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la caccia di primavera a Malta

| 7 aprile 2011 | 32 Comments

TortoraLA CACCIA DI PRIMAVERA A MALTA

I membri della Federazione per la Caccia e la Conservazione di Malta (FKNK), nell’applicazione della Licenza Speciale per la caccia alla Tortora e alla Quaglia in periodo primaverile, concessa dopo varie negoziazioni dal Governo maltese, dovranno attenersi alle severe regole di seguito indicate: – La stagione di caccia fissata va dal 13 al 30 aprile compresi. – Il limite massimo di prelievo per tutta Malta è di 9.000 Tortore e 2.500 quaglie. – Il prezzo della Licenza Speciale è di € 50,00. – La caccia è permessa da due ore prima dell’alba alle 15.00, dal lunedì al venerdì e il sabato da due ore prima dell’alba a mezzogiorno. Non si può cacciare la domenica e durante le Festività. – Il limite di prelievo individuale va da un esemplare al giorno a un massimo di 4 a stagione.
Qualora il limite nazionale consentito per una specie venga raggiunto prima del 30 di aprile, la caccia a quella determinata specie dovrà immediatamente cessare. – Dopo aver prelevato un soggetto, il cacciatore dovrà inviare un sms all’autorità competente e segnare il prelievo sul tesserino venatorio prima di aver lasciato la zona di caccia. È il motivo per cui chi non possieda un cellulare, non potrà conseguire questa Licenza Speciale. – I possessori di Licenza Speciale devono indossare una fascia identificativa al braccio e portare con loro la licenza durante la caccia. FKNK non si spiega perché il calcolo sull’1% del criterio di mortalità, così come chiaramente stabilito nella Guida Interpretativa alla Direttiva “Uccelli” pubblicata dalla Commissione Europea, non rispecchi i limiti di prelievo nazionali ora imposti.
A tal proposito è opportuno ricordare la Malta Declaration del 12 luglio 2008 laddove si affermava da parte di FACE Med e AECT che “il principio di sussidiarietà è stabilito e riconosciuto dall’Unione Europea con il trattato di Maastricht” e che “questa situazione unica, legata all’isola di Malta, non dovrà costituire un precedente per gli altri Paesi europei” Inoltre, vista la particolare e imprevedibile natura delle migrazioni delle due specie, FKNK ritiene che i limiti giornalieri e stagionali stabiliti siano davvero assurdi e che il divieto di cacciare la domenica e durante le Festività e il divieto di catture vive siano molto discriminatori.
Infine, pur non essendo d’accordo con le varie condizioni di applicazione della deroga (costo compreso), che purtroppo non lascia molto spazio ad altre discussioni, FKNK afferma che l’applicazione di quest’anno sia un po’ meglio di quella dello scorso anno (sei giorni e solo per 2.500 cacciatori su 10.000).
(Lino Farrugia – Segretario Generale FKNK)

Category: .In Evidenza, ANUU, Curiosità, Generale

Comments (32)

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  1. Giacomo scrive:

    Il prezzo della Licenza Speciale è di € 50,00. -
    ——————————————————————-
    8O Bravi così si fa !! 50 Euri di tassa e 4 quaglie in tutto…….. Malta viene gestita bene non c’è che dire.
    E in base a quali dati mettono fuori questo prelievo ? Se lo facessero in tutta Italia chisà quanti soldi di tasse intascherebbe il governo………. :D Salutiaaamo.

    • EMy 74 scrive:

      Caro Giacomo ho seguito un pò la situazione e provo a riassumerterla brevemente.
      Malta è l’unico stato della comunità europea che è autorizzata alla caccia primaverile alla tortora e alle quaglie’,(dopo un lungo contenzioso europeo dato che la direttiva esclude esplicitamente la caccia primaverile),perchè ha dimostrato che l’isola è interessata esclusivamente dallla migrazione primaverile (non vi è passo autunnale) e quindi ha richiesto la deroga con tutto ciò che questa comporta.
      La quantità dei prelievi per questo tipo di deroga viene calcolata sull’ 1% del criterio di mortalità (come ad esempio nelle deroghe in veneto) ed è determinata in base ai dati scientifici che fornisce il paese richiedente.
      Ciao

