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Editoriale: E se un giorno…

| 2 maggio 2011 | 182 Comments

Editoriale: E se un giorno…
Beccacce che passione Marzo/Aprile 2011

Non c’è cacciatore al mondo che non vanti esperienza; esperienza che tanti, spesso, confondono con la sapienza e, cosa peggiore, omologano alla scienza. L’Italia, ovviamente, non fa eccezione, con l’aggravante che molti rifiutano di informarsi. E’ notorio, infatti, che i nostri connazionali siano tra i peggiori lettori del mondo e che i quotidiani più venduti, siano quelli sportivi. Ciò nonostante, se nel caso del calcio tutti si sentono in grado di allenare la Nazionale, per quanto riguarda l’attività venatoria la frase comune è: “chi governa la caccia, non la conosce!” Il dramma è che la maggior parte di coloro che si lanciano in questa affermazione non ha la minima preparazione sulla materia.

Questa affermazione, che mi scatenerà contro gli strali di molti lettori, nasce dalla personale esperienza a contatto con le centinaia di cacciatori che, per affetto, professione e dovere, frequento a caccia, sui blog, nelle armerie, nelle cene e nei circoli.

La conoscenza della materia è patrimonio di pochi, rispetto al numero totale, e tra questi c’è chi, approfittando della situazione, si mette a fare “l’azzeccagarbugli” di manzoniana memoria, parlando in latino per non farsi capire e mantenere un patetico potere decisionale.

Per fortuna non tutti sono così, ma quelli che si sforzano di sposare la realtà, si ritrovano, il più delle volte, a essere tacciati di disfattismo.

Il problema è alla base, cioè tra la generale indifferenza dei tanti, troppi, che si preoccupano dei problemi legati alla caccia all’approssimarsi dell’apertura della stagione venatoria, per poi relegarli nel dimenticatoio quando termina.

E di questa situazione noi, professionisti del settore, ce ne dobbiamo assumere parte delle responsabilità.

Ma torniamo ai concetti di esperienza, sapienza e scienza.

La prima è un retaggio dell’antica figura del cacciatore che oggi si riconosce in coloro che, fortunati, vivono ancora a contatto con la natura trecentosessantacinque giorni l’anno. La maggior parte, quelli per intenderci che provengono dai grandi centri urbani, vivono, al contrario, la caccia come un intermezzo alla quotidianità. Si limitano, cioè, a uscire di casa la domenica mattina per raccogliere ciò che la “provvidenza” gli concederà se cacciatori di migratoria o, nel caso degli stanzialisti, il frutto di ripopolamenti più o meno ragionati, stabilendo un rapporto con l’ambiente che si limita allo sterile prelievo. E se, come sempre più spesso accade, non trovano nulla, se la prendono con la politica venatoria, quasi fosse un concetto astratto che non gli appartiene, ritenendo la caccia un diritto per il semplice motivo che hanno pagato una concessione governativa o una tessera associativa. Sono gli stessi che affermano, sempre più numerosi, che si dovrebbe chiudere la caccia all’estero perché erode i “loro” carnieri italiani, come se il principio che riconosce la selvaggina un bene dell’umanità valesse carta straccia.

Questi “esperti” cacciatori, confondendo il passo con la migrazione, misurano la consistenza della selvaggina basandosi sul carniere di oggi rapportato a quello di ieri, raccontato, il più delle volte, dalla memoria dei “vecchi” che a loro volta si ammantano di gloria venatoria, magnificando il passato.

Ma quello che è più grave, scaricano sugli altri le loro frustrazioni e in particolare su quelli che, secondo loro, fanno strage di migratori oltre confine, arrivando a chiedere, con follia nazionalista, la chiusura della caccia all’estero o la limitazione dei viaggi venatori.

Gli stessi poi, perorano la “mobilità” interna, cioè libera caccia in libero territorio. In pratica, dopo aver terminato di prelevare la selvaggina migratoria al Nord, andarla a prendere al Sud, per il semplice motivo di essere italiani.

Però si ha la pretesa di chiedere gli stessi calendari, in tutta Europa, alla faccia del passo. E per lo stesso motivo, sotto la spinta di uno spudorato nazionalismo, si pretende che gli altri, quelli che vivono fuori dal territorio italiano, limitino il prelievo, come se fosse possibile determinare le scelte di nazioni sovrane, soprattutto quelle extraeuropee.

Ebbene, oggi mi sento più provocatore del solito e mi/vi pongo una domanda: e se ribaltassimo la questione?

Le stime più recenti, riferite alla Francia e all’Italia, parlano di quote di abbattimento per la specie beccaccia attestate tra i due e i tre milioni di individui a stagione, mentre tutte le altre nazioni interessate dal passo e dallo svernamento, insieme, non superano la quota di cinquecentomila individui.

Così mi chiedo: e se un giorno arrivasse la richiesta, legittima se ne facciamo una questione di numeri, da parte dei Paesi interessati al passo e allo svernamento della beccaccia, di una chiusura, o se volete di un ridimensionamento, della caccia alla beccaccia in Francia e in Italia?

Meditate gente… meditate.

Giacomo Cretti

Category: .In Evidenza, Libri/Riviste

Comments (182)

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  1. Ezio scrive:

    Sarà perchè anch’io mi sento oggi più provocatorio del solito ma sono completamente d’accordo con Giacomo Cretti.

    E comunque è storia trita e ritrita, ormai….

  2. lucas scrive:

    Anch’io voglio essere “provocatorio” :mrgreen: : prima di ridimensionare la caccia alla beccaccia in Italia non sarebbe il caso di ridimensionarla nelle zone di nidificazione..?
    Sarà una sfortunata coincidenza la flessione delle beccacce in concomitanza con i “viaggi venatori all’estero”?
    O magari sono fotomontaggi le fotografie dei carnieri effettuati all’estero dai cacciatori senza frontiere, appese in bella mostra nel “caccia & pesca” del mio paese..? 8)

    • Capitano scrive:

      Centro :lol: :lol: :lol:

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Lucas,
      se rispondo io é prezzolata demagogia, così preferisco che risponda tu, però dopo la risposta ti fai due conti:
      prima di tutto vorrei sapere a quanti individui ammonta la stima ufficiale nelle aree interessate dalla specie scolopax rusticola;
      poi vorrei un elenco delle nazioni che, legalmente o illegalmente, consentono la caccia nel periodo di nidificazione della sclopax rusticola;
      infine vorrei sapere quanti sono i cacciatori che frequentano tali zone e la media dei carnieri.
      Detto questo tiriamo le somme.
      Grazie e ti prego, rispondi.
      In bocca….Giacomo

    • Angelo scrive:

      Alla specie beccaccia non interessa se un singolo cacciatore ne abbatte cento all’estero o se 100 cacciatori ne abbattono una ciascuno in Italia, alla specie beccaccia interessa soprattutto il numero totale di abbattimenti. Questo vale per tutte le specie di selvatici. Comunque siamo in tantissimi a predicar bene e razzolare male. La soluzione sta nell’educazione ad una etica venatoria. Far capire che non é il perseguire la quantità quanto la qualità che da soddisfazione.

      • giacomo cretti scrive:

        La posta..ad esempio.

        • Luca Davide Enna scrive:

          Ciao Carissimo.
          E’ meglio evitare di parlare di “posta” poiché si rischia di sconfinare nell’etica e nel valutare ciò che etico e ciò che non lo è, magari in maniera non obiettiva o, peggio, strumentale.
          :wink:

    • ennio scrive:

      bravo Lucas !!!!!!

  3. stinluc scrive:

    Condivisibile l’articolo di Cretti ma mi chiedo una cosa: Come mai l’Italia, ma così anche la Francia o la Spagna non chiedono il rispetto della Beccaccia nel delicato periodo primaverile anche al di fuori degli Stati Membri? Mi spiego meglio. In un documento della Commissione Europea si chiede di tutelare questa specie proprio nella fase più delicata, cioè quella della riproduzione o nell’epoca degli amori, cosa che non avviene sia in alcuni Stati dell’Europa che della vicina Russia

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro amico, ho già risposto. perché non possiamo decidere per Paesi sovrani non aderenti all’unione europea. Però posso affermare che, alcuni di questi, in odore di comunità, hanno già stabilito nuove regole. In bocca….Giacomo

  4. Ezio scrive:

    “Sarà una sfortunata coincidenza la flessione delle beccacce in concomitanza con i “viaggi venatori all’estero”?”

    E come potremo chiamarla la “coincidenza” che in italia con il dimezzamento del numero dei cacciatori, di cui due terzi o quasi cinghialisti, in pratica è sparita la stanziale. :roll: :roll:

    Personalmente rimango dell’idea che prima di indicare la “caccia sportiva” come causa di “qualcosa” di negativo per una detrminata specie, ci vorrebbero DATI quantomeno il più possibile attendibili e non solo “chiacchiere da bar”.

    • Giacomo Cretti scrive:

      Forse si sparano allodole, tordi e cesene nelle aree di nidificazione? Il 90% dei paesi Europei non consentono l’abbattimento di queste specie e non sono meta di cacciatori italiani….eppure……Le contraddizioni della vita. Ciao Giacomo

      • Ezio scrive:

        Vedi Giacomo che non mi devi convincere nulla.

        Conosco un pochino…ma poco, poco nè….. il “sistema” estero ma in compenso conosco benissimo il “sistema italico”.

        E magari lo conoscessi solo per la questione “caccia”.

        Perciò….

      • ennio scrive:

        Sig. Cretti, forse non si sparano alle allodole in Romania?…alle cesene ?…… così pure nei paesi balcanici???….anni fa si che non si cacciavano…infatti se ne vedevano molte di più….e Lei che tanto gira per i filmati di caccia dovrebbe ben saperlo….
        Sa Sig. Giacomo se avesse anche Lei la” fortuna” come me e tanti altri di cacciare nel proprio orticello…. caricare il fucile all’uscita e torgliere sempre le stesse cartucce dall’arma per giorni e giorni,forse si ricrederebbe anche Lei….!!!!
        Non me ne voglia………..
        Con cordialità.

  5. massimo zaratin scrive:

    Chissà…forse perchè i dati di Francia ed Italia sono attendibili nel senso che è necessario segnare a capo abbattuto mentre in tutte le altre nazioni no! :roll:

    • Giacomo Cretti scrive:

      Ed infatti nella maggior parte delle regioni gli osservatori faunistici non funzionano perché la maggior parte dei cacciatori non segna il capo abbattuto…ergo se non si abbatte nulla forse perché le specie sono così in sofferenza che andrebbero chiuse???????

      • massimo zaratin scrive:

        Ma che stai a dì? :D
        …penso sia del tutto lecito e ragionevole credere che in questi due paesi i dati siano molto più attendibili che in altre parti no? non v’è paragone!
        …del resto non mi stupirei affatto se qualche paese in cui ora si fanno delle belle “fotografie di beccacce” chiedesse quanto da te riportato nell’articolo!
        Li, rendono molto più che da noi!

        “il cacciatore vero è colui che abbatte perché è andato a caccia e non già l’uomo che va a caccia per abbattere”.
        (Ortega Y Gasset)

        …questo dovremmo insegnare, altro che! :wink:

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Massimo quest’ultima mi piace, mi piace molto. :wink:

        • Ezio scrive:

          A mio modesto avviso il nocciolo della questione credo che qui non sia di carattere etico.

          Danno fastidio a tutti quelli “normali” le esibizioni di carnieri assurdi, di qualsiasi tipo di selvaggina, sapendo addirittura che magari verrà poi pure buttata.

          Il problema, qui, è capire se la caccia all’estero alla bekka influisca negativamente sulla sua presenza in Italia.

          Inoltre cercare di definire una volta per tutte, almeno tra i cacciatori, se la caccia sportiva, ovvero quella che per tutta una serie di motivi da le migliori possibilità al selvatico di difendersi, incida negativamente su una determinata specie.

        • Ezio scrive:

          Io sono molto sensibile alla questione, perchè dalle mie parti per far si che non tutte le cacce vengano rispettate, non c’è bisogno dell’intervento degli animalisti.

          Ci pensano già bene e da decenni cacciatori/gestori più degni di altri e convinti che la caccia sia uno dei peggiori danni per i selvatici.

          Con queste masturbazioni mentali e sensi di colpa, siamo arrivati nel frattempo quasi al capolinea come presenza di selvaggina e selvatici in genere sul territorio.

          E’ solo l’habitat che determina il successo o meno di una specie.

          Ma forse questo l’ho già scritto… :roll: :mrgreen:

        • Angelo scrive:

          Qui ci siamo, l’etica venatoria é alla base di tutto. Bisogna perseguire la qualità e non la quantità nella caccia. Comunque, siamo in tanti, me compreso, a predicar bene e razzolare male.

        • giacomo cretti scrive:

          Caro Massimo,
          ovviamente mi riferivo alle regioni italiane. Ciao

    • Angelo scrive:

      Alla specie beccaccia non interessa se un singolo cacciatore ne abbatte cento all’estero o se 100 cacciatori ne abbattono una ciascuno in Italia, alla specie beccaccia interessa soprattutto il numero totale di abbattimenti. Questo vale per tutte le specie di selvatici. Comunque siamo in tantissimi a predicar bene e razzolare male. La soluzione sta nell’educazione ad una etica venatoria. Far capire che non é il perseguire la quantità quanto la qualità che da soddisfazione. Comunque, all’estero la caccia é ” privata ” e i capi abbattutti vengono , nel 99% dei casi , tutti annotati, almeno nei paesi della e Jugoslavia che io conosco e frequento.

      • massimo zaratin scrive:

        E’ bello sapere queste cose! 8)

      • Ezio scrive:

        Alla specie beccaccia, come per altro a tutte le altre specie selvatiche di sta Terra, credo interessi soprattutto avere di cui in nutrirsi in abbondanza, tantissimi posti tranquilli in cui nidificare ed allevare la prole e luoghi sicuri ove nascondersi dai suoi predatori naturali.

        Incrociare poi le penne di non incappare in qualche epidemia strana e così l’ultimo ma proprio l’ultimo dei suoi problemi, sarà come fare a svignarsela da quei buffi e sbuffanti e rumorosi esseri a due zampe, accompagnati da altrettanto rumorosi esseri a 4 zampe che per qualche mese l’anno la importunano un po’ qui e un po’ la. :roll:

  6. massimo scrive:

    Troppi professori , troppi esperti , chissa come mai però tutti i cacciatori che frequentano questo sito concordano che la causa della diminuzione della selvaggina migratoria , è da attribuire al turismo venatorio , è talmente lampante che solo un cieco o uno stupido non riesce a rendersi conto che da quando è iniziato il turismo venatorio di massa e cioè da 10/12 anni a questa parte la migratoria in italia è particamente sparita , parlo delle allodole e tordi e anche le beccacce stanno per fare la stessa fine , chissà come mai Cretti & C. continuano a ignorare o meglio a sostenere che il problema della diminuuzione della selvaggian migratoria non è riconducibile alla caccia incontrollata che si svolge nei paesi dell’est dove non c’è nessun controllo o limitazione di abbattimenti , non sarà fose per non fare torto alle agenzie di viaggi che trovano grande spazio nelle riviste di settore o in alcuni mensili di associazioni venatorie . MI sento veramente offeso se il mio disappunto sulle auspicate richieste di uteriori e ingiustificate restrizioni in ambito venatorio vengano proposte da chi esercita per lucro o divertimento la caccia in paesi dove non vi è alcuna legislatura a tutela del patrimonio faunistico ma solo delle esigenze commerciali. E al fine di tutelare tali esigenze si guardano bene dal documentare i dati certi relativi ai quantitaivi dai capi abbattutti e che ritengo siano logicamente maggiori di quelli di Italia e Francia , se non altro tenendo conto delle pubblicità delle agenzie sul numero degli incontri giornalieri garantiti , del numero dei cacciatori e dei periodi in cui è consentia la caccia e non ultimo il commercio dei capi già abbattuti dai locali che vengono acquistati gia debitamente confezionati . .

