ISPRA atto III
Eccoci al terzo atto, come promesso, sull’analisi dei dati rilevati dai nostri cugini francesi sul periodo di ripasso pre-nuziale della fauna migratoria La nostra Associazione, per chiudere il cerchio e smentire lo studio degli scienziati pseudo-ornitologi nostrani, ha voluto analizzare gli studi effettuati dall’Institut Méditeranéen du Patrimoine Cynégétique et Faunistique per quanto riguarda gli uccelli acquatici. Questo per dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse ancora bisogno, le ennesime e fantasiose considerazioni errate dell’Istituto di Bologna (ex INFS) riguardo la migrazione pre e post nuziale in Italia e nel bacino del Mediterraneo.
Partiamo dalla metodologia utilizzata, la radar, la bioacustica e la conta visiva. Ben tre metodi di riscontro che uniti riescono a dare risultati più che corretti per una attenta formulazione di conclusioni al fine di gestire tutto il patrimonio faunistico. Già dalla prefazione della pubblicazione la conclusione è quanto di più lapidaria: Nei siti monitorati (tra l’altro è compresa la Corsica e intere regioni a stretto confine con l’Italia) si è osservato che la migrazione Pre-Nuziale inizia nel periodo compreso tra la 2 decade di Febbraio e la 3 decade dello stesso mese. E che la stessa è strettamente influenzata dalle condizioni meteo che la possono posticipare verso Marzo. Altro fattore da non sottovalutare è la scelta del “corridoio” oggetto di studio e analisi, cioè quello Mediterraneo, che interessa anche il suolo italiano.
C’è un passaggio fondamentale nel testo in oggetto che riguarda la direttiva europea 79/409/CEE che prevede l’obbligo per gli Stati membri di proteggere la fauna nei delicati periodi di migrazione pre-nuziale e nei periodi riproduzione. Bene, in Francia grazie a questa pubblicazione che prosegue oramai da oltre 5 anni, si sono avuti enormi successi in sede Europea, il che conferma della BONTA’ e della VERIDICITA’ del testo in esame.
…”In Francia, la chiusura della caccia per gli uccelli acquatici è stata fissata con decreto ministeriale del 17 gennaio 2005 al 31 gennaio per la maggior parte delle specie, ed il 10 febbraio per i Turdidi e il Colombaccio.
I cacciatori nei dipartimenti dell’arco mediterraneo, tuttavia, possono cacciare i Turdidi (ordinanza
Ministeriale 31 gennaio 2006) e il Colombaccio (decreto ministeriale del 19 gennaio 2009) fino al 20
Febbraio, grazie alla ricerca condotta da IMPCF…”
Abbiamo omesso di pubblicare l’analisi completa di tutti i dati con relativi grafici per questioni di spazio, ma che è consultabile molto facilmente seguendo questo indirizzo web: http://www.impcf.fr/MIGRATIONRETOUROISEAUXEAUIMPCFMO2009.pdf
Le conclusioni finali sono che tutti gli uccelli acquatici effettuano la “prima mossa” pre-nuziale, esclusivamente dopo la 2 decade di Febbraio, arrivando addirittura alla 3 decade di febbraio o la 1 decade di marzo.
Per l’ennesima volta siamo di fronte a fatti concreti avallati da anni di studi con mezzi tecnici all’avanguardia e costosissimi. La dimostrazione che il nostro ISPRA (ex INFS) , con la collaborazione di terze forze, esegue studi e conclusioni difformi da quelle degli altri Stati membri dell’Europa è sotto gli occhi di tutti. Potremmo capire la difformità delle affermazioni se avessimo preso in considerazione risultati della Norvegia o dell’Inghilterra, stati geograficamente molto lontani e diversi dal nostro. La Francia nonostante la sua estensione è interessata in parte dal nostro stesso flusso migratorio e ci chiediamo quindi come sia possibile arrivare, da parte dell’ISPRA, a conclusioni talmente differenti. Fermo restando il nostro rispetto per questo Istituto e soprattutto per i “cervelli italiani” che vi lavorano, ci torna però difficile pensare sulla effettiva correttezza dell’interpretazione dei dati raccolti viste le enormi difformità da altre pubblicazioni. Siamo italiani e se da una parte è un vanto essere italiani, c’è un lato oscuro che purtroppo è inserito nel nostro Dna: il “capo” ha ragione anche quando ha torto.
FACE ITALIA ha ora in mano degli strumenti importanti per controbattere nelle sedi opportune le tesi di ambientalisti e ISPRA. L’immobilismo non è accettato in alcun modo, le divisioni su questo argomento non sono prese in considerazione, la precedenza è obbligatoria. Nel momento in cui la questione in oggetto sarà dipanata e messa nero su bianco, si potrà guardare in avanti. Il momento socio-politico in Italia è quanto mai in fermento, una possibile-probabile destituzione di un Governo a favore di un altro potrebbe essere pericolosissimo nonostante i nemici della caccia siano trasversali e soprattutto si siano dimostrati un vero e proprio Cavallo di Troia.
