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E dopo il Natale, arriva un Nuovo Anno

| 3 gennaio 2011 | 55 Comments

E dopo il Natale, arriva un Nuovo Anno

PRESEPE“Hai il cuore freddo come un Natale piovoso”, disse Darby O’ Gill al Re dei Folletti, nell’omonimo e celeberrimo film di Walt Disney del 1958. Mi spiace dirlo, ma noi abbiamo ancora molto da imparare…anche dalle fiabe.
In quest’epoca, sicuramente buia della storia d’Europa durante la quale hanno cercato di eliminare l’unica grande solennità dal calendario delle festività europee, i sentimentali, come noi, dovrebbero mordersi le dita e levar le mani dalla tastiera. Sarà ché mi sento un romantico, un nostalgico, o è soltanto perché sono in debito con il Creatore e devo ringraziarlo per essere disceso su questo strano pianeta, in un’epoca storica non molto migliore da quella attuale, magari con valori – allora — più radicati, se lo si fosse chiesto a San Paolo apostolo o al suo sinedrita di riferimento, Gamaliele, ed avere accettato di offrirsi vittima anche per la schifosissima pellaccia mia e degli altri miei simili.
Beh, forse sarà anche per questo che ritorno a parlare del Natale. Il Natale, la festa del Presepe, quel piccolo aggregato di povertà e stracci che nella sua umiltà sfavilla illuminando l’Universo. Quell’angolo di Paradiso disceso sulla terra e poi tramandato fino a noi, in una rappresentazione, mi sia consentito, senza peccare di irriverenza, “casareccia”, che si ripete ogni anno, sempre uguale ma ogni volta più commuovente, dove un solo sguardo al Bambinello, alla Vergine Maria a quel Santo e prode custode che fu Giuseppe, fa inumidire gli occhi, anche se uno ha il cuore di pietra.
Ma, il Natale di un cacciatore, può essere diverso? Credo che possa esserlo nella misura in cui certi valori alberghino ancora nel suo cuore. Penso che andare in giro per boschi, lanche, forre, canaloni, paludi e quant’ altro ci porti ogni volta più a contatto con il Creatore, e ritengo che il nostro omaggio debba essere maggiore, nei Suoi confronti, rispetto a quello di altri che non hanno avuto la sorte di provare gli stessi sentimenti.
Riflettere su noi, sulla nostra essenza sul perché ci siamo e perché lottiamo per certe nostre idee o per i nostri “valori”, penso sia indispensabile e diviene più pressante proprio alle soglie del Natale, ogni volta che l’orologio partito venti secoli fa dirà che il Salvatore festeggerà nuovamente il suo Avvento e noi saremo qui ad attenderlo in trepidante attesa. Non dobbiamo scordare, però, che dopo il Natale arriva l’Anno Nuovo, con il suo carico di domande da evadere, giacché il vecchio le ha evase tutte ed ha sciolto qualunque dubbio, anche il più atroce.
Mi sono, perciò, fermato a riflettere: ho pensato all’anno appena trascorso, alle vicende recenti e passate e alle persone che hanno deciso di incamminarsi davanti al Signore prima di noi, come ha fatto il caro Antonio Pinotti e tanti altri amici, con discrezione, senza far chiasso. Quante cose sono accadute, tante che non si riesce a ricordarle tutte, tranne quelle che ci hanno solcato il cuore. La riflessione, puntuale, sul Natale e sulla fine del vecchio anno arriva, ogni volta come una resa dei conti. E’ semplicemente il conteggio di ciò che alla spicciolata è la nostra vita davanti al’immensità del Creatore: un niente assoluto.
Più riteniamo di aver fatto qualcosa, di essere diventati “qualcuno” e più siamo costretti a rapportarci con l’ineludibile realtà: “Polvere siete e polvere ritornerete”. Siamo solo grani di polvere microscopica dispersi nell’Universo e non dobbiamo vergognarci a ricordarlo, poiché è la verità e sebbene essa possa far paura, è anche un’ottima cura contro la presunzione e un necessario bagno di umiltà che occorre per ridimensionare il nostro sciocco “ego”.
E così sarà che, seduti davanti ad un camino acceso, con le luci del piccolo Presepe che brillano nella penombra ondeggiante creata dalle fiamme, parleremo delle nostre trascorse giornate di caccia e pensando ai nostri cari amici che non ci sono più volgeremo al Cielo una preghiera affinché siano accolti tra le braccia del Padre e possano gioire con noi per la rinnovata Festa del Natale del Salvatore, in attesa che giunga un Nuovo Anno e si ricominci da capo.
Cari Auguri a Tutti Voi.
L.D.E.

Category: .In Evidenza, Generale

Comments (55)

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  1. renzo scrive:

    ……………E SI RICOMINCI DA CAPO
    Ecco la frase di chiusura di un articolo stupendo, che fa riflettere
    Riflettre su tutti gli errori nostri, e gli sbagli degli altri
    Riflettere su quello che avremmo potuto fare, che non abbiamo fatto, che non abbiamo avuto il coraggio di portare avanti per la dabbennaggine propria dell’essere umano
    Riflettere su di un mondo dove i fratelli ammazzano i fratelli in nome di ideali finti, ectoplasmatici, aleatori
    Riflettere su un mondo allo sfascio dove il potente è sempre più forte ed il debole è sempre più fragile e vessato.
    Riflettere sul fatto che : se Nostro Signore tornasse sulla Terra, probabilmente si arrabbierebbe molto più di quello che fù nel Tempio; e gli strali fulminanti non risparmierebbero nessuno; tranne forse quelli che ,quasi vergognandosene, pregano in silenzio sperando di migliorare solo di poco la loro condizione di umani vessati, derisi, additati al pubblico ludibrio.
    Fulminerebbe, Nostro Signore, certamente l’intera umanità indegna dei suoi insegnamenti, e forse qualche sorpresa potrebbe esserci vedendo cadere in cenere personaggi che si credevano immortali , pronti a sedere alla sua destra come Dei di potere

    Essere immortale è cosa da poco: tranne l’uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali. (Jorge Luis Borges)

    CHE IL 2011 SIA L’INIZIO DI UNA NUOVA INFINITA FELICITA’ ,per tutti Voi

    Renzo

  2. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    Tante belle parole, userei dire di ricorrenza, ma la realtà, l’amico Enna me lo deve concedere, è molto diversa da quanto da Lui descritto.

