Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

Gli storni e cornacchie conquistano i cieli

| 3 maggio 2011 | 25 Comments

Addio uccelli di campagna, gli storni conquistano i cieli
Il declino è costante: dalle allodole ai passari, dalle averle ai cardellini. Crescono invece le specie che sono state capaci di adattarsi all’uomo

stornoNEL mondo degli uomini è dura la vita delle rondini. Ogni primavera ne arrivano meno rispetto all’anno precedente. Anche se è rallentata la grande emorragia del ventennio 1970-1990 (40 per cento di esemplari in meno secondo i dati di Birdlife International), il declino resta costante. E, insieme alle rondini, se la passano male molte specie legate al mondo agricolo che scompare: allodole, passeri, averle, cardellini. Mentre crescono gli uccelli che sono stati capaci di adattarsi alla vicinanza con l’uomo, cornacchie, colombi e storni in primis.

Ogni primavera, l’arrivo delle varie specie dalla migrazione africana è attesa dagli ornitologi italiani, che usano degli anellini applicati alle zampe per controllare la salute degli stormi. L’ultimo rapporto della Lipu, Lega italiana protezione uccelli, si chiama “Farmland bird index, Woodland bird index” ed è stato presentato a marzo di quest’anno. Descrive un calo dell’11 per cento tra il 2000 e il 2010 nella presenza di 26 specie legate all’ambiente agricolo.

Per le rondini il bilancio è di “declino moderato”: negli ultimi dieci anni la specie simbolo della primavera è diminuita del 2,1 per cento, dopo essersi ripresa da un picco negativo che nel 2008 l’ha portata a quasi il 4 per cento in meno. Le allodole hanno perso il 2,9 per cento degli esemplari, le averle il 3,6, come il cardellino. Il passero è tanto famoso quanto a rischio: nel giro di dieci anni è calato del 5 per cento. “Con quanti uccelli abbiamo convissuto fino a pochi anni fa, per poi renderci conto all’improvviso che erano scomparsi” si sfoga Mauro Delogu, ornitologo dell’università di Bologna. “Negli anni ’60 incontrare un’averla in campagna era un’esperienza banale. Oggi abbiamo perso anche la capacità di riconoscere questa specie. Così come rischia di avvenire per usignoli, capinere, pettirossi e cincie“.

L’aumento di cornacchie (più 2,8 per cento) e storni (più 1,5) ci guida verso una prima spiegazione della scomparsa di rondini e passeri: la presenza dell’uomo sempre più pervasiva. “Ormai non si può neanche più parlare di un degrado dello spazio agricolo. Nella regione in cui vivo, la Lombardia, lo spazio agricolo non esiste più” dice Elisabetta De Carli, coordinatrice del progetto Mito per il monitoraggio degli uccelli in Italia. Se la legislazione sui pesticidi ha fatto passi avanti dagli anni ’90 a oggi, “non si può certo dire che l’uso di queste sostanze sia scomparso” prosegue De Carli. Tanto più che gli insetti indeboliti dai veleni sono i primi a essere catturati dagli uccelli. E alla chimica in agricoltura si guarda anche come possibile causa della moria della api degli ultimi decenni.

Ma le difficoltà per le rondini e i suoi cugini arrivano da molte direzioni. La campagna non è più un ambiente ospitale per loro. “La legislazione sull’igiene negli allevamenti – spiega Delogu – vieta i nidi di rondine all’interno delle stalle. Se ci sono troppe mosche bisogna mettere le reti alle finestre o eliminarle. In case e condomini i nidi vengono spesso rimossi perché considerati sporchi. I fili della luce sono invisibili per i migratori in volo notturno, che ci sbattono contro e muoiono. I palazzi molto alti con le vetrate confondono gli uccelli che si orientano con le stelle, e rappresentano un ostacolo che costa la vita a molti esemplari. Le esigenze dell’uomo non coincidono con quelle delle rondini”.