Monitoraggio della cronologia della migrazione pre-nuziale degli uccelli acquatici attraverso tre metodi: RADAR, conta visiva e bioacustica
PREFAZIONE
La presente relazione annuale è giunta alla sua quinta edizione consecutiva (2005-2009) lasciando invariate sia le tecniche di rilevamento dati che le aree di rilevazione degli stessi per monitorare la migrazione pre-nuziale degli acquatici.
Questo programma non poteva essere sviluppata senza l’investimento effettuato dalla FNC, la FRC PACA, la FDC del Herault e delle Bouches-du-Rhone e Consigli regionali ‘le sovvenzioni dell’Alpes Languedoc Roussillon e Provenza Costa Azzurra. Non poteva concludersi senza la collaborazione dei Servizi Tecnici delle Federazioni Cacciatori Aude, Bouches-du- Rodano, Herault, senza la partecipazione volontaria di un corrispondente della National Bird (ONCFS / FNC) dei Pirenei orientali (C. Navarro) e, infine, senza la collaborazione di due esperti di volatili della Camargue (JM. Espuche e B. Vollot).
I metodi utilizzati sono tra i più costosi, innovativi e tecnologici che la scienza può utilizzare: RADAR, Bioacustica e
Conteggio.
In questa fase di analisi si può, dopo tutti i test statistici effettuati, concludere che il periodo di migrazione di ritorno (pre-nuziale) di queste specie nelle aree di studio monitorate è compresa tra la 2 e la 3 decade di febbraio. Le analisi sono state rigorose e difficili come di consueto per il nostro lavoro.
A livello di specie, queste opere dimostrano e hanno confermato dai vari risultati, il calendario conosciuto di inizio della migrazione.
MIGRAZIONE
La migrazione è un fenomeno biennale e diffuso all’interno di tutte le specie di volatili. Quasi la metà delle specie francesi ed europei svolgono migrazione.
Ci sono due distinte migrazioni:
- La migrazione invernale (o post-nuptial): Per preservarsi dai rigori dell’inverno, e trovare cibo, che manca fortemente nelle loro regioni d’inverno freddo e nevoso. Molte specie di uccelli migrano verso aree più calde dove lo sfruttamento delle risorse stagionali in queste aree di svernamento permetterà loro di sopravvivere senza competere con uccelli locali. Si svolge all’inizio dell’autunno. Uccelli dei paesi freddi vanno verso il sud. In Europa, gli uccelli si muovono in Europa
Est per il Sud della Francia, in Spagna o in Africa.
- La migrazione primaverile: Quando la temperatura aumenta di nuovo nella loro regione di origine, lo stesso uccello ritorna indietro per riprodursi.
Qui, è un rapido ritorno, con l’obiettivo di massimizzare le possibilità di trovare un sito nidificazione in un luogo dove il cibo è abbondante. In Francia, ci sono due rotte principali:
- L’asse Atlantico, lungo la costa atlantica in direzione Nord e in direzione nord-nord/ovest o nord-nord/est.
- L’asse Mediterraneo-Rhone, con l’arrivo dei migratori dall’Africa e la Spagna a nord-nord-est, e verso il Nord-est per strade secondarie.
Per il nostro studio, ci siamo concentrati solo sul corridoio di migrazione del Mediterraneo.
In questo settore, il monitoraggio della migrazione degli uccelli è particolarmente complesso dal presenza di uccelli che si riproducono e di svernano. Infatti, in Francia, molte specie di uccelli sono sia stanziali che migratori.
Per questo studio, tre metodi sono stati utilizzati per comprendere meglio la cronologia e l’intensità di questa migrazione: RADAR, bioacustica e conta visiva.
PERCHE’ SEGUIRE LA MIGRAZIONE PRE-NUZIALE
A differenza di altri paesi europei, la caccia è una pratica molto diffusa in Francia.
Ma al fine di proteggere e conservare le specie, è necessario che ci siano dei regolamenti. Soprattutto perché la Francia è un paese di transito per molti uccelli Paleartico, la caccia può avere un impatto sulle popolazioni nidificanti nei paesi di origine.
La direttiva europea del 2 Aprile 1979 (79/409/CEE, dell’articolo 7, comma 4) obbliga gli Stati gli membri a “garantire in particolare che le specie oggetto di caccia non siano cacciate durante il periodo della nidificazione, né durante le varie fasi di riproduzione e di dipendenza. Nel caso di specie migratrici, essi provvedono in particolare affinché
(…) che le specie non siano cacciate durante il periodo di riproduzione e durante il volo di ritorno al luogo di nidificazione “.
E ‘quindi necessario che l’apertura e la chiusura della caccia sono stabilite in sulla base di solide conoscenze scientifiche sulla biologia ed ecologia di queste specie.
La Corte di giustizia delle Comunità europee ha dichiarato nella sua sentenza del 1994 che la regionalizzazione di queste date non è contrario alla direttiva 79/409/CEE, a condizione che il principio protezione completa sia rispettato.
