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Brescia: Convegno su nuova Normativa Armi

| 16 giugno 2011 | 40 Comments

Convegno sulla nuova Normativa Armi Fiera di Brescia, 27 giugno 2011

Lunedì 27 giugno 2011 alle ore 14,30 presso la Sala Conferenze della Fiera di Brescia si tiene un importante Convegno di Studi, organizzato e voluto da Assoarmieri sull’entrata in vigore della nuova Normativa in materia di armi (D. Lgs 204/2010), con la partecipazione e i saluti del neo Presidente Assoarmieri, avv. Antonio Bana, del Presidente della Camera di Commercio di Brescia, dr. Francesco Bettoni, il Presidente Brixia expo-Fiera di Brescia, dr. Carlo Massoletti, e gli avv.ti Nicola Perrotti, Presidente ANPAM, e Giovanni Ghini, Presidente CNCN.

Il relatore sarà il dr. Luca Pistorelli, Magistrato del Massimario della Corte di Cassazione.

E’ un evento di fondamentale rilevanza e attualità e si raccomanda, pertanto, la massima partecipazione e divulgazione. Per info: assoarmieri@assoarmieri.it – www.assoarmieri.it.

Category: .In Evidenza, Generale, Lombardia

Comments (40)

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  1. peppol@ scrive:

    un giretto me lo faccio

  2. El Tega scrive:

    Ma quali sono le novità già note?

  3. luigi scrive:

    Le novità che secondo qualcuno sarebbero già note riguardano i decreti attuattivi previsti dal D.L. n° 204/2010 relativi ai nuovi parametri dei requisiti psicofisici per detenere ed usare armi da fuoco nonchè nuove regole per la custodia delle armi stesse. E scusate se è poco!!!! Poichè inoltre l’emanazione dei decreti in questione è di esclusiva competenza del Ministero degli Interni è quantomento fisiologico preoccuparsi prima dando appoggio alla FITAV unica associazione che dà tutela giuridica a chi come noi detiene ed usa armi da fuoco. In ogni caso invito tutti a partecipare a tutti i convegni che trattano sull’argomento per tenersi informati. La partita che si sta giocando sulle nostre spalle non è affatto da sottovalutare.

  4. fedeli massimo scrive:

    Sarà utile il convegno ? non è troppo tardi? visto che dal 2 luglio la nuova normativa è legge ! :mrgreen: Grazie agli amici dell’intergruppo amici dei cacciatori sic! :mrgreen:

    • luigi scrive:

      Ripeto che i decreti attuattivi di competenza del ministero dell’interno dovranno essere emanati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.Quindi a far data dal 1 luglio corrente anno . Più chiaro di così!!!

      • Giovanni59 scrive:

        Ma sti 200 eurini ogni 2 anni li dobbiamo pagare si o no!!!. :?: :?: :?: :cry:

        • fedeli massimo scrive:

          Caro Giovann59 dipenderà da regione a regione dipende da cosa richiederanno come analisi, e da come dice la legge nessun denaro sarà elargito per le spese , quindi tutto a carico del ……cacciatore e non delle asl . :( :?

        • Giovanni59 scrive:

          ……e ti pareva !!! :cry: :cry: :cry:

      • osg1959 scrive:

        Alcuni entro sei mesi, altri entro un anno; per più essere precisi.
        Saluti

        • marconi gianluigi scrive:

          Per OSG 1959 – L’unico decreto del Ministero dell’Interno da emanarsi entra 12 mesi è quello relativo al sistema informatico la cui problematica non penso rappresenti il massimo delle nostre preoccupazioni.I

        • osg1959 scrive:

          L’art. 6 (disposizioni transitorie e finali) del D.L.vo 204/10 prevede l’emazione entro 12 mesi e su proposta del Ministero degli Interni di un D.P.R. di modifica del Regolamento di attuazione del T.U.L.P.S. di cui al R.D. n.635/1940, parte dei cui contenuti ci riguardano, per esempio le modalità di trasporto delle armi.
          Saluti

  5. Ezio scrive:

    Il Centro Destra “amico” ha colpito ancora!!

    Pensare che Pisanu l’aveva già data qualche dimostrazione di quanto ce volevano bene….

    Noi però avevamo bisogno disperato di sperare …e sperando sperando ora stiamo ….. :cry:

  6. Caterina scrive:

    Vi dico cosa mi sta capitando ora. Sono andata con mio marito al commissariato di residenza per rinnovare la licenza da caccia. Uno scortese agente mi ha rimandato in dietro consigliandomi di ripresentarmi a fine mese e che la licenza era ancora valida quindi non era necessario rinnovarla con cosi tanta fretta. Mi ha anche aggiunto che era un consiglio perchè sono in attesa di disposizioni e che non mi voleva far rifare il certificato medico due volte. In pratica mi stava facendo un favore. Ho scritto sul sito e molti di voi mi hanno detto che tutto era rimasto come prima. Stamattina, quindi sono andata a Roma al Commissariato di PS in cui lavora una mia amica d’infanzia e gli ho esposto la questione. Mi ha quindi confermato che per il momento era tutto come prima, quindi mi sono armata di pazienza e con lei sono andata da un medico della polizia che era li e ho fatto il certificato secondo le disposizioni di legge. Oggi pomeriggio alle 16 sono andata con la mia amica in borghese al mio commissariato con tutta la cartellina per il rinnovo. Ci trovo sempre lo stesso scortese agente che si comporta da vero villano oltre che arrogante. A quel punto la mia amica si qualifica e si dicono delle cose che non posso scrivere e non mi va di farlo. A questo punto l’agente prende la mia pratica, la guarda, la spilla e la mette su un altro mucchietto tra rinnovi e passaporti. Mi dice, ripassi a metà luglio perchè mi dovrà portare l’assenzo informato controfirmato da suo marito e le dico le certificazioni mediche che dovrà fare a integrazione del certificato che lei mi ha presentato. Gli dico che anche mio marito è cacciatore e che è titolare di porto di armi e lui mi risponde .. e lo stesso, anzi faccia venire anche lui perchè dovrà fare le stesse certificazioni. e ci manda via dicendo… era ora, basta con tutti questi porto di armi in giro :evil:
    Io sono veramente avvelenata credetemi, sto valutando di sporgere una denuncia querela se la mia amica mi testimonia, sono davvero delusa da tutto questo. Credetemi, e pensare che ho appoggiato questo governo con tanto amore e convinzione. Mi hanno davvero delusa.

    • Ezio scrive:

      “era ora, basta con tutti questi porto di armi in giro” …

      E fa servizio all’Ufficio porto d’armi??

