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Lecco: ipotesi inquetante su morte di Panariti

| 14 ottobre 2010 | 63 Comments

Ipotesi inquietante sulla morte di Giovanni Panariti: il 59enne potrebbe essere stato caricato e ferito a morte dal grosso cervo che scorazza nei boschi in località San Carlo di Valgreghentino

CervoLe indagini sono tuttora in corso e coperte dal massimo riserbo ma la voce che circola insistente ha del clamoroso: Giovanni Panariti, 59 anni, di Valgreghentino sarebbe morto dissanguato nel bosco a seguito dei ripetuti attacchi di un cervo.

Il passaparola è sempre più insistente nella frazione di Villa San Carlo, dove l’uomo risiedeva, e a Pagnano, paese natale della moglie e ad avvalorare qualche sospetto sulla dinamica dell’incidente ci sono le indagini dei carabinieri.

Solamente tra qualche giorno sarà possibile avere la certezza se a causare la morte di Giovanni Panariti, appassionato di corsa, che venerdì pomeriggio era uscito per la solita sgambata nei boschi di Dozio, sia stata una caduta accidentale oppure le ferite inferte da un cervo “in amore” che lo ha ripetutamente caricato.

Come dicevamo i militari della Compagnia di Merate stanno conducendo in gran segreto le indagini che si baseranno soprattutto sui referti medici e sull’esame della salma dell’uomo. La stessa famiglia avrebbe chiesto ulteriori approfondimenti. L’ipotesi ammesso che la ricostruzione fatta in paese sia fondata è che questo cervo, specie che come noto tra settembre e ottobre va in amore, possa avere scambiato l’odore prodotto dal sudore dell’uomo in un maschio “concorrente” e che quindi lo abbia caricato.

Giovanni Panariti sarebbe stato attaccato, forse più volte, dall’animale che gli avrebbe provocato ferite profonde risultate poi letali. L’uomo uscito di casa senza telefono cellulare, avrebbe anche tentato di difendersi come pare dimostrano le lacerazioni alle mani, ma poi aggredito con ferocia e forse anche morso avrebbe posto in essere l’estremo tentativo di fermare l’emorragia strappandosi il vestiario per utilizzarlo come laccio. Allo stremo delle forze e provato anche dal freddo il 59enne si sarebbe trascinato per qualche centinaio di metri per raggiungere il sentiero e rendersi il più vicino possibile ai soccorritori. Una scia di sangue starebbe a dimostrare anche questo passaggio della ricostruzione “popolare” della tragedia. Ma è stato tutto inutile.

Le forze lo hanno abbandonato a causa dell’eccessiva perdita di sangue e sabato mattina un cacciatore lo ha ritrovato morto. Al cadavere sembra che il cacciatore sia arrivato proprio scorgendo e seguendo le tracce ematiche sull’erba. Sempre secondo la ricostruzione ufficiosa sembra che il corpo dell’uomo fosse particolarmente “segnato” dalle ferite riportate, o dalla caduta o dall’attacco del cervo.

E comunque che ci sia un cervo, particolarmente grosso, vicino alle abitazioni, che scorrazza sulle strade è confermato dai continui avvistamenti nella zona. Il grosso animale, in un paio di occasioni ha anche rischiato di provocare incidenti attraversando velocemente la strada provinciale 72. Un altro cervo è stato avvistato qualche giorno fa ai margini della strada che da Celana scende a Torre De Busi.

E anche in questo caso l’automobilista si è visto attraversare la strada dal grosso animale. Questione di secondi e l’impatto sarebbe stato violentissimo.

http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=3460

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Category: .In Evidenza, Generale, Lombardia

Comments (63)

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  1. fedeli massimo scrive:

    Succede come dice l’articolo di questi tempi i cervi scopano e sono molto nervosi , ho visto un filmato dove un cervo attacco un fotografo e l’ho carico ripetutamente anche a terra fortunatamente quella volta andò bene! Certo morire nel 2010 x mano di un cervo è clamoroso ! :roll:

    • alessio bitossi scrive:

      Molto strano Massimo, a me la cosa :P rilassa molto :P :lol:
      Quando ce vedemo??

      • fedeli massimo scrive:

        Caro Alessio penso a novembre, mo ciò da sparà ai tordi allodole ecc aspetto che la macchia sia più spoglia e che faccia più freddo e poi vengo sù, ciao. :wink:

  2. STW scrive:

    Ci son tante di quelle cose che non tornano in questa storia (che definire fantasiosa è riduttivo), che mi rammarico di aver perso tempo a leggerla… :roll: :roll:

  3. Agostino scrive:

    Bè,che dire…”sarà la coscienza degli animali”come dice qualcuno.Pover’uomo mi dispiace per LUI e condoglianze alla famiglia.

