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Spoleto: scambiato per cinghiale, muore

| 5 novembre 2010 | 18 Comments

giubbino arancioneScambiato per un cinghiale muore un 60enne a Spoleto
E’ accaduto durante una battuta di caccia, in una zona impervia, come quella dove è rimasto ferito un operaio caduto da un albero di olive

Giornata tragica a Spoleto dove un cacciatore di 60 anni, di San Giacomo di Spoleto, è morto nella tarda mattinata in seguito ad un incidente di caccia avvenuto nei pressi di Spoleto, in località Pompagnano.
L’uomo – secondo le prime informazioni – era impegnato in una battuta di caccia quando è stato raggiunto accidentalmente da due colpi di fucile sparati da un compagno di caccia che, da una cinquantina di metri di distanza, lo avrebbe scambiato per un cinghiale. L’incidente è avvenuto intorno alle 13.
All’arrivo dei soccorsi l’uomo era già morto. La zona in cui era in corso la battuta è molto impervia e difficilmente raggiungibile per cui è dovuto intervenire anche un elicottero.

Impervia anche la zona dove operaio tunisino è rimasto ferito oggi pomeriggio, sempre nei pressi di Spoleto, dopo essere caduto da una scala mentre raccoglieva le olive

http://www.iltamtam.it

Category: .In Evidenza, Umbria

Comments (18)

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  1. ilio scrive:

    Impreparazione, irresponsabilità, pressapochismo, improvvisazione, sono la causa che albergano nelle squadre di cicciari. Siamo a livello delle straggi del sabato sera :evil: :evil: :evil:

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Purtroppo la maggior parte delle squadre di cignalari è formata da gente che non conosce la minima regola per affrontare certi tipi di caccia che se fatta seguendo le regole indispensabili che insegnano attualmente a chi frequenta i corsi non dovrebbe far poi accadere certe disgrazie. Purtroppo, per esperienza personale, ho dovuto più volte fare certe rimostranze ai capi caccia e rivolgermi o telefonare a chi deve controllare che tutto si svolga nel migliore dei modi perchè tutti hanno diritto quando vanno a caccia di poter esercitare la forma che più desiderano e non essere allontanati anche in male modo da quelli che si credono padroni del territorio. Mi dispiace ma a certa gente dovrebbe essere tolto il porto d’armi.

  2. Spartacus60 scrive:

    x Tutti gli Amici Cacciatori
    Santo Iddio,ma tanta è la foga nel voler sparare quando non vi sono le condizioni ottimali di ampia visibilità,francamente non riesco a capacitarmi.Anche Io pratico la caccia a tale selvatico,con una massima allerta nell’essere visibili con e tra le poste,oltre ad indossare il giubbetto e cappello ad alta visibilità,e si spara “SOLO E SOLTANTO SE L’ANIMALE E’ VISIBILE” :idea: :idea:Porgo le mie sentite condoglianze alla famiglia dell’estinto.

  3. Capitano scrive:

    Condolianze alla famiglia dello scomparso, ma santiddio, il giubbetto ad alta visibilita’ e lo sparo non allo sfrasco ma a bersaglio solo ben visibile no?

  4. Stefano Tacconi scrive:

    Ogni commento è al momento superfluo, con le indagini in corso e con la disperazione che attanaglia i familiari e gli amici di Paolo Luna, socio del Circolo Libera Caccia di Spoleto.
    Alla Famiglia di Paolo giungano le nostre più sentite condoglianze.

  5. gianni2 scrive:

    “SOLO E SOLTANTO SE L’ANIMALE E’ VISIBILE”

    è l’abc…

  6. Roberto Traica scrive:

    Non riesco a commentare questi incidenti . Condoglianze vivissime alla famiglia .

  7. Eraldo Martelli scrive:

    Le più vive condoglianze alla famiglia e agli amici della squadra.
    E’ vero che un icidente può capitare ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro è un divertimento e usando un arma, dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza, per la nostra e altrui incolumità. Oggi sono molto amareggiato per quanto accaduto, penso che potrebbe capitare anche ad ognuno di noi.
    Sono anche indispettito ricordandomi quando posi il problema sicurezza in fase di stesura del regolamento per la caccia al cinghiale dell’ATC PG 1; proposi l’obbligatorietà di un corso, una lezione, sulle tematiche della sicurezza per i componenti di tutte le squadre in quanto non ritenevo sufficienti il giubbetto ad alta visibilità e i corsi organizzati per formare solo i capobattuta, anche pechè in passato purtroppo abbiamo avuto altri incidenti.
    Naturalmente la proposta non è stata accolta dallATC PG1.
    L’ATC PG 2 è messo ancora peggio, in quanto nonostante le continue sollecitazioni è ad oggi sprovvisto di detto regolamento.