In Francia, la chiusura della caccia per gli uccelli acquatici è stata fissata con decreto ministeriale del 17 gennaio
2005 al 31 gennaio per la maggior parte delle specie, ed il 10 febbraio per i Turdidi e il Colombaccio.
I cacciatori nei dipartimenti dell’arco mediterraneo, tuttavia, possono cacciare i Turdidi (ordinanza
Ministeriale 31 gennaio 2006) e il Colombaccio (decreto ministeriale del 19 gennaio 2009) fino al 20
Febbraio, grazie alla ricerca condotta da IMPCF.
Lo scopo di questo studio sui tempi di migrazione primaverile degli uccelli acquatici è di acquisire conoscenze attendibili circa le date di migrazione di queste specie cacciate
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Incrociando i due criteri principali che caratterizzano la migrazione primaverile e in vista risultati statistici si può stimare le decadi corrispondenti ai periodi di migrazione.
Per il sito di Fleury d’Aude, le decadi F3, M1 e M3 possono essere considerati periodi di migrazione a causa delle direzioni privilegiate dei voli in modo significativo verso NE SE. Nella seconda di marzo questo volo verso prosegue anche in direzione SE e NE NO/NE. Sulla quota di volo, nelle decadi F3, M1, M2 e A1 i volatili si attestano sulla quota superiore ai 400m.
Lo strumento Bioacustico con dei valori di MTR (numero di echi per km all’ora) sembra confermare che la terza decade di febbraio e la prima del mese di aprile corrispondono a periodi di migrazione.
Per il sito di Saintes Maries de la Mer, è la decade di M2 e M3 in direzione NE-SE. Questi due decadi sembrano corrispondere a periodi migrazione. Sui voli di oltre 400 metri sul livello del mare, sono le decadi M2, M3 e A1 che
sono significativamente diversi da altri decadi. I calcoli di MTR e NMT ci permette di confermare che questi sono davvero le decadi tra la 2 di marzo e la 1 di aprile, con il più alto tasso di migrazione.
In uno dei suoi studi, Gauthreaux (1971) ha rilevato che quasi il 30% delle partenze in migrazione si è svolta con condizioni meteo sfavorevoli ritenute alla migrazione.
Per quanto riguarda i risultati di bioacustica, analizzando tutti i dati in nostro possesso (dal 2006 al 2008), risulta che il numero di rilevazioni sono sempre superiore nella seconda decade di Febbraio (in 4 su 6) e poi dalla seconda decade di marzo (in 2 / 6). Questo risultato uniti con altri studi che rivelano l’esistenza di diversi “picchi” di migrazione.
E ‘quindi difficile stimare le date precise della migrazione per ogni specie di uccelli acquatici.
Tuttavia, il radar resta la tecnologia più affidabile ed è considerato uno dei migliori strumenti per capire la migrazione degli uccelli. Possiamo datare l’inizio di questa migrazione pre-nuziale per la terza decade di febbraio per i due siti nel 2009. Ciò è confermato da altri studi Radar condotti in tutto il territorio francese, che dimostrano come la migrazione pre-nuziale inizi i propri movimenti da marzo a metà maggio (biotopo / salutare, 2008).
Secondo numerosi studi, il tempo può avere un impatto sulla date e l’intensità dei flussi migratori, come il vento, la visibilità, precipitazioni, … (Richardson, 1978; Richardson, 1997; Erni, et al 2002;. Gordo, 2007).
Qui, per l’anno 2009, possiamo vedere che il periodo di migrazione (il 3 decade di febbraio la 1 decade di aprile) è associata a temperature più calde e diminuzione delle precipitazioni.
Luca Stincardini – Anlc Umbria












E di che!!!! Questa è la dimostrazione che quando si vuole l’unione fa la forza!!! Tu sei un mentore e io cavalco il cavallo!!!
Mi scusi signor Luca, ma a quale unione di forze si riferisce?
Come mai in Italia le Associazioni venatorie riconosciute, nonostante i loro bilanci annuali sembrino delle multinazionali del petrolio, dall’elaborazione dei KC vigenti per l’Italia non siano riuscite a produrre uno straccio di studio come è norma e regola negli altri stati europei come lei stesso riporta per la Francia nel suo articolo??????????????
Luca non si riferiva all’unione di forze di associazioni , ma di cacciatori
Bene , ma questi dati che fine faranno ? Verranno presi in considerazione ? Le regioni li utilizeranno o farnno finta di ninente o peggio utilizzeranno quelli presentati dall’ISPRA e ARCICACCIA , mia sa proprio che andrà a finire così , voglio sbagliarmi ma tanto le regioni e province , soprattutto quelle rette da un determinato partito , e che stanno su per una manciata di voti animalisti decideranno in linea con le richieste di partito. Prova ne è il fatto che quest’anno la provincia di Arezzo , unica in Toscana ha chiuso la beccaccia il 15 di gennaio nonostante il calendario regionale prevedesse la chiusura il 31 e le province confinanti , Firenze , Siena , Grosseto ecc. hanno chiuso tutte il 31 . Motivando la decisione per applicare la comunitaria ed evitare eventuali ricorsi degli animalisti al calendario venatorio e scongiurare una sospensione della caccia . Non considerando che la comunitaria prevede la chiusura per decadi e per altre specie vedi appunto i tordi . Cosa saranno capaci di inventarsi ora ? Mi auguro che il ricorso , se nel calendario 2011/2012 applicano di nuovo la chiusura anticipita lo facciano i cacciatori e io mi impegno a firmarlo sin da ora meglio non andare a caccia che farci prendere per il c… .
