prevenire i danni e non è quindi una risposta a danni già accertati ma alla forte probabilità che tali danni si verifichino in caso di inerzia. In terzo luogo, devono sussistere elementi che consentano di concludere che in caso di inerzia i danni saranno gravi”.

3.5.9 “Le principali specie nocive sono le Corvidae, le Columbidae, lo Sturnus vulgaris, le Laridae e le Anseridae. Molte delle specie elencate nell’allegato II sono anche oggetto di ampie sovrapposizioni (oltre 40 giorni) tra i periodi di caccia e i periodi della nidificazione e della migrazione di ritorno”.

3.5.11 “I danni in questione devono essere rilevanti. In proposito la Corte di giustizia ha osservato che “questa disposizione della direttiva non mira a prevenire il pericolo di danni di lieve entità.” Occorre sottolineare due aspetti: la probabilità e l’importanza dei danni. Non è sufficiente il rischio che si verifichi un danno. Se il danno non è ancora visibile, l’esperienza passata deve dimostrare che esistono forti probabilità che il danno si verifichi. Inoltre deve trattarsi di un grave danno ad un interesse economico; sono dunque escluse le semplici molestie e il normale rischio di impresa”.

3.5.13 “Nella causa C-79/03, relativa alla caccia con i vergelli per evitare gravi danni alle colture nella Comunità di Valenza, Spagna, la Corte ha statuito sull’esistenza di alternative e sulla pertinenza di questo tipo di caccia per evitare danni. A parere della Commissione, vi sono altre soluzioni soddisfacenti per prevenire gli asseriti gradi danni causati dai tordi alle colture di viti e ulivi (ad esempio, la caccia con il fucile o l’impiego di cannoncini sonori, utilizzati con successo nel territorio di altre Comunità autonome spagnole). Secondo le autorità spagnole la caccia con i vergelli fornisce una soluzione soddisfacente per prevenire i danni, dato che per quanto riguarda i cannoncini sonori, il loro costo è troppo elevato rispetto al valore dei danni subiti e il loro utilizzo rischierebbe di provocare incendi, mentre l’uso di fucili comporterebbe un aumento delle licenze di caccia e un ampliamento del periodo di caccia”.

Quanto sopra scritto dimostra chiaramente come la limitazione circa l’utilizzo di richiami di qualsiasi tipo non viene mai menzionata. Riuscire nell’intento di limitare o prevenire i danni all’agricoltura e, quindi, limitare le perdite economiche di Aziende Agricole sono la priorità irrinunciabile oggetto della deroga. Per far questo i mezzi indicati ad assolvere questo compito devo essere quindi messi nelle migliori condizioni per assolvere il proprio compito.

Lo Storno, selvatico gregario per eccellenza, se cacciato con l’uso di richiami vivi e non può essere oggetto di attività venatoria proficua e in questo caso specifico riuscire nel proprio intento. Al contrario l’inutile divieto imposto dall’ISPRA renderebbe la prevenzione e il contenimento dei danni del tutto insufficiente.

L’ultima perla dell’Istituto è il “consiglio di utilizzo, per le deroghe, dei pallini d’acciaio o similari”, a causa dell’alto potere tossico dei pallini di piombo nelle carni dei volatili abbattuti, motivazione alquanto singolare e fantasiosa.

Ci auguriamo che il mondo agricolo si mobiliti in questo senso poiché i veri protagonisti in oggetto non sono né i cacciatori, né gli Storni, ma le loro colture che giornalmente vengono depauperate da questo selvatico. Migliaia di euro di reddito se ne vanno in fumo, o meglio in volo, ogni anno. Se gli agricoltori vogliono un aiuto i cacciatori sono disposti a darlo, ma che ci vengano almeno dati gli strumenti per farlo.

Ufficio Stampa ANLC Umbria

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Category: .In Evidenza, ANLC, Deroghe, Umbria

Comments (16)

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  1. nicola la spezia scrive:

    game over……. lo storno ha vinto. Legge perfetta per fare cassa con le sanzioni e per ritirare le licenze di caccia. Non sparate, non sparate non sparate. Ci vogliono massacrare…….

  2. peppol@ scrive:

    è come andare a pescare senza esca…per conto mio gli storni potrebbero mangiarsi anche san pietro

  3. maurizio franchi scrive:

    IO SPERO CHE DOPO AVER MANGIATO……..C – - – - – O SUL CAPO DELLE TESTE GLORIOSE CHE CONCEPISCONO QUESTE NORME ASSURDE!!