      Urca!! L’uomo giusto al posto giusto!!! :roll: :mrgreen:
      Classico esempio di come si fa a far funzionare bene la macchina burocratica. :roll:

      Comunque a parte le solite disquisizioni mi chiedo e chiedo quanti modi ci siano nel rinnovare il p.a. in Italy… :roll:

      Dalle “mie” parti la ricetta è questa.

      Si va dal medico di famiglia e ci si fa fare un certificato anamnestico

      Poi si va con quello da un medico legale o all’ASL che fa il secondo certificato in bollo.

      Si fanno i versamenti per il costo del libretto e quello per la tassa governativa.

      Autocertificazione dello stato di famiglia in carta semplice e residenza e copia documento identificativo.

      Due fototessere di cui una autenticata in comune.

      Domanda in bollo e un’altra marca da allegare.

      Licenza scaduta, oppure la si consegna al ritiro del p.a. rinnovato.

      Tutto in una busta e si spedisce in questura con raccomandata ricevuta di ritorno.

      Oppure si danno i “papiri” al comando CC del posto che li spediranno in questura corredate dalle info di rito..

      Si attende fiduciosi che la torta cuoc…perdon, che il p.a. venga rinnovato.
      :mrgreen:

      • Caterina scrive:

        Infatti ho fatto esattamente in questo modo caro Ezio. Avevo già quasi tutto pronto, mi mancava il certificato medico e i versamento che ho fatto stamattina ( la posta per fortuna oggi funzionava :( dopo giorni di code interminabili ), ma il problema non è la ricetta caro Ezio. Vedi, io lavoro presso l’università di Tor vergata, mi occupo di medicina nucleare, e spesso vado al lavoro con la luna storta oltre a dire che mi girano proprio. Ma sono professionale con tutti, anche quando mi trovo di fronte persone scortesi perchè è il mio lavoro e la mia professione. Non mi concedo di fare due pesi e due misure, uno mi sta simpatico e l’altro antipatico. Uno e giallo e l’altro nero. Per me tutti i pazienti sono uguali anche se hanno storie alle spalle diverse, ma devo comportarmi con professionalità con tutti e alla stesso modo. Quindi se permetti è questo che mi lascia con uno strano rosichino.
        tutti lavoriamo nell’amministrazione pubblica con il freno a mano tirato, con pochi soldi e con giornaliere ingiustizie, ma far pesare la nostra frustrazione sugli altri non è una cosa nobile.

        • Ezio scrive:

          “Ma sono professionale con tutti, anche quando mi trovo di fronte persone scortesi perchè è il mio lavoro e la mia professione. Non mi concedo di fare due pesi e due misure, uno mi sta simpatico e l’altro antipatico. Uno e giallo e l’altro nero. ”

          Vedi che non mi devi convincere di nulla…

          E comunque il rispetto non è a senso unico ed alcuni dei post che leggo e da quando brunetta interpreta il pensiero di alcuni benpensanti mi pare che alcuni vengano intesi come gli schiavetti di altri solo perchè si “paganio le tasse”.

          Le tasse DOVREBBERO pagarle tutti ma sicuramente le pagano i lavoratori dipendenti.

          Comunque sono 50 anni che vivo in Italy e conosco benissimo il Bel Paese, in tutte le sue “sfaccettature”, così come il “settore” pubblico (TUTTO!!) in cui lavoro anche da 30 anni e quello privato, con cui ho comunque molto spesso a che fare, come del resto tutti noi.

          Perciò ….a chiacchiere staimo a ZERO!!

          Per me AMEN …ciao!

          E “buone querele”….:cry:

    • Valerio scrive:

      La domanda del rinovo del porto di fucile si puo’ presentare tre mesi prima della scadenza dello stesso, pertanto chi gli ha fatto tante storie come sostiene lei secondo me abbusa d’ufficio.La consiglio di recarsi di nuovo dallo scortese agente con il suo legale e se cio non bastasse al momento della presentazione della domanda chiami il 112 dei carabinieri i quali non possono interferire ma devono fare verbale del comportamento dell’agente.Dopodiche’ il suo legale avra’ tutte le carte in regola per denunciare chi abbusa d’ufficio ingnorando le leggi correnti.

    • Marco C scrive:

      Anche i poliziotti stanno subendo le conseguenze di una politica che guarda solamente hai propri interessi fregandosene altamente di tutti quei collaboratori indispensabili alla macchina dello stato, tagliando mezzi ed organici in maniera drammatica. Sono un addetto ai lavori, quindi parlo con cognizione di causa e ti assicuro Claudia che non è facile nemmeno per noi. Cio non toglie che l’agente in questione abbia commesso una infrazione, se fossi in te parlerei semplicemente con il capo dell’ufficio esponendo l’accaduto. Un richiamo ufficiale nei confronti di un subordinato spesso è sufficente a ristabilire un comportamento consono alle funzioni del proprio ufficio.

      • Valerio scrive:

        Bravo Marco C,

        mi complimento per la tua serieta di uomo al servizio dello Stato.

      • Giovanni Aiello scrive:

        Sai cos’è caro Marco C.? Che in molti Uffici di certe Questure o Commissariati o stazioni CC, ci sono degli addetti ai lavori che, approfittando di stare dietro una scrivania, ovvero approfittando della paura di tanti a reagire a un sopruso, fanno si di prevaricare con atteggiamenti a dir poco da maleducati il cittadino che si presenta davanti a loro. Il fatto, increscioso alquanto, descritto dalla Sig.ra Caterina, non è un caso raro, ma in certi luoghi sono una prassi consolidata purtroppo. Se la Sig.ra Caterina non aveva un’amica che la supportava, cosa avrebbe potuto fare? Una denuncia? Sai meglio di me come vanno queste cose, credo che avrebbe avuto grossi problemi in seguito col porto d’armi. Ti racconterei cosa mi è capitato parecchi anni fa per avere verbalizzato uno di voi che esercitava caccia fuori orario ma di almeno 4 ore, ma qui non posso purtroppo. Eeeeee caro mio…………..so bene con chi abbiamo a che fare, ciò asserisco senza demonizzare tutto e tutti, perchè di gente gentile e cordiale ne incontro ancora tanta in quegli uffici, ma alcuni, sparsi in ogni dove per il nostro paese, fanno si che la fiducia e la comprensione verso certi soggetti vada a farsi friggere, anche se non è lecito fare di tutta l’erba un fascio, ci mancherebbe altro. Tu vedo che sei una persona civile e corretta, ma credo che non potrai mai darmi torto per quanto asserito. Un cordiale saluto :wink:

        • Ezio scrive:

          “Che in molti Uffici di certe Questure o Commissariati o stazioni CC, ci sono degli addetti ai lavori che, approfittando di stare dietro una scrivania, ovvero approfittando della paura di tanti a reagire a un sopruso, fanno si di prevaricare con atteggiamenti a dir poco da maleducati il cittadino che si presenta davanti a loro2

          caro Giovanni, quello che tu dici accade in ogni settore della vita pubblica e privata di questo Paese.

