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Sbagliato modificare confini parco Apuane

| 16 ottobre 2010 | 9 Comments

Gambetta Vianna: “Un errore modificare i confini attuali del Parco delle Apuane. Creerebbe enormi disagi soprattutto ai cacciatori”

Presentata una mozione da parte della Lega Nord Toscana per evitare questa variazione

La Lega Nord Toscana ha presentato una mozione alla Giunta Regionale per far sì che i confini attuali del Parco regionale delle Apuane rimangano invariati.

«Non vediamo proprio il motivo – spiega il capogruppo Antonio Gambetta Vianna, membro della commissione Agricoltura – di questa variazione. Noi della Lega Nord Toscana ci mettiamo dalla parte dei cacciatori, soprattutto di quelli più anziani che non possono sapere delle modifiche dei confini e che potrebbero incappare in grosse sanzioni qualora sconfinassero.

A parte il fatto che non c’è proprio motivo di modificarli – conclude Gambetta Vianna –, ma questa decisione recherebbe un enorme disagio sia alla popolazione, sia ai cacciatori, sia alle associazioni venatorie».

Category: .In Evidenza, Toscana

Comments (9)

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  1. fabrizio scrive:

    il dato paradossale e’ che i luoghi di reale interesse naturalistico -nelle alpi apuane- non superano l’ estensione di pochi KM quadrati………… il resto sono zone da sempre piene di insediamenti umani e oggetto di attivita’ umane, fra cui la caccia.
    vogliono ampliare -se non sono informato male- anche la zona di pre-parco, facendo scendere i vincoli e i divieti nelle frazioni collinari o ben al di sotto di esse………… cioe’ vogliono estendere la tutela non di aree naturali, ma di oliveti, castagneti abbandonati, boschi cedui, pascoli, e via dicendo……
    Meno male che Tremonti gli ha tagliato meta’ del denaro che ogni anno ricevono !! io spero che il taglio sia totale, alla prossima finanziaria !!

    Fabrizio

  2. Valerio scrive:

    I parchi vanno eliminati , non servono a nulla se non creare zone di divieto alla caccia per salvaguardare i cinghiali i quali poi la notte sconfinano i parchi per poi rientrarvi prima di giorno dopo aver fatto danni ingenti alle colture.

    Sono carrozoni politici che servono ai partiti di dove ricadono questi divieti per sistemarvi loro uomini politici “trombati” dagli elettori ,in modo da ripinguarli con lauti compensi mensili e per tenerli buoni.

    Non vi e’ricaduta sul territorio vincolato in termini di beneficio per le popolazioni residenti ,malgrado vengono investiti montagne di euro ,ed allora meglio revocarli e spendere i denari per altre cose molto piu’importanti.

    La Lega Nord Toscana , chieda i bilanci del parco delle Apuane,dell’Appennino Tosco Emiliano ,di Campo Cecina e altri, FACCIA UN CONTROLLO DI COME VENGONO SPESI I DENARI DI TUTTI I CITTADINI per la gestione di questi parchi e ci porti tutti a conoscenza di come vengono spesi i denari che gestiscono questi enti.

    Sono sicuro che verra’aprezzata da tutti questa iniziativa se la Lega lo vorra’fare.

    Certo che ci sara’ un sollecito riscontro per la nostra richiesta;

    Valerio Ercolini CPASport

  3. Fabio scrive:

    Con i regolamenti attuali, l’estensione di fatto significherebbe esproprio legalizzato della proprietà privata.
    Sarebbe un danno sia per chi vi abita sia per chi vi ha dei terreni.
    Di fatto non si è più proprietari di nulla..

    La popolazione locale deve pensarci molto bene, prima di accettare la modifica dei confini senza batter ciglio. Tornare indietro, al momento, è difficilissimo.

    Saluti
    Fabio VARI – CACCIATORE

  4. fabrizio scrive:

    caro amico Fabio Vari,

    purtroppo la volonta’ delle comunita’ locali conta poco o nulla, perche’ la scellerata legge 394/91 consente allo Stato e alle Regioni di calare dall’ alto in modo autoritativo vincoli alle attivita’ e allo svipuppo economico delle aree interessate dai parchi, col pretesto della tutela della natura……….. che e’ un pretesto lo dimostra il fatto che se il problema fosse realmentee la caccia e l’ edificazione di qualche immobile, basterebbe vietare queste attivita’ nelle aree interessate……..polizie provinciali, polizia forestale, polizie municipali basterebbero e avanzerebbero per controllare il rispetto dei due divieti.

    Invece la classe politica ha preferito utilizzare la natura come pretesto per creare altri enti inutili, da utilizzare -mi sembra- come serbatoi di voti, e in molti casi, anche per piazzare i propri “amici” e “amici degli amici”.

    Si parla di abolire le province, le quali hanno comunque qualche effettiva funzione, mentre non si parla nemmeno di abolire i parchi, buona parte dei quali servono solo come stipendifici, e ostacolano lo sviluppo economico delle aree su cui cadono;

    cosi’ come non si parla nemmeno di abolire gli enti-parco (gli enti di gestione delle aree protette) che a mio parere non servono a nulla, perche’: basterebbe affidare la gestione dei parchi regionali alle ARPA, e la gestione dei parchi nazionali al ministero dell’ ambiente…….. con immenso risparmio per i contribuenti e grande sollievo per le casse dello Stato.

