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Ferrara: la polizia incontra i cacciatori

| 12 agosto 2010 | 61 Comments

Ferrara: La polizia incontra 350 cacciatori
Questura e polizia provinciale hanno avviato un ciclo di incontri con il mondo venatorio
Erano quasi 350 i cacciatori che affollavano la sala del Centro sociale “Il Melo” di Ferrara. Una testimonianza dell’interesse che suscitano tali incontri promossi dalla questura di Ferrara e dalla polizia provinciale, unico caso nel panorama nazionale, per un dialogo preventivo col mondo venatorio. Presenti alla riunione, oltre al dirigente della divisione amministrativa e sociale della questura primo dirigente della polizia di Stato, Silvia Fenu, il comandante della polizia provinciale, Claudio Castagnoli, l’ispettore capo della polizia di Stato, Edmondo Cirelli, tutti in qualità di relatori, unitamente all’assessore del Comune di Ferrara, Luciano Masieri, i presidenti provinciali della Fidc, Marino Bersanetti, e dell’ArciCaccia, Danilo Treossi, ed il presidente dell’Atc Fe/1 Gianluigi Zucchi.
Sono state seguite con grande attenzione le indicazioni della dirigente Fenu, che ha illustrato come un cacciatore debba avere un comportamento irreprensibile, sempre. Comportamenti quali uno stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, denunce per maltrattamenti famigliari o addirittura stalking, comporterebbero il ritiro immediato della licenza di caccia e dell’arma.
Molto apprezzato anche l’intervento dell’ispettore capo Cirelli, che ha spiegato le modalità di custodia e di trasporto delle armi. Ogni singola segnalazione sui comportamenti dei cacciatori viene esaminata con la massima attenzione proprio perché chi ha un porto d’armi, di qualunque tipo, deve avere, sempre e comunque, un’ottima condotta. Importante ed interessante anche l’intervento del comandante della polizia provinciale Castagnoli, che ha illustrato le novità sulla caccia, sulle Zone di protezione speciale e delle deroghe previste per la caccia allo storno.
Le immagini, i calendari, le ordinanze dei sindaci ed ogni altro provvedimento che riguardi la caccia possono essere visionate sul sito www.provincia.fe.it/ecouniamoci, frutto anch’esso della collaborazione tra le forze dell’ordine locali

http://www.estense.com/la-polizia-incontra-350-cacciatori-076953.html

Category: .In Evidenza, Emilia Romagna, Generale

Comments (61)

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  1. henri (radere igor) scrive:

    come un cacciatore debba avere un comportamento irreprensibile, sempre. Comportamenti quali uno stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, denunce per maltrattamenti famigliari o addirittura stalking,……………………………………

    e già, perchè chi guida una macchina, chi ha accesso ad armi bianche non registrate, o chi si procura armi illegalmente può fare quello che gli pare, tanto il porto d’armi non glielo ritira nessuno.
    Sempre e solo noi. Vadano a cominciare ad indagare a palazzo per vedere quanti potrebbero detenere in casa un coltello per taglliare la carne.

    • ennio scrive:

      …..tutti ! all’ interno di ogni casa è pieno di coltelli….Infatti tanti degli omicidi sia in casa che in strada avvengono usando coltelli, altrettanti avvengono con pistole regolarmente detenute o addirittura di servizio..come tanti polizziotti e guardie girate che avendole in fondina,avanti ad una discussinone con le proprie mogli,amanti ,ex fidanzate, accecati dalla gelosia sparano!!

  2. francesco scrive:

    non problem chi ci rimette e’ lo stato italiano, tanto e vero che negli ultimi anni migliaia di porto di fucile per uso caccia sono stati ritirati chi per una banalita chi per un’altra str……….. alla fine questi non sono andati a caccia aviamente non hanno contribuito al pagamento delle tasse sia governative che regionali e tanto meno quelle provinciali. MORALE: LA LEGGE ATTUALE NON SOLO VA RIVISTA TOTALMENTE MA BISOGNA APPLICARLA CON TANTO DI INTELLIGENZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! VIVA LA CACCIA VIVA I CACCIATORI FRANCESCO DALLA PROVINCIA DI FOGGIA: FORZA CACCIAMBIENTE “SOLO NOI POSSIAMO AIUTARE NOI”

  3. Ezio scrive:

    “….un cacciatore debba avere un comportamento irreprensibile, sempre. Comportamenti quali uno stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, denunce per maltrattamenti famigliari o addirittura stalking, comporterebbero il ritiro immediato della licenza di caccia e dell’arma….”

    Con il dovuto beneficio del dubbio perchè, come ben NOI cacciatori sappiamo, non è che ciò che viene riportato dai mass media corrisponde per forza alla verità… se le parole sono state quelle altro che “caccia alle streghe”! Altro che “capri espiatori”!!!

    Infatti a leggere quelle parole pare che gli unici ad avere disponibilità legalmente di armi in Italia siano i cacciatori…..con le conseguenti terribili perlappunto ….conseguenze…..

