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Il vento del cambiamento anche per la caccia

| 12 luglio 2011 | 49 Comments

Il vento del cambiamento anche per la caccia e la cinofilia
di Marco Ciarafoni – Caccia +   di Luglio  2011

“Partecipazione e risultati” dei recenti referendum ci consegnano un Paese diverso. Noi siamo stati tra quelli che hanno fatto appello al voto e hanno reso pubblica l’indicazione per il Si. Abbiamo sentito il dovere di farlo partendo dal presupposto che i temi trattati dai referendum – nucleare ed acqua – fossero in stretta relazione con i temi tanto cari a noi cacciatori: la salvaguardia dell’ambiente, la tutela dei beni comuni, il buon governo del territorio, la sicurezza, la qualità dello sviluppo.
Lo abbiamo fatto innalzando le nostre bandiere, orgogliosi di essere cittadini e cacciatori che sanno collegarsi agli interessi collettivi, che fanno la loro parte all’interno della comunità nazionale nel segno dell’appartenenza ad un Paese, unito, indipendente, libero, democratico e repubblicano, come spesso ama ricordare il presidente Napolitano. Lo abbiamo fatto anche per ribadire l’utilità dello strumento referendario quanto tratta argomenti importanti e non faziosi e strumentali come è successo pure in alcune occasioni riguardanti l’attività venatoria.
Ci ha fatto davvero piacere sapere che il quorum era stato abbondantemente raggiunto e che la quasi totalità dei votanti aveva dato indicazione per un futuro improntato all’efficienza energetica e alle rinnovabili, ad un servizio idrico capace di garantire acqua pubblica e servizi efficienti e ad una giustizia uguale per tutti i cittadini.
Ci sarebbe davvero piaciuto che insieme a noi, a rappresentare più complessivamente il mondo venatorio, fossero altre organizzazioni, anche nella diversità delle opinioni che avrebbero potuto essere manifestate. Così non è stato: ancora una volta si è scelta la strada del silenzio e si è dato un ulteriore irresponsabile “contributo” alla marginalizzazione dei cacciatori.
Esattamente il contrario della necessità di valorizzare il fatto – come emerge da una indagine commissionata da coloro che poi praticano la logica della corporazione – che i cacciatori sono in sintonia con il Paese allorché praticano una caccia sostenibile e rispettosa dell’ambiente e delle regole italiane e comunitarie.
Due facce e due volti, gli stessi che portano un giorno a stringere accordi sui tavoli istituzionali e il giorno dopo a smentirli. Ma dove vivono lorsignori? Si accorgono della realtà che li circonda? Avvertono l’isolamento nel quale hanno rinchiuso migliaia di cacciatori? Riescono a guardare oltre la specificità degli interessi di bottega? Pensano così di portare la caccia nel futuro? Perché non fanno tesoro delle gravi sconfitte parlamentari che hanno prodotto l’unica modifica di cui non si sentiva il bisogno: l’articolo 18 della legge 157 che ora rischia di generare incertezza e confusione sulle date di apertura e chiusura di tante specie cacciabili financo a sollevare conflitti e scontri nei tribuni amministrativi e nella società.
Un capolavoro di strategia per chi ha solo a cuore la ricerca di un effimero consenso strappando sulle proposte demagogiche ed irrealizzabili qualche socio in buona fede che magari ha deciso di cambiare casacca solo perché facendolo paga meno la tessera assicurativa. E allora all’insegna del “mors tua, vita mea”, tutta interna alla logica della divisione delle briciole venatorie, assisteremo alla solita elencazione della carta dei sogni, a chi urla più forte, a chi promette e non rispetta, a chi si affida al politico imbonitore di turno, a chi fa finta di prendere le distanze dal proprio partito nel classico gioco delle parti tanto utile per far sopravvivere gli opposti estremismi.

