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Le fantasie dell’Ispra, atto II

| 25 febbraio 2011 | 49 Comments

LE FANTASIE DELL’ISPRA, ATTO II°.

Continua da parte della nostra Associazione il tentativo di demolire le amenità pseudo-scientifiche dell’ISPRA, isolata “mentalmente” dal resto d’Europa e rinchiusa nella sua gabbia intellettuale animal-ambientalista.
Per dare forza al nostro lavoro abbiamo però bisogno, come già detto, dell’aiuto di TUTTI e anche queste considerazioni sono state trasmesse immediatamente alla FACE Italia.

Poiché la questione Tordi-ISPRA sarà la vera lotta dura da affrontare nel più breve termine dalla FACE ITALIA sono andato a “spulciare” in modo approfondito, per quanto possa il mio francese, i dati elaborati in anni di studi da parte dell’Osservatorio Nazionale Francese.
Le sorprese ce ne sono tante, pure troppo. Se analizziamo bene i dati sulle popolazioni possiamo notare immediatamente quanto le 4 specie in oggetto siano decisamente in buona salute, con popolazioni che sfiorano addirittura i 100 milioni di singoli individui. Tralasciando la parte che riguarda la riproduzione è necessario effettuare alcune riflessioni sull’analisi delle migrazioni.
Il primo dato che ci sobbalza all’occhio è sicuramente “l’interscambio” che avviene nel periodo di metà Ottobre e Novembre tra Italia, Francia e Spagna nel periodo di migrazione post-nuziale. In pratica, secondo l’osservatorio francese, i tordi che arrivano nel nostro paese si incrociano durante gli spostamenti con quelli diretti dai nostri vicini di casa. Questo dato è un punto importante che dimostra quanto i KC elaborati per l’Italia, in modo particolare per la migrazione pre-nuziale siano completamente errati. E’ difatti confermato che, se in Spagna o in Francia, gli spostamenti effettuati per tornare nei luoghi di nidificazione avvengono tra la fine di Febbraio e il mese di Marzo anche l’Italia ne è parte integrante.
Se scendiamo nel particolare c’è un passaggio ECCEZIONALE che ci riguarda: …” L’Italia ospita tra 0,05 e 0,1 milioni le coppie e ci si chiede perché lo status di attenzione nel paese, mentre lo stato di conservazione della specie è eccellente…” e ancora …” Quindi tutto il lavoro effettuato durante le notti a partire da settembre ai primi di maggio. La partenza della migrazione pre-nuziale di questo volatile, svernanti in Africa del Nord, inizia a fine Marzo e prosegue fino a metà aprile (3), nonché l’Ucraina e il Caucaso. In questo periodo, gli uccelli lasciano i loro areali di svernamento anche in Portogallo, Spagna e sud della Francia…” a cui va aggiunto un sentenza …” Nel febbraio 2007 il Consiglio di Stato ha mantenuto i risultati scientifici del IMPCF e di 16 Federazioni di Caccaitori  aderenti (tutti ad eccezione di quelle dell’arco mediterraneo du Gard).
Così, la Corte Suprema ha autorizzato la caccia dei Tordi fino al 20 febbraio in 17 dipartimenti del sud, mentre la caccia di queste specie altrove in Francia chiude il 10 febbraio.
Per questo, la IMPCF ha dimostrato che la migrazione pre-nuziale inizia nel bacino del Mediterraneo durante la terza decade di febbraio, risultati convalidati, tra le altre cose dall’Osservatorio nazionale della fauna selvatica e dei suoi habitat (ONFSH.2005)….”
Questi tre passaggi nel Tordo Bottaccio mettono nero su bianco quanto sia inesatto e clamoroso affermare l’esatto opposto: l’ISPRA non può assolutamente affermare che in Italia il Bottaccio effettua il ritorno nei luoghi di nidificazione nel mese di Dicembre!

…” In Italia, il tordo sassello, arriva più tardi (fine ottobre-novembre), rispetto al Tordo bottaccio. Stazioni di bioacustica e contemporaneamente nel Nord Italia (Udine, Arosio) e nel sud della Francia mostrano che i primi uccelli hanno sorvolato l’Italia in autunno dalla metà di ottobre così come nel sud della Francia, è proprio verso la fine di questo mese e nel mese di novembre che tali incroci vengono spesso registrati…” Altro tassello fondamentale per la nostra tesi. I cugini francesi denotano una stretta relazione sulle rotte migratorie tra Italia e Francia.
Certo è che l’ISPRA ora ci dovrà sicuramente rispondere su quali basi afferma le proprie conclusioni. Dal testo “I TORDI IN ITALIA” realizzato con la collaborazione (economica e finanziaria) con ARCICACCIA vengono tralasciati due comportamenti naturali e soprattutto strettamente legati ai volatili migratori tutti: lo svernamento e gli spostamenti erratici. Nei tordi soprattutto si è visto chiaramente , in Sassello e Cesena soprattutto, che le condizioni meteo e la scarsità di alimentazione portano ad enormi spostamenti di massa. A dicembre non è migrazione pre-nuziale, si chiama ERRATISMO!
Non voglio neanche lontanamente pensare che questo studio abbia portato a formulare conclusioni così platealmente e palesemente errate per secondi fini, certo è che il dubbio in noi sorge. Ci sembra altresì strano, e ci duole dirlo vista la partecipazione di ARCICACCIA, che nessun dirigente di questa associazione abbia fatto osservazioni sulle conclusioni finali. Conclusioni che minano esclusivamente a chiudere il cerchio di un progetto che gli ambientalisti stanno cavalcando da parecchio tempo: giocare sull’arco temporale dei selvatici cacciabili. Lo sanno bene questi signori che un ulteriore impoverimento dei tempi di caccia sarebbe il salasso finale per il mondo venatorio italiano. Chiedo dunque che FACE ITALIA tralasci tutte le altre questioni in ballo (modifica della 157/92 in primis) e si metta al lavoro IMMEDIATAMENTE per elaborare attraverso le persone e i canali giusti un dialogo con le Istituzioni che permetta di dirimere questa fondamentale matassa. La vera battaglia da vincere non sono le deroghe o la modifica della 157/92 è la questione dell’arco temporale.
Concludo annunciando che la prossima puntata di questa analisi sarà effettuata per gli anatidi per i quali l’Osservatorio Nazionale Francese, ha effettuato degli studi davvero approfonditi e anche lì ci saranno molte molte sorprese.

