Pollo Sultano (porphyro porphyro)
Sicuramente il più grande e bello dei rallidi ancora esistenti in alcune zone umide della Sardegna, è diverso per alcuni particolari dai suoi simili presenti nel bacino Mediterraneo: nord Africa ,penisola Iberica e in particolare dal ceppo che vive nella Camargue in Francia tanto che viene da molti distinto come Pollo Sultano della Camargue. Da ragazzo (anni 70)quando ero all’inizio del mio percorso di collaboratore di alcune associazioni (ORO RGF ACMA)che censiscono presenze e nidificazione di uccelli frequentanti zone umide ne censivo in quasi tutte le are palustri e fluviali Sarde pur che vi fosse l’habitat adatto con abbondante presenza di Tifa (falasco)visto che questa vegetazione acquatica è indispensabile a fin che questo selvatico si stabilisca e si riproduca in una determinata zona.
Le zone più ricche di questi splendidi uccelli erano le aree umide dell’Oristanese ma erano ben presenti anche nelle zone umide di Assemini e Capoterra,Pilo e Bartaz e in alcuni tratti dei fiumi Cedrino, Temo, Flumendosa e altri siti indistintamente dal fatto che fossero chiusi o aperti all’attività venatoria. Non mi risulta che la caccia abbia mai creato seri problemi al Pollo Sultano che tutti sanno essere protetto da tantissimi anni se non qualche abbattimento per errore o pura stupidità di qualche sparatore,a me quando fine anni settanta quando facevo servizio nella vigilanza venatoria capitò durante un servizio alla laguna di Capoterra un caso quasi comico; fermammo un cacciatore con un Pollo Sultano abbattuto e appeso all’appendi caccia che alle nostre contestazioni nel rediger il verbale si giustificò asserendo che gli avevano detto che quel selvatico era “unu pulligu mascu” ovvero una folaga maschio con ciò cacciabile. Questo dimostra che i pochi abbattimenti erano casi rari mentre molto frequente era il ritrovamento di esemplari morti affogati all’interno di reti per anguille detti, cogoli o bertivelli che durante la bassa marea della laguna rimangono emersi quasi totalmente per ore facendo si che gli uccelli possano penetrare nei diversi imbuti da cui sono formate queste reti e col risalire della marea rimangono inesorabilmente affogati.
Adesso però è il momento di spiegare il motivo per cui in questi ultimi anni la diminuzione di questa specie in Sardegna è stata cosi forte ed è esclusivamente un problema di habitat,bonifiche di zone umide fatte solo per interessi personali senza pensare ai danni arrecati all’eco sistema, l’inquinamento di molte zone umide da parte di sostanze chimiche o scarichi di liquami dalle aziende zootecniche e dolce finale è dato dal diserbo fatto proprio per la Tifa nelle risaie le cui acque vanno a finire inevitabilmente nelle aree di presenza del Pollo Sultano compromettendone definitivamente
l’esistenza. Forse ci si chiederà perché questi problemi si sono cosi accentuati solo ora e non prima, perché prima certi prodotti chimici non c’erano e ciò che c’era non veniva usato cosi massicciamente e in più anni addietro i terrene lavorati a riso erano molti meno dato che in quel periodo era notoria la carenza di acqua che avevamo in Sardegna e non era certo possibile allagare molti terreni per farne risaie.
Per esperienza so che nel fare e divulgare questi studi da fastidio a diverse persone e per ciò certe associazioni ambientaliste non ne parlano e continuano sapendo di mentire ad accusare esclusivamente la caccia, io non ho questi problemi e per ciò…..Saluti.
Robin Roberto Roverati
Serrenti 22 02 02010


l’inquinamento di molte zone umide da parte di sostanze chimiche o scarichi di liquami dalle aziende zootecniche e dolce finale è dato dal diserbo fatto proprio per la Tifa nelle risaie le cui acque vanno a finire inevitabilmente nelle aree di presenza del Pollo Sultano compromettendone definitivamente l’esistenza.
E allora ? Chi è che tiene la bocca chiusa invece di denunciare queste cose ? A chi spetta di dovere farlo se non altro perchè a chiacchiere difende la natura ma fatti non se ne vedono ! Hanno la faccia come questo
per caso ?
solo che costano di più e per questo se ne fà a meno. E’ tanto difficile andare a vedere cosa si usa in agricoltura ? E’ più facile dare la colpa alla caccia per l’estinzione del pollo sultano. Cari Agricoltori chiedete la gestione faunistica del territorio in accordo con i cacciatori in modo da diventare i veri gestori dell’ambiente mettendo a disposizione i vostri terreni e il vostro lavoro che non sarà sicuramente a gratis ma sovvenzionato con i nostri soldi, risparmiate lavoro lasciando i terreni incolti e guadagnate lo stesso, o mi sbaglio ?
