Il TAR e l’Europa: sì alla caccia che conserva la biodiversità
L’attività venatoria nella Regione Lazio proseguirà senza alcuna variazione. Questa, in sintesi, la decisione presa dal TAR del Lazio, con ordinanza del 12 Novembre, che non dispone l’interruzione della caccia, ma anzi precisa che l’attività venatoria continuerà “con le modalità previste dal Calendario in essere”.
Il TAR ha accolto solo parzialmente l’istanza cautelare presentata dalle Associazioni ambientaliste, quali il WWF, la Lega Antivivisezione, la Lega Abolizione della Caccia, l’ENPA e la LIPU, per le parti in dissonanza con le indicazioni tecniche prodotte dall’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in riguardo al riesame del Calendario venatorio impugnato, nella parte in cui si dispongono le date di chiusura dell’attività venatoria solo per alcune specie; ma per il resto, e per ora, nulla cambia.
Il frastuono creatosi in questi ultimi giorni, che ha visto lo schierarsi di Ministri, Senatori, Ambientalisti, e della stessa stampa che ha sventagliato slogan abolizionisti e stereotipati contro le Associazioni Venatorie, dimostra quanta confusione esista nei confronti del mondo della caccia.
Nonostante l’esistenza di un’ampia legislazione sulla materia, dove sanzioni, pareri, sentenze, ordinanze, decreti, leggi e direttive, impongono regole chiare sull’esercizio venatorio, è forse indispensabile ripartire da un punto di comune comprensione per affrontare tale tematica.
È necessario, per questo, basarsi sulla voce autorevole dell’Unione Europea: le direttive europee, nello specifico quella concernenti la conservazione degli uccelli selvatici (la direttiva “Uccelli”) e quella per la conservazione della biodiversità degli habitat naturali (la direttiva “Habitat”), hanno l’intento di istituire un quadro comune su tutto il territorio dell’UE. Le direttive traggono la loro ragion d’essere dal fatto che gli uccelli, la flora e la fauna selvatica, rappresentano un patrimonio comune degli Stati membri, ed implicano l’assunzione di responsabilità comuni da parte di tutti i cittadini europei.
Nello specifico, la direttiva “Uccelli” riconosce pienamente la legittimità della caccia agli uccelli selvatici, ma solo se praticata in una forma sostenibile. È necessario infatti ricordare che la caccia è un’attività che produce benefici significativi dal punto di vista sociale, culturale, economico e ambientale. Essa deve essere certamente limitata ad alcune specie, che vengono elencate nella direttiva, affinché si possano stabilire una serie di principi ecologici e requisiti di legge concernenti questa attività, che devono trovare applicazione tramite la legislazione nazionale e la volontà degli uomini.
Ancora, la direttiva “Habitat” mira a contribuire alla conservazione della biodiversità negli Stati Membri definendo un filo rosso per la conservazione degli habitat, delle piante e degli animali di interesse comunitario, poiché il continuo degrado degli habitat naturali e le minacce che gravano su alcune specie animali, derivano da quell’equilibrio, ormai rotto, tra uomo e ambiente.
Gli Stati membri devono quindi incoraggiare le ricerche e i lavori a favore della protezione, della gestione e della corretta utilizzazione delle specie, rifacendosi a metodi di caccia basati su alcuni principi: una saggia ed equa utilizzazione, il rispetto del divieto di caccia durante il periodo della migrazione o della riproduzione, ed il divieto di metodi di cattura o di uccisione in massa o non selettiva.
Tutto quanto detto, serve per dimostrare come il principio fondamentale su cui porre la discussione dovrebbe essere, non quello di chiudere o di eliminare totalmente il periodo di caccia, ma quello dar vita ad un “prelievo ragionevole di risorse naturali rinnovabili”, come asserito dal Senatore Ada Spadoni Urbani, che continua parlando della necessità di “trovare nuovi paradigmi culturali quando si parla di cacciatori e di caccia, poiché è una delle attività più antiche dell’uomo, tuttora radicata nella cultura di molte persone” che non sono essere di certo considerati come “i distruttori dell’ambiente”.