Il cambiamento climatico che sposta le date delle migrazioni ha anche l’effetto di sfasare l’arrivo delle specie migratrici con il periodo riproduttivo degli insetti, cibo cui fanno ricorso anche i passeri durante la cura dei piccoli. Delogu racconta di una primavera particolarmente dura per i migratori, qualche anno fa: “I rondoni si trovarono nei guai, tornando in Italia durante una primavera eccezionalmente fredda. Questi uccelli hanno delle zampe piccole e non possono poggiarsi a terra. Si nutrono solo di insetti in volo che il freddo quell’anno non rendeva disponibili. Gli stormi arrivati con la speranza del caldo si trovarono così senza cibo proprio nel momento in cui erano più stremati per il viaggio”

di ELENA DUSI

http://www.repubblica.it/

Category: .In Evidenza, Curiosità, Generale

Comments (25)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. massimo scrive:

    UNA SCOPERTA SENZAZIONALE L’ITALIA E’ INVASA DA STORNI E CORNACCHIE,
    GRANDI QUESTI DELLA LIPU, CHE FACCIAMO PER CONTENERE IL NUMERO DI QUESTE SPECIE INVASIVE ?
    CE LO FACCIANO SAPERE !!!!!!!

  2. Giusti Giacomo scrive:

    Che tristezza!!!!
    Non solo per la scomparsa di quelle specie,ma anche e sopra tutto per la stupidita`ambientalista in Italia e umana in generale.

  3. giannirm scrive:

    Quest’anno gli storni ci si mangeranno, la prima nidiata è terminata ed è autonoma da 10 giorni, è iniziata subito la seconda covata a giorni la schiusa che sarà portata a termine intorno a fine maggio, la terza sarà a inizio giugno ed è possibile anche una quarta se non farà eccessivamente caldo in luglio e comunque in altura sarà quasi certa.
    Questo anticipo d’estate in primavera ha anticipato la prima cova le condizioni atmosferiche adatte le ha fatte portare a termine tutte le covate, se tanto mi dà tanto la popolazione di storni stanziali italiana quadruplicherà.

    Anche le cornacchie, ma tutti i corvidi in generale sono in forte espansione, basta guardarsi intorno di 360°, in ogni dove ce nè a bizzeffe, la schiusa avverrà in maggio in coincidenza con quelle dei piccoli uccelli, che rappresentano almeno per il 70% l’alimentazione dei loro nidacei, quindi l’allarme di Repubblica stavolta è reale, ma viene sottaciuto come un problema della rarefazione dei piccoli uccelli, si dà la colpa alla sola agricoltura, invece di prendersi la loro parte di colpa essendo quelli che hanno voluto la specie storno protetta. ed i corvidi non perseguibili oltre la stagione venatoria.

  4. Ben scrive:

    Proprio ieri, sono andato al capanno a vedere com’è la situazione, c’era un trattore che girava la terra ed a distanza di meno di un tiro di fucile (25 metri..), aveva dietro una quarantina di cornacchie grigie che cercavano da mangiare nella terra fresca, “belle mi fucilate”, potrei dire alla toscana. Il pensiero mi ha poi portato a ricordare che una ventina di anni fa, in preapertura con mio babbo, abbattemmo uno storno, convintissimi che fosse un merlo, d’altronde da noi non ci covavano, però sentivi e vedevi cantare le averle… ora è il contrario, averle nisba, storni quanti ne vuoi, non servivano certamente quelli della Lipu a spendere soldi nello stampare i risultati delle loro ricerche… basta andare in campagna da soli per rendersi conto di come è cambiata la nostra storia. Saluti. :wink:

    • Giusti Giacomo scrive:

      Forza Ben
      A Prato hanno gia cominciato a “bacchettare” i piccioni, l’art 37 funziona a meraviglia.
      Ma te indo tu stai?

      • Ben scrive:

        Io abito in Versilia, mio caro Giusti, fino a 2 anni fa, lavoravo a Firenzuola, nel Mugello, ora disoccupato, purtroppo, te cacci alle Croci di Calenzano??? bei posti, quelli, peccato siano lontani da me, lì, ho riassaporato, le poche volte che ci ho cacciato, il gusto di andare a caccia come lo era una volta. Qui da me, al mare è chiusa, fra case e laboratori, i posti di caccia si contano su una mano sola… . Ciao. :wink:

        • Giusti Giacomo scrive:

          Ben
          Si io caccio da quelle parti se conosci le Croci conoscierai sicuramente la zona di Cupo,io sono li da 34 anni.
          Maremma maiala Ben!
          Quello del lavoro e` una gran piaga.