E quando ci arriveremo a questo ?…………..
Salutiaaamo
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Bravo Robin Hood !!
Ci sono diserbanti che non fanno danno………
Dimenticavo : un saluto a Roberto Roverati……… Spero che continuerai a farci capire bene come stanno le cose…….
Adesso però è il momento di spiegare il motivo per cui in questi ultimi anni la diminuzione di questa specie in Sardegna è stata cosi forte ed è esclusivamente un problema di habitat,bonifiche di zone umide fatte solo per interessi personali senza pensare ai danni arrecati all’eco sistema,….. “”
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Ciao Roberto ,
, ma qui si va’ contro ” trattati internazionali ” di salvaguardia delle stesse , ormai datati . Ramsar se ben ricordo e’ di circa quarant’ anni fa .
mi sta bene tutto quello che hai scritto riguardo a scarichi , degrado ambientale e inquinamento di vario tipo . Ma mi spieghi come e’ possibile che in Sardegna sia possibile BONIFICARE ZONE UMIDE ???
Vabbe’ che siete ” autonomi ”
Oltre che a una logica di buon senso visto che in Italia ne e’ rimasto solo il 2% rispetto a quelle originarie .
Springer per primo trocca a te, ha citato Ramsar? bene sappi che nella più grande laguna Sarda vincolata Ramsar l’amico Soru ci ha edificato Tiscali!!!non solo le migliaia di m/c di cemeto ma la maggir concentrazione di disturbi elettromagnetici immaginabili,altri volpini sul bordo ci hanno fatto il termovalorizzatore e per ciloiegina il parco eolico….il meglio ha la rogna!!!Ahio non per nulla sono cosi…antipatico(eufemismo)ciao
Ricordo i frequenti incontri nei cannetti di Baratz,purtroppo finirono dopo l’assurdo dragaggio dalle alghe dalle e dal taglio dei cannetti che effettuarono a metà degli anni novanta (o i primi) giustificati dalla moria delle carpe e altre specie che impressionò i più(scemi) decretando anche l’inizio della fine di quel meraviglioso lago.C’ero proprio ieri ,desolante ,è impossibile arrivare all’acqua,i rovi hanno divorato le rive consentendola smisurata presenza di cinghiali…..però oggi è S.I.C con tanto di centro educazione ambientale.
Bast…di fig..i di brambilla.
Ciao P.P. grande…pecorinaio!!! a metà anni 80 ho fotografato nell’isolotto al centro due volte i nidi di Mignattaio(piegadis falcinellus,io pubblicai le foto ma non il sito motivando che eventuali curiosi potevano far danni. L’INFS mi disse che lo facevo solo per evitarne la chiusara e saputo da un mio”collega” di SS dove avevo fatto le foto…..bè involontariamente qualche colpa la ho anche io. Ahio mai avrei pensato che quei figli di bagassa si tagliassero le palle per far dispetto alla moglie!!(le palle è il sito la moglie sono i cacciatori)
Ciao R.R.R
Penso di fare l’apertura proprio li nell’isolotto che hai menzionato,quel lago e quella caccia la pratico da sempre e ancor prima seguivo mio babbo ,vedo che anche tu lo conosci dunque ricorderai il “famoso canalone”dietro l’isolotto ,che si addentrava per pareccie centinaie di metri con una grande insenatura praticamente sempre allagata dove stazionavano tutti i tipi d’anatra e le altre specie acquatiche possibili e immaginabili protette dai tamerici e dai giunchi……..oggi aimè banchi di rovi ovunque acqua zero fiume sparito.
Questa settimana la devo dedicare atrezzato di guanti anti rovo e machete a tracciare il sentiero che porta alle poste migliori….sempre attenzionando visto che di S.I.C. si tratta.
Se capiti ad Alghero fatti sentire per un caffè e due chiacchere.
Pierpaolo.P
P.P.tu mi riporti indietro nel tempo e mi riscaldi il cuore,ti auguro..nel becco dell’anitra e se mi fai aver il tuo nr ti chiamo alla prima occasione, mio 3357006869 Ahio spassiari su 19!!!
egregio Roberto ,ho trovato in questo post una nota di inequivocabile malinconia. La stessa che provo io nel ricordare una palude che ormai non esiste più.Tale palude era alimentata dalle acque provenienti dalla diga di monte pranu (Tratalias) che usata per irrigare campi con il sistema dei canali e delle idrovore,negli anni più recenti questo sistema è stato soppiantato dalle condotte,ne è conseguito un ‘interruzione dell’approvvigionamento d’acqua alla palude con conseguente lenta agonia di tutto l’ecosistema. Questa parentesi per dirti che quella palude era il regno indiscusso del pollo Suktano,ricordo che ancora bambino andavo con mio padre lungo il suo argine e gli avvistamenti erano una cosa esagerata, oltre a questo splendido rallide la palude era ricca di Folaghe , anatre di tutte le specie,beccaccini a iosa per non parlare delle gallinelle e dei porciglioni.
