VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE
L’espressione del titolo chi non se la ricorda!!!! Il mitico Lino Banfi in un film cult degli anni ’80.
Abbiamo immaginato che questo sia il leitmotiv che un gruppo di Tordi possa usare durante la loro migrazione. Come avrete capito siamo ancora una volta a parlare di dati sulla migrazione pre-nuziale poiché ci siamo accorti che qualcuno si ostina ancora a fare le orecchie da mercante, asserendo e teorizzando e, soprattutto, difendendo teorie sulla fenologia dei turdidi, saltando una fase biologica, lo svernamento. Scartabellando qua e là su Internet (che grande invenzione!!!), siamo riusciti a rinvenire studi-documenti interessantissimi e titolati sulla migrazione di questi volatili ma – aggiungiamo senza alcuna paura – che possono riguardare la stragrande maggioranza dei volatili migratori oggetto di pratica venatoria.
Come ricorderete alcune settimane fa uscì il rapporto dell’Ispra-Arcicaccia Toscana sulla fenologia dei tordi e le conclusioni furono che i tordi in Italia iniziano la loro migrazione pre-nuziale già in Gennaio e che, quindi, sarebbe il caso di anticipare la chiusura della caccia già al mese di Dicembre. Luca Stincardini di Anlc, Emiliano Amore e Alessandro Cannas dell’Arcicaccia di Latina, già ebbero modo di dimostrare, attraverso la traduzione e la pubblicazione di diversi testi francesi quanto azzardate fossero le conclusioni scritte nel libro prodotto da ISPRA e Arcicaccia Toscana.
Alessandro Cannas e Luca Stincardini tornano di nuovo a riflettere su tali “ipotesi” richiamando l’attenzione su ulteriori pubblicazioni prodotte da un illustre professore dell’Università di Pisa, il Prof. Natale Emilio Baldaccini e dal Direttore della Conservazione della Lipu Dr. Claudio Celada.
Il Prof. Baldaccini ha condotto degli studi nella penisola Sarda sulla fauna migratrice oggetto di caccia in Sardegna analizzando molteplici specie. Tralasciando lo studio su quaglie, anatidi ed altri, concentreremo la nostra attenzione sulla relazione fatta per quanto riguarda i turdidi. ” La stazione principale di inanellamento (Isola di Mal di Ventre) è stata scelta allo scopo di ridurre – per quanto possibile – la possibilità di ottenere un campione riferibile alla popolazione svernante “.
L’Isola di Mal di Ventre rappresenta infatti, per le sue condizioni morfologiche e vegetazionali, un sito inidoneo allo svernamento di grandi quantità di Passeriformi e in particolare di grandi Turdidi. La dominanza di giovani dell’anno rilevata a Mal di Ventre nella prima decade di febbraio (pentadi 7-8) nel 2004 e 2005 (nel 2003 tale periodo non è stato campionato) potrebbe essere letta, in accordo con l’ipotesi di Andreotti , che comincerebbero a spostarsi in gennaio dando luogo ad una prima ondata migratoria, di cui il campione a prevalenza di giovani rilevato nella prima decade di febbraio costituirebbe, almeno in parte, la “coda”. Questa visione non è confortata dai dati cinegetici, che non confermano un passaggio di adulti precoce in gennaio ma semmai evidenziano una composizione per classi di età piuttosto equilibrata (reale visione del fenomeno).”
Il Prof. Baldaccini nelle sue conclusioni asserisce che la migrazione pre-nuziale è una fase estremamente difficile da monitorare e da classificare in quanto numerose pubblicazioni negli anni la suddividono in almeno 5 periodi compresi tra “la seconda metà di gennaio (OLIOSO 1989; ANDREOTTI et al, 1999); l’inizio di febbraio (BLONDEL, 1966); a partire dalla metà di febbraio (CLEMENT & HATHWAY, 2000); a partire dalla prima decade di marzo (RICCI et al., 1995) o addirittura verso fine marzo (ASHMOLE, 1962)..”.
La maggior parte degli autori più recenti sono comunque concordi nell’individuare nel mese di febbraio un periodo interessato da consistenti movimenti migratori di Tordo bottaccio attraverso il Mediterraneo (THIBAULT, 1983; SCEBBA, 1988; OLIOSO, 1995; ANDREOTTI et al., 1999).
E ancora: .”Secondo ANDREOTTI et al. (1999), i movimenti migratori pre-riproduttivi precoci che interesserebbero il Mediterraneo già da gennaio (periodo in cui una parte dei contingenti starebbe ancora muovendosi a sud verso l’Algeria) sono probabilmente riconducibili a popolazioni che nidificano in climi più miti. Queste popolazioni possono anticipare la stagione riproduttiva rispetto a quelle che trovano condizioni favorevoli nelle aree di nidificazione solo a primavera avanzata.
Per quanto riguarda la Sardegna, dallo “Studio preliminare al Piano regionale faunistico-venatorio” redatto dall’Ufficio Regionale Fauna (FLEBA & PINNA, 1997) si evince che i valori dell’Indice cinegetico di abbondanza (capi abbattuti per giornata positiva) aumentano progressivamente a partire da gennaio, facendo registrare il massimo nell’ultima decade di febbraio, dato che porta gli autori a ritenere che i flussi più consistenti si verifichino in febbraio-marzo. Questi dati evidenziano pertanto un incremento dello sforzo di caccia nei mesi di gennaio-febbraio che potrebbe essere correlato con un incremento e/o concentrazione dei contingenti della specie proprio in quel periodo.
L’ipotesi di un incremento o di una concentrazione dei contingenti in gennaio-febbraio è confermata anche da osservazioni personali (P.F. Murgia, S. Nissardi, C. Zucca) secondo cui non è infrequente osservare concentrazioni, anche consistenti, di Tordi bottacci nei mesi di gennaio-febbraio in aree di alimentazione caratterizzate da vegetazione a macchia, generalmente a dominanza di Ginepri (Juniperus spp.) o Olivastro (Olea europea var. oleaster), talvolta in uliveti.
Durante un sopralluogo effettuato lungo la fascia orientale nel febbraio 2001 (S. Nissardi & F. Lecis, dati inediti) furono raccolte indicazioni testimoniali che facevano pensare ad uno spostamento dei contingenti lungo il gradiente sud-nord, con concentrazioni più tardive osservate nella Sardegna nord-orientale.”
Alla luce delle affermazioni di cui sopra il Prof. Baldaccini conclude riguardo la gestione e la caccia del Tordo Bottaccio: .”Il quadro scaturito dalle informazioni raccolte nell’ambito dello studio permette di individuare con chiarezza alcune delle azioni fondamentali che è necessario porre in essere ai fini della corretta gestione delle popolazioni migratrici dei Turdidi cacciabili. I punti rilevanti di tale quadro sono i seguenti:
1. È confermata l’esistenza di movimenti di Turdidi, riconducibili alla migrazione preriproduttiva, durante l’intero mese di febbraio. In base alle informazioni disponibili (Fleba & Pinna, 1997; Andreotti et al., 1999; S. Nissardi, C. Zucca, P.F. Murgia, dati inediti) è possibile che tali movimenti, possano verificarsi già a partire da gennaio, almeno limitatamente ad alcune popolazioni.
2. La Sardegna è coinvolta in modo rilevante da questi movimenti migratori che spiegano, con ogni probabilità, l’aumento e la concentrazione dei contingenti che si registrano nei mesi di gennaio e febbraio e che stanno alla base dell’andamento degli indici cinegetici di abbondanza rilevati nell’Indagine Faunistica dell’Ufficio Regionale della Fauna (Fleba & Pinna, 1997) e nel presente studio.
3. Durante questa fase del loro ciclo biologico, gli animali tendono a concentrarsi in aree distribuite soprattutto lungo la fascia costiera, ma anche nell’interno, che svolgono un ruolo importante come zone di foraggiamento per il parziale ripristino delle energie necessarie per la prosecuzione della migrazione pre-riproduttiva.”
“La prima delle implicazioni gestionali che scaturiscono dal quadro sopra delineato riguarda la tempistica del calendario venatorio e in particolare la possibilità di un suo prolungamento nel mese di febbraio.