    Ma forse questo e’ proprio quello che una classe politica abituata ad agire con logiche feudali e clientelari, non vuole ……. tanto a pagare non sono loro, ma noi cittadini !!

    Fabrizio

    • mauro andrea giuseppe scrive:

      Anche per la vigilanza è la stessa cosa, i forestali all’interno dei Parchi Nazionali (alcuni dei quali sono talmente selvaggi che si tutelano da soli) sono decisamente maggiori che in alcune aree di criticità ambientale ove ce ne sarebbe realmente bisogno per fare il culo alle ecomafie.
      I Comandi Stazione del Novarese sono formati da 1 persona (4 comandi stazione su sei), mentre negli altri 2 , sono in due.

      Non sono d’accordo con te nell’affidare i parchi regionali ad ARPA , in quanto tali strutture sono più organi tecnici, anche se hanno funzioni di P.G., per fare un certo tipo di lavoro ci va personale dotato delle qualifiche di pubblica Sicurezza.

      Inoltre per ottimizzare le risorse, bisogna avere un unico Corpo di Polizia dello Stato e non 5 come ora. Le competenze di vigilanza ambientale devono essere in capo allo stato, in quanto se delegate agli Enti minori la vigilanza potrebbe essere “indirizzata” dai politici/feudatari di turno.

      La pianificazione erritoriale è fondamentale, e non parlom doi quella comunale ma di quella regionale con prescrizioni e direttive , alla quale tutti i PRGC dovrebbero adeguarsi.

      Per chi non si adegua, divieto di edificare anche solo un pollaio…basta guardare il proprio orticello!!!
      Salut MAG

  5. Giacomo scrive:

    vogliono ampliare -se non sono informato male- anche la zona di pre-parco, facendo scendere i vincoli e i divieti nelle frazioni collinari o ben al di sotto di esse………… cioe’ vogliono estendere la tutela non di aree naturali, ma di oliveti, castagneti abbandonati, boschi cedui, pascoli, e via dicendo……
    ———————————————————————————————————————————–
    Mentre sul parco Apuane lo vogliono fare in Campania lo hanno già fatto !! Il parco del Cilento va dai 2000 metri di monte Cervati e scende senza interruzioni fino al livello del mare………. Dovevano includere nel parco le case ecologiche e gli ulivi che sono in estinzione. :twisted: Hanno preso della provincia di Salerno più del 40 % facendo un conto approssimativo guardando solo la cartina geografica e noi Salernitani siamo costretti ad emigrare perchè oltretutto hanno fatto di questa provincia come se non bastasse due ATC, unica provincia della Campania ad averne due. Io quest’anno sono rimasto fuori perchè non hanno dato posti per la caccia su ATC senza residenza venatoria.
    Per il resto meglio non parlarne sopra è già stato detto tutto esaurientemente. :wink: Salutiaaamo

  6. fabrizio scrive:

    pwe mauro Andrea Giuseppe,

    io penso che le ARPA regionali dovrebbero solo curare la gestione dei parchi regionali, in sostituzione degli inutili Enti-Parco, mentre -e concordo con te- la vigilanza dovrebbe essere affidata in primis al benemerito Corpo della Guardia Forestale (basterebbe ampliare gli organici) e anche alle polizie locali, laddove richieste Dalla Guardia Forestale. Mentre per gestire i Parchi nazionali, basterebbe una singola agenzia di una dozzina di funzionari alle dipendenze del ministero dell’ ambiente, sempre con la vigilanza della Guardia Forestale.
    ma e’ necessario -prima di tutto- sfoltire il numero dei parchi sia regionali che nazionali.

    Fabrizio

  7. dardo scrive:

    ma che lo facciano arrivare al mare, il parco, che facciano dell’Italia tutto un parco, chi se ne frega, tanto ormai con la caccia ci hanno preso per le palle e la passione che si coltivava tempo fa non è più la stessa, attacchi ovunque e comunque senza guardare le effettive neccessità territoriali, che si facciano questi parchi e finisca lo strazzio di una caccia che ormai ha perso tutto il suo fascino. Anche perchè vi sono cacciatori che meritano una preclusione a questa attività, quando ti senti dire che se chiudono una zona di caccia lo fanno per preservare, ed in Italia considerando le case le strade le costruzzioni selvagge che inglobano campi rendendo le distanze di legge compresse parchi, zrp, zone di rifugio ecc..ecc..cosa ci è rimasto…….

  8. Sololasipe scrive:

    Mi sembra alquanto strano che si preoccupino del cacciatori anziani quando, finora, tutti i Partiti hanno fatto a gara a chi “mazzolasse” di più il “povero cacciatore”. Non tolleriamo invece la “recinzione” dei Parchi in fase di istituzione ed istituiti, che ancor più della gabbia del Parco sunnominato è contraria ai principi fondamentali dell’eco-biologia, e si risolve pertanto in un imprigionamento mortale della natura vivente. Negli innaturali Parchi cosidetti “naturali” (asfittici perchè non omologhi all’ecosistema) gli animali e le piante muoiono prima dentro (all’insaputa degli zoologi e dei botanici) per poi morire, in prospettiva medio-lunga, anche materialmente nella loro struttura fisiobiologica di specie.
    Noi cacciatori possiamo e dobbiamo far sentire la nostra voce, che è in perfetta sintonia con la voce della natura! Basta con i baracconi a spese del contribuente!!!!!!:evil: :evil: :evil: :evil:

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