  2. massimo scrive:

    Ma due ore prima dell’alba dove vanno a civette e gufi,
    Apertura della caccia ad aprile a quaglie e tortore, una vergogna una caccia anacronistica fuori dai tempi e dalla gestione, ma chi non ha il telefonino come lo manda l’sms , fa i segnali di fumo,
    e chi si dimentica di inviarlo ? E chi è che dice quando si sono raggiunti i capi previsti ?
    ma boh !!!
    Cordialità

    • Giacomo scrive:

      Ma due ore prima dell’alba dove vanno a civette e gufi
      ————————————————————————-
      Massimo una volta tanto tempo fa nel Cilento le quaglie le prendevano di notte con vento di Nord-Est quando le coste Cilentane in queste notti si riempivano di migliaia di quaglie durante la migrazione post nuziale. Oltre alla caccia di giorno chi allora non poteva permettersi la licenza, le prendeva con torcia e coppo scovandole nell’erba con le torce e prendendole con il coppo. Ne prendevano tante da riempire le anfore di creta mettendole con la sugna dopo averle ripulite e prendendole poi all’occorrenza durante l’anno. Si racconta che in quelle notti le coste del Cilento oggi Parco Nazionale si illuminavano come se fosse una fiaccolata. Chisà che anche a Malta per mettere quell’orario che ti fa meraviglia 8O non la conoscono anche loro la storia………. :D :D :D :roll: :wink: Salutiamo

      • massimo scrive:

        Una volta Giacomo,che come specifichi bene, e poi aggiungi quando non era Parco del Cilento, la caccia ora è cambiata, la caccia deve essere biologicamente sostenibile, confortata da studi certi.
        Siamo nel 2011 Giacomo, chi vive di ricordi non ha futuro !!!!
        Cordiali saluti

        • Giacomo scrive:

          Massimo tu ti sei posto una domanda ed io in un certo qual modo ho cercato di illuminarti…….. Il resto bisognerebbe chiederlo a loro il perchè delle due ore prima dell’alba, il dubbio ce l’ho anche io. :D
          Per quanto riguarda la caccia Biologicamente sostenibile io sono sempre stato d’accordo in special modo se si fà riferimento anche all’ambiente. Credo comunque e crederò sempre che non si voglia arrivare alla caccia di una volta, non, che non è più possibile, proprio perchè ancora si cerca di fare caccia sostenibile con produzione di polli colorati, e non si vuole mettere mano da parte di tutti e dico tutti !!! Allo studio con mezzi modernissimi della migrazione e del censimento. Gli altri lo fanno.
          Sono proprio in primis gli habitat che i parchi hanno rovinato, credendo che lasciandoli al loro destino avessero salvato capre e cavoli. Il resto credo lo sai benissimo. Salutiamo

    • andrea ge scrive:

      Vergogna ed anacronismo potevi tranquillamente risparmiarteli, dovresti invece rispettare le tradizioni altrui, soprattutto quelle di chi non si conosce. Ma già, grazie ai soloni del verbo ormai vale solo il preconcetto e il pregiudizio. Io conosco molte altre “vergogne” ma mi guardo bene dall’esprimerle sul sito. Per quanto riguarda Malta io sto con i maltesi, così come fino a metà degli anni settanta stavo con i cacciatori meridionali, sulle tradizioni dei quali, in nome di un non ben identificato politicamente corretto, tutti hanno sputato. Tutti ma non certo io, dopo 35 anni ancora sento il richiamo della “passita”, con grande rimpianto e nostalgia, consapevole che il fucile mai ha fatto danni ai migranti appunto nel momento del passo e del ripasso. Quello a cui spari oggi, se non lo prendi, risparerai forse sei mesi dopo……….Altre cose sono ben peggiori, riflettici. Senza rancore Andrea.