Alla luce delle indicazioni sopra riportate è infatti del tutto evidente che il prolungamento del prelievo venatorio dei Turdidi nel mese di febbraio risulta in antitesi con le indicazioni della Direttiva 79/409/CEE, in quanto:
1) i risultati dello studio e l’insieme delle informazioni bibliografiche raccolte non solo tendono a confermare l’esistenza di consistenti movimenti migratori in febbraio ma suggeriscono anche la possibilità che i movimenti migratori pre-riproduttivi della specie possano cominciare anche nel mese di gennaio;
2) la notevole percentuale di adulti presente nel mese di febbraio indica che un prelievo venatorio in quel periodo inciderebbe pesantemente sui riproduttori della stagione successiva aggravando di conseguenza il danno biologico e conservazionistico;
3) se l’ipotesi di Andreotti et al. (1999) fosse corretta(PONE IL DUBBIO), se cioè nella prima fase della migrazione preriproduttiva transitassero soprattutto individui di popolazioni ben definite (presumibilmente popolazioni meridionali che trovano più precocemente delle altre le condizioni idonee alla nidificazione), un eventuale prelievo venatorio in febbraio inciderebbe su popolazioni relativamente localizzate sulle quali sarebbe “concentrato” il danno conservazionistico.
Si ritiene pertanto che, in relazione alle attuali conoscenze sulla tempistica dei flussi migratori che coinvolgono la Sardegna, la data del 31 gennaio, fissata dalla normativa vigente per la chiusura del calendario venatorio, rappresenti un compromesso accettabile fra le esigenze del mondo venatorio e quella della conservazione del patrimonio faunistico.
La necessità di dare corso alle norme che prevedono una stretta protezione del periodo di migrazione pre-nuziale di questa come di altre specie richiama fortemente l’esigenza di non interferire con questo delicato momento del ciclo biologico con azioni di prelievo protratte al d là dei limiti già consentiti dalla normativa attuale.”
I passaggi del Prof. Baldaccini posti in grassetto dimostrano quindi che la chiusura della caccia al 31 Gennaio sia da indicare come quella più ovvia e priva sostanzialmente di pericolosità per la specie Tordo. La presenza nel mese di Gennaio di eventuali adulti già in estro pre-riproduttivo sarebbero di contingenti localmente stabilizzati nel sud del Mediterraneo e che quindi anticiperebbero questa delicata fase della loro vita in virtù di condizioni climatiche e disponibilità alimentare migliore.
Il Dott. Claudio Celada, Direttore della Conservazione Lipu ha scritto la prefazione in un libro che aveva come oggetto lo studio di alcune specie migratorie nell’Oasi di Castel Guido nei pressi di Roma. Nella pubblicazione non viene effettuato uno studio specifico sui turdidi ma dalle analisi effettuate su varie specie le conclusioni sono lapidarie: .”Il PRISCO-Invernale è un progetto nato da una sperimentazione eseguita nell’Oasi tra il 2002 ed il 2003. In quel periodo, furono eseguite una serie di uscite di inanellamento con cadenza standardizzata, una uscita per decade dalla prima di gennaio all’ultima di dicembre, con lo scopo di indagare la comunità ornitica presente nell’Oasi in tutte e 6 le finestre temporali individuate in generale per i passeriformi Macchio et al. 2002) :
1. 1 nov – 20 feb: finestra temporale che coincide prevalentemente con lo svernamento.
2. 21 feb – 10 apr: finestra temporale che campiona essenzialmente la migrazione primaverile precoce.
3. 11 apr – 20 mag: periodo caratterizzato principalmente dal passaggio dei migratori trans-sahariani (migrazione primaverile tardiva)
4. 21 mag – 31 lug: periodo che coincide con la fase di riproduzione per la maggior parte delle specie.
5. 1 ago – 20 set: finestra che coincide principalmente con la migrazione autunnale precoce caratterizzata dal passaggio dei migratori trans-sahaiani.
6. 21 set – 31 ott: fase caratterizzata sopratutto dal transito dei migratori a corto raggio e dall’inizio dello svernamento..”
* PRISCO: Progetto di Inanellamento Sforzo Costante
Anche in questa pubblicazione, in collaborazione con la stessa Lipu possiamo vedere come viene indicato l’arco temporale dello svernamento ben oltre il 31 gennaio data in cui tutto il mondo venatorio riconosce una chiusura della caccia accettabile con le esigenze del mondo animale.
C’è un’altra pubblicazione estremamente interessante le cui conclusioni riservano un piccolo colpo di scena.
Osservazioni sul flusso migratorio del Tordo Bottaccio e del Fringuello, studio condotto da PAOLO CASANOVA, Docente di Gestione faunistica presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell’Università di Firenze, ANNA MEMOLI, Dottore di ricerca presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell’Università di Firenze, LORENZO PINI, Dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Agraria e Forestale dell’Università di Firenze.
Nella premessa del libro in oggetto c’è una frase a nostro avviso estremamente importante: .” Un altro importante elemento da considerare è l’estrema variabilità nella fenologia della migrazione che caratterizza individui della stessa specie, ma appartenenti a popolazioni diverse.” , una passaggio fondamentale che indica quanto una presenza locale non può essere il metro di giudizio universale per valutare la fenologia di una specie.
Le conclusioni sono quanto mai lapidarie nei confronti di chi ha affermato in passato l’esatto contrario:
” La metodologia dell’avvistamento, utilizzata per oltre un decennio di indagini consente di conoscere i dati sul flusso giornaliero delle popolazioni studiate evidenziandone la dinamica.
Per avere dati più precisi e dettagliati sarebbe auspicabile utilizzare un maggior numero di osservatori. Pertanto, ogni Amministrazione provinciale, o meglio ogni A.T.C., dovrebbe disporre di una rete di rilevamento proporzionale alla propria superficie.
Il programma di monitoraggio potrebbe venire ulteriormente potenziato dal coinvolgimento attivo dei cacciatori, in modo da conoscere anche il numero dei capi abbattuti: è inutile individuare un limite di prelievo per specie e per popolazione quando poi non è possibile conoscere se e quando tale limite viene raggiunto (SPAGNESI, SPINA, TOSO, 1988). I vantaggi che ne deriverebbero sono di duplice natura: da un lato favorirebbero le conoscenze sullo stato di conservazione delle popolazioni oggetto di caccia, dall’altro rafforzerebbero nel mondo venatorio la consapevolezza di dover effettuare forme di prelievo nel rispetto delle esigenze della conservazione biologica.
Come possiamo leggere in questi 3 documenti prodotti in Italia da menti italiane non c’è alcun dato che mostra come sia auspicabile la riduzione dell’arco temporale di caccia nei confronti dei Tordi Bottacci o Sasselli o Cesene che siano. Anzi, tenuto conto anche delle conclusioni degli studi sopra menzionati, si dovrebbe considerare addirittura possibile ragionare su un ulteriore allungamento della caccia ai turdidi alla prima decade di Febbraio, fermo restando che la data del 31 Gennaio appare come quella più politically correct.
Sicuramente attraverso queste pubblicazioni si evince la chiara necessità di adeguare i relativi KC italiani a date più consone e giuste al mondo venatorio italiano alla luce dei dati dei cugini Francesi e all’avallo dei numerosi studi già condotti da esperti italiani. In nessuna pubblicazione, ad eccezione dell’ultima new entry ISPRA, troviamo date antecedenti al 31 Gennaio, per cui è legittimo il sospetto che questo studio (condotto oltretutto a livello regionale) sia viziato di fondo da un manifesto preconcetto nei confronti dell’attività venatoria.
Alessandro Cannas Arcicaccia
Luca Stincardini ANLC












Grande lavoro di due “grandi” amici.
Grazie a nome mio e dei cacciatori che rappresento.
Complimenti per i redattori dell’articolo molto interessante e soprattutto mi fa piacere leggere due appartenenti ad associazioni poste agli antipodi una dall’altra condividere l’unica maniera di salvare questa nostra passione.