    • Springer scrive:

      Oggi sono molto amareggiato per quanto accaduto, penso che potrebbe capitare anche ad ognuno di noi.
      ___________________________________________________________________________

      Non credo …….
      Questi sono incidenti dovuti non a fatalita’ , ma a NEGLIGENZA nel rispettare le piu’ elementari regole di SICUREZZA e di PRUDENZA . Regole che spesso e volentieri nelle squadre vengono disattese . E ne avevamo parlato nemmeno tanti giorni fa commentando un analogo episodio accaduto durante una battuta al Cinghiale .
      Direttamente ho partecipato una sola volta a queste battute e ho giurato a me stesso di non farlo MAI PIU’ !! I due giorni piu’ lunghi della mia vita e i due giorni in cui in assoluto mi sono sentito piu’ in pericolo da quando vado a Caccia .
      Proprio settimana scorsa sono stato nuovamente invitato . Invito che ho educatamente , ma FERMAMENTE , declinato .

      • Eraldo Martelli scrive:

        Molto bene, ma si ricordi anche di stare sempre ad almeno 3 kilometri di distanza da una battuta e che incidenti sia per negligenza che inconsapevolmente avvengono anche nelle altre forme di caccia.

        • Springer scrive:

          “”….si ricordi anche di stare sempre ad almeno 3 kilometri di distanza da una battuta ….. “”

          __________________________________________

          Bene ….. Ottimo spunto …..

          Uno sta’ a tre chilometri da una battuta se sa che c’ e’ una battuta . Se non lo sa che fa ??? Rischia la vita ???
          E non parlo solo di altri cacciatori ma di TUTTI quelli che per i piu’ svariati motivi vanno ” per boschi ” . Se e’ una forma di Caccia cosi’ pericolosa ( e lo e’ perche’ ogni anno credo sia quella che causa piu’ incidenti ) dovrebbe essere di conseguenza quella meglio REGOLAMENTATA e ORGANIZZATA . E invece cosi’ non e’ ….
          Qua al di la dei nefasti episodi che poi vengono facilmente strumentalizzati dalla nostra ” opposizione ” , si scherza con la vita delle persone . Percio’ delimitare con chiarezza le aree dove fare le battute tenendo anche conto dell’ anello di sicurezza di tre chilometri come da lei indicato , rendere chiaramente visibile a tutti ( anche ai non cacciatori ) tali confini e la data di effettuazione della battuta almeno il giorno prima in modo che NESSUNO si trovi accidentalmente in mezzo a questa ( come spesso accade ) , un corso COMPLETO sulla sicurezza , dare delle regole comportamentali univoche a TUTTE le squadre di TUTTA Italia , responsabilizzare direttamente i Capisquadra in modo che questi non sottovalutino troppo o ” perdonino ” chi non si attiene alle regole che invece deve essere immediatamente espulso dalla suddetta squadra ( e segnalato per non andare a riciclarsi in un altra ) , non dovrebbe essere una cosa da sottoporre a valutazione di opportunita’ nel farlo o meno ed a approvazione da parte di chicchessia , ma essere lo STATO DELL’ ARTE di questa forma di Caccia .
          Ma stiamo veramente scherzando allora …… !!