        • Ben scrive:

          Giusti, quando c’era traffico e l’autostrada era intasata, da Barberino prendevo le Croci, poi da Prato rimboccavo l’autostrada. Sempre stato innamorato di quei posti, beato te che ci puoi cacciare e lo fai da molti anni. Quella del lavoro, è davvero una brutta piaga, a 43 anni è anche difficile ritrovarlo, vogliono gente giovane per pagarci pochi contributi… Ciao, a presto. :wink:

        • Giusti Giacomo scrive:

          Ben
          Ti auguro un mondo di bene e di lavoro.
          Ciao!

    • renzo scrive:

      IN CAMPAGNA ? ma secondo te quelli della lipu dove l’hanno vista la campagna ? forse nei documentari della Colò

  5. dardo scrive:

    le rondini. Quesri uccelli hanno le zampe piccole e non possono poggiarsi a terra? Niente di più falso, viste con i miei occhi rondini a terra, a raccogliere materiale per il nido. Ma dico voi ornitologi ci siete o ci fate? i passeri sono diminuiti e per i pesticidi, e per l’urbanizzazione e siamo concordi ma non vedo menzionata la gazza o cornacchia come predatore di nidi, che qualche ente ambientalista per non far sparare a piccioni ha immesso nelle città creando danno al danno e guai a chiedere di sparare a febbraio a questi nocivi! Molti di voi legati al mondo ambientalista ed infiltrati nell’ispra. non ammettono la caccia allo storno, perchè? alla cornacchia o gazza a febbraio perchè? capisco che in italia è abitudine alzare problemi senza cercare soluzioni, con i soldini che gli ambientalisti pupano dallo stato e da noi cacciatori, che vadano dai lavoratori della terra e faciano vedere come combattere biologicamente con altri esseri i parassiti delle piante, che diano assistenza durante le culture, che diano fondi per le culture a perdere senza essere trattate, che bonifichino le aree inquinate, che si oppongano all’avanzare del cemento se prima tutti i ruderi non siano stati riabilitati , no adirittura ho letto un articolo dove un associazione ambientalista appoggiava i propietari di case in campagna che si lamentavano dei cacciatori, un agricoltore che nasce in campagna è ben consapevole che in campagna vi è tranquillità odore di letame e cacciatori, ma quelli che si costruiscono la casetta dove vi era un campo e dalla città vengono in campagna odiano i cacciatori pur consapevoli di aver distrutto un ambiente e cementificato un ecosistema, ma alla tv i programmi ambientalisti questo non lo sottolineano, preservare senza interessi e senza essere legati a partiti compiacenti, siamo in un paese dove si costruisce e si lascia a metà l’opera senza rischiare sanzioni, e dove si costruisce devastando lasciando aree verdi in mezzo a palazzi piene di erbacce, la tristezza di un paese ambientalista solo alla tv. dove umiliare un cacciatore è cosa odierna mentre non ci si rende conto di avere quell’arroganza di essere abitanti in un paese dove muoiono per droga ragazzi di 20 anni che se volti verso il mondo venatorio non avrebbero fatto quella fine anche perchè al massimo alle 22:00 si va a riposare se il mattino si vuole essere in piedi alle 04:00 per godersi il frizzante dell’alba e l’emozione di un selvatico, cose a voi lontane. :? :? :? :roll: :roll: :wink: :wink:

    • giannirm scrive:

      La tipa ce l’aveva coi rondoni, che in effetti difficilmente riescono a riprendere volo su una superficie piana, se però trovano anche un dislivello di 10cm riprendono alla grande.

    • renzo scrive:

      A parte tutto che quoto al 100 %…forse hai dimenticato che contro i piccioni hanno liberato le Taccole
      così ci sono più piccioni e più Taccole …. bello èh ?