          Negli ospedali, nelle scuole, nelle banche, dal meccanico, nella choesaecc ecc ecc ecc

          Quando dico che questo “sistema” è cotto, qualcuno mi dice che sto esagerando.

          I “bello” poi è che a rimetterci sono pure tutte le persone per bene che operano in tutti quei settori.

        • Giovanni Aiello scrive:

          Certo Ezio è proprio come dici. D’altronde è quello che succede tutti i giorni in questa paese “malato”. Sai bene come la penso, come so bene come la pensi tu, anche perchè sai e strasai in materia. Venerdì 1° luglio convegno per Caccia Ambiente presso il Circolo Juventus Nova a Candiolo ore 21,00 ,si trova dove c’è la stazione ferroviaria ,si parcheggia in piazza della chiesa , è ci si arriva a piedi a 200 metri, comodissimo. Se riesci a venire, porta un pò di gente :wink:

        • Ezio scrive:

          Giovanni, mi impegnerò al massimo.

          Anche perchè dopo che ho saputo le ultime vicende piemontesi, oltre al calendario “ad-atc” sono n’anticchia …va beh s’è capito.

          Solo ora ho saputo di un sms che girava nella mia provincia che recitava più o meno:” per il bene della caccia se sei di sinistra vota Taricco, se sei di destra vota Sacchetto”

          Chissà come mai a me non era giunto sta roba VERGOGNOSA… :evil: :evil: :evil:

          E poi si lamentano se diciamo che sono TUTTI UGUALI!!!!!!!

        • Giusti Giacomo scrive:

          Sempre trovato agenti gentili e disponibili alla questura di Prato.
          Almeno fino ad oggi.

    • fedeli massimo scrive:

      Qui da me a Roma nel mio commissariato ogni volta è una storia…………quando ricompro le cartucce a palla 10 cartucce x volta ,devo riempire 3 moduli stato di famiglia codici fiscali riepilogo armi, sembra che ho comprato un carro armato :| l’ultima volta che ho rinnovato il pda ci sono voluti 2 mesi e alle mie domande sul come e perche un agente mi guardò e mi disse se ero pensionato o se stavo in ferie visto che mi scade fra luglio e agosto , fortuna che non capii subito la battuta perche forse mi sarei rovinato, pensate che sono partito con il rinnovo a giugno e dopo i vari rinnovi ora mi scade ad agosto quindi il prossimo rinnovo forse mi farà perdere l’apertura :mrgreen: e pensare che paghiamo tutto mentre sembra che quei signori agenti sembra ti facciano un favore, un delinquente è trattato meglio.

    • peppol@ scrive:

      Anche a Brescia in Questura non si fanno certo amare, fino allo scorso anno NON rispondevano nemmeno al telefono e non so se le cose siano cambiate…comunque dare in mano una macchina ad un “fatto” è cento, mille volte più pericoloso

      • Ezio scrive:

        Ma il governo del “chiù pilu pè tutti” non doveva mandarli tutti in strada a combattere il crimine gli appartenenti alle forze di polizia???

        Mi ricordo ai tempi della propaganda elettorale :cry: frasi del tipo:” siamo il Paese con più appartenti alle forze di polizia, ed i meno tutelati d’Europa…perciò quando comanderemo noi, da subito una unica forza di polizia, meno uomini, meglio retribuiti, motivati, preparati e tutti a combattere il crimine…e..e…e…”

        E poi siamo arrivati alle dichiarazioni di ministri della Res Publica del tipo:” Panzoni e fannulloni” e “La Polizia è la Fiat mentre i Carabinieri sono la Ferrari”.

        Senza mai scordare il “chiù pilu pettutti!!” :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:

  7. henri (Radere igor) scrive:

    Suvvia, cosa saranno mai ducento euri pe fà na visita medica in più. Caterina, consolati, io l’ultima volta che mi sono recato presso la stazione dei carabinieri del mio paesello per la denuncia di un’arma, ho trovato un CC cacciatore, che c’è l’aveva a morte con la Rossa :mrgreen: Sono stato più di un’ora a parlare di caccia, e siamo finiti dandoci del tu e ci siamo salutati al viva Maria. Non tutti sono uguali, bisogna vedere quanto FANULLONI sono le persone che incontri. Puoi sempre fare un’esposto a Brunetta :mrgreen:

    • Alessandro Cannas scrive:

      Io non la farei cosi semplice.
      Caterina ha esposto un disagio :cry: …Che ha subito,e che non doveva assolutamente subire.Anche perche’ nel decreto, nelle disposizioni transitorie e finali e’ CHIARISSIMO fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi sono sempre in VIGORE LE NORME PRECEDENTI.
      Come non puoi fare assolutamente i conti in tasca a una famiglia.non puoi sapere se per loro 200,euri rappresentano la spesa mensile,o le tasse scolastiche dei figli,o un pezzo di rata del mutuo,o le medicine del caso in famiglia, i libri scolastici dei figli,o semplicemente un mono reddito,che con estremo sacrificio mensile taglia su altro per potersi permettere la licenza.Non saranno solo 200 euri da un calcolo approssimato si arriva oltre il doppio tra certificati e marche da bollo,ecc,ecc per non parlare poi delle successive norme di detenzione.Hai pensato ai detentori di uno o tre fucili vecchi pensionato,monoreddito ecc, se gli dovessero chiedere di mettere in sicurezza con armadi o altri meccanismi di sicurezza dai costi altissimi? Che superano di gran lunga il valore intrinseco dell’arma detenuta? Son contento per te che 200 euri non ti fanno la differenza,ma la potrebbero fare, e anche molto, per altri……
      Ci chiediamo perche’?

      • Argo scrive:

        Così, a occhio, ho la vaga impressione che questo sia l’ennesimo provvedimento per decimare i porto d’armi. Se non funziona, il prossimo sarà quello di vietare l’uso del fucile e rispolverare quello della fionda.
        Comincia ad allenarti. :mrgreen: :mrgreen:

        Saluti
        Argo

        • Alessandro Cannas scrive:

          Con la fionda ero anche piuttosto bravo,usavo due tipi, una per tirare i sassi,l’altra avevo cucito la pezzetta e tiravo i pallini e ci beccavo li celletti da ragazzino,quando era permessa…..E quando era di uso comune nei ragazzini girare per Roma con la fionda a collo.Bei tempi….

