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ATC Lazio, proposte adeguamento normativo

GAME FAIR – Tarquinia 3 Giugno 2011-06-05
Proposte di adeguamento normativo finalizzate al miglioramento gestonale degli ATC del Lazio.

Organizzato dall’ATC VT1,nell’ambito delle manifestazioni del GAME FAIR,il giorno 3 giugno 2011 ha avuto luogo un incontro tra gli ATC del Lazio. Erano presenti Antonino Corsini Presidente ATC VT1,Giuseppe Pilli presidente ATCVT2,Gianfranco Gianni Presidente ATCRI2,Francesco Bonomo per il Presidente ATCRI1,Edemondo Vivoli Presidente ATC FR1,Enzo de Giuli Presidente ATC FR2,Luciano Pierelli Presidente ATC LT1,Giovanni Fazzone ATC LT2; non erano presenti gli ATC della prov. di Roma in quanto privi di Comitato di Gestione. Ospite dell’incontro il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio Francesco Battistoni.
Dagli interventi dei Presidenti sono emerse delle criticità gestionali dovute essenzialmente dai contrasti con le rispettive Amministrazioni Provinciali le quali non sempre hanno una uniformità di comportamento nel rispetto della Legge Regionale 17/95.
I Presidenti lamentano, altresi, le scarse risorse economiche disponibili rispetto agli interventi per una efficace gestione della fauna selvatica e dei danni da essa prodotti all’agricoltura. Unanimemente gli stessi propongono che le somme introitate dalla Regione vengano stornate agli ATC ripartendole prendendo in considerazione la Residenza Venatoria del cacciatore e non solo quella Anagrafica. Altre considerazioni sono emerse analizzando l’istituto della mobilità venatoria che viene gestita dalla Regione senza il minimo confronto con gli ATC sia per valutare i numeri sia le potenzialità venatorie che esprime il territorio gestito. Altro aspetto segnalato all’On Battistoni è la mancanza di coinvolgimento degli ATC nella elaborazione dei Calendari Venatori annuali, nell’applicazione della normativa in materia di ZPS e una revisione della Delibera Regionale N° 450.
A conclusione dei lavori l’on. Battistoni dichiarandosi disponibile a discutere quanto emerso dall’incontro e propone ai Presidenti degli ATC di elaborare un documento unitario e chiedere formalmente alla Regione Lazio un’audizione in sede di Commissione Regionale Agricoltura.
Nel salutare tutti i numerosi cacciatori presenti si è impegnato,nel corso dei quattro anni di Consiliatura rimasti,come Consiglire Regionale e come cacciatore a lasciare un segno tangibile a favore del mondo venatorio laziale.

Francesco Cattani

Filed in: .In Evidenza, Lazio

12 Risposte to “ATC Lazio, proposte adeguamento normativo”

  1. ilio
    13 giugno 2011 at 10:21 #

    Carissimo Francesco come vorrei che la mia tassa Regionale andasse in toto sulle mani della Regione Lazio invece di quella Umbra, perché che che se ne dica, nonostante la male gestione che imperversa in tutta Italia ancore nel Lazio qualcosa si trova specialmente la Migratoria.

    Purtroppo ancora una volta per effetto della fraudolenta legge 157 si è obbligato a pagare la tassa Regionale dove si risiede anagraficamente e questo a scapito delle Regione più operose verso il nostro mondo.
    Chi sa se un giorno riusciremo a togliere anche questo vincolo che è tutt’altro che democratico e liberale.