Confutare i nostri detrattori con dati scientifici variegati ed inoppugnabili ,soloquesta è la strada da percorrere,speriamo che ISPRA si accorga delle sciocchezze scritte sui turdidi e che Arci la smetta di tirarci la zappa nei piedi……..
un saluto
Bravi ragazzi è venuto un bel lavoretto, alla prossima puntata………


e sopratutto bell’esempio di come dovrebbero collaborare le nostre ass. per il bene comune invece di farsi la guerra
Un saluto. :D
e ridai!!!! semper a fare glìocchi alle pulci!!!!
ma mi spiegate una cosa!!! una volta per tutte… ammesso che il ripasso inizi a fine febbrai ( così si sta nel mezzo a tutte le date ) vi sembra il caso di tirare due volte ai soliti tordi ????? visto che non mi pare che fra tutti anche quest’anno si siano fatti i mazzi!!!!!
se volete arraffare qualcosa almeno buttatevi su animali che ci sono a iosa…. per dirne due storni e fringuelli!! mi sembrerebbe più intelligente!!! no!!
Fiore tu ho fai finta di non capire oppure non capisci proprio, questi sono dati scientifici che smentiscono altri dati fatti e costruiti senza base scientifica ma…………..lascia stare se poi uno gli spara due volte, e la presa per il c@@o che non ci stà bene
Bravo Massimo, non possiamo continuare ad accettare passivamente tutto quello che ci viene imposto non tenendo conto di dati VERI che fino ad oggi sono stati ignorati. E nessuno vuole “arraffare” , si vorrebbe solo fare quello che fanno in tutti gli stati che si affacciano sul Mediterraneo.
Per quanto riguarda la questione storno, beh, questo dimostra la italica stupidità animalista e la considerazione del governo italiano in sede europea.
io l’unica cosa che capisco è che è inutile allargare a febbraio con i tordi che ci sono ora!!! ci facciamo solo del male!!
poi potete dire che ma altri gli tirano anche a marzo!!! ecco facciamo smettere loro!! così magari a ottore ne arriva qualcuno in più!!
al limite allora si chiude da metà dicembre a metà gennaio e si apre febbraio!! ma tanto non la passerebbero maiiii
Se ti può interessare sabato sera un’amico che abita a Palombara Sabina (grande zona da tordi) ha contato oltre 60 tordi bottacci al rientro, e sabato era il 3 aprile, di tordi ce nè un mare.
“al limite allora si chiude da metà dicembre a metà gennaio e si apre febbraio”
Magari! I “rientri” che si facevano a febbraio sono solo un bellissimo ricordo. Purtroppo!
Guarda che questo ulteriore articolo non è per avallare la tesi di una decade di febbraio ma semplicemente per RIBADIRE che il 31 gennaio è una data giusta per chiudere ai tordi!!!
Fiore son solo riflessioni,su delle incongruenze……..Ma tu pensaci un attimo,al sud dell’Italia,che gode della sola caccia al tordo,come tradizione radicatissima,la cui presenza e’ proprio da fine dicembre tutto gennaio,ti sembra giusto togliergli l’unica occasione, l’unica caccia che hanno, quando noi al centro.nord nel passo autunnale, abbiamo gia’ avuto? Vorrei che ci riflettessi……E guarda che di riflessioni future ne verranno ancora ……………………..
Bravo Cannas, spiegaglilo tu a Fiore che la caccia in Toscana non può essere equiparata a quella del Vento o a quella della Sicilia per cui non può essere omologata per tutti.
Saluti
Argo
Veneto e non vento.
Argo
Qualcosa mi sfugge ormai ne sono certo, ma non capisco cosa sia, infatti continuo a pensare che non è la scienza che da i dati, ma la politica.
Ottimo lavoro, Sig. Cannas/Stincardini, tuttavia il titolo lo avrei cambiato in: indietro non si torna ( Arbore ): visto i danni fatti a suo tempo da illustri scienziati che si sono sacrificati a condurre indagini sull’Isola di Mal di Ventre. Isola che basta vedere le carte per capire che ha un’estensione territoriale di circa 1 km/2 di cui la metà è sabbia con macchia mediterranea bassa, senza alberi, senza acqua dolce e con un’altezza massima di circa 20 metri. Avrei capito di studi condotti nel libero stato delle banane, ma in un isola come Mal di Ventre, o Malu Entu, come dice Salvatore Meloni, non è chiaro dove gli illustri scienziati abbiano visto ” un sito inidoneo allo svernamento di grandi quantità di Passeriformi e in particolare di grandi Turdidi”. Mistero misterioso in quello che è un lembo di terra praticamente ridotta a deserto.
)
Comunque, se gli scienziati da repubblica delle banane avessero elargito un pacchetto di sigarette ( in segno di amicizia ) a un qualunque pastore del luogo, questo fino a pochi giorni fa gli avrebbe fatto vedre un consistente quantità di Tordi ( a dire il vero, quest’anno pochi ) risparmiando un mare di denaro pubblico, altro che migrazione prenunziale agli inizi di Gennaio secondo rapporto Arci/ISPRA.
Ora toccherà ai sig. delle associazioni venatorie perorare la causa della modifica KC alla luce di questi studi presso il governo. ma qui comincia il difficile. E’ piu facile che un cammello passi…… ( La sacra bibbia
Saluti
Argo
“La stazione principale di inanellamento (Isola di Mal di Ventre) è stata scelta allo scopo di ridurre – per quanto possibile – la possibilità di ottenere un campione riferibile alla popolazione svernante “.
L’Isola di Mal di Ventre rappresenta infatti, per le sue condizioni morfologiche e vegetazionali, un sito I N I D O N E O allo svernamento di grandi quantità di Passeriformi e in particolare di grandi Turdidi.”
Ergo,era li appositamente a cercare quelli di ripasso!….Bravo!
Sembro scemo, nè??!!
Però…mi sa che lo sono veramente….
Vista la carriera fulminante in vari…”settori”…
Appunto perche inidoneo per lo svernamento parlare di sito interessato al passo ( o ripasso ) è fuori luogo essendo che tale scoglio è posizionato a circa 10 km est dall’isola madre. Può essere che ci transiti qualche tordo ma la località diciamo cosi, non è vocata per cui non può fare testo.
Saluti
Argo
Pensaci invece,se luiavesse scelto di inanellare in Sardegna in quel periodo di fine gennaio avrebbe catturaro tordi sicuramente svernati,il che non gli avrebbe permesso di fare una analisi corretta del fenomeno di ripasso,scegliendo una zona inidonea allo svernamento ha volutamente ridotto le possobilita’ di errore con gli svernanti.
Chiunque ha fede nella “scientificità” della Ricerca , ben sa che dal niente , e spesso all’improvviso,possono sorgere innovazioni ,dapprima apparentemente insignificanti e spesso osteggiate o volutamente ignorate dall’Accademia , che poi sconvolgono completamente tutti i metodi di ricerca in un settore specifico.
Crediamo che questo fatto stia avvenendo ora nel settore “migrazione degli uccelli”.
Ebbene questo è anche avvenuto negli ultimi mesi (2007-2008) anche per la ricerca sulla migrazione della beccaccia.
Nella primavera del 2006 (03.03.06) – ancora per merito dei cacciatori e precisamente del Club dei Cacciatori di Beccacce di Spagna (CCB) – sono state catturate vive due beccacce , ed equipaggiate con microtrasmettitori PTT con batterie solari e connessi con rilevamenti sistematici del satellite Argos . Il prof.J.F.Tobar Arbulu (Università dei Paesi Baschi – Spagna) ha coordinato una squadra multidisciplinare : molte notizie e mappe e particolari sono stati pubblicati su “Beccacce che Passione” n.52,Dic/Gen 2007.
