Campania: sotto l’impulso dell’ANLC
MODIFICHE LEGISLATIVE A TUTELA DELLA LIBERTA’ DI CACCIA
I liberi cacciatori di Avellino stanno vivendo momenti di particolare entusiasmo di vita associativa a seguito dello scossone imposto dalla dirigenza regionale dell’ANLC in persona del dott. Luca Morelli,in stretta collaborazione con l’esecutivo nazionale,che hanno imposto una vera svolta alla situazione legislativa nella regione,che dovrà sboccare inevitabilmente nel rispetto dei diritti dei cacciatori, ponendo fine alle restrizioni fin ora imposte e che non hanno alcuna giustificazione sia pratica che legislativa regionale.
Centinaia di cacciatori,indignati e delusi anche per la condotta spesso rinunciataria di qualche associazione venatoria,si sono dati convegno nel comune di Grottaminarda incontrando i dirigenti dell’ANLC ed hanno fatto con questi il punto della situazione venatoria alla luce della recente iniziativa legislativa promossa con forza dall’ANLC in virtù della quale dovranno essere codificati principi di pari dignità tra tutti i cacciatori e tra le stesse associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale.
I convenuti hanno manifestato piena adesione programmatica all’anlc riportando con l’iscrizione all’associazione la provincia di Avellino ai livelli di avanguardia associativa.
Ci piace citare tra questi autentici combattenti come Flammia Gerardo di Frigento, Raccioppi Antonio di Conza, Errichiello Gerardo di Grottaminarda, (chiedendo scusa a tutti gli altri che per ragioni di spazio non possiamo citare) tutti questi hanno portato il loro entusiasmo alla manifestazione che vede anche il consenso di numerosi consiglieri regionali disponibili a dare il loro appoggio alla proposta di modifica legislativa.
Dal canto loro i dirigenti dell’ANLC hanno sottolineato con forza e dichiarato che i cacciatori non debbono e non vogliono più rimanere prigionieri nelle proprie case,atteso che il territorio e ‘patrimonio di tutti, quindi anche dei seguaci di Diana più di tutti sottoposti a balzelli esagerati per cui legittima e la rivendicazione delle proposte di modifica nel rispetto delle leggi di tutela ambientale e quindi di andare a caccia con parità di diritti per l’intera categoria.
E’ una battaglia che tutti sono disposti a combattere,col sostegno come abbiamo detto di consiglieri regionali capeggiati dal relatore dott. Pasquale De Lucia e avendo in prima fila l’ANLC – associazione che ha come emblema la bandiera della libertà cosi come ha sottolineato a chiusura della stupenda manifestazione il rappresentante dell’esecutivo nazionale dell’ANLC.
AVV. LUIGI MORELLI
http://www.anlc.it












Penso che se l’ ANLC continuerà in questa politica di chiarezza e determinazione nel far rispettare i diritti dei cacciatori in base alle leggi approvate, diventerà una prima aa.vv. d’italia. Anche in Toscana stiamo aderendo in massa a questa, compreso il sottoscritto seguito da varii amici, che ancora crediamo nella caccia, chiara e consapevole. Almeno questa aa.vv. si fa sentire e controbatte idee malsane e spesso a sfavore dei cacciatori.
alla luce della recente iniziativa legislativa promossa con forza dall’ANLC in virtù della quale dovranno
Un cordiale saluto.
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Nel complimentarmi con l’ ANLC Campana per la lodevole iniziativa che sta a dimostrare che anche in Campania ci si incomincia a muovere in materia di caccia, mi piacerebbe sapere cosa è stato messo per iscritto riguardo a questa iniziativa legislativa ed a chi verra presentata se non altro per non far pensare a qualcuno che in vista di elezioni anticipate o iscrizioni si fa di tutto e di più per la caccia.
Sto Aspettando con ansia di venire in possesso di copia della bozza definitiva del calendario venatorio della Regione Campania, bozza che, ho letto da questo stesso sito, è stata approvata di concerto con tutte le parti interessate, compreso quindi le AA.VV. Dico ciò in quanto noi abbiamo rappresentato, sia all’assessore Provinciale di Salerno che all’assessore Regionale Vito Amendolara, la nostra proposta di calendario venatorio per il 2011/2012. Mi auguro, da cacciatore, che possa essere un calendario dignitoso ed equilibrato, se ciò non fosse mi riprometto di dire poi due paroline alla libera caccia regionale, A proposito, noi non siamo presenti, perchè non invitati al tavolo del C,T,F,V,R. Un saluto Gino Melfi CONF.A.V.I. Campania
Bene ANLC, benvenuti nel mondo reale.
ATTO D’ ARROGANZA NEI CONFRONTI DELLE AREE INTERNE
Ieri c’è stata in aula l’approvazione della legge per la tutela della fauna selvatica ma il testo approvato
è stato cambiato rispetto a quello licenziato dalla III Commissione di cui faccio parte.
Cambiamenti dovuti ad alcuni emendamenti approvati, approvazioni che hanno modificato in maniera fondamentale alcuni articoli e che mi hanno visto costretto ad astenermi nella votazione finale.