CesenaCESENA
Popolazione
Secondo BirdLife International (2004), il numero di coppie  nidificanti è aumentato da 12 a 19 milioni nel periodo compreso  tra il 2000 e il 2004. Da queste stime del 2004 possiamo asserire, che i numeri di Cesene prima della partenza post-nuziale per la migrazione è compresa tra i 56 e 96 milioni di individui.
Riproduzione
Volatile monogamo, la Cesena si stabilisce tra la fine di marzo e i primi di aprile nei sui suoi siti
di riproduzione. Il nido è posto abbastanza alto (in media 7-8 m). La specie è gregaria durante la riproduzione e la nidificazione in piccole colonie.
Conclusioni
I risultati indicano che gli uccelli scandinavi si stanno diffondendo in tutto il paese, il Baltico e
Russi si trovano a sud di una linea compresa tra le Ardenne e la Gironde. La regione mediterranea è
visitata anche da uccelli provenienti da Polonia-Repubblica Ceca-Germania e Svizzera. La specie
è caratterizzata da flussi d’immigrazione da un anno all’altro, ma spesso collegate alle circostanze avverse del tempo in Europa centrale e settentrionale. I giovani sono più sensibili al freddo e alla neve e improvvisamente invadono regioni in gruppi di centinaia (o migliaia).
Il monitoraggio della Cesena dal 1990 nei periodi di svernamento e di migrazione da parte dell’IMPCF e le Federazioni dei Cacciatori del Sud-Est mostra la presenza della specie dalla prima metà di novembre, la migrazione e lo svernamento oscillano molto (le modifiche da 0,2 a 9 gli uccelli per ora contando i 14 anni di follow-up) così come la migrazione di ritorno (pre-nuziale) che inizia non prima della terza decade di febbraio con “picchi” nella prima decade e seconda di marzo (vedi: risultati e pubblicazioni nelle relazioni IMPCF Scienziati 2 e 3 febbraio 2004 e gennaio 2005 il Centre National de la Faune Fauna selvatica e dei loro habitat creato nel 2002 dal Ministero dell’Ecologia e dello sviluppo Sostenibilità).

Tordo BottaccioTORDO BOTTACCIO
Popolazione
Una panoramica recente europea (2004) quantifica il numero di coppie nidificanti tra 3 e 7,4 milioni di euro con un aumento di circa il 60-80% più efficace rispetto alla sintesi del 1994 della stessa organizzazione. Ora 41 paesi sono coinvolti e L’Europa rappresenta oltre il 50% della propria gamma di riproduttori. Stabile nei periodi 1970-1990 e 1990-2000 con un aumento in Germania. Stabile in Russia, Tordo è classificato come “sicuro” in Europa. Il suo stato di conservazione è considerato favorevole.
I primi 5 paesi che ospitano il numero di coppie nidificanti tra le più importanti sono: Russia (1 a 3 milioni di euro), la Spagna (0,33-0.790.000), Germania (0,3-0.550.000), il Regno Unito (0,23 milioni) e Francia (da 0,1 a 0,5 milioni). L’Italia ospita tra 0,05 e 0,1 milioni le coppie e ci si chiede perché lo status di attenzione nel paese, mentre lo stato di conservazione della specie è eccellente.
Riproduzione
L’insorgenza del periodo di allevamento è precoce in Inghilterra, a partire dalla fine di febbraio, in Nord Africa si è inizia a fine marzo, ma a fine aprile in Finlandia.
In Francia, un sondaggio fatto per 20 anni ha contribuito a individuare il primo uovo tra il 20 marzo e il 5 aprile nella Francia centrale. I nidi sono di solito si trova in grandi alberi ad una altezza media di 5 a 10 m dal suolo. Alcuni casi di luogo di nidificazione sono stati osservati. Il nido è foderato con ramoscelli e foglie, ha un diametro esterno di 18 cm e 10 cm interni.
Conclusioni
La specie ha molte popolazioni residenti nel settore nordico parzialmente o interamente migratori. A differenza del Cesena e Tordo sassello, il Tordo Bottaccio mostra una vera affinità per le stesse zone di svernamento frequentate ogni anno. Uccelli della Scandinavia, Germania, Svizzera, Polonia e Russia, attraverso la migrazione verso sud-ovest e sud-est Europa raggiungono i luoghi di svernamento nel sud
Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo. E le popolazioni più settentrionali compresi gli uccelli nati nell’ultimo anno arrivano più a sud: Isole Canarie, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Cipro. Uccelli da Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Francia nord-orientale sono in parte o residenti o effettuano brevi spostamenti a sud. Uccelli della Svizzera, migrare a sud della Francia, lungo la costa mediterranea, a nord di Italia, Corsica e la Libia. I uccelli in Grecia mostrano una origine scandinava, Russia occidentale ma anche l’Italia e Malta.
Molti uccelli dalla Gran Bretagna e Irlanda durante l’inverno migrano nel nord-ovest della Francia, nel nord della Spagna, il Portogallo e le isole Baleari, ma probabilmente fino all’Algeria.
Uccelli migratori durante la notte sul mare del Nord sono spesso soggette a fenomeni di sosta nelle piattaforme petrolifere in mare.
Partenze per la migrazione
L’autunno inizia a settembre, ma anche in agosto. Stazioni installate in Italia attraverso strumenti bioacustici, in particolar modo nella regione  Lombardia (IMPCF: 11,12,13,14) hanno permesso di rilevare cambiamenti nella terza settimana di Settembre, che è così confermato anche dalla stazione di cattura di Arosio (Italie.FEIN). Il tordo inizia la migrazione post-nuziale (settembre-ottobre) prima del sassello e delle Cesene (fine ottobre-novembre). Gli uccelli del Nord Europa (Scandinavia, Siberia ..) iniziano la loro migrazione nel mese di settembre mentre quelli più a sud (Belgio, Svizzera …) iniziano a migrare verso Ottobre-novembre. Questa successione di passaggi da è stato ben studiato, sia durante la migrazione post nuziale che in quella pre-nuziale dalle stazioni bioacustiche (cfr IMPCF: 6, 8, 9, 10-14 e ONCFS: 15).
Quindi tutto il lavoro effettuato durante le notti a partire da settembre ai primi di maggio.
La partenza della migrazione pre-nuziale di questo volatile, svernanti in Africa del Nord, inizia a fine Marzo e prosegue fino a metà aprile (3), nonché l’Ucraina e il Caucaso. In questo periodo, gli uccelli lasciano i loro areali di svernamento anche in Portogallo, Spagna e sud della Francia.
Questi risultati sono stati confermati recentemente sia attraverso l’utilizzo di stazioni bioacustiche e che attraverso la conta settimanale. Questi risultati sono ulteriormente confermati da l’arrivo sul sito di riproduzione come in Europa centrale e Nord Europa. Il tordo bottaccio è classificato come spech 5.
La migrazione di ritorno si esaurisce nella prima decade di maggio (3, 12, 13).