Tutti i dettagli di questa ricerca sono riportati su due siti Spagnoli :
-http://www.ccbp.org/ e da qui entrando sul link interno “Scolopax Sin Fronteras
Questa è il tipo di ricerca che bisogna fare su ogni specie migratrice di uccelli è inutile stare li a perdere tempo. Con tutto il rispetto per le precedenti ricerche credo che sia tutto da archiviare. Con questo metodo si possono seguire i selvatici lungo tutto l’arco della migrazione ed appurare con certezza dove questi si fermano per nidificare per effettuare dei sondaggi che possano dare numeri certi sull’andamento di riproduzione della specie di anno in anno. Perchè secondo me non è importante sapere quando inizia la migrazione prepuziale, ma è importante sapere la quantità numerica che si ripresenta sui luoghi dove faranno i nidi per essere certi che ogni specie regga bene non solo la caccia ma anche agli eventi naturali a loro contrari. Certo che si apprezza la volontà del copia incolla fatta dai due cacciatori Luca e Alessandro ma non serve a niente, secondo il mio parere.
Quando ci si metterà di impegno investendo soldi come hanno fatto in Spagna allora si potranno mettere tranquillamente date certe sui calendari venatori, quello che sta cercando di fare la Fidc con il suo ufficio scientifico. Salutiamo
!!??
Ma si può sapere perche strizzi l’occhio a tutti quanti?
Saluti
Argo
Perchè sono gay :D :D :D :P Argo l’ho fatto perchè all’invio non mi aveva inserito il post nella finestra dei commenti recenti e allora per farlo leggere gli ho messo la replica, sistema semplice in un caso del genere, che può capitare a tutti. Salutiamo.
“….è legittimo il sospetto che questo studio (condotto oltretutto a livello regionale) sia viziato di fondo da un manifesto preconcetto nei confronti dell’attività venatoria….”
Il fatto è che se c’era di mezzo solo ISPRA si poteva comprendere, non accettare ma comprendere, visto che animalismo ed anticaccismo sono presenti in OGNI (TUTTI!!!!!) organismo/settore pubblico.
Però in Toscana ci ha messo lo zampino pure Arcicaccia e allora che dire???!!!
Comunque sia, un “bravi!! bravissimi!!!” da parte mia ad Ale Cannabis
e Luca Stincardini!!!…Per quel poco che può valere…come sempre….
…è legittimo il sospetto……
Il fatto è che ne 2004/2005, presidente di regione era l’on. Soru ( sx ) con assessore all’ambiente Dessì proveniente dalle fila di Legambiente. I risultati, quali potevano essere…..
Saluti
Argo
Giustissimo il sospetto
perche’ lo studio,fu’ commissionato dalla Regione Sarda,per avallare, eventualmente, la caccia in febbraio ai tordi,ma a noi , oggi, fa estremamente comodo che il Prof .Baldaccini,pone dei forti dubbi, e NON avalla Mai che il ripasso inizi a gennaio…….Pur tenendo in moderata considerazione le varie ipotesi……Usando sempre il condizionale….
Lo studio è stato commisionato dalla regione sardegna per avvallare la chiusura degli ultimi 15 giorni di Ottobre come poi è stato. Altro che caccia a Febbraio.
Saluti
Argo
Dimenticavo, che oggi possa farci comodo non ci piove, ma le possibilità quante sono perché si trovi un accordo soddisfacente cacciatori contro tutto il resto del mondo?
Saluti
Argo
Cari Alessandro e Luca,
sento il dovere di associarmi agli apprezzamenti già espressi per il pregevole lavoro svolto, ringraziandovi in modo particolare per il prezioso materiale che mi avete messo a
disposizione, proprio nel momento in cui mi accingo a realizzare un numero de Le Nuove Stagioni interamente dedicato all’argomento della migrazione degli uccelli.
Sabato prossimo 9 aprile avrò la fortuna di fare visita ad un grande esperto, appassionato uccellatore di Brescia, il Conte Piero Catturich che, da una vita gestisce, con i propri tecnici faunistici, a Camignone di Passirano (Bs), un importante roccolo per la cattura e l’inanellamento degli uccelli migratori.
L’ho appena ascoltato al telefono e mi ha assicurato che oltre alle immagini che potremo registrare del roccolo in funzione, sarà in grado di fornire dati particolarmente interessanti sulle catture effettuate negli ultimi mesi e, quindi anche sulla migrazione pre-nuziale delle specie catturate.
Grazie ancora per il prezioso sussidio e appuntamento con lo speciale Nuove Stagioni delle prossime settimane, augurandomi possa, in qualche modo, contribuire a fare chiarezza sui periodi di prelievo delle specie consentite.
Cordialmente.
diego.
Per tutti la vita è come un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, agricoltori, mangiatori di spade, per tutti… tutti i cuori irrequieti del mondo cercano tutti la strada di casa.
Patch Adams
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Vale anche per i Turdidi … anche fino a Febbraio
Questa notte dormirò ridendo lo sò
Bravi Alessandro e Luca, non fategliela passare liscia a quelli che hanno rovinato la caccia in Italia ed anche la loro associazione consegnatagli da un grande migratorista il Sor Carlo.
complimenti a Cannas e Sincardini per il lavoro svolto,prezioso nei contenuti e utile per la causa comune a prescindere dalla aavv di appartenenza, veramente complimenti:chapeau!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scusate Stincardini
La passione e la ricerca della verità scientifica uniscono i nostri amici in questo lavoro direi superbo. Solo gli studi possono darci certezze contro il mondo anticaccia e quella fortunatamente ormai molto poco rappresentativa parte di quello venatorio che continua la sua emorragia inarrestabile frutto di politiche e scelte suicide. Sinceramente l’Arcicaccia mi sembra come la barzelletta di pierino che continuava a rompersi la testa contro gli scalini alla vista del sangue (spero che avrete capito di quale barzelletta parlo, è vecchia ma rende bene l’idea). Luca Stincardini non è certo una novità…il coraggioso Cannas che sbugiarda con i dati i suoi stessi dirigenti ha un che di eroico che non può certo finire così. Levaci le zampe Alex, i tuoi panciutissimi superiori romani non sono degni di te. Grandi complimenti a tutti e due, un saluto affettuoso.
Mi associo a quanti hanno espresso lodi e ringraziamenti a Alessandro Cannas e Luca Stincardini se non altro per il tempo che hanno dedicato per assemblare il lavoro di ricerca dei vari studiosi che si sono susseguiti nel tempo, dandoci così uno spaccato sulla migrazione.
E’ fuor di dubbio che sono stati mossi da passione e amor di verità e null’altro, ma questo loro sforzo sono certo non sarà coronato anzi, sarà motivo di imbarazzo soprattutto per l’arcicaccia che in buona compagnia con l’ispra si ostinerà a chiedere la chiusura dei turditi il 10 Gennaio e la Beccaccia il 31 di Dicembre vanificando e mettendo alla berlina tutti gli studi fatti dai ricercatori che per passione o per compenso si sono alternati nel tempo.
Bene hanno fatto Alessandro che Luca a evidenziare “sta roba” non fosse altro per le giovani leve,
mentre i più “attempati” che si sono laureati nell’università delle vita da cacciatori le conoscevano da sempre.
Meritano un bel 110 e lode soprattutto perché con questo gesto hanno messo in evidenza l’altra faccia della medaglia, la scelta di aaw giuste.
Il dilemma è, chi si prenderà la briga di contestare i dati ispra?
Le aaw che contano che hanno i soldini agganci politici e uffici legali sono tutte a conoscenza di questi dati, ma quale aaw prenderà il toro per le corna contro questo istituto che ha valenza istituzionale e voce in capitolo?
Chi si prenderà la patata bollente quando il Tar boccerà i vari calendari venatori che non corrispondono ai dati ispra che sappiamo tutti essere di parte ?
Chi si prenderà l’impegno serio di far modificare i Kc tutti italiani
Credo che anche agli eccellenti Alessandro e Luca gli sarà molto difficile dare una risposta a queste domande e anche i loro sforzi verranno vanificati e faranno la stessa fine dei quelli dei ricercatori.
Quanto pessimismo Ilio, sù con la vita, intanto il coltello nella piaga è stato messo e verrà girato spesso, sono sicuro che non finisce quà conoscendo i due, e poi è anche giusto che il “popolo bove” come qualcuno definisce la gente ignorante, sarà un pò meno ignorante e a qualche convegno Arci su questo Rapporto Tordi(cè ne stato uno a Fornacette domenica) magari qualcuno si prende la briga di ribattere a questi pozzi di scienza e di sapere che ci vogliono indicare il chiodo dove appendere il fucile.