      • massimo scrive:

        Nessun rancore Andrea, ma mi ripeto alcune forme di caccia non sono più sostenibili, figuriamoci sparare ad aprile, lo trovo fuori da ogni logica di conservazione, le cose cambiano e se prima si cacciava fino a marzo, e ancora prima era concessa anche in Italia la caccia primaverile, spero concorderai con me che questo non può essere più possibile, concordo pienamente che il fucile non è la causa principale della rarefazione dei migratori, ma si deve impostare
        un giusto prelievo, in tempi biologicamente corretti, perchè dalle situazioni sopracitate sono passati tanti anni, l’ambiente i migratori sono profondamente cambiati, come abitudini ahimè come numero, mentre l’ambiente ha subito mutazioni significative che hanno accentuato il calo di numero di varie specie fra cui tortora e quaglia, e ne ha visto esplodere altre cornacchia grigia,storno,gazza.
        La natura, i migratori ,si evolvono noi dobbiamo fare lo stesso, e dobbiamo modificare l’attività venatoria di conseguenza.
        Cordiali saluti

    • Alessandro Federighi scrive:

      Sai Massimo in Olanda esiste un”usanza accettata dalla UE perchè tradizionale,che consiste nel prelievo da parte dei locali della prima covata delle pavoncelle…………………..che dire ,detta cosi è a dir poco anacronistica,ma ognuno ha le sue tradizioni e hanno valenza solo dove tali pratiche vengono vissute. Io non sparerei mai a un fringuello ,ma rispetto chi per tradizione lo fa come Veneto e Lombardia , tutto quà , la caccia ha tradizioni radicate da centinaia di anni,ma non possiamo dire che è bene solo quello che facciamo noi!!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: :roll: :roll: adiosu!!!!!!!!!!!!!

      • massimo scrive:

        Una pessima usanza che non condividerò mai, e sai già come la penso frequentando questo sito di cosa ne penso su fringuello,peppola,pispola,
        cordialità

    • Picchio scrive:

      Spero che ci sia campo in tutta l’isola, altrimenti son c…i amari, forse salendo sugli alberi riusciranno a mandare l’ SMS.

  3. Springer scrive:

    Altro che Francia ….. D’ ora in poi la nuova icona del cacciatore italiano sara’ Malta :D :mrgreen:

    • STW scrive:

      L’icona dei cacciatori nostrani dovrebbe esser quella che un altro stato sia riuscito a farsi concedere la caccia basandosi su dati SCIENTIFICI e non da pregiudizi pseudo-scientifici…
      Ma noi abbiamo l’ispra, che quando c’è da chiudere qualcosa i dati li ha, quando c’è da aprire, non li ha. :roll: :roll:

  4. Luca P scrive:

    si…..e intanto stasera a striscia la notizia parleranno di cani da caccia,non voglio neanche immaginare!!

    • Alessandro Federighi scrive:

      Ho visto il filmato……………………………ma quel proprietario aveva cani “romasu meda”………………….(molto magri) e tenuti non benissimo…………non prestiamo il fianco ai nostri avversari, trattiamo bene i nostri ausiliari,per dovere soprattutto e teniamone quanti ce ne possiamo permettere!!!!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!! :roll: :roll:

  5. fiore scrive:

    un esemplare al giorno e un massimo di 4 stagionali????????

    ma site sicuri di quello che avete scritto???

    nel caso fosse vero, cosa la tengano aperta a fare???

    le cose sono di per se incongruenti,,, chi va a Malta per sparare a una tortola al giorno!!???

    a già ma poi ci saranno i bracconieri autorizzati!!