In particolare l’emendamento presentato da Mirco Carloni e approvato dall’aula rappresenta un vero e proprio atto di arroganza nei confronti delle aeree interne. La legge come licenziata dalla III Commissione prevedeva all’Art. 14 la rimozione del limite di due ATC (Ambito territoriale di caccia) per provincia rispondendo alle richieste dei cacciatori e agricoltori dell’entroterra pesarese di aprire un confronto per la realizzazione di un eventuale terza o quarta ATC. Tutto questo per una migliore gestione della caccia e un miglior rapporto tra cacciatori e agricoltori in un territorio, quello provinciale, molto diversificato.
Si badi bene, l’art 14 come era stato formulato, non istituiva direttamente nessuna ATC ma dava la possibilità di aprire un dibattito dando la voce a chi ne faceva richiesta e solo entro un anno dall’entrata in vigore della legge su proposta dell’Amministrazione Provinciale e dietro voto favorevole del 50% del componenti dell’attuale ATC la regione avrebbe istituito il nuovo ambito.
L’emendamendo Carloni ha rimesso il limite massimo di due ATC quindi impedisce l’apertura di un confronto sui problemi sollevati. Confronto che avrebbe potuto portare anche a lasciare le cose come stanno ora ma dopo aver dato spazio al chiarimento sulle legittime rivendicazioni.
Singolare la motivazione di Carloni che dice di aver presentato l’emendamento per fermare l’eventuale proliferare delle ATC e di conseguenza dei costi. Se questa fosse veramente la motivazione allora avrebbe dovuto proporre un’unica ATC visto che le sedi delle attuali ATC sono a distanza di 10 chilometri una a Fano e una a Pesaro. Ma in un possibile aumento delle ATC non ci sarebbe aumento dei costi, visto che nella legge è previsto il Revisore unico e che ci sono molti enti pubblici dell’entroterra disposti ad ospitarne la sede. Quindi non si è voluta dare la possibilità ai cacciatori e agli agricoltori dell’entroterra di gestire il proprio territorio. Il nuovo ambito non avrebbe escluso nessuno dall’attività venatoria, l’unico inconveniente sarebbe stato il pagamento della quota d’iscrizione all’ATC vale a dire 50,00 euro. Se pagare per un cacciatore della costa 50 euro per cacciare tutta una stagione nell’entroterra rappresenta una penalizzazione allora si comprendono meglio le ragioni del tutto; forse c’è la convinzione che chi vive nelle aree interne non abbia il diritto di gestire il proprio territorio, non debba pretendere nulla debba lasciare che altri decidano per loro e, aggiungo, debbano rimanere tranquilli di fronte ad attacchi continui sui servizi, vedi sanità e scuola. Ritornando all’ATC , questa chiusura sul numero avviene proprio in un momento in cui all’ATC viene aumentato il ruolo per quanto riguarda la gestione della caccia e il pagamento dei danni . E mentre nelle Marche si impedisce l’apertura del dibattito locale mi viene spontaneo il confronto con regioni come Lombardia, Piemonte,Liguria ;Veneto , Emilia Romagna e Toscana che hanno una media di 5 ATC per provincia. Comunque l’emendamento Carloni è stato approvato con voto favorevole del PDL, dell’Italia dei Valori, (in questo sarei curioso sapere a quali valori in questo caso si siano ispirati) e del Presidente del Consiglio Solazzi che aveva presentato un emendamento simile. Voglio anche sottolineare il comportamento dei membri della III commissione, della PDL 2l che prima hanno approvato o non si sono opposti all’art 14 in commissione e poi hanno fatto l’esatto contrario in aula. Singolare anche il comportamento del capogruppo PD Ricci prima della votazione è intervenuto a favore di due soli ATC. Comunque mi sento di ringraziare l’Assessore Petrini che mi ha sostenuto insieme ad altri 13 colleghi.
La chiusura totale dimostra sicuramente arroganza e provoca soprattutto il rischio di assunzioni di posizioni di scontro che non facilitano il buon rapporto costa entro terra. Difatti c’è già chi vuole che si riporti la sede dell’ATC da Fano a Fossombrone come previsto dallo statuto, chi vuole che se le ATC devono essere due, invece di due longitudinali se ne facciano due con divisione trasversale con sede una ad Urbino ed una a Pesaro e c’è chi vuol creare un comitato dei cacciatori dell’entroterra. Con un po’ di buon senso tutto questo si poteva evitare.
IL Consigliere Regione Marche
Gino Traversini
Sig Traversini in Emilia Romagna solo Parma (9) Ferrara (9) e Piacenza(11)hanno più di 5 atc.
Io conosco molto bene la situazione di Ferrara,i nostri atc sono tutti buoni per quanto riguarda la selvaggina stanziale.Per la migratoria,non è così quindi abbiamo atc verso la zona del mare come ilFE4 che comprende un vasto territorio di un unico comune Codigoro.ilFE5 due comuni Comacchio e Lagosanto.il FE6 tre comuni Migliaro Migliarino Massafiscaglia.IlFE7 1 comune Ostellato. il FE8 1 comune Portomaggiore. Il FE 9 1 comune Argenta tutti ottimi per la migratoria .
Questi per me non sono più atc ma vere e proprie riserve ,si certo si può fare domanda……..
Bologna ha tre atc che na un territorio tante più grande,Soni anni che si tenta ,che si spera in un accorpamento per diminuirne il numero…..ma alla sedia non vuol rinunciare nessuno e sopratutto chi ha il posto buono diventa egoista non vuol dividere niente con nessuno per quanto amici si sia.
Quindi il mio pensiero è eliminiamo tutte le province E TUTTI GLI ATC.
Giulio Bonato