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Lepri sudamericane per cacciatori salernitani

| 8 marzo 2011 | 39 Comments

greenreportLepri sudamericane per cacciatori salernitani

LIVORNO. Un nostro lettore, Marco Franceschini, ci scrive: «Vi porto a conoscenza di cosa accade in Italia sulla Fauna selvatica. La provincia di Salerno ha indetto un bando per l’acquisto di ben 400 lepri dal Sudamerica, con la consulenza di un prof. universitario e con il tacito assenso dell’opinione scientifica. Tralasciando il discorso sull’irrazionalità dei ripopolamenti di selvaggina pronta caccia, rimangono perplessità sui costi e soprattutto sull’opportunità di avere animali provenienti non da un altro paese, ma addirittura da un altro continente. In un momento in cui vorremmo maggiore attenzione destinare 70.000 euro ad un ripopolamento in un’area delicata e popolata dalla lepre italica non sembra proprio opportuno».

Siamo andati a vedere sul sito della provincia di Salerno ed abbiamo scoperto che non solo è tutto vero ma che ripopolamenti di selvaggina avverranno anche nell’Ambito territoriale di caccia (Atc) della aree contigue al Parco nazione del Cilento e Vallo di Diano, dove l’Atc vuole mediante incentivi, «Centri di produzione e allevamento di selvaggina stanziale, raccogliendo la disponibilità e la collaborazione di azienda agricole comprese nel territorio delle aree contigue e delle aree protette del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. A tale scopo le aziende, in forma individuale, societaria o cooperativa, interessate possono fa pervenire apposita domanda su carta semplice con dicitura ” Domanda per la costituzione di centri di produzione di selvaggina stanziale” entro il 22 marzo 2011. I soggetti interessati devono allegare alla domanda: La cartografia del sito relativa alla azienda e l’ estensione del terreno che si intende destinato all’allevamento precisando se la medesimo ricade in zona sottoposta ad eventuali Vincoli (Parco, Zps ed Aree Sic)». Nel modello per la domanda sono specificate le «Specie di selvaggina interessati ad allevare: Lepri, Fagiani, Cinghiali, Starne, Coturnici, Altro» .

Quindi, nelle aree contigue di un Parco nazionale (ed anche all’interno) si alleveranno a scopo venatorio animali come il cinghiale che sono uno dei grandi problemi del parco del Cilento e di molti altri e specie, come il fagiano, che non sembrano rientrare tra la fauna autoctona e per le quali l’articolo 11 della legge 394/91 vieta l’introduzione nelle aree protette.

Il caso segnalato dal lettore rientra nel malcostume italiano di quella che è stata ribattezzata “pronta-caccia” e dei “ripopolamenti” che in realtà sono l’immissione di specie e sottospecie più appetibili per l’attività venatoria di quelle autoctone e che spesso finiscono per soppiantare le nostre, meno prolifiche o semplicemente meno adattabili e competitive, non è solo il caso delle lepri europee (o sudamericane – Lepus europaeus) che hanno sostituito in molte aree la lepre italica (Lepus corsicanus), ma anche delle coturnici orientali che hanno inquinato o spazzato via le pernici rosse, oppure dei cinghiali di origine centroeuropea ormai diventati padroni del territorio italiano, per non parlare delle immissioni di caprioli, mufloni o di altri animali “cacciabili” che hanno pesantemente mutato la fauna e la flora di molte regioni.

L’Atc di Salerno prosegue semplicemente lungo questa strada dell’immissione scriteriata a fini venatori, con il suo bando di gara per la fornitura di «N. 400 (quattrocento) lepri di cattura di provenienza sudamericana» al prezzo più basso «Da liberare, nel mese di Aprile/Maggio 2011, sul territorio di competenza dell’Atc – Ambito Territoriale Caccia Salerno, a fini di ripopolamento faunistico, ed aventi le seguenti caratteristiche: Soggetti di cattura di origine e provenienza estera (provenienti dal Sud America – Argentina), sani adulti, in piena maturità sessuale, fertili, esenti da traumi e da qualsiasi malformazione. I soggetti dovranno presentare un corpo slanciato, lateralmente compresso, orecchie lunghe, coda di circa di cm. 10 (dieci), arti posteriori più lunghi degli anteriori, superfici palmari e quelle plantari ricoperte da pelo e prive di callosità, dal peso non inferiore a kg. 3,5 e di età non inferiore a mesi 12 (dodici); Il lancio sarà a cura dell’azienda presso i vari siti indicati da responsabili dell’Atc. Importo complessivo a base d’asta euro 70.000,00 (settantamila/00), oltre Iva».