        • Argo scrive:

          Bei tempi, bei tempi davvero, ma indietro non si torna.
          Pazienza.

          Saluti
          Argo

  8. federico scrive:

    per quello che so io non c’è ancora niente è tutto rimasto come prima si deve aspettare il decreto attuativo dal ministro della sanità ma pare che rimanga tutto come è, queste per ora sono state le parole del presidente della fisat associazione che si è data molto da fare per queste leggi

  9. STW scrive:

    Cazz…pita! Che velocità di reazione alla nuova normativa armi! E’ da 15 mesi che se ne parla e solo adesso che l’acqua tocca il culo questi si svegliano (d’invero… almeno questi si son svegliati!); quando era ora di fare opposizione, solo la fisat si è esposta in maniera decisa e utile!
    Sperando che i decreti non siano troppo cetriolosi, anche se ci spero ben poco.
    Pare comunque che proprio la fisat stia facendo opposizione alla Corte Europea in quanto questo decreto assurdo non risponde alle esigenze della direttiva europea al quale dovrebbe fare (notare il condizionale!) riferimento.
    Ah, l’iscrizione alla Fisat costa 5, dico 5 euro… :roll: :roll: :roll: E sono gli unici che fan qualcosa per i detentori d’armi!

  10. Giusti Giacomo scrive:

    Qualcuno sa se le nostre nulla facenti aavv,si sono mosse o si stanno muovendo lancia in resta per evitare quest’altro duro(e sara`molto duro)colpo alla caccia?
    In piena crisi,e con gente che non arriva alla fine del mese,qualcuno nemmeno alla meta`,quanti cacciatori ……..molleranno l’osso?
    Perche`poi la caccia e`ridotta all’osso,e molto ciucciato anche!!!

  11. Andrea scrive:

    Attenzione che non è più una questione che riguarda solo la caccia. La nuova normativa ammazza tutto il settore degli amanti degli sport legati alle armi. Non è il momento di mantenere separazioni ma di fare un fronte comune contro burocrati scaldasedie che hanno paura anche della loro ombra. Su tutto capeggia la questione sicurezza ed ordine pubblico. Che facciano qualcosa contro i veri delinquenti che se ne fregano dei permessi e delle leggi e lascino in pace la gente per bene che ha la sola colpa di avere una passione. Di leggi ne abbiamo a sufficenza, basta farle rispettare, ma in questo sono incapaci, pertanto è più facile pescare tra i cittadini in regola per dimostrare di aver fatto qualcosa, anche se sbagliato.

  12. Andrea scrive:

    ECCO IL MATERIALE CHE NON LEGGERETE SULLE RIVISTE STAMPATE DA CUI FISAT E’ STATA LETTERALMENTE BANDITA (FORSE PERCHE’ VI RACCONTA QUESTE COSE)

    Ve l’avevamo promesso (e lo abbiamo scritto anche sull’ultimo numero di Armi e Tiro) ed ora manteniamo. Il nostro legale ha effettuato un accesso agli atti per sapere come è andata DAVVERO che dall’oggi al domani il “Ministero” (ma dovremmo dire l’ASSE tra esponenti dell’Area Armi ed Esplosivi e membri della Commissione) non catalogano più le armi simil-militari che abbiano gli attacchi del caricatore compatibili con quelle militari.
    Veniamo adesso a sviscerare il contenuto delle sedute da cui si evince – e sia chiaro per tutti – che le decisioni risultano in atti prese all’unanimità (senza dissenso).
    Ciò la dice lunga su chi fuori a parole si strappa i capelli per difenderci (magari in convegni di facciata) poi nelle segrete stanze propone o quantomeno appoggia le restrizioni securitarie.

    Vi risparmio la parte iniziale (sostituita da omissis) precisando che trovate il documento INTEGRALE in fondo a questa pagina (sempre che abbiate ancora lo stomaco di leggerlo).

    ….omissis….

    ll Presidente, prima di procedere alla disamina delle singole problematiche indicate specificatamente ai punti dell’Ordine del Giorno, pone alla valutazione del Consesso, alcune tematiche afferenti alla procedura di catalogazione, per le quali, con nota riservata alla sua persona, e che costituisce parte integrante del presente verbale (All. 1), l’Ufficio per l’Amministrazione Generale, si chiede il parere di Questo Collegio.
    In particolare, in riferimento a cogenti esigenze di certezza del procedimento amministrativo e, in via prioritaria, di ordine e sicurezza pubblica, il primo punto di criticità segnalato verte, sulla necessità di fornire, in via definitiva, una indicazione tecnica in merito all’esatta procedura di misurazione della lunghezza della canna di un’arma.
    La sentita necessità di pervenire ad un criterio di misurazione certo ed univoco, è tesa in particolare, a fugare dubbi interpretativi che, di frequente, in tempi recenti, hanno dato luogo, in misura esponenziale, a numerose istanze finalizzate alla rettifica di questo dato.
    Ciò posto, il Presidente, dà lettura della possibile soluzione suggerita dal’Ufficio.
    Il Consesso, all’unanimità, dopo ampia disamina, conviene con le osservazioni sollevate dal Col. Riso e dal dott. Pedersoli, laddove nel testo si fa menzione delle diverse tipologie di materiale dell’asta metallica rigida, quale strumento richiesto per effettuare una puntuale operazione di misurazione, proponendo di cassarle e, di conseguenza, omettere anche il termine “metallica” in esso pure indicato, convenendo altresì, circa l’opportunità di specificare che la misurazione della canna debba avvenire “senza accessorio”.
    A parere del Consesso, infatti, la presenza di un freno di bocca e/o spegnifiamma reso solidale alla canna, in conformità alla prescrizione imposta da questo Dicastero, mediante incoraggio ovvero punti di saldatura, ha più volte, nel passato, anche in riferimento alla tipologia strutturale dei medesimi, evidenziato una oggettiva difficoltà al momento della verifica tecnica effettuata sul prototipo di un’arma.
    Si conviene, pertanto, come sopra cennato, che le operazioni concernenti la puntuale misurazione della lunghezza della canna di un arma munita di questi accessori, al fine di evitare erronee approssimazioni debba convenientemente avvenire senza di essi.
    Il dott. Pedersoli, in proposito, per le anni dotate di freno di bocca inamovibile, ritiene che, in via generale, in riferimento alla specifica prescrizione che l’Ufficio ha determinato circa appunto, l’obbligatorietà di detta “inamovibilità” e, in specifico, la stretta correlazione alla tematica in oggetto, oramai non possa essere più differibile l’esigenza di rivederne quanto prima l’efficacia e finanche il senso di tale imposizione.
    A parer suo, infatti, basti solo ricordare che, sotto un profilo prettamente tecnico, il concetto stesso di “inamovibilità” non è in assoluto aderente alla prescrizione che il Ministero dell’Interno impone nei relativi Decreti di catalogazione laddove viene stabilito che “…il freno di bocca deve essere fissato con adesivo che garantisca a temperatura di 150 gradi una resistenza meccanica superiore al 70% della resistenza offerta a freddo…”
    Se infatti, l’inamovibilità di un accessorio è riferita ad una percentuale parziale, e se , come tecnicamente avviene, il freno di bocca è applicato alla canna in un secondo tempo, allora è pur vero che esiste la possibilità che il medesimo venga rimosso.
    Infatti, solo un accessorio integrale alla canna può essere sicuramente considerato inamovibile, diversamente lo stesso concetto di inamovibilità è alquanto discutibile e, pertanto, è parimenti discutibile ogni prescrizione in tal senso.
    Il Presidente, recependo le osservazioni del dott. Pedersoli, ritiene ormai improcrastinabile la necessità di pervenire quanto prima, in via generale, ad una riformulazione dei criteri stabiliti, soprattutto, alla luce della recente ricostituzione del Collegio.
    Infine, il Consesso all’unanimità ritenendo ovviamente non applicabile il predetto criterio di misurazione alla categoria delle armi a rotazione stabilisce che la puntuale enunciazione tecnica nel caso in esame debba essere quella di seguito riportata: “Si intende per lunghezza della canna dei revolver il tratto interno misurato dal piano passante per il vivo di volata al piano passante perla base del cono di forzamento escludendo pertanto il tamburo”.