    • Giacomo Cretti scrive:

      Domanda, però rispondi ti prego, quali sono i Paesi senza regole?
      Ti faccio un’altra domanda, quali sono i Paesi dove si cacciano indiscriminatamente le allodole, i tordi e le cesene, fuori dal nostro periodo classico?
      Ti ricordo però che:
      in Tunisia si caccia tre giorni la settimana e non é consentito il rientro ( fine della caccia alle 14,00);
      in Spagna si sparano tordi nello stesso periodo di transito in Italia…ergo o sono due linee di migrazione diverse, oppure i selvatici hanno scelto altre strade, quindi quei turdudu non passerebbero comunque in Italia;
      Infine, se io dovessi lavorare per coprire le agenzie avrei finito da quel dì!
      …dimenticavo, la caccia all’estero ha molto più di 12 anni, diciamo 30/40…..
      Attendo risposta.
      Ciao,
      Giacomo

      • massimo scrive:

        Moralmente secondo me, in tutti i paesi dove si consente la caccia alla migratoria senza regole precise , per quanto riguarda le allodole , ti rammento che la Romania prima di entrare in comunità europea consentiva l’abbattimento illimitato delle allodole migliaia a settimana per ogni cacciatore , ti dico le modalità di caccia ; accompagatore con una cassetta di cartucce , seggiolino 4 canne per capanno e ti lasciano la mattina alle 8 e ti riprendono la sera ,io questa la chiamo mattanza non caccia l’anno che la romania è entrata in comunità europea si è dovuta ” adeguare ” ma siccome le agenzie avevano già venduto i pacchetti il governo rumeno ” che tutela la fauna ” , ha dichiarato le allodoloe specie nocive e per il conmtenimento dei danni ha consentito la caccia credo 100 capi al giorno . Per i tordi ok come dici tu la spagna ha lo stesso periodo di caccia , ma come mai quando comitive di cacciatori non ” indovinano la settimana ” e non abbattono i 30/50 tordi giornalieri e sono sui 10/15 , comunquetornano in italia con 2 o 300 capi , li comparno , e li vendono i locali che li catturano tutto l’anno con lacci trappole ecc . ci sono ragazzini di 10 anni che ci si fanno la paghetta settimanale gli danno 50 centesimi a pezzo e poi i proprietari delle riserve li vendono a 2/3 euro agli italiani . Per le beccacce è la stessa identica cosa , tu vai in bulgaria , crimea ecc. è vero il vero cacciatore va dalla mattina alla sera si rompe le gambe e gli va bene anche di non prendere nienete ma poi ci sono quelli che ci vanno per dire che hanno il cane eccezzionale che sono bravi ecc. e non prendono neiente e le comparno è la solita storia , i locali le ammazzano tutto l’anno per venderle ai turisti , ma queste cose tu le dovresti sapere e non fare finta che non esistono . In questi paesi la gente prende uno stipendio medio di 150/200 euso al mese e la selvaggina è una risorsa economica a costo zero , pertanto finchè sarà disponibile la sfrutteranno indiscriminatamente con i conseguneti danni che già si stanno verificando

        • giacomo cretti scrive:

          Tuttol’anno magari no, perché la crimea é area di svernamento ed, in ogni caso, secondo stime ufficiali, delle migliaia di beccacce inanellate nella .Russia europea, nessuna é mai stata abbattuta in Crimea; La stessa cosa vale per le beccacce crimciane che non arrivano in Italia, dati ufficiali, così come non arrivano quelle che frequentano le isole britanniche. Infine, dati alla mano, in questi anni abbiamo verificato importanti presenze in Croazia e Bulgaria, ed una flessione netta in Montenegro.
          Per quanto riguarda l’allodola, tutti gli studiosi sono concordi nel dire che la flessione in Italia é legata alla trasformazione delle colture. Infine, ti invito ad una riflessione: come mai la flessione italiana che ormai dura da anni, non trova riscontro con le regioni dei balcani e la Romania, tant’é che molti cacciatori volano lassù per ritrovare i carnieri che una volta realizzavano in Puglia e Basilicata?
          Io credo che il primo passo é nella difesa delle popolazioni locali, tordi beccacce allodole etc, e nella conservazione degli habitat. Ciao Giacomo

      • Ezio scrive:

        Scusa ma come fai a ragionare in termini “italiani” per Paesi che non solo diversi da noi ma sono proprio un altro universo da noi.

        Se in Romania si fanno 100 capi di allodole al giorno è perchè la passano e/o ci sono ancora migliaia di questi selvatici.

        Da noi, anche volendo, dove si potrebbero fare OGGI questi incontri???

        Abbiamo ormai un habitat ed una situazione socio/economica/culturale che non ha più nulla a che spartire con determinati Paesi.

        E lo stravolgimento che abbiamo subito ha determinato il crollo della presenza di certi selvatici, favorendone magari altri.

        Il dimezzamento dei cacciatori in 20 anni a sta parte, la proliferazione di regole sempre più restrittive non sono servite e non serviranno a conservare ciò che solo un certo tipo di ambiente può conservare.

        tranquilli comunque…

        Il mondo cammina in fretta e tra pochi anni anche certi paradisi venatori avranno raggiunto il progresso/benessere :roll: italico e perciò non dovremo più preoccuparci di nulla. :(

  7. Ezio scrive:

    “…è talmente lampante che solo un cieco o uno stupido non riesce a rendersi conto che da quando è iniziato il turismo venatorio di massa e cioè da 10/12 anni a questa parte la migratoria in italia è particamente sparita…”

    Io faccio parte dei ciechi e degli stupidi e visto che le bekke dalle mie parti sono decuplicate negli ultimi 15 anni, spero che il turismo venatorio continui nella sua opera di distruzione ancora per molto tempo.

    Il veramente “bello”, poi, è che ci va all’estero da decine d’anni, continua più o meno a fare gli stessi incontri.

    Si vede che sti selvatici amano farsi ammazzare solo fuori dai nostri confini. :mrgreen:

  8. Giacomo scrive:

    No comment ! Giacomo Cretti è un grande cacciatore, non c’è che dire. Salutiaaamo

  9. Giacomo Cretti scrive:

    Occhio ragazzi, scaricare il problema sulla caccia all’estero serve a nascondere i veri problemi. Ciao a tutti Giacomo

    • Fabio Guidi scrive:

      ……allora sciegliamo un altro bersaglio ed invece di parlare di dove si va a caccia, parliamo di come.

      Sara’ un discorso trito e ritrito, però quando vedo su Caccia& Pesca il Sig.Cretti, che come cacciatore ha indubbiamente una valenza molto al di sopra del sottoscritto, andare a caccia per il mondo anche con quattro cani muniti di beep, piu’ che a caccia mi sembra di essere al luna park.

      Probabilmente sono io quello che ora attirera’ su di se’ le ire di molti, ma e’ indubbiamente riconosciuto che in questo modo si uccidono piu’ beccacce in assoluto ed, a mio parere, in modo poco “sportivo” per non dire quella parolina che dà noia a molti.

      Scusate la battuta, ma se dovessimo vedere su caccia & pesca un documentario con il Sig.Cretti ed Andrea Mariani a caccia insieme, piu’ che a caccia nel bosco, sembrerebbe di essere in Via Grande nell’ora di punta. Naturalmente senza nulla togliere ne’ al Sig.Cretti ne’ ad Andrea Mariani che oltre ad essere fior di cacciatori hanno anche dei bravissimi cani………… provate un po’ a stargli dietro aiutati solo dal campano……. come usava una volta……..sono sicuro che i vs gia’ bellissimi video di caccia sarebbero molto piu’ coinvolgenti.

      Cordiali saluti

      • Ezio scrive:

        “…allora sciegliamo un altro bersaglio ed invece di parlare di dove si va a caccia, parliamo di come…”

        Questo è un altro discorso ma, sempre a mio modesto avviso, ci si impelaga ancora di più

        Perchè se non ci si riesce a mettere d’accordo neppure sulle questioni tecniche, sui numeri, sui dati, figuriamoci su quelle etiche o similtali. :roll:

        • Fabio Guidi scrive:

          Caro Ezio,
          se parlassimo un po’ di piu’ di queste cose, ma seriamente eh!, invece di dilungarci sul sesso degli angeli, forse si riuscirebbe a cavarne qualcosa di piu’.
          A mio modestissimo parere, invece di fare come gli struzzi, bisognerebbe parlare anche di queste cose, sono forse piu’ a portata di noi cacciatori…………sbagliero’ ……….pero’……

        • Ezio scrive:

          Bene Fabio. allora parliamo di etica.

          E’ più etico abbattere 100 beccacce l’anno, cacciate con il cane da ferma, in un Paese ove si fanno 500 incontri a stagione in media a cacciatore, oppure abbatterne alla posta una testa per le migliaia di cacciatori capannisti esistenti in una altro Paese, in cui ognuno di quei cacciatori, proprio per la caccia che fa, ha la possibilità se gli va bene di abbatterne, perlappunto, una a a stagione??

        • Fabio Guidi scrive:

          caro Ezio,

          dal mio punto di vista, ed anche di portafoglio, sono due modi sbagliati di andare a caccia. Io all’estero a beccacce ci sono andato per 10 anni consecutivi. Non ho mai abbattuto piu’ di tre beccacce al giorno, la caccia alla posta non l’ammetto.

      • giacomo cretti scrive:

        Con Mariani? Caro Fabio forse mi confondi con Cecchetti.
        In ogni caso io uso il beeper nella modalità solo ferma, il che significa cacciare in assoluto silenzio. In alcuni casi sono costretto ad utilizzare la modalità in movimento, soprattutto quando caccio in zone vastissime e sconosciute, dove il campano é assolutamente inutile.
        Il campano può andar bene in aree ristrette, conosciute e sopratutto con cani di modesta azione. Inoltre voglio ribadire che il beeper é sicuramente un’arma in più ma se utilizzato su un cane di grande equilibrio, qualità venatorie e solida ferma, altrimenti é uno strumento inutile. Infine credo l’udito del cane soffra più il continuo scampanio che una serie di suoni ripetuti per pochi minuti. Ciao Giacomo

        • Fabio Guidi scrive:

          Caro Giacomo,

          l’accostamento con Mariani era solo una provocazione, sono un assiduo frequentatore del programma caccia&pesca e so che non cacci con Mariani.
          Per quanto riguarda il beep usato solo in ferma, scusami ma mi da’ fastidio lostesso. Forse bisognerebbe non esagerare con l’esasperazione della cerca dei nostri cani oppure imparare a seguirli di piu’, la scelta e’ puramente soggettiva. Per quanto riguarda gli orecchi del cane: esistono dei campani da legare alla vita che limitano di molto questa problematica. Mi devi scusare, ma io il beep lo ammetto solo usato da chi ha gravi problemi di udito.

          Cordialissimi saluti

        • Giacomo Cretti scrive:

          Io non ti devo scusare… ci mancherebbe! Ognuno ha il diritto di avere le proprie idee purché siano leggittime e non vadano ad incidere sulla libertà altrui, ovviamente nelle regole.
          A presto
          Giacomo

  10. Springer scrive:

    “”……cercare di definire una volta per tutte, almeno tra i cacciatori, se la caccia sportiva, ovvero quella che per tutta una serie di motivi da le migliori possibilità al selvatico di difendersi, incida negativamente su una determinata specie…””

    ___________________________________________________________________________

    La Caccia ( detto genericamente ) puo’ incidere eccome su una determinata popolazione o specie . Tanto e’ vero che la si regola in maniera tale da renderla meno impattante possibile e quando questo ( ai tempi ) non venne fatto , porto’ all’ estinzione o a ridurre al limite di questa , diverse specie animali . Oggi grazie a quelle esperienze fatte che non vogliamo si ripetano e alla consapevolezza sulla necessita’ di regolare la nostra attivita’ in modo che questo non accada piu’ , si puo’ tranquillamente sostenere che la Caccia , ove praticata secondo questi principi , NON PUO’ INCIDERE NEGATIVAMENTE su alcuna specie animale visto che sono TUTTE giustamente , doverosamente e attentamente monitorizzate .
    Pero’ bisognerebbe darsi un limite temporale e non stare ( noi italiani come tutti gli altri ” europei ” ) a fare questioni di lana caprina sulla decade in piu’ o in meno di caccia a una determinata specie . Soprattutto se questa , come Tordi e Beccacce , e’ cacciata in tutta Europa , dalla stragrande maggioranza dei cacciatori e per piu’ mesi all’ anno . Sarebbe un bel gesto di maturita’ da parte nostra che vedo invece mancare ai piu’ .

    • massimo zaratin scrive:

      Sensi di colpa? :D
      Un fumatore, quando è preso da qualsiasi malanno, anche un raffreddore, tenderebbe a scaricare la colpa sulle sigarette che fuma! Qualche cacciatore, pare stia facendo lo stesso :roll:
      La caccia, in passato, ha inciso sulle specie animali laddove si praticava per un interesse economico (a proposito di beccacce all’estero :wink: ) …quella praticata per pura passione, dubito abbia creato danni!

      • Ezio scrive:

        L’unica caccia che ha portato danni al selvatico oggetto di prelievo è stata quella di tipo “industriale”…fatta per INTERESSE ECONOMICO, oppure quella fatta per distruggere un certo tipo di selvatico per vari motivi.

        E quest’ultima a volte manco è riuscita nel suo intento.

        I conigli australiani?? Le lepri argentine??? Le volpi ovunque?? Uccise con OGNI metodo, eppure…. :roll:

      • Springer scrive:

        Sensi di colpa uno che , scritto poco meno di un’ ora fa’ , pratica tre generi di Caccia e andra’ ( se tutto va come deve andare ) a Caccia dieci mesi all’ anno :roll: ?? Non credo …… :D
        Diciamo che proprio perche’ oggi si va a Caccia per pura passione , altra ragione non c’ e’ , e per piu’ mesi all’ anno , arrivare a disputarsi le settimane in piu’ o in meno a una determinata specie e’ per me semplicemente ridicolo .

        • Ezio scrive:

          Il mondo è vario….

          Per me, OGGI, al di fuori della caccia alla bekka con il cane da ferma, meglio setter, e di analoga alla nobile di monte, magari anche della starna e della “rossa”, che però non posso praticare, tutto il resto è noia.

          Anzi no, qualche “rossa” ogni tanto la vedo ancora.

          Magari potrei mettermi a stirare caprette davanti al cane da ferma, oppure a trinciarle neii prati da cuccioli con una rotofalce, oppure… :roll:

          Tanto quelli non diminuiscono mai, anzi.

          Sarà perchè vengono censiti. :mrgreen: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Springer scrive:

          Anche per quello . E poi perche’ conseguentemente vengono cacciati diversamente dalle altre specie .
          Poi a proposito di caccia che porta all’ estinzione solo se COMMERCIALE vorrei sottoporti questa riflessione :
          Gli Ungulati fino a qualche anno fa ( circa 20 ) erano praticamente scomparsi dal suolo italico ( anche il Cinghiale era molto raro ) perche’ venivano cacciati da tutti e senza regola alcuna . Appena queste sono state messe in atto …….. MIRACOLO …… sono improvvisamente rinati a nuova vita ( il Cinghiale anche troppo ) . E non mi tirate fuori la storiella che si sono ripresi SOLO perche’ rispetto a ” ieri ” ci sono piu’ ” boschi ” .
          Poi un’ altra cosa ……
          Chissa’ perche’ questi , in incremento costante e incessante da un ventennio a questa parte in moltissime Regioni , incontrino un muro invalicabile alla loro espansione in altre che sotto il profilo ambientale e antropico sarebbero adattissime a che questo avvenga .
          Non sara’ che vengono cacciate nello stesso identico modo che le aveva portato al limite dell’ estinzione anni fa ??
          No eh ……. :roll: :mrgreen:

        • Ezio scrive:

          Springer, i cinghiali ed i caprioli sono come le formiche perchè hanno trovato da qualche anno un habitat idoneo al loro sviluppo che anni fa non c’era.

          Per lo stesso motivo in alcune zone sta aumentando la lepre.

          Da me il cinghiale ed il capriolo nessuno li aveva mai visti, almeno da dopo il medio evo.

          Se poi fai riferimento a quel periodo …ah beh allora.

          Però mi sa che in quel tempo chi li cacciava rischiava di brutto. Ma brutto brutto brutto!! :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Springer scrive:

          Si vabbe’…… Non si riesce mai a parlare seriamente di una cosa su questo sito ….

        • Ezio scrive:

          Perchè, per essere considerati seri bisogna dire cose che tu condividi??

          Mi sono limitato a dire la verità nuda e cruda.
          e te la ripeto.

          Qui da me, ove da qualche anno i cingiali ed i caprioli sono come le formiche e i daini in espansione e c’è pure un nucleo di cervi e di mufloni…fino a qualche centinaio d’anni fa manco ne esisteva un esemplare delle predette specie.

          Non ci posso far nulla, credimi!! E’ semplicemente così!!

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Ezio Springer fa riferimento al sud, dove i suidi sono molto abbondanti, anche fin troppo, per le altre specie di ungulati non so rispondere, proverò a documentarmi.

        • Ezio scrive:

          Si lo so, lo so…. da buon padano ce l’ha di brutto con il sud :mrgreen: :lol:

          Però è pur vero che le sue analisi spesso non convincono per nulla.

          Anzi no….un attimo.

          Vale solo per me e pertanto sarà uno dei tanti “problemi” solo miei. :D

    • Ezio scrive:

      Ecco…appunto… proprio ciò che volevo dire…

      E allora FORZA ISPRA!! FORZA ANIMALISTI!! FORZA WWF & C.!!! FORZA CACCIATORI CON SENSI DI COLPA INESTINGUIBILI!!!

