I CACCIATORI DI TORDI RINGRAZIANO PARTE SECONDA
Dopo aver analizzato delle pubblicazioni dove ci sono interessanti studi di eminenti professori universitari italiani sulla fenologia del tordo bottaccio, ci sentiamo in dovere di segnalare delle pubblicazioni di istituzioni regionali che non avallano le tesi di inizio migrazione anticipata del tordo bottaccio a gennaio presenti nel documento ISPRA-ARCICACCIA TOSCANA; tali pubblicazioni sotto riportate, sono state scritte con la collaborazione di importanti università del nostro paese.
a cura di:
Emiliano Amore
Alessandro Cannas Arcicaccia
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Riportiamo alcuni brani tratti dalla relazione (per la lettura integrale rimandiamo al link posto a fine articolo):
“…Si fa’ presente che queste pubblicazioni regionali sono tutte abbastanza recenti (dal 2006 al 2008), e abbinate con gli studi del prof. Baldaccini e del prof. Casanova mettono seri dubbi sull’attendibilità della tesi ISPRA-ARCICACCIA TOSCANA di un ripasso prenuziale anticipato a gennaio, anche considerando che questa tesi allo stato è avvallata solo da alcuni ricercatori ISPRA e non è confortata da nessun ricercatore straniero (come ampiamente dimostrato)….”
“…L’incongruenza principale è data dal fatto che: se i quartieri di nidificazione, anche i più meridionali (le Alpi), vengono rioccupati non appena le condizioni climatiche migliorano (non prima di marzo) e i contingenti migratori precoci (1 decade di gennaio), sono quelli che occupano i quartieri di nidificazione più meridionali, rimane un periodo di indeterminazione per questi contingenti di più di 4 decadi. Sorge allora spontanea una riflessione: se questi contingenti rimangono nell’area del mediterraneo (areale di svernamento), non possono essere definiti contingenti migratori (per altro contenuti e localizzati ), ma contingenti stanziali (o al massimo migratori a corto raggio) e allora risulta azzardato parlare di migrazione anticipata; sembra poi che alla questione che la riflessione pone, la risposta la dia la stessa ISPRA : Spostamenti invernali sono comuni in Europa meridionale o nel Medio Oriente e possono essere indotti dal maltempo; ne sono un esempio gli arrivi massicci in Nord Africa.(pag 76)….”
“…per giustificare l’ipotesi di un ripasso anticipato a gennaio il delta di ricatture ( cioè la differenza tra le ricatture della 3 dec di gen e della 1 gen ) di 44 esemplari a livello nazionale, è tale da poter essere equiparato a livello statisco a una popolazione, così come richiesto nella definizione europea, e stante una popolazione svernante in Italia stimata in alcuni milioni di esemplari ? ( considerando anche che l’indice di abbondanza in sostanza, come dice la stessa ISPRA, non avvalla tale ipotesi)….”
“…come mai a fronte dell’elevata percentuale di ricatture nei mesi della migrazione prenuziale (gen-feb-mar-apr, anche rispetto ai mesi autunnali fig 22), i paesi più interessati sono quelli di area mediterranea e non quelli dell’areale di nidificazione in nord Europa (fig 23) ?….”
“….si fa’ presente che la maggior parte dei dati di ricattura provengono da attività venatoria come afferma la stessa ISPRA:” Il Tordo bottaccio è specie tradizionalmente molto popolare per l’attività venatoria in Italia e nel Mediterraneo. Ciò risulta evidente anche dalla quasi totalità delle ricatture legate proprio ad abbattimenti o catture di tordi inanellati. Molto ridotto il ruolo rivestito dall’attività di inanellamento quale modalità di segnalazione” (pag. 229), quindi quando questa è chiusa il numero dei dati a disposizione diminuiscono, anche in considerazione del fatto che i centri di inanellamento non sono in numero così elevato da coprire capillarmente tutto il territorio nazionale.
Per cui non vorremo che la percentuale statistica del numero di soggetti ricatturati in Italia, nei mesi di feb-mar sia sottostimata, proprio per il fatto che l’attività venatoria al tordo bottaccio in quei periodi è chiusa.”
a cura di:
Emiliano Amore
Alessandro Cannas Arcicaccia
per visionare la relazione completa, scarica il documento: I CACCIATORI DI TORDI RINGRAZIANO PARTE SECONDA
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Si tutto bene ma poi questi dai devono essere valutati in sede di consulta in Regione ed in Provincia per la stesura dei calendari venatori e se le AA.VV. riconosciute Federcaccia ed Arcicaccia , che sono quelle presenti non sostengono tali tesi , anzi , per compiacere i politici che sono stati eletti anche con i voti delgi anticaccia sia in regione che in provincia , sono loro che chiedono le chisure anticipate per tordi e beccacce , siamo punto e accapo e tutto il lavoro che stanno facendo le altre AA.VV è vanificato , i cacciatori interessati alla caccia alla migratoria dovrebbero decidere da chi farsi rappresentare e non continuare a tesserarsi con associazioni che hanno smesso da tempo di curare gli interessi dei cacciatori . .
E’ vero,il calendario venatorio e’ POLITICO.
Ma, l’anello al naso e le collanine di conchiglie al collo,le abbiamo tolte da molto tempo….
…………..ma con troppo ritardo Alessandro. Ormai è tardi per cercare di cambiare le cose e lo sai meglio di me. La responsabilità di tutto questo è soprattutto di quelle persone che sapendo di sbagliare, non in buona fede, hanno avallato per interessi politici e personali il comportamento anticaccia della classe dirigenziale di ben note aa.vv.
Bravissimo e purtroppo continua a succedere aspettiamo i calendari e avremo la riprova .