    Si comincia bene; dopo quarant’anni siamo ancora a valutare come deve essere fatta l’asta di misurazione della canna (e si ignora che questa secondo le Direttive Europea deve solo avere una lunghezza minima di 300 mm.) e che per misurare la canna dei revolver non si deve contare il tamburo.

    Commento della FISAT: i problemi sono sostanzialmente due

    1)L’Asse Area Armi-Esplosivi-Commissione insiste pervicacemente nel voler misurare lunghezza di canna, lunghezza minima, lunghezza massima quando basta verificare che l’arma stia dentro le dimensioni della direttiva europea 91/477/CE che dice “IV. Ai sensi del presente allegato, si intende per: a) « arma da fuoco corta » un’arma da fuoco la cui canna ha una lunghezza inferiore ai 30 cm – (2) oppure la cui lunghezza totale non supera i 60 cm; b) «arma da fuoco lunga » qualsiasi arma da fuoco diversa dalle armi da fuoco corte).
    Che in italiano (ed altre lingue europee) vuol dire “se hanno canna inferiore ai 30 cm. e lunghezza inferiore ai 60 sono armi corte, se sono superiori sono lunghe. Per fortuna all’Unione Europea ci sono tedeschi ed austriaci che al Ministero ci mandano veri esperti d’armi e non si perdono in queste scemate.

    2)Le specifiche di come si misura questo e quello VARIANO CONTINUAMENTE tanto che perfino la stessa Area AE non le pubblica neanche più. E variano non perché la situazione dell’ordine pubblico vari (l’Italia è uno dei paesi europei con meno reati) ma perché variano costantemente le richieste dei produttori che fanno propalare ai loro rappresentanti in Commissione le trovate più straordinarie per avere un mercato più protetto.
    Non ci credete ancora ? Leggete sotto.

    Continua la lettura del verbale:

    punto 2)

    Il Presidente, illustra ai componenti della Commissione l’osservazione di criticità segnalata dall’Ufficio allorquando un importatore richieda di rettificare la lunghezza della canna di un’arma indicata in Catalogo per un asserito errore di misurazione. Pertanto, invita il Consesso, in conformità a quanto chiesto, a rivalutare tale iter procedurale, tenuto conto che, di fatto, la rettifica in sé cancella la lunghezza in origine indicata in Catalogo, esponendo od inducendo, verosimilmente, terzi in una posizione di illegalità per la detenzione di un’arma considerata in origine lecita.
    Il Collegio, dopo ampia disamina, conviene sull’opportunità di aderire in deroga al criterio adottato all’unanimità, nella seduta del 10 febbraio 2010, per il quale non possono essere inserite in nota le dotazioni di canne intercambiabili di lunghezza diversa da quella dell’arma iscritta in Catalogo, alla procedura proposta dall’Ufficio.
    Si ritiene pertanto di condividere per la logica insita nella medesima, a carattere decisamente più garantista, la soluzione prospettata secondo la quale, limitatamente a casi particolari, può adottarsi la procedura della aggiunta in nota a Catalogo prevedendo la possibilità che l’arma sia dotata di una canna di diversa lunghezza che si va dunque ad aggiungere a quella precedentemente indicata, a condizione che, siffatta procedura, valga esclusivamente da oggi per il pregresso.
    Al riguardo, tenuto fermo il criterio predeterminato concernente l’esatta procedura di misurazione della canna di un’arma e, preso atto che la totalità delle richieste di rettifica pervengono da parte degli importatori del settore, è deciso convincimento, del dott. Pedersoli, del Col. Riso e del dott. Angeletti che anche per essi, debba prevedersi l’obbligatorietà di una verifica preventiva della lunghezza della canna del prototipo di un’arma da parte del Banco Nazionale di Prova di Gardone V.T.
    Solo tale Ente riconosciuto, infatti, può certificare, in maniera inequivocabile, l’esatta corrispondenza dimensionale. Questa obbligatorietà varrebbe, ovviamente, anche per le armi che per la convenzione C.I.P. rechino impressi i punzoni degli altri Banchi riconosciuti, ma che per detta convenzione non effettuano tale operazione.
    Solo siffatta previsione, auspicata dalla maggioranza del Collegio, in effetti escluderebbe a questo punto, la diffusa necessità di dover ricorrere alla formulazione di richieste di “sanatoria” a mezzo rettifica o nota.
    Ciò, soprattutto, anche in considerazione, che ad oggi gli operatori che procedono all’importazione dell’arma ivi compresi i soggetti privati, nella maggior parte dei casi, formulano una istanza di iscrizione in Catalogo senza averne la materiale disponibilità, necessaria per le opportune verifiche dimensionali e meccaniche, rilevando le medesime nella maggior parte dei casi, meramente sulla base di cataloghi commerciali od addirittura tramite contatti telefonici col produttore estero senza alcun addebito di responsabilità.