Figuriamoci ora che si avvicina la campagna di tesseramento quante se ne diranno! Di male in peggio sapendo che invece è in un quadro di serenità e di rispetto delle regole che si afferma la certezza di diritto per i cacciatori. Con questa premessa abbiamo sperato che il tavolo di concertazione convocato dalla Conferenza delle Regioni con la presenza di tutte le forze sociali concludesse i suoi lavori raggiungendo quell’intesa utile a guardare al futuro della caccia con rinnovata fiducia.
Di un nuovo inizio c’era bisogno e avere la forza di superare una fase storica all’insegna dello scontro era già il primo importante traguardo da conquistare ancor prima dell’accordo sui singoli aspetti tecnici e regolamentari. Tante sensibilità diverse dedite alla ricerca della comprensione reciproca per guardare oltre gli interessi specifici di agricoltori, ambientalisti e cacciatori. Quella stretta di mano finale e quelle dichiarazioni solenni valevano più di una firma sotto un documento. Purtroppo però, come sempre, sono durate lo spazio di una notte perché l’indomani c’era ancora una volta la necessità di rincorrere le frasi roboanti, le tessere associative, il potere interno alla propria associazione.
Un film già visto e oltremodo offensivo verso quelle istituzioni che avevano offerto una possibilità. Ora la parola sui calendari venatori passa alle regioni. Quelle che riusciranno ad approvarli in ossequio alle norme di legge potranno offrire certezze ai cacciatori. Quelle che procederanno diversamente, sotto la spinta del bieco populismo, sanno bene che saranno i magistrati a correggere, ad annullare, ad integrare.
Staremo a vedere, con l’auspicio che il vento di cambiamento che ha portato con se i referendum raggiunga prima o poi anche il mondo venatorio. Per quanto ci riguarda continueremo a lavorare per far spalancare le finestre chiuse. C’è da far uscire quell’aria rarefatta e stantia frutto di furbizie, imbrogli e disonestà intellettuale.

************************************

Un brutto risveglio per la cinofilia italiana dopo l’ordinanza della sottosegretaria Martini, che ha la delega del ministro Fazio ad occuparsi di questi temi. Non c’è in ballo solo il divieto del taglio della coda ma per la prima volta il tema del benessere animale assume un rilievo esclusivo e predominante rispetto ad altri riferimenti sociali, culturali ed economici tra i quali la selezione zootecnica. Vale a dire che dall’ordinanza è scomparsa la legittimazione che il taglio della coda può avvenire nel rispetto dello standard morfologico di quelle razze canine riconosciute dalla Federazione Cinologica internazionale. Non è una cosa di poco conto, è una vera e propria rivoluzione culturale e sociale avvenuta senza quella reazione che ti aspetteresti da chi è chiamato a tutelare il cane di razza. Ora la decisione dell’eventuale taglio della coda è lasciata al libero arbitrio dei medici veterinari che potranno decidere in tal senso (o anche negare questa possibilità) per ragioni “di medicina veterinaria” o “nell’interesse di un determinato animale”. Su tutti i cani, in potenza, si potrebbe procedere in tal senso e però ciò equivale anche a dire che viene negato il lavoro appassionato e di grande sacrificio di tutti quegli allevatori e cinofili che fino ad ora lo hanno fatto in ragione di quella missione zootecnica che ha reso il nostro Paese primo nel mondo. Per di più si fa notare che si sta parlando di eccezioni (“un determinato animale” sottolinea l’ordinanza) e non di prassi generalizzata che nelle precedenti ordinanze veniva affidata alla scelta degli allevatori perché riconosciuti (contrariamente ad oggi) portatori di determinate funzioni e ruoli. E si pensi per un attimo a tutte quelle forme di pressione, anche legali, che i veterinari subiranno perché danno corso alla deroga a loro concessa. C’è chi si sottrarrà per ragioni etiche, chi lo farà in forza di un ragionamento scientifico e chi per non avere fastidi nello svolgimento della professione. E allora cosa c’è da festeggiare? Che un ministro con una circolare (di valore giuridico prossimo allo zero rispetto ad una ordinanza) ha tranquillizzato i cinofili richiamando standard morfologici e funzioni zootecniche? Che dalle interpretazioni, più o meno autorevoli, verrebbe confermata la possibilità del taglio della coda? Che fino ad ora non è successo niente e quindi tutto è tranquillo?