Caro Cannas,
innanzitutto complimenti per il lavoro puntuale, serio ed intelligente che stai portando avanti per dimostrare scientificamente le strumentali interpretazioni dell’ISPRA sull’inizio della migrazione prenuziale degli uccelli. Visto che non lo fa chi di dovere, o quando lo fa sarebbe meglio che non lo facesse, il tuo lavoro assume ancora più spessore ed importanza e te lo dice uno che la caccia al tordo ha smesso di praticarla da una vita, perchè preferisce quella con il cane da ferma. Quindi il mio personale apprezzamento è disinteressato e al disopra di ogni sospetto. Quindi, caro Massimo, bravo due volte.
Ciò premesso, una cosa ti vorrei chiedere e ti sarei molto grato se mi facessi conoscere il tuo pensiero in proposito. Come avrai notato, nei giorni scorsi, anche io, nel mio piccolo, ho cercato di dare un modesto contributo per una corretta interpretazione del problema, mandando in onda una puntata de Le Nuove Stagioni, realizzata a Brescia il 9 aprile scorso presso l’uccellanda (roccolo) del Dr. Mario Caffi, ornitologo e tecnico faunistico che, da oltre venti anni, insieme al Conte Piero Catturich, si occupa della migrazione degli uccelli. Ebbene, io non so se tu hai visto la trasmissione, che è andata anche in replica sabato scorso alle ore 14,00 e verrà nuovamente replicata giovedì prossimo alle ore 20,40, se l’hai vista, gradirei conoscere il tuo parere, dal momento che, nonostante le 2.547 visite, soltanto tre Amici, hanno ritenuto opportuno esprimere il proprio pensiero sulla utilità o meno di quella trasmissione ai fini dell’azione che, tutti insieme, dovremmo portare avanti per salvare la caccia alla migratoria nel nostro strano Paese.
Grazie. Con i miei più cordiali saluti.
diego.
Purtroppo non ho programmi televisivi a pagamento.
Ma ritengo essenziale la ricerca scientifica, su dati non preconcetti,e il lavoro svolto dai roccoli in questione e di vitale importanza per una corretta visione del fenomeno migratorio,da noi troppo spesso non finanziato adeguatamente, o volutamente ignorato?.Ti anticipo che ci sara’ un terzo ed ultimo articolo sui tordi.Il quale vertera’ sulla comparazione dei sistemi scientifici usati in altri Paesi Europei ,con quello Italiano,e la chicca e’ quello Americano proprio sui tordi americani.Dove codesto sistema avanzatissimo ti permette addirittura di sapere la data di partenza e la data esatta di arrivo ai siti di nidificazione,compresa la sosta temporale dello svernamento…. Li su queste diversita’ di rilevamento, che vengono usate da oltre 15 anni, sara’ opportuno farci delle domande ben precise…..Le quali saranno anche rivolte a tutte le associazioni venatorie…..Che diventino spunto di riflessione, per scelte future….
Per me dobbiamo scordarci la chiusura della caccia al tordo al 31 gennaio. Ne riparleremo alla pubblicazione dei calendari venatori!
Completamente d’accordo, dobbiamo incaponirci almeno x il 20/02.
Cannas,
se mi mandi una mail con il tuo indirizzo ti spedisco il DVD della trasmissione, altrimenti grazie lo stesso per le cose che mi hai detto sopra e, soprattutto, per quello che fai.
Il imio indirizzo mail è: info@arpsa.it
Saluti.
diego.
Scuasami Alessandro, mi sono dimenticato di dirti che per vedere Le Nuove Stagioni non serve l’abbonamento, perchè il segnale della trasmissione non è criptato ma è in CHIARO, per cui basta l’antenna parabolica e il decoder (anche vecchio) di SKY. Il canale, come noto, è il 921 della piattaforma Sky.
diego
Non ho parabolica, ne sky….Ho il vecchio sistema di antenna…
Cannas, scusami, ma non mi ero ancora accorto che per le persone garbate non c’è spazio su questo sito!!!
Massimo sei forte, ai anticipato l’intervento che volevo fare io, ai centrato il problema.
Certo,aspettiamo i calendari,ma dopo bisognera`far sapere (se chiude prima ) che c’e`anche arci caccia tra i colpevoli.
Escluso Cannas………..naturalmente! :D :D :D
io penso che invece che al tordo chiuderà il 31 gennaio come sempre
Non ci contare…………
Io direi di esser ottimisti,
Si precisa, tra l’altro, che l’Art. 7 comma 1 della legge nazionale 157/92 qualifica l’ISPRA come “Organi scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Provincie”, la cui funzione Istituzionale non può, pertanto, essere quella di sostituirsi alle Amministrazioni nel compimento delle proprie scelte in materia di caccia, ma quello di supportarla sotto il profilo squisitamente tecnico. Sotto tale profilo va, incidentalmente, rilevato come l’Istituto abbia carattere Nazionale, cosicché può verificarsi la necessità di valutare le specifiche realtà regionali. Ne deriva che, applicando i principi generali in materia di rapporto tra provvedimento finale ed attività consultiva a carattere di obbligatorietà e non di vincolatività, il parere reso da tale organo sul Calendario Venatorio può essere disatteso dall’Amministrazione Regionale, la quale ha, però, l’onere di farsi carico delle osservazioni procedimentali e di merito e, pertanto di esprimere le valutazioni, che l’hanno portata a disattendere il parere.
Non fà una piega.
e quello che ho detto sempre che l’ispra non può decidere quello che gli pare grazie alessandro per averlo detto io sono fiducioso il tordo lo cacceremo fino al 31 gennaio