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Siena: Abbattimenti, indagate 29 persone

| 17 febbraio 2011 | 50 Comments

SIENA:Indagate 29 persone tra cui il comandante della polizia provinciale

Braccate nelle riserve naturali anche di notte, sparando dai mezzi in movimento”. Abuso, falso e peculato: comandante e vice sospesi dall’attività per due mesi.

cinghialeAree protette Gli abbattimenti non avrebbero seguito le regole, ma sarebbero stati realizzati con libere battute di caccia
Due mesi di sospensione dall’incarico per il comandante della polizia provinciale Marco Ceccanti e il vice Carlo Terzuoli dopo la decisone del gip che ha accolto la misura restrittiva chiesta dal magistrato nell’ambito dell’inchiesta condotta sull’attività della polizia provinciale negli ultimi sei anni: dal 2004 al 2010.
Un’inchiesta che ha prodotto ben 29 avvisi di garanzia e la richiesta di cinque misure restrittive, ma il Gip Francesco Bagnai ne ha accolte solo due. I reati ipotizzati riguardano l’abuso di ufficio, il falso e il peculato, oltre ad un bel numero di contravvenzioni alle norma sulla caccia. Un terremoto Insomma, un vero terremoto quello che si è abbattuto sull’ufficio caccia della Provincia in via delle Sperandie, al termine delle indagini della procura coordinate dal pm Nicola Marini e condotte da carabinieri e guardia di finanza. Delle 29 informazioni di garanzia solo cinque sono state notificate e sono quelle che interessano le persone per le quali il magistrato aveva chiesto la misura restrittiva e quindi sono state chiamate dal Gip per l’interrogatorio.
Al momento gli altri 24 indagati non hanno ancora ricevuto la notifica dell’avviso che verranno comunque recapitati in questa settimana. Le indagini e quindi le accuse, si indirizzano su più fronti: prima di tutto un comportamento scorretto nella gestione delle riserve naturali o aree protette da parte di chi è preposto alla loro tutela e secondariamente l’assunzione del responsabile del Servizio risorse faunistiche e riserve naturali della Provincia che risale all’anno dell’anno scorso.
Per questo incarico, ricoperto da Serena Signorini, per anni assessore all’ambiente del comune di Colle, nonché, come insinua la procura, vicina di casa del presidente dell’amministrazione provinciale, si ipotizza il reato di abuso di ufficio che coinvolgerebbe la stessa Signorini, il segretario generale della Provincia Stufano, l’assessore all’agricoltura Anna Maria Betti e il funzionario del Servizio risorse umane della Provincia Sandra Fiumi, oltre al comandante della polizia provinciale Marco Ceccanti.
L’assunzione I dubbi e le ipotesi di reato intorno a questa assunzione tuttavia risulterebbero abbastanza blandi e potrebbero sciogliersi in una bolla di sapone dal momento che l’assunzione sarebbe avvenuta a chiamata diretta e in questo caso le eventuali responsabilità sarebbero più di natura morale che formale. Tornando al troncone principale dell’inchiesta, appare naturale chiedersi come si può incappare nell’abuso d’ufficio e nel falso per la gestione di una riserva naturale e soprattutto perché mai il giudice abbia adottato misure così severe verso due dirigenti della pubblica amministrazione.
Abbattimenti La faccenda è strettamente legata agli abbattimenti di selezione. Nelle aree protette gli abbattimenti vanno realizzati seguendo una normativa molto rigida e regole scrupolose. Per non alterare l’equilibrio dell’area, per flora e fauna, esiste una complessa procedura di rispetto da seguire. Il piano di abbattimento può essere attuato solo dagli agenti della polizia provinciale e seguendo regole rigide, con cane liniere (al guinzaglio), percorrendo i sentieri senza addentrarsi nella macchia.
Insomma, un decalogo di assoluta tutela.
Le braccate Nel caso di alcune aree gestite dalla provinciale invece, secondo l’accusa, si sarebbero organizzate vere e proprie battute di caccia a scopo più di svago e divertimento che non di necessità. Sempre secondo l’accusa gli agenti avrebbero strumentalizzato la richiesta del danno, in accordo con i proprietari dei fondi in cui si trovano le aree protette, e in virtù di un fax con denuncia fasulla su certi terreni i dirigenti dell’ufficio caccia avrebbero dato il via a vere e proprie “braccate” come si dice in gergo, scorrazzando nei boschi con cani liberi e, ciò che è ancora più grave, certe battute si sarebbero svolte anche in notturna, a bordo di veicoli con fari puntati e sparando dagli stessi mezzi in movimento.
Le carcasse I capi abbattuti, invece di essere venduti per poi introitare il guadagno nelle casse dell’amministrazione provinciale, sarebbero stati regalati agli stessi proprietari dei fondi o ad amici dei partecipanti ala battuta. Altri ancora sarebbero finiti in pranzi e bisbocce collettive.
Negli anni relativi alle indagini, ovvero dal 2004 al 2010, il numero di capi abbattuti di cinghiali, daini, cervi e caprioli ricostruito dalla procura si aggira su diverse centinaia di animali.
Intercettazioni Le spedizioni per gli abbattimenti avrebbero riguardato le riserva naturale del lago di Montepulciano, Lucciola Bella e Crete dell’Orcia e del Formone nel comune di Pienza, Alta val di Merse e Basso Merse dei comuni di Sovicille e Monticiano. Il complesso castello accusatorio messo in piedi da carabinieri e guardia di finanza scaturisce da numerose intercettazioni telefoniche dei diretti interessati. Telefonate da cui si deduce l’organizzazione delle braccate e l’incitazione a generare il falso pretesto per agire, ovvero i fax sui danni alle colture. Alle battute, oltre ad alcuni agenti della polizia provinciale, avrebbero partecipato in certi casi anche alcuni proprietari dei fondi o ospiti esterni, perfino un funzionario della Regione Toscana. Gli avvisi di garanzia, oltre a personale dell’ufficio caccia, coinvolgono infatti anche dei privati che avrebbero contribuito al reato di falso reclamando “incursioni animali” che in realtà non ci sarebbero mai state.
Malcostume Un malcostume che andava avanti da qualche denuncia una gestione privata, o quantomeno allegra, della cosa pubblica. Almeno questo è il senso della pubblica accusa che lo stesso giudice rimarca nelle sue conclusioni dopo aver assunto la decisione sulle misure interdittive.
Qualcuno potrebbe obiettare che sono state assunti provvedimenti troppo rigidi di fronte ad un reato che comunque sarebbe stato commesso per abbattere popolazione eccedente di cinghiali, come imposto dagli stessi piani di abbattimento, ma secondo il giudice la “reiterazione del fenomeno con consapevolezza dei fatti fa emergere una sorta di privatizzazione della funzione rivestita” e accenna ad “una certa pervicacia nel sottrarsi alle indagini cercando di depistarle”.
Legalità La braccata è una metodica di caccia non ammessa nelle aree protette e il fatto che ad organizzarle siano stati degli ufficiali giudiziari preposti al rispetto della legge viene considerato dal giudice comportamento molto grave e la misura interdittiva ritenuta indispensabile per “riportare un minimo di legalità nella amministrazione provinciale”
Sonia Maggi
www.corrieredisiena.it

