E DIVIETO di CACCIA SIA!
Gentile Assessore alla caccia – Regione Umbria;
l’ art. 28.- della L.R. Umbria 14/94, rifacendosi all’ art. 19.- della L. 157/92, recita:
Controllo della fauna
1. Nel territorio destinato alla gestione programmata della caccia, nonché nelle zone vietate alla caccia, le Province, per motivate ragioni, attuano gli interventi previsti dal comma 2 dell’art. 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in qualunque periodo dell’ anno, autorizzando persone nominativamente individuate oltre i soggetti previsti dal citato art. 19.
2. Gli interventi previsti dal comma 2 dell’art. 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono disposti dall’ Amministrazione provinciale competente…Omissis
3. Le Amministrazioni provinciali possono vietare o ridurre la caccia a determinate specie di selvaggina, per periodi prestabiliti o in singole zone del territorio di loro competenza…Omissis
Il nostro Comitato ritiene del tutto discutibili (se non illegittimi), sia l’ ‘allargamento’ che l’ ambiguità esplicativa della seconda parte del suddetto co. 1.- (parte sottolineata), rispetto al riferente art. 19.- della legge quadro. Tuttavia non è questo l’ oggetto della mia nota.
Diversi appezzamenti di terreno di varie estensioni nei quali è interdetto lo sforzo di caccia, continuano da anni ad essere delimitati, in provincia di Terni, da tabelle di colore bianco riportanti la scritta ‘Divieto di Caccia – art. 28 – L.R. 14/92’, senza che i cacciatori della zona ne conoscano le puntuali motivazioni e, soprattutto, i tempi di validità.
In località Casigliano –Comune di Acquasparta- esiste una Z.R.C. (?!?) di 419 ettari –ndr- nella quale, circa un paio di mesi orsono, alcuni nostri iscritti membri del comitato di gestione della Z.R.C. (?!?) in parola, facevano notare al loro coordinatore, come le paline poste a monte, e quelle poste a valle del confine, mostrassero tale delimitazione con due tabelle inchiodate ad angolo retto incongruenti fra loro. Infatti, se in una si leggeva testualmente: ‘Divieto di Caccia – art. 28 – L.R. 14/92’, nell’ altra campeggiava la scritta: ‘Divieto di Caccia – Zona di Ripopolamento e Cattura’ -ndr-. A seguito della segnalazione la ditta preposta, tale Agrifauna Gestambiente e Territorio, si premurava di sostituire le tabelle incongruenti fra loro, poste a monte, con altre recanti la scritta uguale: ‘Divieto di Caccia – art. 28 – L.R. 14/92’, tuttavia contrastanti palesemente con le altre due inchiodate -allo stesso modo e nello stesso momento- a valle, con su scritto in entrambe ‘Divieto di Caccia – Zona di Ripopolamento e Cattura’.
Che significato ha questa situazione? L’ appezzamento di terreno in parola è precluso allo sforzo di caccia per effetto della Z.R.C. o di questo benedetto art. 28? Se è vero (come è vero) che le Z.R.C. hanno specificità peculiari diametralmente opposte a quelle recitate dall’ art. 28.- della L.R. 14/94, a qual pro ostinarsi a confondere le idee ai contribuenti fino a questo punto? Non è il caso, da parte dell’ Amministrazione pubblica che funge da ‘Organo di controllo’, di porre finalmente un’ attenzione speciale a situazioni che, nel perdurare dei fatti, non fanno altro che creare dissapori e pericolosissime tensioni sociali? Perché non fare chiarezza, una volta per tutte, su un articolato, il 28.- L.R. 14/92, tuttora oggetto di discussioni reiterate e contorte e che, proprio per la sua difficile interpretazione, crea fra i cacciatori sensazioni sperequative più o meno legittime o legittimanti?
La domanda che ci poniamo è la seguente: siamo certi che sia questo il prezzo da pagare in nome dei danni causati da alcune specie di fauna selvatica? Possibile che non ci sia altro rimedio che non quello di permettere a qualcuno tutto ciò che ad altri è severamente vietato?