      E FORZA A TUTTO IL LORO COROLLARIO DI DATI E CONOSCENZE SCIENTIFICHE FATTE A TAVOLINO ED INAPPELLABILI!!!!

      Ciao vah…

  11. Ezio scrive:

    Dimenticavo…

    Devo ricordarmi di rinnovarmi la mia licenza di caccia estera da 130 euro che mi permette di cacciare i migratori da metà agosto a fine febbraio tutti i giorni, in territori in cui per non perdersi bisogna fare il “punto” con il gps ed insieme ad Amici che così cacciano dal sempre senza tutte ste ansie.

    Anche perchè l’unico selvatico che hanno vietato alla caccia circa 20 anni fa, sta inesorabilmente calando di numero.

    Com’è che dice Giacomo Cretti?? Ah si.. ” Le contraddizioni della vita”

  12. Pasquale (nato cacciatore) scrive:

    Beh!! a mio modesto avviso se si va a caccia, in Italia come all’estero, (anche se per quest’ultimo ci sono altre considerazioni da fare oltre a questa che sto per fare!!) per fare dei carnieri cosi consistenti, tanto che alla fine non sai nemmeno cosa fartene, allora si che si creano danni alle popolazioni delle diverse specie di animali, altrimenti non vedo come possa nuocere, sempre posto che si rispettino le regole.

    • Ezio scrive:

      Pasquale, ma secondo te, TUTTI quelli che vanno a caccia all’estero e che comunque sono poche migliaia all’anno per tutte le tipologie di caccia, fanno TUTTI carnieri strabilianti???

      Ed in particolare sulla bekka che è un migratore???

      E per quanto riguarda la stanziale, secondo te, gli stati per cui la caccia è una RISORSA (SOLDI), permetterebbero che quella fonte di guadagno venga tranquillamente dilapidata???

      Fatti salvi quelli, tipo i sudamericani, che certo non hanno di sti problemi, non so se rendo l’idea.

      Quando sono andato in Romania, ed era 20 anni (VENTI) fa, quando il “guardia” ha detto :” da ora non si spara più alla femmina del fagiano”, a nessuno di noi avidi e sanguinari sparatutto è venuto in mente di contraddire a quell’ordine.

      Non so se ho ri-reso l’idea.

      • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

        Ezio, quando ho scritto, per questi ultimi ci sono altre considerazioni da fare, pensavo a quelli che spinti dal fatto che sono andati all’estero, e per questo hanno affrontato delle spese ulteriori, si sentono legittimati a uccidere quanti più capi possibili, (avendo il benestare del proprio accompagnatore, ovviamente) ma èenso e spero di soggetti simili v’è ne siano pochi.
        la tua idea mi era chiara già prima. :wink:

        • Ezio scrive:

          Ti prego di credermi Pasquale, quelli che per un motivo o per l’altro, “bastonano” di brutto all’estero sono pochi. Ma veramente pochi.

          Poi c’è la “pubblicità” …ma quella sappiamo bene tutti, credo, come funziona. :mrgreen:

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Solo un ulteriore considerazione, laddove (estero) non si tenga conto del periodo di accoppiamento e cova, la si dovrebbe trovare il modo di impedirlo.

        • Ezio scrive:

          OVVIAMENTE D’ACCORDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

        • massimo zaratin scrive:

          idem…ovviamente

  13. Giovanni59 scrive:

    Se si ritiene che il prelievo di questa specie sia esagerato sta a noi chiederne una limitazione, a livello Europeo sarebbe meglio, ma ogni singolo Stato ha il dovere di intervenire in tal senso, e dovremmo essere noi a chiederlo.

  14. Springer scrive:

    Ezio
    Posted on 2 maggio 2011 at 18:30

    Perchè, per essere considerati seri bisogna dire cose che tu condividi??

    __________________________________________________________________-

    Assolutamente ….. Mi accontenterei solo di risposte attinenti a quello che ho scritto o scrivo e non date ” ad capocchiam ” tanto per .
    Ho fatto chiaro riferimento a 20 anni fa e non ai tempi dei Gonzaga . come ho fatto riferimento a Regioni ( ad esempio : Campania – Calabria – Puglia ) dove a fronte di un habitat assolutamente idoneo al proliferare di questi , gli ungulati non riescono a espandersi . E allora quale e’ il motivo se non riconducibile a una caccia praticata senza le regole che invece hanno fatto espandere le popolazioni di altre Regioni ??
    Guarda che non e’ da pirla ammettere che la caccia praticata senza le regole ( che tu definisci ” sportive ” ) che la rendono praticabile nel secondo millennio , porta inevitabilmente alla rarefazione e se continuate , alla scomparsa di una specie .

  15. Ezio scrive:

    “Guarda che non e’ da pirla ammettere che la caccia praticata senza le regole ( che tu definisci ” sportive ” ) …”

    Urca!!! 8O Mi spiego proprio male!! Devo proprio lasciar perdere allora, sto coso non fa per me…. :roll:

    Ah …una ultima….forse :mrgreen: cosa…. In Calabri ami risulta esista una delle ultime popolazioni del capriolo italico.

    Forse allora sarebbe meglio che l’europeo la non arrivasse mai… :roll:

    • Springer scrive:

      Anche in Puglia se e’ per questo . Purtroppo sono popolazioni relitte , isolate e numericamente esigue con nessuna capacita’ e possibilita’ di espandersi nonostante un habitat che ne ha consentito la sopravvivenza fino ad oggi .

      • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

        Vedi Springer anch’io sono arrivato a queste informazioni, che ormai sono di una decina di anni fa, vorrei qualche notizia più recente, e comunque mi sembra troppo semplice dare la colpa ai bracconieri e forme di caccia antiche, oramai i controlli sono stringenti anche da noi, ti basti pensare che oltre ai guardicaccia, sovente si è controllati anche dai carabinieri. posti sui percorsi stradali più usati dai cacciatori, e questi ultimi molto spesso ispezionano anche le auto, alla ricerca di eventuali capi abbattuti e non segnati o non cacciabili.

        • Springer scrive:

          Allora dammi tu una spiegazione che abbia un senso logico sul come mai a fronte delle pochissime ( sono tre in totale ) popolazioni di Capriolo Italico residue due si trovano nel Sud Italia , segno quindi di un habitat assolutamente idoneo che ne ha reso possibile la sopravvivenza fino a oggi ” nonostante tutto ” , e nonostante le operazioni di reintroduzione operate piu’ e piu’ volte sia con questo che con ” l’ europeo ” , dalla Toscana in giu’ di Caprioli se ne trovano solo in pochissimi siti ….. ??
          Se vuoi farti meglio l’ idea della situazione , vai su Big Hunter e guarda la cartina italiana con la distribuzione degli Ungulati . Tranne l’ onnipresente Cinghiale , tutti gli altri si fermano come fossero ostacolati da un muro invalicabile , in Toscana .
          Attendo risposta sul perche’ di questo ……

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Non ho una spiegazione e lo sai, ma a questo punto spiegami perché non è successo la stessa cosa per i cinghiali, visto che al sud sono tutti bracconieri e godono della massima liberta d’azione.

        • Giacomo scrive:

          Caro Pasquale, ma siamo sicuri che il nostro territorio va bene anche per le caprette :mrgreen: Io credo che bisognerebbe prima chiedere ad un esperto e poi porre delle certezze altrimenti si parla da ignoranti e presuntuosi, ogni riferimento è puramente casuale :mrgreen: Salutiamo

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Giacomo, questo non lo so, e la tua osservazione non è del tutto campata in aria, anche in considerazione del fatto che le caprette, come le chiami tu, si sono estinte nei primi del novecento, (letto da qualche parte) se la momoria non mi difetta, ora dico se è vero come è vero che sono come le formiche, perché al sud non aumentano in numero costante, visto che godono di protezione totale?

    • Ezio scrive:

      E nonostante gli sparatutto… se non c’è qualcosa che non torna.

      Nel senso che, o sti sparatutto non sono così sparatutto, oppure sti caprioli italici hanno degli attributi veramente notevoli… :roll: :mrgreen: :lol:

      • Springer scrive:

        Propendo fortemente per la seconda e su una piu’ attenta ( e facile visto l’ esiguita’ delle popolazioni e il ridottissimo areale da controllare ) salvaguardia ( dagli sparatutto ) di questi .

      • Ezio scrive:

        Si Springer ma a sto punto, se ti rileggi il “filo” del tuo discorso ti DEVI accorgere che c’è qualche contraddizione. :roll:

        Comunque gli sparatutto hanno ancora una discreta quantità di quaglie e qui da me lo zero assoluto.

        Tranne se mi sposto di una 30ima di km ove c’è ancora AMBIENTE per questo selvatico.

        30 anni fa, la notte d’estate, si stava sul balcone di casa mia ed era un concerto di quaglie tutto intorno.

        Perchè?? Ovvio no….

        • Springer scrive:

          Fammi notare la contraddizione e ti dico che hai ragione .
          Se hai letto quello che da sempre scrivo , avrai notato che MAI UNA VOLTA ho messo in dubbio l’ importanza di avere un habitat idoneo . Anzi …. da sempre ho sostenuto l’ importanza assoluta e prioritaria di averlo pena la scomparsa o rarefazione dei suoi ” abitanti ” . Ho fatto piu’ e piu’ volte l’ esempio dell’ America , come quello della Francia , come quello di stigmatizzare gli ATC che spendono in selvaggina e non in ” Ambiente ” .
          Spero che questo tu me lo riconosca .
          Nello stesso tempo non mi sono mai soffermato a prendere in considerazione una sola prospettiva del problema . Se da una parte reputo importante creare o mantenere le condizioni ambientali per far si che la fauna presente prosperi e quella migrante vi si fermi , dall’ altra non disconosco che anche la Caccia fatta al di fuori delle regole puo’ portare a quegli stessi risultati negativi che cosi’ praticandola a fronte di un habitat idoneo si avrebbbero comunque . Ho fatto l’ esempio degli Ungulati perche’ il piu’ facile a farsi e il piu’ vicino a noi come popolazioni . Il Muflone in Sardegna a causa di cosa e come si e’ estinto in un passato nemmeno troppo lontano ??
          Gli Stambecchi sai da che popolazione ( numero di soggetti ) si sono ripresi e hanno ripopolato tutta la catena alpina e perche’ erano cosi’ pochi ?? E il Cervo sardo ?? E il Capriolo ?? Anche lo stesso Cinghiale fino alla fine degli anni settanta era estremamente raro in alcune regioni e assente in altre .
          Come vedi non basta avere un buon habitat a una specie per prosperare . Deve essere anche cacciata con ” diligenza ” , altrimenti scompare .

        • Ezio scrive:

          La contraddizione te l’ha già fatta notare Nato Cacciatore e poi io non voglio avere ragione.

          Mi piacciono molto però i discorsi che hanno una logica, che si basano su fatti concreti e non su teorie partorite da “chissà chi” magari grazie alla meticolosa consultazione di testi scritti da altri 20 anni fa….. e quello che ha fatto Giacomo Cretti nel suo editoriale mi pare ne abbia molta di logica.

          Poi, come sempre, si può essere d’accordo o meno.

          Però da sempre e per sempre vale lo storico …”eppur si muove!!”

        • Ezio scrive:

          E comunque insisti con sto cinghiale!! Il cinghiale è esploso grazie all’habitat che è diventato per lui favorevole.

          Qui ove ora ci sono milioni di ettari di boschi e rovi, un tempo c’erano milioni di ettari di terrazzamenti ad orto, a vigna a grano a erba medica …e nel bosco non c’era un rametto a terra, ci si poteva apparecchiare la tavola per mangiare, perchè la gente lo ripuliva e lo curava come una qualsiasi altra coltivazione.

          Il cervo sardo è stato bracconato in modo massiccio in quanto risorsa alimentare ..

          E questa attività che c’entra con la “caccia sportiva”????

          Per il capriolo europeo, vedasi “storia” cinghiale…

  16. Ezio scrive:

    “Springer, i cinghiali ed i caprioli sono come le formiche perchè hanno trovato da ….QUALCHE ANNO ….. un habitat idoneo al loro sviluppo che anni fa non c’era.”…….”Da me il cinghiale ed il capriolo nessuno li aveva mai visti, almeno da dopo il medio evo.”

    Questa comunque è la risposta “ad capocchiam”????!!! :roll:

    • Springer scrive:

      Esatto ….. Soprattutto se in risposta a quello che avevo scritto a proposito di habitat ideali di certe Regioni a fronte di ” niente ” Caprioli in certe regioni .

      • Ezio scrive:

        Boh!! … Perchè al sud non ci sono cinghiali??? E se non ci sono caprioli arriveranno …se troveranno quello che han trovato qui, ove vengono cacciati regolarmente, irregolarmente e sfracellati da piccoli durante lo sfalcio dei prati …eppure crescono, crescono, crescono….

    • Alessandro federighi scrive:

      da noi i cinghiali ci sono almeno dal IV ° secolo a.c.(bronzetto nuragico testimonia), sono cacciati,bracconati,pestati da sempre………………..hanno ceduto territorio fino a circa 20 anni fà perchè la campagna era diversa,in campagna non c”era spazio per lui , tutte le risorse trofiche erano per l”uomo o per i suoi animali,lui rappresentava carne gratis, i pastori in sardegna usavano avere sempre il fucile “al collo”(leggi “caccia grossa”), non abbiamo mai cacciato tale specie in selezione. appena la campagna è mutata,lui si è ripreso i suoi spazi , nonostante la predazione umana sia triplicata(mai selettiva)lui aumenta ogni anno purchè abbia l”habitat giusto, quindi…………………………..stesso discorso per il muflone ,originario della Sardegna,antica specie di pecora, sapete dove è presente????Dove continuano a bracconarlo sì,ma con l”habitat che lo protegge ,ripara,sfama……………..il resto sono chiacchere!!!!!!!!!!!!!!!! Parere personale si intende!!!!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: :roll: :roll:

  17. Giacomo scrive:

    Caro Ezio la caccia purtroppo si è divisa in due da quando si è sentito l’odore di soldi, quella vera e quella a sviluppo economico o per interesse.
    Se vogliamo salvare la caccia vera in Italia e sicuramente tutti i tipi di caccia alla migratoria non dobbiamo fare altro che riportare il territorio allo stato ideale per la sopravvivenza della selvaggina. Questo lo abbiamo già detto mille volte, facendo non solo chiacchiere ma anche
    proposte, che per mio conto la migliore è quella di dare la gestione in mano agli agricoltori ed i grandi proprietari terrieri ( che non si possono escludere dalle loro responsabilità enormi nel depauperamento territoriale con colture intensive ) in simbiosi con le direttive regionali e provinciali, e con le federazioni, visto che la selvaggina è di proprietà dello Stato. Si può fare !! Ci vuole solo volontà di fare le cose democraticamente, cioè per i cittadini cacciatori e per quelli che abitano le città i quali non si possono escludere dalla fruizione di tutto il territorio Italiano.
    La caccia a sviluppo economico che ci ha portati in queste innegabili condizioni di avere una bellissima nazione ma un pessimo territorio e non siamo i soli a dirlo, ci porterà a senso unico alla caccia privatistica, facendo cadere ogni azione di governo di popolo, cancellando tutte le federazioni che a tutt’ora dovrebbero essere rappresentanti e difensori di una caccia popolare.
    A Giacomo Cretti e a tutti quelli che cacciano all’estero non si può certo vietare di andarci…… ma credo che non si possano escludere dalle loro responsabilità di aver trascurato la caccia in Italia
    Incrementando quella degli altri paesi….. Visto che Giacomo fa tante domande su questo sito per avere tante risposte, quando lui da esperto dovrebbe darcele a noi….. Io gli vorrei dire : per quale motivo si va a fare all’estero quello che si potrebbe fare in Italia. Salutiaaamo

  18. Springer scrive:

    Pasquale (nato cacciatore)
    Posted on 2 maggio 2011 at 20:30
    Non ho una spiegazione e lo sai, ma a questo punto spiegami perché non è successo la stessa cosa per i cinghiali, visto che al sud sono tutti bracconieri e godono della massima liberta d’azione.

    ____________________________________________________________________________

    Una spiegazione non ce l’ hai ma un dubbio a questo punto dovrebbe venirti .
    Il Cinghiale ( ibridato e imbastardito percio’ molto piu’ prolifico del ” nostrano ” ) non si e’ fermato solo perche’ ha un incremento utile annuo ( di quanto aumenta percentualmente la sua popolazione da un anno con l’ altro ) che varia a seconda dell’ habitat dal 100 al 200 % . E’ una valanga demografica inarrestabile che difficilmente si riesce a arginare . Ma anche li , se vai a raffrontare i numeri che fanno mediamente le squadre in certe Regioni centro settentrionali e quelli fatti mediamente da quelle di altre regioni ti accorgi che i numeri sono decisamente a favore delle prime . Eppure l’ habitat e’ adatto e la specie e’ la stessa . Come mai ?? Non son capaci oppure la torta se la dividono in troppi e malamente ??
    Al Sud sono tutti bracconieri ?? Spero proprio di no . Rimane comunque in sospeso il dare un perche’ ai dati che non io , ma altri ben piu’ capaci e dentro il problema di me , hanno raccolto .

    • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

      se le cose starebbero come dici stai pur certo che anche se i suidi sono più prolifici non sarebbero comunque così enormemente numerosi.

    • Ezio scrive:

      Vedo che Nato Cacciatore, che ha colto al volo la “contraddizione”, continua a marcarti stretto benissimo :D …perciò posso andare a nanna già ora tranquillo, visto poi che domani dovrò svegliarmi molto prima dell’alba …..e non per andare a caccia… :( :(

  19. giacomo cretti scrive:

    Sapete cosa vi dico? Che se il mio lavoro é quello di agitare le idee….pare ci sia riuscito! Ciao

    • Ezio scrive:

      Lungi da me il volerti togliere anche un solo briciolo di merito ma qui, le idee, sono già “agitate” da sempre…. :roll: :lol: :lol:

      • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

        Ezio ed anche Renzo, a proposito di nord e sud, date un’occhiata a questo:
        http://www.bighunter.it/Natura/ArchivioNews/tabid/220/newsid734/8063/Default.aspx

        • Ezio scrive:

          Una delle cause per cui questo Paese si trova nelle condizioni in cui si trova, è che la “classe dirigente” disprezza o comunque non ama i….. “plebei”.

          Certo, generalizzando, che come so bene è sempre ingiusto.

          Comunque credo che la “sostanza” si possa riassumere in quello.

          E poi, pensandoci bene, noi stessi siamo l’un contro l’altro armati e la guerra dei poveri è praticamente da sempre che la combattiamo, perciò… :roll:

          Certo, sarebbe veramente troppo bello che chi sta in “alto” insegnasse, acculturasse, desse l’esempio. Quello penso sarebbe il “suo” compito primario. Invece…. :(

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Hai letto anche il mio post i fondo?

        • Ezio scrive:

          Si, l’avevo letto.

          Ma il fatto, sempre generalizzando ingiustamente, è che continuiamo ad essere impantanati fino al collo ed anche oltre, nel “vecchio”.

          Non ci sono novità all’orizzonte, su alcun fronte.

          La “macedonia”, o il minestrone” che dir si voglia, avvolge ancora tutto e tutti.

          Come ne usciremo??

          Sinceramente non lo so.

          So però che ovunque io vada, incontro persone per bene, di ogni (ex) “credo” politico, che “sentono”, così come lo “sento” io, quell’enorme ed opprimente senso di ingiustizia generale e generalizza.

          Non c’è giustizia per le “vittime” e non c’è neppure giustizia per i “carnefici”.

          Non so se rendo l’idea…

          C’è, ovviamente in me, ancora la speranza che nasca quanto prima quel “Patrimonio Italia” che possa finalmente dar …..speranza… a tutte quelle persone per bene, umili, sincere, entusiaste, equilibrate, di coscienza, che mi ostino a ancora a credere, rappresentano la maggioranza assoluta dei miei/nostri connazionali.

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          sono perfettamente d’accordo, eppure noi la possediamo questa “genia” perché fatichiamo a mostrarla?? Non credo si possa sperare di aver mai una risposta.

        • Ezio scrive:

          La risposta c’è…sempre e solo a mio modesto avviso, ovvio.

          “Noi” pensiamo al lavoro, all’amore, alla famiglia, al tempo libero, agli amici, alla passione, alla salute come unici fini da avere/ottenere per essere sereni, se non addirittura felici.

          A volte, a mero titolo di esempio, penso se potrei rinunciare alla caccia per …..dieci milioni di euro.
          E non sai quanto mi senta frustrato al non saper darmi una risposta immediata.
          Poi ragiono e dico “si, lo farei per la mia famiglia!”.

          Altri, per essere appagati, devono ottenere il potere e la ricchezza, ad ogni costo.
          Sono convinti che la serenità o la felicità e tutto il resto che per noi è una conquista fatta di piccoli passi quotidiani, si possa semplicemente o comprare o estorcere, quando saranno finalmente “qualcuno”.

          E dimenticano e non vedono, invece, quanto la vita sia ironica e beffarda, con TUTTI.

        • Ezio scrive:

          Ecco un Signore da cui alcuni potrebbero prendere esempio.
          Visse oltre 2000 (DUEMILA) anni fa… :roll:

          http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto

  20. Diego scrive:

    Mi fa piacere che il sig. Cretti abbia iniziato una discussione spinosa anche se da semplice cacciatore qualche dubbio nel merito mi solleva.
    Le cifre da lei indicate sig. Cretti sono a mio avviso empiriche..stime di massima e per nulla verificate e verificabili.
    Sono inoltre comunque d’accordo che il grosso del prelievo avvenga da Italiani e Francesi ma non solo sul loro suolo dove sono un po di anni che questi numeri sempre secondo me non esistono più.
    Cosa ne pensa Sig. Cretti dei bambini che nei paesi dell’est non chiedono soldi ma cartucce per consentire ai padri di abbattere beccacce da vendere poi ai nostri connazionali pirla per non tornare a mani vuote dal viaggio della vita…quante possono essere solo quelle abbattute per fini di mero commercio?

    Che le beccacce scozzesi o della crimea non vengano in Italia non è ad oggi un affermazione verificata e verificabile ma solo ipotizzabile sulla base di poichi inanellamenti…. l’unica cosa certa è che le rotte migratorie possono essere spostate e convogliare contingenti anche a molti Km di distanza.

    I giovani stessi la rotta se la creano e visto che la migrazione avvine non solo da nord est a sud oves ma anche nord sud….le variabili sono infinite.

    Il problema della beccaccia è che troppi la cacciano, pochi se ne occupano e se ne prendono cura, e ancora meno spendono tempo per capirne di più e collaborano con chi fa ricerca.

    Perche sig. Cretti gli stati sono sovrani pur essendo nella comunità europea e possono secondo lei legiferare in maniera diversa su un patrimonio di tutte le comunità interessate?

    E se un giorno loro….benissimo….dico io…. non ci sarebbe problema alcuno…è diverso tempo che chiedo un limite stagionale verificabile tramite fascietta inamovibile che cosentirebbe anche di censire in modo assai più preciso gli abbattimenti…e l’ala con la fascetta da riconsegnare a fine stagione….e se le fascette fossero 20 per ogni cacciatore abbattibili sul suolo della comunità europea sig. Cretti?

    Le nuove tecnologie risponderanno forse alle nostre domande… per il momento non ci resta che aspettare e capire….ma non tutto però ….. la regina va ammirata…ma alcuni dei suoi segreti devono restare tra le foglie del bosco per non rovinare il suo fascino

    • massimo scrive:

      Bravo Diego , non so se hai visto sopra i miei commenti , ho detto e sostengo quello che dici tu , la caccia all’estero non ha niente di etico e poetico come invece vorrebbero farci credere , sono solo mattanze dettate da interessi economici , si va all’estero solo perche si caccia come ci pare e quanto ci pare e si uccide tanto , contrariamente a quanto avviene in Italia perchè non esistono regole e leggi che vanno rispettate , provare a far abbattere un massimo di 3 beccacce al giorno in croazia , estonia , crimea ecc. , provate a vietare la caccia quando c’è la neve , come mai questi signori che sostengono la correttezza della caccia all’estero in queste condizioni vorrebbero chiudere la caccia anticipatamente , vietarla in condizioni di freddo estremo !!!! Ma nei paesi dell’est è più freddo che in Italia e si caccia fino a marzo . E ‘ vero quello che dice Cretti che non si può intervenire sulla sovranità degli stati e che quindi se in estonia bulgaria ecc. vogliono cacciare fino a marzo lo possono fare ma se lui dice di essere un cacciatore etico , ed è convinto che le beccacce vanno tutelate ” TOTALMENTE ” in ogni paese , nel periodo di migrazione prenuziale dovrebbe smettere di anadre a caccia e battersi perchè tutti smettessero di andare a caccia in quei paesi che non ripettano queste condizioni .

      • Giacomo Cretti scrive:

        Caro Massimo,
        nei Paesi dell’Est che fanno parte dell’Unione Europea, tranne deroghe a carattere temporaneo, la caccia chiude il 31 gennaio. Quelli che non hanno ancora recepito la norma dovranno adeguarsi a breve. Gli altri potranno fare affidamento sulla Legge deroga – l’omologa della nostra 221 del 2002, che noi, al contrario facciamo fatica ad applicare.
        In ogni caso per la specie beccaccia ci sarà poco da fare perché la chiusura nella prima decade di gennaio é prevista dalla 79/409.
        La croule é stata vietata ovunque e se c’é qualche furbo che gira armato fingendo addestramento, é un problema della polizia locale.
        Infine ti ricordo, che il sottoscritto in questi anni, tranne casi eccezionali – ed in ogni caso consentiti dalla Legge e compatibili con la biologia della specie – non ha mai cacciato oltre il 31 gennaio,
        Inoltre ti faccio notare che, nei miei articoli non si descrivono mai abbattimenti eccessivi e nei documentari non si supera mai il numero giornaliero consentito nel Paese ospitante e spesso mi mantengo al di sotto, in onore all’etica e alla mia convinzione che il cacciatore non é un beccamorto e che preferisco cacciare spesso….raccogliendo poco.
        Cordiali saluti
        Giacomo

      • massimo scrive:

        Ma scusate Bulgaria, Estonia,Romania non fanno parte della comunità europea
        come Francia Grecia e Spagna, e sacrosanto che sono sovrani sul loro territorio
        me se si fa una legge europea che chiude inderogabilmente al 31 gennaio la caccia come succede in Italia gli stati membri si devono adeguare, considerando che la Croazia si sta adeguando per entrare nella comunità europea possiamo arrivare ad avere una legge che tuteli veramente la beccaccia
        e gli altri migratori nei stati membri. Per le fascette vi assicuro che sono veramente pochi coloro che arrivano a 20 capi annui il carniere annuale si è terribilmente dimezzato e quei milioni di abbattimenti fanno riferimento a 10 anni fa. In Italia se si vuole tutelare la specie beccaccia bisogna aprire la caccia dal 1 novembre al 31 gennaio alle ore 7.30 per tutti e chiudere alle 16.30, e sospendere la caccia durante le ondate di forte gelo, questo vi assicuro tutelerebbe la specie, perchè alla posta serale e mattutina non esistono beccacce furbe ma solo bersagli non troppo difficili, ed è avvilente preparare un cane spendere una fortuna aspettare un intero anno e poi veder svanire tutto perchè purtroppo ci sono due o tre deficenti appostati che uccidono alla posta l’oggetto della tua passione, e visto che ultimamente i deficenti aumentano e auspicabile fare una legge che tuteli veramente questa specie.
        cordialità

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Diego,
      tanta carne al fuoco….
      “Le cifre da lei indicate sig. Cretti sono a mio avviso empiriche..stime di massima e per nulla verificate e verificabili”
      Su questo ho seri dubbi, poiché le stime francesi restano tali – stime – ma vengono considerate ufficiali e questo mi basta, altrimenti inutile parlare…100/1000/10000 etc.
      Quelle italiane sono più nebulose, ma basta fare due conti per rendersi conto che sono vicine alla realtà.
      Le beccacce offerte dai bambini dei Paesi dell’Est? E quelle che muoiono alla posta in Italia? Nelle isole anche fuori stagione? Quelle non le vogliamo considerare?
      Basta fare un giro per i ristoranti del Nord e del centro Italia, per rendersi conto di quante beccacce vengono commercializzate, beccacce che provengono dall’Est e dall’Italia e non certo dai carnieri dei cacciatori.
      Che le beccacce delle isole britanniche non arrivano in Italia “…tranne qualcuna che si é persa” non lo dico io, ma professori ed esperti del calibro di Fadat e Spanò, quest’ultimo mi ha rilasciato una lunga intervista che sarà inserita nei due documentri che ho girato quest’anno in Scozia e in Irlanda.
      Così come, nella stessa intervista, viene ribadito che le beccacce crimciane probabilmente provengono da una popolazione che nidifica a est degli Urali.
      Che i giovani si creino la rotta non mi risulta. Al contario gli studi più recenti hanno dimostrato che la beccaccia é fedele all’area di svernamento mentre può decidere di variare quella di nidificazione.
      “Il problema della beccaccia è che troppi la cacciano, pochi se ne occupano e se ne prendono cura, e ancora meno spendono tempo per capirne di più e collaborano con chi fa ricerca.”
      Sottoscrivo! Su questo siamo pienamente d’accordo!!!!
      Sono anni che continuo a ripetere che la caccia all’estero non é il solo e vero problema della beccaccia. Lo dico perché ho sempre avuto il fondato sospetto che questo j’accuse, serva a coprire i veri problemi.
      Infine la mia era una battuta provocatoria, contro coloro che pretendono di fare i fatti propri ovunque, con attegiamenti “colonialistici”.
      A presto e viva la regina!
      Giacomo

      • massimo scrive:

        Giacomo , il problema della caccia illegale non è risolvibile o meglio i risultati che si ottengono sono una goccia nel mare . Il problema della cacia in Italia è tutto politico , io mi riferisco alla realtà in cui vivo , dove le decisioni per l’attività venatoria vengono prese in funzione delle esigenze dei cinghialai. Alle squadre , per legge , è stato concesso di gestire il terriotrio pubblico come una azineda faunistica privata , dove cacciare , nutrire e far procreare i cinghilai e tutte le altre cacce che si svolgono negli stessi posti sono penalizzate . 1) quando mettono la battuta 3 giorni a settimana fissi , non si può cacciare ovviamente è pericoloso , quindi se tu sei nel bosco dalle 7 di mattina non apena li senti arrivare datti da fare a uscire perchè senno ….. 2) petardi schiamazzi fucilate per 4/5 ore consecutive quella poca selvaggina che c’è sparisce , mi riferisco a tordi colombi e beccacce e nemmeno ci torna perchè , se pensi che cacciano il mercoledì , sabato e domenica , che giorni rimangono ad un capannista o un beccacciaio per fare una giornata di caccia indisturbata , 3) poi questi signori non volgiono che la gente vada nei boschi e nelle rimesse ” perchè danno noia agli animali ” mi riferisco ai cinghiali , perchè il cacciatore di beccacce si sa va nei boschi fitti con il cane e quindi può scacciare gli animali a mandarli magari nella battuta della squadra confinante . Quindi il cacciatore di beccacce è un problema , per questo motivo la provinacia di AR l’anno scorso ha chiuso la caccia il 15 di gennaio ( unica provincia in toscana) perchè per regolamento il cinghiale dovrebbe chiudere il 31.12 , ma a causa dei danni la provincia li ha fatti cacciare mi sembra sino al al 15 gennaio , e quindi dopo i cinghialai avevano ” paura ” che qualcuno le approfittasse per ammazzargli qualche capo o mandare i cinghilai alle squadre dei senesi che cacciano fino al 31.1. . Questi signori , sistematicamente fanno la posta alla beccaccia e se ne trovano qualcuna mentre sono ad ormare cercano di farla fuori subito perchè così risovono il problema. Quindi vedi Giacomo è un problema di cultura e di furbetti , come in tutte le cose , io ti ribadisco che sono contrario al turismo venatorio ma concordo con te che in Italia non c’è volonta nella gestione della caccia fine a se stessa , ma solo esigenze politiche perchè ovviamente le squadre sono numericamente rilevanti e portano voti

        • massimiliano scrive:

          …giustissime affermazioni e sacrosante verità le tue,Massimo.Aggiungerei oltre al peso politico subentra la cultura del cacciatore stesso! Son dell’opinione che dobbiamo crescere ed effettuare quel salto culturale che darebbe all’intera categoria credibilità e giusto riconoscimento.Ma fiinchè ci saran ormatori che sparacchiano ad una beccaccia frullata con i piedi,poste mattutine serali alla stessa,atti furbeschi a discapito di altri …essai quanto ancora di non commentabile,tutte le buone intenzioni resteranno solamente sogni.
          saluti

        • Giacomo Cretti scrive:

          Vecchio annoso problema, quello dei numeri. Però ti consiglio di rivalutare i dati relativi alla posta. Io ho rapporti con cacciatori provenienti da tutte le parti d’Italia e ti garantisco che, specialmente al Sud, gli abbattimenti mascherati da “tordi” sono all’ordine del giorno. Ciao Giacomo

        • Diego scrive:

          Ciao Giacomo, forse non traspare nel mio post precedente la mia NON contrarietà a priori verso la caccia all’estero che in alcune occasioni può essere giovamento utile al cane.
          Rifiuto nella maniera più totale ogni campagna di solo divertimento umano perche per me la beccaccia è legata al cane da un filo indissolubile….e cosi se mi dovessi convincere un giorno a cacciare oltre confine lo farei solo ed esclusivamente con in cucciolo e non con un cane fatto….servirebbe probabilmente solo a me e non a lui ….e quindi credo che i miei due mesi l’anno e le mie poche o tante beccacce fatte siano sempre un dono sufficente.
          Le rotte migratorie giacomo sono ad oggi un rebus e le risposte le avremo solo con il progetto di monitoraggio satellitare….e anche in questo caso saranno ancora un pizzico mancanti perche catturando adulti non avremmo risposta su cosa facciano i giovani che memoria migratoria non la possono avere e quindi non hanno mete memorizzate.