  3. Springer scrive:

    “”…..forse qualche sorpresa potrebbe esserci vedendo cadere in cenere personaggi che si credevano immortali , pronti a sedere alla sua destra come Dei di potere…””

    _____________________________________________________________________________

    Per la serie ” ogni riferimento a persone o fatti accaduti e’ puramente casuale ” ……. :roll: :D :mrgreen:
    Eddai ……… ancora a parlar ” bene ” di Berlusconi anche nel appena iniziato 2011 :mrgreen: :D :mrgreen: :D ……. Eddai ….. cambiate disco perche’ questo e’ vecchio e ha dimostrato di non funzionare …. Tanto non cadeee !!! Non muoreeeee !!!! Rimaneeee ( fino a quando lo decidera’ lui ) !!!
    Perche’ lui ha , a differenza degli altri , ha la CONSAPEVOLEZZA ( e la forza ) dell’essere immortale . E INVINCIBILE …… Cosa che gli e’ molto facilitata dalla pochezza ( e sono buono a usare un termine cosi’ educato ) degli ” avversari ” .
    E allora se proprio proprio sentite il bisogno irrefrenabile di iniziare il nuovo anno cosi’ ( l’ ennesimo anno ) prendendovela con qualcuno , prendetevela con loro e non con lui .
    Mi dispiace rovinare cosi’ il bell’ articolo di L.D.E. che ammiro sempre per la sua proprieta’ di linguaggio e i suoi articoli ricchi di contenuti sempre profondi e mai banali . E rovinare anche il commento molto condivisibile ( tranne quello evidenziato ) datogli dall’ amico Renzo . Ma , scusatemi tutti e due , dopo la chiara allusione e’ stato piu’ forte di me .
    Cerco di farmi in qualche modo perdonare e visto che siamo in clima di citazioni , propongo anche io la mia . Anzi le mie .

    La prima e’ sui cambiamenti che auspichiamo possano avvenire nella pratica dell’ attivita’ venatoria :
    Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    L’ altra e’ sul clima politico che si respira in Italia grazie all’ antiberlusconismo :
    Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre.

    L’ ultima infine , che e’ molto bella , e’ sul Natale :
    Una buona coscienza è un Natale perpetuo .

  4. Pasquale (nato cacciatore) scrive:

    Marco 11,15-19

    15 Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; 16 e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. 17 E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni».
    18 I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento.
    19 Quando fu sera, uscirono dalla città.

    Avrei molto da dire in merito all’articolo, soprattutto sull’ego umano in relazione con il divino, preferisco sorvolare per non apparire blasfemo per questo mio modo di vedere, (ingiustamente) ai vostri occhi, ed in nome di quel rispetto dovuto al diritto che ognuno ha di credere e dire secondo propria coscienza.

    Perdonatemi, ma una domanda mi assilla; non siamo, noi oggi quel tempio? (il mondo intero) Non siamo quanto di peggio rappresentato in quel tempio elevato all’ennesima potenza? Dove si sevizia e uccide un bambino di 8 mesi in un coca-party, si uccide una donna, colpevole di non amare il suo assassino, si uccidono i propri genitori, per entrare in possesso dell’eredità, e poter fare la “bella vita” passando da un locale notturno all’altro, si uccide? (indagini ancora in corso) la propria nipotina, e la propria cuginetta, per motivi ancora non chiariti, si uccide un uomo reo di aver investito un cagnolino accidentalmente, non per propria imperizia e disattenzione, si approfitta ignobilmente di bimbi/e, di disabili e anziani indifesi, senza scrupolo alcuno.
    Siamo ad un grado di ignominia tale da far apparire i protagonisti della parabola del tempio un manipolo di buontemponi.
    Mai come in questi ultimi 100 anni,(ricordiamoci anche l’olocausto) sarebbe stata, e sarebbe più opportuna la sua venuta, non già ad offrire la sua vita per sanare le nostre gravissime colpe, ma per punire in maniera certa e definitiva tutti coloro tra noi, si sono macchiati di tante orribili nefandezze. Mi piacerebbe tanto che ciò accadesse, ma la ragione mi dice che non accadrà mai.