    Ma la stessa fermezza che verrebbe applicata ai cacciatori, viene e verrà applicata a tutte le altre categorie e/o persone che per un motivo o per l’altro posseggono un’arma???

    E quelli che non hanno alcun titolo per possederla un’arma, anzi esattamente l’opposto e vengono beccati con la predetta magari pure ad utilizzarla per crimini, cosa rischiano nel nostro Paese????!!!

    Com’è già quella parola tanto di moda??? “Legalità”, vero???!!! :(

  4. Pietro scrive:

    Questi incontri di per se sono un buona cosa, tuttavia come non si può considerare quanto asserito da “henri(radere igor), da “ennio”, da “francesco”, si richiedono solo a noi certi comportamenti quando poi c’è assai di peggio. Non so se avete fatto caso, ma sono presenti sempre “Fidc” e “Arcicaccia”, gli altri non esistono, come da copione; ma non invitati o latitanti?

  5. Alessandro Cannas scrive:

    Certo che il nostro l’e’ proprio uno strano paese!!!!
    Se accoppi un cristiamo con l’auto ti ridanno la patente dopo un anno o giu’ di li…..
    :| :| :|

  6. Ezio scrive:

    Perchè Ale?? Per guidare l’auto in Italy ci vuole la patente?? Ma se c’è (almeno) un notissimo “personaggio” che un giorno si ed uno anche lo beccano senza…eppure non mi pare così preoccupato quando lo…. intervistano…. :roll:

    • massimo fedeli scrive:

      E caro Ezio sono proprio quei tizi che nella vita vanno alla grande, ricordi quanti terroristi ………usciti dopo poco scrivono libri ,rilasciano interviste, sono invitati alle trasmissioni tv , mentre il cristiano onesto ,ligio, non evasore ……………si drogano e tornano in tv per prendere i soldini , i politici anche loro avendo molti scheletri nell’armadio………..non ultimo il presidente della camera, ma vedete dannà a fare in c……..o :mrgreen: Il più pulito cià la rogna se dice ar paese che non è mio. :| :lol: :lol: poi vengono a fare la morale a noi poveri cristi che manco no schiaffo a quarcheduno potemo da da x non essere denunciati e perder il diritto al porto d’armi. :mrgreen:

      • Ezio scrive:

        Massimo se cerchi di convincermi di qualcosa mi sa che sei un po’ in ritardo…. :D

        Ti ricordo che sono almeno 30 anni che vedo le “cose” da un osservatorio …per così dire…ehm…”privilegiato”… :roll:

        E ti prego di credermi!!

        Ne ho viste e vissute tante ma veramente tante di “cose strane”….manco nei film….

        Ricordi i miei detti preferiti??!! “Forti coi deboli e deboli coi forti”…”Fate come dico ma non come faccio”…”L’unica legge reale e universale e sempiterna è il BUONSENSO!”

        Perciò….

        Un caro saluto!
        Ezio.

        • Giovanni59 scrive:

          …. essere universale significa applicata dappertutto. Dimmi ora 3 cose di buonsenso fatte in Italia da un anno a questa parte. Saluti. :oops: :oops: :oops: :oops:

        • Ezio scrive:

          Infatti Giovanni, che dico io??!! :roll:

          Ciao

  7. dragonero scrive:

    Io sono pienamente d’accordo con la sign.ra.Silvia Fenu. Chi ha un porto d’armi, di qualsiasi tipo, deve comportarsi in modo irreprensibile.Avere un poto d’armi non e un diritto per tutti è una condizione che ci dobbiamo conquistare; dimostrando di essere persone ” a posto”. Io armai sono “anziano” e maneggio armi da quando avevo 14 anni ( era il lontano 1965), e vi garantisco che fanatici ed incoscienti ne ho conosciuti a centinaia, grazie alle leggi quei tempi sono passati.Chiederei solo una cosa alla sig.ra .Silvia Fenu ( preso atto che abbiamo raggiunto un grado di severità difficilmente superabile verso i regolari detentori), quando vedremo applicata una legge ferrea sulla legittima difesa? Se non volete che ci difendiamo sulle nostre proprietà ditelo non cercate scuse, diteci : aprite la porta e lasciateli fare, se i vostri cari vengono massacrati abbiate pazienza e perdonate cristianamente. Non troviamo scuse per giustificare una criminalità feroce ed impunita e del tutto fuori controllo.

  8. Agostino scrive:

    E’ sempre la solita storia non hanno altro da fare che rompere le uova nel paniere al cittadino corretto.MA PERCHE’ INVECE DI FARE LA RAMANZINA A NOI (CHE NON NE ABBIAMO BISOGNO) NON LA ANDATE A FARE HAI VOSTRI FIGLI A CASA,OPPURE NON ANDATE A PRENDERE QUALCHE SPACCIATORE,O STUPRATORE :evil: I LADRI NO…PER FAVORE LASCIATELI STARE…TANTO OGGI COME OGGI RUBARE E’ DIVENTATA L’UNICA ATTIVITA’ REDDITIZIA LEGALIZZATA:lol:

  9. Marco scrive:

    Cancordo sulla posizione della dott.ssa Fenu e trovo utilissimo questo tipo di incontri con i cacciatori e non solo. Ma devo anche dire che non è questo il vero problema in Italia. L’uso illeggittimo delle armi che è e deve essere duramente punito è ben poca cosa rispetto al quotidiano uso illeggittimo degli autoveicoli, sia essi ciclomotori che autotreni. Pochi giorni fa è stato intervistato un mio conoscente a cui hanno falciato il figlio ancora minorenne sul motorino. Nell’incidente oltre a perdere la vita questo ragazzino perse la vita anche il suo amico che era con lui. Il criminale ( è la giusta definizione ) era un polacco completamente ubriaco che guidava senza l’assicurazione e con la macchina priva di revisione. Risultato?? condanna esemplare. Ha scontato 13 mesi di carcere ( villeggiatura a spese del contribuente ) e oggi e li a scorrazzare per le strade di Latina come se niente fosse accaduto. Con un ghigno strano quasi a beffarsi di quel povero genitore che ha visto la dignità del proprio figlio affossata due volte. Dal polacco ubriaco e dallo stato con le sue leggi garantiste. Quindi, se ci deve essere come è giusto un atteggiamento irreprensibile da parte di chi ha un porto di armi o che detiene in genere armi la stessa cosa deve essere fatta da chi guida un veicolo. Di qualsiasi tipo! E basta con le ipocrisie porca trota! Solo in questa settimana in italia siamo a 26 morti ammazzati e quasi 600 feriti sulle strade a causa di una condotta illeggittima da parte di chi guida. Diciamo e denunciamo le cose come stanno! :evil:

    • Alessandro Cannas scrive:

      Ma purtroppo,c’e’ il petrolio,il mercato dell’auto,e cosi via..Che smuove montagne di euri…La vita vale meno!
      Ma con provvedimenti plateali,del tutto inutili sazi la sete di “sicurezza”

    • Peppe scrive:

      Beh Marco, non hanno inasprito con il nuovo e tremendo codice della strada che entra in vigore da oggi? :D
      Non sei soddisfatto :lol:
      Questo è il governo del fare ! :lol: mica delle pugnette!
      Eppoi perchè vorresti tutti questi diritti …. tu che sei un semplice cittadino? A LAvorare … Barbun!

  10. Giovanni Aiello scrive:

    Cari amici e colleghi, io credo che noi possiamo parlarne in eterno su questo sito, possiamo dire cose giuste o sbagliate, ma chi di dovere, chi ci governa(?), oltre che ai azzi suoi a che pensa? A cosa servono tutti sti parlamentari, tutti questi senatori, insomma……tutti questi magnasoldi a sbafo? Sarebbe ora di dire basta a questa politica, ma credo che continueranno a spradroneggiare e a malgovernare il paese ancora per molto, per troppo tempo, che schifo :evil: :evil: :evil:

    • Peppe scrive:

      Pensa a come conservare il più a lungo possibile il potere. Con ogni mezzo!
      Non ti accorgi che sembra di rivivere una storia e un copione già scritto?
      Tempo fa osservavo dei filmati “cineluce” su oggilastoria e notavo non poche somiglianze a quello che accadde all’italia dagli anni 20 in poi. Rivediti un po di filmati storici e ci leggerai molte similitudini su quanto sta accadendo oggi. :(

      • lucas scrive:

        Ma quando mai..! L’Italia degli anni ’20 era molto diversa da quella di oggi.
        Era un’Italia contadina appena uscita fuori da una guerra vinta, con tanti sogni e pochi soldi, ansiosa di conquistarsi il proprio ruolo in Europa.
        L’Italia di oggi è sfiduciata, ha dimenticato i giovani, non ha alcun progetto né sogni, ha perso il contatto con la terra e con la realtà.

        • Alessandro Cannas scrive:

          L’Italia, Lucas ha perso la guerra….L’Italia di oggi..Bohhh non so piu’ che siamo…. :?

        • Giacomo scrive:

          L’Italia è e resterà sempre la nazione piu bella del mondo !!
          Io sono del parere che per la nostra storia che ci da fautori di civiltà in ogni parte dell’ Europa conquistata dai Romani che hanno insegnato ogni cosa a chi ancora viveva solo di pesca, la lingua Europea per rispetto avrebbe dovuto essere l’Italiano.
          Quello che hanno poi inventato i nostri scienziati non ha eguali nel mondo. FERRARI esempio moderno. :wink: Peccato che come si dice L’Italiano nasce con le mani lunghe. :P :P :P Salutiaaamo

        • Peppe scrive:

          “L’Italia di oggi è sfiduciata, ha dimenticato i giovani, non ha alcun progetto né sogni, ha perso il contatto con la terra e con la realtà.”

          Esatto Lucas e come allora ecco balenare all’orizzonte l’uomo solo al comando, il mito del nembo e tante minchiate simili. Minchiate che hanno trascinato l’italia in un ventennio alla fame più completa. I figli dei contadini a combattere al fronte e quelli dei gerarchetti imboscati tra le cosce di mamma o nei bordelli di lusso dell’epoca. Le Escort ( all’epoca si chiamavano diversamente ) sono sempre esistite ma l’attuale ha un sapore di non so cosa…. di antico…. di già visto.
          Mi auguro veramente di sbagliare, lo dico sinceramente ma vedo una deriva illiberale davvero pericolosa.