Tutto ciò lo dovrebbero fare le AAvv nazionali, che invece tacciono, l’importante è che comunque qualcuno lo faccia anche se proveniente dalla base e da aavv diverse.
Buon giorno Gianni Non è tanto essere pessimisti, sarebbe il male minore e ci si potrebbe ricredere, purtroppo sono realista e attualmente non vi è cura.
In quanto alla piaga e coltello sono certo o il coltello viene “inglobato” dalla ferita o si verifica il rigetto per corpo estraneo.
Piu’ che queste domande io ne porrei di altre.
Come mai le nostre associazioni venatorie NON hanno mai investito fondi per la ricerca?
Come mai c’e’ stato il silenzio dal 2002 sui kc?
Come mai i nostri vicini francesi con una unica associazione venatoria in collaborazione con lo Stato hanno investito in ricerca e si son dotati di sistemi di rilevamento avanzatissimi,tipo, bio-acustico,e stazioni radar?Oltre che al supporto delle catture con inanellamento.
E come mai in Italia funzionano poco gli istituti regionali? Perche’ per loro non si e’ mai pensato a finanziarli adeguatamente? O non si e’ voluto?
Come mai ci son voluti quasi 15 anni per aver divulgata la direttiva comunitaria?
O forse era sconveniente, politicamente, far conoscere la verita sulla caccia?.
dopo non potevamo esser usati come merce di scambio politico,o esser usati per brillanti carriere.
E tanto altro ancora……
Caro Alessandro,
l’onestà intellettuale è una cosa rara, ma fortunatamente non è del tutto scomparsa, come dimostra quello che tu e Stincardini avete opportunamnete posto in evidenza.
È bastato fare una ricerca tra gli studi già condotti, per evidenziare e confutare le artificiose teorie dello studio ISPRA/Arcicaccia.
Si pone ancora una volta il problema di quanto sia infruttuoso il “lavoro” prodotto dalle Associazioni Venatorie, troppo spesso consapevolmente colpevoli di produrre un danno ai loro associati e all’attività venatoria, quando addirittura non arrivano – come ha fatto Arcicaccia affidando all’Ispra lo studio oggetto di dibattito – a mascherarsi dietro un’attività sindacale per nascondere un fine soltanto politico (oltretutto spendendo i soldi che pagano per acquistare la tessera).
Quanto avete riportato, dimostra in modo evidente, che lo studio commissionato da Arcicaccia all’ISPRA è assimilabile a quell’animale da cui derivano delle famose mozzarelle, ed anche se su questo non c’erano molti dubbi, occorreva metterlo in chiaro, per fare capire, non soltanto ad Arcicaccia, ma a tutte le Associazioni Venatorie, che il numero dei cacciatori con l’anello al naso sta diminuendo.
Lo sforzo più importante adesso lo dovremmo fare ognuno di noi mettendo in discussione, ciascuno per la sua parte, il rinnovo della tessera con queste inutili e, come nel caso di specie, addirittura dannose rappresentanze.
A Te e a Luca complimenti per il lavoro fatto.
Un abbraccio.
In un comunicato ispra di qualche tempo fa, a leggere tra le righe era chiaro l’intento di limitare al massimo il prelievo di questa specie,in un modo o nell’altro. Inutile x il momentofornire dati reali, tanto saranno sempre loro a decidere su indicazioni (e mi ripeto) politiche.
Permetti Giovanni ,questi dati (per giunta italiani) fino adesso non erano conosciuti o sottaciuti ed eravamo per forza costretti a dare per buoni quelli dell’ispra ,’come del resto hanno fatto i politici che in mancanza di altro si sono dovuti adeguare.


Adesso qualcuno che si professa “amico” dei cacciatori avrà almeno qualche pezza d’appoggio per chiedere conto all’ispra del proprio operato e vedremo veramenta se c’è qualcuno che ci “ama”.
Sul fatto che è perfettamente inutile fare uscire altei dati reali non sono d’accordo, ricordo che è bastato una pubblicazione ISPRA (Atlante delle migrazioni) con qualche svista, per mantenere nella regione lazio la chiusura ai tordi al 31 gennaio invece che al 20 come da calendario venatorio.
Ciao. :D
La comunitaria permette la sovrapposizione di una decade,e in definitiva è il classico contentino, polvere negli occhi, vedrai i prossimi calendari “quanto” terranno in considerazione i dati ispra…….. purtroppo…
Scusa Giovanni , per onor del vero il kc italiano sui tordi prevede la chiusura la 1 decade di gennaio cioè il 10 gennaio, la regione Lazio nel calendario ordinario aveva già usato la decade di sovrapposizione prevista dalla guida della direttiva europea difatti la chiusura era 20 gennaio;
è successivamente, il giorno 19 gennaio che la regione Lazio ha fatto un decreto aggiuntivo che permetteva la chiusura al 31 gennaio (quindi oltre la decade di sovrapposizione) motivandola con il documento dell’atlante delle migrazioni.
Poi non posso concordare con te che la situazione si fà sempre più dura.
Un saluto.
Mi aspetterei delle risposte da Fidc su questi post e sull’argomento trattato……… Abbiamo adesso un ufficio per lo studio delle migrazioni con un rispettabilissimo collega cacciatore professore in materia come il dott. Sorrenti che mai si è sottratto alle nostre richieste a cui è stato dato mandato proprio per dare spiegazioni in merito a questi argomenti.
Le domande quelle che credo sono utili a costruire sono :
1 ) A che punto stiamo con la ricerca in Italia da parte di questo ufficio ?
2) Quali sono i metodi di ricerca usati per quersti studi ?
3) Chi sono i collaboratori a livello Europeo per una ricerca a largo raggio ?
4) E’ opportuno attenersi ai dati Ispra visto che come ricerca ancora non sappiamo se sono o non sono all’avanguardia ? O quantomeno fateci sapere ( sempre rivolto alla mia federazione Fidc) se questi dati sono insindacabili perchè fatti con metodi moderni all’avanguardia o possono essere contraddetti. Mi sembra proprio che io come migliaia di iscritti Fidc abbiamo il diritto di sapere se i dati Ispra avuti su richiesta di un’altra federazione Toscana possano permettere una chiusura alla beccaccia al 31 Dicembre.
Pregherei gli altri colleghi di fare altrettanto con le loro federazioni riconosciute e non riconosciute
questo solo per incominciare a fare chiarezza ad onor del vero e non chiacchiere inutili, con la speranza di avere delle risposte da parte di chi si onestamente e dignitosamente si ritiene in obbligo verso chi gli ha dato mandato di dirigente di federazione. Salutiamo
Mi viene da soridere dai comenti che ho letto,non parliamo degli studiosi ,non parliamo dei politici ,e mi fermo qui perche ci sarebe dafare un lungo elenco .In Sardegna nidificano le tortore sapete quando apre doppo che partono .Vogliamo parlare di tordi che in aprile ci sono ancora ,le informazioni più detagliate bisognerebe chiederlo ai braconieri .perchè non parlare di viaggi all’estero con mattanze di colombacci tordi beccacie e anatre .basta pagare è sempre periodo e nessuno dice nulla ,e…..sono anche publicizate .Perche non pensare adeliminare un po di cornacchiee volpi ,ma lo capiscono idanni che causano alla selvaggina.é 9basta con recinti a pagamento .Per me la caccia vuol dire libertà : ma non distruzione.
X Alessandro Cannas.
Alessà,
la presenza del tordo a sud non è tra tutto dicembre e gennaio.
Le ricatture dei tordi soo state eseguite in maniera sporadica, anche a maggio, per cui il transito regolare tocca marzo e la prima quindicina di aprile senza tema di smentita.
Adesso se ci sono associazioni o singoli personaggi che vogliono per forza far passare questa pappina per motivi ideologici o politici, è un altro paio di maniche.
Ritengo con certezza matematica che appena ci saranno funzionanti gli Istituti Regionali della Fauna Selvatica (e ciò oramai rientra nell’ordine naturale delle cose, anche se in forte ritardo), Arcicaccia, ed alcuni ricercatori si dovranno rimangiare quanto hanno affermato dal 1992 ad oggi devastando la caccia italiana e calpestandone le tradizioni.
