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Tanti auguri mitraglietta

| 26 gennaio 2011 | 23 Comments

Da parte di tutte le comunità del sito www.ilcacciatore.com, un caloroso augurio di buon compleanno al grandissimo Adelio Ponce De Leon, che oggi 26 Gennaio 2011 compie 96 anni.

Caro Adelio, tantissimi auguri e un abbraccio di cuore da parte di tutti noi.

Category: .In Evidenza, Cultura, Generale

Comments (23)

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  1. grifonenero scrive:

    Tanti auguri Maestro !!!

  2. Robin R. Roverati scrive:

    Anni addietro ho avuto il piacere di scrivere in un libro (parole scritte sull’acqua) un mio racconto pubblicato dopo quello del Maestro (motivi di ordine alfabetico se no dovevo esser molto più lontano) bè io ne son come gli altri molto fiero e colgo l’occasione per porgerle gli auguri più sentiti e singeri. Con immensa stima R.R.R.

  3. Diego scrive:

    Caro Adelio, tantissimi auguri.
    Un abbraccio

  4. fedeli massimo scrive:

    Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :wink:

  5. francescorm scrive:

    Buon compleanno,con stima, F. Cattani.

  6. Mauro Proietti scrive:

    Ognuno di noi sogna di poter cacciare nella propria vita almeno quanto un paio di pagine dei suoi racconti. Tanti auguri.

  7. Pasquale (nato cacciatore) scrive:

    Augurissimi di buon compleanno, e ancora tanti beccaccini.

  8. Giulio Usai scrive:

    Tantissimi auguri ad un Uomo eccezionale che non ha mai mancato di testimoniare il suo grande amore e la sua grande passione per la caccia (e in particolar modo per beccaccini).
    In tanti vorremmo poter stringere almeno una volta la mano a un Signore ed a un Cacciatore come Lui.
    Buon compleanno.
    Giulio Usai

  9. Pasquale (nato cacciatore) scrive:

    … finita

    C’è un momento triste nei tuoi giorni in cui ti dici…

    Ho superato i novant’anni e comincio a sentirmi vecchio

    Una notte nel letto, prima di chiudere gli occhi, mi sono detto: “È finita!”. Mi sono sempre ritenuto un cacciatore secondo a nessuno. Ma ora ho superato i novant’anni e improvvisamente mi sono sentito vecchio. Al Palazzo di giustizia, durante una delle ultime arringhe, mentre stavo difendendo un imputato avevo tra le mani il codice e mi accingevo a leggere una di quelle massime della Cassazione scritte in corpo piccolissimo in calce agli articoli.
    Non distinguevo i caratteri e, sorpreso, ero riuscito a leggere solo quando un collega mi aveva passato occhiali con potenti lenti. Per me, abituato a vedere un moscerino a cinquanta metri, era stato un duro colpo. La sera dopo, nel circolo degli amici cacciatori parlando di una eventuale apertura a coturnici nelle Alpi Marittime, in tema di scommesse mi sono trovato davanti a un giovanottone di venticinque anni, un atleta che sprizzava forza e vigore da tutto il corpo, il giovane Zanetti.
    Guardandolo mi sono sentito vecchio. In settimana avevo avuto notizia da Alfredo De Sanctis da Valencia che aveva fatto un ottimo carniere di pernici in un pjeo a Talavera della Reina nella vecchia Castiglia, e dall’amico Romano Pesenti che nelle Alpi bergamasche aveva centrato un forcello districandosi tra i rododendri. Cacce amate, ma per me ora solo un sogno. “È proprio finita. – mi sono detto – Non potrò più competere con tipi come quelli lì. I muscoli, l’occhio, i riflessi non sono più quelli di un tempo” e mi sono avvilito. Mi sono specchiato e mi sono sentito decrepito.