  5. Luca Davide Enna scrive:

    Ho scritto il “pezzo”, con le migliori intenzioni possibili, poi, ciascuno ha il pieno diritto di valutarlo secondo il proprio metro, magari essendo ottimista o pessimista.
    Sono veramente felice, però, di leggere i commenti e trarre, da quelli ( e da coloro i quali li scrivono) tanti insegnamenti .
    Renzo, un caro amico e una cara persona, commenta secondo il suo metro e devo dichiararmi “partigiano” (cioè “di parte”), poiché lo condivido appieno e noto che esso riflette il carattere di Renzo. Parole belle da leggere pronunciate da una persona che apprezza ciò che il Cielo ci ha elargito e ne fa partecipi tutti.
    Springer (Massimo) è una persona intelligente (come Renzo) e acuta ( sempre come Renzo) , la differenza, però, per quanto lo stimi per il suo acume è che è forse un po’ tropoo disincantato. S’, Massimo, il cielo sarà pure velato, o magari scuro, ma cerchiamo di trovarci dentro un raggio di luce, un residuo d’arcobaleno; non vediamo sempre buio…
    Gionni è disincantato e disamorato. Chi come lui credeva ( e crede) in certi ideali, vedendo il Paese, oggi, ha le lacrime agli occhi, pensando a ciò che eravamo, a ciò che saremmo potuti essere ed a ciò che, in effetti, siamo. Aristotele parlava della differenza tra “potenza” e “atto”. L’Italia è, in “potenza” un gigante, in “atto, grazie al malgoverno, rimane una pulce.
    Dardo, in una riga e mezzo , ha detto delle cose che mi hanno stupito. Pensavo a quelle cose proprio ieri sera, guardando il seguito de “La mummia”. Pensavo alla potenza degli egiziani, alla schiavitù degli ebrei sotto l’impero egiziano ed alla fug adel popolo ebraico; poi, al crollo dell’Impero egiziano ed alle rovine di ciò che ne rimaneva. Lo stesso dicasi dei Greci, dei Romani (senza ricordare gli Assiri i Babilonesi i Punici, eccetera). Quelli che sembrano grandi imperi, con il passare dei secoli si sgretolano. E pensare che un popolo prescelto, condannato alla schiavitù, a vagare nel deserto per anni, a combattere per raggiungere la Terra Promessa, poi, ha avuto l’onore di ospitare la Luce dell’Universo, in un paesino piccolo, ma simbolicamente importante, Betlemme, in Giudea. E poi, in Galilea la Storia più grande che mai sia stata scritta ha avuto compimento. Quanto siamo piccoli e quanto è immenso Chi ci ha progettato!
    Caro Pasquale ( nato Cinquegrana, e non “cacciatore”…) :wink: E’ certo che la mente umana non può far altro che portarci alle tue conclusioni, ma non è così che dobbiamo ragionare. Tutto ha un senso agli occhi di Dio, anche ciò che a noi sembra non aver senso. Chi ha ideato l’Universo, non ha dimenticato nemmeno un dettaglio; non ha scordato un istante. Niente di ciò che è , è stato e sarà sfugge all’Onnipotenza. Chi ha sbagliato sarà giudicato e l’infallibile Misericordia sarà anche infallibile Giustizia. Purtroppo, noi siamo come formichine con il cervello picclino e limitato. Come può fare un bambino di un gionro a ragionare dei grandi sistemi dell’universo con uno scienziato? L’essere umano più potente del mondo, davanti ad un puro spirito, un Arcangelo, un Cherubino, è come un microbo. Non si può nemmeno fare il paragone con Il Creatore di tutto, senza apparire blasfemi. Abbiamo almeno l’onestà di riconoscere la nostra immensa miseria e rimettiamoci nella mani del Creatore. Lui saprà vedere , giudicare, assolvere o condannare. Non sta a noi farlo.
    Cordialità
    L.D.E.

    • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

      Caro luca D., facciamo così; nato Cinquegrana…e anche cacciatore. :roll: :wink:
      Sebbene mi riesce difficile, (se non impossibile) vedere un disegno divino in ciò che ci circonda, sono assolutamente d’accordo con te, e riconosco che siamo polvere al cospetto dell’infinito (di tempo e di spazio) che ci avvolge e ci domina, ed in qualsiasi momento la forza degli elementi di quasiasi natura siano, possono spazzarci via come fuscelli al vento.
      Un caro saluto
      Pasquale

      • Luca Davide Enna scrive:

        Caro Pasquale,
        vedi che non è poi così impossibile comprenderci? Mi spiace sapere che tu parta da un punto di vista “agnostico”, ma sono lieto che la tua intelligenza e il buon senso innato ti abbiano spinto a esternare ciò che hai detto. Sempre per ciò che riguarda la tua posizione intellettuale, non preoccuparti, il Padreterno non ha fretta, anzi, sa aspettare. Chi riflette così a fondo e, magari , parte da posizioni di agnosi o diffidenza verso la materia, a causa di esperienze maturate o del suo personale punto di vista critico verso un mondo che sembra affondare nel fango sempre di più, ogni giorno, è sicuramene alla ricerca di un qualcosa come la Giustizia, l’Equità, eccetera. C’è un solo essee che racchiude tutte queste qualità. Non ti offendere, ma ti consiglierei di andarti ad ascoltare i racconti di personaggi come Claudia Koll o di Paolo Brosio. magari, poi potrai leggerti Maria Valtorta ne “L ‘Evangelo come mi è stato rivelato”, iniziando dal I° volume e passando direttamente al 10° (gli altri, dal 2° al 9° li acquisterai in un secondo tempo). Potrai trovare i volumi dell’Evangelo presso le “Librerie Paoline”, il costo è di 15 euro a volume ( sono volumi di 500 pagine, ma non ti accorgerai di averli letti così di gusto e, sopratutto , in fretta).
        Cordialità
        L.D.E.

        • massimo zaratin scrive:

          E’ una grandissima fortuna la fede caro Luca…purtroppo io mi sto ancora chiedendo se l’uomo è soltanto un errore di dio oppure se è dio ad essere soltanto un errore dell’uomo! :roll:

        • lucas scrive:

          Io mi reputo “fortunato” perché non ne ho bisogno.

  6. Luca Davide Enna scrive:

    Massimo…
    Questo se l’è chiesto , prima di te, Corrado Augias, ma pare che brancoli ancora nel buio. Sta a voi trovare la luce , senza necessariamente vagare di notte con gli occhiali da sole e senza lampada. Almeno cercate di imitare Diogene. TI abuono il fatto che hai scritto dio e non Dio, dunque volevi rappresentare uno dei tuoi miti epico-iliaci…Poco male. Ricordati, però, che il grande Architetto è uno solo (la citazione è casuale e non ha riferimenti “deviati”…).
    :lol: :roll: :wink:

    • lucas scrive:

      Mi rincresce solo che nessuno di voi credenti si accorgerà dell’abbaglio preso a girare senza “occhiali da sole”. :mrgreen:

      • Luca Davide Enna scrive:

        Caro Luca, ti auguro di campare cento anni, magari centoventi, come il Premier Berlusconi, ma il giorno in cui dovrai lasciare questa valle di lacrime, vecchietto, curvo e con il bacolino in mano, dirai: “Bojaccia miseria, quel pirla aveva ragione. E mo, che faccio?”. Non preoccuparti, il Creatore avrà posto anche per te. :lol: :lol: :lol:

    • massimo zaratin scrive:

      Per dire il vero quella bellissima frase che fa riflettere è di Nietzsche, non di Augius! :D