Ma tu ne convieni con me, no?
:D :D :D :D :D
Se la cosa la leggi al contrario,allora e’ un altro discorso.Il punto e lo sappiamo benissimo,i tordi ripassano in prenuziale da meta febbraio alla prima decade di aprile,il cui picco e’ a marzo. Un conto e’ dire che ripassano a gennaio un altro e dire che ripasso inizia a meta’ febbraio..Lo studio del Prof Baldaccini e tantissimi altri autori sostengono,proprio questo, da meta’ febbraio prima decade di aprile…….dove sta’ la nostra lettura al contrario?
Alessà,
“famo a capisse”…
Non sono io che leggo al contrario mi sembra che ne abbiamo già discusso…
Più sotto ti sei espresso meglio. E’ una questione glottologica e concettuale.
8O
LIDIA FLEBA E GIANDOMENICO PINNA…
Aggiungo che conosco sia Lidia che Giandomenico ed essi sono amici di vecchia data e preciso che il periodo citato, 1997, mi vide loro collaboratore nel mai troppo compianto Ufficio Regionale della Fauna (U.R.F. fatto fuori dai politici solo per motivazioni di carattere politico) nei censimenti e nel recupero dei dati sui turdidi (raccolta delle ali, osservamenti ecc.).
I dati citati da Lidia e Giandomenico corrispondono a ciò che realmente avviene in Sardegna (LA QUALE, VORREI RICORDARE A LUCA ED A ALESSANDRO, NON E’ UNA PENISOLA, BENSI’ UN ISOLA DISTANTE QUASI CINQUECENTO CHILOMETRI DALLA PENISOLA ITALIACA E POST ANEL BEL MEZZO DEL MAR MEDITERRANEO, RAGION PER CUI, SOGGETTA A DIVERSIFICAZIONE E RITARDO NEI PASSI DI DISCESA E RISALITA).
Come ho già fatto presente più volte, senz astancarmi minimamente nel ricordarlo, il passo dei tordi in Sardegna inizia verso la fine di ottobre, allorquando si osservano i primi esemplari ( che si distribuiscono tra le macchie, le forre e le montagne dell’Isola). Il movimento dei tordi riprende verso la prima decade di febbraio ed essi si spostano ( erratismo trofico) per cercare nutrimento rimanendo (una parte degli esemplari) nell’Isola fino alla prima quindicina di aprile ed oltre.
Se poi ci fosse qualcuno che cerca di avanzare teorie differenti, veicolando ideolgie all’aria fritta, i sardi faranno di tutto per far valere la VERITA’ e mantenere vive le loro tradizioni !
Cari Saluti
L.D.E.
Ciao Luca hai visto che è come ti dicevo io.
Francè,
quattro occhi vedono meglio di due, è un dato di fatto.
Non smettere l’attività e teniamoci in contatto costante.
Ieri mattina, censimento del fagiano al canto.
Mentre ci recavamo sul posto, poco prima dell’alba, due bekke, assieme, ci son passate sulla testa.
Anche loro esprimevano il più totale disaccordo su ciò che dice ISPRA ed Arcicaccia Toscana…
Sono d”accordo con te,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,bekke anticonformiste sono!!!!!!!!!!!!!!!!
Ezio,
e poi c’è ancora gente che disquisisce di dicembre o gennaio; come si vede che in campagna non ci sono mai andati e l’hanno vista solo attraverso i libri di testo delle Facoltà universitarie…
8O
Facendo seguito al mio post del 5 aprile, sono in grado di confermare che sabato e domenica prossimi andrà regolarmente in onda la puntata de Le Nuove Stagioni realizzata il 9 aprile scorso a Brescia, presso l’Azienda agraria del Conte Piero Catturich Ducco. In questa azienda sono regolarmente in funzione due Roccoli a scopo scientifico per la cattura e l’inanellamento degli uccelli migratori. Uno di questi è stato attivato nel lontano 1943.
Sabato prossimo, alle ore 21 e domenica alle 13, chi ne avesse interesse, può seguire la trasmissione sul canale 921 di Sky e ne scoprirà delle belle SULLA MIGRAZIONE PRENUZIALE DEI TURDIDI E DELLA BECCACCIA, ascoltando dalla viva voce del Conte Piero Catturich e del suo tecnico faunistico, l’ornitologo Mario Caffi, come stanno veramente le cose.
Per ovvie ragioni non vi anticipo nulla, ma sono certo che gli appassionati cacciatori migratoristi mi ringrazieranno. VOGLIO AUGURARMI CHE LE NOSTRE AA.VV. SEGUANO ATTENTAMENTE LA TRASMISSIONE E PRENDANO ATTO DEI DATI FORNITI DAI DUE ILLUSTRI STUDIOSI, ai fini dell’azione da intraprendere nei confronti dell’ISPRA.
diego.
Ne ero sicuro che avevi capito il motivo dello scritto,e che con rammarico in molti non hanno ancora capito….Quindi è vero che il grosso della migrazione si ha in febb-marzo, ma non è quello in discussione, ne il motivo del contendere; il motivo del contendere è definire l’INIZIO della migrazione pre-nuziale,che si tenta di anticipare sfacciatamente….
Cannas, perche dici che molti non hanno capito? Guarda che il duo Stincardini/Cannas, è stato chiarissimo, di cui penso che nessuno possa contestare il notevole impegno di ricerca che questo ha comportato. Semmai qualche nota di disappunto, può essere stata mossa nei confronti di quei ricercatori non proprio disinteressati, per non dire prezzolati, che si sono prestati a voler sostenere il fenomeno delle migrazioni antecipandone i tempi o facendo ricerche su scogli impossibili con il palese intento di falsare i risultati a dispetto della biologia.
Condurre indagini fasulle non è lecito, ne pro, ne contro la caccia.
Saluti
Argo
Poichè il post non appare tra i commenti recenti provo a riproporlo.
Facendo seguito al mio post del 5 aprile, sono in grado di confermare che sabato e domenica prossimi andrà regolarmente in onda la puntata de Le Nuove Stagioni realizzata il 9 aprile scorso a Brescia, presso l’Azienda agraria del Conte Piero Catturich Ducco. In questa azienda sono regolarmente in funzione due Roccoli a scopo scientifico per la cattura e l’inanellamento degli uccelli migratori. Uno di questi è stato attivato nel lontano 1943.
Sabato prossimo, alle ore 21 e domenica alle 13, chi ne avesse interesse, può seguire la trasmissione sul canale 921 di Sky e ne scoprirà delle belle SULLA MIGRAZIONE PRENUZIALE DEI TURDIDI E DELLA BECCACCIA, ascoltando dalla viva voce del Conte Piero Catturich e del suo tecnico faunistico, l’ornitologo Mario Caffi, come stanno veramente le cose.
Per ovvie ragioni non vi anticipo nulla, ma sono certo che gli appassionati cacciatori migratoristi mi ringrazieranno. VOGLIO AUGURARMI CHE LE NOSTRE AA.VV. SEGUANO ATTENTAMENTE LA TRASMISSIONE E PRENDANO ATTO DEI DATI FORNITI DAI DUE ILLUSTRI STUDIOSI, ai fini dell’azione da intraprendere nei confronti dell’ISPRA.
diego.
Appennino tosco romagnolo. Ieri visto un tordo nel nido, non ho guardato se aveva cominciato a fare le uova per non disturbarlo.
Alessandro Cannas
Posted on 18 aprile 2011 at 11:46
il motivo del contendere è definire l’INIZIO della migrazione pre-nuziale……….
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Ecco bravo …… finalmente qualcuno che lo ha scritto ……
E come si fa a DEFINIRE l’ inizio di una cosa che per la sua stessa natura e’ INDEFINITO ???
Chi e’ in grado di stabilire con esattezza se i primi Tordi ( come tanti altri migratori ) all’ inizio si spostano per migrare oppure si spostano perche’ ” errano ” / ” pre-migrano ” ?? Nessuno !!