Aspettiamo una risposta.
Dott. Sergio Gunnella – presidente C.N.C.


Posso chiedere la cortesia a qualcuno degli iscritti alla Federcaccia presenti in lista se questi dati relativi al Rendiconto Finanziario 2009 della Federcaccia nazionale sono veri o falsi?
Un grazie anticipato a chi mi vorrà dare conferma o smentita.
Risulterebbe che FIDC nazionale abbia avuto le seguenti principali entrate:
- entrate da tesseramento € 25.389.497,89;
- contributo dallo Stato € 1.804.643,30;
- contributi da associazioni € 1.500,00;
- recuperi e quote finanziamento acquisto immobili € 86.737,93;
- rimborso ICI € 44.875,00;
Le principali uscite invece sarebbero le seguenti:
- compensi e gettoni per i componenti degli organi statutari per € 313.000,00 ;
- rimborsi spese ed indennità di missione per i componenti Organi statutari per € 450.000,00 ;
- premi di assicurazione infortuni personali dirigenti FIDC per € 1.033,00 ;
- spese di rappresentanza per € 9.889,91 ;
- noleggio/leasing auto per € 10.548,26 ;
- retribuzione al personale dipendente per € 357.053,51 ;
- trattamento economico al personale a contratto per € 31.014,91 ;
- fitti passivi e condominio per € 84.333,22 ;
- spese per energia elettrica e canoni d’acqua per € 4.047,89 ;
- spese telefoniche per € 151.769,01 ;
- spese postali e telegrafiche per € 61.427,62 ;
- spese per servizio di pulizia e disinfezione locali uffici per € 9.250,00 ;
- spese di trasporto, sdoganamento, immagazzinaggio e facchinaggio per € 38.150,70 ;
- acquisto materiali di consumo per € 24.083,59 ;
- spese per traduzioni e trascrizioni di registrazioni per € 10.000,00 ;
- spese legali ed onorari a terzi per contenzioso per € 55.141,29 ;
- incarichi di studio e ricerca scientifica per € 1.500,00 ;
- onorari e compensi per prestazioni rese da terzi per € 49.252,35 ;
- acquisto ed assistenza programmi elaborazione dati per € 114.121,46 ;
- spese per la formazione del personale amministrativo per € 1.584,00 ;
- spese viaggio, vitto e alloggio per partec.ed accompagn. a manifestazioni per € 19.958,20 ;
- acquisto divise per partecipanti ed accompagnatori a manifestazioni per € 7.165,76 ;
- acquisto di premi per gare per € 51.000,00 ;
Dal rendiconto finanziario 2009, risulterebbe un disavanzo finanziario complessivo accertato pari ad € 1.209.645,77
Me coglions!!
8O
Il post dell’onorevole è per l’articolo della Fidc ma è sicuramente apprezzato anche qui. Dai contributi statali si risale alla cifra di 349000 e rotti come tesserati, o sbaglio. Se così è si stà mettendo male.I Dottor Gunnella ha ragione e speriamo che le sue istanze vadano a buon fine per l’interesse dei cacciatori del ternano.
Spero che sia la Fidc e le altre associazioni tradizionali,spariscano per sempre,visto come ci hanno fatto conciare e continuano impassibili a non muovere un dito,dopo tanto casino per l’approvazione dell’art.43,che ci doveva dare la caccia a febbraio e per specie,mi dite dove erano quando le regioni hanno approvato i calendari,mi dite una sola ma una sola regione che ha dato una giornata a febbraio,mi sa tanto che invece di avere abbiamo ancora una volta dato vedi la puglia neanche i cani ci fanno più portare a caccia.SPARITE Ass.del c…..ci facciamo una polizza qualunque e andiamo finchè masochisticamente ce la facciamo e poi amen,ma i miei quattrini non li vedete mai più.