Una mercificazione della fauna ridotta a prodotto che non solo non dà una buona immagine del mondo venatorio, ma dimostra quanto ancora ci sia da fare per la salvaguardia della fauna italiana.

http://www.greenreport.it

Category: .In Evidenza, Campania, Generale

Comments (39)

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  1. fedeli massimo scrive:

    Così ballerete la samba :lol: :lol: Chissà come arriveranno in ITALIA !!La cattura ,l’imbarco ,il viaggio, il t rasporto dall’areoporto,il rilascio…….. :|

  2. Ezio scrive:

    DI NUOVO???????!!!!! 8O

    Ma veramente mi pare di vivere e rivivere una sorta di brutto film….

    L’”esperimento” l’avevano fatto alcuni atc piemontesi molti anni fa.

    Le lepri argentine effettivamente somigliano molto a quelle italiche, peccato che quando qui è estate la è inverno e viceversa…. non so se rendo l’idea….. :roll:

  3. franc scrive:

    Ai prezzi chele pagano le trovano tranquillamente anche qui in italia.

  4. ilio scrive:

    Prego accomodatevi pure tanto l’ italia è pronta ad accogliere tutti persino le escort transoceaniche figuriamoci le lepri..

    Ci stiamo avvicinando a passi da gigante verso una pulizia etnica e questa volta toccherà agli aborigeni italiani.

    • Ezio scrive:

      Caro Ilio…sto evento mi ha sempre “spaventato” …ora comincio a pensare che potrebbe essere la NOSTRA salvezza….. :roll:

      • ilio scrive:

        A patto di avere vie di fuga cosa che mancano in italia ormai anche in Aspomonte e Montelepre :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Ezio scrive:

          Magari invece di scappare mi …ALLEO all’invasore….Tanto il nemico ce l’ho già in casa ed è mio connazionale, provo a cambiare, si sa mai…. :roll: :twisted:

  5. renzo scrive:

    Colgo l’occasione per fare gli AUGURI a TUTTE le donne cacciatrici e non …. mimosa virtuale

    Oggi è l’OTTO Marzo

  6. Mario Bartoccini scrive:

    Scusatemi … signori!

    Possibile che non riusciate a capire l’importanza che ha l’immissione di lepri provenienti da lontani continenti???

    Come faremmo, altrimenti, a rinsanguare le nostre volpi e sir lupo canis … forse ormai Licantropo??

    E’ vero, la nostra cultura è in … decadenza libera! … poveri noi …!!!!
    Cordialità.

  7. mauro andrea giuseppe scrive:

    GIACOMOOOOOOOOOOOOOOO :roll:

  8. francescorm scrive:

    Va bene la Provincia ma gli ATC!!!!!!!Non sono governati da illustri personaggi dell’associazionismo venatorio italico ben rappresentatato dalla più grande associazione venatoria d’Italia????????????Come sempre,predicano bene e razzolano male,o per compiacere i politici di turno presso l’Ente provinciale o per essere compiacenti nei confronti dei portatori di tessere/assicurazioni.Guardate che esistono grandi compagnie private e costano anche meno,ma non danno cappellini e coltellini da 5 euro.

  9. Giacomo scrive:

    Io non entro nel merito…….. Non sono un esperto in questa caccia !! Queste sono cose che devono vedere gli esperti professori che hanno messo a fare consulenza e gli esperti ATC.
    Comunque se qualcune vuole alludere al fatto che bisogna incrementare la lepre Italica quando fino a ieri se non dall’ America ci siamo serviti in Ungheria, Romania ecc. mi sembra che sia un po tardino. Quello che dico è che 70000 da spendere Diviso 400 lepri fanno 175 Euri a lepre. 8O :twisted: :twisted: :twisted: E se siamo andati in America per risparmiare in Italia quanto costano ? :wink: A parte che le lepri non sono targate Italia. Salutiaaamo

    • Ezio scrive:

      Pensa che in Argentina la lepre è considerata un animale nocivo …la si può ancora dire…. con tutto ciò che ne consegue…. ma proprio TUTTO TUTTO Giacomo!!! 8O

    • ilio scrive:

      Giacomo non cercare di dribblare, non sarai esperto di caccia alla lepre ma di sicura sai chi sono le aaw che operano nel tuo atc. Essi onesto come sempre, dicci quanti federcacciatori e arcicontrolacaccia ci fanno parte. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Il popolo del web ringrazia :P :P :P :P

      • Giacomo scrive:

        Scusa ILIO ma io qualche volta ho difeso tutti quelli che fanno parte della Fidc ? Io difendo la mia associazione come linea di principio democratico. Le mele marce ci sono in tutte le aavv. Lo sai bene che la questione delle sedie ATC è politica…….. Io ho sempre detto che un ATC unico regionale sarebbe la soluzione migliore per un risanamento alla radice. Vuoi sapere quanti feder e arci ci sono nell’ ATC Salerno ? Non lo so !?!? :mrgreen: :P :P :P

        • ilio scrive:

          L’informazione è per valutare quante mele marce e quante sane esistono negli atc italici e in quale ceste. :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Ezio scrive:

          Dalle mie parti ci sono atc che hanno la medesima composizione associativa e che lavorano l’uno l’opposto dell’altro.

          Ad ulteriore ed ennesima dimostrazione che sono le “teste” che contano e non i “colori” e/o similari.

          Un po’ come Mauro Proietti e Maria Vittoria Brambilla… Tutti e due nello stesso partito no???!! :roll:

  10. Domenico Fulgione scrive:

    Caro Franceschini, la cosa è effettivamente un po’ strana, ma non più strana di tante cose che accadono nelle operazioni di gestione venatorie nel resto d’Italia. E’ quindi doveroso, per chi ha rispetto della fauna, dare messaggi chiari e veritieri a chi legge e agli amministratori territoriali. Uno dei motivi per cui oggi la fauna di interesse venatorio viene gestita in maniera scriteriata dipende proprio dalla confusione che genera chi riporta imprecisioni, chi crea allarmismi e chi crede più nella sensazione che nei fatti. Quindi, per venire al dunque e specificamente a quanto hai scritto in questo blog, come in altri in giro per la rete, ti informo che:
    Salerno è composta di 2 ATC. Quella contigua al Parco, ATC2 (di cui sono consulente) e l’ATC1. La seconda (ATC1) ha emanato il bando errato che è stato prontamente corretto. Questa ATC non è contigua al parco del cilento, tantomeno alle care lepri italiche che io studio da anni e di cui ho prodotto lavori scientifici internazionali. Non sono stati spesi 70.000 euro per questo ripopolamento, come riporti in altre fonti. Chiunque saprebbe spiegarti che cosa significa una base d’asta. Il ripopolamento non potrà essere effettuato in aree a lepre italica perchè queste ricadono nel Parco. Sarebbe strano che l’ATC più lontana al parco ripopolasse lepri di dubbia provenienza nel parco nazionale. Molto fantasioso. Non è vero come tu riporti che avverranno anche ripopolamenti di cinghiale, forse ignori che a seguito dell’emergenza cinghiale nel Parco (di cui sono consulente) è stata interdetta qualsiasi operazione di immissione da almeno 4 anni. Questo su indicazione dell’ISPRA e della Regione Campania. Ci sono molte altre imprecisioni in quello che scrivi, ma il punto non è questo, sono sicuro che sei animato da uno spirito ambientalista sano e combattivo. Devi solo fare attenzione al fatto che la politica della gestione faunistica è complessa, chi se ne occupa e chi ne fruisce deve avere informazioni chiare e nette, la confusione non fa bene a nessuno, tantomeno al mondo ambientalista. Se davvero si vuole spostare l’equilibrio e portare gli amministratori pubblici, della caccia o dei parchi a sviluppare piani di conservazione faunistica appropriati si deve intraprendere un lavoro lento, chiaro e trasparente. Non si liquidano i cacciatori, i ripopolatori, i protezionisti con buoni e cattivi. Ci vuole una strategia che individui la giusta coesistenza e nessuno deve essere gettato dalla torre. Se si spiegano le cose, possono essere lentamente recepite.
    Mi scuso per gli utenti di questa discussione per aver utilizzato questo spazio per chiarire un po di cose sparse in altri punti del web
    Un caro saluto

    • Giacomo scrive:

      Uno dei motivi per cui oggi la fauna di interesse venatorio viene gestita in maniera scriteriata dipende proprio dalla confusione che genera chi riporta imprecisioni, chi crea allarmismi e chi crede più nella sensazione che nei fatti
      ———————————————————————————————————————————
      Caro professore Fulgione sono un cacciatore Salernitano e per questo la cosa mi interessa molto visto l’importanza dell’argomento trattato. In verità mi dispiace dirle che non sono d’accordo sul fatto che la fauna Salernitana non si sia riprodotta solo per quei POCHI che generano confusione, riportano imprecisioni, creano allarmismi e soprattutto chi crede più nelle sensazioni che nei fatti.
      A me sembra proprio che di fatti nella gestione degli ATC Salernitani ce ne siano stati ben pochi perchè di selvaggina stanziale da penna non se ne vede, questo a detta non solo del sottoscritto ma da centinaia di cacciatori salernitani. Lei è consulente del Parco del Cilento e sembra che ultimamente le hanno affidato la costituzione delle ZRC in questa provincia. Ma vorrei chiederle : a parte i cinghiali che si gestiscono da soli, ma non le sembra che con un parco immenso come questo, costituito da circa venti anni, avrebbe dovuto essere un serbatoio di selvatici di ogni specie interessante la caccia ?
      Sia per la conformazione del territorio sia per selvatici da penna che da pelo ? A che punto sta in questo parco la riproduzione della coturnice e della starna che un tempo a caccia libera era numerosissima, mai sentito che siano state prelevate coppie di coturnici dal parco per l’immissione in zona libera, cosi come anche per il fagiano e la starna. Per la lepre Italica che lei sta studiando, crede proprio che un parco immenso come questo dopo venti anni non avrebbe potuto sopperire ai selvatici comprati all’estero ? Avrebbe potuto essere se non altro un introito per la gestione del parco non le sembra ? E della riproduzione dei Cervi, Daini e altre specie di ungulati cosa ci dice ? A che punto stiamo ? Lei crede che anche nel parco questo carenza sia dovuta agli allarmismi, a chi riporta imprecisioni ecc. Non mi si venga a dire che nel parco non si possa fare gestione per la caccia come mi rispose forse giustamente il presidente Fidc di Salerno, perché volendo tutto si può fare…… a parte che i parchi sono sovvenzionati anche con i soldi dei cittadini cacciatori. Lei sa benissimo la realta del territorio Salernitano per quanto riguarda l’area Agro Silvo Pastorale, non crede che queste ZRC affidategli possano essere una ulteriore limitazione per i cacciatori
      Visto che avete preso del territorio montano dove noi si caccia la beccaccia già limitato al massimo ? Non crede che prima di istituire
      Queste zone di ripopolamento e cattura si dovrebbe prima riportare l’habitat ai livelli naturali di una volta. Vedasi la piana del Sele, è diventato un giardino di zucchini, insalata e carciofi e le stoppie di grano sono da fine Luglio già inesistenti, la dove una volta ci stavano bufali al pascolo boschetti e laghetti che formavano zone umide, distese di erbe selvatiche di ogni tipo, necessarie alla sosta e stanzialità della migratoria. Questa pianura avrebbe potuto essere sì una ZRC di quelle ad ok…., ma non mi sembra che sia stata scelta per questi allevamenti.
      Chiedo venia se mi sono dilungato un pò, (molto ci sarebbe ancora da dire) e se ho detto un po’ di verità riguardo alla nostra provincia. Ma in verità le dico che lei non si deve scusare per aver utilizzato lo spazio di questo sito……. A me come forse a molti altri che scrivono su questo sito fa piacere colloquiare con un esperto come lei e perché no essere utile per la sua scienza, colloquiare un po’ con noi cacciatori per adesso diventati caccia….soldi e basta. Un cordiale saluto.

  11. Ezio scrive:

    “….la cosa è effettivamente un po’ strana, ma non più strana di tante cose che accadono nelle operazioni di gestione venatorie nel resto d’Italia….”

    Gentile Professore, credo la predetta affermazione non sia di alcuna consolazione per nessuno, o almeno sicuramente non lo è per i Cacciatori/Ambientalisti e per gli Ambientalisti che tali si vogliano definire veramente.

    Penso che Lei sia consapevole che, in particolare ai cacciatori, non è mai importato un granchè del “costo” di una determinata “operazione”. L’importante che vedessero selvaggina correre o volare… e tutto l’anno e non solo nel periodo venatorio.

    Piuttosto, infine, dopo anni ed anni di quelle che poi si sono rilevate inutili azioni, alcuni hanno iniziato a porsi la questione sul rapporto costi/benefici.

    E spesso, approfondendo la tematica, si è avuta l’amara sorpresa che a fronte di costi altissimi i benefici sono stati scarsi, o nulli oppure addirittura si sono trasformati in veri e propri danni.

    Per ciò che concerne il caso specifico, rimango dell’idea che trasferire selvatici da un continente all’altro, posti agli antipodi l’uno dall’altro, almeno per l’elementare motivo che se da una parte è inverno, dall’altra è estate, ribadisco, con tutto ciò che ne consegue, sia una azione fortemente discutibile.

    Ed addirittura queste esperienze già sono state fatte e forse sarebbe sufficiente chiedere i risultati di “come era andata” a chi di dovere.