Il tordo Bottaccio è il meno cacciato nonostante una tradizione di caccia forte nei paesi mediterranei (Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo). In questi paesi la caccia è praticata fin dall’antichità con i metodi convenzionali. Nel sud della Francia (5 dipartimenti) la cattura di questa specie è consentito attraverso l’uso di vischio o colla in deroga alla direttiva 79/409 (articolo 9).
Nel febbraio 2007 il Consiglio di Stato ha mantenuto i risultati scientifici del IMPCF e di 16 Federazioni di Caccaitori  aderenti (tutti ad eccezione di quelle dell’arco mediterraneo du Gard).
Così, la Corte Suprema ha autorizzato la caccia dei Tordi fino al 20 febbraio in 17 dipartimenti del sud, mentre la caccia di queste specie altrove in Francia chiude il 10 febbraio.
Per questo, la IMPCF ha dimostrato che la migrazione pre-nuziale inizia nel bacino del Mediterraneo durante la terza decade di febbraio, risultati convalidati, tra le altre cose dall’Osservatorio nazionale della fauna selvatica e dei suoi habitat (ONFSH.2005). Questa differenza con il resto della Francia è dovuta alla provenienza più settentrionale delle popolazioni di tutto il Mediterraneo in autunno e inverno e poi unendo le loro aree di riproduzione del nord nei primi mesi della primavera.
Questi risultati sono stati confermati dalla sequenza di date sulla scena di nidificazione lungo un gradiente latitudinale.
Il futuro di questa specie è anche e soprattutto sul mantenimento della qualità del suo habitat.

Tordo SasselloTORDO SASSELLO
POPOLAZIONE
Una sintesi recente europea ci dice che si stimano tra i 16 e 21 milioni
coppie (17 paesi). Il maggior numero si trovano in Russia (12-15.000.000 coppie), Finlandia (1,5-2.500.000 coppie), Norvegia (1 a 1,5 milioni). Altri paesi ricevono meno un milione di coppie ciascuno. Le attuali tendenze per gli standard del Bird Life International e IUCN possibile classificare la specie nella categoria 4: stato e sicuro in Europa. La specie è stabile o in aumento in 9 di esse in particolare quelle che ospitano la maggior parte delle coppie nidificanti.
A causa dei cambiamenti climatici, possiamo considerare l’ipotesi di uno spostamento progressivo degli areali di nidificazione della popolazioni a sud d’Europa, ma questa è una ipotesi che andrà verificata attraverso il monitoraggio la sua gamma di allevamento.
Se stimiamo una produzione media di 2 giovani per coppia prima di iniziare la migrazione, il totale
sarebbero tra 64 e 84 milioni di uccelli, prima dell’inizio della migrazione post-nuziale. Le stime, già negli anni 2000, ci indicavano  una popolazione europea compresa tra i 20 ei 26 milioni di volatili e cioè, circa un terzo.
RIPRODUZIONE
La riproduzione inizia a metà maggio in Islanda e in generale non entro la fine di aprile.
Il sito di nidificazione può essere il terreno (28%), alberi (34%) nei ceppi (17%) in cespugli di ginepro (13%) e la terra sotto un cespuglio di ginepro (8%). La specie nidifica in colonie, talvolta con altre specie, come Cesena (Turdus pilaris) e lo storno (Sturnus vulgaris). Fuori di 360 nidi controllati nella stessa zona, il 45% sono stati almeno 10 cm dal suolo, 14% tra i 10-50cm, il 23% tra 0,5-1m, 13% tra 1-2m, 3% tra 2-3m e solo il 3% al di sopra 3m.
Il nido viene costruito dalla femmina con rami, foglie, muschio incontri di fango.
Il diametro esterno del nido è di 13,5 cm (11,5-16,0), il diametro interno di 8,4 centimetri (6,8-9,5), altezza di 9,3 centimetri (7,0-11,0) e la profondità di 5,4 centimetri (4,5-6,8). Le uova (tavola successiva, secondo a 3) sono sub-ellittico, liscio leggermente bluastra e con molte macchie rosse.
CONCLUSIONI
Diverse popolazioni sono stanziali o parzialmente migratori. Ad esempio, gli uccelli che nidificano in Siberia orientale effettuano un viaggio di circa 6500 km per raggiungere le loro aree di svernamento.
La migrazione post-nuziale in Svezia e Norvegia iniziata a fine settembre e termina a metà novembre, a volte in dicembre. Solo un piccolo numero di uccelli dalla Scandinavia in inverno arrivano in Asia Minore, Mar Egeo e Mar Caspio. Gli uccelli giovani dall’Estonia e Leningrado tendono a spostarsi verso sud-ovest e ovest-sud ovest per passare l’inverno in Inghilterra, in Portogallo e nel sud Italia. Nel nord della Russia, gli uccelli iniziano la loro migrazione in media nella prima decade Ottobre e raggiunge la penisola iberica nel mese di novembre fino a gennaio e, talvolta, a seconda delle condizioni meteo.
Alcuni studi suggeriscono che la Spagna e il Regno Unito ospitino quasi il 75% delle popolazioni europee svernanti.
Secondo il lavoro del 1981, le rotte di migrazione, così come ripreso in autunno e primavera il tordo sassello, raggiunge i suoi movimenti migratori di notte, ma anche il giorno.
In Italia, il tordo sassello, arriva più tardi (fine ottobre-novembre), rispetto al Tordo bottaccio. Stazioni di bioacustica e contemporaneamente nel Nord Italia (Udine, Arosio) e nel sud della Francia mostrano che i primi uccelli hanno sorvolato l’Italia in autunno dalla metà di ottobre così come nel sud della Francia, è proprio verso la fine di questo mese e nel mese di novembre che tali incroci vengono spesso registrati.
Nella Penisola Iberica e Nord Africa, la specie arriva alla fine di novembre, dicembre e anche gennaio, in base alle condizioni meteo.
La migrazione di ritorno inizia a fine febbraio e in particolare in marzo e prosegue in primi di aprile. Questi risultati 1970, sono stati confermati, con le stazioni di bioacustica e conta giorno nell’area del Mediterraneo (IMPCF: da 6 a 14), ma anche nel Portogallo.
Il tordo sassello è come la caccia nell’area del Mediterraneo. Non è chiaro da
Lo status di questa specie è considerato favorevole in Europa, ma il suo comportamento erratico rende molto difficile il suo monitoraggio. Le fluttuazioni in Europa derivano da una mancanza di conoscenza che devono essere colmate in conformità e le raccomandazioni della direttiva 79/409. Il possibile ingresso di nuovi paesi nell’Unione europea completerà la nostra conoscenza, in particolare in Europa orientale est.