Ora tutto questo si è tradotto in uno sterile acquitrinio puzzolente grande quanto un catino e senza vegetazione.Però nessuno ha mai denunciato questa situazione e gli ambientalisti con cui ho avuto modo di discutere non si sono interessati al problema,per paura forse di pestare i piedi al consorzio di bonifica del basso sulcis .
Robè sei il 2° a cui rispondo,quasi tutto esatto ciò che scrivi eccetto un paio di cose che ora ti elenco: se vuoi ho una foto del dic / 1983 in cui riporto a riva a nuoto due germani abbattuti con mio fratello perchè il giorno dopo aver sitemato gli stampi le guardie della diga ci han fatto portar via il barchino,censisco quel sito dall’86 e nel 89 mi son beccato una querela perche ho affermato mezzo stampa che le industrie della zona avevano molta responsabilità di quel degrado e ultimo appena fatta la provincia Ig/ Ca ho fatto una A/R richiedendo all’assessore un incontro per esporre il probblema.Ahio mi hai risposto Tu che non c’eri?bè!neanche “loro” ciao
Robè sei il 2° a cui rispondo,quasi tutto esatto ciò che scrivi eccetto un paio di cose che ora ti elenco: se vuoi ho una foto del dic / 1983 in cui riporto a riva a nuoto due germani abbattuti con mio fratello perchè il giorno dopo aver sitemato gli stampi le guardie della diga ci han fatto portar via il barchino,censisco quel sito dall’86 e nel 89 mi son beccato una querela perche ho affermato mezzo stampa che le industrie della zona avevano molta responsabilità di quel degrado e ultimo appena fatta la provincia Ig/ Ca ho fatto una A/R richiedendo all’assessore un incontro per esporre il probblema.Ahio mi hai risposto Tu che non c’eri?bè!neanche “loro” ciao
Ciao roby, non avevo il minimo dubbio del tuo operato, quindi non mi sorprende il fatto che tu abbia agito tempestivamente presso la provincia per denunciare il degrado di aree di sosta dei migratori acquatici. La palude a cui mi riferivo e che non ho specificato è quella del rio Sassu . Tienimi in considerazione se ti serve un intermediario alla provincia di CI sarò felicissimo di farlo.
Un cordialissimo saluto Robero, da Carbonia :? :?
Robin… hai fatto centro…
PEr denunciare bisogna conoscere e sopratutto bisogna farlo basandosi su dati obiettivi e non come da sempre accade su posizioni ideologiche.
LA questione pollo sultano …e la prova che puoi imporre mille divieti (puoi impedire la caccia,la pesca…evitare il disturbo etc etc) ma se gli habitat non sono piu quelli di un tempo(trascuro volontariamente la cause) …addio…
Le denuncie dovrebbero partire dal basso…Comune per comune etc etc ….
salutoni
EManuele
Ciao a..scensore all’ambiente, se oggi leggi l’Unione Sarda a pg.19 su Molentargius ti fai 2 risate e 4 pianti. In questa settimana hanno bruciato 3(tre)ettari di canne e falaschi vicino la strada,l’oasi e di centinaia di ettari,bè parlano di uccelli(tra cui forse Polli Sultani) arsi e gravi danni dato che QUESTO è un periodo importante per la nidificazione!!!Ho mandato articoli ad ars venandi e a politicici spiegando ciò:non cè fuoco che raggiunga un rallide(polo,gallinella,porciglione,schiribilla,voltolino ec ec)correndo su canne e tifa o volando,che la stagione della riproduzione si e conclusa da mesi ed i nuovi sono da molto completamente piumati. Concludo che chi è del mestiere e conocie le zone umide sà che l’abbruciamento .:periodico,parziale,selettivo fatto nei tempi e modi corretti verso canne e tifa ove in modo aereo fanno tana e nido migliaia di grossi ratti e decine di altri predatori pseudo domestici èèè non solo non dannoso ma un toccasana per la zona umida. Ahio tutte ste bugie e cattiva informazione non sarà per caso per cercar di spillar pubblica pecunia???Politici in nome di decine di migliaia di veri e onesti amanti della natura vi prego cacciate i mercanti dal tempio! “leggi pseudo ambie-enimal-antitutto vari che okkupano tutte le sedie del settore.!! R.R.R.