    Ma lo sconcerto, credo, emerge soprattutto dal fatto che, da più parti, si continuano ad inseguire sogni di vario genere, quando proprio qui, in ITALIA, ci sono ATC che catturano, da anni ormai, nelle loro zrc MIGLIAIA di lepri selvatiche, le quali, se non proprio italiche, almeno sono “nostrane”.

    Scusi l’intromissione tra Lei ed il sig. Franceschini e spero voglia accettare i miei più cordiali saluti.

    Ezio

    • Domenico Fulgione scrive:

      Sono perfettamente in accordo con lei, è un’affermazione poco consolante, anche se realistica. Io, da un lato mi sento di correggere la sentenza che a Salerno accadono cose scabrose, tali che non si vedono da nessun altra parte in Italia, secondo me un po impietosa, dall’altra penso che i cambiamenti si ottengono progressivamente e lentamente. lasciare da un anno all’atro la selvaggina acquistata non mi sento di suggerirlo a nessun ATC. Cercare di impostare un progetto di lungo termine che sostituisca le gare d’appalto alla produzione di fauna nelle zrc, invece lo vedo più perseguibile. riguardo alla transfaunazione intercontinentale mi trova daccordo, ma attenti a sparare con troppa disinvoltura su chi prova certe operazioni. I processi di cambiamento si compiono, forse noi partiamo con un po’ di ritardo ma l’obiettivo è comune e l’età dei bei sogni non bisogna mai liquidarla.
      grazie per l’intromissione

  12. Springer scrive:

    Ma lo sconcerto, credo, emerge soprattutto dal fatto che, da più parti, si continuano ad inseguire sogni di vario genere, quando proprio qui, in ITALIA, ci sono ATC che catturano, da anni ormai, nelle loro zrc MIGLIAIA di lepri selvatiche, le quali, se non proprio italiche, almeno sono “nostrane”.

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    Questa te la appoggio .
    La realta’ e’ proprio questa : a fronte di alcuni ATC che hanno ben organizzato le loro ZRC e ” sfruttato ” intelligentemente nel tempo le popolazioni createsi al loro interno ( questo e’ un criterio importante da ben calcolare , che puo’ decretare il successo o il fallimento di una ZRC ) , ce ne sono molti di piu’ che affidano tutto sull’ acquisto di selvaggina ( :roll: :cry: ) per poter far cacciare i loro iscritti .
    C’ e’ anche da dire che la differenza fra le due pratiche e’ aprezzabile solo a livello economico ( una lepre si produce ” in proprio ” – l’ altra la si acquista ) , e non sotto il profilo squisitamente ” qualitativo ” inteso come qualita’ del selvatico ottenuto da una ZRC , pari a quella dell’ ambiente in cui lo si immette .
    Il vero salto di qualita’ sara’ quando si arrivera’ a trasformare tutto il territorio dell’ ATC in un’ unica ZRC dove grazie ai risparmi ottenuti dal ” non acquisto ” di selvaggina , questi vengono INTERAMENTE investiti in miglioramenti ambientali idonei a far vivere in ambiente idoneo alla riproduzione – sostentamento e difesa , i selvatici che si vogliono cacciare rendendo di fatto superflue le ZRC .
    Ma dato che l’ eta’ dei bei sogni l’ ho abbandonata da un pezzo , mi rendo perfettamente conto che vuoi per la mentalita’ retrograda di chi gestisce gli ATC , vuoi per la stessa di molti di quelli che negli ATC ci cacciano , non si arrivera’ MAI a questo .

  13. Ezio scrive:

    “…non si arrivera’ MAI a questo…”

    Va beh…se quasi più realista/pessimista di me. magari dai e dai batti e ribatti….mah… :roll:

    Comunque appena visto su Geo & Geo un documentario sui boschi appenninici. Condito con la solita disinformazione ANTICACCIA.

    Sono arrivati a dire che specie come il picchio a causa anche dell’eccessivo disturbo venatorio vive e nidifica ormai solo più in posti remoti del bosco o all’interno dei PARCHI. 8O 8O 8O 8O

    Anche il capriolo distrutto da un’eccessiva azione venatoria ora si sta piano piano 8O 8O 8O 8O “llargando” grazie solo alla presenza dei PARCHI.

    Certo che avere la faccia tosta e la mancanza del senso della vergogna in sto Paese aiuta parecchio, non c’è che dire…. :(

  14. fiore scrive:

    ma perchè non ci si butta anche un pò d’Armadilli!!! lo sai che bella scioppettata!!! sono pure corrazati!!