    Saluti Ilio

  2. Sololasipe
    13 giugno 2011 at 11:03 #

    ….ed io aggiungo un particolare “trascurabile” :roll: ..della Costituzione italiana e precisamente
    l’ Articolo 16 :
    Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
    Ogni cittadino è libero di uscire dai territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.8)
    8)

  3. Giacomo
    13 giugno 2011 at 12:33 #

    In Basilicata ATC 3 sancisce che chi vuole il tesserino da fuori regione lo può avere considerando che non si possono ottenere due mesi consecutivi. :D cioè non puoi fare Novembre, Dicembre, ma devi fare Novembre, Gennaio, se vuoi due mesi…….. :| In più ti mettono una tariffa di 150 Euri da pagare entro il 15 giugno quando ancora non è uscito il calendario venatorio, pena….. venire considerato come rinunciatario.. Allora dove sta la beffa ? E mi spiego : se io da migratorista faccio il versamento per Novembre, Gennaio come impongono loro entro il 15 giugno, non sapendo ancora cosa dice il calendario venatorio perchè ancora non uscito, dovendo questi mettere la migratoria al 31 Gennaio perchè mi fanno pagare per tutto il mese di Gennaio se per caso incappano in un ricorso che li obbliga poi a dare fino al 10 Gennaio in pratica mi hanno fregato 20 giorni di caccia pagati e non usufruiti. Chiaro ? Oltre a questo c’è da dire ancora : non avendo la possibilità di fare due mesi consecutivi esempio Novembre, Dicembre, se a Novembre il passo ritarda (perché il passo è sempre una incognita) e mi da dei giorni buoni solo verso l’ultima decade di Novembre io a dicembre mi devo fermare per aspettare Gennaio, chiaro ? Ora io vorrei dire : se io fossi uno stanzialista potrei anche dire che hanno ragione perché l’ATC la selvaggina li compra con i soldi dei cacciatori locali ed è anche giusto se mi fanno iniziare la caccia dal 1° di ottobre o come cavolo vogliono loro, perché provengo da fuori regione, ma io che sono migratorista per quale motivo mi si impone di interrompere la caccia quando è in atto il passo della selvaggina migratoria ? Che tra parentesi la migratoria non la compra nessuno ? Qua si è presa l’abitudine di avere una mano lunga e una mano corta, quella lunga per prendere e quella corta per dare.
    A me sembra proprio che siamo arrivati al colmo, perché secondo me se si avesse un po’ di dignità le due mani dovrebbero essere uguali, un po’ come i bracci della bilancia della giustizia. Faccio appello alla mia cara Fidc per mettere un po’ di ordine su queste cose che sono delle discriminazioni belle e buone, :roll: che non fanno parte della nostra indole di federcacciatori. Un cordiale saluto al presidente dall ‘Olio. Ai cugini della Basilicata, :D Salutiaaaamo.

  4. fedeli massimo
    13 giugno 2011 at 13:45 #

    Come si può notare manca l’atc di Roma, in barba alla 157/92, non decolla, ma in compenso la provincia semina fagiani x le volpi :lol: :lol:

    • Peppe
      13 giugno 2011 at 19:53 #

      Verissimo Massimo, il regolamento per cacciare la Volpe con i segugi nel mese di gennaio giace da anni nei cassetti della provincia. Giovedì mattina alle 5.20 mi sono fatto un giro nelle mie zone done stanno tagliando il fieno. Beh ne ho contate 25 al pascolo :evil: e considera che in quella zona di battine ne ho fatte parecchie con eccellenti risultati. Solo che ne togli 10 e ne arrivano 20 di nuove dalle zone attigue precluse alla caccia! Il problema vero e che non ci sta dialogo tra Provincia e Regione. Fors la via maestra è il piano faunistico regionale con annesso calendario venatorio regionale della durata del piano faunistico ( niente decreti assessoriali annui ) scavalcando le provincie in materia venatoria. :evil:

  5. Donato Mazzenga
    13 giugno 2011 at 14:01 #

    Presidenti lamentano, altresi, le scarse risorse economiche disponibili rispetto agli interventi per una efficace gestione della fauna selvatica e dei danni da essa prodotti all’agricoltura. Unanimemente gli stessi propongono che le somme introitate dalla Regione vengano stornate agli ATC ripartendole prendendo in considerazione la Residenza Venatoria del cacciatore e non solo quella Anagrafica
    —————————————————————————————————————————————
    I presidenti, caro Francesco, e in special modo il sig. Vivoli per l’FR1, prima di chiedere altri soldi e lamentarsi, deven spiegare ai cacciatori cosa ne hanno fatto delle centinaia di migliaia di euro che NOI cacciatori gli abbiamo versato per l’iscrizione agli ambiti l’anno scorso, visto che hanno messo solo poche settimane la solita lepre argentina, e di fagiani ad oggi nemmeno l’ombra, figuriamoci la lotta ai nocivi e tante altre cosucce. Il danno è irreparabile e gli ATC vanno commissariati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • franc
      13 giugno 2011 at 16:10 #