  4. henri (radere igor) scrive:

    Una vita che si spegne merita sempre rispetto. Condoglianze.

  5. Giovanni Aiello scrive:

    Sig.ra/Si.ina Serena, mi unisco ai colleghi per le condoglianze a Voi familiari del povero Giovanni mio coetaneo tra l’altro. Aggiungo che gli attacchi di un maschio di cervo in amore non sono fantasie, proprio per nulla. Io stesso molto tempo fa, durante un servizio di Vigilanza antibracconaggio in montagna, ho subito un tentativo di attacco da parte di un maschio di capriolo. Spero che quanto prima gli inquirenti arrivino alle conclusioni in maniera che il povero Giovanni possa riposare in pace.

  6. Sonzogni Silvano -Bergamo scrive:

    Egregia Sig.ra/Sig.ina Serena Le faccio le mie piu sentite condoglianze, che le prego di estendere ai famigliari, per il doloroso ed inverosimile distacco dello zio.
    Ci tenga informati circa gli sviluppi della vicenda.
    Un cacciatore

  7. alessandro panariti scrive:

    Sono il figlio. Vorrei far presente che questa è la notizia riportata da Merate Online, prima testata ad aver puntato su qualcosa di alternativo alla caduta, decisamente impossibile sia per la zona, sia per l’esperienza di mio padre.
    La storia, per quanto possa essere fantasiosa, ricalca certo meglio la realtà rispetto a tutte le notizie precedenti, tant’è vero che a breve se ne inizierà a parlare (hanno chiamato e sono venute a casa mia almeno 3 testate giornalistiche) e magari daremo spazio a dichiarazioni ufficiali.

    @STW: ci sono tante cose nella realtà dei fatti che sembrano fantasiose, sembrano impossibili, eppure è così. Comunque verrai a sapere anche tu come tutti gli altri, vedrai.

    • gianluca stefanina scrive:

      Condoglianze ai famigliari

    • STW scrive:

      Sig. Panariti; innanzitutto le doverose condoglianze.
      Ribadisco come la mia critica fosse mossa all’estensore dell’articolo e di come l’abbia fatto e non di certo per il tragico fatto in sè, sulla cui dinamica non mi permetto di certo di disquisire.
      Saluti

  8. Giusti Giacomo scrive:

    Alessandro
    Anche da parte mia le piu`sentite condoglanze a lei e famiglia.

  9. andrea foglia scrive:

    un po’ di chiarezza ..il capriolo non é un cervo ha un carattere molto più aggressivo e difensivo , sono un allevatore di ungulati destinati alla alimentazione o riserva di caccia ,famiglia a cui appartiene il cervo e non esistono precedenti ne in Italia ne in europa di attacchi di cervi all’uomo specie se in libertà.potrebbe ma sarebbe un caso estremo che un cervo attacchi chi lo vuole catturare in un recinto ma sarebbe per pura difesa.
    se mi trovate un precedente di un attacco di un cervo all’uomo (anche su internet..) offro un brasato di cervo con polenta.
    inoltre il cervo non attacca con le corna , quelle le usa con i maschi per confrontarsi , ma al limite usa le zampe anteriori ma non esiste ,tranne un videomontaggio che è diventato un cult un solo caso documentato di cervo in libertà che attacca un uomo ..purtroppo questi animali l’uomo li ha praticamente mangiati tutti ..ora dopo anni di faticoso lavoro iniziamo a rivederli in giro ..ma talmente pochi che li censicono non in base agli avvistamenti ma ascoltando il loro barrire.
    molto più probabile che sia stato investito da una moto da cross veri percioli dei nostri boschi.
    comunque condoglianze.

    • mauro andrea giuseppe scrive:

      Spero che l’attacco non sia stato prvocato dall’espandersi della rabbia silvestre….però così ad ovest mi pare strano…speriamo proprio di no, anche se la sostanza per il povero Giovanni e la sua famiglia non cambia.