    Sì, cammino ancora, tento di penetrare nei boschi, mi trascino dall’alba al tramonto, ma l’agilità per inerpicarmi sulle vette o saltare un fosso dove la ritrovo? Proverò ancora le sensazioni delle attese, delle battute, dei tiri, dei tramonti e delle aurore, del freddo pungente o del caldo opprimente, della natura nascente o morente? Vivrò solamente di ricordi. Chi avrà più la forza di fare due o tre volte il giro del laghetto di Bardello per ribattere un beccaccino alla borrita, di imbracciare il fucile all’alba e di tenerlo così fino al tramonto, senza nemmeno fermarsi, senza mangiare, come facevo con mio fratello Eustachio negli anni d’oro della giovinezza nella riserva di Tradate? Oggi mi commuovo dinanzi a un animale ferito, preferisco ascoltare i canti e i versi degli abitanti dei boschi piuttosto che cacciarli, amo più fotografare che uccidere, mi eccita più il lavoro del cane che la conclusione tragica dell’azione. A novant’anni è finito l’atleta cacciatore, è finito Mitraglietta, è finito Grilletto Facile che aveva conquistato gli appellativi sul terreno di caccia. Quando si comincia a raccontare, a scrivere, a ricordare che la caccia è proprio finita. Mi sono rimasti tanti ricordi che portano solamente con loro una punta di tristezza. Si può essere ed essere stati? Posso solo rivivere tutte le ore vissute a caccia. Anch’io avrò la rassegnazione di chi caccia ancora malgrado la vecchiaia che tarpa le gambe e vela gli occhi? È arrivata l’ora sinistra, quando rileggerò le mie avventure con sguardo triste e vacillante, gli occhiali sul naso, i piedi nelle pantofole, una papalina in testa e l’animo tutto martoriato di rimpianti, di sconforti, di invidie. Appena ci penso mi rattristo perché in fondo un cacciatore cosa rimane a fare al mondo, se non potrà più cacciare?
    È un pensiero che mi pongo spesso con rabbia. Purtroppo è arrivata l’implacabile vecchiaia; quando il fucile sarà troppo pesante altre mani lo porteranno per me. Nei mattini freschi di ottobre, a pernici, quando i miei doppietti di un tempo non saranno che vecchi ricordi, andrò a vedere i giovani, nascosto in un fossetto dietro una siepe.
    Vorrei ancora andare a beccaccini per vivere accanto a un giovane, con il pensiero, le cacce d’un tempo, per consigliarlo secondo il vento, la pastura più giusta, la direzione, per vederlo rientrare la sera con il carniere pieno, il passo stanco, ma lo sguardo felice.
    Non mi resta che aspettare nella vecchia casa avita quel profumo della caccia che conobbi, quando ero in fasce, cullato dalle donne di casa, perché gli uomini erano partiti per il fronte subito dopo il passaggio del Piave il 24 maggio.
    Ma è proprio finita? No, non è così. Una telefonata di Sergio Senesi, famoso white hunter africano, mio compagno di avventure nelle savane e nelle foreste, invitandomi ad un safari in Namibia al leopardo ha svegliato il bacillo del mal d’Africa che mi aveva avvinto dai tempi della giovinezza.
    “Perché proprio al leopardo?” chiesi a Sergio.
    “Thomas Verner, il farmer concessionario della caccia nella sua tenuta, qualcosa come quarantamila ettari, mi ha telefonato che il leopardo, protetto negli anni, è aumentato a dismisura facendo strage di gazzelle, impala, kudu, zebre, gnu e anche di piccoli di pachidermi, tanto che il Governo gli ha concesso la caccia al felino in una severa e giusta selezione. Coronerò il mio sogno di aggiungere ai miei trofei quello del leopardo. Prepara il passaporto, ti prendo io il biglietto. Partenza tra 15 giorni”.
    “Ma, come faccio alla mia età con le gambe sempre più pesanti?”.
    “Basta non rompere! Thomas mi ha imposto di portare anche te, il suo caro old friend con il quale ha passato tante gioiose giornate”.
    “Sai che in tanti safari non ho mai sparato al leopardo, anche quando mi è venuto a tiro perché mi sono sempre rifiutato di sparare a un felino così nobile e soprattutto raro”.
    “Piantala. Thomas ti isserà su una postazione durante la battuta mentre i safaristi seguiranno nella foresta la muta dei forti molossi dietro al leopardo in fuga. Non preoccuparti per l’arma, Thomas ti consegnerà un 300 Weatherby che i professionisti chiamano familiarmente ‘fermatutt’. Sai, se per ogni evenienza ti si avvicina un animale feroce”.
    Quando mostrai il biglietto per la partenza mia moglie, furente, mi gridò: “Se vai in Africa, malridotto come sei, cambierò la serratura della porta di casa e tu troverai un posto al neurodeliri”.
    Ma il richiamo dell’Africa era troppo forte e partii.

    Adelio Ponce de Leon

  10. FEDERICA scrive:

    Tantissimi Auguri Adelio! Federica e Corrado

  11. ilio scrive:

    Questo scritto da l’esatta misura di quanto a questo sig. può fregare la caccia per gli italiani, infatti non a caso è stato uno dei geni che ha dettato la 157 mentre lui si trastullava tra riserve e turismo venatorio estero.