  6. CLAUDIO scrive:

    Bravo Dardo, sono pienamente d’accordo con te, la zampe piccole, nell’articolo, erani intesi i RONDONI, le hanno piccole anche le rondini, ma loro si posano a terra, mentre i Rondoni, no e se non volano insetti i Rondoni muoiono.
    Ma non vola insetti perchè gli agricoltori danno i diserbi, questo non lo dice mai nessuno p…a miseria.
    Ai meleti della Val di Non gli viene somministrato 28 trattamenti all’anno, quando le mangi non ci trovi mai un bachino all’interno, pensate che facciano bene anche all’uomo o agli abnimali che si dice nell’articolo?????????
    Dare sempre la colpa ai cacciatori è più facile!!!!!!!!

  7. Bekea scrive:

    Lo ripeto anche qui: i prelievi di specie opportuniste da parte di cacciatori abilitati per la provincia di Vicenza è di 1100 cornacchie grige e 500 gazze su una superfice provinciale di 2733 kmq. Questi sono gli abbattimenti concessi dall’Ispra :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Per poi leggere queste stupide scoperte fatte da incapaci amanti degli animali, avessero il coraggio di venire assieme a noi cacciatori in giro per le campagne. :evil: :evil: :evil:

  8. rudi4x4 scrive:

    Incremento dell’1,5% dell storno???????..MA QUESTI HANNO VISTO QUANTI CE NE SONO O HANNO FATTO UNA STIMA DA SCRIVANIA??

    le allodole -2,9%? ……ma non gli viene in mente i cambi di rotta perche l’italia è praticamente un asfalto?
    Andate a vedere cosa passa in Slovenia e in Romania di allodole…. poi mi dite…..
    Ma questi dove vivono?

  9. Peter scrive:

    :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: Da scompisciarsi dalle risate, storni e cornacche aumentati dell’1,5 e del 2,8 per cento; ma i conti come li hanno fatti col pallottoliere e in ogni caso da dientro la scrivania? Hanno scoperto l’acqua calda. Se si continua con cementificazione e dissesti selvaggi fra qualche hanno non si vedranno più manco celletti, non hanno più areali dove poter pascolare e riempirsi lo stomaco poveri animali. Una volta dalle mie parti si vedevano immense distese di campi di grano e di cereali in genere; attualmente di queste coltivazioni non se ne vedono quasi più sostituite da vigneti, tendoni per uva da tavola, uliveti e coltivazioni intensive di ortaggi; con queste premesse è chiaro che si vedranno sempre meno allodole, calandri, calandrine, averle, quaglie, tortore, ecc..; se poi mettiamo anche che attualmente in agricoltura i disserbanti vengono buttati a fiumi, la frittata e bella e fatta. La cosa che fa veramente incazzare è che se la prendono con i cacciatori, non sanno dove sbattere la testa e trovano facilmente in noi il capro espiatorio.

  10. CLAUDIO scrive:

    bravo Rudy4x4, bravo Peter
    Non solo la cementazione, linee ferroviarie ampliamento di aeroporti, ma i diserbi, gli essiccanti, bruciare le stoppie, morganare i campi nel periodi dei nidi, strascicare le reti a 50 metri da riva;
    NON HAI MAI SENTITO NESSUNO DIRE NIENTE SU QUESTE COSE
    le poltrone sono più morbide delle strade di bosco e di campo e li con i tacchi a spillo non ci va’, poi non ti vede nessuno come sei vestita o di che marca hai la cravatta

  11. Massimo Paneni scrive:

    Non sò se la signora è amante degli animali, ma mi sembra troppo “buona” nei confronti di una parte del mondo agricolo. Non è che, per via dei “mutamenti climatici” i migratori trovano pochi insetti, è che questi ultimi, a causa di diserbanti e INSETTICIDI usati in agricoltura, stanno SCOMPARENDO, non prima, però di far fare la stessa fine ai loro predatori (quegli uccellini insettivori per i quali la caccia è sempre stata chiusa e comunque fanno la fine che sappiamo).
    Provate a chiedere a qualche vostro amico apicoltore lo stato di salute delle api: abbiamo perso, grazie ai nicotinammidi con cui si incamiciano mais e girasole, oltre il 50% delle nostre api, forse l’80% degli insetti impollinatori selvatici: ma le doppiette fanno più rumore dei miliardi (di dollari) delle multinazionali della petrolchimica.
    Invito ad una profonda riflessione.