Solo in questo modo si potrà considerare lecita e possibile l’attività venatoria, e la scelta del Tribunale Amministrativo e della Regione ne sono la riprova.
Le leggi, come sempre, da sole non servono, se non accompagnate dal consueto buon senso: queste possono favorire la pratica della caccia, ma solo in quanto attività di carattere ambientale, culturale, sociale ed economica che contribuisce al riequilibrio fra l’ambienti e le attività umane.
di Alessandra Galli
http://www.clubdellaliberta.it












ottimo articolo.
dimostra competenza e obiettivita’ nel trattare dell’ argomento, senza cadere nell’ ideologia.
BRAVA ALESSANDRA GALLI !!
Fabrizio
infatti nel lazio a fronte della sentenza del Tar e dell’articolo 42 della legge comunitaria dovranno promulgare, entro dicembre, un nuovo atto che riduce la caccia ad alcune specie (turdidi e beccaccia in particolare). le parole possono essere belle, coerenti e infiorettate ma il risultato sarà questo!!!!!!!!!!!
Vediamo un attimo sui turdidi seguendo e applicando i Ck l’aver decretato la chiusa al 20 di gennaio applianco lo swap e del tutto regolare,e non c’e’ neanche bisogno di eventuali motivazioni tecniche per avallare una chiususa del genere,come non e’ neanche necessario chiuderli al 10 gennaio vista anche la loro classificazione in spec 4. La beccaccia tirata per i capelli, i ck la danno in migrazione pre-nuziale dalla seconda decade di gennaio,e andrebbe chiusa al 10 di gennaio,ma anche per lei applicando una sola decade di tolleranza si arriva al 20,come poi ha previsto la Regione.Mi sembra che anche la sentenza non sia entrata nel merito della questione si e’ solo limitata ad invitare la Regione ad osservare le indicazioni dell’ispra che poi sono quelle dei kc validi per l Italia,’anche se quel parere dell’ispra e’ veramente curioso, nel suo genere….
Poi volendo fare un colpo di classe la Regione potrebbe , fortunatamente, esclusa dal DPR (sempre all’art 9, comma 1 ) la lettera C) , quella, per intenderci, che prevede la concessione, tramite delibera, la deroga ai fini dei prelievi tradizionali. Una deroga per singola specie,di una decade anche per tutte le specie…E arrivare con i tordi tranquillamente al 31 gennaio,anche con le anatre…
il tar ha stabilito che ci si deve uniformare alle indicazioni dell’ispra non alle tue libere (e perchè no, condivisibili) interpretazioni! non creiamo attese che non succederanno perchè la frustrazione porta all’abbandono
la riduzione della stagione indicata dall’ispra,il cui potere e’ stato fortemente ridimenzionato dal recepimento della comunitaria e a seguito della modifica della 157, non poggia su alcun dato sperimentale, e ne scientifico, ma appartiene alle speculazioni personali. Ne e’ prova evidente che i kc per l’italia dicono l’esatto contrario di quanto afferma l’ispra.
Ne e’ anche la prova il Calendario venatorio della Puglia,il cui reputo il piu’ evoluto, politicamente e tecnicamente,tanto e’ vero che e’ l’unico che non ha avuto osservazioni ed ha applicato i kc alla lettera compreso lo swap sia per tordi e beccaccie e anatidi,le cui chiusure, se ne sono fottute del rapporto ispra, in virtu’ del potere legislativo della regione.Chiude i tordi e beccacce al 19 di gennaio non il 20 perche’ giovedi,anatidi e trampolieri al 31 gennaio! Ma Vendola e’ forte……
continui a supporre senza leggere la sentenza del tar del lazio, è quella che fa giurisprudenza non le tue valutazioni che si possono anche condividere ma che non eviteranno la riduzione della caccia per alcune specie.