MerloMERLO

Popolazione
Una sintesi recente europeo è il numero di coppie tra i 40 e 82 milioni in 44 paesi.
Le attuali tendenze, come definito dal Bird Life International, per la classificazione della specie
Categoria 4: Stato FCS e sicura.
Tra i 49 paesi coinvolti nella sintesi del 2004, la specie è stabile o in aumento
Si è in diminuzione in 3 paesi: Albania, Croazia e Turchia.
RIPRODUZIONE
La stagione riproduttiva va da marzo a fine agosto per la “razze”, la più orientale, comincia
Aprile-Luglio (simillimus: marzo-agosto; bourdillioni e kinnisii: da aprile a giugno; nigropileus: giugno-settembre). L’insorgenza di allevamento è correlato con la latitudine: 2 settimane dopo in Scozia che nel sud
Inghilterra. Repubblica Ceca, la deposizione delle uova inizia durante l’ultima decade di aprile. In Francia continentale allevamento comincia durante la terza decade di febbraio e Corsica durante la seconda settimana di Marzo.

CONCLUSIONI
La specie è composta da popolazioni nordiche stanziali e migratori che si spostano più a sud in autunno e in inverno a seconda delle condizioni atmosferiche.
Le mosse del merlo (migrazione irregolare e inverno) avvengono di notte ma anche durante il giorno. In migrazione autunnale (Post nuziale), molte morti vengono registrate in pozzi di petrolio del Mare del Nord
Offshore. La migrazione autunnale ha inizio a fine settembre nel nord con traffico intenso nel mese di ottobre che continua fino all’inizio di novembre. I giovani dell’anno possono passare da luglio ad agosto. Partenze dalla Russia si hanno a metà settembre per poi continuare fino a novembre, il che spiega la successione dei passaggi registrati più a sud nell’area del Mediterraneo da stazioni situate nel bacino di bioacustica del Mediterraneo e con frequenza ogni notte.
La migrazione di ritorno (pre-nuziale) inizia per tutte le “razze” a fine febbraio con un primo “picco” all’inizio di marzo e poi successivi fino ad aprile o all’inizio di maggio alcuni casi.

Luca Stincardini – ANLC Umbria

Category: .In Evidenza, ANLC, Arcicaccia, Cultura, Generale

Comments (49)

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  1. Pietro scrive:

    Stando a questi dati che sembrano quelli di fatto, stiamo messi proprio bene con il nostro ISPRA, non si andrà avanti nemmeno con la spinta di buldozer. La visione animal-ambientalista di questo istituto è ormai conclamata. Mi fa specie per Arcicaccia che letteralmente tace innanzi a certe affermazioni. In ogni caso lo scopo è chiaro come l’acqua di fonte, chiudere con il tordo al 31 dicembre come da richiesta animalista.-

  2. Giovanni59 scrive:

    Qui ci stiamo incartando o forse lo siamo già, anche i muli capiscono che non è di scenza che si parla ma di politica.

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Se è per questo ci hanno incartati già dal 1992 e Federcaccia ed Arcicaccia sono corresponsabili di quanto stabilito dalla normativa italiana in materia venatoria.

  3. Giusti Giacomo scrive:

    Ma chi meglio dei cacciatori sapevano le cose scritte nell’articolo?
    L’Ispra + arcicontrolacaccia non possono venire a dirci che quel qualcuno :-) ,e` morto di sonno!

  4. Giacomo scrive:

    La vera battaglia da vincere non sono le deroghe o la modifica della 157/92 è la questione dell’arco temporale.
    ———————————————————————————————————————————-
    Sono tutte battaglie da vincere caro Luca Stincardini ! Io posso anche pensare come forse tanti che scendere a Dicembre con la chiusura a tordi è solo una scusa proprio per un depistaggio ad altre richieste come la modifica della 157 ecc.
    Io una mano te la posso dare e da una ricerca che sembra più o meno corrisponde con la tua ne ho dedotto questo :

    Un po di riflessione sul tordo Sasello. Dati presi dalla convenzione di Berna.ALLEGATO III.

    Riproduzione – La stagione riproduttiva inizia alla fine di marzo. La parata nuziale ha luogo spesso a terra: il maschio gonfia le piume del petto e del groppone, spiega la coda contro il suolo e getta la testa indietro aprendo leggermente il becco, quindi corre verso la femmina lasciando pendere le ali. Il nido, predisposto dalla femmina tra i cespugli, sugli alberi o più di rado a terra, ha forma di mezza coppa. Salvo alcune eccezioni il maschio non partecipa alla costruzione del nido e a volte contribuisce in maniera simbolica al lavoro. La covata, composta da 4-5 uova, è incubata per 13-14 giorni dalla femmina, che a volte viene assistita dal maschio. I nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori e all’età di circa due settimane si rendono indipendenti. Depone due volte all’anno e talvolta tre.
    —————————————————————————————————————————————
    Considerando che dati fino al 1992 riportano una stima del numero di tordi di 16.000.000 milioni di coppie e che questi si sono mantenuti stabili per oltre un decennio cioè fino all’anno 2000 per cui si possono ritenere stabili e non in diminuzione, si puo dire che alla nidificazione poichè il tordo depone 4 – 5 uova, bisognerebbe moltiplicare 16 milioni x diciamo 4 diciamo circa 64 milioni di tordi dopo la nidificazione + i 16 milioni di coppie che hanno generato siamo a 80 milioni di tordi. Mettiamo un amortalità dalle covate all’inizio migrazione post nuziole di circa il 25 % a stare larghi
    abbiamo 60 milioni di tordi Sasselli disponibili.