          Di mio ti dico Giacomo che le cifre di Italia e Francia sono sicuramente le più abbondanti nel prelievo…ma sono quasi sicuro che nei prossimi aggiornamenti queste cifre verranno omologate a standard un pochino più bassi…
          Se mi si parlasse di 500.000 -600.000 beccacce in Italia sarebbe una stima sempre secondo me molto più vicina alla realtà.

          La fascetta inamovibile numerata renderebbe molto più rapidi i conti e molto più efficaci i controlli sia per il prelievo a sforare il numero massimo (che è un esigenza) si per i capi abbattuti illegalmente e se avrai tempo appena ci incrociamo in una delle prossime occasioni ti illustro la mia idea.

          Ti ringrazio per la risposta e alla prossima,

  21. massimo scrive:

    Rispondo a Giacomo , in relazione agli abbattimenti alla posta , non so cosa intendi per sud , ma ti posso garantire che in toscana si comincia al passo dal 20 di ottobre e si continua tutta la stagione mattiana e sera c’ è gente che la mattina alle 7 va al bar a fare colazione già con la beccacia in tasca , qualcuno lo prendono perchè ci attiviamo noi con la provinciale e gli diciamo dove vanno a fare gli aspetti , ma ti ripeto sono gocce nel mare è proprio una condizione mentale che non si riesce a sradicare.

    • Giacomo Cretti scrive:

      Ho parlato di Sud, in quanto area di svernamento. Io non credo che siano gocce nel mare. Mi capita sempre di fare lo stesso esempio; anni fa scendevo da una cacciata alle spalle di Monte San Biagio con un amico del posto. Eravamo partiti con tante speranze perché, un amico locale, ci aveva detto che la sera prima, alla posta, erano state segnalate una decina di beccacce. A fine giornata tornavamo con una beccaccia nella cacciatora su tre viste, e la beffa ci raggiunse nella parole di un cacciatore che si era già appostate, e che alla nostra affermazione di non aver trovato becacce, rispose che loro, la sera prima ne avevano ammazzate 5 e che la mattina ne avevano sparate altre 4!!! Ora se pensi alla nostra cacciata, alle poste e alle battute con il cane da ferma che si sono succedute nei giorni successivi, ti renderai conto, ma già lo sai, che la pressione é insostenibile e che non c’é paragone con quella, per esempio, esercitata in Crimea, dove 300/400 persone, cacciano sul 15% del territorio favorevole per due mesi l’anno.
      Tutto qui.
      Ciao

      • massimo scrive:

        Rispondo anche al mio omonimo , sono favorevole ad un inasprimento delle pene , soprattutto quelle accessorie e mi riferisco alla sospensione o ritiro immediato del tesserino venatorio nel caso dell’aspetto , perchè se becchi uno in fuori orario sono 400 euro e basta ed è difficile trovargli la beccaccia o vederlo sparare , quindi secondo me il deterrente migliore è il fatto di impedigrgli di andare a caccia se uno non rispetta gli orari o le forme di caccia oltre la sanzione anche il ritiro per un mese del tesserino , vedreai che smettono subito

        • massimiliano scrive:

          …..credimi Massimo,che inasprire pene certo può essere un deterrente,certo,ma è la concezione “caccia” che deve evolversi.Non sò se riesco a spiegarmi.Io nel mio piccolo ritengo assolutamente non sportivo fare posta alla becca…e quindi poso il fucile e mi metto,dopo il rientro ai tordi,ad osservare il ripasso serale con mio fratello vicino e i breton legati…..ma io….altri 100 accanto a me la ritengano una priorità,una ganzata far fiamma a buio.. 30-40 anni fà il contadino effettuava il barzello per portare carne in casa,azzarolaaaa,ma ora non siamo mica a quei livelli lì ??!!!!!! un pò di etica,un pò di sportività,un pò di competizione con il selvatico……..vabbè,tanto sono parole al vento (no nel tuo caso mi pare di capire).

      • Giacomo scrive:

        Caro Giacomo, tempo fà su questo sito venne data notizia da un collega di passione che proveniente dall’estero era stato beccato un camion che trasportava circa 2000 mila beccacce.- Non ricordo bene il paese e chi è che divulgò la notizia, ma se ci legge ancora dovrebbe confermarla.
        Ora io mi domando quanti trasporti di selvaggina sono passati inosservati ?
        Non mi sembra il caso di fare differenze di posizioni geografiche Nord, Sud sul prelievo indiscriminato della beccaccia ne tantomeno di cercare di coprire una parte e scoprirne un’altra. Per noi al Sud è diventato luogo comune da parte di chi vuole trovare un espiazione alle proprie colpe di farci portare la nomina della malafemmina, intanto qualche amico al Nord ha cacciato beccacce fino a Gennaio.
        Se vogliamo salvare la beccaccia facciamo in modo innanzitutto di avere dati certi ed inconfutabili, dati dai nuovi sistemi elettronici che fortunatamente per la stazza di questo selvatico gli si possono applicare facilmente, vedi esperimento fatto in Spagna dove hanno potuto tracciare tramite sistema satellitare il percorso intero di una beccaccia nel periodo migrazione nuziale.
        Sarà forse questione di pochi anni ancora se ci si impegna a livello di tutte le nazioni comprendenti l’arco della migrazione in special modo facendo dei censimenti oculati sulle aree di nidificazione visto che con questo sistema si potrà appurare con certezza la beccaccia dove andrà a fermarsi per la luna di miele, cosa questa altrettanto importantissima secondo me la più importante…… Per cui non vale la pena dare colpe facendo poi penalizzare sempre i soliti e togliendo così le castagne dal fuoco. Il collega di passione Massimo ha descritto molto bene i mali della caccia per cui……. Un cordiale saluto.

        • Giacomo Cretti scrive:

          Caro Giacomo, lungi da me colpevolizzare il sud il centro o il nord. Ho già detto che ho parlato di sud solo perché, avendo un periodo più lungo di svernamento con conseguente presenza nell’area. Tutto qui. A presto Giacomo

  22. massimo scrive:

    Per sradicarla ci vogliono leggi chiare, pene sicure e severe, ma sopratutto sono le leggi che
    dovrebbero agevolare coloro che fanno i controlli, per sorprendere qualcuno a fare la posta lo devi prendere sul fatto e non è cosa facile, ecco che subentrano leggi ad hoc, se la caccia ripeto dal 1 di novembre al 31 gennaio fosse concessa dalle ore 7.30 alle 16.30, senza ma o senza se sarebbe facile controllare e intervenire con vigore,perche la posta non ha niente a che vedere con la caccia,
    perche andare al bar alle 7.00 e vantarsi di aver ucciso una beccaccia alla posta ripeto è da deficenti
    ma purtroppo fino a quando non si interverrà questa piaga continuerà, mi auspico che qualcuno faccia qualcosa ma dubito.
    cordiali saluti

  23. Ezio scrive:

    Fortissima l’idea imperante che nuove leggi servano ad impedire ciò che quelle “vecchie”, inosservate e/o fatte osservare da nessuno, non impediscono.

    Siamo il Paese che ha centinaia di migliaia di leggi e leggine, in confronto alle 4 o 5mila degli altri Paesi europei.

    Sarà per quello che siamo veramente in una botte di ferro…. noi onesti intendo. :roll: :(

  24. Luca Davide Enna scrive:

    OSSERVATORI FAUNISTICI:
    Giacomo scrive:
    <>
    ***************************************************************************************************
    Caro Giacomo,
    consentimi una correzione.
    A parte la sovrabbondanza di punti interrogativi, bisognerebbe, magari spostare da un’altra parte l’attenzione per focalizzare un dato importante:
    non è che gli “Osservatori faunistici” non funzionino a dovere, piuttosto vi è il problema che essi pur promessi da tempo, non sono stati attivati e di ciò si dovrebbero far carico le Regioni, di qualunque colore (temporaneo) esse siano.
    L’importanza degli Istituti regionali per la Fauna Selvatica è fondamentale, soprattutto oggi. L’equilibrio di un biotopo dev’essere studiato con buona approssimazione e ciò non si può fare se in una nazione pi lung ache larga si usano ancoar metodiche arcaiche e se i tesserini venatori non sono un po’ più dettaggliati. Cionondimeno, è utile che nel “censimento”, negli avvistamenti, nei rilevamenti e nella raccoplta dati collaborino un gran numero di cacciatori “formati ad uopo” dagli Istituti e seguit da tecnici di provata serietà e competenza. E forse sarebbe il caso di guardare alle metodiche di ricerca Francesi o Estere per migliorare e migliorarci.
    Non è con i piccoli numeri ( parlo di dati ufficiali) che si possono fare grandi statistiche.
    Ne riparleremo.
    Cari Saluti
    Luca

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Luca, quel che ho detto risponde all’esperienza personale quale rappresentate dell’enalcaccia nel comitato tecnico f v regionale. Noi abbiamo un osservatorio faunistico regionale che funziona male, ma uno dei motivi è dato dalla pessima abitudine che hanno i miei corregionali di non segnare gli abbattimenti sul tesserino… Ergo niente dati, niente stime, niente Programmazione. Buonanotte amico mio.

  25. Argo scrive:

    Ma si può sapere quanti milioni di beccaccie svolazzano in italia perché ci siano centinaia di migliaia di felloni che appostano la regina a tradimento per cui a qualcuno piacerebbe che si ripristinasse la pena di morte per chi la insidia alla posta? Leggo l’editoriale di Stincardini, “Ispra atto iv” in cui pubblica un link dedicato alla beccaccia http://www.beccacciaiditalia.it/web/?p=274 . Leggo tutto l’articolo ( Stincardini si limita, giustamente, a estrarre solo quello che interessa ), e lo leggo per intero. L’autore, respinge indignato le accuse dei cinghialai secondo cui i beccacciai con la scusa della beccaccia sparano a tutto cio che gli capita a tiro. Non è vero, dice lui, ma un attimo dopo in una mirabolante acrobazia di arrampicata sugli specchi accusa i cinghialai di sparare la beccaccia alla posta prima dell’inizio della battuta al cinghiale. in un altro passaggio lamenta i cacciatori generici di essere responsabili della strage di beccaccie perché se ne ammazzano più alla posta che nel normale esercizio venatorio. Ogni tanto leggo nelle varie discussioni di chi chiede pene esemplari ( l’impiccagione, nò, è proibita, l’ergastolo magari….) per chi pratica tale sistema di caccia ( comunque sbagliato ) accusando i postaioli di strage.
    Ma si può sapere quanti sono i criminali in Italia responsabili del depauperamento della beccaccia e della selvaggina in generale?
    Domanda. Non bastano i parchi, le oasi di protezione di non si sa cosa, gli ATC infernali, le guardie zoofile, i politici cialtroni e gli animalisti menteccati? Ci mettiamo anche noi addesso contro noi stessi?

    Saluti
    Argo

    • Ezio scrive:

      “Ci mettiamo anche noi adesso contro noi stessi?”

      Scusa Argo, forse sei arrivato da poco in Italia. :D

      Guarda che “noi” non è che ci mettiamo solo adesso a massacrarci a vicenda.

      “Siamo” geneticamente così da sempre. E i risultati si vedono …. :roll:

      • Argo scrive:

        Geneticamente vero, caro Ezio, ed è per questo che ci ritroviamo la classe politica che ci ritroviamo ( abusivamente ), ma io non lo sopporto.

        Saluti
        Argo

        • Ezio scrive:

          “….ma io non lo sopporto….”

          Dillo a me!!!

          E poi, in genere, chi ha il sospetto ha il difetto, perciò….

        • Argo scrive:

          Ezio, ora che ci penso, tempo fa ti avevo chiesto, a te e a Giacomo perché dediti alla regina ed in regioni diverse, informazioni sulla beccaccia. Mi servivano per capire. Capire con i numeri quanto possa incidere la caccia regolamentata sulla popolazione della specie anche in considerazione del fatto che la becaccia vive nei boschi e i boschi, almeno quelli di pregio dal punto di vista naturalistico, sono interdetti alla caccia per via degli innumerevoli parchi che hanno colonizzato l’Italia. Mi domando anche quanto possa incidere la posta mattutina o serale, visto i numeri dela sua consistenza e se questo può comportare tutto questo allarmismo.
          P.s. Alla domanda dell’altra volta, non ho risposto subito per vari motivi e poi il tutto era passato nel “dimenticatoio” :oops:
          Anche se in ritardo, grazie a te e a Giacomo per la cortese risposta.

          Saluti
          Argo

        • Giacomo Cretti scrive:

          Secondo stime non recenti si parla di circa venti milioni di individui per l’intero areale. Ma il problema non è questo. Ciò che conta è che gli studi più recenti hanno stabilito che le popolazioni svernanti sono fedeli al territorio il che vuol dire che, le beccacce prelevate in Italia vengono sottratte alla popolZione che frequenta il nostro Paese. Quindi, la protezione va programmata qui e non altrove. Personalmente sono convinto che debba essere fatto il possibile x preservare la specie, in Italia e all’estero, ma non si deve fare l’errore di cercare la soluzione fuori dal nostro paese pensando che questo risolva il problema. La caccia all’estero è un fenomeno di nicchia, limitato nel numero. La trincea resta l’Italia dove, al cOntrario di molti paesi, la specie viene cacciata x 4 mesi, tre giorni la settimana in modi spesso illegali. Pensare che 20000 cacciatori, che frequentano l’estero dei quali una piccola parte si dedicano alla beccaccia, possano mandare in crisi la specie è sbagliato almeno con i dati attuali. Notte

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro argo, basta scegliere. La posta o la caccia con il cane da ferma? Entrambe la popolazione svernante non le regge! Ciao

      • Argo scrive:

        Con il cane da ferma, va benissimo, anche se non credo che la rarefazione della beccaccia dipenda da qualcuna presa alla posta o presa all’estero.
        Comunque, solo con il cane da ferma.

        Saluti
        Argo

  26. Ezio scrive:

    Continuo a ritenere , per quel poco che conta, che Giacomo Cretti continui ad aggiungere cose giuste a quelle giuste già scritte da lui in precedenza.

    X Argo.
    Scusami ma non ricordavo la tua richiesta e neppure se avevo risposto o meno.
    Comunque sia, io caccio la bekka nel basso Piemonte.
    Due giorni fissi a settiana nell’atc di residenza ed altro, così come impone la grande mamma federcaccia locale. Un terzo , il sabato,in un altro atc vicino al “mio” in cui mamma federcaccia è più permissiva. :roll:

    Fino a 20 anni fa, qui la bekka la vedevi, poche volte, dai Santi fino a metà novembre, poi spariva. tieni ipresnete che allora iniziava a gelare forte già dai primi di novembre.

    Ora la incontri da metà ottobre e si ferma per tutto l’inverno, fino alla ripartenza.

    La consistenza, come epr tutti i migratori, è relativa.

    Praticamente fa come gli pare…ma nel vero senso della parola.

    La posta qui è poco praticata , anzi è proprio un fenomeno insignificante, ed in genere anche la caccia alla bekka in genere. Troppa fatica per portare a casa una borsa troppo leggera.

    Non so se rendo l’idea.

    • Ezio scrive:

      Ah, dimenticavo. Da noi chiude il 31 dicembre da sempre. E gli abbattimenti …almeno i miei e quelli del mio socio…. si aggirano in media in una su tre incontri.

      Per legge il carniere stagionale è di 10 capi a testa.

      Comunque sia qui mattanze…parola tanto amata dagli animalari e da qualche cacciatore…. non se ne fanno.

      Ariciao.

    • Argo scrive:

      A fatica sono riuscito a rintracciare il link, http://www.ilcacciatore.com/2011/01/19/la-prorogra-del-lazio-vantagiosa-per-terni/comment-page-1/#comment-148232
      Avevo chiesto per capire se con quei numeri si possa parlare di responsabilità nella rarefazione della specie.