  15. ilio scrive:

    Quello che invece a me fa i@@re di brutto e che questa gestione dura ormai dal 1990 almeno così ci è stato promesso per farci ingoiare il rospo e a tuttoggi ancora si fanno sperimentazioni ,ancora ci viene detto che bisogna avere pazienza che la selvaggina non si può pretendere da un anno all’altro ecc ecc ma fino ad ora che c@@o avete fatto ,quanto soldi dei cacciatori avete dilapidato senza avere il che ben minimo risultato fatte eccezione di qualche atc. Ma di atc in Italia sono oltre 1000 e sono a stracci e le zrc ve ne sono un’enormità in tutte le Provincie Italiane, tutte improduttive, ma per piacere basta con queste cialtronate.

  16. Ezio scrive:

    Il fatto è che ormai TUTTI, anche i più sprovveduti, dovrebbero sapere benissimo “cosa” bisogna fare per ottenere “cosa”…e non solo nel campo “caccia/ambiente”.

    Il problema grosso è che troppo spesso non è “conveniente”, come direbbe Fiorello, o semplicemente “comodo” o “facile” o di “impatto immediato” fare ciò che è giusto.

    E allora…. :roll: :(

    • Ezio scrive:

      Ah …dimenticavo…

      Credo sia un onore per noi…o comunque per me lo è…. avere come interlocutore su questo forum il Prof. Domenico Fulgione.

      E non lo dico certo per piaggeria.

  17. ilio scrive:

    Con tutto il rispetto a me sembra che di questi studiosi ve ne siano in abbondanza e sentirli parlare sono tutti degli eccelsi conoscitori della materia, tutti tronfi per l’ottimo risultato che hanno ottenuto o che si sono prefissati di ottenere. Ogni aaw o comunque molte di esse si sono avvalsi e si avvalgono della consulenza di questi illustri personaggi da molti anni. Restano comunque evidenti i risultati finora ottenuti.

    • Ezio scrive:

      Ilio a me pare che il Prof. si sia posto QUI con prudenza.

      Poi che NOI si abbia le scatole veramente piene dell’andazzo, direi generale, è altrettanto vero.

      Ma avevamo la speranza/promessa in una “rivoluzione” e li abbiamo indirizzato il nostro sostegno (voti), invece???!!! :roll: :(

      D’ora in poi si che sarà veramente critica, perchè, parliamoci chiaro, se viene prosciugata l’ultima goccia di speranza, annientata l’ultima briciola di fiducia…. e poi?????

  18. Domenico Fulgione scrive:

    Prima di tutto il piacere é mio, partecipare a forum come questo é stimolante e molto istruttivo, io preferisco avere interlocutori che le cose non te le mandano a dire, anziché approvazioni di convenienza.
    Vorrei però prendere un po’ di spazio per alcune Precisazioni su quanto è stato scritto. In particolare, penso che l’osservazione chiave si quella di Ezio, perché le cose non cambiano e se cambiano sono molto lente? Io ho una spiegazione e questa chiama in causa un po tutti e tre i soggetti di questa storia, i politici (amministratori), il mondo scientifico e i cacciatori. I progetti di gestione della fauna, perché possano esse efficaci, devono essere di lungo termine, le cose faunistiche (ZRC, etc..) non si realizzano dall’oggi al domani, ma in un paese in cui la classe politica ha una durata media di due anni, in paese in cui quelli che arrivano devono prima sfasciare tutto quello che hanno costruito quelli che li ha preceduti, come si fa? Rispondendo a Giacomo, lui sa bene che nella nostra provincia gli amministratori degli ultimi 5 anni sono stati 4. Un assessore alla caccia ogni anno e mezzo! Poi c’è il mondo scientifico, ha ragione Ilio, e sebbene non si debba generalizzare, molti di noi sono tronfi, altezzosi, poco inclini a sentire l’esperienza di chi sta in campo. Molti di noi hanno titoli accademici illustri ma non hanno mai visto un fagiano, una coturnice. Non si sono mai sporcate le mani con il selvatico. Questo dipende dal fatto che la zoologia, l’ecologia e la biologia, non sono la “gestione faunistica”. La gestione della fauna é una materia a se, difficile ma di cui ognuno pensa di saperne qualcosa, un po’ come il calcio, durante i mondiali siamo tutti CT della nazionale! Poi ci siete voi, che contribuite al bello e al brutto di questo mondo, la passione che vi anima é nobile, ma le vostre esigenze sono diverse e lo si vede da quanto avete scritto per esempio a proposito delle ZRC. Questo gridare esigenze tra le più disparate manda nel pallone gli amministratori che il più delle volte cercano di accontentare tutti senza accontentare nessuno. Alcuni di voi non hanno un comportamento etico verso la fauna e le operazioni faunistiche, alcuni di voi cavalcano l’onda politica del consenso e non sono interessati alla caccia, alla fauna, ma alla scalata entro questa o quella associazione.
    Molti vi vedono come un serbatoio di voti in periodo elettorale. Questo non vi fa bene, vi nuoce, perché l’amministratore di turno non deve ripagarvi la fiducia in fagiani, lepri o cinghiali, deve fare il suo dovere verso l’ambiente, la fauna stanziale e migratoria, non a quella associazione o a quell’altra.
    Non voglio dilungarmi oltre, anche se l’argomento é appassionante sebbene annoso. Voglio solo rimandare ad una chiacchierata in separata sede il cacciaore salernitano Giacomo, che ho notato, ha molte informazioni diverse dalla realtà. Via meil per esempio. Una per tutte, io nel Parco sono consulente solo per il  cinghiale e da quando sono stato investito ho permesso, in soli sei mesi, la caccia a questo animale per i primi 35 cacciatori cilentani entro i limiti dell’area protetta, presto li porterò a novanta e dopo le prossime abilitazioni cercherò di incrementarli ulteriormente. Tutto rispettando le tradizioni di caccia del cilento. E’ vero, mi occupo del piano faunistico della provincia, e sto lavorando alla costituzione delle ZRC (il futuro a cui dobbiamo tendere), ma è un mio impegno quadruplicare le attuali zone senza sottrarre un centimetro di area venabile al territorio.
    Ma questo ci porta molto lontano e ho preso già molto spazio.
    Un cordiale saluto