    Per quanto riguarda il Tordo Bottaccio :
    Secondo studi effettuati e resi noti nel 1997 dagli ornitologi Hagemeijer & Blair la popolazione europea è stimata in 15.715.933 coppie, con trend per lo più stabile ad eccezione di alcune popolazioni (del Regno Unito e dell’Olanda), corrispondenti a circa il 10% del totale, che, nel periodo 1970-1990 hanno fatto registrare un decremento consistente (Tucker & Heath, 1994). Per l’Italia la stima è di 100.000-300.000 coppie (Brichetti & Meschini, 1993), distribuite in tutti i rilievi del nord e dell’Appennino centrale.
    Per non farla troppo lunga poiche il tordo Bottaccio come numero di coppie 15.715.933 e circa uguale al sassello diciamo che vale lo stesso discorso come numero dopo le covate.
    Siamo dunque a 60 milioni di Sasselli + 60 milioni di Bottacci otteniamo 120. milioni di tordi disponibili. Se vogliamo togliere i 16+16 milioni = a 32 milioni di coppie per la riproduzione dell’anno che segue per mantenere la specie stabile abbiamo un capitale di tordi da raccogliere di ben 120 milioni meno 32 milioni = a 88 milioni di tordi su tutto il continente Europeo.
    Da tenere presente che non ho considerato nel calcolo i tordi di una seconda covata !! Per cui bisognerebbe aggiungere a questi 64 milioni di tordi per ogni specie.
    64 milioni di Sasselli + 64 milioni di Bottacci = ad altri 128 milioni di tordi.
    Per cui considerando due covate si andrebbe a 128 + 88 = 216 milioni di tordi. Ci sarebbe da leccarsi le orecchie :roll: :wink:
    A voi le considerazioni da fare su questi numeri attualmente i possesso dagli ultimi studi fatti scientificamente, che secondo me possono essere benissimo presi in considerazione per non dire frottole da parte di chicchessia. Credo sempre e comunque che uno studio moderno e attuale in avvenire debba sempre essere fatto, con mezzi scientifici all’avanguardia per avere sempre più sicurezza. Questo per lealtà verso questo meraviglioso uccello che tutti noi cacciatori vorremmo sulle nostre tavole, a parte la gioia di cacciarlo.
    Caro Stincardini come diceva Pinotti ci vuole uno studio presentato da un esperto riconosciuto in campo internazionale commissionato da parte di chi di dovere come potrebbe essere un’associazione della caccia per poter essere preso in considerazione e per far cambiare i KC Italiani senza se e senza ma.

  5. fedeli massimo scrive:

    Grazie , ANLC ma queste cose la maggior parte di noi le sà, io personalmente studiavo le migrazioni e nidificazioni prima ancora di prendere il PDA cioè 45 anni fà , e per questo che sono incazzato con l’ISPRA e tutto il resto dei carrozzoni, grazie ancora.

    • Giacomo scrive:

      Massimo non tutti quelli che ci leggono sanno tutto sui tordi…….. E’ bene che queste cose vengano dette per informazione generale, non ti sembra ? Se guardi un pò su fini a questo momento questo articolo lo hanno letto 2466 visitatori. :wink: Salutiamo

  6. ennio scrive:

    …………ma ciò che sappiamo e diciamo noi non conta nulla,ciò che viene preso in considerazione sono i pareri dell’ISPRA………………………….. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    • EMy 74 scrive:

      Permettimi di smentirti caro Ennio non è proprio così; se era per l’ispra nel lazio ai tordi dovevamo chiudere il 10 gennaio ,come da loro documento spedito alla regioni, invece grazie a delle persone di buona volontà che hanno spulciato la normativa e dato i giusti riferimenti a chi di dovere questo non è successo.(ciò nonostante i ricorsi al TAR).
      é vero le armi a nostra disposizione al momento sono poche, ma almeno dobbiamo giocarcele nel modo giusto.
      Complimenti a Luca Stincardini per il buon lavoro svolto ,queste cose devono essere fatte sapere.
      Ciao.
      Ciao.

      • ennio scrive:

        si lo so …..questo è avvenuto anche nella mia regione ,Marche, ….ma se i pareri tecnici sono e rimaranno questi,a forza di ricorsi prima opoi l’avranno vinta .
        Ciò che conta sono i dati…. ricorda il detto ” CARTA CANTA ,VILLAN DORME” :wink:

        • EMy 74 scrive:

          Permetti Ennio ti rispondo con il post di risposta a Pasquale:
          l’unica cosa positiva che ha fatto la comunitaria art 43, è stato quella di non rendere “vincolante” il parere ISPRA nell’arco temporale 3 domenica di settembre 31 gennaio,mentre lo è per i 10 giorni di febbraio ,quindi in quell’arco temporale le regioni” motivandolo “possono fare quello che ritengono più opportuno ,come del resto hanno fatto la regione lazio e puglia con i tordi che ricordiamo l’ISPRA aveva chiesto di chiudere il 10 gennaio .
          Quindi nell’immediato tutto rimane come è ; la preoccupazione riguardo a questo nuovo volume ISPRA nasce appunto dal fatto che se venisse di nuovo reso “Vincolante” il parere ISPRA per il calendario ordinario (causa cambio governo o nuovi blitz-animalisti )allora si che sarebbero guai.
          Quelli dell’ISPRA stanno solo preparando il terreno per una ulteriore riduzione del calendario,come del resto hanno fatto per i kc, loro sapevano che prima o poi ci saremo dovuti adeguare e per questo sono stati stilati nel modo che tutti sappiamo, stà al mondo venatorio e politico che ruota intorno alla caccia cogliere questi segnali e prendere le giuste contromisure per tempo non a giochi fatti.
          Quindi per adesso le carte sono ancora dalla nostra, bisogna solo far si che ci rimangano Questa è la vera sfida.
          Come:
          Le soluzioniper contrastarli in modo efficacie sono l’istituzione di osservatori regionali efficienti che producano studi e rilevamenti seri e affidabbili, oppure che il modo venatorio produca dati propri e affidabili (tramite ricercatori anche internazionali) e che queste ricerche vengano riconusciute dalla comunità scientifica (pubblicazioni su riviste scientifiche ecc.).
          Tutto qui.
          Ciao.

  7. Sololasipe scrive:

    Vorrei conoscere il parere dell’ispra circa il “priestbird”( così è denominato in una enciclopedia canadese) un uccello con la struttura tipica del tordo o del merlo, con piumaggio scuro e collare bianco che un mio amico ha abbattuto scambiandolo per un merlo.
    Era il 20 gennaio scorso, poi ne abbiamo avvistati ancora un paio. Nessun cacciatore ha saputo darci una risposta in merito. Qualcuno può darmi una spiegazione? :?: :?: :| :|

    • fedeli massimo scrive:

      Ma non era forse un merlo acquaiolo? :|

      • Federighi alessandro scrive:

        Quoton100%!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!merlo acquaiolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: :roll: :roll:

        • renzo scrive:

          Concordo , merlo acquaiolo ! RARO

        • Sololasipe scrive:

          Scusatemi, amici miei, se ho voluto fare, un po,’ il burlone…ciò che ho scritto sopra è solamente per prendere per il cubo questi scienziati che ci impongono di seguire una direttiva che essi, per primi,non conoscono affatto!! Il termine “priest” in Inglese significa “prete” e “bird” significa “uccello” ovverossia “uccello prete”. Siccome i nostri “scienziati” asseriscono che la migrazione di ritorno (pre-nuziale) avvenga entro gennaio o febbraio, ho pensato bene di “ficcare” dentro anche un uccello prete che possa celebrare le loro nozze!! Considerato poi che gli animalari amano usare termini e titoloni in Inglese, ebbene, ho cercato di adeguarmi ad essi. Perdonatemi se aggiungo una mia modesta riflessione…cosa è la vita senza la satira?? Vorrei poterVi conoscere tutti ed abbracciarVi per poter brindare alla faccia di chi “sappiamo”,in quanto, il cacciatore che è in me, non abbasserà mai la testa, né la voglia di combattere!!! 8) 8) 8)

    • Picchio scrive:

      Comunque esiste il “Merlo dal Collare” veramente, non è neanche poi così raro, solo che si trova solitamente sopra i 1000 metri di altitudine.