      Io e te ne abbiamo parlato e lo sai che non sono ateo…anzi, mi piace definirmi ateo solo da un punto di vista pratico sapendo però di non potermi concedere questo “lusso” da un punto di vista filosofico, per il quale appunto amo definirmi agnostico.
      Per rimanere però con il nostro caro pensatore tedesco, in riferimento alla chiesa, credo però di essere arrivato alle sue stesse conclusioni:

      “Sono giunto alla conclusione ed esprimo il mio giudizio. Io condanno il cristianesimo, levo contro la chiesa cristiana la più tremenda di tutte le accuse che siano mai state sulla lingua di un accusatore. Essa é per me la massima di tutte le corruzioni immaginabili; essa ha avuto la volontà dell’ estrema corruzione possibile. La chiesa cristiana non lasciò nulla di intatto nel suo pervertimento, essa ha fatto di ogni valore un disvalore, di ogni verità una menzogna, di ogni onestà un’ abiezione dell’anima. (dall’”anticristo” di F. Nietzsche)…

      …per il resto, parliamone! :wink:

      • Luca Davide Enna scrive:

        Sì, ma chi se lo chiede in continuazione è Augias…
        Magari ti ridefinirai un “ateo devoto” (come Giuliano Ferrara) :lol:
        Tra i “pensatori” tedeschi e i pastori tedeschi, preferisco i secondi, avranno anche azzannato qualcuno, ma hanno prodotto meno danni di massa. Ovvero, meglio il commissario Rex o Rin tin tin, piuttosto che Nietsche o Marx… :lol: :lol: :lol:
        E ti sei fregato nuovamente. E’ inutile citare Nietsche, vicino a Cristo c’era Giuda, figurati gli altri… 8O
        Ma sì, parliamone, apriamo un dibattito :lol: :lol: :lol:

    • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

      Luca D. mi spiace, aver permesso con la prima parte del post, e sopratutto, con quel “difficile” di pensare a me come un agnostico, sono ateo, e non c’è e non ci sarà qualcuno in grado di farmi cambiare idea. Mannaggia a me!! ho usato quel termine, per carineria nei riguardi di un credente come te, diciamo che era un eufemismo, per non apparire brutale nel rispondere ad un amico che ha scritto un pezzo con le “migliori intenzioni possibili. Non me ne volere ti saluto fraternamente.
      Pasquale

      • Luca Davide Enna scrive:

        Ciao Pasquale. Non ti dispiacere.
        Non sarò io a pretendere di farti cambiare idea. Sei stato comunque gentile ad usare quell’”eufemismo”. Ti faccio osservare che l’uso del termine “fraternamente” ti colloca, di diritto, tra gli agnostici alla ricerca di qualcosa, piuttosto che tra gli atei impenitenti.
        Cari Saluti
        :wink: :wink: :wink:
        Luca

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Ciao Luca , non era riferito a te, “non c’è e non ci sarà nessuno ecc) ma a quei personaggi che hai citato, riescono solo a suscitare la mia ilarità con certe dichiarazioni che fanno, per paradosso, potresti riuscire più in mezz’ora che loro in dieci anni.
          Ricambio Pasquale

        • Luca Davide Enna scrive:

          Ciao Pasquale,
          ti ringrazio per la fiducia.
          Come dicevamo poc’anzi, veicolare un sentimento come la Fede non è facile nè semplice. Chi lo trasmette lo deve sentire per primo, non si può trasmettere ciò che non si possiede nell’intimo. Detto ciò, riesco a trovare il tuo modo di porti e di pensare molto saggio ma, talmente saggio che qualcosa mi fa pensare che qualche esperienza passata ti abbia portato all’agnosticismo, dunque un agnosticismo (non uso il termine “ateismo” per varie ragioni) “indotto” o “obbligato” e non certo intrinseco. Credo che tu faccia parte di quella schiera di persone per le quali nutro un forte apprezzamento ed altrettanta stima; ciò credo che non sia assolutamente casuale, bensì dipenda da un qualcosa che trasmetti (alcuni di noi lo fanno) quasi ( senza offesa si intende) inconsciamente. Mi spiego. Uno, se è una brava persona, lo è, e basta. E’ inutile che faccia il cattivo, perché non gli riesce caratterialmente. Ci sono delle cose intrinseche. Se uno nasce Giovanni, non può fare il Barabba. tu poi hai un nome che è tutto un programma. Un nome dall’importanza straordinaria, poiché trae la sua origine da un momento fondamentale per la storia cristiana. I nomi non capitano quasi mai a caso ed hanno, spesso, una loro importanza intrinseca, a volte onomatopeica, tracciata in se stessi. Ben lo sapevano gli ebrei, ad esempio.
          Cari Saluti
          Luca

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Ci sono state delle cose che mi hanno infastidito, ma non hanno inciso più di tanto. Soprattutto è stata madre natura a dotarmi di un carattere poco incline ad accettare tutto ciò che è preconfezionato e deciso dagli altri, come nel caso della religione.

  7. Giacomo scrive:

    A parte il fatto di una descrizione Dantesca di quello che ci aspetta dopo la morte che può sicuramente far dubitare chi non ha fantasia e credenza nella religione cristiana, io mi chiedo cosa possa essere l’umanità senza una religione, o a che punto saremmo adesso se non ci fosse stato un credo da parte della maggioranza degli uomini del passato nei comandamenti scritti da Mosè e fatti propri dalla religione cattolica.
    L’indirizzo religioso a parte la credenza è quello che secondo me da alla società un andamento di buoni principi esaltando l’educazione, la morale, la carità umana verso chi è più bisognoso sia verso gli altri che verso se stesso.
    Una religione come quella cristana e come le altre checchè se ne dica rende l’uomo non Padreterno
    ma lo frena nel suo istinto animalesco facendo prevaricare la ragione per mantenersi nello stato di rispetto verso l’altro essere più debole che è la sua compagna di vita e verso tutti gli altri esseri abitanti la terra.
    Quanti capi di stato sarebbero sorti ad ogni anno della nostra vita intenti a prevaricare sugli altri con la violenza come è già successo con milioni di morti, se non ci fosse stata una religione che mette qualsiasi uomo soggetto al volere ed alla punizione Divina ? Certo che la religione di Cristo venuto sulla terra dovrebbe di nuovo prevalere su chi attualmente la religione la stà interpretando in modo diverso da allora, ma non è mai troppo tardi. In parole povere non si puo fare a meno secondo me di una religione che educa l’uomo alla bontà e alla carità verso i propri simili. Io così la vedo anche se come disse Gesù chi non ha peccati scagli la prima pietra. E scusate se non sono un filosofo.
    Cristo regni sempre.

