URCA Toscana e i giovani

| 22 ottobre 2010 | 2 Comments

urcaURCA Regionale Toscana, preso atto che a distanza di un anno dall’Assemblea Nazionale di URCA del 10.10.2009, nulla di quanto elencato nel programma è stato realizzato e neanche iniziato da parte della dirigenza nazionale, ha deciso, per quanto di competenza, di attuare, attraverso le consociate di URCA Arezzo e Siena, tutte quelle iniziative che costituiscono i compiti fondamentali della nostra associazione, come elencati anche nello statuto. In particolare lo statuto indica di svolgere una funzione permanente di educazione ambientale e della gestione faunistico-venatoria, impegnandosi in particolar modo nel mondo della scuola.

URCA Regionale Toscana crede che sia un preciso dovere della nostra associazione di divulgare, principalmente presso gli istituti scolastici secondari, i concetti essenziali della protezione ambientale perseguita attraverso la gestione faunistico venatoria, del prelievo selettivo non come mezzo ma quale fine da raggiungere, delle figure del moderno cacciatore di selezione e del tecnico faunistico. Tutto ciò con lo scopo di creare cultura e formazione specifica, fornire corretti ed equilibrati strumenti di interpretazione delle problematiche dell’ambiente, rimodellare nella opinione pubblica la figura del cacciatore moderno ed infine spingere gli studenti verso sbocchi professionali spesso poco noti.

Nel concreto, nei giorni scorsi alcuni soci di URCA Arezzo e Siena, hanno accompagnato un rappresentativo e nutrito gruppo di studenti, tutti volontari e di diverse classi, dell’ Istituto Tecnico Agrario Statale “Angelo Vegni” di Cortona (AR), presso le foreste del Parco Nazionale del Casentino, in località Camaldoli (AR), dove sono giunti con un autobus messo a disposizione dalla scuola.

La stupenda cornice delle foreste Casentinesi unite alla straordinaria ricchezza faunistica di ungulati presenti nella zona, ha permesso di svolgere un proficuo lavoro didattico e culturale. La nostra speranza è che un giorno questi ragazzi possano avere la possibilità di diventare tecnici faunistici o comunque sappiano valutare l’impatto ambientale sul patrimonio arboreo e agricolo che hanno gli ungulati, in modo che di fronte a perizie di danni a colture e alberi, sappiano riconoscere a quale tipo di ungulato attribuire la dannosità.

Dopo una bella scarpinata a piedi, sono stati indicati loro i vari segni di presenza dei vari ungulati ( orme, escrementi, fregoni, raspate, insogli, grattatoi, brucature, scortecciamenti, sfregatura del palco) incontrati durante il cammino. In particolare è stato loro indicato come distinguere, in base ai segni lasciati sulla vegetazione arborea, le varie specie di ungulati, a partire dal cervo fino al piccolo capriolo.

Il pomeriggio è proseguito anche con l’osservazione, attraverso l’attrezzatura ottica messa a disposizione dei soci di URCA Arezzo e Siena, di alcuni esemplari di cervo, daino e capriolo. Numerosi e devastanti i segni di presenza lasciati dai numerosi branchi di cinghiali. Infine l’attesa del tramonto e delle prime tenebre ha regalato, nonostante il periodo tardo, il meraviglioso spettacolo sonoro del bramito dei cervi. Spettacolo che fa accapponare la pelle anche a chi non è la prima volta che vi assiste.

L’interesse mostrato dai ragazzi durante tutta la giornata, nonché il faticoso silenzio a cui si sono sottoposti per riuscire a osservare e sentire la popolazione di cervi, è stata per noi la miglior gratifica, rinforzando nel contempo la netta convinzione che quanto fatto fino ad oggi dalla nostra associazione, a differenza di chi si accontenta solo delle cariche di carta e dell’apparire, sia la giusta via per tramandare ai giovani, ai nostri giovani, il patrimonio faunistico e ambientale.

URCA Toscana, fatti non parole. Vedi le foto dell’evento.

Per URCA Regionale Toscana
Il Presidente Marsilio MEACCI

Category: .In Evidenza, Cultura, Toscana, URCA

Comments (2)

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  1. fabrizio scrive:

    e’ un’ idea eccellente e serve anche a far capire ai giovani che la caccia non e’ uno sterminio indiscriminato, come sostengono certi bugiardi, e che e’ attivita’ compatibile con una corretta gestione della fauna.

    I giovani devono sapere che siamo stati noi cacciatori a ripopolare la dorsale appenninica di cervi, cinghiali, caprioli, daini, e via dicendo, e abbiamo salvato il lupo da estinzione quasi certa, fornendogli le sue prede naturali.

    Fabrizio

  2. Capitano scrive:

    Ecco, questa e’ una strada giusta da percorrere, accostiamo i nostri giovani ai boschi ed a tutto quello che comporta, caccia compresa, alla faccia di tutte le oche starnazzanti di fronte alla proposta della licenza a sedici anni, o di fronte al manifesto della Fdc dell’anno scorso, oche che non escono dalle loro metropoli ,ma pontificano di cose che non conoscono, pero’ per i giovani, poverini , cosa propongono?La macchinetta o il motorino, e la coscienza e’ a posto, no?

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