      Saluti
      Argo

      • Giacomo scrive:

        Caro Argo, è inutile dire quello che succede nelle varie Regioni per quanto riguarda la caccia con il cane o da appostamento alla beccaccia. Regolarsi sul prelievo fatto sia con il cane che alla posta per rendersi conto se è protetta bene o male in Italia secondo il mio modesto avviso è una cosa assolutamente non da farsi. Della beccaccia quando credi di
        aver capito tutto non hai capito niente, almeno per come stanno le cose adesso. Chi si crede di poter dettare la soluzione giusta per la sua protezione commette un grave errore !!
        In Italia la beccaccia per i parchi fatti a iosa nel Centro-Sud, in special modo prendendosi la maggior parte del territorio Alpino la beccaccia è super protetta per non dire della riduzione del numero dei cacciatori a meno della metà rispetto agli anni Ottanta. E’ inutile che Giacomo Cretti continui a menarla con la trincea Italiana, se non è informato sull’andamento della riproduzione e dei numeri del contingente Beccaccia si può benissimo informare sul giornalino Fidc N° 2 Aprile / Maggio 2010 dove nell’articolo viene riassunto in modo chiaro l’andamento della popolazione beccaccia. Il contingente Italiano viene interessato dalla popolazione che si incrementa in Finlandia Danimarca e paesi bassi ( dal Libro di Garavini), e sicuramente anche dalla Russia, dal giornalino si rileva chiaramente che in questi Paesi la popolazione beccaccia è in aumento, per cui quello che dice Cretti in base a questo non corrisponde a verità. Se poi vogliamo dire di tutto il contingente beccaccia dai dati scientifici pubblicati più recenti, 2006, fatti da (Wetlands Intenational) ente internazionale che gestisce tutti i dati sui migratori viene detto chiaramente che questi dati si contrappongono a quelli dell’Ispra presi da BirdLife e meno recenti 2004, che non possono a mio parere essere tenuti in considerazione, in quanto meno recenti.
        I dati 2006 di Wetlands dicono che la popolazione beccaccia che si ritiene
        Vada da 10 milioni a 25 milioni di uccelli, è in fase di STABILE !!!
        Caro Argo cosa vogliamo dire in base a questi dati ? Se ne potrebbe dedurre che anche la posta fatta in Italia non danneggia la beccaccia ne tantomeno
        la caccia fatta fino a fine Gennaio. Non mi voglio dilungare ma credo di averti risposto in modo esauriente. Se hai delle osservazioni da fare a disposizione.
        :D :D :D Salutiamo

        • Giacomo scrive:

          Per il resto ti rimando al mio post — Posted on 3 maggio 2011 at 13:16. — Risalutiamo

        • Ezio scrive:

          Caro Diego, il vietare di abbattere la femmina del fagiano ci starebbe eccome!! Ma in un contesto GENERALE mooolto diverso da quello attuale. Quello magari che c’era un tempo nelle riserve di cui tu parli….Ora, in questo contesto, è una proposta che definire ridicola è un eufemismo….

        • Giacomo scrive:

          Chiedo venia volevo dire Appenninico e Alpino………. :roll:

        • Argo scrive:

          Ma si può sapere a cosa ti riferisci?

          Saluti
          Argo

        • Giacomo Cretti scrive:

          Caro Giuseppe,
          alcune delle conclusioni di Garavini sono state ampiamente rivisitate alla luce delle recenti scoperte, quindi con tutto l’affetto per il grande Ettore, non sono scienza ma, il più delle volte scoperte empiriche. Il libro di Spanò é più attuale. Per quanto riguarda la situazione della popolazione, avrei qualche dubbio, alla luce di quanto ci siamo detti anche ieri a Montecelio durante l’annuale assemblea del Club della beccaccia. Infine ti invito a leggere i dati francesi del 2009 sui censimenti in Russia pre e post nunziali. Ma poi fammi capire, tutto il tuo discorso ha il fine ultimo di difendere la posta? Ciao

      • Ezio scrive:

        x Argo…comunque spero di averti risposto sia allora che oggi.

        Se hai degli ulteriori chiarimenti da chiedere …rimango a …esposizione… :lol:

        • Argo scrive:

          Grazie Ezio, avevi risposto chiaramente allora e anche adesso. M serviva per capire il fenomeno “rarefazione” della beccaccia, vedere insomma quanto può incidere la caccia regolare, con il cane, e quella irregolare, alla posta. In definitiva se siano giustificate tutte queste feroci polemiche su chi caccia alla posta o all’estero.
          Brevemente, da noi 15 al giorno per due giorni alla settimana, dalla terza di settembre al 31 Gennaio.
          Prendile se ci riesci :mrgreen: :mrgreen:

  27. Luca Davide Enna scrive:

    Caro Giacomo,
    ti prego di rileggere con attenzione ciò che ho scritto.
    Anche io ho fatto parte, per oltre dieci anni, dei comitati faunistici, regionale e provinciale. Quest’anno sono a riposo temporaneo ( ho altro da fare).
    Non posso accusare i tuoi corregionali ( nè i miei, nè quelli di altri amici) se “segnano male” i capi abbattuti. Ci vorrebbero dei tesserini più dettagliati ( senza sconfinare nell’esagerazione). Già il fatto che un capo sia segnato senza specificare la specie o, quando si tratta di soggetti dimorfici, senza segnare il sesso, costituisce una lacuna, sebbene l’assenza di dimorfismo sembrerebbe penalizzare alcune specie di turdidi (tranne il Turdus merula), gli storni, le cornacchie ( e i corvidi in generale), gli scolopacidi più cacciati, ecc.
    Ho parlato di Istituti Scientifici per le Ricerche sulla Fauna Stanziale e Migratoria (Osservatori Faunistici) ed accenno alla collaborazione con cacciatori e associazioni e alle metodiche di rilevamento, non a caso.
    In un prossimo editoriale cercherò di spiegare ai cacciatori perché e lo farò con una buona quantità di dati e date, sottolineando l’urgenza con la quale si debbono attivare quanto prima gli Osservatori Regionali Faunistici in ciascuna Regione d’Italia.
    Credo che, una volta che la matassa sarà stata dipanata, ti troverai d’accordo con me.
    Per ciò che attiene le beccacce, con il cane da ferma o alla posta, ribadisco, se mi consenti, che l’abbattimento di una beccaccia è tale, sia se esso avviene dopo un’azione esilarante svolta da un egregio cane da ferma, sia se la beccaccia sfila al buoi ed un occhio più attento ne coglie l’effimera sagoma e mollando una botta la coglie in pieno: tra l’altro ciò accade anche con le anatre alla posta e non mi sebra che crei scandalo.
    Per un selvatico, morire in un modo piuttosto che in un altro, fatte salve le astuzie del cacciatore per l’aucupio, fa poca differenza.
    Noi ci arrabbattiamo con l’etica e con la suddivisione della nostra categoria in improbabili elites composte da buzzurri, anteposti alla “creme de la creme” dei cacciatori italiani, ma sono solo fisime mentali della nostra fattiscente civiltà in indecoroso declino e, se mi si consente, fanno parte dei forti segnali di decadenza dell’Italia e, forse, dell’Europa.
    Non è vero?
    Sarà, ma quando leggo che si disquisisce sulle metodiche “etiche” relative all’accoppamento (non ho scritto abbattimento) di una beccaccia, penso alla Brambilla che accarezza le orecchie dell’asino, a Rita Dalla CHiesa che caldeggia il collocamento di un cucciolo abbandonato, durante i Forum televisivi o ai pistolotti finali del TG2, del TG di Italia 1, del TG5 sul cucciolo salvato e su coglionerie del genere che ci collocano, di fatto e di diritto, tra i popoli più rammolliti e in decadenza del pianeta.
    Senza dimenticare che per ogni ca@@o di cucciolo di mer@a abbandonato, ci sono decine di bambini, FIGLI DI DIO, che ogni giorno, su questo pianeta di mer@a, in questo paese di mer@a muoiono di fame.
    Pensa tu quanto ca@@o mi frega, a me se una beccaccia muore abbattuta sotto ferma di un Setter di alta genealogia o sotto la schioppettata di un fortunato cacciatore serale ( o mattiniero).
    Questo , senza nulla togliere al bene che vi voglio, al massimo rispetto che nutro per voi ed alla stima che ho nei vostri confronti (parlo di te e degli altri che ci leggono).
    Perdonatemi, ma nutro il forte sospetto che l’etica presunta e il disprezzo per l’essere umano stiano portando, a grandi passi, questa società e privilegiare le bestie e discapito degli UOMINI. Io non ci sto !
    Volete abbattere una beccaccia, al passo, con il cane da ferma o da cerca, allo schizzo? Bene, fatelo ed abbiater ben chiaro il limite tra voi e un animale, pur mantenendo un rispetto dato dalla superiorità umana nei confronti delle bestie. Fate che il sorpasso non avvenga MAI !
    Cari Saluti
    :wink: :wink: :wink:

    • Argo scrive:

      Bravo Luca. Concordo con te. Fermo restando che quella alla beccaccia è una forma di caccia come tutte le altre, ritengo che il suo prelievo debba avvenire principalmente con l’ausilio del cane ma questo non può essere motivo di denigrazione se qualcuna viene presa alla posta. Tu, come me, non hai certamente bisogno di fare la posta alla beccaccia, visto che cacciando in Sardegna il territorio è per cosi dire “vocato” in considerazione della selvaticità dei luoghi e ancora non parchizzati, ma chi in altre parti d’Italia si trova a dover cacciare in terreni resi sterili da arature con relative monocolture, cosa deve fare per avere un minimo di soddisfazione venatoria visto che buona parte del territorio “vocato” è stato interdetto alla caccia con parchi e oasi demenziali. Basta con questa idiozia della caccia etica e sostenibile. Del resto, vorrei sapere cosa c’é di sostenibile nella Brambilla che accarezza le orecchie dell’asino o di Legambiente, Arci, Wwf, Lipu, ed altri che si rifiutano di far cacciare le cornacchie nel tentativo di sottrarre selvaggina alla caccia. Ma è colpa nostra se ci hanno obbligato a prelevare la beccaccia alla posta, o andare a caccia all’estero? Politici cialtroni, animalisti menteccati, e associazioni venatorie incapaci di intendere e volere, nessuna responsabilità?

      Saluti
      Argo

  28. Giacomo Cretti scrive:

    Io invece credo che “la concessione al prelievo venatorio” ci ponga in una posizione di particolare attenzione nei confronti delle specie selvatiche. Come cacciatori abbiamo il dovere di preoccuparci dello stato della fauna selvatica attraverso una gestione attenta e, in quanto gentiluomini, etica. Io ho ripetuto più volte che non accuso il cacciatore di tordi o di colombacci che di regala una preda “nobile” ma con coloro che ne fanno oggetto di commercio mirato, come quelli che ultimamente a Ponza hanno accredito gli uomini della forestale mentre bracconavano tortore e quaglie di entrata a Ponza. Sono queste persone che rovinano la categoria e mettono in crisi la sopravvivenza della fauna selvatica. Non sono eroi ma fuorilegge. La posta premeditata agisce a fine stagione su animali che hanno acquisito qualità elusive colpendoli nel momento in cui sono più indifesi. Ognuno la pensi come vuole ma io la vedo così! Buonanotte

  29. Caro Giacomo, vai tranquillo, che la vedi bene, te lo dice uno che conosci ormai da molto tempo e che esercita la caccia alla Beccaccia da oltre 50 anni con il cane da ferma. Non so se questa te l’ho mai raccontata, nel dubbio te la racconto adesso. La prima Beccaccia che ho accarezzato rimanendo estasiato dalla sua incomparabile, misteriosa bellezza, l’ho presa, circa 50 anni fa, all’aspetto, allora non era vietato e alcuni amici, con i quali avevo fatto il rientro ai tordi, proposero di “aspettare” la Beccaccia. Io non sapevo neppure cosa fosse “l’aspetto” e che tipo di uccello poteva essere quello che, all’Ave Maria, ci accingevamo ad insidiare. Come capita sempre in questi casi, fui proprio io a fermare per sempre il suo fantastico volo. Fine prima parte. Vuoi sapere come è andata a finire la seconda parte? Ebbene, il giorno dopo ho telefonato al Cav.Vincenzo Boscato, titolare dell’Allevamento delle Vallate, a Brazzano di Cormons, in Provincia di Gorizia e, nel giro di 48 ore, è arrivata a casa “Bora delle Vallate”, una cucciolina setter inglese tricolore di due mesi, che ha finito poi per diventare la mia prima vera compagna di caccia e, soprattutto, COLEI CHE MI HA FATTO CAPIRE IMMEDIATAMENTE, CHE LA REGINA DEL BOSCO, non poteva essere giustiziata a tradimento, ma andava CERCATA, CORTEGGIATA E CONQUISTATA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CON IL CANE DA FERMA. Qualsiasi altra forma di prelievo, a prescindere da ogni possibile divieto, Caro Giacomo, è assolutamente inaccettabile e quindi da condannare senza appello. Non ci sono scusanti che tengono. Nemmeno quella che si vorrebbe far passare per buona e riconducibile allo stato in cui è ridotta attualmente la caccia nel nostro Paese. Semmai, se siamo veramente quello che diciamo sempre di essere, dovremmo adoperarci per salvare almeno quel poco che ci resta ancora da salvare. Altrimenti possiamo anche cominciare a pensare di appendere la nostra amata doppietta al classico chiodo. Io, Caro Giacomo, anche per una semplice questione di calendario, non dovrò attendere molto, ma gli altri amici?……..
    Un forte abbraccio e..arrivederci a CA.PE.TAV, tra qualche giorno.
    Ciao.
    diego.

  30. “Così mi chiedo: e se un giorno arrivasse la richiesta, legittima se ne facciamo una questione di numeri, da parte dei Paesi interessati al passo e allo svernamento della beccaccia, di una chiusura, o se volete di un ridimensionamento, della caccia alla beccaccia in Francia e in Italia?”

    Giacomo, continuo a condividere tutto…o quasi tutto ma…..l’interrogativo con cui hai chiuso il tuo ottimo editoriale, più che una provocazione, mi sembra un tentativo di ricatto su…..commissione!!
    Perdonami la franchezza, ma…..
    Un forte abbraccio.
    diego

    • Giacomo scrive:

      Non ti arrabbiare Diego ! :D Giacomo lo dice solo per agitare le idee…….. E’ il suo lavoro. Sa bene come stanno le cose……. :wink: Salutiamo.

      • Giacomo scrive:

        Comunque se è per agitare le idee io avrei una proposta da fare per salvare secondo me un pò tutta la situazione beccaccia incominciando a prendere dei provvedimenti che io reputo molto seri. Incominciamo a mettere una caccia di specializzazzione !! Ogni cacciatore può scegliere solo due specie durante l’anno di caccia…… che verranno segnate sul tesserino all’atto della consegna, credo che sarà un beneficio ;

        1) Per incominciare a vedere quanti sono i bneccacciai in Italia.

        2) Si ridurrebbe la possibilià di fare la posta alla beccaccia in quanto chi non la sceglie non la potrà fare assolutamente pena la sospensione della licenza almeno per tre anni.

        E’ solo una proposta che io reputo possa incominciare a salvare capre e cavoli. :roll: Salutiamo

        • Argo scrive:

          Giacomo, fai il bravo, non ti ci mettre anche tù addesso.
          1 ) Quando i selettori si accorgono che di beccacciaio ci sei rimasto solo tù, fanno in fretta ad abolire la caccia alla beccaccia.
          2 ) Se si accorgono che la beccaccia non si può prelevare alla posta, ne vietano anche la caccia con il cane.
          3 ) Aggiungo io, ti obbligano a comprarti la carabina, poi ti voglio vedere come fai a distribuire la patente di “Fumagalline” per il Web a tutti quelli che non la pensano come te. :mrgreen: :mrgreen:

          Saluti
          Argo

      • Alessandro federighi scrive:

        GIACOMO……………………….questa non si può sentire………………..continuiamo a farci autogol da soli……………….ma stà specializzazione a che serve se non a creare ancora divieti ,leggi e regolamenti……………..basta far rispettare quelli che già esistono,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,adiosu!!!!!!!!!!!!!! :cry: :cry:

    • giacomo cretti scrive:

      Nessun ricatto su commissione caro Diego.
      La mia é una risposta a quanti pretendono di modificare gli usi e le tradizioni altrui per scopi personali, sfiorando a volte atteggiamenti “colonialistici”.
      Inoltre, é un richiamo a chi, magari in buona fede, sposta l’attenzione su falsi problemi con il rischio di dimenticare quelli veri.
      La caccia all’estero può aver determinato un decremento della specie, ma i problemi sono altri: la speranza di successo di una covata di beccaccia é di un uovo su quattro (fonti ufficiali Fanpo); su una popolazione di 200 beccacce, 96 muoiono durante il primo anno 54 giovani – 42 adulti (Fonte Fanpo), ciò vuol dire che le 104 che si salvano, devono garantire la popolazione (1/4). Il ché é assolutamente possibile a meno che non intervengano questione estranee e imponderabili (mi riferisco, ad esempio, ai roghi di questa estate)
      Il tutto considerando che, ripeto, é dato acquisito dalla scienza la fedeltà alle aree di svernamento delle popolazioni. Ciao Diego

      • Giacomo scrive:

        Caro Giacomo, se ti dessero l’incarico di fare un calendario venatorio Europeo per la beccaccia, designando tempi e modi che vadano bene sia per la protezione sia per il prelievo per tutte le nazioni interessate, come lo faresti ? Credo che sia ora che tu chiarisca un pò effettivamente come la pensi secondo il tuo punto di vista…… Mi sembra che tu stia driblando un pò la situazione, non vorrei anticipare i tempi ma considerata la tua esperienza internazionale, credo che un tuo chiarimento potrebbe essere di aiuto sicuramente alla protezione della beccaccia. Ti ringrazio per la risposta.