  8. Valerio scrive:

    dal sito
    http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=515

    Consiglieri Nazionali WWF
    Paolo Berdini, Pier Mario Biava, Daniele Bigi, Massimo Bolognesi, Dante Caserta, Stefano Civitarese Matteucci, Sylvie Coyaud, Gustavo Gandini, Stefano Gazzola, Mark Halle, Stefano Leoni, Raniero Maggini, Giuseppina Negro, Costanza Pratesi, Maurizio Rivolta, Guido Scoccianti, FERDINANDO SPINA, Sergio Ulgiati.

    Fernando Spina è dirigente Ispra e coautore libro turdidi

  9. PASQUALE scrive:

    E’ inutile tanto i tar darranno sempre ragione ai dati ispra che ritengono affidabili dato che è l’istuto italiano scientifico di rieferimento. Nessuno rinnoverà il porto d’armi.

  10. roberto scrive:

    Dai commenti denoto una galoppante rassegnazione.Va bene che in questi ultimi anni di TROMBATE ne abbiamo prese,ma gettare la spugna certo no ci aiuta.Ora mi pongo e vi,pongo una domanda.Ma tutte le caz…te che l’SPRA dice sono oro colato o possono in qualche modo essere smentite? Il problema è che bisogna controbattere questi signori con dati certi e scientificamente provati,quindi da associato ANLC da 35 anni mi chiedo il perchè non si possa coalizzare tutte le AA.VV.,mettendo per una volta da parte le solite divisioni, per portare avanti uno studio sario e scientifico da contrappore ai dati di un ente (che dovrebbe essere superpartes e non si spiega perchè invece sia totalmente schierato con gli anticaccia) che oltretutto smentisce gli stessi dati effettuati da nazioni confinanti alla nostra, che invece affermano l’esatto contrario di quello italiano.Roberto da Carbonia :twisted: :twisted: :twisted:

  11. federico scrive:

    comunque l’ispra non può fare mica quello che gli pare!!!se fosse stato per l’oro anche qust’anno la caccia ai tordi e non solo la volevano chiudere il 10 gennaio,i calendari venatori vanno fatti con le regioni e i dati ispra devono essere veritieri non di parte;quindi se lavoriamo bene e le nostre associazioni si danno da fare con le regioni penso che non cambi nulla anche perchè lo sanno anche loro che quei dati non sono veritieri e con quei dati li non possono fare niente anche perche i kc italia danno il tordo fino ai 10 di gennaio e con la deroga nel calendario lo puoi cacciare quasi fino a fine mese di gennaio senza violare niente la 157 prevede che si possa cacciare fino al 31 gennaio quindi anche loro avranno vita dura sebbene i nostri kc fanno schifo saluti federico

    da federico 26/02/2011 18.25

    contatti

  12. Pasquale scrive:

    Praticamente ormai la regolamentazione della caccia non la fa più ne le stato e ne tantomeno le regioni, che non contano più niente nella definizione dei tempi di caccia, in questo modo non possono esercitare la proprio autonomia, il calendario venatorio, in definitiva, lo redige l’ispra.

    • alessandro fulcheris scrive:

      e l’arcicaccia..vergogna Arci, Vergogna come non mai…

    • EMy 74 scrive:

      Permettimi di correggerti Pasquale, l’unica cosa positiva che ha fatto la comunitaria art 43, è stato quella di non rendere “vincolante” il parere ISPRA nell’arco temporale 3 domenica di settembre 31 gennaio,mentre lo è per i 10 giorni di febbraio ,quindi in quell’arco temporale le regioni” motivandolo “possono fare quello che ritengono più opportuno ,come del resto hanno fatto la regione lazio e puglia con i tordi che ricordiamo l’ISPRA aveva chiesto di chiudere il 10 gennaio .
      Quindi nell’immediato tutto rimane come è ; la preoccupazione riguardo a questo nuovo volume ISPRA nasce appunto dal fatto che se venisse di nuovo reso “Vincolante” il parere ISPRA per il calendario ordinario (causa cambio governo o nuovi blitz-animalisti )allora si che sarebbero guai.
      Quelli dell’ISPRA stanno solo preparando il terreno per una ulteriore riduzione del calendario,come del resto hanno fatto per i kc, loro sapevano che prima o poi ci saremo dovuti adeguare e per questo sono stati stilati nel modo che tutti sappiamo, stà al mondo venatorio e politico che ruota intorno alla caccia cogliere questi segnali e prendere le giuste contromisure per tempo non a giochi fatti.
      Ciao.

      • federico scrive:

        hai ragione emy però è impossibile che cambi qualcosa bisognerebbe modificare l’art43 io penso che per molto tempo rimanga tutto cosi,e poi il contenuto dell’ispra deve havere basi giuste no solo di parte animalista questo lo sanno anche loro che quello che hanno scritto non è vero ciao ciao

        • EMy 74 scrive:

          Vedi Federico è possibile che tutto rimanga così, come è possibile il contrario,
          Quando ci sono questi segnali non bisogna fare come nel passato dove i segnali peggiorativi c’erano ma non si sono (o non si sono voluti) cogliere,arrivando alla situazione attuale che tutti noi conosciamo.
          Per quanto riguarda l’ISPRA purtroppo loro hanno il coltello dalla parte del manico (è l’ente statale riconosciuto e il mio o il tuo parere non conta il loro si)
          Le soluzioniper contrastarli in modo efficaie sono l’istituzione di osservatori regionali efficienti che producano studi e rilevamenti seri e affidabbili, oppure che il modo venatorio produca dati propri e affidabili (tramite ricercatori anche internazionali) e che queste ricerche vengano riconusciute dalla comunità scientifica (pubblicazioni su riviste scientifiche ecc.).
          Tutto qui.
          Ciao.