Si possono dare solo interpretazioni personali di questi movimenti perche’ non e’ che ai Tordi puoi fare una precisa domanda e loro ti danno precisa risposta ….. Che stai facendo ?? Perche’ ieri eri li e oggi non ci sei piu’ ?? E’ che sono partito / mi muovo perche’ ho deciso di andar a matter su casa piu’ a Nord – oppure – E’ che mi sono scocciato di stare sempre nel solito posto e prima di andarmene a Nord , e ancora non ho deciso quando farlo , volevo solo vedere cosa c’era un pochino piu’ in la …..
L’ ISPRA ha dato la suo interpretazione di ” inizio ” . Altri hanno dato il ” loro ” . Nessuno puo’ smentire o mettere in dubbio i dati raccolti dall’ altro perche’ e’ IMPOSSIBILE farlo !!.
Ecco perche’ se non cambia idea l’ Ispra , noi non si riuscira’ a cambiare nulla …..
….geolocalizzazione , tecnica relativamente nuova che sta’ permettendo di stabilire con precisione tutti i comportamenti dei migratori (spostamenti, rotte di volo ecc.)e particolare importante, oltre alla determinazione DEL PERIODO DI SVERNAMENTO,………Mai sentito? Tra non molto tempo si uscira con una chicca meravilgiosa su tecniche di rilevamento da fantascienza…..Altro che anellini e reti bordo macchia…E interpretazioni….
Oppure….
http://www.bighunter.it/Natura/ArchivioNews/tabid/220/newsid734/5746/Default.aspx
Il monitoraggio satellitare di cui ho già parlato in un’altra occasione sarà il metodo di ricerca che toglierà ogni dubbio se sarà usato su molti soggetti e specie di selvatici migratori e perchè no anche stanziali. Nel momento in cui si potrà vedere dove mette i piedi una beccaccia monitorata, in quelle aree di nidificazione si potrà fare un censimento annuale delle beccacce che ci sono e che si ripresentano ogni anno. E’ così che si potrà dire effettivamente come stanno le cose per il mantenimento della specie. Lo stabilire l’inizio la fine della migrazione non serve a niente tutto da ridere.
Che si tirino fuori soldi da parte dell’ISPRA per aggiornarsi !! Perchè siamo stufi di gestione che non ha fondamento su dati certi e restrizioni che minacciano ogni anno la nostra passione, o di professori del cavolo che vengono a fare scoperte o procami solo per soddisfare la loro megalomania. Vi diamo soldi di tasse e cercate di usarli, dando lavoro ai giovani ricercatori disoccupati. 
Salutiaaamo
Gli altri sistemi almeno fino a quando se ne troverà uno migliore non sono all’altezza della situazione, ammesso che lo si trovi.
Bravo Giacomo il monitoraggio satellitare è UNA delle nuove tecnologie ed è gia ampiamente usata su specie di una certa mole; il nostro discorso era invece rivolto ai tordi e dato che al tordo non può essere applicato un trasmettitore che ecceda più del 5% del peso corporeo questa tecnologia per motivi di spazio e peso non è possibile usarla.
Ne è nata un’altra (geolocalizzazione) che praticamente permette di avere le stesse informazioni della rilevazione satellitare ma che è possibile applicare ai piccoli migratori, pensa il trasmettitore applicato pesa 0.5 gr e da studi fatti permette di rilevare tutti gli spostamenti effettuati dagli stessi,comprese anche le date.
Ciao.
Alessa’ ….. puo’ permetterlo per un migratore ( o pochi migratori , dipende da quanti euro si hanno a disposizione ) , e allora non possono essere dati utilizzabili per stabilire l’ INIZIO della migrazione di un’ INTERA SPECIE ma solo di quando QUEL SOGGETTO ha deciso di migrare . Nessuno e’ in grado , nemmeno i francesi , di dire con sicurezza una ” data ” . Semmai in base alle loro osservazioni e ricerche , hanno stabilito un periodo definendolo in tal modo .
Allora se si vuol cercare di uscirne fuori bisognerebbe dare una definizione CHIARA e UNIVOCA sul cosa si intende per INIZIO di una migrazione . Perche per l’ ISPRA questo ha un significato . E nessuno puo’ metterlo in dubbio e/o per i motivi anzidetti contestarlo . Per altri ne ha un’ altro e non e’ al momento possibile stabilire con certezza chi ha ragione . Altrimenti sarebbe stata risolta da mo’ la questione …..
Poi se mi chiedi se la geolocalizzazione e’ utile a conoscere meglio una specie – a scoprire nuove rotte di migrazione o di sosta etc. etc . , ti rispondo che e’ UTILISSIMA . Ma la differenza fra le due cose e’ sostanziale .
Peccato caro Springer che i Francesi utilizzino un sistema di rilevamento, che praticamente conta il numero di passaggi e con la geolocalizzazione è possibile stabilre oltre il periodo di svernamento, anche l’areale di svernamento che toglierà molti dubbi su il reale inizio della migra prenuziale, sul fatto che è necessario usare molti geolocalizzatori questo è pacifico, (è stato fatto in altri paesi) ma non mi vorrai far credere che con l’inanellamento vengano catturati tutti i soggetti di passaggio, è pur sempre una campionatura e a questo punto non posso credere che uno attento come Te alle innovazioni tecnologiche non ne colga la novità.
Io capisco la tua “riverenza” nei confronti dei (meglio dire di alcuni) ricercatori ISPRA ma ci sarà un motivo se questi tre sono gli UNICI in europa ad avvallare delle tesi così ardite e che non sono confortate da NESSUN (senza pericolo di smentita) altro ricercatore e sono addirittura in contrasto con altri autori italiani.
Ciao.
No , non ci siamo capiti …..
Io sono assolutamente d’ accordo a che si usino tutti gli ultimi ritrovati della Scienza e della Tecnica per svelare DEFINITIVAMENTE l’ arcano .
Il guaio e’ che A OGGI nessuno e’ in grado di svelarlo con sicurezza visto che , sempre A OGGI , questo tipo di rilevazioni sono all’ inizio e devono andare a confrontarsi / scontrarsi con quelle ottenute con altre tecniche che invece durano da decenni e che hanno portato ai dati attuali . Parlo di Italia ovviamente .
E comunque se non si da una definizione STANDARDIZZATA a cosa si intende per INIZIO DI UNA MIGRAZIONE , non ne vieni fuori mai visto che ognuno ha e dice la sua la sua .
L’ ISPRA ha la sua di tipo ” conservativo ” . Altri l’ hanno di tipo piu’ ” permissivo ” . Rimane il fatto che NESSUNO A OGGI puo’ dire con certezza di aver ragione smentendo i dati dell’ altro . Perche’ i dati vanno INTERPRETATI e se uno li interpreta in un modo e l’ altro li interpreta in un altro perche’ non esiste nulla di DEFINITO , andiamo avanti fino alla fine dei tempi senza risolvere un fico secco . Anche GEOLOCALIZZANDO .
Ti e’ piu’ chiaro adesso cosa intendevo dire ??
Allora ti tolgo subito il dubbio; l’ISPRA STANDARDIZZA in questo modo l’INIZIO DELLA MIGRAZIONE prenuziale del tordo bottaccio:
cattura un campione di esemplari nelle piccole isole italiane dove non vi possono essere popolazioni svernanti e i primi esemplari ricatturati danno ,secondo gli stessi, l’inizio alla migra prenuziale.
Domanda : chi lo dice che il tordo catturato a pantelleria non si fermi fino a febb_marzo in una qualsiasi regione italiana
Risposta : utilizzando lo stesso metro ISPRA (così non ci sbagliamo) al posto dell’anello applichiamo ai tordi di pantelleria o mal di ventre il geolocalizzatore (dato che lo stesso campione ISPRA in questo caso è di pochi esemplari) e vediamo che cosa fanno questi benedetti tordi usando IL METRO ISPRA.
Vedi se in seguito a studi fatti in questo modo uscisse che quei tordi effettivamente migrano allora sarei il primo a dire va bene il 10 genn. , ma ti ripeto non posso accettarlo in base a teorie non confutate a livello internazionale con tecnologie che definire superate è un eufemismo.
Sul fatto che i dati vanno interpretati; é proprio questo che le nuove tecnologie fanno, NON INTERPRETANO danno dati REALI.