Cannas guarda che gli ambientalisti hanno presentato ricorsi a campione e i primi due (veri, non quelli della lac) li hanno sostanzialmente vinti. Nel giro di due anni se quelle sentenze vincolreanno tutte le regioni anche quelle che non sono oggetto di ricorso o che hanno approfittato del fatto che hanno una legge regionale a tempo.
La riduzione deve avvenire non in favore di un rapporto ispra,frutto di personali speculazioni anti-caccia,ma deve avvenire seguendo l’applicazione della direttiva da noi recepita,seguendo i ck.Lo so che il tar del Lazio fa giurisprundenza consolidata,ma non limita assolutamente il potere legilsativo Regionale.Che puo applicare la normativa Nazionale infischiandosene della relativa sentenza.Rientra nei poteri Regionali.La sentenza riguarda un atto amministrativo,debole giuridicamente,ma se la Regione dovesse legiferare con un decreto di giunta,inserendo nella 17/95 un calendario quinquennale ai sensi dell’art 42 ben motivato seguendo alla lettera con relivi swap la direttiva..Che fanno l’impugnano alla Corte Costituzionale? Casomai e’ il Governo che impugna una legge Regionale…..
Facciamo cosi,visto che comunque a livello Regionale non si puo’ fare perche’ una legge regionale non puo’ mai esser piu’ permissiva di una Nazionale.E visto che codesto governo e’ arrivato ormai alla sua naturale fine.Vediamo se il prossimo governo avra il coraggio di fare una semplicissima modifica all’art 18 comma 1 bis.Sara’ sufficiente aggiungere , la seguente specifica: “ Fermo restando i limiti temporali del precedente comma 1 “ , lasciando immutati i termini MASSIMI stabiliti dalla nostra normativa .
Come poi avevo, e lo sai bene,ampiamente avvertito…..
Cosi finisce la baldoria dei ricorsi,e tutto torna come prima.
Si avra sto coraggio?
mah :?
Sul sito nella Home page c’è un’intervista alla Giammanco. Dice le solite baggianate sconclusionate (gustatevele: non è conto i cacciatori, ed un istante dopo sostiene che non esiste il cacciatore buono. Per lei la carne in macelleria e quella di un fagiano sono completamente diverse ecc). Però devo dire che, oltre ad aver scritto l’eccellente articolo riportato, l’intervista alla giammanco che è fatta dalla stessa Alessandra Galli è una buona intervista, niente affatto inginocchiata (pur essendo fatta ad un’esponente del suo stesso partito peraltro appoggiatissimo dalla brambi) ne d’altro canto insolente.
Brava Alessandra, sei una delle tantissime dimostrazioni che non tutto del PDL è da buttare…
MA gesummio, se il berlusca avesse fatto un minimo di attenzione, a che gentagli si metteva intorno (alcuni, almeno)…
Diciamo che si è consultata prima, cosa che la giammanco evidentemente non ha fatto
Ieri ti si è intravisto in tv, ciao Maurè
Mauro,guarda il messaggio di sostegno alla Brambilla di Frattini,e guarda altri consigliedi del pdl fiorentino che inneggiano il vegetarianismo……
Pur stimandoti come Amico Serio,son contento che codesto governo non scarti il panettone…..
Peccato che i consiglieri pdl a Firenze abbiano aderito al manifesto della rossa e proposto di conseguenza la graduale abolizione della caccia!!!!!!!!!!!!!!!
amici cacciatori: qui ci siamo dimenticati un particolare: L’ APPLICAZIONE DEI K EY CONCEPTS E’ STABILITA SOLO PER IL PERIODO CHE VA OLTRE IL 31 GENNAIO…….
IL CALENDARIO VENATORIO E’ ANCORA UN CALENDARIO POLITICO E L’ ISPRA NON PUO’ FARCI UNA MAZZA !!!!
Fabrizio