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Quando il Signor Destino ci da una mano

| 23 novembre 2010 | 6 Comments

Quando il Signor Destino ci da una mano

renzo_lepreQuesta stagione, tra perturbazioni, alluvioni, la madre Russia che si è incendiata in buona parte, e scherzi naturali vari, il passaggio degli uccelli migratori non è stato dei migliori.
Oddio, per la verità si sono visti tanti Colombacci, ma con le nuvole che spingevano incalzanti da dietro, almeno qui in Liguria andavano come frecce senza curarsi ne di richiami ne di querce invitanti su cui banchettare. Volavano alti e spediti come se qualcosa li inseguisse.
Tordi nemmeno l’ombra e beccacce poche, quasi assenti . .

Ma, e qui viene il bello, il detto “ mai dire mai “ non è venuto meno al suo effetto di filosofica frase.

E’ Sabato mattina, 20 Novembre 2010 . La sveglia suona insistentemente e una mano , la mia , si allunga uscendo dalle coperte per premere il bottone che la farà tacere. Un numero viene proiettato sul soffitto a comodo uso e consumo del sottoscritto che pigramente non deve nemmeno girare la testa verso il comodino : 6 :50 si legge, un’ora che pare già tarda ma ancora giovine per la cacciata che intendo fare .
Mi avvicino alla camera di mia figlia, busso, e con un sussurro, per non svegliare la sorella la chiamo.
Nel buio della stanza la intravedo già vestita di tutto punto, aspettava solo di sentirmi accendere la macchina per preparare il caffè, avrebbe aspettato ancora qualche minuto e poi mi avrebbe chiamato lei; non sono troppo sicuro se lo avesse fatto con un sussurro , però; con questo pensiero sorrido e mi accingo a versare la miscela di polvere scura nell’apposito contenitore. Di lì a pochi secondi una fragranza di caffè “accettabile” invade la cucina , si scalda il latte e la colazione è in tavola.

Fuori piove , governo ladro, e non ha intenzione di smettere; l’unica speranza è che a settantacinque chilometri di distanza la cosa sia diversa. Va bene il nuvolo, va bene anche la pioggerella fine, ma spero non piova come qui. Più che cacciare sarebbe come andare a fare un’immersione.
Il cane alla vista dei fucili che entrano nel fodero una volta usciti dall’armadio blindato, ha già capito che non ci siamo alzati per andare al lavoro ma che sarebbe stata una giornata di corse sfrenate e salti, annusate, piste da seguire, lappoli attaccati al pelo, e fischi per richiamarlo all’ordine . Questi , i fischi intendo, per la verità molto pochi, anzi per nostra fortuna quasi assenti .

Come avevo sperato in cuor mio il meteo in quel posto era più mansueto; forse Eolo dava una mano non indifferente , visto che con il suo soffio allontanava le nuvole peggiori, le più scalmanate .
Solo una leggerissima pioggerella che non bagnava quasi , ma abbastanza freddo da costringere le mani dentro i guanti, e milioni di foglie, miliardi di foglie, marroni e avvizzite che svolazzavano ovunque. Un vero spettacolo .
Fermai il fuoristrada ai lati di un campo di erba medica, aprii il portellone e feci scendere il cane che pensò immediatamente di dare libertà al prigioniero intestinale , solo che lo fece a fianco alla portiera di ingresso, il maleducato !
Gli voglio tanto bene però, che una carezza sulla sua testa di pelo setoso non la desinai. Spostai la macchina togliendo il freno a mano entrando dall’altra portiera, affidandomi alla legge di gravità che la portò un poco oltre . Se mi fossi scordato del regalino ? Immaginate che spiacevole viaggio di ritorno ! Mia figlia seguiva tutta la scena ridendo a crepapelle , la giornata pareva cominciata bene .
Ottimamente direi: dopo nemmeno venti minuti il mio Breton si blocca al centro del prato di medica, tagliato in due da una piccola siepe e da un rigagnolo per l’irrigazione , in una ferma splendida.
Caricato il fucile ci avviammo spediti per servirlo : io davanti poco lontano , aggirando la possibile preda e mia figlia dietro, attendendo il palesarsi dell’uccello che immaginavamo uno dei fagiani superstiti. E invece era Lei ! La regina ! Restammo a bocca asciutta e non riuscimmo a mirare tanto fu la sorpresa

La vedemmo scomparire in un attimo dietro la collina, veloce e silenziosa come solo Lei sa fare.
Ribatterla ? Forse, ma ci sarebbe voluta la mano di qualche Santo accondiscendente.
Comunque quella fu la nostra intenzione e ci prodigammo nella cerca, che andò avanti almeno un’altra ora senza risultato, finche una nuova ferma del nostro amico, in un bosco quasi impenetrabile di querceti , ci indusse a pensare che stavolta sarebbe stata nuovamente in scacco .
Ed infatti si alzò, bella, inconfondibile, veloce …. Ed imprendibile vista la padella clamorosa che feci !
Complimenti a strafogare al cane , e l’amarezza per averla definitivamente persa non ci amareggiò neppure. Ce l’ha fatta, bene; è riuscita a scappare via, molto bene; vuol dire che è stata più scaltra di noi tre. E questo le farà sicuramente onore . D’altronde la Regina è Lei , e vorrei vedere il contrario.