http://www.cpasports.it

Category: .In Evidenza, Toscana

Comments (50)

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  1. mauro andrea giuseppe scrive:

    STI C@@@zI.
    LE accuse sono “pesantucce”.
    Comunque avviso di garanzia non vuol dire colpevolezza!

  2. Springer scrive:

    la “reiterazione del fenomeno con consapevolezza dei fatti fa emergere una sorta di privatizzazione della funzione rivestita”

    ________________________________________________________________________

    Se si facesse una seria inchiesta sulla vigilanza all’ interno dei parchi e zone protette , credo che di episodi simili se ne scoprirebbero parecchi .
    Del resto siamo in Italia e non c’ e’ niente da stupirsi .

    • Fabio Guidi scrive:

      ……DEH’, basta vedere quello che fa il presidente del consiglio………..

      • mauro andrea giuseppe scrive:

        oh oh oh!, A Springer proprio non la dove scrivere sta cosa :lol: :lol: :mrgreen:

        • Springer scrive:

          Tu quoque, Fabio , fili mi ??

          :D :D :D

        • Fabio Guidi scrive:

          ……scusami Massimo ma non ho potuto resistere…..
          e poi da buon toscanaccio ………
          in ogni caso, e’ gia’ difficile difendere noi stessi e la nostra passione, per i miracoli non siamo ancora pronti….!

          ciao, Fabio

    • francescorm scrive:

      Nel Parco Gran Sasso Monti della Laga fino a poco tempo fa esisteva un fiorente commercio,illegale,di cinghiali catturati con le gabbie e dopo finte macellazioni certificate,venivano venduti vivi ad AFV per la caccia a pagamento.

  3. fabrizio scrive:

    parlando in generale e lungi da riferimenti sulle persone oggetto di giudizio (che potrebbero anche risultare innocenti) laddove si vieta la caccia…………prima o poi arriva il bracconaggio………….

    e allora se in Itallia ci fosse un ambientalismo serio ……perche’ non aprire la caccia anche nelle aree protette???

    Fabrizio

    • Giacomo scrive:

      Voglio sottolineare che si parla di parco Nazionale Francese.

      Basti guardare alla gestione del Parco Nazionale Francese de Cevannes, che ha sede, nel Comune di Florac e che comprende le Regioni Linguadoca,Rossiglione, Mezzogiorno, Pirenei, Rodano, Alpi. In quel parco l’azione congiunta dei cacciatori, degli agricoltori e degli ambientalisti, consente una proficua e “dinamica gestione” dei territori. L’agricoltura è produttiva, la silvicoltura è salvaguardata, il turismo produce risultati apprezzabili e l’attività venatoria è consentita con opportune regole e limitazioni. La fauna selvatica gode ottima salute e nonostante, l’attività venatoria che si esercita con precise regole, è aumentata negli ultimi dieci anni di circa il 20/25% della sua consistenza

      Wolfang Erz Direttore dell’Istituto per la protezione della natura della Germania, in un articolo apparso sulla rivista tedesca National-Park-Unwelt-Natur così scrive : “…..Un parco Nazionale non è tanto migliore quanto più significativo è il suo corredo naturale e la sua situazione ecologica, ma quanto più accurate e concrete sono le norme di difesa contro i danni al corso della natura….il parco nazionale è in prima linea uno strumento di difesa non un titolo elitario…..Nei parchi nazionali tedeschi (non in tutti, e non in tutti in eguale misura) sono in parte senz’altro tollerate…l’esercizio dell’agricoltura e la libertà di traffico, pesca sportiva e professionale…la caccia….”.
      Salutiamo :wink:

  4. peppol@ scrive:

    io devo sudare le 7 camicie per avere l’art. 37, corsi ecc……questi invece con gli amichetti giù a sparare senza problemi…in galera

    • peppol@ scrive:

      in 42 anni devo vedere ancora membri della PA licenziati, finirà tutto in pane e acqua

      • mauro andrea giuseppe scrive:

        Se patteggiano e tengono la pena sotto i due anni, una volta scaduta l’interdizione devono essere reitegrati.
        Anche per la concussione è così (io ritengo sia il reato più grave per un appartenente alla P.A.).
        Mah! comunque lasciamo emergere la verità processuale, magari stiamo ricamando su questioni che magari verranno archiviate perchè prive di fondamento.

  5. Springer scrive:

    Fabbri’ , la Caccia in alcune aree protette gia’ e’ praticata . Ovviamente quella di selezione affidata a cacciatori autorizzati ( e accompagnati ) e non a ” tutti ” .
    Difficilmente in italia si arrivera’ mai alla Caccia in aree protette aperta a diverse specie e a tutti i cacciatori cosi’ come succede in realta’ estere . E questo per una serie di motivi ben precisi :

    1) All’ ” estero ” la figura del cacciatore e’ accostata alla protezione ambientale e faunistica tanto quanto quella di un ambientalista .

    2) Li il cacciatore e’ culturalmente preposto a fare ” ambientalismo ” mentre da noi e’ culturalmente preposto a prelevare e basta .

    3) In quei posti la gestione venatoria e quella ambientale e’ fatta dal cacciatore da sempre , mentre da noi non e’ ancora iniziata .