  12. Ben scrive:

    Ah, mi ero scordato di raccontare che, di ritorno dal capanno, ho notato in strada una cornacchia grigia, quando mi ha visto con lo scooter, si è levata in volo ed è atterrata 15 metri più in là in un campo incolto. Ho visto che aveva in bocca un “fagotto” nero, non era un piccolo di merlo!!! e mentre se lo pappava, il povero “babbo” di merlo è sceso da un fico nel campo e chioccolava di brutto, avrà mica mandato a quel paese il corvide??? alla faccia della… LIPU!!! 8O

  13. ennio scrive:

    Io sono marchigiano,vivo in una città di 40.000 abitanti ,ma sono nato in campagna,e ci ho trascorso la mia vita,beh da ragazzo (ora ne ho 60) per vedere le cornacchie occorreva arrivare nel cuore dell’appennino ,mai se ne avvistava una nelle colline che degradano verso il mare… e così pure le taccole….le gazze solo nelle zone più aperte e meno frequentate ….bene per non farla lunga ora quando mi sveglio la mattina dalla mia finestra non faccio altro che vedere gazze, cornacchie grige,taccole…che cacciano nidacei sulle piante dei giardini(pini,abeti,cipressi ecc) una volta erano affollati da fringuelli,cardellini,verzellini,merli ,verdoni…
    Io da anni li osservo attentamente e ho notato che le poche coppie che frequentano questi posti mai riescono a portare a termine una nidiata, il momento più pericoloso per i piccoli è quando viene portato loro da mangiare perchè vengono uditi dai corvidi.
    Qualcuno potrebbe dire che è una predazione naturale,ma il numero è ormai insopportabile,sono presenti anche lungo la spiaggia….aspettano che i bagnanti lascino la spiaggia per razzolare qualcosa da mangiare.
    Inoltre chi conosce bene la campagna,sa che in questi giorni spuntano o lo hanno già fatto le piantine di granoturco,per questo è possibile osservare centinaia di cornacchie che rastrellano i seminati !!con notevoli danni…il loro numero andrebbe contenuto anche con altri metodi….
    Si potrebbe continuare per molto…ma a noi non ci ascolta nessuno,abbiamo solo l’assenso di noi stessi…………. :( :( :( :( :( :(

  14. Picchio scrive:

    L’unica soluzione scientifica è cominciare la conta.
    La conta dei piccioni, la conta dei lupi, la conta delle cornacchie, dei nidi di storni, naturalmente sarà impossibile censire e contare le zucche vuote degli animalisti e amministratori pubblici nonchè di molti dirigenti delle nostre grandi AAVV.

  15. Sololasipe scrive:

    Vorrei aggiungere qualcosa su ciò che ha scritto Ennio. Il calo dei rondoni è dovuto alla forte predazione delle gazze e dalla moderna struttura dei tetti. Nei paesi e nei borghi antichi dove ci sono ancora i coppi, in estate e precisamente in luglio, si vedono ancora nutriti stormi di rondoni che si inseguono festosi, ma il loro vero nemico è la gazza che controlla tutti i coppi ed afferra i loro nidiacei come se fossero supplì! Ho constatato di persona, insieme ad altri amici, che quando la gazza trova la madre sotto il coppo, la ferisce gravemente a colpi di becco, costringendola a venir fuori per poter ingoiare i suoi piccoli. Con le gabbie Larsen riuscirono a catturare un notevole numero di gazze e la cosa andò avanti molto bene ma, ben presto, fu interrotta da una diffida inviata da un’associazione bestialista ONLUS… :roll: :roll: :evil: :evil:

Leave a Reply


8 + 3 =

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.