    • massimo zaratin scrive:

      Se vuoi portare tesi in favore di mater ecclesia ti conviene non tirare mai in ballo le motivazioni, e quindi le cause, delle guerre in generale nonchè i morti causati proprio in nome del buon cristo! :?

    • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

      Si è ucciso e si continua ad uccidere in nome di Dio, scusa Giacomo ma non ti guardi intorno? non vedi nel mondo quel che succede in nome di Dio? Tutti i popoli quando vanno in guerra sostengono che Dio è dalla loro parte, prova a parlare con i capi di due eserciti che si fronteggiano, e chiedi loro se Dio li disapprovi, ognuno dei contendenti ti risponderà che Dio è al loro fianco.

      Circa 5 o 6 anni fa mentre tornavo dalla Sicilia con un furgone fui vittima di una rapina con sequestro, i rapinatori mi sequestrarono per garantirsi un vantaggio mentre altri complici portavano il furgone in un posto sicuro e poterlo svuotare senza che potessi dare l’allarme, mi fecero salire su un auto di grossa cilindrata, e cominciarono a correre come matti per la periferia della città mi costrinsero ad abbassarmi e raggomitolare dietro fra i sediolini anteriore e posteriore, il tutto durò circa un’ora, e in questo lasso di tempo uno dei due rapinatori oltre a ripulirmi le tasche, e minacciarmi di morte se avessi tentato qualcosa, allo stesso tempo pregava Dio che la rapina avesse un esito positivo e non incontrassimo carabinieri e polizia. pregava con un tale fervore, che era pari solo alle contestuali minaccce di morte nei miei confronti.

    • Luca Davide Enna scrive:

      Giusto, Giacomo, condivido al 100% !

  8. renzo scrive:

    Bellissimo ed interessantissimo leggerVi
    In poche righe sono scorsi secoli e secoli di storia; di chi è a favore e di chi è stato ed è contro.
    Purtroppo la storia umana ci ha insegnato che a prevalere sugli altri ,i fratelli della stessa strada, sono sempre i più forti, i più intraprendenti e violenti. A prescindere dalla fede insita nel loro pensiero.

    Solo, un uomo che si definisce tale , appunto, a prescindere …. deve nella sua esistenza comportarsi in modo degno, anche facendo ricorso all’ira, se occorre… mai,e poi ancora mai alla falsità .
    Che si sia Credenti in un Dio ,qualunque esso fosse, che si sia Agnostici e quindi in bilico , che non si creda affatto in una entita Superiore : l’umilta e l’onestà la devono fare da padrone.
    Se non altro nel rispetto degli “altri ”
    Quest’ultima cosa non vedo in giro, mi manca, e la mia battaglia personale, forse solo mia , è quella di farla rivivere… se mai ci fosse stata .
    Sicuramente non la vedo nei potenti passati, attuali, futuri … e questo mi dispiace. E tanto .

    l millantatore è colui il quale fa mostra di titoli di merito che non possiede, esagerando il suo controllo del mondo di cui in realtà è privo. (Aristotele)
    Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede. (Alberto Moravia)

    La sincerità è il sacramento dell’amicizia. (proverbio italiano)

    • Luca Davide Enna scrive:

      E’ tutto vero, ma si deve riconoscere che l’attrazione per un punto è solo per esso è inequivocabile. Chi ha costruito tutto ciò è il “motore immobile”. La diversa interpretazione che tante genti hanno dato dell’unico Creatore, dipende solo dalla grande difficoltà della mente umana nel commisurarsi con l’Infinito. Non c’è altro sistema se non quello di affidarsi nelle mani di Cului che ci ha creato, piuttosto che voler interpetare l’ininterpretabile. Poi ci sarebbe da evidenziare la differenza tra il “finito” e l’Infinito. E’ troppo difficile che un essere limitato e finito possa compredere ciò che ha in sè di intriseco e infinito, cioè l’anima. Pur essendo legait assieme per un pià o meno lungo periodo di tempo non possono comprendersi se non in casi particolari e raramente riescono a sublimare. Ciò avviene nei santi, ma, come sappiamo , non sono casi proprio comuni.
      Cari Saluti
      Luca

  9. renzo scrive:

    Luca Davide … GRAZIE !

  10. massimo zaratin scrive:

    Ragione e fede non vanno troppo d’accordo! Io le rispetto entrambe.
    Il problema nasce nel momento in cui vuoi spiegare la fede attraverso la ragione, ed altri modi pare non ci siano. Mi diverte sempre molto disquisire con un uomo di fede perchè s’incastra inesorabilmente nei concetti di male e bene …diciamocelo chiaramente Luca, comprendo che la bibbia sia stata scritta parecchi anni or sono ma sono convinto che si sarebbe potuto far di meglio :wink:

    • Luca Davide Enna scrive:

      I concetti di male- bene o buono-cattivo sono intrisechi nel dna umano poiché iniettati nel momento della creazione; oserei dire di più, fanno parte dell’anima in quanto non “vuoto a perdere”, bensì, “pieno a rendere”… Ragione e Fede vanno d’accordo nella misura in cui la “ragione” riesce a comprendere che senza la “fede” essa non ha motivo di essere. E poi, volendo, c’è differenza tra ragione e fede, ma ancora di più c’è differenza tra ragione e raziocinio. Che differenza c’è tra un uomo di “fede” uno di ragione ed un altro di raziocinio ( raziocinante) ? La Bibbia è stata scritta secoli or sono e la Creazione era “In mente Dei” miliardi di anni or sono. Che differenza fa? La Bibbia, poi non è stata esattamente “scritta” ma “dettata”. Di meglio della Bibbia? Davvero conosci qualche libro che nei concetti e nella sostanza sia meglio della Bibbia? Oh uomo dalle mille risorse, dimmelo, magari scopriremo che è un ‘altra versione della Bibbia, magari di pochi secoli or sono. :lol: :lol: :lol:

      • pierpaolo scrive:

        E dopo tutte queste belle parole propongo un Cristiano saluto alla sorella Bramby e a tutti i suoi discepoli……..ma va……. :lol: :lol: :lol:

      • massimo zaratin scrive:

        Più letti della Bibbia? :roll: ……..Il Capitale, di Carl Marx :D
        Sono d’accordo con te sul fatto che il male sia stato iniettato nel momento della creazione. Dio stesso ne è il creatore!

        • lucas scrive:

          Tra l’altro è anche scritta in maniera approssimativa. :mrgreen:

        • Luca Davide Enna scrive:

          POtevi trovare un altro libro. Il capitale l’avete letto solo tu, Fassino e D’Alema… :lol: :lol: :lol:
          Il male altro non è se non il frutto della ribellione al bene e la diretta conseguenza tra la presunzione di onnipotenza e il libero arbitrio…
          X Lucas.
          In maniera approssimativa è scritto “Il capitale” , non certo la Bibbia… :D

  11. E DOPO IL NATALE ARRIVA IL NUOVO ANNO
    Che dire, Caro Luca Davide, nulla, proprio nulla. Anzi, no ! Una cosa te la voglio dire: grazie, grazie di cuore per avermi offerto la possibilità di comprendere , attraverso la lettura del tuo superbo inno ai valori sacri del Santo Natale e al mistero struggente e profondo della Fede, quanto fosse importante per me, ripercorrere idealmente, per qualche istante, il lungo percorso della mia vita, ispirandomi alle tue straordinarie riflessioni e traendone nuova linfa per alimentare la mia Fede in Dio.
    Ancora grazie , Caro Luca, con tanti auguri di Buon Anno.
    diego.

    • Luca Davide Enna scrive:

      Ciao Diego.
      Ti ringrazio per le belle parole. Io , come altri, sono solo “strumento”, il resto non è merito mio, ma di Chi sai.
      Cari Saluti e Buon Anno anche a Te e Famiglia

  12. massimo zaratin scrive:

    Postulando l’esistenza di dio, è fin troppo chiaro ed evidente, forse uno dei pochi passi non interpretabili a piacimento e pulitissimi nella lettura che il male al momento della creazione era già presente. Sufficiente leggere la prima parte della genesi. Tuttavia, se il male e la morte hanno ragion d’esistere affinchè vita sia, la sofferenza è il vero “punctum dolens” della creazione; essa non trova alcuna ragionevole spiegazione. La ritroviamo ben descritta ad esempio nelle parole di Madre Teresa di Calcutta che nelle sue opere caritatevoli non vedeva cristo bensì solo le atroci sofferenze dell’uomo…ella scriveva:

    “Mi hai respinto, mi hai gettato via, non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola… dov’è la mia Fede… perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità – mio dio – come fa male questa pena sconosciuta… Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero… Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla… Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio”

    Parole toccanti, in grado di scioccare qualsiasi anima pia, troppo uguali nel sentimento a quel terribile grido lanciato da gesù sulla croce…
    …”perché mi hai abbandonato?”

    • lucas scrive:

      Tra l’altro dai “documenti” (tra virgolette) in nostro possesso, come i passi da te citati o i tanti altri presenti nei vari “testi sacri”, si desume un dio crudele, vendicativo ed insensibile che poi i credenti si ostinano a dipingere buono e caritatevole… :mrgreen:

      • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

        Infatti mi son sempre chiesto dove risiede questa bontà, nel momento in cui nasce un/a bimbo/a con gravi malformazioni e che comportano gravi sofferenze e vive 40/50/60 anni che senzo ha?

      • massimo zaratin scrive:

        Non crudele…diciamo annoiato e che ad un certo punto della sua esistenza ha voluto creare un uomo assolutamente imperfetto, storpio, sofferente, abbandonato a se stesso! … diciamo un dio che se esistesse, al cospetto dell’uomo dovrebbe avere delle ottime scuse che in questo momento non potrei nemmeno immaginare, tante avrebbe da dirne!
        La sofferenza dei bimbi…ah, la sofferenza dei bimbi :roll: . Caro Pasquale, c’è un bellissmo brano di Dostevskij … i fratelli Karamazov. Lo riporto qui, sentiamo che ha da dire il nostro Luca Enna :wink:

        “Ascolta: se tutti devono soffrire per comprare con la sofferenza l’armonia eterna, che c’entrano qui i bambini? Rispondimi, per favore. È del tutto incomprensibile il motivo per cui dovrebbero soffrire anche loro e perché tocca pure a loro comprare l’armonia con le sofferenze. Perché anch’essi dovrebbero costituire il materiale per concimare l’armonia futura di qualcun altro? La solidarietà fra gli uomini nel peccato la capisco, capisco la solidarietà nella giusta punizione, ma con i bambini non ci può essere solidarietà nel peccato, e se è vero che essi devono condividere la responsabilità di tutti i misfatti compiuti dai loro padri, allora io dico che una tale verità non è di questo mondo e io non la capisco. Qualche spiritoso potrebbe dirmi che quel bambino sarebbe comunque cresciuto e avrebbe peccato, ma, come vedete, egli non è cresciuto, è stato dilaniato dai cani all’età di otto anni. Oh, Alëša, non sto bestemmiando! Io capisco quale sconvolgimento universale avverrà quando ogni cosa in cielo e sotto terra si fonderà in un unico inno di lode e ogni creatura viva, o che ha vissuto, griderà: “Tu sei giusto, o Signore, giacché le tue vie sono state rivelate!” Quando la madre abbraccerà l’aguzzino che ha fatto dilaniare suo figlio dai cani e tutti e tre grideranno fra le lacrime: “Tu sei giusto, o Signore!”: allora si sarà raggiunto il coronamento della conoscenza e tutto sarà chiaro. Ma l’intoppo è proprio qui: è proprio questo che non posso accettare. E fintanto che mi trovo sulla terra, mi affretto a prendere i miei provvedimenti. Vedi, Alëša, potrebbe accadere davvero che se vivessi fino a quel giorno o se risorgessi per vederlo, guardando la madre che abbraccia l’aguzzino di suo figlio, anch’io potrei mettermi a gridare con gli altri: “Tu sei giusto, o Signore!”; ma io non voglio gridare allora. Finché c’è tempo, voglio correre ai ripari e quindi rifiuto decisamente l’armonia superiore. Essa non vale le lacrime neanche di quella sola bambina torturata, che si batte il petto con il pugno piccino e prega in quel fetido stambugio, piangendo lacrime irriscattate al suo “buon Dio”! Non vale, perché quelle lacrime sono rimaste irriscattate. Ma esse devono essere riscattate, altrimenti non ci può essere armonia. Ma in che modo puoi riscattarle? È forse possibile? Forse con la promessa che saranno vendicate? Ma che cosa me ne importa della vendetta, a che mi serve l’inferno per i torturatori, che cosa può riparare l’inferno in questo caso, quando quei bambini sono già stati torturati? E quale armonia potrà esserci se c’è l’inferno? Io voglio perdonare e voglio abbracciare, ma non voglio che si continui a soffrire. E se la sofferenza dei bambini servisse a raggiungere la somma delle sofferenze necessaria all’acquisto della verità, allora io dichiaro in anticipo che la verità tutta non vale un prezzo così alto. Non voglio insomma che la madre abbracci l’aguzzino che ha fatto dilaniare il figlio dai cani! Non deve osare perdonarlo! Che perdoni a nome suo, se vuole, che perdoni l’aguzzino per l’incommensurabile sofferenza inflitta al suo cuore di madre; ma le sofferenze del suo piccino dilaniato ella non ha il diritto di perdonarle, ella non deve osare di perdonare quell’aguzzino per quelle sofferenze, neanche se il bambino stesso gliele avesse perdonate! E se le cose stanno così, se essi non oseranno perdonare, dove va a finire l’armonia? C’è forse un essere in tutto il mondo che potrebbe o avrebbe il diritto di perdonare? Non voglio l’armonia, è per amore dell’umanità che non la voglio. Preferisco rimanere con le sofferenze non vendicate. Preferisco rimanere con le mie sofferenze non vendicate e nella mia indignazione insoddisfatta, anche se non dovessi avere ragione. Hanno fissato un prezzo troppo alto per l’armonia; non possiamo permetterci di pagare tanto per accedervi. Pertanto mi affretto a restituire il biglietto d’entrata. E se sono un uomo onesto, sono tenuto a farlo al più presto. E lo sto facendo. Non che non accetti Dio, Alëša, gli sto solo restituendo, con la massima deferenza, il suo biglietto”

        :roll: :roll: :roll:

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Beh!! Massimo, Dostevskij lo ha scritto quasi quanto io stesso di meglio non avrei potuto fare fare. 8O 8O :wink:
          Scherzi a parte, e più omeno quello che ho sempre pensato e ci sarebbe anche altro.

        • fiore scrive:

          neanche i santi e i saggi possono sfuggire alle 4 sofferenze della vita (nascita, malattia, vecchiaia e morte) poi ce ne sarebbero altre 4 che se non sbaglio sono ( separarsi da chi si ama, doversi incontrare con chi si odia, non ottenere ciò che si desidera,disordine delle 5 componenti). considera felicità e sofferenza fatti della vita!!

          ps pensa agl’animali!! anche loro vivono, soffrono, sono felici, e vivono!! fino a quando la buona fortuna gl’assiste, come tutti del resto!!

        • Luca Davide Enna scrive:

          Che cosa ho da dire su Dostojevski?
          Nulla; non mi interessa, come lui non sarebb einteressato a me se fossimo contemporanei. :lol: :lol: :lol:
          La sofferenza, Massimo? Qual’è? Quella di un bimbo o una bimba? E’ vero. E allora, secondo te, un Padre che vede un figlio percosso e torturato, picchiato, sputato, dileggiato e poi, infine, crocifisso; che cosa può pensare? Deve perdonare? E quel Figlio, che ha accettato di soffrire per espiare i peccati di una intera umanità, poteva perdonare?
          “Padre, perdona loro poiché non sanno quello che fanno”.
          Aveva bisogno il Padrone e Creatore dell’universo di fare ciò? Era necessario per lui? E una Mamma che vede il Figlio picchiato, torturato e poi infisso su una croce, che cosa può fare? Odiare o perdonare? E che cos’ha fatto Maria, la NOSTRA MAMMA? HA PERDONATO !
          E cos’ha fatto il Figlio, oltre a perdonare? Ci ha affidati alla MAMMA, alla Sua ed ora anche Nostra Mamma, lasciando questa eredità incredibile e meravigliosa al suo discepolo preferito, Giovanni: “Madre, ecco tuo figlio. Figglio, ecco tua madre”.
          altro che Dostojevski.