      • Pasquale scrive:

        CMQ iL PARERE DELL’ISPRA già prima dell’art. 43 comunitaria non era vincolante.
        Però i periodi di caccia erano ben definiti.
        Adesso invece il comma 1 art. 18 legge 157/92 è inutile perchè la data del 31 Gennaio è solo indicativa e del tutto generale in quanto poi si deve tener conto dei periodi di migrazione prenunziali. L’ispra sapendo che L’itaia doveva adeguarsi alla normativa europea ( mentre le aa.vv. dormivano) ha fornito dati alla commisioni europea di migrazione anticipati rispetto a quelli reali causando di fatto una riduzione del calendario per alcune specie. Le regioni ormai devono attenersi a quanto dice la commisione europea in base ai kc quindi per esempio per i turdidi non si può cacciare oltre il 20 Gennaio pena sospensiva del calendario con ricorso al tar. Le regioni non possono fare molto devono attenersi alle indicazioni europea,l’ispra può esprimere pareri scientifici non vincolanti sui calendari affermando che la migrazione avviene prima, ma le regioni fanno riferimento ai kc europei. Il problema è che non esiste più una data precisa di apertura e di chiusura ma può cambiare da un momento all’altro nel momento che vengono aggiornati i kc europei, con i dati frniti dall’ispra, in senso restrittivo oppure (non avverrà mai in senso migliorativo e REALE), quindi le regioni non possono fare niente. Prima invece era tutto così bello le date erano quelle è basta, ora invece si rischia di avere nell’arco di poco tempo dei stravolgimenti assurdi al calendario.

        • EMy 74 scrive:

          Non sarei convinto sul fatto che le regioni non possono fare molto,
          e la riprova viene proprio dall’europa, la francia come kc dovrebbe chiudere la 1 decade di febbraio, ma a seguito di studi certificati le regioni mediterranee godono di CK 3 decade febbraio come anche lo studio dell’articolo conferma:
          Nel febbraio 2007 il Consiglio di Stato ha mantenuto i risultati scientifici del IMPCF e di 16 Federazioni di Cacciatori (NOTARE BENE CHI HA COMMISSIONATO GLI STUDI) aderenti (tutti ad eccezione di quelle dell’arco mediterraneo du Gard).
          Così, la Corte Suprema ha autorizzato la caccia dei Tordi fino al 20 febbraio in 17 dipartimenti del sud, mentre la caccia di queste specie altrove in Francia chiude il 10 febbraio.
          Per questo, la IMPCF ha dimostrato che la migrazione pre-nuziale inizia nel bacino del Mediterraneo durante la terza decade di febbraio, risultati convalidati, tra le altre cose dall’Osservatorio nazionale della fauna selvatica e dei suoi habitat (ONFSH.2005)….”
          Il problema se mai dalle nostre parti (regioni comprese) è proprio farli questi studi.
          Poi secondo il tuo discorso lo ripeto a caccia in puglia e nel lazio non dovevamo andare, ma se le regioni argomentano adeguatamente le proprie scelte, l’ostacolo nei limiti della 157 è aggirabile, difatti non vi sono stati blocchi da parte dei tar ..
          Nel lazio a seguito di ricorso al tar riguardo alle date posticipate delle associazioni ambientaliste, il tar stesso non ha bloccato il calendario ma ha chiesto alla regione di motivare le scelte fatte cosa puntualmente fatta che ha permesso il regolare svolgimento della stagione venatoria senza ulteriori intoppi.
          Per le altre regioni, che adottavano il calendario in legge regionale invece che in delibera di giunta, il problema non si è nemmeno posto visto che sulle leggi regionali il tar non ha giurisdizione.
          Poi sul fatto che se l’ISPRA continua a fare il bello e il cattivo tempo la cosa peggiorerà su questo sono d’accordo con te, infatti tutta questa cosa è stata messa in risalto proprio per
          portare alla luce questo pericolo.
          Ciao.

        • PASQUALE scrive:

          Intanto non possiamo paragonare nella maniera più assuluta la situazione venatoria italiana con quella francese.
          Il nostro poi è un paese dova vince la moda e i compartamenti dettati da campagne mediatiche basati su argomenti facilmente comprensibili a tutti superficiali e banali inculcando idee a chi non ne ha risvegliando risentimenti lontani da una vera cultura arte e passione quale la caccia e generando fenomeni di repulsione di massa.

          Per i calendari poi per esempio Nel Lazio ed in Puglia se non erro la caccia al tordo Bottaccio si è chiusa in base ai kc il 20 Gennaio. E le regioni si sono dovute adeguarsi.
          In calabria inizialmente era prevista per il 31 Gennaio a seguito di sospensiva del calendario per ricorso al Tar poi è stata antcipata al 10 Gennaio ed infine rettificata al 20 gennaio.
          Ma come può notare tutte le regioni hanno dovuto accorciare le date in base ai kc e non hanno potuto chiudere il 31 Gennaio. Se i kc vengono ricambiati con dati sballati e strampalati la situzione può ancora peggiorare. Attualmente in Italia solo L’ispra viene presa in considerazione per cui la vedo difficile.
          Il problema è che i caccitori invece di spendere soldi per pubblicità o sondaggi bisogna lottare anche con dati tecnico scientifici effettuando tramite per esempio università studi precisi sulle migrazioni. Ma poi se anche ciò viene fatto con la mentalità che c’è nel nostro paese a chi daranno ascolto ? a quali dati crederanno ? mi pare poi che tralaltro l’ispra sia l’organo di riferimento per la commissione europea. Io penso che l’unica cosa sia quella di mettere gente seria e sopra le parti alla guida dell’istituto ma chi cìè lo assicura chi li scelgono i dirigenti?

        • Alessandro Cannas scrive:

          PASQUALE,non fare confusione,la Regione Lazio come la Puglia hanno tecnicamente motivato, per singola specie, la chiusura al 31 gennaio,che rientra nelle facolta legislative delle singole Regioni.Questo avviene perch’ oggi nell’arco temporale set-gen non e’ piu’ richiesto nessun parere all’ispra…E lascia autonomia legilsativa alle Regioni…..Oggi e’ cosi domani?

        • PASQUALE scrive:

          Forse per la fretta sono stato poco chiaro io infatti non mi riferivo alla chiusera generale al 31 Gennaio ma in particolare alla chiusura del tordo Bottoccio che prima avveniva sempre il 31 Gennaio .
          So che in generale si è chiusa il 31 gennaio differenziato poi le date per specie.
          Però per chi pratica la caccia ai migratori ed in particolare al tordo bottaccio (prevalente in molte regione) praticamente abbiamo chiuso il 20 Gennaio insieme con molte altre specie.