    4) Li , molte delle aree protette sono gestite dai cacciatori fin dalla loro creazione . Noi non l’abbiamo fatto lasciando la ” protezione ” completamente ed esclusivamente nelle mani delle sigle ambientaliste . E ancora oggi , e al nostro interno , si spinge nella direzione di convincere il cacciatore a ” lasciar perdere ” semmai farlo fare alle sigle Ambientaliste ” responsabili ” ( ? ) .

    5) Rispetto a tutti , mediamente siamo indietro di almeno cento anni . Se poi pensi all’ aspetto culturale , cioe’ la cultura ambientale e faunistica e l’ etica che dovrebbe avere un cacciatore che entra a cacciare in una zona protetta , anche di due o trecento anni .

    6) In Italia al di fuori delle zone protette c’ e’ il deserto , mentre all’ estero la cultura ambientale mantiene in ottimo stato la biodiversita’ anche all’ esterno di queste . La riprova e’ che appena passi la frontiera verso QUALSIASI Paese a noi confinante , vedi immediatamente la differenza di ” ambiente ” e avvisti quantita’ di animali che da noi puoi trovare solo in pochissimi posti , perlopiu’ ” protetti ” .

    Capisci che se non si colmano PRIMA tutte queste differenze , MAI si arrivera’ a quello che tu auspichi .
    Per il momento e’ gia’ tanto che ci lasciano entrare in qualche area per fare contenimento selettivo

    • renzo scrive:

      in maniera pià semplice : SIAMO ITALIANI

    • Ezio scrive:

      “…..6) In Italia al di fuori delle zone protette c’ e’ il deserto….”

      Springer, ovviamente se vuoi e per cortesia, mi potresti citare almeno un paio, tra le miriadi di aree protette italiche, ove si trovano starne e pernici rosse in se non altro buona quantità??

      No …perchè per avere cinghiali, caprioli, cornacchie, gazze e volpi in gran numero credo non ci sia bisogno di affiggere tabelle di “divieto di caccia” da nessuna parte….

      A mio modestissimo avviso e sempre generalizzando, anche se spesso è ingiusto e/o sbagliato, le aree protette italiane sono gestite con la stessa “lungimiranza” del territorio “libero”.

      • Springer scrive:

        Fatto sta’ che li gli animali li trovi e fuori no .
        Starne e Pernici in buona quantita’ non saprei dove indicartele . Questo nemmeno nei nostri ATC pero’ ……. :mrgreen:
        Pero’ posso indicarti in grandi quantita’ praticamente TUTTE le altre specie animali cacciabili e non . Fatti un giro nel Parco del Ticino ad esempio , ( ma varrebbe per tante altre realta’ ) e ti accorgerai che quello che dico corrisponde a verita’ . E se fuori da questo trovi qualcosa e’ solo ed esclusivamente perche’ esce dal Parco e non certamente grazie all’ opera di cacciatori e /o agricoltori dall’ animo ambientalista e dal pollice ” verde ” che hanno fatto si che questo vi dimorasse stabilmente .
        Dai su Ezio ……

        • renzo scrive:

          Pernici rosse : parco Antola ..Grenova :. caccia permessa

          Starne e pernici rosse parco … ( dintorni Bologna ,non ricordo nome ) e poi lupi, cinghiali, caprioli, daini , cervi , volpi ….caccia non permessa

          Ecc.

          Fatto sta che dove è permessa la caccia REGOLATA gli animali non mancano
          Dove non è permessa ce ne sono di più ( ovvio ) , non sono disturbati , ma non i maniera esgeratamente differente .

          Dove gli animali mancano stile deserto è dove : ci sono strade ad alta percorrenza, case a strafottere, parchi urbani chiassosi, fabbriche , auto, ogni tipo di disturbo .
          E poi gattare , cani con cappottini, gatti obesi, ratti, alta concentrazione di animali “”opportunisti “” ( va bene cosi? , anche se il loro vero nome sarebbe nocivi )

        • Ezio scrive:

          Il Parco del Ticino lo conosco… è la classica eccezione che conferma la regola.

          E non credo sia merito …o almeno merito particolare…di nessuno se non di un habitat vario e fantastico.

          Così come lo sono eccezioni quei pochi atc ove ci sono fagiani e lepri… ed in alcuni anche qualche starna e pernice rossa….come non si erano mai visti prima.
          Neppure ai tempi d’oro.

          E qui però si che il merito è dei cacciatori.

          In più in Italia abbiamo due esempi eclatanti di come “funzionano” certe “cose”.

          La debacle dello stambecco nel parco del GP e l’orso marsicano in quello d’Abruzzo.

          Due vaste aree create praticamente apposta per proteggere dai cacciatoracci proprio queste due specie che invece a distanza di anni stanno comunque scomparendo.

        • Springer scrive:

          Non e’ l’ eccezione che conferma la regola , e’ la quasi regola di ogni Parco dove ci sia un minimo di Ambiente e dove questo sia stato preservato e/o migliorato . Non parlo di certo del Parco del Litorale romano che comprende per il 70% tutte le citta’ costiere romane o altri a lui assimilabili . Parlo di Parco e non di sua scialba imitazione .E potrei farti tanti altri esempi simili a quello del Ticino . Anche piu’ piccoli ma con concentrazione di animali da paura .
          Con questo non voglio dire che il merito sia SOLO degli ambientalisti che hanno preso in mano una porzione di territorio compromessa , l’ hanno riqualificata totalmente rendendola a nuova vita ( anche animale ) . Ho fatto delle considerazioni relative al poter andare a caccia nei parchi come all’ estero . L’ Ambiente all’ estero e’ curato generalmente diversamente ( in meglio ) dal nostro e anche al di fuori dei Parchi trovi situazioni ambientali e faunistiche a loro assimilabili e comunque in generale buone . Io ho visitato Spagna – Portogallo – Francia – Inghilterra – Scozia – Galles – Svizzera – Austria – Grecia etc. e ti posso garantire , ma credo tu lo sappia , che la differenza qualitativa fra il loro ambiente e il nostro , riferito sempre al di fuori dei Parchi , e’ notevolissima . Ecco perche’ da noi c’e’ piu’ necessita’ di averli mentre da loro molto di meno . E infatti noi ne abbiamo tanti e loro ne hanno di meno .
          Ecco perche’ da noi i Parchi rappresenta veramente luoghi di primaria importanza per la salvaguardia ambientale e faunistica e da loro molto meno .
          Ecco perche’ all’ estero , in diversi di questi sono ammesse attivita’ come la Caccia ( regolamentata ovviamente , a pagamento e ” accompagnata ” ) e da noi difficilmente lo saranno mai ( caccia di selezione a parte ma solo all’ indirizzo del contenimento di popolazioni in surplus che non si riesce a controllare diversamente ) . Perche’ all’ estero i Parchi non sono l’ unico posto dove trovare un buon Ambiente e tanta Fauna , ma UNO DEI TANTI LUOGHI dove trovare buon Ambiente e tanta Fauna . Da noi e’ cosi’ ??? Non e’ cosi’ .
          Per gli ATC .
          Tolti quei pochissimi che fanno buona gestione e tolti gli ungulati che per vari motivi sono in aumento anche perche’ vengono cacciati con cognizione di causa attraverso la Caccia di selezione , normalmente si trovano solo animali immessi e non parte di una popolazione stabile sul territorio . All’ interno delle nostre zone l’ Ambiente e’ quello che e’ ANCHE perche’ investiamo ( forse ) lo 0,0000001 % delle entrate derivanti dalle quote di iscrizione per migliorarlo , perche’ l’ obbiettivo primario e’ quello di ” investire ” in acquisto di selvaggina e non in miglior ambiente che possa ospitarne di piu’ e di piu’ specie . Quando abbiamo dilapidato tutte le risorse per lanciare sul territorio piu’ Lepri o Fagiani possibile siamo contenti cosi’ e pensiamo di aver fatto il nostro dovere . E questo e’ la maggior parte dei cacciatori che lo vuole e richiede , non e’ imposto da nessuno .
          Fa niente se poi la maggior parte degli animali immessi tira le cuoia prima dell’ inizio della stagione venatoria e per la ” penna ” stanziale la Caccia non dura piu’ di un mese senza dover ricorrere a ulteriori immissioni . Questo e’ quello che i cacciatori vogliono . Basta partecipare a qualsiasi Assemblea di un qualsiasi ATC italiano per rendersi conto che tutti parlano SOLO di quanti animali sono stati acquistati magari litigando fra loro perche’ a Tizio ne sono stati dati di piu’ che a Caio . Con una mentalita’ del genere , che e’ quella che va per la maggiore , si puo’ pensare di poter entrare in un Parco a Caccia ?? E la scarsa qualita’ ambientale negli ATC derivata ANCHE dallo scarso investimento organizzativo ed economico programmato in tal senso , si ripercuote anche sulla migratoria dove tolte zone che bene o male ancora ne ospita in buone quantita’ , genericamente si assiste a una diminuzione di questa . In parte perche’ disturbata dalla Caccia ma sicuramente anche perche’ non trova luoghi validi dove transitare e fermarsi . Perche’ la ” migratoria ” non e’ diminuita . Basta appunto entrare in uno dei tanti Parchi o Oasi per rendersene conto . E’ che passa o sosta logicamente dove l’ ambiente e’ piu’ consono a lei e dove non lo e’ passa in minore quantita’ , passa velocemente e spesso non si ferma nemmeno .
          Poi se mi permetti un’ ultima riflessione …….. io sento sempre da parte del normale cacciatore , di poter entrare nei Parchi per cacciare e mai per contribuire alla loro gestione ( cioe’ LAVORARE ) . Questo modo di proporsi prioritariamente e unicamente ” rapace ” considerandoli luoghi dove potersi unicamente divertire e non luoghi da preservare – proteggere – tramandare incontaminati alle generazioni future , pensi sia propedeutico a ottenere di poterci andare un giorno a Caccia ???

      • Ezio scrive:

        L’ambiente all’estero è “diverso” da quello italico per una questione di densità demografica e/o anche di distribuzione degli umani, nonchè di tipologia delle attività.
        Dove c’è molta industria in genere c’è “cacca” nell’habitat.
        Dove c’è un’agricoltura industrializzata e “chimicizzata” in genere c’è “cacca” nellhabitat.
        Sempre con le OVVIE conseguenze.
        Una su tutte, la Grecia, conta + o – undici milioni di “cristiani” di cui circa 6 o 7 concentrati ad Atene.
        L’Italia a fronte di un superficie poco più che doppia, conta 5 volte tanto di umani, distribuiti a milionate un po’ di qui ed un po di la, tralasciando il discorso “tipologia di economia”.
        In relazione agli investimenti credo poi sia assolutamente importante non tanto la quantità quanto il modo in cui vengono utilizzati.
        E l’esempio che hai fatto tu dei lanci di “bestie”, mi risfiuto di chiamrli selvatici, in mezzo al deserto rende bene l’idea.
        Che pertanto ai cacciatori interessi poco la gestione vera dell’ambiente è cosa vera così come lo è il fatto che la stragrande maggioranza delle aree protette riveste il ruolo di “poltronificio” per gli amici degli amici e non altro.
        Sempre ovviamente generalizzando con tutti i ma ed i se del caso.

    • fabrizio scrive:

      sono d’ accordo che il livello culturale-tecnico dei cacciatori deve migliorare, e gia’ oggi il cacciatore “ignorantone sparatutto” e’ quasi estinto, almeno dalle mie parti, e capisco benissimo che la caccia non puo’ essere aperta in modo indiscriminato nelle aree protette.

      ma ti consiglio di fare un bel giro della tua regione e guardare la consistenza faunistica di parchi, parchetti e oasi, come ho fatto io nella mia regione…………..nella maggior parte dei casi sono dei deserti faunistici, perche’ le tabelle con scritto:”divieto di caccia” non servono a produrre fauna ne biodiversita’, ma servono solo a produrre stipendi e poltrone in cambio di un lavoro finto o inutile.

      Le oasi vennero sottratte ai cacciatori perche’ scoppiavano di fauna all’ epoca e ora non ci trovi nulla o quasi …….. anni fa in una di queste “oasi” di una nota associazione animalista (nessuno sapeva che sono cacciatore) ho visto due tipi spacciare per “germani reali” delle anatre germanate che si possono trovare in qualsiasi negozio di agraria, e la comitiva di urbanizzati creduloni applaudiva alla filippica piena di falsita’ contro noi cacciatori……….. non ti immagini con quale gusto li ho sputtanati di fronte a tutti dicendogli che sono due impostori…….sto ancora aspettando che mi querelino…….

      la aree protette producono solo clientelismo politico e stipendi…….