    • Luca Davide Enna scrive:

      Massimo…
      Grazie dell’”assist” :lol: :lol: :lol:
      L’umanità, per quanto santa ed elevata, da sola, senza l’aiuto di Dio, non può nulla. Madre Teresa ( ora Santa Teresa) ha cercato introspettivamente nella sua umanità eda ha trovato un vulnus non colmabile senza la potenza del Creatore. Giusto, così come è lecito dubitare e rimettersi nelle mani di Dio ed alla sua Onnipotenza e Misericordia. “Tutto io faccio per il Vangelo” diceva San Paolo apostolo, lo stesso Saulo discepolo di Gamaliele, di quel Gamaliele ( erede diretto del “giusto” e santo Hillele) che trovò la conversione nel “segno” solo dopo che Gesù fu crocefisso sul Golgota.
      Dici che Gesù disse “Padre, perché mi hai abbandonato”? E’ vero, perché in quel momento suo era il carico di miserie dei peccati di noi poveri esseri umani ed era assai gravoso. Subito dopo, però, Gesù, vero Dio e vero Uomo, ha detto ” Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito” e, detto ciò, “reclinavit capitem”.
      Prova un po’ a pensarci.
      Grazie nuovamente per l’assist. :wink: :wink: :wink:

      • massimo zaratin scrive:

        Stai portando una difesa divina non richiesta in base a quello che ho scritto! Ci sono tante, troppe disgrazie terrene…che poi la colpa di tutto ciò sia di un dio presente od assente, distratto, non del tutto onnipotente ed onnisciente, oppure il mondo sia solamente governato dal caos e la mente dell’uomo sia riuscita ad inventarsi un dio a governo del tutto, io non lo so, e nemmanco vorrei saperlo. Mi limito, nel mio leggero e leggiadro sincretismo religioso a rilevare che la sofferenza, soprattutto quella dei piccini, esiste, si sente, è palpabile in ogni angolo della terra ed è, postulando l’esistenza di dio, una piaga purulenta il cui pus sgorga copioso dal suo costato. Se poi a te quel “libro” riesce a far ben chiudere gli occhi ed a tapparti le orecchie, buon per te! Io, per il momento, voglio stare sveglio…rilevando appunto ciò che vedo e sento, e non necessariamente volendo a tutti i costi una risposta “certa”…anzi, le risposte certe e le “vere verità” mi uccidono! :D

        • Luca Davide Enna scrive:

          Massimo:
          perché ti scomponi?
          Se la cosa non ti turba, non deve avere queste reazioni scomposte, se, invece, la cosa ti turba così tanto che devi per forza accollare a me ed alla mia religione accuse basate su colpe non mie nè della mia religione, beh, traballi nelle tue filosofiche ed ex granitiche certezze…. :lol: :lol: :lol:
          X Pasquale.
          L’ego di un cristiano non è infinitamente grande ma infinitamente piccolo. Paolo con la sua frase “Tutto io faccio per Gesù Cristo il Salvatore e per il Vangelo”, non aveva certo alcuna mania di grandezza, anzi si annichiliva fino a scomparire davanti all’immensità del Cristo.
          L’uomo in quanto tale, se considerato biologicamente potrebbe valere nè più nè meno quanto una sassifraga , un tricheco o un bue muschiato, ma il differenziarsi della sua natura di “animantum” rispetto alla natura di “animalia” delle bestie, lo pone su ungradino spiritualmente superiore. Poi, il corpo, biologicamente, deve seguire le leggi della natura. “Polvere siete e polvere ridiverrete”. Certo, è vero, ma all’atto della Creazione , l’uomo è stato investito da un destino eterno, nella parte spirituale e, più in là, anche in quella corporea.
          Pax et bonu.
          :lol: :lol: :lol:

        • Luca Davide Enna scrive:

          Volevo dire: “Pax et bonum”

        • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

          Si annichilisce di fronte all’imensità di un Cristo e ed un Dio che si è creato per la sua sfrenata voglia di dover ritornare a rivivere a tutti i costi. Beh!! questo rientra nella logica del proprio disegno, per una cosa del genere non poteva crearsi un pinco pallino qualsiasi, non trovi? :wink:
          Comunque sia, sempre un saluto fraterno.

      • Pasquale (nato cacciatore) scrive:

        A proposito di quel famoso ego…….. ego infinito, arrogante, presuntuoso, e chi più ne ha più ne metta…………come dicevo in virtù di questo, l’uomo non accetta che dopo la morte c’è il niente assoluto,, (dal niente siamo venuti e al niente ritorneremo) o quantomeno tutto si trasforma, e noi non ne siamo l’eccezione. E allora come fare? Ti creo il Dio che ti riporta in vita dopo la morte, e il gioco è fatto, Mi rendo conto che l’argomento non si può sviscerare in poche righe, ma d’altrondo il sito e la distanza che ci separa sono inconvenienti di non poco conto.

        • massimo zaratin scrive:

          La “negatività” del divenire è purtroppo affare tutto cristiano…la spiritualità dei nativi americani oppure nelle religioni di stampo orientale, l’immagine della morte non è mai stata terrorizzata psicologicamente. Delle circa 700 religioni/sette presenti al mondo, quella cristiana è una delle più pessimiste, ed in questo risiede gran parte del “successo” occidentale.

  13. fedeli massimo scrive:

    Ma de chè parlate? non siete un pò fuori tema ?Dobbiamo preparare la lotta x il futuro, cerchiamo di far proseliti ……….in Caccia Ambiente. :roll: :D

    • Luca Davide Enna scrive:

      Massimo,
      al di là del fatto che il tuo cognome, Fedeli, avrebbe previsto un intervento più “ortodosso” :lol: :lol: :lol: (scherzo, naturalmente), ritengo che sia da nutrire prima lo spirito e dopo la mente.

  14. Luca Davide Enna scrive:

    Però, nonostante le Feste siano finite, pare che la tematica sia di molto interessante, vero?
    Grazie per la partecipazione e, naturalmente, un grazie al nostro Danielone dal baffo ispido per l’ospitalità.
    :lol: :lol: :lol:

  15. Massimo Paneni scrive:

    “A chi più è stato dato, più verrà chiesto”. La sofferenza “naturale” dei bambini addolora e strappa il cuore, ma può essere un “segno-disegno divino” che non tutti, io per primo, comprendono. Capisco e purtroppo condivido (nel senso di rendermi conto di essere un pessimo Credente) il cruccio di Zaratin. Per il resto, non sò se era questo il senso, o meglio una parte della questione, sollevata da Massimo, non confondiamo “il Disegno Divino” (e quello che gli consegue: perdono, fratellanza….) con quella che dovrebbe essere la “Latina” giustizia umana (dura lex sed lex).
    Complimenti comunque a tutti per l’alto momento di profonda e colta riflessione che avete introdotto.

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