  10. paola pasinato scrive:

    buonasera,
    sono una veterinaria di Busseto vicino a Parma, condivido la ripsosta data da Andrea il cervo non usa le corna per attaccare ma le zampe anteriori ! da noi esitono diversi casi di cani da caccia che hanno subito ferite e tagli causati dalle unghie del cervo (da qui def.ungulato).
    il perchè è semplice ..attaccando con le corna un animale piu’ basso di lui come l’uomo metterebbe in pericolo i suoi occhi , il cervo per usare le corna si alza e colpisce da alzato arriva e superare più di due metri e 30.. ora non so quanto alta fosse la persona ma dubito di una simile altezza poi non avrebbe sicuramente colpito la gamba ma il collo olo sterno.
    comunque da noi una persona è rimasta cieca dopo essere stato colpito per errore da un passero ..
    anche da noi che di cervi ne abbiamo parecchi nei nostri appennini mai sentito di una simile casualità.
    se qualcuno fosse stato attaccato sarebbe interessante per me come medico saperlo.
    condoglianze ai parenti .

  11. Giacomo scrive:

    Lp stiamo dicendo da tempo che questi animali si devono tenere chiusi nei parchi ! I quali devono iniziare da un altezza di circa 700 metri ad andare in su. Devono innanzitutto essere recintati in modo che questi animali pericolosi facenti parte di questi habitat non possono immettersi sulle strade per provocare incidenti del genere ai cittadini. Adesso non solo si può morire con un incidente d’auto quando questi improvvisamente vi si parano davanti, ma come in questo caso non si stà tranquilli neanche a camminare a piedi per svagarsi un pò.
    Ma è possibile che una persona debba morire in questo modo ? E che non ci si possa più svagare tranquillamente facendo un scarpinata in montagna, anche per trovare funghi ecc. Perchè non solo fino adesso lupi e orsi, adesso anche cervi e caprioli !! Avete messo la tassa per andare a funghi e i soldi cosa se ne fanno, spendeteli e fate ste recinzioni !! O li dobbiamo tenere nel cassetto aspettando che si moltiplicano.
    Se risulta che il povero sig. Giovanni è morto per l’assalto del cervo, non venite a dire che è stata una disgrazia, perchè qualcuno ce l’ha sulla coscienza. Io così la vedo. Di nuovo condoglianze alla famiglia e un cordiale saluto.

    • fedeli massimo scrive:

      Giacomo lascia stare i recinti sai che è impossibile.già abbiamo recinti, reti pali ,traverse, cancellate, muri, muretti ,inferriate, fili spinati ecc ecc …gli animali selvatici sono selvatici vanno controllati e monitorati tutto qui !

      • Giacomo scrive:

        Perchè è impossibile recintare ? Vai a vedere le zone militari se lo sono recintate ! Ci sono Km di recinzioni. Anche sulla Luna era impossibile andare :mrgreen: :roll: Ciao Massimì.

    • Agostino scrive:

      A GIACOMO…CHE MANIA CHE C’HAI PE STì RECINTI.SCUSAMI MA NON SONO D’ACCORDO!

  12. Antonio Pinotti scrive:

    Sig. Alessandro.

    Sono il figlio. Mi si è stretto il cuore. Non ho la forza di dire niente.

  13. giancarlo errico - salerno scrive:

    Sig. Alessandro associandomi ai colleghi cacciatori vogliaTe gradire le mie più sentite condoglianze

  14. Roberto Traica scrive:

    Sentite condoglianze alla famiglia Panariti

  15. Capitano scrive:

    Condolianze alla Famiglia Panariti, ma sentendo anche quello che dice il veterinario, pensare ad un grosso solengo?

  16. Paolo crema scrive:

    Ma non. Scherziamo un cervo?? Che attacca un uomo ? Mai sentito ! Sara stato investito da una moto da cross mese scorso a Biglio e’ quasi toccata a me!!

  17. Paolo crema scrive:

    Lo scorso anno dalle mie parti un cacciatore in battuta è stato attaccato da un grosso maschio che lo ha morsicato più volte fino a lacerargli i muscoli di una coscia e solo dopo l’aiuto di una guardia(riservino)si è potuto notare che più morsi arrivavano fino all’osso!X fortuna alcuni cacciatori del gruppo erano dottori e hanno subito dato le prime cure!

  18. Paolo crema scrive:

    Era un solengo non un cervo !