        • Alessandro Cannas scrive:

          Anche il tordo nel Lazio ha chiuso al 31 gennaio…Motivando la sua chiusura al 31…

        • PASQUALE scrive:

          A me risulta il 20 Gennaio, leggendo il calendario.
          Può essere che mi sbaglio non so se è stato fatto qualche altro provvedimento successivo.
          http://www.anlc.it/wp/wp-content/uploads/cal10-11_Lazio.pdf

        • Alessandro Cannas scrive:

          E’ stato fatto un provvedimento successivo se cerchi bene nel sito della Regione lo trovi

  13. sisto dati scrive:

    Fra ispra e arci è una bella ammuchiata pensate bene cacciatori a quale associazione appartenete

  14. Donato Mazzenga scrive:

    quelle riconosciute so tutte uguali!!!!!!!!!!!!!!!

  15. Picchio scrive:

    Complimenti a Stincardini e a ANLC, non mollate l’osso, in Umbria non ci sono solo i cinghialisti.
    Grazie

  16. fiore scrive:

    cele
    Posted on 24 febbraio 2011 at 22:11
    bravo Fiore belle parole…ma l’ultimo giorno x te come x me i tordi sono scomparsi da parecchio…o no?….poi il rientro pre-nuziale sarà a marzo…oppure da te svernano?

    rispondo solo ora perchè mi è saltata la connessione per tre giorni!

    da noi i tordi più o meno ci sono tutto il periodo ( ci sono è un parolone) quando c’erano intendo dagl’ultimi giorni di settembre ( di solito quelli posticci) fino a gennaio con una fase molto magra la prima 15ina o 20ina di giorni di gennaio, per poi ricominciare a vederne qualcuno di più gl’ultimi di gennaio ( anche perchè non si può andare in vagante e quindi sono meno noiati)

  17. fiore scrive:

    ALESSANDRO CANNAS
    Posted on 27 febbraio 2011 at 17:32
    Ascolta fiorbe bello,qui non e’ questione di un tordo o di un giorno.Qui si sta parlando di ben altro.Si sta cercando di far passare gennaio come mese di risalita pre-niziale anticipata,ben sappiamo che il ripasso inizia,in base anche la tempo dalla seconda decade di febbraio.Se passa il concetto sui tordi e’ conseguenziale che il resto delle specie inizii il ripasso alla prima decade di gennaio…Ma sappiamo che innaturale per ogni specie.A termine migrazione autunnale c’e’ la fase di svernamento,e spostamenti erratici dovuti al clima e alla alimentazione. I censimenti sulle anatre si fanno volutamente,proprio nel mese di gennaio che son svernanti e localizzate,non lo dico io lo dicono tutti i testi di ornitologia europea.. L’etica in questo caso non c’entra un fico secco.Qui con questo tentativo si cerca di mettere tasselli per il futuro per arrivare al fanoso calendario corto,ottobre dicembre.Non si deve partire dal concetto perche’ in toscana o in lombardia i tordi a gennaio non sono presenti e quindi e del tutto ininfluente la loro chiusura..Tenete presente che al sud Italia per cacciare tordi hanno dicembre e gennaio come mesi molto proficui per questa antichissima e radicata caccia..Chiudi a dicembre ai tordi perdi il 50% dei cacciatori.Si poratano dietro anatre beccaccini,pavoncelle……

    uguale no connessione no party!! ma rispondo ora

    Alessandro credo che la questione di voler diminuira il periodo di caccia da parte dell’ispra o da chi per lei è macroscopico, non dico di arrivare a dicembre per la chiusura ma a me gennaio va bene, anche perchè secondo le condizioni del tempo e l’andazzo della stagione qualche tordo a gennaio già comincia a rmuaversi verso il nord, i sasselli poi già cantano in versi anche se partono dopo dei bottacci. almeno quel poco d’esperienza che ho mi dice questo, poi ci sono anni che ripassano anche a fine febbraio, per questo dico che chi studia ste cose applica una bella tlleranza e naturalmente ampiamente per eccesso!!

  18. fiore scrive:

    Federighi alessandro
    Posted on 27 febbraio 2011 at 22:12
    Quoto 100% Alessandro Cannas !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Fiore pensa se dovessi non andare io l”ultimo gg…………………direi una bugia al tordo,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,come salta il mare ci sono i corsi(quest”anno anche molti toscani)che gli fanno il cu@o!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    idem come sopra niente connessione

    Alessandro la questione è una non andiamo a fare quello che fanno gl’altri in questo caso i corsi e i toscani che vanno in corsica apposta… facciamo in modo che chiudano anche loro a gennaio!! sarebbe più intelligente per tutti se vogliamo continuare a tirare ai tordi, se viceversa volete fare un 3 o 4 anni di ripasso a tutto febbraio… poi vedrete il quinto anno quanti ne scende, è matematico chi muore non cova!! e se s’accavallano annate brutte per il maltempo o per qualsiasi altro fattore tutte le specie non solo il tordo fanno una brutta fine, come per altro già stanno lentamente facendo.

    • Federighi alessandro scrive:

      Ciao Fiore, hai ragione,chi muore non cova,ma quale è la differenza di uccidere un tordo a Gennaio o a Febbraio???????????Quelli che uccidi a gennaio avrebbero covato anche loro………………..continuo a pensare che qualche gg a febbraio con diminuzione del carniere possano andar bene senza creare troppi danni,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,da noi in questi gg è pieno!!!!!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!! :roll: :roll: :roll:

      • fiore scrive:

        Si ma è marzo???? gennaio per me va bene!! ammesso che si possa ancora conservare visto il gran baillame va a finire che s’accorcia invece d’allungare!!!

    • Argo scrive:

      Fiore, che non si possa più pensare di fare stragi come negli anni 70/80, sbagliatissime peraltro, non ci piove, ma che a dettare le condizioni siano istituti come l’ISPRA, condizionati da associazioni come WWF, o Legambiente che forniscono dati quantomeno dubbi, non è pensabile.

      Saluti
      Argo

  19. Luca Davide Enna scrive:

    Alla fine della fiera, l’unica possibilità di rilevamenti scientifici seri sarà data dall’istituzione e funzionamento degli Istituti Regionali per la Fauna Selvatica (Osservatori Regionali Faunistici) i quali potranno portare 21 ricerche e poi l’ISPRA dovrà ammettere che alcuni dei suoi quotati tecnici si sono fatti irretire dall’ideologia anzichè camminare a fianco della scienza.

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