Questi dati sono il punto di partenza con cui controbattere al mondo ambientalista e all’ISPRA. Certo è che poi le decisioni si prendono a Roma e nei palazzi della Regione.
Più che si prendono, si barattano le decisioni!!!!!!
Encomiabile lavoro .
Rimane il fatto che visto che siamo in ITALIA , si risponde ai dati ISPRA con dati ” italiani ” e non portando a esempio dati e ricerche di altre Nazioni . Non sono di nessun valore pratico .
Ecco perche’ , e ritorno a ripetere le stesse cose , dobbiamo , NOI CACCIATORI , fare RICERCA – fare RICERCA – fare RICERCA – fare RICERCA e ancora ………. fare RICERCA .
NOI CACCIATORI ITALIANI E’ chiaro ?? E’ li che bisogna INVESTIRE RISORSE . E non prendere a prestito le ricerche di altri perche’ ci fa comodo cosi’ .
I dati Francesi, non saranno per noi fondamentali,ma servono a fare rilievi sui nostri,e a riscontrare strane interpretazioni..La ricerca, dal 2002-2004,e la dovevano finanziare,come hanno fatto i Francesi,le nostre associazioni venatorie,investendo capitali che noi e lo Stato forniamo in denaro frusciante alle stesse……Piu’ integrare la 157 con un articolo che validasse la scientificita’ dei dati forniti da naturalisti del mondo venatorio,come avviene in Francia..Ma tutto questo non e’ successo..
Questi dati per adesso sono l’unica fonte scientifica, non preconcetta che abbiamo…Perche’ i dati son seri e non vanno oltre al terza decade di febbraio….Ti dimostra la loro serieta’ e professionalita nella gestione della fauna migratoria….
Ecco si Alessandro parliamo di denaro!!!! La riforma vera caro Alessandro della 157/92 è abolire i riocnoscimenti ministeriali a tutte le AA.VV e di conseguenza tutti i ristorni delle tasse di concessione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E andassero tutte a zappare la terra!!!!!!!!
Alessandro , nessuno mette in dubbio la serieta’ nel gestire la Fauna e l’ Ambiente da parte dei ” cacciatori francesi . Il problema e’ che noi NON LO FACCIAMO . Vogliamo SOLO CACCIARE DI PIU’ .
Ecco perche’ difficilmente , e sono buono a lasciare il beneficio del dubbio , cacceremo mai come loro .
PRIMA , bisogna fare tante altre cose . E credo che su questo tu sia d’accordo con me .
Springer le tue deduzioni non fanno una piega. Dobbiamo ammettere però una cosa fondamentale: Osservatori Faunistici Regionali. Se tutte le regioni si dotassero e facessero funzionare questo fondamentale istituto di vigilanza sulla fauna probabilmente la caccia in Italia avrebbe potuto elaborare documentazioni meno “servili” dell’Ispra e soprattutto lo stesso Ispra si troverebbe in forte difficoltà a pubblicare certe cose. Nel testo francese c’è un passaggio fondamentale che dice che alcune regioni francesi hanno DEROGATO alle indicazioni della 79/409 poichè gli studi effettuati da organi regionali dimostravano con fatti la reale possibilità di DEROGARE. Ne è un esempio l’attività venatoria effettuata in nome delle tradizioni con il vischio o la colla o l’utilizzo delle palombier. Io giocherei anche un’altra carta e cioè quella della nostra (Italia) rappresentanza in sede FACE Europa visto che i KC sono stati il frutto di una collaboraazione di Birdlife e FACE
Benissimo Luca ….. E allora e’ questo che i cacciatori devono iniziare a richiedere con INSISTENZA . Non limitarsi a chiedere in coro come ” oche del Campidoglio ” vogliamo essere come gli altri cacciatori europei ……. ma solo se si tratta di prendere ( cacciare ) di piu’ .
Pero’ bisogna iniziare a chiederlo con INSISTENZA individuando in questo ( Osservatori regionali ) l’ obiettivo prioritario da raggiungere funzionale a poter poi ottenere il resto .
Altrimenti stiamo sempre a parlar delle solite cose , a difenderci dai soliti attacchi , magari pure a litigare fra di noi , senza risolvere mai nulla di nulla .
Sul fatto che i cacciatori devono iniziare a chiedere con insistenza l’istituzione degli osservatori faunistci regionali sono d’accordo con Springer e Luca,ma se vogliamo riprendere le esperienze già collaudate che hanno prodotto risultati in questo senso; non trascurerei il fatto che anche i cacciatori (e quindi le loro associazioni) possono fare la loro parte, l’esperienza francese ne è un esempio (buona parte dei loro dati li hanno elaborati loro stessi)
A questo punto però secondo me finite le chiacchiere bisogna pensare in concreto a come operare.