        • lucas scrive:

          Durante quel ventennio, caro Peppe, si disegnò la struttra amministrativa dello Stato e si produssero leggi importanti, tant’è che la maggior parte di esse è in vigore ancora oggi.
          Si ebbero le pensioni di invalidità e di anzianità, si alfabetizzò la nazione e tante altre conquiste (art. 842 C.C.)che oggi ti sembrano cose scontate, tipo lo stato sociale che da una ventina di anni a questa parte gli scienziati al potere stanno smontando pezzo per pezzo…
          Poi certamente c’è stata una guerra persa, ma la storia la scrivono sempre i vincitori e bisogna farci la tara.

  11. Capitano scrive:

    Era meglio o Peppe, che negli anni venti vincessero i Soviet?Era meglio sottostare all’embargo di quei democraticissimi di francesi ed inglesi che avevano mezza Africa per uno, ma l’Italia no, che scherziamo?Personalmente solo una cosa di quel periodo non mi sta assolutamente bene: le leggi razziali, poi a ben vedere, sapendo che tutto il popolo era decisamente anti, infatti Piazza Venezia sempre vuota,mi viene in mente la frase….: non e’ faticoso fare gli italiani, e’ del tutto inutile…..Comunque questi politici di oggi, a confronto, non valgono nemmeno l’unghia dell’alluce .Se avessero preso Malta all’inizio, come previsto nei piani del 39……..

    • Peppe scrive:

      Concordo solo in parte, ovvero quella in cui si parla degli odierni uomini politici. Classe politca che andrebbe osservata con il microscopio. E proprio per questo motivo che temo qualcosa di brutto per la nostra Italia. Non si fermeranno tanto facilmente e fino a che non ci saranno rimaste le macerie non saranno sazzi. Spero vivamente di sbagliarmi, ma ho un bruttissimo presentimento.

      • lucas scrive:

        L’unico pericolo che corriamo, secondo me, è quello di fare la fine della Jugoslavia. E se la lega continua a raccogliere voti il pericolo è concreto.

  12. Capitano scrive:

    Peggio di cosi’, siamo arrivati a criticare il Palio di Siena, i governi cadono per implosione interna, mica per l’opposizione,corruzione a tutti i livelli, cognatini e cognatucci,veline, tronisti, GF,ma di cosa vogliamo parlare?Spero solo nella cultura rurale e CacciAmbiente. Saluti

    • lucas scrive:

      Penso che siamo davvero alla frutta. Spero che questo governo cada il prima possibile, prima che faccia altri danni.
      Dopo di che o Caccia Ambiente o niente.

  13. Marco scrive:

    Copio e incollo un articoletto niente male……. che italietta! E per questa italietta mio padre è cresciuto orfano. :evil: :evil: :evil: :evil:

    LE ARMI, I GIORNALISTI,
    GLI ONOREVOLI

    Quando al lunedì la televisione ti snocciola i morti in incidenti stradali del weekend dovuti soprattutto alla velocità mi chiedo, banalmente, perché fabbricano auto che vanno a 250/280/ km quando il limite massimo è di 130. Una risposta intelligente potrebbe essere che la maggior parte degli incidenti é dovuta ad uno stato d’alterazione fisico psicologica.
    Ma nessuno andrà a chiedere il divieto alla vendita d’auto che superi i 130 Km, ovviamente. Qui nel Veneto è successo che uno psicopatico andava ad ammazzare le prostitute d’alto bordo, quelle che adesso si chiamano “escort”, tanto per intenderci, con una balestra. A detta di tantissimi giornalisti un’ “ arma micidiale ” che veniva venduta, udite, udite, “liberamente” nelle armerie (sic!).
    Io capisco che la maggior parte dei giornalisti cercano di fare del loro meglio per creare un servizio che incuriosisca, che catturi l’attenzione del lettore sempre più smaliziato e annoiato, ma tutto questo non deve andare a discapito della cronaca dei fatti.
    Mi aspetto da un giorno all’altro, una proposta di legge di qualche onorevole che obbliga avere il porto d’armi per acquistare un set di coltelli per cucina.
    Ma il guaio è che l’onorevole di turno firmatario della fantasiosa, ma non troppo, proposta di legge, non ne frega niente della balestra che in mano ad uno psicopatico può ammazzare, (come, d’altronde, un semplice coltello da cucina), ma quello che gli interessa è il consenso popolare (leggi voti di preferenza) che cerca sull’onda di un episodio che ha avuto l’attenzione dei media.
    E’ la solita minestra riscaldata. Ad intervalli più o meno lunghi viene fuori la proposta di legge di qualche nostro onorevole che, in mancanza di altre iniziative sociali tipo: disoccupazione, caro vita, immigrazione, mafia, malasanità, corruzione, droga, tangenti e quant’altro, vuole limitare la vendita e l’uso delle armi in nome di una sicurezza sociale inventata dai media che a loro volte cavalcano qualche filone di cronaca nera.
    Adesso si sono fatti più furbi, parlano del dovere di recepire norme europee, senza specificare, naturalmente, che queste norme danno ampio spazio ad interpretazioni e che vengono “ tarate” alla normativa vigente della singola nazione. Se poi pensiamo che queste normative europee sono fatte dagli stessi colleghi di partito, ci accorgiamo che come sempre “veniamo presi in giro” o perlomeno ci tentano.
    Cari amici, sto scrivendo delle cose che tutti voi sapete, cose dette e ridette ma che purtroppo, non siamo ancora riusciti, a trovare una soluzione che garantisca definitivamente alle persone oneste la libertà di possedere un’arma e di poterla usare nel significato più vero e democratico del termine.
    Qualche blando tentativo è stato fatto da riviste specializzate che prima delle elezioni hanno pubblicato i nomi di quegli onorevoli ( di tutti i partiti) che volevano prenderci in giro. Non so se può aver dato dei risultati concreti, sicuramente qualcosa ha fatto, ma non è sufficiente come si può ben leggere dal comunicato FISAT pubblicato due giorni fa da noi di TIROPRATICO.COM. Forse la FISAT, conoscendo i nostri polli, ha voluto mettere le mani avanti, creando una mobilitazione da alcuni definita “esagerata”, non lo so.
    Sta di fatto, però, e qui ci troviamo tutti d’accordo, che L’ ANPAM, FITAV e l’UITS dovevano intervenire per chiarire i tanti buchi neri che questo schema di Decreto Legislativo recante l’attuazione della direttiva 2008/51/CE si porta dietro creando grosse preoccupazioni ai tiratori sportivi, ammesso e non concesso però, che queste associazioni sappiano qualcosa di più.
    Stefano Franceschetto