    Nota della FISAT: Lesa maestà il presentare un’arma alla Commissione errando (magari di qualche centimetro o millimetro) la lunghezza di canna.
    I colpevoli; uno che aveva presentato una pistola calibro .22 che non tornava di qualche centimetro.
    In tutto il mondo i produttori cambiano le specifiche quando vogliono (ad esempio finiscono gli spegni fiamma di un tipo e li sostituiscono con quelli di un altro) senza che vi siano problemi per l’ordine pubblico.
    Solo in Italia se cambi lo spegnifiamma o cambi il calciolo (e quindi cambi la lunghezza dell’arma) succede un macello perché il Banco inflessibile, tanto stimato solo dai ministeriali e (neanche tutti) i produttori nostrani, blinda le armi e le rimanda indietro dicendo che non può modificarle l’importatore ma devono essere messe a posto in fabbrica. Solo che per le armi italiane le rimanda al produttore e quelle straniere le rimanda al paese di provenienza con un danno incalcolabile per l’importatore.
    E’ ora, davvero di cambiare le cose e mettere tutti alle stesse condizioni di mercato.

    Qui comincia a cascare il proverbiale asino. Non è un segreto che l’abolizione della Convenzione C.I.P. sia un sogno nel cassetto da un pezzo per qualcuno che così vede aumentare la propria competitività sul suolo italiano.
    Ci hanno provato a suo tempo con un’ interrogazione parlamentare (mi pare da parte di un senatore di AN che lamentava che i produttori italiani venivano “svantaggiati” non sapendo bontà sua che i produttori europei presentano le armi ai banchi loro), poi con il DLGS 204/2010 (che dice che le armi vanno al Banco quando l’Autorità di PS dubiti che non siano rispondenti al Catalogo).
    Anche volendo riconoscergli il massimo della buonafede torna il concetto della politica securitaria e del perché ci si ostini a voler indicare tutte le lunghezze possibili ed immaginabili invece di quelle minime come previsto dalle Direttive UE. Per l’ordine pubblico non cambia nulla che il fucile M4 (nota dolente) abbia la canna di 61 invece di 62 ma cambia moltissimo per l’importatore e per il pubblico (che si scelgono il modello che vogliono) ed anche per i produttori nostrani (che si trovano un mercato meno “protetto”). La puzza di protezionismo è sempre più forte.Ma le cose vanno di male in peggio.

    Per quanto riguarda le armi di cui al punto (3) armi di derivazione militare

    …… il Presidente procede preliminarmente a dare lettura del in forma integrale della proposta espressa dall’Ufficio. IL CONSESSO ALL’UNANIMITA’ per quanto attiene le armi da guerra “demilitarizzate” per l’uso civile concorda in merito alla rigida e scrupolosa osservanza di tutte le operazioni previste dalla circolare del 2002.

    Fin qui niente di male, ma ora arriva il meglio e ciò che state aspettando ….

    Punto 4)

    Per quanto concerne, invece, alla problematica di cui al punto 4 relativa alle armi che siano solo somiglianti a quelle militari, ma che provengano da una linea di produzione “civile”, il Consesso, dopo ampia ed approfondita disamina, conviene sull’opportunità di inserire nel costrutto di testo alcuni adempimenti e precisazioni tecniche ritenute essenziali. In particolare, pertanto, per questa tipologia di armi, il costruttore ovvero l’importatore, preliminarmente alla richiesta di iscrizione in Catalogo, dovrà presentare presso il Banco Nazionale di Prova di Gardone V.Trompia (BS) unitamente al prototipo dell’arma il progetto, ritenuto essenziale per il puntuale raffronto, inerente i disegni tecnici quotati relativi alla scatola di scatto e dei suoi componenti le cui quote dimensionali dovranno risultare inferiori a quelle delle armi di uso militare. Il richiedente, inoltre, dovrà produrre sotto propria responsabilità penale di mendacio, una dichiarazione sottoscritta dalla quale risulti che 1′ arma che intende importare o produrre è di esclusiva progettazione civile indicando in essa, gli accorgimenti tecnici adottati al fine di non consentire la intercambiabilità della scatola di scatto o dei suoi componenti con quelli di un’arma da guerra che ne consentano il funzionamento automatico.
    Infine, si conviene circa l’opportunità che i caricatori di detta tipologia di armi, debbano contenere esclusivamente 5 cartucce per costruzione, essere non intercambiabili con quello militare e i relativi punti di attacco essere diversi.

    Di male in peggio.
    Qualcuno mi deve spiegare in base a quale parametro (che non sia quello di protezionismo del mercato, su cui andremo dopo) i caricatori delle armi demilitarizzate (ex militari private della raffica) debbano essere diversi da quelli della stessa arma nata civile.
    Vengo a chiarire per i non addetti; se ho un M16 ex militare demilitarizzato (cioè privato della raffica) le cose rimangono come stanno ma se lo stesso fucile è un AR15 .223 nato civile (e quindi con il castello “ristretto” in cui non si possono inserire i pacchetti scatto a raffica) gli attacchi del caricatore devono essere diversi. Il che equivale a dire che tali armi non posso averle perché non esisterà mai un produttore straniero che farà gli attacchi solo per l’Italia (e lor signori lo sanno benissimo).
    Ora visto che nessuno potrà avere il coraggio di dire che i criminali rimarranno disarmati l’unica cosa che ne deriva è che NON POTRETE COMPERARVI UN FUCILE DELLA FAMIGLIA AR15 NUOVO IMPORTATO MA SOLO USATI EX MILITARI (EX ORDINANZA).

    Altrimenti vi comprate un Benelli MR1 (su cui ci sarebbero da versare letteralmente fiumi di inchiostro e su cui torneremo a suo tempo) che non essendo stato adottato da nessuno non ha problemi.
    Ditemi voi se non è protezionismo.
    Se non lo è spiegatemi come mai i membri della Commissione che appartengono al settore (o almeno quelli che appartengono alle associazioni come UITS, Assoarmieri, Consorzio Armieri “Nazionale”) non hanno divulgato le brutte notizie appena usciti almeno ai loro soci o almeno ai consigli direttivi.
    Non chiediamo che ci diano delle soluzioni ma almeno che dicano cosa architettano in quelle sedute.
    Forse non ce le dicono perché hanno votato a favore di queste cose e quindi fino a ieri potevano discostarsene pubblicamente ma da oggi non possono più farlo (perché FISAT va a vedersi gli atti e vi racconta come stanno le cose).
    Purtroppo dovete tener duro perché dopo c’e’ ancora di peggio.