        • Giacomo Cretti scrive:

          Il calendario venatorio europeo esiste già, ed é quello che fa riferimento agli allegati, keyconcept etc della 79/409, nato dall’incontro dei tecnici delle singole nazioni aderenti nel comitato ornis.
          Poi ci sono le deroghe per le singole nazioni – da noi inserite nella 221/2002 – che modificano secondo tradizioni e problemi legati all’esubero della specie o ai danni provocati alle attività antropiche.
          Secondo me basta e avanza, anche perché se dovessimo dare retta ai tedeschi, ad esempio, smetteremmo di andare a caccia di turditi. Oppure, dovremmo adeguarci ai Bulgari che cacciano solo il sabato, domenica e giorni festivi.
          Per rispondere all’amico che citava la Romania, posso confermare che la stagione é in funzione del passo – quindi nessuna caccia in periodo pre o post nunziale – e che anche per questa nazione, esiste un protocollo di adeguamento alle direttive europee – 1 settembre/31 Gennaio – che dovrà onorare entro tre anni.
          Infine, per quanto riguarda la beccaccia, premesso che molti Paesi del nord europa non la considerano specie cacciabile, secondo me le cose vanno bene così, perché le quote britanniche sono intoccabili, visto che la proprietà privata determina una forte limitazione sulla gestione, e poi dove non agisce il proprietario interviene ufficio nazionale della caccia; la romania é interessata da un veloce, quanto aleatorio fenomeno di passo; le repubbliche baltiche godono di un lasso di tempo limitato – ottobre/novembre, con un afflusso dall’estero – nella maggior parte francesi, italiani e spagnoli – che non supera i 2000 ospiti; e le regioni del centro sud europa, prelevano nello stesso nostro periodo. Infine c’é la Bulgaria, ma la popolazione non é la nostra, ed in ogni caso, subirà nel tempo una forte limitazione al prelievo dovuta ai costi – una beccaccia costa 25 euro – e al fatto che gli aerei non portano più di tre cani per viaggio.
          Poi ci sono i Paesi extra – Croazia, Serbia, Montenegro etc – ma di quelli non possiamo parlare perché non fanno parte dell’Unione, mentre quelli lontani – Crimea, Iran etc – dobbiamo parlarne ma nel tempo, adesso é prematuro e non avrebbe senso. Però, dato che la popolazione é euroasiatica, dobbiamo in ogni caso batterci, affinché venga rispettata e conservata.
          Ciao

        • Giacomo scrive:

          Caro Giacomo tu saresti un buon giocatore di serie se tu avessi fatto questa carriera……. con il dribling che hai sai quante reti avresti messo a segno, e il fisico te lo permetteva anche. :D Quello che hai detto, sono i limiti posti dalla CEE ai selvatici dettati dalle varie commissioni e prese per buone dalla Comunità, ( quelle Italiane sono false) e le specie vietate e non, a parte le deroghe che sono concessioni. Mi sembra che tu abbia criticato colleghi che confondono la migrazione con il passo, mentre tu mi sembra hai confuso calendario venatorio con le limitazioni per la protezione.
          Io ti avevo chiesto un calendario venatorio Europeo per la beccaccia, tenedo conto degli stati attuali comprendenti la Comunità, dove si dovevano indicare anche numero di capi e giorni di caccia non che inizio e fine calendario venatorio.
          Non mi sembra di aver visto questi numeri nel tuo post.
          Comunque ti ringrazio della risposta, sei stato gentilissimo. Adesso sappiamo con più certezza di come la vedi. :roll: Salutiamo.

        • Giacomo scrive:

          Di serie A …….. volevo dire.

        • giacomo cretti scrive:

          Forse la domanda non era chiara: tu vorresti sapere come mi comporterei io se potessi decidere e non avessi vincoli normativi?

    • Argo scrive:

      Cretti, concordo con te che il cacciatore debba essere la prima sentinella ambientale capace anche attraverso rinunce o limitazioni di salvaguardare il patrimonio faunistico, ma non posso più accettare che animalisti in malafede volutamente colgano l’occasione, come i deplorevoli fatti di Ponza, per gettare discredito sui cacciatori unificandoli volutamente con i bracconieri, ma sopratutto non è più tollerabile che pseudo associazioni venatorie sfacciatamente e senza il minimo senso del ridicolo, portino la loro solidarietà a questi finti animalisti che per mestiere, tenendo famiglia, devono campà.
      Le nostre associazioni, imparino a costituirsi parte civile contro i BRACCONIERI, ma sopratutto, si costituiscano parte civile contro Lac, Lipu, Wwf, Legambiente, Oipa, Anpa, Anpana, Arpana, Enpa ed altri, quando questi, come nel caso dell’isola di Ponza, gettano discredito sui cacciatori accomunandoli ai bracconieri ben sapendo che quelli di Ponza sono assimilabili ai delinquenti comuni, visto che, perlomeno dalle poche notizie che circolano, nessuno di loro è titolare di regolare porto di fucile da caccia. Infine, evitiamo di trovare soluzioni miracolose colpevolizzando gli altri, riducendo orarie e tempi di caccia con l’aggiunta di regole cervellotiche che alla fine favoriscono solamente questi malnati azzeccagarbugli degli animalisti di cui sopra.
      Altro che solidarietà alla Lipu e alla Lac.
      Ma per favore……

      Saluti
      Argo

      • Giacomo Cretti scrive:

        Ognuno é libero di fare quel che preferisce, solidarietà compresa. Io credo però che il problema del bracconaggio debba essere combattuto, prima di tutto, dai cacciatori che a volte fanno orecchie da mercante. Non entriamo nel merito scontato che chi é bracconiere non é cacciatore…più che ovvio, però concorderai che il fenomeno nasce da una “deviazione” della caccia.
        Ergo, basta con le ipocrisie, la Legge é dura ma é Legge, come dicevano i latini, quindi queste battaglie combattiamole prima noi che gli altri…quelli fanno il loro lavoro!
        Ciao
        Giacomo

  31. Giuseppe scrive:

    Sono d’accordo con te, per la specilaizzazione alla caccia della Beccaccia.
    Anni orsono, fui penso tra i primi, a suggerire ad un responsabile, al tempo delle Guardie Venatorie Provinciali di Catanzaro, nel fissare un orario per l’abbattimento dello Scolopacide. Oggi, sarei dell’avviso (in quanto chi va a Tordi continua ad abbattere Beccacce al passo) di autorizzare la caccia alle Beccacce solo ed esclusivamente con il cane da ferma (anche se purtroppo anche chi e’ in possesso di cani da ferma fa il passo).
    Non sono d’accordo con te, per la chiusura al 31 Dicembre, ne tantomeno ho piena fiducia sulle stime fatte, due tre milioni di beccacce l’anno, a mio avviso esagerate ed empiriche.
    Non mi sembra di notare diminuizioni di entrata, frequento la Sila Piccola e sporadicamente Monte
    Covello, ed ogni anno riesco ad alzare ed incarnierare piu’ o meno lo stesso numero di Beccacce (esco in linea di massima solo od accompagnato da un vecchio amico di caccia e con un solo cane), non voglio insegnare a nessuno, ma e’ necessario camminare tanto, conoscere bene i posti di stazionamento e di rimessa, e non e’ detto che la beccaccia la si trovi ogni anno nello stesso sito,
    siti abbondanti l’anno precedente sono del tutto deserti l’anno successivo.
    Una annotazione, Giacomo, dovresti vedere di persona cosa hanno combinato con le famose Pale
    Eoliche, vanto dei verdi e degli ambientalisti, sul Monte Covello ed alle pendici; Boschi completamente devastati e rasi al suolo, tanto da sembrare piste per aerei, QUESTO SI CHE E’ DANNEGGIARE LA SCOLOPAX RUSTICOLA.
    Grazie per l’attenzione ed un’ imbocca al lupo per la prossima stagione Venatoria.

    Giuseppe

  32. Ezio scrive:

    Nell’atc cn3 Roero, pare vogliano chiudere la femmina del fagiano da metà ottobre in poi.

    Una nuova legge di ATC.

    Detta così potrebbe pure sembrare una cosa buona e giusta.

    Peccato che questo sia uno tra gli atc piemontesi, tre in tutto su 21, ove mamma Federcaccia impone due giorni fissi ai cacciatori a settimana, invece di tre, tranne ai cinghialai, ovviamente.

    Peccato che sia uno di quegli atc ove non si permette l’appostamento fisso a gennaio ai tordi ed al gemano reale.

    Peccato che siano uno degli atc, in questo però in numerosa compagnia, ad aver speso poco o nulla da sempre e per sempre per il ripristino ed il miglioramento ambientale.

    Peccato che siano uno di quegli atc, governato e sostenuto da cacciatori/gestori che non hanno ancora capito 8O che la caccia esercitata nei modi giusti non arreca certo alcun problema ad alcuna specie.

    Peccato che questa ultima iniziativa, quella della chiusura della femmina del fagiano appunto, sarà l’ennesima ed INUTILE restrizione di cui faranno le spese i cacciatori onesti.

    Gli altri continueranno a fare come han sempre fatto, perchè non ci sarà mai alcuna legge in grado di modificare la coscienza di alcuno.

    Spero che chi oggi si sta impegnando per la salvaguardia della beccaccia abbia aperture mentali diverse da quelle dei cacciatori/gestori di chi gestisce molti atc in Italia.

    In attesa dell’ennesimo massiccio lancio di “cose strane” a luglio prossimo venturo, salutiamo!!!! :wink:

    E che Dio salvi la regina!!! Lui almeno sono sicuro che non avrà secondi, terzi, quarti….fini…. :roll: :(

    • Argo scrive:

      Pensa se dopo il fagiano femmina, gli viene in mente di vietare anche la caccia alla beccaccia femmina…… :mrgreen:

      Saluti
      Argo

      • Giacomo scrive:

        Prima la deve buttare giù………… e poi vede se tiene la pat………ina……. :P :P :P come fà quando se ne va in Grecia….. :mrgreen:

  33. “La mia é una risposta a quanti pretendono di modificare gli usi e le tradizioni altrui per scopi personali, sfiorando a volte atteggiamenti “colonialistici”.”

    Caro Giacomo, a volte e te lo dico scherzosamente, qualche provocazione, lasciala fare anche agli altri, se no che gusto c’è . Non credi? Quindi nessun ricatto, né tanto meno rifermenti di carattere personale. La nostra amicizia non me lo permette e, soprattutto, non me lo avrebbe mai perdonato. Tuttavia, provocazione per provocazione e con riferimento alla tua risposta virgolettata, ti vorrei rivolgere questa domanda:
    non ritieni che il turismo venatorio abbia, in un certo qual modo, contribuito, a far modificare gli usi e le tradizioni altrui? Io, per esempio, non sono mai stato a caccia di Beccacce in Paesi diversi dal nostro, quindi nemmeno in Crimea, ma mi si dice che in quel Paese, prima che arrivassimo noi (intendo dire cacciatori), non sapevano nemmeno cosa fosse la Beccaccia (un po’ come me, prima di quel famoso dopo-rientro ai tordi di circa 50 anni fa) e noi, “purtroppo”, gli abbiamo insegnato a conoscerla. Il resto è storia di oggi che ormai tutti conoscono. O no?
    Saluti cari a Loredana e un forte abbraccio.
    diego.

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Diego,
      che gli italiani abbiano il vizio di fare i signori con chi é più poveraccio di loro é fuori dubbio! Per anni l’amico Lugaresi ha predicato, anzi ha distribuito un vademecum ai suoi clienti, dove tra le altre cose c’era scritto di evitare di dare mance troppo esose alle guide e soprettutto cartucce perché, per ognuna di queste ci sarebbe stato un selvatico in meno l’anno successivo.
      Però io credo che la storia si ripete in tutto il mondo. Quando 35 anni fa io andavo in calabria, c’era ancora chi accompagnava i cacciatori forestieri a fronte di una mancia; così come a Fondi, dove, ancora negli anni ottanta la maggior parte dei locali non aveva un cane degno di questo nome e si dedicava a pollastre – rallidi – e anatre. Poi le cose sono cambiate, il livello economico é aumentato così la cultura cinofila che si é diffusa e i locali hanno smesso di accompagnare i forestieri per conservare i “loro” selvatici” e cacciarli con cani di grande lignaggio. E’ la storia del mondo caro Diego, ecco perché mi sono arrabbiato con alcuni lettori e ho usato il termine “colonialista”. Come si fa a pretendere che gli altri Paesi, in particolare quelli meno abbienti, debbano smettere di cacciare le beccacce per il semplice motivo che così, da noi, ne arrivano di più? Tutto qui
      Un abbraccio a te e a Ivana e ci si vede a Bastia

  34. Argo, al punto in cui siamo, ci si deve aspettare di tutto!! Tuttavia, ti vorrei far notare che, sulla base della mia modesta, cinquantennale esperienza venatoria, la proposta di vietare il prelievo del fagiano femmina non mi scandalizzerebbe più di tanto e ti dico subito perchè.
    Perchè una volta (30 – 40 anni fa) nelle riserve private con la erre e la pi maiuscola alle femmine era possibile sparare solo con …..il contagocce, in pratica era possibile prelevare solo i maschi. Ebbene quelle riserve erano sempre piene di fagiani. Ora, purtroppo, anche quelle riserve non esistono più e, guarda caso, non esistono più….nemmeno i fagiani.
    Saluti.
    diego.

  35. Caro Ezio, perfettamente d’accordo.
    Ciao.
    diego.

  36. ennio scrive:

    Sig. Cretti, forse non si sparano alle allodole in Romania?…alle cesene ?…… così pure nei paesi balcanici???….anni fa si che non si cacciavano…infatti se ne vedevano molte di più….e Lei che tanto gira per i filmati di caccia dovrebbe ben saperlo….in fondola la caccia alla piccola selvaggina in molti paesi l’abbiamo esportata noi(voi…)
    Sa Sig. Giacomo se avesse anche Lei la” fortuna” come me e tanti altri di cacciare nel proprio orticello…. caricare il fucile all’uscita e torgliere sempre le stesse cartucce dall’arma per giorni e giorni,forse si ricrederebbe anche Lei….!!!!
    Non me ne voglia………..
    Con cordialità.

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Ennio,
      ti ricordo che io vado a caccia in Italia, e occasionalmente all’estero. Per 36 anni ho cacciato allodole, tordi, beccaccini, beccacce, galliformi e anatre in Italia, dove e quando ho potuto. Quindi ti garantisco – diamoci del tu come si fa tra cacciatori – che conosco aihmé bene il problema.
      Intanto ti ho copiato una parte di una risposta nella quale avevo inserito la tua domanda.
      “Per rispondere all’amico che citava la Romania, posso confermare che la stagione é in funzione del passo – quindi nessuna caccia in periodo pre o post nunziale – e che anche per questa nazione, esiste un protocollo di adeguamento alle direttive europee – 1 settembre/31 Gennaio – che dovrà onorare entro tre anni.”
      Quindi ti confermo che tutte le nazioni dell’Unione devono recepire la direttiva 79/409 e produrre calendari adeguati.
      Per quanto riguarda l’Albania (unico paese balcanico dove si possa sparare le allodole)…no comment. Però ti confermo che in tutte le altre nazioni Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia, Bulgaria, Montenegro etc. le allodole e i tordi sono vietati.
      A presto
      Giacomo

      • ennio scrive:

        ….ehhhh beato te che hai potuto cacciare dove hai voluto…io invece no,ho solo cacciato quando volevo ,ma non dove avrei voluto……….haimè.
        Però non dirmi che non hai cacciato all’estero….ho visto tanti tuoi filmati su sky……direi tutti.
        Per quanto riguarda la Romania non si è mai adeguata….anche perchè oggi più che ieri hanno messo al primo posto l’aspetto economico…gli operatori turistici abbondano.Io ci sono andato negli anni successivi alla caduta di Ciausescu….ancora non erano organizzati,niente capanni,niente richiami, pochissime imbarcazioni….selvaggina ovunque e tanta… troppa, in particolare gli anatidi,ma mi pare di capire che anche lì il turismo venatorio ha ridotto sensibilmente la selvaggina!!!… però posso affermare che allora non si cacciava la piccola selvaggina..(allodole,cesene..) poi come si suol dire “il soldo ha fatto l’uomo ladro”…….
        Sempre con cordialità….