  14. Marco scrive:

    Già che ci sono riposto anche qui la letterina ( mi sembra il blog più attinente ) che un amichetto mi ha inviato e che mi ha rovinato il pranzo. Che rabbia !!!! :evil:
    Sempre più pentito di averli votato questi manigoldi !!!

    A me importa relativamente perché ho ceduto le armi, non ricarico e non ne porto.
    Ritengo però doveroso avvisarvi che vi stanno “fregando”.
    Il ministero va tranquillamente avanti con la sua attuazione della Legge delega ed è elevatissimo il rischio che essa venga approvata di nascosto, magari anche da quelli che sono contrari, perché non si rendono conto dei perversi meccanismi ministeriali dove i politici se li girano attorno al dito. E se passasse questo provvedimento, una Legge di razionalizzazione ve la potete sognare.
    Il Ministero continua a macinare le sue proposte stravaganti per il recepimento della direttiva Europea e non recepisce nessuna delle cose buone emanata, ma si serve della delega per infilare nella Legge sulle armi insane fantasie repressive, assolutamente inutili sul piano della sicurezza.
    Ecco i punti chiave:

    - Aumentano le pene in modo esagerato e draconiano.
    Perché ?
    Che c’entra con la direttiva ?
    Vi è delega ad aumentare le pene ?

    - Vi è la cavolata di dover comunicar ai parenti che si è comperata un’arma.
    E la privacy ?
    E la logica ?

    - Certificato medico ogni sei anni per detenere armi, quando non si chiedono licenze di porto; vuol dire farle vendere alla maggior parte dei detentori, sportivi, collezionisti e non.

    - Licenza per la ricarica.
    Non si sa come verrà regolata perché ci penserà un regolamento a discrezione di funzionario. Norma persino contraria alla costituzione.

    - Gli armieri devono conservare il registro di PS per 50 anni.
    Chi lo conserva ?
    Gli eredi ?
    Mica sono titolari di licenza di ps soggetti alle Questure.

    - Licenza per i poligoni. (?)
    Non si dice come sarà regolata perché ci penserà un regolamento a discrezione di funzionario. Norma persino contraria alla costituzione.
    Va bene essere regolati dal parlamento, ma essere alla discrezione del primo funzionario che capita al ministero in attesa di essere trasferito a Napoli, è veramente troppo.

    - Viene vietato il nove para e il 7.62 nato (.308Win.) perché è vero che non sono calibri da guerra, ma i privati non possono avere le munizioni che usa la polizia; unico paese Europeo in cui si crede che ciò serva!

    - Vengono introdotte pene stravaganti e draconiane, tali da rovinare una famiglia, per scemate relative a coltelli e altri oggetti; viene vietato il porto di armi a salve senza tappo rosso (unico Paese al mondo ad avere questa scemenza)

    - Softair: disposizioni deliranti impediscono di importare questi strumenti non prodotti in Italia; tutto l’articolo introduce limiti stravaganti che di fatto eliminano dal mercato ogni arnese a forma di pistola, anche se non necessita di alcuna licenza di pubblica sicurezza.