        • ennio scrive:

          certo…ma spesso non sono mortali come nelle battute al cinghiale …dove il piombo…..è grosso!!!!
          io ho visto di tutto nelle battute…..
          INCONCEPIBILE…INAMMISSIBILE…squadre che ancora non usano gli indumenti ad alta visibilità…poste che sparano nel fitto della vegetazione con palle che possono essere deviate …poste che sparano a masse scure che si muovono..senza accertarsi …poste messe così a caso…..niente hanno a che vedere con le poste poste su altane…almeno i colpi impattano…invece si spra a sfiorare …ed ecco che si chiede i 3 km…..poste non numerate dove i cacciatori si spostano ai primi rumori..o alle prime canizze….
          Ma siamo pazzi???!!!!!….di questo passo fra poco nelle giornate di battuta al cinghiale tutti gli altri dovranno stare chiusi in casa…sempre che ripari!!!!! qui da noi l’anno scorso un povero anziano se ne stava solo in casa a vedere la tv…una palla è entrata dalla finestra e si è conficcata nella cappa del camino!!!!!!….
          Volete sapere la mia?????….questa caccia regge ancora solo perchè il cinghiale è da tutti detestato perchè causa tanti danni altrimenti sarebbe stata già bandita…..ma potrebbe sempre ccadere…se si continua così!!!! La stagione scorsa se non vado errato ha causato qualcosa come 47 infortuni mortali………… :oops:
          Cero che ognuno che partecipa a una battuta …a fine giornata nel ritornare a casa dovrebbe dire…”beh …oggi è andata bene…! ” e così tutti coloro che per i più svariati motivi si trovano a girovagre nella zona…cittadini comuni.
          Non me ne vogliano i cacciatori che fanno questa caccia…l’ho fatta anch’io…ma per questi motivi mi sono allontanato.

  8. fedeli massimo scrive:

    Qui non si tratta di regolamenti si tratta che quando uno a un arma in mano deve pensare prima di sparare, i capo caccia ogni volta fanno il sermone ricordando come ci si deve comportare alla posta, già periscono molti cani e va bè , ma quello è indice di come moti si accingono a cacciare, molto meglio mandar via un’animale anche se infrascato che lasciare una botta lì senza sapere cosa sia, domani parteciperò a una battuta e al momento della conta anche se l’ho fara il capocaccia ribadirò (occhio ragazzi che nei boschi non ci siamo solo noi) i fungaioli vanno ancora in giro e senza gilet, e vanno pure carponi quindi una bella groppa si può parare davanti, non si tira al nero ma all’animale :| :? :wink: Sentite condoglianze alla famiglia dello scomparso e un pensiero và anche allo sparatore che penso non stia molto bene. :(

  9. Andrea (Pe) scrive:

    Bisogna vedere a cosa si stà sparando…….quando si usa un’arma non esiste la parola MI SEMRAVA!!!!!!! punto.

  10. paolo. 56 scrive:

    purtroppo questi incidenti accadono troppo frequentemente.sentite condoglanze alla famiglia dello scomparso.

  11. Giovanni59 scrive:

    Concordo con Ennio, ottima analisi del problema che va affrontato in modo serio, ben vengano i controlli sanitari, e perchè no anche quelli oculistici, anche se è la “mentalità” che deve cambiare. Pur non praticando questo tipo di caccia x i pericoli gia descritti, so come la pensano i capi posta, in primis non sanno niente di balistica, ne conoscono la potenzialità del cal 12, non sanno distinguere il tipo di terreno dove va ad impattare la palla, roccia friabile o granitica, qui in Sardegna è tutta roccia granitica (la più pericolosa), le poste sono messe a livello del terreno a volte su sentieri o stradine una di fianco all’altra, e quando capita che qualcuno non spari al cinghiale fuori posta x scarsa visibilità, gli si chiede, perchè non hai sparato, avresti dovuto farlo; senza tener conto della pericolosità di un tiro fatto alla cieca. Questa è la mentalità da cambiare, e se non lo faremo noi, ci verrà imposto, in un modo o nell’altro.

  12. circolo Arcera scrive:

    Esprimiamo le più sincere condoglianze ai familiari della vittima.
    E rivolgendoci a tutte le associazioni venatorie siamo convinti che sia necessario l’organizzazione di corsi al fine di evitare simili eventi.

    Gianni Matteuzzi

  13. andrea scrive:

    prima di tutto bisogna dire che per fare una battuta al cinghiale in piena regola si deve raggiungere il numero minimo di 20 persone non di 6 come è accaduto in questo caso.quindi essendo a mio parere una battuta abusiva non sono state rispettate le norme di sicurezza come ad esempio giubbetti e cappelli ad alta visibilità distanze di sicurezza e tante altre cose.dico questo perchè sono 15 anni che pratico questa caccia.comunque in questi casi le parole non contano.sincere condoglianze alla famiglia

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