    Il problema delle armi di spiccata potenzialità offensiva

    Punto 5)

    Si passa all’esame del punto 5 del documento in cui l’Ufficio, al fine preminente di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, invita la Commissione a voler prestare sensibile riflessione e fornire opportuna valutazione riguardo quelle armi che, seppur riconducibili in un ambito sportivo, utilizzano calibri con spiccata potenzialità offensiva.
    In merito, il Collegio, prende atto dal Sig. Galeazzi dell’U.I.T.S. che, allo stato attuale, all’interno delle strutture dei poligoni di questa Federazione Sportiva affiliata al C.O.N.I., in conformità a quanto previsto dalla Direttiva Tecnica Poligoni del Polo del Genio Militare, è praticabile in ambito nazionale ed in via esclusiva, solo una attività di tiro che, in relazione al calibro, esprima in termini di energia cinetica iniziale alla bocca un valore di 3931,60 joule.
    A riguardo, il Presidente, in considerazione della complessità della problematica e delle diversificate opinioni, decide di costituire un sottogruppo di lavoro che pianifichi una analitica metodologia procedurale attraverso cui contemperare le diverse esigenze.
    Da quanto emerso, appare assai difficoltoso fissare un parametro tecnico di riferimento in termini di offensività al di sopra del quale, poter vietare, ovvero al di sotto, poter consentire.
    Nell’argomento, infatti, si innestano dissertazioni tecniche molto complesse tra le quali, sopratutto, emergono quelle, se debba farsi riferimento alla sola potenzialità della cartuccia, ovvero al binomio arma-munizionamento o, piuttosto, limitarsi agli effetti di balistica terminale.

    Cose da non credere. Già dal primo insediamento il membro dell’UITS fa notare che nei poligoni della sua Federazione non si spara sopra il .308 (non è vero ma forse davvero non lo sa) per cui è inutile catalogare armi di energia superiore. Si continua ad far finta di ignorare che si devono applicare le Direttive Europee e nient’altro, senza farsi tante idee su cosa sia da guerra e da pace (e magari è sportivo nel paese accanto al nostro).
    La UITS si vantava tanto di aver avuto accesso alla Commissione ma se il buon giorno si vede dal mattino sarebbe stato molto meglio se avesse lasciato perdere, inoltre tutti fingono di non sapere che il privilegio dell’affiliazione al CONI avrà breve durata perché fa a cazzotti con le regole europee e più di qualche Federazione Sportiva non CONI si é già rivolta alla Commissione Europea (che obbliga al medesimo accesso al mercato) dopo il nicchiare dell’Authority per la Concorrenza.

    COSA FARE ADESSO ?

    Chiunque abbia letto questa pagina con attenzione e buonafede ha capito come stanno davvero le cose.
    L’art. 6 della L. 110/1975 istituì l’istituzione di una Commissione composta di membri del Ministero dell’Interno (che ovviamente, essendo funzionari di polizia, vieterebbero anche le pistole ad elastico) e di esperti del settore armiero sia produttivo che del dettaglio che sportivo che avrebbero dovuto portare avanti le esigenze del settore contemperandole con quelle della compagine poliziesca.
    Già allora – e la società era molto lontana da quella di oggi – si cercava di contemperare le esigenze della presunta sicurezza (le BR compravano le armi dall’OLP e le importavano in barca a vela) con quelle del settore.
    Purtroppo nei quasi quarant’anni di esercizio della Commissione è accaduto che la parte del settore sia stata sempre più egemonizzata dalla componente dei produttori.
    Vediamo quindi che la categoria degli importatori, quella degli armieri e quella delle ditte minori viene soffocata, cosa dimostrata dal fatto che quando si va a votare si vota all’unanimità, senza dialettica e senza dissenso, e ciò può avvenire solo se siamo stati d’accordo ex ante.
    POSSIBILE CHE NON CI FOSSE UNO ; DICO UNO, CHE NON ABBIA RITENUTO DI FAR RILEVARE CHE QUESTE SONO CAVOLATE STRATOSFERICHE E CHE IL SETTORE SI SAREBBE INCAZZATO ?
    Il peggio del peggio avviene quando si osserva l’operato dell’unico rappresentante della parte sportiva quando si osserva che una sola Federazione (l’UITS) è rappresentata in Commissione e non esita a tutelare in modo spregiudicato la propria posizione di mercato rispetto a tutte le altre (che comprendono la maggior parte dei tiratori ma che non possono vedersi riconosciute come Federazioni del CONI a causa del predetto sistema antidiluviano delle posizioni dominanti).

    Volete un’altra dimostrazione ?

    Ecco la composizione della Commissione:

    Presidente Dr. Mario Licciardello – Prefetto a riposo
    Dr. Maria Paravati – Ministero Interno (supplente Vq. A. Dr. Mario Gagliardi)
    Dr. Paola Mureddu – Direttore Ufficio Affari Polizia Amm.va e Sociale (suppl. I Dirigente Dr. Domenico Parisi)
    Ten. Col Benigno Riso – Ministero Difesa (supplente Cap. Andrea Candian)
    Ten. Col. Donato D’Orsi – Carabinieri (supplente Magg. Claudio Ferraro)

    Civili:

    Ministero sviluppo economico:
    Ing. Antonio Girlando (anche Direttore del Banco Nazionale di Prova ed ex dipendente Beretta) e Dr. Pietro Maria Paolucci (supplenti D.ssa Marzia Conti e D.ssa S. Raimonda Tecca)

    ANPAM: Dr. Marco Vignaroli (Direttore Tecnico di Benelli Armi e progettista della Benelli MR1) – Sig. Bortolo Tanfoglio (contitolare della Armi Tanfoglio) – supplenti Dr. Mauro Silvis e Sig. Alessandro Tamburini (Avvocato ex presidente CNCN)

    Confcommercio:

    Sig. Edgardo Fegro (già presidente Assoarmieri ed ex dipendente Beretta) – suppl. Rag. Massimo Moroni Frinchillucci

    Consorzio Armieri Nazionale:
    Dr. Pierangelo Pedersoli (presidente Cons. Arm. “Nazionale”) – supplente Rag. Luca Rizzini – Ministero Economia e Finanze – Agenzia Dogane: Dr. Stefano Solitano – suppl. Dr. Giuliano Della Penna – Guardia di Finanza: Ten. Col Alfonso Amaturo – suppl. Ten. Col Gianfranco Parisi

    “Esperti” Balistica:
    Dir. Tec. Prov. PS. Dr. Federico Boffi – Ing. Manlio Averna – Ing. Riccardo Mariani – Suppl. Sost. Comm. Giuseppe Galletta – Sig. G. M. Alberto Bassano – Sig. Emilio Galeazzi (UITS)

    Armi Antiche Artistiche rare o di importanza storica:
    Prof. Glauco Angeletti – Suppl. D.ssa Rosaria Valazzi