    • giannirm scrive:

      Perchè a caccia ci si và solo per fare ciccia?Anche essere presenti in un momento così magico come quello del passo primaverile sarebbe già tanto per me, quel permesso lo pagherei anch’io per così “poco”, si vede che sei cacciatore dell’ultima ora e che non hai vissuto quei momenti magici di maggio, si perchè nel Lazio erano i primi 10 gg di maggio il clou del passo. Se ti leggi il libro di Giacomo Cretti “Emozioni di Caccia” il capitolo “E venne l’anno dell’Imperatore” forse riesci a capire di che si parla e quanto fosse radicata questa caccia nel Lazio (anche con le reti) dai primi del 900 fino al 1975 ultimo anno, a Roma negli anni 60 c’era perfino una radio che dava notizie sul passo delle quaglie dando indicazioni meteo sui giorni buoni, in quei giorni “buoni” con tutti i mezzi i romani andavano sul litorale a quaglie di arrivo, mio padre era uno di quelli, a Piazza Vittorio esistevano i banchi dei quagliari, che vendevano le quaglie alle massaie, la tradizione esisteva anche quà, poi purtroppo ci si è dovuti fermare per tanti motivi, prima fra tutto la cementificazione delle coste e i mugugni dei cinofili che giustamente protestavano, ma erano altri tempi e si poteva fare, le quaglie erano a milioni. Malta è una piccola realtà che se regolamentata, non può fare un gran danno, però la tradizione viene salvaguardata, quello che i nuovi “progressisti” salottieri e girotondini non vogliono capire quando attaccano la caccia migratoria in Italia.

      • francobarca scrive:

        …ma cosa centra la tradizione con 50E e quattro capi per stagione? Tradizione a pagamento?Tra poco ripristineranno anche la caccia al falco(mi sembra in sicilia?)pagando?
        Mi sembra che obolo con tradizione un centri un fico secco.
        Se è caccia tradizionale(sostenibile scentificamente)si rimette punto e basta.

        • giannirm scrive:

          Se leggi bene cè scritto che è una licenza speciale, oltre alle 50€ ci sono molte regole da rispettare, chi è disposto a tutto questo và a caccia, chi non lo è va a pesca…evidentemente tu non sei disposto e non ci andresti, io sicuramente.
          E’ una licenza come la la nostra, che è una concessione dello Stato, magari con quell’obolo pagheranno i ricercatori per ottenere i censimenti e per calcolare quell’1% del criterio di mortalità, così come chiaramente stabilito nella Guida Interpretativa alla Direttiva “Uccelli”, quello che dovrebbero fare le nostre AAVV coi soldi delle tessere, invece che spenderli a garette di percorso caccia o prove cinofile.

      • andrea ge scrive:

        Come ti capisco Gianni, io le ho vissute e ancora adesso sento un brivido particolare quando si avvicina questo periodo. Sento ancora il profumo delle campagne e quello delle spiagge, il ticchetto delle “nacchere” dei quaglieri, le pasqualine mangiate in compagnia di quelli che tornavano al sud per la Pasqua in famiglia, l’ottimo rosato di Cirò spillato dalle botti ecc………….Ma che cazzo ne sanno sti buonisti di m…………

      • fiore scrive:

        A caccia si va quando è giusto e possibile andare!!! che lo dica l’ispra che lo dica la legge ma sopratutto quando lo dice la coscenza d’ognuno!!

        se devo andare a tirare a una quaglia più volentieri vo senza fucile e le guardo arrivare!!!!

        anche i boscimani avevano la tradizione di mangiarsi gl’uomini e di seccagli la testa che facciamo la RIMETTIAMO!!! anche quella di tradizione… se non voltete farvi una ragione beh allora non sò che farci tutto è tradizione ma i tempi cambiano e anche se tutti c’abbiamo nostalgia non servirà a nulla tentare di tornare indietro sarebbe più opportuno e saggio guardare al futuro!!! o sbaglio!!

        • andrea ge scrive:

          Se ti piace un mondo piatto, grigio, conformista, beato te. Io almeno sono contento di ciò che ho vissuto e mi stanno sulle palle quelli che me lo hanno tolto!!!!!!!!!!!!!

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Bravo Fiore. Per un semplare al giorno non mi alzo di sicuro.