Partiamo dalla certezza che per operare ci vogliono fondi, mezzi e buona volontà.
Il problema fondi sembrerebbe arduo, ma se pensiamo che le associazioni riconosciute contano circa 800.000 iscritti, credo che nessun cacciatore storcerebbe il naso per una piccola integrazione (fate voi la cifra)sull’iscrizione per questa causa.
Seconda fase, con i fondi acquisiti si potrebbero assumere naturalisti , biologi e materiali ( con la penuria di fondi che c’è adesso per la ricerca farebbero la fila) e cosa molto importante formare i cacciatori a tale scopo.
Terza fase con le figure professionali acquisite formare una rete di rilievazione capilllare e costante nel tempo tale da giustificare una ricerca attendibbile e certificata sul modello francese.
Secondo me se ci fosse per una volta un’unità di intenti da parte dei nostri dirigenti venatori (cosa che non credo, ma che auspico) l’obbiettivo sarebbe alla nostra portata e dimostrerebbe una crescita da parte del mondo venatorio nazionale.
Perchè diciamocela tutta noi possiamo disquisire sui dati ISPRA (lo faccio anche io),
Ma se avessimo attuato un programma del genere per tempo non staremmo a piangerci addosso (in questo Sringer ha ragione, ma era importante evidenziare le incogruenze ISPRA per dare una scossa all’ambiente).
Quindi iniziamo ha fare un’apello ai nostri dirigenti venatori affinchè per una volta lascino a casa le loro divisioni per costruire un progetto serio per tutti i cacciatori (magari sotto il simbolo FACE):
Ciao.
Emy , sarebbe uno scandalo se si chiedessero 10 Euro all’ anno in piu’ a cacciatore da far confluire in un fondo apposito , per finanziare ricerche di interesse comune a TUTTI i cacciatori INDIPENDENTEMENTE dall’ Associazione di appartenenza ?? Non credo , visto i soldi che comunque si spendono , a volte anche male , per andare a caccia . Sarebbero , facendo i ” conti della serva ” , 8 milioni di euro l’ anno .
Sai quanti studi si potrebbero fare , studi di cui pero’ bisogna GARANTIRE l’ imparzialita’ delle conclusioni , con cifre simili ?? Quando io parlo di obiettivi comuni , questo dovrebbe essere il PRIMO e IMPORTANTE obiettivo comune a tutte le A.V. per poter , ad esempio , dirimere una volta per tutte la questione su chi ha ragione o torto sulle ” date ” presentando studi scientifici importanti e non solo dati presi in prestito da altri . O date di altri per testimoniare l’ inadeguatezza delle nostre .
Sarebbe un passo importante per chi va a caccia e vuole praticarla con la tranquillita’ di farlo senza arrecar danno . E importantissima per la nostra immagine che ne trarrebbe INDUBBIO VANTAGGIO . Chi potrebbe mai criticare una categoria di appassionati che destina cifre simili per la RICERCA ?? Te lo dico io ……. N-E-S-S-U-N-O !!!
In altre Nazioni questo lo hanno superato da un pezzo e con quei soldi ci comprano , affittano o riqualificano TERRITORIO da destinare alla loro passione .
Questo per dire quanto lavoro ci sarebbe da fare . Quante cose si potrebbero fare ” basterebbe volerlo ” . E quanto siamo rimasti indietro noi rispetto a quelli a cui vogliamo assomigliare .
Massimo,ma i soldi che oggi hanno le associazioni venatorie,a che cosa sono serviti?…Da una parte si chiede che vengano investiti in ricerca,dall’altra che vengano destinati a riqualificare territori,dall’altra da investire in politica editoriale….Ma all’atto pratico, do casso stanno sti soldi? che cosa ci hanno fatto, se oggi stiamo messi cosi?
Comprendi che non e’ compito nostro, dei cacciatori,queste son cose che avrebbero dovuto fare loro, sensa il nostro stimolo,io pago per avere un servizio in buona gestione che oggi non ho.Io ho pagato per avere nel tempo delle ricerche scietifiche che oggi non ho…..Non e’ normale che siano i cacciatori ad alzare sempre le canizze per mettere in guardia le associazioni venatorie, che da qui a qualche anno,se non stanno attente, ci tolgono anche il mese di gennaio,non devo esser io,o Luca o Emiliano e tanti altri ancora a dover andarsi a spulciare rapporti ispra,delibere leggi, normative europee,per non esser presi per i fondelli….Non e’ compito nostro…Mi dici a che servono allora le associazioni venatorie? Comprendi che oggi le associazioni son del tutto absolete..Io te lo dico spassionatamente mi son rotto le balle di assistere a sto gioco al massacro,mica vengo pagato per fare questo…Uno lo fa solo ed esclusivamente per passione,mi dispiace veder ridotta cosi una passione che poi e’ anche nell’interesse collettivo,nel mantenimento della fauna.Te lo dico, ne ho le palle gonfie….Alla fine fai la tua scelta….Arrivi alla saturazione…. ti fai la bella assicurazione privata e li mandi a spasso…Tanto ,alla fine non ne vale la pena……
Alessa’ …….. io sono d’ accordissimo con te .