    - Parti di armi: vengono introdotte le “parti di cui può essere composto il fusto”.
    Dio solo sa che cosa sono e che cosa ne capiranno i Commissari di PS; rimane invece il caricatore che la direttiva cancella. Tutto l’articolo è scritto in modo confuso in modo che non si capisca che invece di applicare la direttiva, la vìola.
    Edoardo Mori
    Giudice di Cassazione

  15. peppe scrive:

    Bene pubblichiamo una letterina pepatella, che la dice lunga…. molto lunga. A voi le conclusioni. Come andrà a finire?

    A me importa relativamente perché ho ceduto le armi, non ricarico e non ne porto.
    Ritengo però doveroso avvisarvi che vi stanno “fregando”.
    Il ministero va tranquillamente avanti con la sua attuazione della Legge delega ed è elevatissimo il rischio che essa venga approvata di nascosto, magari anche da quelli che sono contrari, perché non si rendono conto dei perversi meccanismi ministeriali dove i politici se li girano attorno al dito. E se passasse questo provvedimento, una Legge di razionalizzazione ve la potete sognare.
    Il Ministero continua a macinare le sue proposte stravaganti per il recepimento della direttiva Europea e non recepisce nessuna delle cose buone emanata, ma si serve della delega per infilare nella Legge sulle armi insane fantasie repressive, assolutamente inutili sul piano della sicurezza.
    Ecco i punti chiave:

    - Aumentano le pene in modo esagerato e draconiano.
    Perché ?
    Che c’entra con la direttiva ?
    Vi è delega ad aumentare le pene ?

    - Vi è la cavolata di dover comunicar ai parenti che si è comperata un’arma.
    E la privacy ?
    E la logica ?

    - Certificato medico ogni sei anni per detenere armi, quando non si chiedono licenze di porto; vuol dire farle vendere alla maggior parte dei detentori, sportivi, collezionisti e non.

    - Licenza per la ricarica.
    Non si sa come verrà regolata perché ci penserà un regolamento a discrezione di funzionario. Norma persino contraria alla costituzione.

    - Gli armieri devono conservare il registro di PS per 50 anni.
    Chi lo conserva ?
    Gli eredi ?
    Mica sono titolari di licenza di ps soggetti alle Questure.

    - Licenza per i poligoni. (?)
    Non si dice come sarà regolata perché ci penserà un regolamento a discrezione di funzionario. Norma persino contraria alla costituzione.
    Va bene essere regolati dal parlamento, ma essere alla discrezione del primo funzionario che capita al ministero in attesa di essere trasferito a Napoli, è veramente troppo.

    - Viene vietato il nove para e il 7.62 nato (.308Win.) perché è vero che non sono calibri da guerra, ma i privati non possono avere le munizioni che usa la polizia; unico paese Europeo in cui si crede che ciò serva!

    - Vengono introdotte pene stravaganti e draconiane, tali da rovinare una famiglia, per scemate relative a coltelli e altri oggetti; viene vietato il porto di armi a salve senza tappo rosso (unico Paese al mondo ad avere questa scemenza)

    - Softair: disposizioni deliranti impediscono di importare questi strumenti non prodotti in Italia; tutto l’articolo introduce limiti stravaganti che di fatto eliminano dal mercato ogni arnese a forma di pistola, anche se non necessita di alcuna licenza di pubblica sicurezza.

    - Parti di armi: vengono introdotte le “parti di cui può essere composto il fusto”.
    Dio solo sa che cosa sono e che cosa ne capiranno i Commissari di PS; rimane invece il caricatore che la direttiva cancella. Tutto l’articolo è scritto in modo confuso in modo che non si capisca che invece di applicare la direttiva, la vìola.
    Edoardo Mori
    Giudice di Cassazione

  16. Marco scrive:

    Posto una cosuccia che mi fa indignare in modo indescrivibile. L’ho pescata gironzolando :oops: , questa è la porcata che stanno facendo passare nel silenzio di tutti e tra non molto come per l’articolo 42 ce lo troveremo tutti noi cacciatori nel di dietro. Non posso fare a meno di pubblicarla e mi auguro che molti la leggano perchè se non facciamo davvero qualcosa per la caccia è finita.
    Questo e il provvedimento che qualcuno in lista aveva venduto come ” fermo” grazie agli interventi della lega ma che invece di fermo non ha nulla, anzi…. tra pochissimo sarà operativo. Nel silenzio e nell’indifferenza di tutte le AAVV che ancora una volta adottano la politica dello struzzo. E chissà se anche questa volta ci sarà qualcuno ” moderatamente soddisfatto ” :evil:

    direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
    Atto n. 236.
    (Esame e rinvio).
    La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
    Pierguido VANALLI (LNP), relatore, illustra il contenuto dello schema di decreto legislativo in esame, che attua la delega prevista dalla legge comunitaria 2008 (legge n. 88 del 2009) per il recepimento della direttiva 2008/51/CE, in materia di controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi, la quale modifica la precedente direttiva 91/477/CEE, attuata in Italia con il decreto legislativo n. 527 del 1992.
    Ricorda che l’articolo 1 dello schema in esame individua l’oggetto del decreto legislativo nell’integrazione della disciplina sul controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
    L’articolo 2 modifica la disciplina di attuazione della direttiva comunitaria del 1991, contenuta nel citato decreto legislativo n. 527 del 1992. In particolare, il comma 1, lettera a), reca una modifica di carattere tecnico-formale. La lettera b) reca le definizioni, riprendendo per lo più quelle contenute nella disciplina comunitaria. La lettera c) estende la facoltà di chiedere il rilascio della carta europea d’arma da fuoco – riconosciuta a tutte le persone residenti – ai cittadini dell’Unione europea domiciliati nel territorio dello Stato; subordina inoltre la predetta facoltà al possesso della licenza di porto d’armi.
    L’articolo 3 reca modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS). In particolare, il comma 1, lettera a) estende l’obbligo di licenza del Ministro per l’interno – prevista per la fabbricazione, raccolta, detenzione e vendita di armi da guerra o di parti di esse, di munizioni, di uniformi militari o di altri oggetti destinati all’armamento e all’equipaggiamento di forze armate – all’assemblaggio delle predette armi ed oggetti (numero 1); determina in 2 anni la validità della licenza di fabbricazione, importazione, esportazione e vendita di armi e oggetti militari, rilasciata dal Ministro per l’interno, prevista dall’articolo 28 del TULPS (numero 2); ed eleva l’entità della multa che punisce, congiuntamente alla reclusione, il contravventore dell’obbligo di licenza (numero 3).
    La lettera b) del medesimo comma estende l’obbligo di licenza del questore – prevista per la fabbricazione, importazione, esportazione e raccolta per motivi commerciali o industriali di armi diverse da quelle da guerra – all’assemblaggio delle armi medesime (numero 1); e determina in 3 anni la validità della predetta licenza.
    La lettera c) introduce l’obbligo di licenza per l’esercizio dell’attività di intermediario nel trasferimento di armi, loro parti e munizioni; la licenza è rilasciata dal prefetto ed è valida 3 anni. I soggetti autorizzati sono tenuti a comunicare all’autorità, ogni 6 mesi, un resoconto dettagliato sulle singole operazioni; la mancata comunicazione può comportare la sospensione o la revoca della licenza.
    La lettera d) aumenta da 10 a 50 anni l’obbligo di conservazione dei registri delle operazioni giornaliere degli armaioli, imponendo altresì l’obbligo di consegna all’autorità dei medesimi registri in caso di cessazione dell’attività; prevede che le informazioni registrate nel sistema informativo G.E.A., istituito presso il Ministro dell’interno e relativo agli esplosivi per uso civile gestiti dalle imprese, siano conservate per i 50 anni successivi alla cessazione dell’attività; prevede l’obbligatorietà della presentazione del certificato medico-legale e dell’altra certificazione sanitaria prevista dalla normativa per il rilascio da parte del questore del nulla osta all’acquisto di armi da parte di privati; integra il contenuto del certificato medico-legale, da cui deve risultare anche la non assunzione di sostanze stupefacenti e il non abuso di alcool, ed amplia il novero dei medici abilitati a rilasciare tale certificato; introduce l’obbligo di comunicazione del nulla osta al coniuge ed ai familiari conviventi maggiorenni del titolare; ed eleva