    Domenico

    • ilio scrive:

      Sig Domenico Fulgione La ringrazio per avermi dedicato uno spazio . Lei mi perdonerà se oso tanto pur non conoscendola ma vede sarei un ipocrita se facessi delle distinzioni. Alla luce della mia non più giovane età anagrafica e venatoria ne ho vista passare di acqua sotto ai ponti. Dopo l’avvento della 157 /92 si è scatenato un putiferio, politici all’arrembaggio alla spasmodica ricerca di voti a braccetto con dirigenti venatori in guerra tra loro per l’ultima tessera utile, seguiti a ruota da studiosi e ricercatori del faccio tutto mi in cerca di gloria stipendi e medaglie,ma senza aver prodotto nulla che si possa definire apprezzabile, in ultimo noi bastonati a destra e manca, spolpati fino all’osso con balzelli da capogiro se si rapportano con qualsiasi altro tipo di attività ricreativa, proprio da chi ci doveva tutelare e proteggere e per completare l’opera come se non bastasse è guerra aperta con gli animalisti. Con tutto il rispetto credo che dare fiducia ancora a qualcuno prima da aver costatato la sua valenza e serietà professionale sia essa politica associazionistica e di gestione sia impossibile almeno per me. Vede Sig Domenico nell’Italia politica affaristica non si trova mai il colpevole, non è il calcio lo sport preferito è lo scarica barile, è il paese delle tre carte vince sempre il mazziere.
      Rispettosamente La saluto
      Ilio

  19. Giacomo scrive:

    Carissimo professore Fulgione la ringrazio e sono onorato per averci risposto dandoci dei chiarimenti in merito alla nostra passione, non solo in base alla scienza che le compete, ma anche in merito alle classi che compongono tutto il mondo della caccia.
    Chiarimenti molto utili per noi, questo perché molti che scrivono su questo sito lo fanno per convenienza e non per quello che serve per la caccia. Magistralmente da suo pari in poche righe ha evidenziato il perchè a volte non si può fare tutto il NECESSARIO per il rinnovamento della caccia anche essendo lei un esimio professore esperto anche nel campo pratico della materia, almeno questo ho potuto capire da quello che lei ha scritto e se non ho compreso bene alcune cose me ne scuso, sicuramente sarà stato per le mie modeste capacità di apprendimento. E pur vero che su questo sito chi occupa un posto come lei non può dire tutto, ma io in separata sede non ho niente da dire con nessuno in merito alla caccia. La caccia è la mia passione, ma io sono solo cacciatore di quelli che preferiscono cacciare con il cane da ferma e non appartengo a quella schiera che cavalcano l’onda politica del consenso ne alla scalata entro questa o quella associazione, quando ho ricevuto proposte le ho sempre rifiutate proprio perché non mi ritengo uno capace di fare politica per interesse!! In provincia di Salerno ed in Campania poi fare gestione venatoria è un pò più difficile delle altre parti del mondo, forse lei ne sa qualcosa, o mi sbaglio ? I chiarimenti sicuramente lei non li deve dare a me ma a chi di dovere che sicuramente saranno più fruttuosi dal punto di vista del fare.
    Se ho detto delle cose diverse dalla realtà me lo spieghi su questo sito se ne ha tempo e voglia, secondo me potrebbe forse appurare che non è solo il sottoscritto a dire come la vede in materia di caccia e sicuramente le sue spiegazioni saranno anche chiarimenti alle migliaia di cacciatori e cittadini che ci leggono e che hanno bisogno di capire.
    Se poi ha qualcosa da nascondere per difficoltà professionali va bene lo stesso…… sarei comunque felicissimo e onorato se in seguito ogni tanto potesse darci delle spiegazioni su come si svolgono i fatti nella nostra provincia di Salerno ed in Campania. Non crede che parlare tra noi due resteranno cose dette che non possono essere poi discusse da tutti, come dovrebbe essere in una democrazia che si rispetti ? Non le voglio togliere altro tempo prezioso. Un cordiale saluto e possibilmente un risentirci a presto.