  19. alessandro panariti scrive:

    Grazie a tutti per il sostegno.
    Purtroppo mi risulta difficile dare indicazioni più approfondite, dato che ci sono in corso indagini. Il punto è che nessuno tende a credere a questa versione perchè, normalmente, i cervi scappano.
    Il problema è dare per scontato che questo sia un cervo “libero”. Questa zona non presenta nessuno di questi animali, non è per niente pericolosa, gli unici cinghiali che misero un paio di anni fa dovrebbero essere stati spostati, men che meno è una zona di cervi.
    Per chi sostiene che sia stata una moto da cross, mio padre stava correndo su un sentiero dove ci passano tranquillamente Panda 4×4 ed il tragitto che ha scelto è stato appunto scelto per scappare da qualcosa che lo deve realmente aver spaventato a morte. Ha percorso 1 chilometro e 200 metri in linea d’aria (GPS), quindi molti di più nella realtà, e se non ha scelto il normale percorso non è certo per una moto da cross. Non fuggi in mezzo al bosco se vieni investito, per questo non mi sembra ci sia bisogno di essere scienziati, no?

    Comunque ripeto che la storia non è chiusa qui e salterà fuori la realtà. Merate Online ha dato il via senza “voci” ufficiali, mentre la Provincia di Lecco del 15 ha iniziato a vederci chiaro.

    A presto,
    Alessandro

  20. Davide scrive:

    Buongiorno,
    Navigando per il web sono arrivato su questa pagina e ho letto i vari commenti riguardo il tragico fatto .
    In particolare i commenti dei figli del Sig.Giovanni ,per me non e’ facile rispondere ma sento di doverlo fare ..sono il proprietario del cervo.
    Pochi eventi della mia vita mi hanno così profondamente turbato e addolorato.
    Pensare solo per un attimo che la mia passione per gli animali e la natura possa in qualche modo aver contribuito a questo dramma non solo mi stringe il cuore ,come detto da uno dei figli , ma me lo spezza lasciandomi attonito.
    Sono anch io un padre anche se ho qualche anno in meno e non posso non immaginare il dolore che questo evento Vi abbia causato.
    Anche se dentro di me c’e la certezza che Shumi ,il mio cervo, non avrebbe mai attaccato una persona ,devo per rispetto nei Vs. confronti considerare la pur remota ipotesi che ciò sia accaduto.
    Da 7 giorni Shumi e’ osservato e studiato nel suo comportamento da persone addette ai lavori ,guardia forestale e veterinari .E ‘ stato preso sedato la prima volta ,risedato la seconda volta,gli e’ stato tagliato il palco ,preso il calco dei denti e delle zampe anteriori ( su ns. suggerimento) il tutto per essere esaminato e confrontato con i rilievi fatti sul luogo.
    nessun verbale di sequestro ci e’ stato fatto nessuno di noi ha potuto essere presente agli esami nessuno di noi e’ stato ufficialmente informato delle indagini , ma ho taciuto su queste azioni totalmente arbitrarie fatte senza permettere alcuna verifica e contraddittorio solo perché anche noi vogliamo sapere.
    Qualunque sia l esito non porterà alcun sollievo ne a me ne a Voi perché non e’ questo che stiamo entrambi cercando ,stiamo cercando di capire la verità sperando che qualcuno la trovi.
    Da parte mia ho incaricato due studi legali ,dove le mie figlie sono praticant,i di fare tutte le verifiche recandosi sul luogo prendendo informazioni ,foto pareri dei presenti e di esperti.
    Abbiamo consultando diversi veterinari , la risposta e’ sempre stata la stessa :
    impossibile  che un cervo aggredisca e rincorra un uomo e si accanisca contro di lui fino a ferirlo e ucciderlo ,ci dicono  testualmente le probabilità che cio’ accada sono pari a quelle di essere attaccato da uno squalo facendo il bagno a Venezia .
    Questi animali alla vista dell uomo scappano lo sapranno bene i cacciatori che frequentano questo sito.
    Ma dobbiamo noi e Voi considerare questa seppur minima possibilità .
    Ho letto anche di storie di cinghiali auto o altro ,Dozio con le sue montagne e prati sono un luogo bellissimo ,tranquillo e sicuro di cui mi sono innamorato cinque anni fa e per quello decisi di prendere una casa dove viverci.
    Oggi che le vicissitudini della vita mi hanno portato a vivere in SudAfrica in una natura bellissima ma veramente selvaggia, non dimentico quei luoghi e sebo dentro di me un fantastico ricordo e desiderio di tornare.
    Concludo facendoVi le mie piu profonde condoglianze avrei voluto un motivo diverso per parlare con Voi e di Dozio ,ma purtroppo così non e’ stato ,non ci resta che attendere le risposte ognuno convinto delle proprie ragioni ed entrambi con le propria speranza di sapere la verità qualunque essa sia per rispetto e nel ricordo di Vs. Padre.
    Davide    