Avrebbero dovuto essere state loro a far tutto quello necessario a non farci trovare in questa situazione . Come e’ stato fatto in quei Paesi a cui vogliamo assomigliare venatoriamente senza averne alcuna possibilita’ se non cambiano le cose .
Ma non lo hanno fatto e la situazione e’ quella che stiamo tutti vivendo . Vedo che oggi qualcosa di piu’ si sta’ cercando di fare , ma senza OBIETTIVI COMUNI da raggiungere , e non in ordine sparso e ognuno per conto proprio come e’ adesso , non si otterra’ mai nulla .
Il tuo , come quello di tanti altri , e’ un lavoro encomiabile e capisco che uno alla fine si possa anche rompere le balle di farlo . Ma credo che ognuno di noi per quello che puo’ ed e’ in grado di fare , su questo sito come in altre parti , debba continuare a farlo .
Non sia mai che a forza di dai e dai qualcuno si decida ad andare nella direzione LOGICA e a noi cacciatori UTILE , che in tanti chiediamo di veder intraprendere .
Null’ altro possiamo fare se non continuare a rompere le balle , questa volta noi a loro , per convincerli a far qualcosa che sia diverso da quello inutile e inconcludente fatto fino a ieri .
Appunto!!! Son perplesso PER LA MANCANZA DI STRATEGIE COMUNI….
Proviamo noi allora a sollecitare un ‘iniziativa comune ,proviamo a a dare una SCOSSA, tutti, alle nostre aavv martellandole costantemente, è ora di passare ai fatti iniziando a proporre qualcosa di FATTIBILE (non solo parole) con un pò di impegno di tutti un progetto per una ricerca scientifica SERIA (con le cifre ipotizzate avresti il meglio in fatto di ricercatori) si PUO attuare, proviamo.
Ciao.
Cannas, fondamentalmente concordo con quanto da te esposto, tuttavia ritengo anche che non sia sbagliato aggiungere una quota alla tessera associativa da destinare a ricerca scientifica finalizzata a censimenti, studio delle migrazioni, studio e interventi mirati al debellamento delle zoonosi, miglioramenti ambientali e quant’altro.
Il problema nasce quando, per l’italica propensione al raggiro, i destinatari di tali somme, destinano i provventi alla gestione burocratica del sistema, per cui non vorrei ritrovarmi ad elargire altri soldi per poi mantenere tutto un apparato burocratico senza trarne reali benefici in termini di qualità venatoria. Dei soldi che le associazioni venatorie destinano a gare di tiro al piattello, spese di gestione ordinaria e straordinaria, lasciamo perdere.
Cacciare di più.
Ad una attenta analisi, non mi sembra che il cacciatore italiano sia orientato ad una caccia indiscriminata come vorrebbero farci credere gli animalisti ( caccia non stop, caccia tutto l’anno, a tutte le specie anche quelle particolarmente protette ), ma al limite ambisce a poter esercitare tranquillamente a quello che gli è consentito senza doversi sentire sempre l’unico responsabile dei disastri ambientali che caratterizzano la nostra amata nazione, ma sopratutto, chiede che gli si lasci almeno quello che ha, e non che istituti come l’ISPRA, al cui interno militano personaggi dalla doppia tessera ( ISPRA più WWF ) e con la complicità di una nota associzione venatoria ( ‘rtacci sua ) con una trovata neanche tanto geniale, gli leva tempi di caccia a quelle specie che poi per il cacciatore sono il motivo trainante del suo perseverare. Senza contare poi, parchi, oasi, zac, zoc, zuc, caz e maz, che anno dopo anno riducono il territorio cacciabile nei deserti venatori ove vige certa agricoltura che tutto sterilizza.
Comunque, tornando al finanziamento generale di un miglioramento venatorio, l’investimento iniziale può essere benissimo recuperato in un secondo momento se per soddisfazione venatoria locale si risparmia poi in km andando a cercare altrove quello che quì non c’é, e se non c’é, è perché qualcuno ha gravi responsabilità. Responsabilità che devono uscire fuori.
Saluti
Argo
E poi c’è lo SWAP e poi c’è MALTA ( La quale ha spezzato tutti i concetti precedenti)…
Luca, ma come si fa a togliere almenmo la metà degli ambientalisti che è all’interno dell’ispra e metterci dentro gente normale che fa le cose giuste?