  4. claudio a scrive:

    Non capisco perchè l ispra può permettersi di interpretare una legge a suo piacimento senza essere contraddetta da nessuno. Qualcuno me lo sa spiegare?

  5. lucas scrive:

    Attendiamo fiduciosi che intervenga l’arcicaccia a difendere il giusto operato scientifico dell’ISPRA contro i cacciatori estremisti. :mrgreen:

  6. nicola la spezia scrive:

    per l’amor di dio, Lucas non nominare quell’associazione…….. saranno a festeggiare con gli amici dell’ISPRA. :oops: :oops: :oops: :oops: :oops: :oops:

  7. Leonardo - Fi scrive:

    Ed io infatti stamani son venuto a lavorare … non spreco certo una giornata di ferie per non cacciare …

  8. Matto scrive:

    Come ho scritto a seguito del primo comunicato della Libera ecco avverato quello che dicevo, si caccia lo storno? Mah…per me si va solo con lo schioppo vicino ai frutteti e se passa gli si da una botta…molto diverso dal discorso della “caccia”.
    Sul problema delle munizioni non tossiche quest’anno la provincia ha fatto la sua parte, l’anno passato ho fatto notare che era stato messo come Obbligo usare l’acciaio o similari per sparare a gli storni nelle aree SIC non considerando che nelle stesse aree sic si caccia normalmente con il piombo e si sparano sicuramente piu fucilate a piombo rispetto a quelle con l’acciaio.
    Quest’anno sono corsi al riparo mettendo questa cosa come auspicio, ovvero non come regola obbligatoria…
    Restano sempre i 5 storni al giorno per 30 annuali senza nessun richiamo….insomma penso sia lecito sperare in meglio, e sono anche ottimista 8)

    • dardo scrive:

      pensa Matto che in emilia ed in altre regioni prelevano lo storno ed i toraioli a caccia chiusa, quando stanno nidificando, come scusa dicono che sono dannosi per l’agricoltura, si vede che sono dannosi solo durante la nidificazione!!!, e così i piccoli muoiono di fame nel nido rendendo anche un problema sanitario visto che marciscono sotto i tetti delle case, siamo all’assurdo, se non vi è un adesione più che sostanziosa in caccia ambiente (partito), siamo fuori, adesso se la prendono con la migratoria, fatta fuori quella, toccherà ad altri, ci usano come campagna politica, quindi è sprovveduto quel cacciatore che si sente al sicuro……

  9. alessandro fulcheris scrive:

    ISPRA: Istituto Studiosi Per Regolamenti Anticaccia. La volpe a guardia delle galline. I nostri nemici se ne sono impadroniti, conoscendo bene il potenziale che ha questo istituto e non lo mollano. La Prestigiacomo ha una fifa blu degli ambientalisti e non tocca pallino et voilà les jeux son fait!!! Bisogna smettere di scrivere sui siti e incominciare a scrivere sulla carta bollata nelle Procure. Le Associazioni Venatorie devono vuotare le casse e riempire le procure di ricorsi non vedo altra alternativa, e se si perdono almeno abbiamo provato!!!!

    • Bekea scrive:

      Giusto Alessandro quello che dici: ma devono fare i ricorsi quelle AAVV riconosciute che si spartiscono i 5,16 € di tutti i cacciatori italiani dati dallo Stato a queste AV. Sò per certo che molte AV non riconosciute a livello nazionale se ricevessero questi introiti farebbero le battaglie che le altre non fanno. Sai quanti ricorsi si possono fare con i soldi che incassano i dirigenti nazionali della prima AV italiana, non vorrai dirmi che questi lo fanno per passione il loro lavoro :?: :?: :?:

    • Giusti Giacomo scrive:

      Certo che ha una fifa blu degli ambientalisti,e sappiamo anche il perche`!!!!! :D :wink:

  10. nicola la spezia scrive:

    per i cacciatori liguri : per favore mandiamo tutti una mail all’assessore Briano per sapere a che punto è il calendario 2011 2012 e sapere della deroga allo storno. Questo silenzio è preoccupante, visto che l’assessore aveva promesso di tenerci informati gia dal mese di luglio. Grazie
    ass.ambiente@regione.liguria.it

  11. Matto scrive:

    Dardo anche qui fanno il prelievo dello storno e del piccione anche a caccia chiusa, sullo storno qui hanno iniziato ad agosto nei vigneti se non erro.

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