Varese: Caccia cinghiale, “gioco” di squadra

| 24 marzo 2011 | 8 Comments

Caccia al cinghiale, un “gioco” di squadra
Dieci i gruppi che con cani e fucili hanno partecipato alla stagione venatoria. In un video alcuni animali in libertà

cinghialeSquadre di 50 cacciatori che all’alba battono le due zone dove vivono i cinghiali. Dalla prima domenica di novembre fino al 31 gennaio doppiette, cartucciere, mimetiche e cani hanno fatto capolino nelle zone di fondovalle dell’ambito territoriale caccia 1 (più o meno dal Tresa fino a Varese) e dalla “zona Alpi” (dal Tresa al confine con la Svizzera). L’obiettivo era quello di coordinare gli abbattimenti di cinghiali stabiliti per ciascuna delle zone. In tutto ne sono stati cacciati 753 nella zona “ATC1” e 201 nella zona “Alpi”. Le battute sono avvenute con una decina di squadre, alcune delle quali hanno abbattuto fino a 150 capi.
Ma che fine fanno i cinghiali uccisi? «La proprietà delle carcasse è dei cacciatori che possono decidere che farne: spartirsela, oppure venderla ai ristoratori – ha spiegato l’assessore Bruno Specchierelli nel corso della conferenza stampa dove è stato presentato il risultato della caccia collettiva al cinghiale. Ma tutti i capi vengono sempre controllati rigorosamente dai veterinari per assicurare la commestibilità».
Altra faccenda sono quella sessantina di esemplari circa che rientrano nel computo degli abbattimenti 2010/11 ma che sono stati oggetto di caccia selettiva: sono gli “articolo41” vale a dire i capi di selvaggina oggetto di caccia o da parte del nucleo faunistico della Provincia (perché segnalati in aree a rischio) o dai cacciatori selettivi, vale a dire privati con regolare licenza di caccia e che hanno una specifica competenza per operare lo sfoltimento di animali in sovrannumero: al cacciatore cioè viene assegnato uno specifico capo da abbattere ed egli solo quello con specifiche caratteristiche può abbattere (un cucciolo, un animale di un’età avanzato, una femmina e via dicendo). In questi due casi (polizia provinciali e cacciatori selettivi) fino ad oggi gli animali catturati sono stati destinati alle mense pubbliche. «Ma, visti i danni prodotti da questi animali e le risorse limitate che abbiamo a disposizione per i rimborsi – ha aggiunto Specchiarelli – stiamo valutando l’ipotesi di immettere nel circuito commerciale la carne di questi animali così da utilizzare parte del ricavato a titolo di indennizzo per le aziende che hanno subito danni».
Ma come sono questi animali in natura? E dove si trovano? Gli amici di Valganna.info hanno realizzato un video che costituisce un eccezionale documento in cui si possono ammirare alcuni esemplari sul monte Chiusarella. Si tratta di una giornata in cui i cacciatori si sono limitati ad operare alcuni monitoraggi di animali presenti nel territorio di alcune centinaia di ettari. I cacciatori si sono limitati a descrivere solo il tipo di animale osservato: in 250 hanno partecipato all’iniziativa: ecco come è andata (nel video, lungo circa 15 minuti, è possibile osservare alcuni capi attorno al punto 10′ e 20”).

 

http://www3.varesenews.it

Category: .In Evidenza, Generale, Lombardia, Video

Comments (8)

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  1. Giacomo scrive:

    x chi ancora non lo sa……..

    Dalla prima domenica di novembre fino al 31 gennaio doppiette, cartucciere, mimetiche e cani hanno fatto capolino nelle zone di fondovalle dell’ambito territoriale caccia 1
    ——————————————————————————————————————
    Per chi ancora non lo sapese : questa è la vera caccia agli ungulati…….

    La proprietà delle carcasse è dei cacciatori che possono decidere che farne: spartirsela, oppure venderla ai ristoratori –
    —————————————————————————————————————–
    E questo è il giusto premio a chi ha cacciato come Diana comanda. :D Salutiaaamo :wink:

    • STW scrive:

      Ma per favore…

      • Giacomo scrive:

        per favore cosa ?……… Io non sono mica cinghialaro ma apprezzo la caccia fatta
        con i cani tutto quì…… Salutiamo

        • STW scrive:

          Ecco, segugi per il cinghiale e STOP.
          Non parliamo poi di vendere la carne di selvaggina, oltre a tutto illegale se non seguendo precise regole.

        • Giacomo scrive:

          Se lo fanno contro legge peggio per loro, se li prendono son ca@@i. Sono d’accordo.
          STW sei un segugista ?………… Salutiamo

        • STW scrive:

          NO, pensa, incarno il non cacciatore per eccellenza :mrgreen: : solo ungulati sulle Alpi e piccola migratoria (coi richiami); ogni tanto ci scappa in mezzo un po’ di cane da ferma.

  2. RICCI VINCENZO scrive:

    Un plauso alla Provincia di Varese per quello che sta facendo e, soprattutto, per il fatto che pubblicizza in maniera adeguata gli interventi ritenuti necessari per la complessa gestione della specie di ungulati che risulta essere la più problematica in assoluto. E’ parere dello scrivente che attraverso il coinvolgimento delle squadre locali e la giusta pubblicità data agli eventi si attiene sia l’accrescimento della cultura legata all’attività venatoria in generale che la “coscienza” dell’obbligatorietà di interventi mirati a mitigare le frizioni sociali generate dalle presenza del selvatico con il mondo agricolo. Ovviamente il percorso intrapreso dalla Provincia dev’essere sostenuto anche e soprattutto dalle associazioni venatorie da una parte e da quelle ambientaliste dall’altra in quanto se il selvatico assicura lo svolgimento di un’intensa attività venatoria risulta essere la principale fonte alimentare per i lupi. Da non sottovalutare, poi, la complessità nella definizione dei danni che i cinghiali arrecano alle biocenosi. Infine, l’utilizzo dei cacciatori appositamente formati (selecontrollori) garantisce all’Amministrazione Provinciale un corretto svolgimento delle attività di controllo che nulla hanno a che vedere con l’attività venatoria con la quale troppo spesso e strumentalmente vengono confusi.

    • francescorm scrive:

      Ancora una volta abbiamo esempi di corretta gestione senza strafare ed applicando norme nazionali e regionali,dove esistono,che danno all’Amministratore la possibilità di intervenire in modo strategico utilizzando sia i cacciatori nei periodi previsti dai calendari venatori sia i selecontrollori durante l’anno in funzione della biologia del selvatico e non con catture con gabbie o peggio di notte con fari e visori notturni.Oggi molte realtà Provinciali si trovano a poter/dover gestire un patrimonio faunistico importante,che in molti ci invidiano,e che potrebbe anzi dovrebbe essere una fonte di reddito per gli Enti gestori atto a compensare,in parte, gli esborsi per il pagamento dei danni agli agricoltori e in parte a creare quella filiera alimentare di pregio che potrebbe incrementare il turismo e di conseguenza anche l’occupazione lavorativa,molto in crisi specialmente nelle nostre zone interne appenniniche.Spero che molti amministratori si ricredano e perseguano una corretta gestione del problema ungulati seza iniziare campagne demagogiche contro o a favore di tali selvatici.

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