Caro Caludio se potessi farei un repulisti io, ma se lo potevo fare non dovrei alzarmi tutte le mattine alle 7 per andare a lavorare. Oltretutto la presenza degli ambientalisti nell’ISPRA da un parte è sacrosanta, non sono sacrosante la deontologia deviata e le conclusioni fantoccio. Se i “cervelli nostrani” sono questi ben venga che vadano all’estero
AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH !!!!!!!!! avevo ragione sui cervelloni, sui tetti dovevano rimanere, perche sono in malafede e ipocriti e qui mi fermo :? Tutti sappiamo delle migrazioni, sono pochi i cacciatori che dopo anni di campo non sanno come funziona.
x Stinluc X Claudio…
Traduzione:
Caro Claudio, se avessi potuto fare un repulisti, lo avrei fatto io. In caso avessi potuto fare il repulisti di cui sopra, non avrei avuto bisogno di alzarmi ogni mattina per andare a lavorare, poiché lo stipendio da Ministro o da Presidente del Consiglio mi sarebbe stati sufficienti per vivere agiatamente…

Ad ogni modo, se anche fosse democraticamente necessaria la presenza della controparte ambientalista all’interno di una realtà Istituzionale qual’è quella dell’ispra, non è certo democratica l’applicazione del proprio pensiero ideologico nello svolgimento di atti pubblici di interesse scientifico e, ripeto di natura Istituzionale. Detto ciò, se questi signori rappresentano l’esempio delle eccellenze scientifiche nostrane, è preferibile che essi si rechino all’estero per svolgere le loro mansioni lavorative, affinché i loro pensieri, sicuramente non equilibrati, non finiscano per condizionare pesantemente la vita pubblica di tanti cittadini italiani.
Luca, naturalmente , si fa per scherzare ( e per non uccidere i congiuntivi o il condizionale)
Vi segnalo che dovreste correggere ‘biennale’ con ‘biannuale’.
Complimenti comunque per l’ottimo lavoro, ora come lo divulghiamo?
Saluti
Era molto meglio accettare la mediazione politica raggiunta con l’approvazione della 157; volendo forzare con l’unico obiettivo, come sostiene giustamente Springer, di voler cacciare di più, il risultato è stato l’art.43 della Comunitaria che ha sconvolto i Calendari venatori e che rimettendo in gioco la scienza (ovviamente), provoca anche la riduzione dei tempi di caccia, e non solo, come avrebbero sperato alcuni demagoghi, la possibilità di allungarli.
L’obiettivo vero non è, secondo me, parlare astrattamente di allungamenti temporali, quanto piuttosto ricostruire una dignità gestionale all’attività venatoria italiana; riconquistato questo traguardo, il mondo venatorio nazionale potrà spendere maggiormente la propria ritrovata autorevolezza anche per richiedere, laddove la scienza lo riterrà possibile, un ampliamento temporale per le specie che sia in grado di tollerarlo; il tutto sapendo, perchè altrimenti ci prendiamo in giro, che per tante altre sarà invece obbligatorio scorciare di qualche decade.
Chi ha combinato tutto il disastro di riaprire la questione dei tempi di caccia, in modo del tutto sconclusionato e ricercando esclusivamente di lucrare qualche tessera, oggi raccoglie soltanto ciò che ha seminato: incertezza e disordine.
L’art 43 sarebbe dovuto essere approvato a prescindere, non confondiamo le cose.
Non si vuole cacciare di più !! Questo lo dicono gli estremisti animalisti, gli affaristi e chi di caccia non capisce un beata mazza……. Si vuole cacciare come il resto dell’Europa ! I dati Francesi checchè ne dicono questi mezzi animalverdastri sono esatti è validi per tutte le nazioni che recepiscono i migratori all’andata e al ritorno. Hai capito !
Salutiamo
Non e`voler cacciare di piu`come dice Springer,ma cacciare con i dati alla mano,come hanno fatto in Francia,ma le nostre aavv(federarci in testa) hanno pensato solo a far cassa.
Doppietta,non sono stati quelli che volevano modificare la 157 a creare disordine e incertezza,ma l’immobilismo delle nostre aavv.
Loro e i cacciatori che gli credono ancora hanno rovinato tutto.
Vedi,loro hanno speso per fare certe ricerche,L’ispra come fa a sputare sentenze se non ha un soldo da spendere?
E`questo che a me da noia,non puo`sparare certe cose a caso,e solo perche`la dentro ci sono iscritti ad associazioni animaliste.
Per questo studio, tre metodi sono stati utilizzati per comprendere meglio la cronologia e l’intensità di questa migrazione: RADAR, bioacustica e conta visiva.
Salutiaaamo.
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Certo che chi di dovere potrebbe chiedere uffucialmente all’Ispra questi studi dei Kc presentati mi sembra nel 2002 come furono fatti. L’Istituto è tenuto ad informare i cittadini con scienza e coscienza perchè viene sevvenzionato con soldi dello stato e non con i soldi di qualche associazione privata, è chiaro o non è chiaro !! Allora i politici che presentano interrogazioni perchè non ne fanno una al ministro per sapere questi dati con quali mezzi furono riscontrati in modo che se neccessario si possano rimettere in discussione e farli rifare immediatamente con i mezzi Radar e Biacustica in special modo ? La verità quale sarebbe a questo punto ? La stasi che regna politicamente in questo campo è paurosa, perchè nemmeno i politici che vengono a suonare le trombe su questo sito si danno da fare per cose così importanti. L’unica associazione che si sta muovendo in questo campo è la Fidc con il suo ufficio addetto alla migrazione, che dovrebbe sfatare una volta e per sempre se non denunciare dopo l’avvenuto studio inconfutabile fatto con strumentazione moderna o in qualsiasi altro modo ( che nessuno può contestare ) che i dati esistenti non sono più validi e che pure L’Ispra deve prenderne atto e adeguare i suoi dati a questi ultimi altrimenti si va per le vie legali. Mi sembra che se vogliamo discutere e fare cose serie e non chiacchiere le strade ci sono, punto.