    • Domenico Fulgione scrive:

      caro Giacomo, io non intendevo “in separata sede” perchè si tratta di cose segrete, ma semplicemente per non tediare ulteriormente il forum

      • Giacomo scrive:

        Caro professore Fulgione, questo forum è nato proprio per questo, e chi lo ha inventato è un assiduo cacciatore persona attenta e disponibile verso tutti noi e per questo lo ringraziamo per averci dato la possibilità di fare qualcosa per la caccia anche stando seduti dietro ad una tastiera. Sono tre anni che scrivo su questo sito come molti altri di cui puo leggere i post. Lei forse l’ha scoperto da poco, ma le posso assicurare che più si scrive di caccia e più interesse si trova nel frequentarlo, perchè oltre ad insegnare si può anche apprendere. Essendo poi disponibili a subire anche delle critiche lo rendiamo ancora più frequentabile senza incorrere in nessun problema di disturbo per nessuno. Siamo tutti ultra appassionati di caccia e il tempo per postare lo si trova sempre, più di una volta abbiamo forse anche incosapevolmente dato dei suggerimenti ottimi per la caccia e spesso ne abbiamo anche letti. Per questo le rinnovo la mia raccomandazione a scrivere anche se lo fa gratis come tutti noi.
        Una sola cosa : noi tutti ci diamo del tu essendo quasi tutti amici virtuali per questo la prossima volta se le fa piacere le darò anche del tu. Un cordiale saluto.

  20. Giacomo scrive:

    Caro professore Fulgione io il piano che hai fatto per le ZRC l’ho visto dal sito Fulgione group. A me sembra che le otto ZRC programmate sono tutte fuori dal parco del cilento, solo due nel parco del Picentino, colorate in marroncino sulla mappa esposta, mentre quelle per l’addestramento cani ZAC colorate in verde tutte dentro al Parco del Cilento.Non riesco a spiegarmi perchè le ZRC che dovrebbero essere zone di non disturbo della selvaggina tutte fuori dal parco, logicamente alla mercè di bracconieri e volponi, mentre le zone addestramento cani ( colorate in verde) che possono arrecare disturbo alla selvaggina intoccabile del parco Nazionale del Cilento sono state programmate dentro al parco.
    Si potrebbe avere una spiegazione in merito a questa mia osservazione ? Ti faccio notare che secondo il mio punto di vista una ZRC dentro ad un parco sarebbe l’ideale per poterla gestire, e tutti sappiamo il perchè, a parte che il parco del Cilento presenta un territorio ideale per questo.
    Mi sembra che quello che dici in merito alle ZRC nel post sopra,che non prenderanno terreno alla caccia non corrisponde alla realtà per quello che ho potuto vedere dal tuo progetto.
    Ti ringrazio per un eventuale chiarimento da parte tua. Un cordiale saluto.

    PS come mai dal sito Fulgione Group non si riesce più ad avere l’accesso a queste cartine.

    • Domenico Fulgione scrive:

      il mio nome è Mimmo, si, mi fa più piacere se ci diamo del tu. Le cartine delle ZRC sono state rimosse perchè non si era capito che si trattava di preliminari utili solo ad una discussione. capirai l’allarmismo che hanno creato. scusa se non rispondo subito alle tue osservazioni, ma sono preso da un problema che mi è caduto addosso ieri proprio in relazione al PFV che devo risolvere entro poche settimana.
      un carissimo saluto a tutti

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