      Spiegaci un pò questo fatto della lepre argentina.
      ma la importano e la liberano sul territorio?
      e l’ispra ha dato il suo assenso ad una tale immissione?
      Ne hai le prove o lo dici per sentito dire?
      Francesco Marcazzan da Verona

      • Donato Mazzenga
        16 giugno 2011 at 16:36 #

        c’è scritto sui certificati sanitari che si portano appresso oltre che sulle scatole (fotografate su cui è impressa la scritta LIEBRAS ARGENTINAS) ti servono altre prove??? 8)

  6. ettore1158
    13 giugno 2011 at 16:27 #

    Ma dei parchi o aree pseudo-protette non se ne parla mai ? qualcuno se ne accorto che non sappiamo piu’ dove andare a caccia ? adesso stanno prendendo piede le riserve per soli residenti , e chi abita a Roma come me dove va a caccia ? a villa Pamphili ? Voglio vedere quando si affrontera’ questo problema ,perche’ se dovesse continuare di questo passo la caccia tra 4/5 anni non esistera’ piu’.Un saluto.

  7. Circolo l'Arcera di Gaeta
    14 giugno 2011 at 09:11 #

    In un clima di rinnovamento, dove si parla di riformare la normativa sul prelievo venatorio e di conseguenza l’istituto degli ATC, questi signori figli della politica, delle associazioni venatorie ed altro, ancora non hanno capito che devono mettersi da parte e lasciare a dei seri e capaci professionisti la gestione di madre natura. Di quello che dico parlano i risultati negativi del 90% degli Ambiti Territoriale di Caccia d’Italia.

  8. Caterina
    14 giugno 2011 at 21:32 #

    Non cambierà nulla neppure quest’anno. Manca il coraggio di fare scelte e il coraggio di difendere quelle scelte. Questo per un duplice motivo. In primis e per il tornaconto politico e per sec onda opzione e per la mancanza di una specifica cultura venatoria che permetta di difendere le scelte fatte. Insomma siamo in mano a politicanti che nulla sanno di arte venatoria.

    • Gianni
      15 giugno 2011 at 10:33 #

      Con il vento di rinnovamento che tira nel mondo politico, economico e sociale, i seguaci di Diana rimangono immobili in attesa della politica che mantenga le promesse, certi di essere difesi dalle Associazioni Venatorie, belle aspettative. Ma noi cacciatri quando decidiamo di insorgere, per ribellarci in difesa di una gestione faunistica coerente e giusta a vantaggio della collettività e del mondo venatorio. Leggete attentamente i nominativi riportati nell’articolo in gran parte sono sempre gli stessi che da anni rappresentano i loro settori ma i risultati? Sempre scuse e solo scuse ma mai niente di positivo e concreto.
      Gli ATC prossimamente vorranno più soldi dallo stato e dai cacciatori ma per fare cosa? Il solito annuale lancio di polli e conigli. E poi come possiamo pretendere una gestione professionale da persone che sono completamente estranee alla gestione scientifica, gestire Madre Natura non è roba da cacciatori – infermieri, maestri di scuola – ambientalisti, guardiani – argricoltori, perchè di fatto questo è il grado di professionalità, nella maggior parte i componenti non sono professionisti del settore faunistico ambientale, praticamente l’istituto dell’ATC è un ospedale composto solo da infermieri e portantini ma senza dottori, avoglia a morire! Pertanto ribelliamoci e facciamo piazza pulita, pensate se nessuno pagasse più gli ATC!!!!!!
      Un saluto a tutti gli amanti della caccia.

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