All’uscita del bosco, un altro prato di medica e fermo ad aspettarci il guardiacaccia che aveva sentito i due colpi esplosi, poco più su la sua auto di servizio : una Panda 4×4 che stava in piedi con il nastro adesivo , o almeno così dava l’impressione vista da lontano , sulle portiere una scritta colorata ma illeggibile.
I documenti, correttamente esibiti e controllati apparivano in ordine perfetto e la chiacchierata accompagnata da una tazza di caffè nero e bollente uscito alla spedita dal thermos a sua volta relegato in un angolo dello zaino, fecero il resto
: venti minuti buoni passati in piedi con domande e risposte più svariate…. sempre in ambito di caccia …. ma con la cortesia che ci accomunava .
Il nostro “ guardia “ si congedò con un gradito e cortese < in bocca al lupo >, frase che forse nemmeno lui credeva facesse più effetto.
Quando infatti il destino ci mette la zampa, possono accadere cose impensabili che solo testimonianze scritte ( e forse i testimoni oculari ) possono far credere al pubblico a cui si racconta la storia , l’episodio del momento, la veridicità dei fatti ,
Orbene, accadde che il nostro amico improvvisato, nell’allontanarsi camminando spedito in direzione dell’auto quasi calpestò a mezzo campo un leprone da primato.
Noi ,di spalle, stavamo per addentrarci nel bosco fitto in cerca di chissà quale preda Regale, un urlo di avviso ci fece voltare , e la vedemmo : una corsa spedita alternata a salti poderosi tra i solchi del terreno e l’orecchiona ci sfilò d’innanzi , veloce.
Mia figlia imbraccio il suo venti sovrapposto ed un colpo solo la fece arrestare senza un fremito.
Il guardia non si avvicinò nemmeno, solo un segno di applauso indirizzato alla signorina dall’ottimo sangue freddo. Raccolta la magnifica lepre ( e segnata immediatamente sul cartellino ) la fece svuotare dall’orina presente massaggiandogli il ventre , poi ricomponendo le orecchie e rispettandone la stupenda fattezza la ripose delicatamente nella ladra capiente della giacca .
Stranamente non parlammo tanto nel viaggio di ritorno, solo già facevamo mentalmente l’elenco delle persone invitate alla imminente tavolata di pappardelle magistralmente cucinate .
A proposito….. la figlia in quella occasione mi comunicò , senza possibilità di appello da parte del sottoscritto, che gli invitati d’onore sarebbero stati quasi certamente i consuoceri .
Che devo dire? Così è la vita; e così una Lepre magnifica, con il suo sacrificio, forse avrà contribuito alla nascita di una nuova Famiglia .

Rido tra me, e impongo al sangue del mio sangue di ascoltare Mozart dagli altoparlanti dell’auto, mentre la strada scorre sotto le ruote fradice di pioggia , vista la importanza di futuri ospiti…. almeno questo me lo doveva; che dite ? .

Renzo Stella

Category: .In Evidenza, Racconti

Comments (6)

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  1. Alessandro Cannas scrive:

    Caro Renzo, leggendo il tuo racconto,alla fine ho riso,ho riso pensando a mia figlia,ama la caccia e la selvaggina,ma viene solo a pesca con me,ha un fidanzato che non pesca non caccia, ma magia tutto questo ben di Dio..E come buoni padri dobbiamo ammorgia’….Come dicono a Roma…..Anzi ritieniti fortunato che viene con te…..E con te, condivide codesta passione…E non e’ poco!

  2. Springer scrive:

    Renzo , una premessa ……… posso dirti educatamente , pacatamente , serenamente ma altrettanto convintamente …….. A BUCIO DE CULOOOOOOO !!!!!! :D :mrgreen: :D :mrgreen: :D :mrgreen:
    Per il resto , i miei migliori auguri al formarsi della nuova famiglia . Che sia ricca di nipotini ….. TUTTI CACCIATORI :D :wink: .

  3. Pasquale (nato cacciatore) scrive:

    Beh!! complimenti per il piccolo “pony” da fare con le pappardelle, e sopratutto complimenti per i modi accattivanti di come descrivi i fatti avvvenuti, riesci sempre a coinvolgermi in quello che scrivi, mi sembra quasi di esserci stato. In quanto al tuo futuro genero, spero abbia ben chiaro a quale fortuna stia andndo incontro
    Ciao
    Pasquale

  4. massimo zaratin scrive:

    Bellissimo!
    Complimenti alla figlia.
    Io da domenica scorsa ho iniziato a portare a caccia un compagno di classe di mio figlio…ogni domenica, un nuovo invitato…così faccio il giro della scuola! :D

    Certo che…sicuramente una bella fortuna. Anche perchè la giornata non vi era iniziata bene! :roll:
    Se io comincio con una beccaccia persa e, soprattutto, l’incontro con le guardie, neanche S. Antonio potrebbe miracolarmi di prendere poi una lepre con un cane da “polli colorati” :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  5. Giacomo scrive:

    Complimenti per il racconto, ho fatto un’altra ottima giornata di caccia !! Piacerebbe anche a me incontrare guardiacaccia del genere……….. almeno una volta al mese, oltre al caffe gli darei anche una fetta di torta !! :P :P :P Salutiamo

  6. Alessandro Federighi scrive:

    Bravo Renzo!!!!!!!!!!!!!!!!!piu che una lepre sembra un capretto per le diomensioni,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,qui siamo abituati alla lepre sarda 2,2.5 Kg……………….complimenti a te e tua figlia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!saluti :roll: :roll: :roll:

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