  21. fabio scrive:

    LA TESTIMONIANZA DI UN LECCHESE
    «SONO STATO ATTACCATO E FERITO»

    Lecco, 18-10-2010
    Sono stato ferito da un cervo. Sembrava mansueto e tranquillo, ma quando ho mosso una mano, ha abbassato la testa e mi ha caricato. Sono solo le prime righe di un articolo del giornale di Lecco in edicola oggi. Con la testimonianza della fidanzata egli descrive la brutta avventura capitatagli proprio domenica scorsa a Consonno che, per chi non lo sapesse, è una località che dista poche centinaia di metri dal luogo dove è stato aggredito Panariti Giovanni . On-line è possibile leggere solo le prime righe e quindi non ho esitato ad acquistare la versione cartacea. Egli dice che se non l’avesse afferrato per le corna, sicuramente l’avrebbe sventrato. Il racconto drammatico di un trentanovenne di 93 chili di Lecco che naturalmente ha fornito le proprie generalità con indirizzo di residenza e che, i più increduli od esperti del settore faunistico, credo possono contattare. Testimonianza che ancor ora mi fa accapponare la pelle in quanto luoghi molto frequentati anche da famiglie e scolaresche in cerca di castagne.

  22. paola scrive:

    si grazie ha cercato di accarezzarlo ..!!!! non è stato attaccato !
    un conto è essere attaccati un conto andarsela a cercare in quel caso te la sei cercata !
    :?: :idea: :idea:
    anche il mio cane che è un beagle se qualcuno che non lo conosce gli va li con la mano lo morde e attacca !
    se incontrava un cinghiale cosa faceva gli metteva il guinzaglio??

  23. massimo scrive:

    ho letto l’articolo ma era andato a correre o a cacciare ??
    magari ha ferito l’animale e lo ha attaccato ..amici a questi animali bisogna sparare un colpo ben preciso tra testa e collo che lo paralizza spezzandogli la spina dorsale solo cosi’ si evita la reazione.
    spero che non abbia cercato di catturarlo con le mani …
    condoglianze

  24. ratti ferdinando scrive:

    Per prima cosa vorrei fare le mie più sentite condoglianze alla famiglia Panariti.
    Vorrei fornire alcuni casi constati personalmente di cervidi e suidi che hanno attaccato l’uomo.
    Il Primo caso: in provincia di Como un Daino detenuto in cattività in un recinto, circa venticinque anni fa attaccò ed uccise incornandolo la persona che tutti i giorni entrava nel recinto per dargli da mangiare, Secondo caso: in Valcamonica provincia di Brescia, un Capriolo anche lui tenuto in cattività in un recinto ha attaccato ed incornato colui che l’aveva allevato da piccolo, ferendolo gravemente e solo l’intervento del figlio ha evitato il peggio. Terzo caso: in provincia di Monza,un cinghiale maschio anche lui allevato da piccolo, ha attaccato e ferito gravemente alle gambe, chi gli dava da mangiare tutti i giorni, per tutti e tre i casi nel recinto vi erano anche delle femmine ed era il periodo del calore per la specie. i maschi degli Ungulati e del Cinghiale in quel periodo fanno i combattimenti e solamente il più forte a diritto a coprire le femmine, quindi non meravigliamoci di casi simili; l’animale non percepisce l’uomo come persona fisica, ma bensì come un rivale intruso che entra nel suo territorio per attentare al suo harem,quindi cerca il combattimento per scacciarlo( anche se in natura i combattimenti raramente hanno esito mortale, perchè il perdente abbandona il territorio).
    Chi fa la caccia agli ungulati conosce bene i segni che questi lasciato sul terreno e contro gli alberi per marcare il proprio territorio, a monito per gli altri maschi e fargli sapere che qui ci sono io e se entri nel mio territorio devi combattere.
    La colpa dei fatti successi non la do all’animale questi si comporta per istinto, ma bensì a chi prima
    di fare certi acquisti dovrebbe conoscere bene l’etologia dell’animale che acquista o detiene.