E quanto durerà questa tregua tattico-politica tutta interna agli equilibri governativi? Lo spazio di insediamento di un governo e dei suoi sottosegretari e ministri. Che succederà quando altri siederanno su quelle poltrone magari portando sensibilità diverse? Rimarranno le ordinanze, diventeranno carta straccia le circolari nel mentre la missione zootecnica è andata a farsi benedire.

Allora c’è da domandarsi: perché tanta apatia e tanto silenzio intorno a questo importante tema per i cinofili e gli allevatori? Perché non si è scelta la strada della protesta, della mobilitazione? Perché il ministero delle politiche agricole e i gruppi parlamentari non sono stati attivati e non è stata insediata subito una task force capace di assumere la regia di fronte ad una emergenza vera? Le risposte le devono dare altri perché ad altri spetta il compito prioritario di tutelare allevatori e cinofili e non solo di chiedere deleghe in bianco.

Marco Ciarafoni

Caccia+ di luglio 2011

Category: .In Evidenza, Arcicaccia, Generale, Libri/Riviste

Comments (49)

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  1. Giuseppe scrive:

    Il sig. Ciarafoni forse è l’unico che è convinto di far parte di una associazione vematoria. Ma a forza di allinearsi ed andare a braccetto con le associazioni animalste è mai possibile che non gli venga qualche dubbio?

  2. sandro scrive:

    Ormai per salvare la cinofilia e la caccia in generale serve solo una cosa: un’ unica associazione venatoria. :evil:

  3. renzo scrive:

    Sbagliato !
    Sbagliato nel senso che l’unica associazione venatoria è un’utopia grande come una montagna .
    La stragrande maggioranza dei cacciatori Italiani, se non tutti , non vogliuno o non se la sentono di lasciare “”il vecchio circolo “” o gli amici di sempre ; che sono quelli che gli danno anche le “”dritte del posto buono “” ( a volte :mrgreen: )

    C’è però una strada semplice, solo si fa troppa fatica a vederla, e sarebbe l’unica percorribile per arrivare al traguardo di una caccia Italiana scevra da preconcetti e forte nei numeri e nelle decisioni che ci competono tutti : Caccia Ambiente .
    Caccia Ambiente è un partito, non un’associazione che vuole dividere. Ora . se tutte le sigle venatorie confluissero in questo movimento, i numeri sarebbero “”per gli altri “” spaventosamente terrorizzanti…. ma cosa ci vuole ? Basta aderire, pur restando fedelissimi all’Enalcaccia, Federcaccia, Arcicaccia … ecc eccc .. Facciamolo !

    • massimo scrive:

      Senza un’unica associazione venatoria, l’unica dritta in futuro sarà domani andiamo al centro commerciale perche c’è un negozio che fa sconti paurosi, con il fucile in bella mostra appeso
      sul caminetto ad ornare la sala di ogni cacciatore, e sdraiati sul divano con ai nostri piedi
      i nostri poveri ausiliari costretti all’ozio, alla pensione anticipata, con il nostro caro compagno di caccia a parlare di quello che fù e che non è più, perche chi vive di ricordi e non racconta che quelli
      è chiaro che non ha futuro Renzo. Far confluire come dici tu tutte le AA.VV nel partitino caccia e ambiente è utopia !! I tuoi cari circoli possono rimanere devono solo cambiare insegna, gli amici
      idem cambiano il nome dell’associazione che 8 volte su dieci non li soddisfa, ma che per forza di cose devono dimostrare che questa o quella è superiore alle altre, e la caccia in Italia si avvia al capolinea.
      CORDIALI SALUTI

      • renzo scrive:

        Grazie per il saluto cordiale che contraccambio … ma continuo a sperare .
        Sai ,sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno ; se poi questo si svuoterà , vedremo .
        CORDIALI SALUTI ANCHE DA PARTE MIA

  4. gianbottaccio scrive:

    Giusto Renzo, poche parole sacrosante e veritiere per cercare di far comprendere a questa marea di teste dure cosa fare per dare ossigeno alla CACCIA

  5. lucas scrive:

    Il sor Ciarafoni è uno dei pochi che si senta ottimista in una situazione del ca@@o come quella che stiamo vivendo… E fosse solo per la caccia…
    Ah…ma a loro basta che se ne vada il diversamente alto e tutto torna bello come ai bei tempi…
    Ma per favore… Ma chi vi crede più..! :mrgreen:

  6. fedeli massimo scrive:

    Un cacciatore(sic) che apre il discorso con i referendum…………il vento cambia ? Ma per chi ? x lui !! Dai ariparlate dei turditi , ariditece che sono in risalita prenuziale a gennaio , dai ,dai , ma va a caccia al laghetto a Ciafarò, vatte a fà un giro nelle afv tanto solo li poi d’annà :mrgreen:

  7. marcello scrive:

    Certo,si sà,non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire,ma in questo caso si pùò anche dire che non c’è peggio di chi non vuol vedere.
    Ora che il sig.r Ciarafoni se ne esca, con parole che sembrano sempre (sono l’unico che può salvare la caccia),sinceramente penso che nessun cacciatore che legga almeno una rivista venatoria,o che pratichi il web,possa attribuirgli alcuna legittimità.
    Purtroppo però ,viviamo in un paese dove la politica la fà da padrona, anzi spadroneggia, a scapito anche di quelle categorie di cittadini, che una volta ne facevano parte, e che oramai sono come dei rejetti,per i politici,che non aspettano altro che aprir bocca per parlare contro ,mai a favore,poi vi sono i Ciarafoni di turno,quelli che sfruttando la caccia hanno fatto fortuna politica,(cosa sarebbero se non ci fosse la caccia),non sono ambientalisti,perchè gli ambientalisti non li vogliono con loro,non sono rappresentanti dei cacciatori,perchè insediati per disegni politici,risultato, ogni volta che danno il via alle corde vocali,parlano contro i cacciatori e la caccia, tanto di lì non li” caccia” nessuno!
    E noi quà a veder chi è meglio???
    marcello.

  8. Giacomo scrive:

    Per il cambiamento della caccia :
    :D :D :D :D :D :D :D :D :mrgreen: .
    Per la cinifilia :
    :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :mrgreen: Salutiaaaaamo

  9. ennio scrive:

    madonna quante c@@@@@@ in un solo articolo!!!!!!???

  10. Argo scrive:

    Sig. Ciarafoni, per cortesia, siamo gente concreta, evitiamo di prenderci per i fondelli, almeno fra di noi.
    Al referendum, il PD, ci si è agggregato nell’ultimo mese della campagna referendaria, senza contare che il promotore è stato Di Pietro con la sua IdV e con l’ostilità iniziale del PD. Per quanto riguarda la privatizzazione dell’aqua, se non ricordo male fù l’allora ministro delle “opere pubbliche” On Di Pietro a firmarne il decreto. Per il nucleare, siete stati bravissimi a cavalcare l’onda emotiva del disastro giapponese, ma concretamente per la salvaguardia dell’ambiente, cosa avete proposto? In sostanza, cosa proponete per ridurre fattivamente l’emissione del famoso gas effetto serra ( co2 ) responsabile dell’innalzamento della temperatura del pianeta? Non mi dica che ci pensano i cugini di Legambiente con circa il 10% delle azioni in Sorgenia, società del gruppo CIR, De Benedetti, sx ( sempre la sinistra con il loro conflitto di interessi ) a risolvere il problema del riscaldamento globale, perché una associazione ambientalista che si rende responsabile di tombare terreni agricoli con i diserbanti per impiantare pannelli fotovoltaici che in termini di resa energetica sono insignificanti, ma rendono benissimo in termini di finanziamenti pubblici ( hai visto mai un referendum per abolire anche i finanziamenti pubblici? ) o gli impianti eolici, responsabili oltre che il degrado ambientale, anche dell’omicidio di numerose specie ornitiche, non ha meriti per poter parlare. Dell’emissione di gas serra, poi non ne parliamo. Sorgenia, di cui Legambiente è azionista, possiede anche impianti termici di grossa taglia responsabili anche questi di emissione di co2.
    Sig. Ciarafoni, il Suo è un comunicato chiaramente politico e usa l’argomento caccia per gettare discredito sulla parte politica avversaria. Dica chiaramente ai Suoi refernti politici, i deputati di PD e IdV che se vogliono liberarsi dei ministri della salute e del turismo oltre che il loro capo avvezzo a frequentare la nipotina di Mubarak, possono presenziare alle votazioni in parlamento e non mandargli i soccorsi con i Razzi e gli Scilipoti, oltre alle assenze mirate dei Radicali nel PD, quando non votano a favore del governo.
    In quanto all’isolamento di centinaia di migliaia di cacciatori, Veda se riesce a trovare qualche responsabilità all’interno della Sua associazione. Magari tornando indietro nel tempo e rileggendo la storia, si accorgerà di chi ha dato credito e ha sostenuto le tesi degli animalisti secondo cui i cacciatori italiani chiedevano di sparare a tutto, tutto l’anno e senza freni inibitori.
    Ciarafoni, lasciamo perdere che è meglio. Non avete la credibilità necessaria per poter rivendicare nulla.