Giacomo
Tu lo sai vero chi c’era in rappresentanzadelle aavv quando furono scritti i KC. :D :D
Caro Giacomo purtroppo lo sappiamo tutti anche perchè da allora ad oggi è sempre lo stesso…..
Ci dovremmo ragionare su questa cosa….
Studio perfetto, encomiabile, ma sapete come finisce?
La prossima stagione venatoria ci riserverà ulteriori sgradite sorprese in tema calendario…
Certo Patrizio!
L’importante che i cacciatori rimasti abbiano pagato tasse e atc.
A mio parere arrivati a questo punto il problema non riguarda tanto le associazioni venatorie bensì il mondo politico e giuridico. Mi spiego, le associazioni non devono far altro che lanciare il sasso assecondando i dati ISPRA e denunziare ai competenti organi Europei i dati dei Francesi perchè troppo permessivi, quindi di parte. A questo punto si avrà uno scontro diretto in sede Europea tra i nostri studi e quelli Francesi, i quali, se veramente sono così scientifici e all’avanguardia(come sono certo che lo sono) automaticamente fanno ritenere quelli Italiani faziosi e di parte, quindi l’ISPRA sarà necessariamente screditato e vulnerabile. Solo a questo punto le nostre associazioni venatorie unitariamente dovrebbero far valere le necessarie posizioni avvalorate da sentenza Europea. Per tutto questo credo che sono sufficenti pochi mesi al massimo un anno, non di più, ma se non si ha il coraggio di osare……..
Non c’è bisogno di denunciare i nosttri cugini o agire provocatoriamente, anche perché in quel caso dimostreremmo che gli italiani sono delle merdacce…
Bisogna che la politica si attivi e che le associazioni, riconosciute e non facciano la loro parte.
Innanzitutto bisogna divulgare i documenti a portarli all’attenzione di qutti quei cacciatori e presidenti che non si collegano a Internet (tra gli uni e gli altri sono parecchie centinaia di migliaia), dopodichè, è necessario fornire i documenti ai politici e chiedere il loro intervento per fare istituire subito gli Istituti regionali per la Fauna Selvatica.
Ci sarà da ridere perché vorrei vedere l’ispra, o chi per loro, intenti a contrastare di dati di ricerca di ventuno regioni.
E’ sottinteso che i nostri cugini Francesi devo essere avvisati preventivamente e essere daccordo con noi nel voler fare questo giochetto per discreditare i nostri organi scientifici, ci mancherebbe che arbitrariamente denunciamo i nostri amici cacciatori Francesi.
e pensare che quando ho visto sparire Pecorone Scanio ho tirato un sospiro di sollievo…….. sono proprio un imbecille!!!!!!!!! Poi è arrivata la barra di rame, gli scienziati dell’inspra, quelli di arcicaccia,wwf ecc ecc… Allora fanno bene quei fortunati che il primo febbraio partono per Grecia, Croazia, Spagna, Portogallo, Scozia, Romania, Francia, Bulgaria, Finlandia, Marocco, Tunisia, spendono 2000 euro a testa, cacciano i soliti uccelli che sarebbero passati dai nostri territtori e portano a quegli stati tutti quei soldini per i permessi, alle loro armerie,ai loro albrgatori ai loro benzinai ecc ecc e va be’….noi in Italia siamo piu’ furbi…. MEDITATE MANICA DI FENOMENI; POLITICANTI POLTRONAI MEDITATE MEDITATE
lo studio dei cugini francesi!!!!!!!!!!!!
perchè noi non siamo buoni a fare studi????
il fatto che ci sono le ALPI e 1500 chilometri di differenza!!!!! questo non vuol dire nulla!!!!
perchè non prendiamo studi scandinavi, così ci tornano ancora meglio e per gl’estatini si prendono marocchini!!
con tutte questi dati state facendo impazzire la gente, EPPOI E’ NOTO CHE L’ITAGLIANO E IL PIU’ FORTE MANIPOLATORE E ACCOMODATORE DI DATI, senza ombra di dubbio……. evidentemente credete più ai dati che ai vostri occhi!!!!
Maurizio,
scusami, ma se non vuoi essere accusato di essere prevenuto ( così come tu ora accusi i cacciatori), non sarebbe più semplice se prendessi tutti iriferimenti di quei dati, ti sedessi davanti ad una scrivania e li confrontassi con calma?
Se lo facessi, ti renderesti conto del fatto che Nè Luca Stincardini, nè Alessandro Cannas, nè Emiliano sono impazziti, ma, semplicemente, hanno svolto indagini più accurate.