        • Giacomo Cretti scrive:

          Caro Ennio,
          e chi ha mai detto di non essere andato a caccia all’estero? Ti riporto quanto ho scritto nel precedente post: “Caro Ennio,
          ti ricordo che io vado a caccia in Italia, e occasionalmente all’estero”. Per motivi legati alla mia attività giornalistica, frequento l’estero, di media, quattro settimana a stagione, il che rapportato alle 22 settimane a disposizione significa circa il 18% della mia attività. Il resto me la sparo tutta in Italia. La caccia all’estero può aver agito sul patrimonio migratore, ma secondo me, non in maniera determinante. Infine, sulla questione dei cambiamenti, é tutto normale. Pensa che lo scorso anno, durante una passeggiata a caccia chiusa in Macedonia, ho trovato un po’ di asparagi selvatici…che i locali non conoscevano. Non li ho raccolti, però basterà il primo italiano ad offrire una frittata e tutti i macedoni impareranno. E’ nella natura dell’uomo. Del resto noi non avremmo conosciuto i pomodori ed il mais se qualcuno non li avesse importati. A presto Giacomo

  37. Argo scrive:

    Cretti.
    Visto che il bracconaggio colpisce in primis proprio il cacciatore, concordo sulla necessità che il cacciatore sia in prima linea nella lotta al bracconaggio, ma nel caso, per esempio, che incroci in un cacciatore che, sempre per esempio, spara ad una beccaccia alla posta, o preleva un qualsiasi pezzo di selvaggina non consentita, nei tempi o nei modi stabiliti, mi spieghi con quale serenità d’animo posso denunciarlo alle autorità preposte, ben sapendo che immediatamente saltano fuori i soliti ambientalisti che stumentalizzando il fatto, non perdono occasione per poter gridare allo scandalo indicando nel cacciatore, in generale, il principale responsabile della deriva ambientale in cui viviamo, senza fare distinzione alcuna e con il consenso dei soliti scribacchini abituati allo scoop facile e senza tema di contradditorio?
    Anni fà trovandomi in una zona di passo di tordi, ad un certo punto sento delle vocie che, più o meno tutti, insultavano qualcuno reo di aver abbatuto qualcosa che non doveva. Qualche tempo dopo incontro un mio amico che mi racconta quello che era successo: aveva abbatuto un falchetto ( non credo che lo avesse fatto apposta, visto l’affollamento di cacciatori in zona ). Gli chiedo perché i presenti non lo abbiano segnalato alle autorità preposte e lui mi risponde: Perché, non ti bastano le guardie che ti perseguitano per ogni fesseria? Non ti bastano gli animalisti che non perdono occasione per dipingerti come un criminale? Non ti basta come ci hanno ridotti, costretti a viaggiare con il fucile in una mano e il codice penale nell’altra?
    Quel giorno, caro Giacomo, ho capito il perché in certe aree geografiche la gente, difende meglio la criminalità organizzata piuttosto che lo stato legale. Non perché il criminale organizzato, sia più bello, più gentile o più buono. Solo perché non c’é giustizia.

    Saluti
    Argo

    • Giacomo Cretti scrive:

      Scusa Argo, ma questa deriva non la condivido. Io resto nella legalità, combatto per la mia, la tua libertà, ma nel rispetto delle regole. Altrimenti si innesca una spirale dalla quale non usciamo più fuori. Ciao

  38. Argo scrive:

    Baccarelli, Daccordo che vietare il prelievo del fagiano femmina, possa essere una soluzione per la sua tutela, ma siamo sicuri che poi il tutto non finisca in bocca alle volpi, alle cornacchie, alle gazze o ai gabbiani, chiaramente se non proprio i riproduttori, la loro prole cominciando dalle uova?
    La tua osservazione è giusta ma, non sarebbe il caso di aprire un contenzioso con i soliti animalisti che tentano con ogni mezzo di difendere i cosidetti “nocivi”, ben sapendo che una cornacchia in più per loro, un fagiano in meno per i cacciatori, mentre per noi è chiaramente il contrario? Lo sò che dobbiamo essere i primi a dover rinunciare a qualcosa per la conservazione del patrimonio faunistico, ma non possiamo essere sempre i soli.

    Saluti
    Argo

  39. Caro Ezio, più sopra ho scritto di essere perfettamente d’accordo con te per quanto attiene l’argomento relativo al prelievo della femmina di fagiano, ripensandoci, lo sarei un po’ meno quando affermi che, IN QUESTO CONTESTO, definire la proposta ridicola è un eufemismo….
    Vedi Ezio, il discorso ci porterebbe molto lontano e andrebbe a toccare argomenti estremamente importanti quali, per esempio, la rarefazione dei ceppi genetici e relativo inquinamento con indebolimento della specie, la ridotta capacità di difendersi e di riprodursi, la moltiplicazione dei predatori, la distruzione degli habitat, la trasformazione dell’agricoltura con l’avvento della meccanizzazione e l’uso degli antiparassitari, il prelievo venatorio che, oltre agli interessi, ha spesso consumato anche il capitale e…chi più ne ha più ne metta.
    Stando così le cose, quale può essere l’alternativa, se non quella di provare a ripercorrere la vecchia strada, quella dei nostri padri e dei nostri nonni che, all’inizio di dicembre, smettevano si sparare alla lepre e alle piccole brigate di starne, perché quelle dovevano servire a ripopolare il territorio per la prossima stagione venatoria. E fino a quando le cose sono andate così la presenza della selvaggina era garantita.
    Oggi, nonostante tutti i mezzi e le risorse economiche che abbiamo, conosciamo tutti qual’è la situazione. E allora, Caro Ezio, perché non provare? Vuoi sapere una cosa? Io ci ho provato. Ci ho provato in quel piccolo centro privato che ha ospitato l’allegra cacciata con gli amici Giulio e Francesco e fino a quando ho risparmiato le femmine di fagiano, nonostante le volpi a due e quattro zampe, sono riuscito a mantenere una buona presenza di selvatici all’interno del centro. Quando ho iniziato (negli ultimi due-tre anni) a prelevare anche le femmine (meglio io che i bracconieri), sono cominciati i guai, nel senso che, nonostante i massicci ripopolamenti effettuati, di covate niente e di fagiani adulti ….una miseria.
    Quest’anno, se non avrò problemi con il proprietario del terreno e se riuscirò a ricostituire una discreta presenza di fagiani, mi sono ripromesso di tornare all’antica e di risparmiare tutte le femmine, anche a costo di farmi azzannare dai miei setter in ferma.
    Cordialmente.
    diego.

  40. Errata corrige; “smettevano si sparare alla lepre e alle piccole brigate di starne”…
    Leggasi di sparare,

  41. .Argo, hai perfettamente ragione, per cui condivido in pieno le tue argomentazioni, io però, come tu stesso ammetti, non ho assolutamente torto. Quindi bisognerebbe cominciare ad agire subito su ambedue i fronti per avere risultati tangibili. Alla fin fine rinunciare anzitempo a sparare a qualche femmina per avere la possibilità di prelevare qualche maschio in più, non sarebbe poi nemmeno una rinuncia. Non credi?
    Cordialmente.
    diego

  42. Luca Davide Enna scrive:

    Vorrei fare osservare che una cosa è il bracconaggio ed un’altra è la caccia alla posta. Quantomeno, l’atto della caccia alla posta “potrebbe” (uso il condizionale) essere considerato bracconaggio solo laddove (in quei Paesi nel quale) esso sia esplicitamente vietato dalle norme, se ciò non avviene, ovvero ove non vi siano norme specifiche, non si può considerare bracconaggio “tout court”, ammeno che non abbiamo intenzione di infilarci nei meandri dell’”etico” e del “non etico”, rischiano così di infilarci in un “cul de sac”, per non parlare dei cacciatori italiani di oggi che si trovano con un “sac nel cul”…
    8O 8O 8O :lol: :lol: :lol:

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Luca,
      non si tratta di etica, ad una beccaccia non interessa se muore alla posta o sotto la ferma del cane ma, come ho già detto, di scegliere tra una e l’altra perché entrambe la specie non le regge.
      Per quanto riguarda la pratica della posta, ti ricordo che la maggior parte delle nazioni che la praticavano – sempre per questioni legate alla gestione degli ungulati – la stanno vietando, come l’Ungheria che, in ogni caso, concedeva un tetto limite di abbattimento di circa 6000 individui. Ciao vecio

      • Luca Davide Enna scrive:

        Caro Giacomo,
        così la discussione ci porta lontano, anche se ritengo che lasciare l’etico per il biologico o il “bioetico” si rischioso assai. :wink:
        Giacomo G., poco sopra, ha citato dati FIdC e ricerche Weatlands (senza ricordare l’impegno di Garavini in materia). Non cito l’ISPRA poiché a breve uscirò in collaborazione con due amici con un editoriale nel quale mostreremo le lacune dell’ISPRA. La popolazione di beccacce, dunque è stabile, quindi, se uno ammazza una beccaccia alla posta o una con il cane , non cambia nulla.
        Trasferendo numericamente in un ipotetico calendario ciò che affermo si potrebbe dire che: se si fissa in cento beccacce annuali concesse a ciascun cacciatore ed esse, rispettando i numeri (periodo ipotetico di terzo o quarto tipo giacché vorrei conoscere, in Italia quei cacciatori i quali riuscirebbero ad abbattere, in una stagione, cento beccacce) sono abbattute alla posta o con il cane, CAMBIANDO L’ORDINE DEGLI ADDENDI IL PRODOTTO NON CAMBIA.
        Se le beccacce concesse, annualmente fossero settanta, sessanta o cinquanta (numeri, comunque, elevati) sarebbe l’istesso ( licenza letteraria).
        Meditiamoci su e poi finiamola cona la pippalomania sulle beccacce con il cane o alla posta e con la presunta nobiltà dei codaioli.
        8O :lol: :lol: :lol:
        Ciao Vecio Matador di beccacce

        • Giacomo Cretti scrive:

          Il ragionamento non fa una piega, anche se, allo stato attuale, il carniere medio é di una beccaccia e mezza a cacciatore (FAMBO 800000/1000000 beccacce l’anno circa abbattute in Italia).
          Ma mi chiedo e ti chiedo, come fai a verificare il rispetto dei numeri?
          Ciao

        • Luca Davide Enna scrive:

          Con gli stessi sistemi che adotteresti per verificare i numeri delle beccacce abbattute dai codaioli… :wink:

  43. Dopo che l’hai conosciuta – la Beccaccia – a prescindere dalla Legge, la puoi solo cacciare con il cane da ferma. La posta può solo soddisfare l’appetito!!!
    diego.

  44. Luca Davide Enna scrive:

    DOV’E’ SCRITTO CHE LA 409/79 PREVEDE L’APERTURA AL 1° SETTEMBRE E LA CHIUSURA AL 31 GENNAIO?

    DA NESSUNA PARTE.
    CERCHIAMO DI SMETTERLA CON LA VISIONE ITALOCENTRICA DELLA CACCIA.
    :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  45. Luca Davide, ma da voi la Legge 157/92 non viene osservata? La caccia da “appostamento” alla Beccaccia è consentita? Perchè, se così non è, non vedo come tu possa DIFENDERE questa forma di caccia senza incorrere……..in infrazione….O no?……..
    Cordialmente.
    diego.

  46. Luca Davide Enna scrive:

    Diego Carissimo,
    tu hai troppa esperienza sulle spalle ed acume intellettuale per non aver capito…VECCHIA VOLPE :wink: :wink: :wink:
    Comunque, se mi consenti, lo spiego a quegli amici che, magari per la fretta non lo avessero compreso.
    Premetto che caccio la beccaccia con il cane da ferma , Setter Inglese, oggi, Setter e Kurzhaar, fino a ieri (il Kurzhaar l’ho accantonato perché in lui prende il spravvento la foga per il cinghiale).
    Detto ciò, la mia è una difesa della libertà di caccia. La libertà di caccia non può essere normata.
    Ti faccio un esempio. Se ad allodole è consentita la caccia alla borrita e quella con gli specchi e le civette, troverai qualcuno che aborrisce gli specchi (inganni” e preferisce cercare di abbattere le allodole alla borrita pur sapendo che ne prenderà di meno, lo stesso dicasi con le anatre all’alzata e la posta nei chiari con i richiami: ci sono persone alle quali non piacerebbe la posta nei chiari e preferisocno fare l’”alzata” alle anatre e magari poi andare a cercarle lungo i fossi.
    Sicuramente si ammazzano (nelle zone vocate) più beccacce con il cane che alla posta, con l’aggiunta che la 157/92 vieta la posta alla beccaccia (la Sardegna non fa eccezione), però non mi sento di condannare chi prende una, due o tre beccacce in un anno, magari alla posta e lodare come indice di grande sportività chi ammazza ottanta beccacce con il cane, magari uccidendone quindici o venti in una sola giornata…
    T’è capì? :roll: :wink:
    Un cordiale abbraccio
    L.D.E.

    • Ezio scrive:

      Ma scusa Luca… a te è mai capitato di aver abbattuto 20 bekke in un giorno??? 8O 8O

      Come e dove caccio io per ottenere un carniere del genere dovrei alzarne 60 (sessanta) in una giornata!! :roll:

      Comunque, trascurando la spinosa questione etica, bisognerebbe semplicemente iniziare a fare qualche calcolo….ammesso che serva a qualcosa.

      Della serie: “quanti sono i cacciatori in Italia che cacciano bekke con il cane da ferma??” …”quanti anni hanno in media e quanti di loro cacciano bekke in modo esclusivo??” … ecc ecc

      E poi, dii contro::”quanti sono i cacciatori in Italia che fanno la posta ai tordi e/o similari e non disdegnano di portarsi a casa due o tre bekke a stagione abbattute in quel modo per “caso”??” … :roll:

      Fermo restando il fatto che, ribadisco, pur non tirando in ballo nessuna questione etica, la caccia alla posta alla bekka in Italy è illegale, o almeno lo è ancora, perciò il discorso non dovrebbe avere alcun motivo d’essere.

  47. Carissimo Luca,
    innanzi tutto ti ringrazio per la stima che, ancora una volta, con grande generosità, mi hai voluto manifestare e, attestati del genere, ricevuti da te, fanno particolarmente piacere.
    Nel merito del…..problema, credo che l’amico Ezio, per larga parte, ti abbia già risposto, per cui non starò qui a ripetermi, ma almeno una me le dovrai consentire.
    La forma di caccia. Ebbene, visto che anche tu corteggi la Beccaccia o, se vogliamo, la Regina (rende meglio l’idea) con il cane da ferma e che con il cane da ferma di selvatici veri c’è rimasto ben poco da cacciare, non ritieni che, anche alla luce degli incontri sempre più rari che dobbiamo registrare con questo splendido selvatico, voler continuare, come fai tu, a tollerare il comportamento ILLEGITTIMO dei “postaroli”, non sia cosa buona e giusta? E non mi dire che per te non fa nessuna differenza insidiare la Beccaccia con il cane da ferma, o prelevarla a tradimento. perché , conoscendo anche i tuoi sani e saldi principi, non ci credo.
    Con un caloroso abbraccio e rinnovata stima.
    diego.

  48. Errata corrige: …ma almeno UNA BATTUTA me la devi……..
    Chiedo venia

  49. Caro Luca, il giochino del copia e incolla mi ha fatto un brutto scherzo pubblicandomi il testo non corretto. Ti prego di leggere il seguente. Scusami.
    Carissimo Luca,
    innanzi tutto ti ringrazio per la stima che, ancora una volta, con grande generosità, mi hai voluto manifestare e, attestati del genere, ricevuti da te, fanno particolarmente piacere.
    Nel merito del…..problema, credo che l’amico Ezio, per larga parte, ti abbia già risposto, per cui non starò qui a ripetermi, ma almeno una battuta me le dovrai consentire.
    La forma di caccia. Ebbene, visto che anche tu corteggi la Beccaccia o, se vogliamo, la Regina (rende meglio l’idea) con il cane da ferma e che con il cane da ferma di selvatici veri c’è rimasto ben poco da cacciare, non ritieni che, anche alla luce degli incontri sempre più rari che dobbiamo registrare con questo splendido selvatico, voler continuare, come fai tu, a tollerare il comportamento ILLEGITTIMO dei “postaroli”, sia sbagliato? (e a prescindere dall’etica venatoria)? E non mi dire che per te non fa nessuna differenza insidiare la Beccaccia con il cane da ferma, o prelevarla a tradimento. perché , conoscendo anche i tuoi sani e saldi principi, non ci credo.
    Con un caloroso abbraccio e rinnovata stima.
    diego.

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