      Fabrizio .

  6. francescorm scrive:

    Quando i “migliori” vengo beccati con le mani nella marmellata non cercate sempre la giustificazione tirando in ballo il Cavaliere.Quello tromba e basta.Lo facesse anche qualche altro segretario forse sarebbe più soddisfatto ed accetterebbe l’opposizione a vita!!!!

    • Fabio Guidi scrive:

      …….quello tromba e basta……..

      Appunto, lo faccia pure, ma lasci che a governare il paese sia un altro, della maggioranza s’intende,
      cosi’ questo teatrino finira’ finalmente.

  7. lorenzo scrive:

    guarda un po chi sono i BRACCONIERI , adesso provate a discorparli.

  8. Ezio scrive:

    da big hunter

    “Cervo centra auto del Presidente del Parco nazionale d’Abruzzo”

    8O :roll: :mrgreen: :lol: :lol: :lol:

    Chiedo scusa ma è stato più forte di me…. comunque pare che nessuno si sia fatto male….

  9. renzo scrive:

    magari esagero ….. :mrgreen: :mrgreen:
    ma sono daccordo in toto con l’ultimo post di Springer

    • Fabio Guidi scrive:

      Questo dimostra che si puo’ non essere d’accordo politicamente parlando, ma quando qualcuno,
      in questo caso Springer, esprime concetti relativamente semplici, con buon senso, logica ed un pizzico di esperienza, non si puo’ non essere d’accordo.
      Quando vai a caccia all’estero per la prima volta e dici di essere italiano, ti sembra quasi di rivivere il primo giorno di scuola. Difficile che non ti stiano col fiato sul collo per vedere come ti comporti, cercando di controllare quell’esuberanza tipica che ci contraddistingue.
      D’altra parte e’ anche vero che a causa del comportamento di pochi, per anni ci sono stati preclusi
      dei territori all’estero con aumenti ingiustificati di tasse e lacci e lacciuoli messi ad arte.
      A costo di essere noioso, a mio modestissimo parere, e’ quasi esclusivamente un problema di
      cultura ed etica comportamentale, ed in quest’ottica, abbiamo ancora molto da imparare.
      Stessa cosa dicasi per la conduzione degli “affari interni”, conduzione degli ATC e quant’altro,
      dobbiamo “crescere” e cercare in tutti i modi di essere piu’ incisivi, per esempio durante le riunioni
      dove siano presenti personaggi chiave degli ATC, per far capire a chi gli gestisce, che non si possono ottenere risultati lanciando certi tipi di animali in habitat che sono contraddistinti solo da campi arati senza nessun riparo per gli stessi. Se non ci eleviamo “culturalmente” non otterremo
      grandi risultati in futuro.

      Cordiali saluti

  10. gianni2 scrive:

    il parco del ticino è un ambiente fantastico. certo appena ti allontani 1km dal fiume tra agricoltura intensiva strade e capannoni non c’è molto ambiente disponibile…

    • Ezio scrive:

      Infatti…ogni tanto pare che si scopra l’acqua calda. E’ solo e soltanto l’habitat a determinare il successo o meno di una specie selvatica.

      E non è certo l’imbalsamazione di un territorio a far si che poi tutto vada bene.

      Bisogna conservare e gestire.

      Però siamo pressochè ancora alle sole chicchiere ed ai buoni propositi… non solo “nostre/i”, che in fondo lasciano il tempo che trovano ma soprattutto di chi ha le leve del vapore in mano.

      E questi ultimi, sempre in genere, sono molto attenti ad altre “questioni”…. :(

    • Springer scrive:

      Inizio dell’ ” infervoro ”

      Il Parco del Ticino e’ come e’ perche’ e’ GESTITO DIVERSAMENTE !! Alcune cose che fuori sono la regola portando i problemi che portano , li non lo sono . All’ interno del Parco del Ticino l’ AMBIENTE viene CURATO e le pratiche agricole non sono cosi’ impattanti come lo sono all’ esterno . Il Parco del Ticino si trova all’ interno delle regioni piu’ INDUSTRIALIZZATE D’ ITALIA ( Lombardia e Piemonte ) . Il Parco del Ticino confina con le Province piu’ INDUSTRIALIZZATE D’ ITALIA ( Milano su tutte ) . A 10 chilometri da Milano ci sono TUTTE le specie animali tipiche della pianura Capriolo compreso reintrodotto qualche anno fa e TUTTE le specie migratrici che questa frequentano ,
      Questa storia di semplificare e banalizzare sempre tutto con : ” Grazie al cavolo che ci sono animali , hanno un ambiente migliore ….. ” , non serve a nulla se non a far si che il cacciatore non prenda mai consapevolezza su quello che dovrebbe essere uno dei suoi obiettivi primari : LA CURA e RIQUALIFICA DELL’ AMBIENTE in cui caccia . LA CURA e RIQUALIFICA DELL’ AMBIENTE in cui caccia . LA CURA e RIQUALIFICA DELL’ AMBIENTE in cui caccia . LA CURA e RIQUALIFICA DELL’ AMBIENTE in cui caccia !!!!!! ( Non so se e’ chiaro il concetto :mrgreen: )
      Cosi’ come e’ all’ estero .
      Ed e’ una balla la storia che da noi e’ cosi’ come e’ perche’ siamo ” industrializzati ” e gli altri no . La Germania non e’ una potenza industriale ?? La Francia non e’ una potenza industriale ?? Lo sono eccome e piu’ di noi . Eppure fra il nostro Abiente e il loro in termini QUALITATIVI c’ e’ un abisso perche’ loro lo curano DIVERSAMENTE e MEGLIO di noi . Sia fuori che DENTRO le zone di Caccia . E’ la MENTALITA’ diversa che fa la differenza e nient’altro !!!
      Da loro si fa GESTIONE AMBIENTALE E VENATORIA da sempre . Da noi si fa gestione ambientale da trent’anni a questa parte ( periodo in cui c’ e’ stata l’ esplosione numerica di Oasi e Parchi vari ) e venatoria non si fa affatto . E allora invece di iniziare a farla che si pensa ??? Si pensa di poter continuare a fare un CA**O nei nostri ATC e andare a far manbassa nei Parchi .
      Ma vi rendete conto dell’ assurdita’ della richiesta e delle ZERO possibilita’ che questa venga mai accolta ??????