  25. danielebianchi scrive:

    caprioli daini cinghiali non sono cervi sono molto piü aggressivi credo che prima di parlare di etologia dell’animale bisogna imparare a saper distinguere un daino da un cervo appartengono alla staessa famiglia degli ungulati ma hanno cartteri molto diversi. mi racconta lei che ha tanta esperienza di un solo caso di attacco del cervo nei confronti dell’uomo qunado questo animale viene lasciato tranquillo e non istigato ? ??me ne basta uno..e le do ragione

  26. danielebianchi scrive:

    :oops: caprioli daini cinghiali non sono cervi sono molto piü aggressivi credo che prima di parlare di etologia dell’animale bisogna imparare a saper distinguere un daino da un cervo appartengono alla staessa famiglia degli ungulati ma hanno cartteri molto diversi. mi racconta lei che ha tanta esperienza di un solo caso di attacco del cervo nei confronti dell’uomo qunado questo animale viene lasciato tranquillo e non istigato ? ??me ne basta uno..e le do ragione

  27. andrea foglia scrive:

    scusi ma come giä detto parliamo di :
    1) CERVO ITALIANO REALE
    2) ANIMALE LIBERO IN GRANDI SPAZI APERTI CON POSSIBILITA’ DI ALLONTANARSI
    3) NESSUNA ,presumo ISTIGAZIONE O CONTATTO CON L’UOMO.
    lei mi parla di :
    1) DAINO -CAPRIOLO-CINGHIALE (!)
    2) CHIUSI IN RECINTO
    A PARTE I 25 ANNI FA… IN QUESTE CONDIYIONI SONO NON PERICOLOSI MA MOLTO PERICOLOSI !!!!! :!: :!: :!:
    NOI ENTRIAMO ARMATI NEI RECINTI LO SA??
    MA QUANDO SCAPPANO E SPESSO PURTROPPO ACCADE USCIAMO CON LA RETE E NARCOTIZZANTE PERCHE’ NON ATTACCANO ..MAGARI FAREMMO PRIMA A PRENDRLI MA SCAPPANO LIBERI IL PIU’ LONTANO POSSIBILE DALL’UOMO !!
    UNA RIPASSATINA DEL MANUALE ??

  28. Angelo consonni scrive:

    SEATTLE, Canada — La capra delle nevi lo ha caricato mentre era seduto a mangiare un panino. E lo ha incornato con violenza procurandogli ferite mortali, mentre lui cercava di difendere la moglie e un’amica. Questo l’incredibile incidente occorso in Canada, nell’Olympic National Park, di cui è rimasto vittima il 63enne Robert Boardman.
    Che cosa abbia spinto la capra delle nevi ad attaccare in modo così violento il trekker americano, ancora non è chiaro. Certo è che il poveretto non ha avuto scampo. Secondo quanto riferito dalla tv americana Abc, Boardman stava facendo un’escursione con la moglie e un’amica, quando l’animale ha attaccato improvvisamente il gruppo.
    L’uomo ha ordinato alle due donne di arretrare, mentre tentava in qualche modo di allontanare l’animale. Ma invece di scappare, la grossa capra delle nevi gli si è scagliata contro incorndandolo ad una coscia e lasciandolo a terra sanguinante. Inorridite, le due donne volevano soccorrerlo, ma la capra delle nevi non glielo permetteva”.
    “Era terribile, aggressivo – ha raccontato l’amica -. Gli stava sopra e non ci lasciava avvicinare”.
    Un ranger e sua moglie, sopraggiunti sulla scena dopo le urla dell’uomo, hanno cercato di scacciare l’animale lanciando sassi e scuotendo un drappo di stoffa. Nel frattempo sono arrivati anche i soccorsi in elicottero il cui rumore ha definitivamente allontanato l’animale. Hanno provato a far rinvenire Boardman, ma non ci sono riusciti. Il suo battito non c’era più.
    Il caso è unico nella storia del parco, dove vivono circa 3000 capre delle nevi. Si tratta di un bovide che vive nell’America del Nord, dalle Montagne Rocciose all’Alaska, perlopiù in impervi luoghi di montagna. Il maschio pesa circa 90 kg, ed al garrese  è alto circa 1 metro e 20 centimetri.
    I responsabili della struttura sono determinati a capire le cause dell’inspiegabile e feroce attacco. I ranger, poco dopo l’incidente, hanno scovato l’animale e lo hanno ucciso. La carcassa è stata consegnata ad un patologo veterinario per delle analisi.
    Nel frattempo, è stato divulgato un decalogo su come comportarsi di fronte alle capre delle nevi: stare almeno a 30 metri di distanza, non dargli mai da mangiare e, se un esemplare si mostra aggressivo, gridare e lanciare pietre impedendogli di avvicinarsi.,…

  29. Angelo consonni scrive:

    Qualcuno ci dice cosa fare se incontriamo un cervo o cinghiale nei boschi?.. 8O

  30. andrea foglia scrive:

    :evil: :evil: IL CERVO COLPISCE ANCORA !!!
    Imbersago: 59enne cade nei boschi durante una passeggiata e si frattura una gamba. Difficili le operazioni di soccorso

  31. andrea foglia scrive:

    notizia sui giornali di oggi :
    donna di 59 anni che corre nei boschi cade e si rompe una gamba soccorsa a fatica dai VVFF !
    e censurate il mio intervento ??
    i boschi oggi sono pieni di gente che va a correrere senza il minimo equipaggiamento cadono e si fanno male !
    invece di dare colpa a cose inesistenti facciamo informazione vera… 6 casi in tre mesi!
    tutti colpa del cervo o dei cinghiali ??

    • pierre scrive:

      Egregio Sig. Andrea Foglia, so benissimo che ognuno di noi e’ libero di esporre il proprio pensiero, ma le sarei davvero grato se riuscisse a farlo con meno ironia e piu’ rispetto verso i familiari e gli amici di Giovanni.

  32. andrea foglia scrive:

    basta digitare : cade nel bosco su un qualsiasi motore di ricerca e escono la quantità di persone cadute nel bosco ma nessuna parla di cervi solo sfortuna o disgrazia o imperizia..

  33. giorgio scrive:

    Le piu’ sentite condoglianze al figlio Alessandro alla Moglie e a tutti i parenti.

    E’ mia convinzione che la causa scatenante di quanto successo a Giovanni sia proprio un cervo, la dinamica dei fatti sara’ chiarita dalle autorita’ competenti e sicuramente non saro’ smentito.

    Chi lo conosceva sapeva e sa benissimo che Giovanni era unico, una persona con quoziente intellettivo sopra la media, atleticamente preparato capace ponderante ed esperto in diversi campi.

    Per esperienza in grado di gestire con notevole facilita’ anche situazioni limite, per questo motivo non e’ credibile il fatto che si tratti di un semplice incidente casuale ma dovuto ad un precisa causa.

    In questa circostanza :
    un cervo scappa dal recinto, viene avvistato piu’ volte, un’ altro escursionista con testimone viene attaccato da un cervo ripetutamente, il sopralluogo al ritrovamento di Giovanni porta alla luce tracce di un cervo che evidenziano uno scontro – cos’ altro serve per intuire quanto successo ?

    Aspetto con ansia il risultato degli inquirenti che assegnera’ le responsabilita’ a chi di dovere.

  34. giorgio scrive:

    Innanzi tutto le condoglianze più sentite al Figlio Alessandro alla Moglie e a tutti i parenti per la disumana sventura che ha colpito Giovanni.

    Ci si chiede come sia possibile che una persona perda la vita in questo modo e lasci tanto sgomento e vuoto alla sua famiglia, eppure è successo per incuria e superficialita’ a cui tutto il paese ormai si e’ rassegnato.

    Sono assolutamente convinto che la causa scatenante di quanto successo sia un cervo, l’ indagine in corso dei Carabinieri stabilira’ la dinamica del tragico evento.

    Chi conosceva Giovanni sa che era una persona non comune, quoziente intellettivo largamente al di sopra della media, fisico atletico e allenato, ponderante, capace in diversi campi e per esperienza in grado di gestire con grande facilità anche situazioni limite, come ha dimostrato anche in quest’ ultima occasione.

    Purtroppo l’ emorragia causata dalle fratture non Gli ha lasciato scampo, troppo poco il tempo per arrivare a chiedere soccorso, nonostante lo sforzo di percorrere quasi 1,5 kilometri in quelle condizioni.

    Proprio per questi motivi non e’ credibile un banale incidente casuale, ma dovuto invece ad una causa ben precisa.

    Il sopralluogo, ripercorrendo a ritroso il percorso seguendo le tracce ematiche di Giovanni, ha evidenziato tracce di un cervo, e’ stato appurato che in quella zona un cervo era scappato da un recinto ed è stato avvistato un cervo piu’ volte sempre in quella zona, un altro escursionista in loco è stato aggredito ripetutamente da un cervo, con tanto di testimone.

    Cos’ altro serve per intuire cosa sia successo ?

