LOMBARDIA/CACCIA: CONSIGLIO REGIONALE APPROVA MODIFICHE A LEGGE
(ASCA) – Milano, 28 set – Via libera in Consiglio regionale della Lombardia al provvedimento (relatore Mauro Parolini del Pdl, primo firmatario Carlo Saffioti del Pdl) che introduce alcune modifiche alla legge regionale n.26/93 che regola l’attivita’ venatoria lombarda, in particolare per quanto concerne gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini.
Con le modifiche introdotte oggi, spiega una nota regionale, i cacciatori residenti in Lombardia, gia’ iscritti nella stagione precedente a un ambito territoriale o comprensorio alpino di caccia regionale diverso da quello di residenza anagrafica, avranno ora diritto alla permanenza associativa, confermando la propria iscrizione attraverso il solo pagamento della quota entro il 31 marzo di ogni anno.
”In questo modo – ha spiegato Parolini – consolidiamo e stabilizziamo la situazione esistente, dando regole certe e chiare e concedendo nuove possibilita’ di mobilita’ ai giovani”. Infatti i neo cacciatori avranno diritto a essere associati nello stesso ambito territoriale o comprensorio alpino di caccia e a esercitare la stessa specializzazione venatoria dell’accompagnatore, mantenendo nelle stagioni successive il diritto di permanenza negli stessi luoghi.
Soddisfazione e’ stata espressa dal presidente della Commissione ”Agricoltura” Carlo Saffioti (Pdl), che ha evidenziato la bonta’ del provvedimento che ”con la nuova formulazione evita il rischio di interpretazioni difformi tra le varie provincie lombarde, riconoscendo i diritti dei cacciatori nel rispetto degli equilibri territoriali di caccia, mentre viene finalmente superata una anacronistica visione feudale della pratica venatoria”.
Tra le altre novita’ della nuova legge, prosegue la nota, nell’esercizio della pratica venatoria l’equiparazione delle strade agrosilvopastorali con quelle poderali e interpoderali: ora sara’ quindi possibile praticare la caccia anche a distanza inferiore a cinquanta metri dalle strade classificate come agrosilvopastorali, nonche’ sparare nella loro direzione con fucile a canna liscia anche a distanza inferiore ai 150 metri. Via libera anche a due emendamenti presentati da Roberto Pedretti (Lega Nord) con i quali si estende la validita’ dell’autorizzazione per la caccia da appostamento fisso a 10 anni (attualmente erano 3) e si autorizzano centri di recupero per la fauna selvatica gestiti anche da enti locali e associazioni agricole e venatorie riconosciute (”finora tali centri erano appannaggio esclusivo di associazioni ambientaliste”, ha evidenziato Pedretti).
Approvato inoltre a maggioranza un ordine del giorno a firma Parolini, Saffioti e Riparbelli che chiede alla Giunta di istituire un Tavolo Stato/Regioni con lo scopo di stabilire nel piu’ breve tempo possibile le concrete modalita’ con le quali sia possibile l’esercizio della caccia alle specie in deroga, e sollecita il Ministero competente affinche’ l’Ispra fornisca i dati necessari per motivare il prelievo in deroga.
Il provvedimento approvato oggi, conclude la nota, entrera’ in vigore gia’ il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Burl. Raccogliendo le indicazioni emerse dagli interventi in Aula, il presidente della Commissione ”Agricoltura” Carlo Saffioti (Pdl) ha infine auspicato che si possa procedere quanto prima a una revisione generale della legge n.26. ”Questo provvedimento – ha aggiunto Saffioti – contribuisce comunque, seppur in minima parte, ad attenuare la giusta delusione del mondo venatorio per la mancata approvazione delle deroghe”.












che conquista……licenzierei gli studiosi dell ispra….
ecco fatto…sancito il diritto di permanenza associativa….ma quelli che restano a casa..molte migliaia e non qualche centinaio…visto che il nomadismo venatorio è per lo più fatto da Bergamaschi e Bresciani.. cosa dovrebbero cacciare..visto che nelle medesime Valli i passi migratori sono limitati solo alla piccola migratoria???
Bravo come sempre Saffioti. Intanto si garantisce la permanenza venatoria nell’ambito o CA ai figli di prima licenza, scusa ma non è poco. Poi, almeno in provincia di Bergamo, il monopolio dei centri di recupero selvaggina ora appannaggio esclusivi WWF possono benissimo essere gestiti dai cacciatori…(nessuno si è mai chiesto quanti soldi si piglia il WWF per queste mansioni?????), per ultimo..ma non certo in ordine d’importanza,,… se non si istitusce questo benedetto tavolo di lavoro con la possibilità di accesso ai dati sulle migrazioni e le consistenze….i prelievi in deroga ce li possiamo scordare…poi magari paghiamo i danni provocati dallo storno…….:
Saffiotti? colui che da relatore della legge sulle deroghe, al momento del voto, è uscito dall’Aula?