Poi mi stupisco che uno attento come Te non sappia che il mondo scientifico mondiale và in un’altra direzione rispetto ai metodi ISPRA, e che definire l’uso del radar in ornitologia all’inizio è una grossa baggianata dato che ci sono pubblicazioni a iosa (non italiane) da vent’anni a questa parte;
la stessa geolocalizzazione che Tu definisci all’inizio ha più di 10 anni di esperienza sui grandi migratori (oche,anatre ecc.) e almento tre anni sui piccoli ( tordi ecc.) naturalmente non Italia (nessuna pubblicazione al riguardo, solo un piccolo studio iniziato da poco, a fronte di estesa bibliografia estera).
Vedi caro Springer qui da noi è meglio INTERPRETARE che cercare la verità; almeno dalle altre parti lo stanno facendo e sembrano riuscirci checche Tu ne dica (Americani docet) ,noi invece continuiamo ad INTERPRETARE forse è meglio per tutti.
Saluti.
Oh …… piu’ che averlo scritto specificandolo che mi riferivo all’ Italia non so che fare ….
Poi voglio dirti , visto che credo tu fraintenda le mie parole , che io non sono ne pro ne contro i dati ISPRA . Io sono per avere dati ATTENDIBILI e REALI . Se questi mi dicono che posso andare tranquillamente a Caccia fino a Maggio di Tordi ( voi non io che non li caccio ) , niente in contrario per sostenere la Caccia al Tordo fino a tale periodo . Maggio detto per assurdo ovviamente .
Sono nello stesso tempo consapevole che a questi attuali dati Ispra , e non di altri , dobbiamo a torto o ragione ( non sta a me deciderlo ) attenerci . L’ Ispra ha sempre sostenuto che i dati che altri interpretano come erratismo oppure preparazione alla migrazione , per lei sono INIZIO della migrazione perche’ ha un approccio alla materia piu’ conservativo rispetto a istituti di altre nazioni . Il punto e’ proprio questo . Non essendoci una definizione chiara a cui TUTTI ( italiani – francesi – spagnoli ….. ) devono / possono far riferimento , si da modo all’ INTERPRETAZIONE personale dei dati di cui si entra in possesso . L’ Ispra dice : Io la vedo cosi’ percio’ dico la mia . L’ altrodice che la vede cosa’ e dice la sua . Fatto sta che noi dobbiamo fare i conti con l’ Ispra . Credo che almeno su questo non ci piova .
E per tirare l’ acqua al proprio mulino , quello dell’ Ispra , basta che alcuni Tordi ( visto che si parla di Tordi ) partano e/o arrivino prima a destinazione – oppure facciano un giro diverso dal solito , per dar adito a tutte le teorie interpretative di questo mondo .
Allora tento di spiegare per l’ ennesima volta quello che intendo dire ( poi ci rinuncio ) facendo esempi da ” Asilo Mariuccia ” su cosa intendo per STANDARDIZZARE i termini :
Quando si ha l’ inizio della migrazione – di una qualsiasi migrazione ??
Quando il primo Tordo o di altra specie si muove oppure quando la un buon numero o la maggior parte dei Tordi e’ in movimento ??
Quando il primo Tordo e’ a destinazione oppure quando un buon numero o la maggior parte e’ a destinazione ??
E via di questo passo stabilendo dei paletti a cui ci si deve attenere TUTTI .
Se gia’ si stabilisse questo saremmo un bel pezzo avanti
Io ho un sistema scientifico al massimo per individuare l’inizio di una migrazioni.
Arriva la fine dell’estate. Le rondini, quelle poche rimaste, si affollano sui fili della luce.
Dopo un paio di giorni non ce ne sono quasi più.
Sono partite.
Peccato che alle becche non piacciano i fili della luce…
Anzi no! Che dico??!! Per fortuna!!!! 8O
Urca EMy 74!!! Mi piace da matti cosa scrivi!!!
Finalmente arriveremo a qualcosa che sia un pochino di più che la solita aria fritta???
Ma fusse che fusse, partisse SUBITO qualche AV con questo tipo di ricerca???
Magari, nè….
Ciao EZIO ti ringrazio, abbiamo quasi finito con Ale Cannas una ricerca su questo argomento e abbiamo scoperto delle cose MOLTO interessanti sullo studio delle migrazioni e soprattutto sui metodi, noi in Italia siamo al PALEOLITICO.
Ciao.
Grazie di che?? Grazie a te/voi!!! In quanto al “paleolitico”, non mi devi convincere di nulla e come amo dire, se fosse solo per la questione caccia sarebbe pure il male minore.
Come rimarca Fiore, finchè tutto si fa e si farà solo per convenienza, per calcolo, e non per scopi di pubblica utilità, non ci schioderemo MAI dal palo….
In Umbria a 1000 mt. in faggeta fermata beccaccia durante gara a monte Pozzoni 12 giorni fà.
“….visto che credo tu fraintenda le mie parole….”
“….un approccio alla materia piu’ conservativo rispetto a istituti di altre nazioni….”
“Allora tento di spiegare per l’ ennesima volta quello che intendo dire ( poi ci rinuncio ) facendo esempi da ” Asilo Mariuccia ” …”
Ah…….. annamo bene ……. Ezio sta pensando ….. :D
Cos’e’ che non hai capito o non va bene in quello che hai evidenziato …..??
Niente, niente….tutto regolare….ci mancherebbe!!
Geolocalizzazione, Monitoraggio satellitare, Contemporaneità dei rilevamenti, Massima distribuzione territoriale.
Emiliano (Emy74) e Giacomo hanno chiarito un concetto, inerente le metodiche di ricerca, che dovrebbe diventare Istituzionalizzato.
La collaborazione dei cacciatori e delle associazioni dei cacciatori, a questo punto, potrebbe migliorare le cose. Un conto è basarsi su pochi campioni facendo prelievi in luoghi quantomeno discutibili e un altro conto è quello di dislocare più rilevatori formati tecnicamente, in più luoghi contemporaneamente ed avvalersi delle tecnologie più avanzate per monitorare un più ampio numero di individui di numerose specie migranti o erratiche.
Sarebb einteressante , in periodo di caccia, prelevare gli stomaci del maggior numero possibile di selvatici catturati e studiare la composizioe dei pasti per comprendere, nei periodi, quali siano le preferenze trofiche e come siano condizionati da esse i migratori nei periodi del passo , dello svernamento ( o dell’estivazione) e durante l’erratismo stagionale ( nelle specie in cui esso si verifica).
X Alessandro:
come vedi, quando si parla di spostamenti migranti in Marzo – aprile, ci capiamo e parliamo la medesima lingua.
Per molti l’eventualità di effettuare un qualsiasi tipo di prelievo venatorio in Marzo è una pura utopia, per altri, come me, è solo una delle possibilità offerte dalla cacci aper specie.
Ciò detto, vi sarebbe da rilevare come l’utilizzo di certi termini da parte della 409/79 ( e della Guida Interpretativa) e l’imposizione di taluni parametri si presti ad interpretazioni scorrette ed a giochi politico-ideologici che non fanno bene nè alla caccia nè all’ambiente.
A questo proposito vorrei aprire uno spiraglio su un altro particolare.
Anni fa mi imbattei, durante lo studio di uno degli allegati della 409/79, in un passagio nel quale si parlava di dodici specie non incluse tra le specie soggete a regime di caccia controllata e non comprese tra le specie protette, poiché quelle specie erano considerate “PROBLEMATICHE”. Esse erano (cito a memoria): Cornacchia nera, Cornacchia grigia, Corvo comune, Taccola, Storno comune, Passero comune, Gazza, Ghiandaia, Cormorano, Gabbiano comune ed alcune altre che ora non ricordo.
In Italia, tra quelle specie, nel 1996, inserirono quella che si può considerare ancora oggi la più numerosa, cioè lo Storno comune, tra le specie a rischio ( Governo Prodi e susseguente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, esteso anche alla Peppola e Fringuello). Il resto, suppergiù, lo sappiamo tutti.
Sarà interessante ritirare fuori quelle carte.
Cari Saluti
L.D.E.