      Fine dell’ ” infervoro ” .

      • Ezio scrive:

        da big hunter

        Specie aliene. Per l’Ispra bombe ad orologeria in tutta Italia

        venerdì 18 febbraio 2011
        Una estinzione su cinque negli ultimi 400 anni è strettamente legata all’invasione di altre specie. E’ quanto si apprende da un’analisi di National Geographic Italia su un problema, quello delle specie aliene, che preoccupa moltissimo biologi ed esperti in tutto il mondo, soprattutto perchè bisogna agire ed agire presto.

        “Quando si parla di progetti per eradicare colonie di nutrie, visoni, scoiattoli grigi, gamberi blu, piccoli insetti colorati e piante dai fiori meravigliosi – scrive il redattore Federico Formica – è difficile essere popolari. Eppure queste specie, più altre migliaia, costano ogni anno 12 miliardi di euro in tutta Europa. Nella stima, quasi sicuramente al ribasso, sono inclusi i costi di eradicazione ma anche i danni all’agricoltura, alla pesca, alle foreste e alle infrastrutture”.

        D’altra parte però “se presa in tempo” dichiara il biologo dell’Ispra Piero Genovesi, “un’invasione può essere affrontata e risolta con spese minime, anche solo mille euro. Altrimenti i costi possono aumentare anche di 40 volte. È per questo che dico che oggi, in Italia, abbiamo diverse bombe a orologeria che esploderanno fra 10-15 anni provocando ingenti danni economici”.

        A parte le divagazioni :roll:

        Densità di popolazione di alcuni stati europei:

        Grecia 84

        Spagna 89

        Francia 115

        Germania 183

        Italia 200

        Regno Unito 249

        L’unico stato che ha una maggiore densità di popolazione dell’Italia, tra quelli in esame, è l’Inghilterra, in cui però sappiamo bene come funziona la questione “caccia”. Ovvero è una fonte di reddito per chi ha terreni, perciò….

        In Germania, che ha una densità simile alla nostra, si pratica praticamente solo la caccia agli ungulati, perciò, come avevo già detto poco sopra, non c’è bisogno certo di fare un granchè per avere ungulati a gò gò….

        Se si può discutere su tutto una cosa è effettivamente accertata. Ovevro che in NESSUN stato al mondo l’attività venatoria è stata criminalizzata e strumentalizzata così come è stato da noi in questi ultimi 20 anni….con tutto ciò che ne è conseguito di negativo.

        Non mi stancherò mai di dire che se il partito dei Verdi, a suo tempo, ci avesse voluto come alleati …COM’ERA OVVIO CHE DOVESSE ESSERE…..e non dipinti come delinquenti, a quest’ora molto di positivo poteva essere stato fatto e sicuramente qualche onorevole in parlamento potevano ancora averlo.

        Ma tant’è….

        Senza alcun infervoro…. :wink:

        • Springer scrive:

          Hai ragione .
          Noi abbiamo tutte le scusanti del mondo e la colpa e’ degli altri . Contento cosi’ ??

        • fedeli massimo scrive:

          Tocca fà nantra guerra semo troppi ,e per fortuna che siamo un paese allo sbando, dove la domenica se esci x un giro fuori porta non sai quando potrai tornare a casa, l’auto più vecchia e targata già ED, i giovani disoccupati sono quasi tutti studenti, già, perche in italia l’obbligo dello studio è stato portato a 18 anni ,e intanto ti puoi iscrivere all’ufficio del collocamento già a 14 anni, come ho fatto fare ai miei figli che oramai lavorano tutti e tre, intanto statisticamente…………….. :D

        • Ezio scrive:

          Ribadisco…dicono che ripetere aiuta :mrgreen: …..Ci sono pochissimi atc in Italia in cui si catturano ogni anno MIGLIAIA di fagiani e lepri …in alcuni sono presenti in discreta quantità persino starne e pernici rosse.
          E sono territori gestiti SOLO da cacciatori …in stretta collaborazione con agricoltori ed enti locali, ovvio….

          Ci sono aree protette in Italia che sono un vero paradiso terrestre.
          E sono gestite da associazioni ambientaliste…spesso perlopiù sconosciute come quella citata da MAG poco sopra.

          In entrambi i casi si tratta di ECCEZIONI che confermano la regola….che, come sanno TUTTI, è ben diversa…la regola, intendo.

          Infine, arribadisco, che in tutti i Paesi del mondo ove la densità umana è al minimo, l’agricoltura primitiva e l’industrializzazione inesistente, la biodiversità è al TOP.

          Certo ci si sarebbe dovuti preoccupare, con TUTTI ma proprio TUTTI, che il nostro “sistema di vita” avrebbe avuto delle conseguenze deleterie sull’habitat e perciò agire con le dovute azioni.

          Però queste costavano e costano tutt’ora e come ben sappiamo la sensibilità generale è maggiormente orientata cerso il dio denaro, piuttosto che ad altre…. “amenità”.

          Pertanto….

          Ecco ora si che mi do ragione!!

          E’ la ragione che scaturisce dalla SEMPLICE osservazione degli eventi.

      • renzo scrive:

        URCA ! 10 con lode ! :-)

  11. ilio scrive:

    Come è come è questa storia?
    Al di la dei polititi che sappiamo essere una razza a parte, ma i “brevettati” non sono quelli che stanno anni luce al di sopra dei cellettari?

    Non sono quelli intrisi di etica venatoria e morale, studiosi e promotori della biodiversità, di concetto di salvaguardia, che prelevano gli interessi senza intaccare il capitale, quelli che hanno il lasciapassare nei parchi perché persone tutte d’un pezzo, quelli di cui i cellettari dovrebbero ispirare come modello e prenderli ad esempio per essere poi considerati cacciatori futuristi?

    Alla faccia del bicarbonato, all’ora è un mondo per “bene” visto che anche dalle mie parti qualche tempo fa si sono verificati simili episodi tanto da stracciare numerosi “brevetti” azzerando tutto per ricominciare da capo con nuovi personaggi nella VANA speranza di trovarne altri ancora più per “bene”.
    :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

    • ilio scrive:

      Li ca@@i li lascio a chi capisce quello che ha letto.