    Doverosi Saluti
    Argo

    • peppol@ scrive:

      quotissimo :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    • ilio scrive:

      Bravo Arco la buona volontà per farlo capire certo non ti è mancata, il problema e vedere se ha capito lui i che ne dubito molto. :P :P :P :P

      • stinluc scrive:

        Complimenti Argo, come al solito sai sempre dove e come colpire!!!

        X ILIO
        il Lui capisce solo i numeri dei voti che lo porteranno in parlamento alle prossime elezioni

      • Argo scrive:

        No Ilio, non sono stato bravo io, ma tu. In altro post, con due parole, hai condensato una semplice verità. Il giocatore non può essere beneficiario del gioco se questo è anche il conduttore del gioco stesso.
        Arci, in questo senso, ha giocato sporco. Ha avvallato le tesi degli animalisti, e ora tenta di scaricarne le responabilità sugli altri. Probabilmente, pensano di avere a che fare con una massa di decerebrati. Contenti loro….

        Saluti
        Argo

      • Argo scrive:

        Stinluc, tu sei un buon tecnico faunistico, io sono un tecnico nel campo della produzione dell’energia elettrica, per questo qualche volta intervengo in merito. Di sicuro non saranno gli amici dell’ambiente ( si fa per dire ) a prendermi per il cul@, almeno in questa materia.

        Saluti
        Argo

    • andrea ge scrive:

      Ma quali saluti!!!!!!!!!!!!!!!!!! nemmeno una gnera (pernacchia) si merita.

    • fiore scrive:

      mubarach!!

    • Alessandro federighi scrive:

      Fortissimoooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!guarda che venerdì sera c”è posta per te!!!!!!!!!!! :|

  11. cele scrive:

    non male come discorso!! se nn fosse che x come vedete la caccia voi e i vostri alleati antitutto…non sia caccia.

  12. Mauro Proietti scrive:

    ma chi lo compra sto giornale??

  13. Giovanni59 scrive:

    Ci parli invece di lavoro, di disoccupazione,di sanità, dei giovani e del loro futuro, di ordine e di giustizia, di ambiente e di economia. Ma non ne parli soltanto, indichi invece percorsi diversi e linee guida x uscire da queste sabbiemobili in cui ci siamo impantanati. Qual’è la vostra opposizione ed in cosa consiste, la vostra lotta, quali sono le metodologie da mettere in atto ecc ecc.Secondo me quando sarà il momento, farete di tutto x perderle le future elezioni, in fondo che c’è da guadagnarci? ma si va, è meglio stare alll’opposizione (si fa x dire), zero responsabilità ma eguale stipendio………. c’è qualcosa di meglio nella vita?. Lei dott.Ciafaroni non continui a commettere lo stesso sbaglio, e cioè: siamo persone adulte e vaccinate, aperte a confrontarci su più temi che riguardano il Paese,abbiamo figli, il lavoro spesso manca, risentiamo chi più chi meno della crisi,………caro Ciafaroni ci tratti da esseri adulti e pensanti quali modestamente siamo. :evil:

  14. Giusti Giacomo scrive:

    Non leggo e non commento,non me ne frega una sega,ne di lui,ne dell’arci cacci,ne del PD,ne della politica in generale.
    Certo e` che rimanere attaccati a ceti partiti,(PDL in testa) a certe aavv,e non cercare qualcosa di nuovo che almeno provi a levarci il vin da fiaschi,bisogna essere proprio ciechi.