  6. giannirm scrive:

    Giacomo i due ore prima dell’alba sono per prendere i posti sulle spiagge e lungo le alberate, esistono anche a Malta le zone migliori, probabilmente serve per evitare i pernottamenti, credo che questo si intenda, (come le nostre preaperture). Anche nelle isole pontine si faceva come a Malta, durante l’attesa del giorno si sentivano le tortore arrivare dall’Africa dal sibilo delle ali “foooummm” mi raccontavano gli amici di mio padre, che se ne stavano a Ponza 10 giorni e tenevano a pagamento le tortore abbattute nei frigoriferi dei macellai, a sentire i loro racconti ti vengono i brividi di emozione, erano giornate spettacolari.

    • jose scrive:

      :?: Ciao,Gianni
      Primo mi scusa perché scrivo male il italiano,lo studio da 6 mesi…sono un spagnolo interesatto in migrazione della quaglia.Mi sembra conosci bene come si faceba in Italia quando era permessa.
      Conosci libri o siiti dove leggere su la migrazione,venti favorabile,altitudi alle qui arrivano le quaglie alla spiaggia,comportamento.
      Ho letto sto mail un po´ tardi ,ma vorrei alcuni informazione .grazie mile

      • giannirm scrive:

        Ciao Josè io questa caccia non l’ho mai praticata, perchè è esistita fino al 1975, io presi la licenza nel 1976, tutto ciò che sò su questa caccia me lo raccontava mio padre ed i suoi amici che la praticarono per anni questa caccia primaverile.
        Un testo sacro che parla di tutte queste cacce ormai scomparse a questi migratori sarebbe “Migratori Alati” di Mario Rotondi è un librone degli anni 60, molto esauriente, abbastanza raro, forse su Ebay qualcosa si trova, io lo posseggo e quando lo apro è come tornare indietro nel tempo, gli studi sulle quaglie furono fatte dall’osservatorio del conte Ghigi a Castel Fusano (Roma) e risalgono a prima della guerra, ma sono molto accurate in quanto effettuate con catture di quaglie in migrazione, scoprirono anche i tempi di trasvolo dalla Libia e che a marzo alcuni contingenti di quaglie nidificano in nordafrica e poi migrano in Europa a maggio-giugno, in quanto con le reti catturavano dei quagliardi a maggio, insomma credo che questo testo faccia al caso tuo. Ti saluto

        • Jose scrive:

          Garo Gianni,
          Molte grazie per la tua informazione,fare prova di trovare il libro “Migratori alati”.Inanzitutto vorrei sapere cose su come arrivano le quaglie dopo un lungo tragettto per il mare,no sono interessato en rete o cose simile,preferisco vederle al volo.
          Mi dispiace il mio italiano ma siguo a imparare
          Saluti :lol:

  7. fabio f minuscola scrive:

    In Italia una cosa del genere non potrà mai accadere , perchè la cultura della caccia manca in primis a noi cacciatori , che mai s’accetterebbe d’andar a vivere le emozioni di una caccia ormai perduta per 1 dono , ma si va per far ciccia . Peccato !!!

  8. Riccardo Turi scrive:

    Vorrei soltanto dire a qualche pseudo cacciatore (anticaccia) che negli anni ’60 si sparavano le tortore sino al 15 maggio (da noi in Puglia) e a fronte di carnieri medi davvero risibili (le eccezioni non fanno testo),migliaia e migliaia di tortore passavano ad altezze proibitive.Oggi a 40 anni dalla chiusuran delle cacce primaverili, tortore non ne passano più e se qualcuno non ci crede venisse qui in Puglia a vedere di persona.Quindi? Che cosa ha prodotto quella chiusura? Nulla,perchè la causa non era e non è la caccia.Del resto basta andare a vedere cos’è oggi la “Daunia Risi” a Manfredonia a 18 anni dalla chiusura alla caccia: un bosco di canne ed uccelli sempre meno e,comunque,mai nel numero di presenze di quando si poteva cacciare.
    Riccardo Turi

    • gennaro scrive:

      bravo RICCARDO ma purtroppo abbiamo a che fare con gente che non sa nulla della caccia. a che serve limitare la caccia in Italia quando poi in Romania libia marocco e tante altre nazioni se ne ammazzano a bizzeffe. noi cacciatori italiani siamo i carnefici.

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