      Poi che mia natura non metto mai in discussione i “sollazzi” altrui. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

      Cedo senza ombra di dubio la mano per la giusta valutazione, nella speranza che sia ottimale :P :P :P :P :P :P :P :P

    • Giacomo scrive:

      Perchè tu ancora non sapevi che tra i super brevettati ci sono anche quelli che cercano di fare la seconda attività……. :mrgreen: Solo che il bello è che la fanno nella stessa ditta dove sono stati assunti. Quà ci vorrebbe il guardiano che guarda le guardie…….. :P :P :P Salutiamo

  12. Springer scrive:

    Chissa’ come mai c’ e’ gente che si prende la briga di commentare un’ articolo senza aver capito un ca** o di quello che ha letto . :roll: :roll: :roll:

  13. mauro andrea giuseppe scrive:

    Sottoscrivo tutto.
    A Borgolavezzaro (NO) c’è un’associazione ambientalista e non solo, che fa cose straordinarie per il recupero degli ambienti planiziali.
    E’ ben vero che all’interno delle loro oasi, create dal nulla e con il sudore e la buonavolontà, non si può cacciare, ma chissenefrega sono una fonte ripristinata di biodiversità e di fauna venabile che da li si espande.
    Burchvif, è questo in nome dell’associazione, investono i soldi nell’acquisto di porzioni di territorio che vengono gestite anche tramite la riforestazione e la creazione di ambienti umidi a secondo della migliore vocazione.
    Non mi sembra che sia una cosa tanto difficile anche e sopprattutto per le potenti associazioni venatorie, ma non essendo cacciatore e non conoscendo i meccanismi e gli equilibri che le regolano, forse dò per scontato troppe cose …..o forse no

    • mauro andrea giuseppe scrive:

      Replica per il post di Springer delle ore 12.29

    • Springer scrive:

      Burchvif, è questo in nome dell’associazione, investono i soldi nell’acquisto di porzioni di territorio che vengono gestite anche tramite la riforestazione e la creazione di ambienti umidi a secondo della migliore vocazione.

      ________________________________________________________________________

      NO – NO – NO – NOOOOOOOO !!!!!! Sento che sto’ per rinfervorarmi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      E’ QUELLO CHE DOVREMMO FARE NOI !!!!! E lo vado scrivendo da sempre su questo sito !!!!
      E invece nessuno ne parla e nessuno lo fa . Lo si fa fare agli ” ambientalisti ” per poi dire banalmente che non son capaci di fare niente – che sono li a rubare i nostri soldi – che sono li perche’ amici degli amici – e che nei parchi non c’ e’ un ca**o .
      Salvo pero’ chiedere di andare a caccia da loro :D :mrgreen: !!

  14. renzo scrive:

    Però, un attimo Springer, tira il freno ……
    Calma l’infervoro e pensa a questo : CI SONO AMBIENTALISTI, A CUI MI SENTO DI APPARTENERE IN TOTO ANCHE SE IN UN TERRITORIO PRECLUDONO LA CACCIA ………

    Ci sono altri che sono CONTRO a prescindere !

    E solo qui in Italia sono ascoltati ! ( e sovvenzionati , mannaggia a loro ):evil:

    • Springer scrive:

      CI SONO AMBIENTALISTI, A CUI MI SENTO DI APPARTENERE IN TOTO ANCHE SE IN UN TERRITORIO PRECLUDONO LA CACCIA ………

      _____________________________________________________________

      Ecco ….. e’ a questi che faccio riferimento . E non sono pochi .

      Ma al di la di questo , l’ esempio che ha postato MAG e’ indicativo di quello che loro fanno e noi no

      e in subordine : gli lasciamo fare !!

      Se si lasciano queste iniziative SEMPRE – SOLO – ESCLUSIVAMENTE nelle loro mani come se a noi di questo ce ne potesse fregar di meno , mi spieghi poi di cosa ci lamentiamo ?? Mi dici con quale autorevolezza possiamo chiedere di entrare nei Comitati di gestione dei loro parchi se non siamo stati in grado in tutti questi anni ( tranne un solo episodio : Oasi di Cannevie’) di crearne uno nostro ?? E a proposito di questa oasi Ekoclub ( Federcaccia ) vai sul sito che ne parla e guarda se si vede un filmato che sia uno degli animali che la popolano . Al di la di fotografie con un Martin pescatore e un Beccaccino non si vede altro . Di cosa andiamo parlando allora ?? Con quale autorevolezza possiamo dire che loro gestiscono male e noi gestiamo bene se nell’ unica nostra Oasi piu’ che fotografie di gente che balla e mangia , o del ristorante e dell’ albergo non si vedono . Quale caspita di immagine ci siamo cuciti addosso in tutti questi anni se non riusciamo a gestire i nostri ATC in maniera soddisfacente ?? Quali opere di reintroduzione abbiamo portato a compimento negli anni ?? Quali e quanti risultati abbiamo raggiunto negli anni dove noi gestiamo ?? Che percentuale economica investiamo in ripristino e cura ambientale ??
      E allora dopo aver dato risposta a tutte queste domande , mi dici con quale autorevolezza possiamo criticare e stigmatizzare i casi negativi che arrivano dall’ altra parte , che ci sono ma percentualmente sono la minima parte del totale , quando per noi il rapporto e’ ESATTAMENTE L’ OPPOSTO rappresentando la quasi TOTALITA’ ???
      Perche’ non fare come hanno fatto e fanno in altre Nazioni dove i cacciatori sono GLI AMBIENTALISTI che curano il loro ambiente – investono risorse economiche in quello e prelevano senza esaurirla la giusta parte di quello che LORO hanno creato ?? Quale e’ l’ ostacolo insormontabile che ci impedisce di farlo se non la mentalita’ mediamente RETROGRADA in tal senso della maggior parte dei cacciatori e quella POPULISTA delle Associazioni Venatorie che a questi danno retta ??
      Ti ho mandato le date dei censimenti OBBLIGATORI e hai visto che tutto sommato non sono una tragedia . Ma perche’ bisogna renderli obbligatori con la clausola che se non si fanno non si va a Caccia l’ anno successivo ?? Dovrebbe essere sentito come un dovere da parte di qualsiasi cacciatore partecipare a questo genere di ” lavoro ” . Invece si costretti a renderlo un obbligo perche’ altrimenti la maggior parte si nega . E poi magari si inca**a perche’ non puo’ andare a caccia oppure si lamenta perche’ non trova selvaggina .
      Questo e’ mediamente il cacciatore italiano . Possiamo pure negarlo , ma la situazione e’ indiscutibilmente questa . E la cosa grave che nessuno fa niente per farla cambiare . Anzi , da noi quando qualcuno ne parla viene visto come un pazzo visionario a cui non sono ben chiare le cause di tutto cio’ e quali potrebbero essere le soluzioni .
      Vabbe’ …… lasciamo perdere va .