    • Giacomo scrive:

      Se non altro ci ha lasciato i suoi libri di avventura da leggere……… Forse già sapendo dove ci faceva andare a finire i nostri giorni con la 157…….. Nel letto a leggere le sue avventure. :mrgreen: Noi in Campania diciamo -Occhi pieni e mani vuote-. :mrgreen:

  12. SERGIO scrive:

    Grande avvocato, grande cacciatore, grande uomo, ma tanto,tanto, tanto diverso da tutti, molti di noi; caccia in riserve esclusive in italia ed all’estero, safari e tanto altro.
    ” Passo stanco e carniere pieno” a noi passo esausto e carniere vuoto molto spesso, ed i nostri fucili si usurano più per estrarre ed inserire le munizioni a causa dell’avvicinarsi in prossimità, di strade ,case, zone industriali, parchi e RISERVE, che non per i colpi sparati.

    Tanti auguri avvocato, ma la Sua caccia è così diversa dalla nostra, ainoi..

  13. Roberto Traica scrive:

    Tantissimi auguri ad un grande.

  14. Mario Bartoccini scrive:

    Una caccia diversa … un mestiere diverso,
    forse una visione del mondo diversa,
    persino uno stile di vita …diverso
    lungi da noi arvali …ma
    ogni battito del mio cuore …
    ringrazia ed augura …
    augura e ringrazia …
    amato Adelio Ponce De Leon …Auguri!
    Auguri “cacciatore gentiluomo”!

    Mario Bartoccini.

  15. Luca Davide Enna scrive:

    Franco Sciarra, Romano Pesenti ed altri miei cari amici tessono continuamente le lodi di Adelio Ponce De Leon. Credo che, data la loro esperienza ed onestà intellettuale, e leggendo quanto Ponce De Leon ha scritto e detto fino ad oggi (e quanto scriverà e dirà ancora), non si possa fare altro che ammirare un personaggio che ha dato tanto alla caccia in Italia ed ai suoi millenari valori (naturalmente, mi rivolgo ai valori millenari della caccia, giacché quelli del nostro Adelio, noto “mitraglietta”, per il momento, sono centenari). :D :D :D
    Cari Saluti e Buon Compleanno.
    Luca Davide Enna

  16. big hunter rm scrive:

    Ciao Adelio, Tanti Carissimi Auguri di Buon Compleanno

    big hunter rm

  17. Giusti Giacomo scrive:

    Mi associo agli auguri ad Adelio ponce De leon.

  18. Michele Sorrenti scrive:

    Voglio fare gli auguri anch’io ad Adelio Ponce De Leon, e vorrei che leggesse questo pensiero:

    la tua passione vive in noi, e per questa passione lottiamo. Per il giorno futuro in cui dichiararsi cacciatore sarà un vanto e saremo riconosciuti come conservatori della Natura, grazie a te per averci trasmesso le tue emozioni.

    Michele Sorrenti

  19. Robin R. Roverati scrive:

    Caro Ilio e altri,non dubito certo delle motivazioni che vi rendono critici avverso A.P.d. L. e che sono più o meno condivisibili. Ora però con vosra licenza mi permetto una considerazione con interrogazione!! Io penso che che persone come Lui per il nostro mondo siano un emblema e che tutte le persone che a vario titolo abbiano fatto per la caccia “molto” con la morale convinzione di esser nel giusto e far del bene collettivo vadano quantomeno……”giudicate” con TUTTE le attenuanti? Ahio non prendiamoci per i glutei e non usiamo il metro mediterraneo di invidia e gelosia e chiediamoci se al posto suo sarebbero stati molti coloro che avrebbero agito e gioito diversamente. IO comunque gli rinnovo..una catuccera piena di auguroni!!

    • ilio scrive:

      Sig. Robin R.Roverati
      ognuno di noi, nel corso della propria vita si sceglie il proprio santo da pregare.
      Il Sig. A.P.d. L. non è per me una persona a cui far riferimento né nell’ambito della caccia (per quanto i suoi racconti incantino) né tantomeno per la condotta di vita tenuta.
      Questo non mi esime, per sola educazione, a porgere comunque gli auguri.
      Non si tratta né di invidia e gelosia mediterranea…… ognuno si sceglie i suoi idoli, li contempla, li imita come esempio di vita e li “santifica”…….. Meno male che c’è libertà di scelta e di pensiero!

      • Robin R. Roverati scrive:

        Sig.Ilio,come già espresso a inizio della mia,non dubito certo delle sue buone ragioni e come lei si augura in democrazia restando nei limiti della correttezza ognuno puo esprime le praprie opinioni, se poi lei è immune dalle patologie da me paventate in generale meglio ancora,tanti saluti anche a lei.R.R.R.

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