    Segretari: V.Q.A. Pierfrancesco Iovino o Sost. Comm. Massimo Fiorentini

    A questo punto va un plauso alla rivista Armi e Tiro, sensibile (per quanto resole possibile) all’argomento, nell’articolo sull’edizione di questo “BLACK RIFLE ADDIO?” ha intervistato i big del settore sulla materia (oltre a noi che non siamo big e che allora non avevamo ancora ricevuto il materiale documentale), che hanno risposto così:

    Dr. Pierangelo Pedersoli – (Presidente Consorzio Armieri “Nazionale”): ….Pedersoli non ha fornito particolari sull’accaduto dichiarandosi, anzi, all’oscuro della vicenda (ma come, se in Commissione c’era ed ha fatto anche degli interventi ?)
    “E’ evidente…ha commentato su nostra sollecitazione …. che il limite principale su questo tipo di decisioni è il trattamento differente che si viene a creare tra situazioni identiche e la conseguente mancanza di regole certe, chiave di volta del nostro settore.
    E’ anche vero, d’altro canto, che purtroppo in alcuni casi il mondo degli appassionati non è compatto al 100% nel rifiutare l’acquisto e l’uso di determinati “accessori” privando così noi rappresentanti delle categorie produttive del principale strumento di difesa nei confronti dei “falchi” presenti in Commissione.
    Il fraseggio è così sibillino che l’autore dell’articolo si sente in dovere di chiarire:
    in altre parole, se interpretiamo correttamente, se non ci fossero appassionati disposti, per esempio, a fare carte false per acquistare caricatori di capacità non conforme al catalogo, dall’altra parte non ci sarebbero funzionari ai quali viene in mente di prendere misure così drastiche.
    L’interpretazione è giusta ma il trucco è vecchio e non funziona più.
    Qui si deve spiegare al settore perché prima si vota “coi falchi”, poi si rimane in silenzio senza rispondere a nessuno – neanche al proprio consiglio direttivo – e quando ti mettono davanti al fatto dai la colpa ai soliti mariuoli che comprano i caricatori a capacità piena (ma come, la legge non dice che non sono più parte d’arma ?)
    E l’articolo 27 della Costituzione – che dice che la responsabilità penale è personale – dove lo mettiamo ?
    E il problema delle regole certe chi deve sollevarlo se non proprio i membri del settore delle armi ? Non lo sanno che gli anti armi vieterebbero tutto e sta proprio al settore (e prima di tutto a chi guadagna da esso) a difenderne i diritti ?

    Antonio Bana, presidente di Assoarmieri (che in Commissione ha un rappresentante) : “Non mi sorprende affatto il contenuto della decisione. Bisognerebbe intervenire direttamente, come Assoarmieri, presso il Ministero ed iniziare a dialogare con fermezza sia da un punto di vista normativo sia da un punto di vista giuridico con precise prese di posizione nelle competenti sedi, come per esempio a livello di presentazione di un esposto all?Authority per la concorrenza sleale, di un ricorso alla Corte di Giustizia Europea nei confronti del catalogo nazionale per le vigenti procedure di catalogazione, in palese contrasto con le procedure ed i principi di libera concorrenza e di libero accesso al mercato, presentazione di un ricorso al giudice amministrativo.

    Nicola Perrotti, presidente di Anpam: nessun commento (ottima idea) poi seguito da un commento sul sito di Armi e Tiro “Ci scusiamo innanzitutto per il ritardo nel rispondere alla Vostra sollecitazione, dovuto al susseguirsi di impegni internazionali verso i quali l’industria italiana, come è noto, ha particolari doveri. Riteniamo apprezzabile che il Ministero dell’Interno mostri cautela e senso di responsabilità nella garanzia della sicurezza pubblica anche con riferimento alle armi comuni da sparo. In relazione al Catalogo nazionale, pensiamo che l’attenzione dedicata ai requisiti di catalogazione dovrebbe essere spostata verso l’aderenza al criterio unico di accesso alle armi comuni da parte dei cittadini europei, sul modello descritto dall’Allegato I della Direttiva 91/477/CEE e simili, riservando a forze e corpi armati dello Stato solo la categoria A (Armi da fuoco proibite), e considerando tutte le altre come armi consentite”.

    Meglio tardi che mai. Ma il suo rappresentante come ha votato ? ahhh già ci ha votato contro ….

    Sembra del tutto evidente che i produttori rappresentati in Commissione non perdono battuta per procurarsi un mercato protetto ed i funzionari polizieschi non perdono battuta per andargli dietro.
    In questo mercato gli importatori ed i piccoli produttori (che fanno gli M4 magari assemblandoli, quelle stupende carabine in .408 Cheytac o gli adattatori PDW che vorrebbero metter fuori legge ) sono una spina nel fianco.
    Si deve controllarli ed ora che il Banco non basta più (perché gli fanno causa) si inventano le trovate securitarie in base a cui queste cose sui caricatori si fanno perché ci sono i mariuoli che comprano i caricatori più lunghi.
    Vuoi vedere se qualche funzionario della Commissione proponesse di riportare le armi ad avancarica alla vecchia legislazione che strepiti sentiremmo ?
    La verità è che ogni volta, OGNI VOLTA, che gli diamo dei soldi battiamo un chiodo sulla bara delle nostre libertà. Lo abbiamo visto (le prove sono sulle pagine di questo sito) con l’iter di approvazione della Legge 204/2010 su cui non c’era da preoccuparsi sinché non siamo riusciti ad avere il testo della bozza grazie alla Segreteria della Lega Nord presso la Camera dei Deputati e che siamo riusciti in gran parte a rimediare dopo un’odissea estiva in cui grazie al lavoro di sensibilizzazione dei soci siamo riusciti a incontrare il Ministro Roberto Calderoli e l’On. Pierguido Vanalli.
    Perché dare la colpa al Ministro é molto molto comodo ma la verità é che non gli é possibile fare nulla quando le proposte riduttive vengono dalla Commissione all’unanimità, ivi compresi gli addetti del settore (o almeno che pretendono di rappresentarlo).
    E ciò nonostante l’UITS professasse l’istituzione della licenza questorile sulla ricarica pur di vendere quattro corsi fatti da gente preparata solo in teoria (perché nelle discipline olimpiche non si usano munizioni ricaricate).
    Oggi il membro UITS sconsiglia la catalogazione di armi superiori al .308 perché nei poligoni UITS non si possono usare (tra l’altro non è neanche vero, fa addirittura un danno ai poligoni UITS ma chi ci mandano in Commissione ?).

    LA VERITA’ E’ CHE QUESTA GENTE NON HA IMPARATO NULLA DALLA LEZIONE PRECEDENTE. HANNO FINITO DI PRENDERCI PER IL SEDERE.

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