  15. Giacomo scrive:

    Infatti…ogni tanto pare che si scopra l’acqua calda. E’ solo e soltanto l’habitat a determinare il successo o meno di una specie selvatica.
    E non è certo l’imbalsamazione di un territorio a far si che poi tutto vada bene.
    ———————————————————————————————————
    Caro Ezio per fare l’habitat devi convenire che il cacciatore deve essere quello che deve curare l’ambiente !! Ad evitare che ogni volta te lo devono inculcare perchè sei sempre considerato duro di comprendorio ! :?
    Deve fare in modo che oltre al lavoro proprio da fare per portare i soldi a casa per il sostentamento della famiglia, deve poi trovare anche il tempo per metterti
    a lavorare per svagarti e per recuperare le forze, con la vanga ed il rastrello a curare il territorio, a soccorrere gli incendi, a soccorrere quelli che vengono allagati da fiumi in piena rifugiandosi sui tetti, a stare zitto quando noti inquinamento a raccogliere l’immondizia che lasciano i villeggianti montanari,
    andare a dare una mano al contadino per spandere caso mai il letame come concime nel caso a questi gli dia fastidio la puzza e non vuole usare anticrittogamici costosi…… Metterti a disposizione insomma dell’ATC non solo per questo, ma anche per farti trovare sempre pronto per andare a curare i selvatici lanciati per fargli da balia in modo che questi crescano sani e salvi fino all’apertura facendoci rimanere anche i riproduttori :mrgreen: per mantenere la specie. Non ti devi però permettere di andare a sparare ai nocivi come corvi ecc. o a tirare ai selvatici con carabina come le volpi, in special modo di notte in quanto di notte girano i “volponi”, perché ci sta già lo specializzato che ci deve pensare, altrimenti questo cacciatore così buono perché lavora per la caccia diventa immediatamente uno che può bracconare :mrgreen: durante queste uscite approfittando per portarsi a casa qualche porco o qualche pennuto. Intanto i gestori quelli che hanno la nomina a presiedere l’ATC e non si sa per quale motivo o per quale qualità o specializzazione, devono fare dall’alto i super visori a chi gratis gli fa il lavoro solo per passione perché loro sono quelli che gestiscono i soldi delle tasse di questi amati cacciatori esemplari da prendere come esempio e dimostrazione di che pasta è fatto un cacciatore agli occhi degli ambientalisti animalisti che stanno ad aiutare questi super visori, facendosi la parcella per aversi rovinato gli occhi a guardare se tutto procede bene e per comprare i selvatici da lanciare, altro motivo per farsi la paga per il loro impegno/disturbo. :roll: Questo è il solo modo caro Ezio per raggiungere la qualità degli altri paesi come habitat e come incremento della selvaggina in modo che il territorio sia produttivo ai fini della caccia.
    Non so poi nei parchi solo di nome, :mrgreen: per portarli a queste condizioni di habitat esemplare sia per la flora che per la fauna questo lavoro chi lo deve fare al posto dei cacciatori, 8O visto che nei parchi non ci possono mettere piede ne tantomeno di sognarsi di andarci a caccia.
    Mha ! Chi lo sa, una soluzione ci deve essere :roll: anche a questo perché nel parco del Cilento al contrario di qualche sporadico altro come quello del Ticino da prendere sempre ad esempio, sono 30 anni che non si riesce ad incrementare la starna e la coturnice e di selvaggina da penna in genere non se ne vede.
    Pensaci caro Ezio e non fare sempre l’incontentabile che la colpa e soprattutto nostra, dei cacciatori grumiri detto alla lumbard. che vogliono solo sparare. :mrgreen: manco se l’arma fosse indispensabile per andare a caccia :mrgreen: Salutiaaamo.

    • Giacomo scrive:

      Errata Corrige : Devi fare in modo………. e non deve fare; devi poi trovare anche il tempo………. e non deve poi trovare ecc……….
      Ci manca un po di punteggiatura ve li metto quà ; ; ; ; : . . : , , , , , , , . . . . . ???? !!!!!!
      metteteli dove ci vogliono :? Salutiamo.
      .

      • Ezio scrive:

        Tranquillo per la punteggiatura e zzate simili… quello che conta è soprattutto la sostanza.

        E nel tuo ultimo commento di sostanza ce n’è parecchia, anche se condita con un bel po’ di ironia, che comunque a mio modesto avviso non guasta mai.

        Infatti hai sollevato alcune spinose questioni.

        In primis credo che il cacciatore che vive in città a diversità del cacciatore “agreste”, non abbia, per OVVI motivi, molte possibilità effettive di metter mano personalmente e praticamente all’habitat del “suo” atc.
        Non gli resterà che metter mano invece al portafogli e sperare…pretendere???!!! :roll: ….. che quei soldi vadano a buon fine.

        Certo potrà…se glielo lasceranno fare… partecipare alle battute ai nocivi, oppure alle catture delle lepri, ai censimenti.

        Però a pigliare il trattore e seminare sorgo e frumentino e erba medica e ripristinare fossi e sorgenti la vedo dura….

        Comunque sia, siamo di nuovo ai vecchi e soliti discorsi.

        E’ l’agricoltore, il pastore, il boscaiolo, ovvero chi vive ogni giorno nel e dell’habitat, il soggetto che andrà adeguatamente motivato per far si che l’habitat conservi in buona parte o almeno sufficientemente quelle caratteristiche per cui non ci possano stare”dentro” solo i soliti noti selvatici opportunisti.

        Lascio stare il discorso dell’attività industriale e le relative conseguenze perchè se no facciamo notte.

        E comunque conservare un habitat in buono stato costa e parecchio pure.

        E nessuno vuole rinunciare ad una parte del suo più o meno magro o ricco profitto “SOLO” per questo.

        La Cina industriale di oggi insegna….anche se ora pare stiano correndo ai ripari…..forse…. :roll: :(

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