  15. Valerio scrive:

    Ciarafoni,

    come vedi non sono come te che quando uno non e’ d’accrdo con quello che scivono gli altri i giornalini li fai subito sparire sotto il banco in modo che nessuno lo veda come e’ successo all’EXA DI BRECSIA L’APRILE SCORSO ALLO STEND DI ARCICACCIA QUANDO TI VENIVA DATO IN OMAGGIO IL MENSILE DI CACCIA aMBIENTE..

    Sono uno che leggo tutto ,anche le c………e come in questo caso e poi rispondo ,anche per dire che non condivido nulla di quello che tu sostieni , anche perche ‘come lo hanno fatto molti altri cacciatori non sono andato a votare i referendum perche’ il tuo partito li ha strumentalizzati e se quei mangiapano a tradimento degli oppositori non andavano a votarlo con il c…o sarebbe passato.

  16. Bagnolesi Giovanni scrive:

    Comunque non è che mi stia più simpatico anche se non si firma più come Arcicaccia. Se non è zuppa è pan bagnato!

  17. sergio scrive:

    Ciarafoni non offenderci definendoti anche tu un cacciattore

  18. sololasipe scrive:

    ciarafò, na’ pappardellata di scritto per poter esprimere 1/2 concetto…oltretutto arcinoioso.. :roll: :roll: sto’ facendo una cura dimagrante..e tu? :mrgreen: :mrgreen: :oops:

  19. franc scrive:

    Che senso ha parlare di un argomento come il taglio della coda dei cani e poi dire:
    ‘Le risposte le devono dare altri perché ad altri spetta il compito prioritario di tutelare allevatori e cinofili e non solo di chiedere deleghe in bianco.’
    Se non sapete fare proposte serie ed attuabili su un argomento è perfettamente inutile che ne parliate.
    Francesco Marcazzan

  20. fiore scrive:

    mubarach per tutti!!

    • fedeli massimo scrive:

      Abbiamo un problema morale nel PD :?: Non hai altri argomenti oltre il mubarak , salutame la Rosy Bindi :lol: :lol: :lol: :lol:

      • fiore scrive:

        l’ultimo argomento è la condanna a risarcire de benedetti!! oppure la norma inserita in finanziaria poi levata alla svelta perchè qualcuno ha fatto pio! naturalmente lui non sapeva nulla!! pensa atutto la combriccola!

    • Alessandro federighi scrive:

      Ke ti sei fumato una “cannabis meridionalis”????????????? :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  21. Aldo Peruzzi scrive:

    Non sperate che risponda ai (giusti) quesiti che gli vengono posti!
    Va avanti a comunicati con tutti i mezzi a sua disposizione per diffondere IL VERBO nel mondo venatorio:

  22. lucas scrive:

    Ormai se mi sento giù mi basta leggere qualche comunicato dell’arcicaccia e mi faccio delle sonore risate… :lol:

  23. Giacomo scrive:

    Scarafoneeeee !! Dimmi bello a mamma soia……. 8O in quale occhio la preferisci. :P :P :P

  24. Fagianaio scrive:

    L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari.
    (Antonio Gramsci)…Bravo Ciarafoni!!!

  25. Mari scrive:

    Sig. Ciarafoni, subito dopo che ha pensato e scritto quello che ci ha proprinato spero che non si sia messo subito alla guida di una maccjhina, perchè avrebbe rischiato il ritiro della patente da parte della Polizia stradale se gli avessero fatto l’alcol test.
    Quindi se vogliamo parlare di patenti spero che gli lascino quella di guida ma che gli sospendano a vita quella di caccia….. ormai gente come Ciarafoni non servono più ai cacciatori italiani!!!!!
    Saluti
    :lol: :lol:

  26. luigi49 scrive:

    e questi sarebbero i promotori del “vento del cambiamento” ma fateci il piacere….Ciarafoni la smetta di chiamarsi cacciatore che è un’insulto alla categoria.

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