    Sono ansioso di conoscere i risultati dell’ indagine da parte delle Autorita’ che assegnera’ le responsabilita’ a chi di dovere.
    r

  35. Roberto scudieri scrive:

    Condoglianze al mio amico Giovanni ,
    Pero’ mi pare incredibile la storia del cervo ,aspettiamo a vedere come va a finire quanto alle responsabilità mi pare un pochino esagerato dare un nome al responsabile ..un cervo scappa ,Giovanni esce a correre di sera senza telefono ,si incontrano ..chissà cosa succede..magari il cervonsi spaventa , magari Giovanni gli vuole offrire del cibo come abbiamo fatto tutti quando lo abbiamo visto a Consonno..
    Chissà come e’ andata …Dio ci aiuti .
    Comunque da noi volpi e cinghiali sono frequenti , cervi e caprioli come testimoniano altre persone ..ci sono e a volte tagliano la strada o si incontrano ..
    A volte ilndestino e’ incomprensibile.
    Un abbraccio Giovanni :(

  36. Roberto scudieri scrive:

    Pare che sia ufficiale nessuna traccia di DNA o sangue umano sulle corna del cervo.
    Le indagini continuano.

  37. paolo guerrini scrive:

    porto una notizia che non farà clamore ..mi spiace il cervo è stato ufficialmente ASSOLTO :oops:
    comunque condoglianze.

  38. giorgio scrive:

    al momento non risultano notizie ufficiali riguardo tracce di DNA sul palco del cervo, in ogni caso resta una mia ferma convinzione.

    Ribadisco, inoltre, le indagini ufficiali assegneranno le responsabilita’ a chi di dovere, non mi pare dare nomi a nessuno.

    ci manchi Giovanni.

  39. Paolo guerrini scrive:

    Ora e’ ufficiale…vogliono restituire le corna del cervo ..
    Nessuna traccia di Dna o sangue
    Non servono alle indagini .
    Cervo assolto 8O

    • pierre scrive:

      Vorrei capire quali sono le sue fonti. Io veramente non riesco a capire come Lei possa fare certe affermazioni sulle indagini che sono tuttora in corso . Quanto da Lei dichiarato non trova nessun riscontro e se vuole smentirMi , indichi esattamente le sue fonti, altrimenti La smetta di dare notizie FALSE!!!

      • Paolo guerrini scrive:

        La smetta Lei e si informi …magari dai Carabinieri del luogo eh ?
        Le corna sono tornate dal l esame e sono li ..
        Tracce di sangue su quelle corna? NESSUNA
        Su altre corna forse si

  40. giorgio scrive:

    per quanto riguarda gli estiti sulla perizia del palco del cervo, ad oggi, non si hanno notizie ufficiali, ognuno in base alle propri capacita’ di immaginazione dica pure quello che vuole.

    per quanto riguarda il cervo, e’ sempre stato assolto , le responsabilita’ qualora emergessero saranno imputate dalle autorita’ ai soggetti competenti, qual’ e’ il problema ?

  41. thierry scrive:

    Dite che un Cervo non può attaccare, ma questo video: http://www.youtube.com/watch?v=MmWZX4Dc8D0&feature=player_embedded sembra dimostrare il contrario, non mi sembra il fake di cui si parla sotto…

  42. giorgio scrive:

    ALLA CORTESE ATT.NE DEL SIG. GUERRINI PAOLO
    OVVIAMENTE POTRA’ CONTINUARE AD INVENTARSI QUELLO CHE VUOLE, CONSIGLIO COMUNQUE DI NON SCALDARSI TROPPO E PRENDERE ATTO DELLA VERITA’ DEI FATTI.
     
    http://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2012/11/16/803297-giovanni-panariti-morto-bosco-lecco-valgreghentino-cervo.shtml
    Lecco, 16 novembre 2012 - C’è un nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Panariti, meccanico 59enne in pensione di Valgreghentino, centro collinare della provincia di Lecco, trovato morto nell’ottobre di due anni fa nei boschi sopra il paese.
    In base ai risultati degli esami svolti del Ris di Parma, sulle corna del cervo catturato dopo la morte dell’uomo sono state trovate tracce di sangue e del dna della vittima. Sarebbe quindi stato l’animale a uccidere l’ex meccanico che stava facendo un’escursione nei boschi.
    Il cervo, che non popola queste zone, era fuggito da un agriturismo della zona e ora la proprietaria dell’attività è indagata per omicidio colposo. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco.

  43. Alessandro Panariti scrive:

    Buonasera a tutti.
    Non so se qualcuno leggerà questo messaggio, ma, dopo quasi 5 anni, oggi è stata emessa la sentenza di primo grado, che vede l’imputata colpevole di omicidio colposo.
    Mi sembrava doveroso rendervi tutti partecipi.

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