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    l’entità delle pene previste sia per l’armaiolo che per i privati che non rispettano gli obblighi relativi alla cessione di armi.
    La lettera e) prevede che la denuncia della detenzione di armi, di parti di esse, di munizioni finite o di materie esplodenti all’autorità di pubblica sicurezza debba essere fatta entro 72 ore dall’acquisizione della disponibilità materiale; introduce l’obbligo di presentare ogni 6 anni la prescritta certificazione medica per chi detiene armi senza la relativa licenza, pena il divieto di detenzione disposto dal prefetto; la denuncia di detenzione deve essere presentata ogni qual volta l’arma sia trasferita in luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia; e prevede l’obbligo del detentore di assicurare che il luogo di custodia offra adeguate garanzie di sicurezza.
    La lettera f) introduce l’obbligo di comunicare il provvedimento con cui viene rilasciata una licenza di porto d’armi al coniuge ed a tutti i familiari conviventi maggiorenni del titolare.
    La lettera g) vieta l’attività di ricarica delle munizioni senza autorizzazione del questore; l’autorizzazione è permanente e può essere rilasciata a chi abbia dimostrato la propria capacità tecnica presso una federazione sportiva di tiro riconosciuta. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da 200 euro a 1.500 euro.
    La lettera h) aumenta da 5 a 50 anni l’obbligo di conservazione dei registri delle operazioni giornaliere esercenti fabbriche, depositi o rivendite di esplodenti, imponendo altresì l’obbligo di consegna all’autorità dei medesimi registri in caso di cessazione dell’attività; le informazioni registrate nel sistema informativo G.E.A. devono essere conservate per i 50 anni successivi alla cessazione dell’attività.
    La lettera i) introduce l’obbligo di licenza rilasciata dalla autorità di pubblica sicurezza per l’apertura o la gestione di campi di tiro o poligoni privati. Per i poligoni rientranti tra quelli abilitati all’addestramento al tiro ai sensi della normativa vigente, è invece richiesta la licenza del questore.
    L’articolo 4 aumenta in maniera molto significativa gli importi delle multe previste, congiuntamente alla reclusione, dalla legge n. 895 del 1967 per i reati di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, cessione o raccolta di armi da guerra (lettera a), detenzione illegale di armi o esplosivi (lettera b), violazione dell’obbligo di consegna di armi all’autorità (lettera c) e porto illegale di armi o esplosivi in luogo pubblico (lettera d). Viene altresì modificata l’attenuante per fatti di lieve entità (lettera e). Secondo la relazione illustrativa, si provvede in tal modo ad adeguare le sanzioni pecuniarie di cui alla legge n. 895 del 1967 con le disposizioni previste da ulteriori norme di recepimento di direttive comunitarie, con particolare riguardo ai decreti legislativi n. 8 e n.58 del 2010, relativi al sistema di identificazione univoca e di tracciabilità degli esplosivi per uso civile e all’immissione sul mercato di articoli pirotecnici.
    L’articolo 5 apporta numerose modifiche alla legge n. 110 del 1975, che ha integrato le disciplina in materia di armi contenuta prevalentemente nel codice penale (disciplina penalistica) e nel TULPS (disciplina amministrativa).
    Il comma 1, lettera a), vieta la fabbricazione, l’introduzione nel territorio italiano e la vendita delle armi fa fuoco corte (semiautomatiche o a ripetizione) calibro 9×19 parabellum, ad eccezione di quelle destinate alle Forze armate o ai Corpi armati dello Stato ovvero all’esportazione. Nei casi ammessi è richiesta la licenza del questore prevista dall’articolo 31 del TULPS per l’esportazione, importazione e vendita di armi.
    La lettera b) modifica la disciplina in materia di porto di armi in più aspetti: estendendo l’elenco degli oggetti per i quali sussiste il divieto di porto al di fuori della propria abitazione e delle appartenenze senza giustificato motivo (bastoni muniti di punta acuminata, strumenti da taglio, catene, e così via) agli strumenti riproducenti armi (quali le armi giocattolo), a quelli da segnalazione, agli strumenti softair (per questi ultimi due si veda la seguente lettera c)) e ai puntatori laser di

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    classe pari o superiore a 3 (numero 1); e inasprendo le sanzioni penali previste per i contravventori del predetto divieto di porto d’armi (numero 2) e del divieto di porto d’armi o altri strumenti nelle riunioni pubbliche (numero 3).
    La lettera c) prevede limitazioni nella conformazione delle armi giocattolo (ridenominate strumenti riproducenti armi) e introduce limitazioni alla conformazione degli strumenti da segnalazione acustica (tipo scacciacani) e degli strumenti softair (armi ad aria compressa) (numeri 1, 2 e 3); introduce la verifica di conformità da parte del Banco nazionale di prova per i predetti strumenti (numero 3); e aumenta l’importo della multa che punisce, congiuntamente alla reclusione, i contravventori delle disposizioni di cui sopra (numero 4).
    La lettera d) limita ai 10 anni precedenti la prima richiesta l’esenzione dalla verifica dell’idoneità al maneggio delle armi necessaria per il porto d’armi per coloro che hanno prestato servizio nelle Forze armate o nei corpi di polizia.
    La lettera e) aumenta le sanzioni penali pecuniarie per le violazioni relative al divieto di detenzione, raccolta e trasferimento di armi da guerra e alla disciplina relativa alla collezione di armi comuni da sparo.
    La lettera f) interviene in materia di marcatura delle armi da fuoco, specificando dettagliatamente la natura, le caratteristiche tecniche e le indicazioni da apporre obbligatoriamente sulle armi prodotte, assemblate o introdotte nello Stato. In particolare viene stabilito che la sigla della Repubblica italiana deve essere apposta dal Banco nazionale di prova, al fine, come si legge nella relazione illustrativa, di impedire l’apposizione del simbolo nazionale su armi mai transitate in Italia (numero 1). La lettera f) prevede inoltre che i dati del registro tenuto dal Banco di prova siano trasmessi al Ministero dell’interno (numero 2) e che l’autorità di pubblica sicurezza possa disporre nei casi dubbi l’inoltro dell’arma al Banco di prova per le opportune verifiche di conformità al prototipo o all’esemplare iscritto al catalogo nazionale (numero 3).
    La lettera g) introduce una disciplina in materia di tracciabilità delle armi da fuoco, prevedendo per le armi e le munizioni la registrazione delle relative informazioni, per almeno 50 anni, nel sistema informatico G.E.A.
    La lettera h) introduce una disciplina sull’immissione nel mercato delle armi provenienti da scorte governative. Si tratta delle armi già in dotazione alle forze armate e di polizia e dichiarate fuori uso, che possono essere immesse sul mercato civile solo dopo la cd. demilitarizzazione, ossia la trasformazione da armi da guerra in armi comuni da sparo. Tali armi possono essere cedute solo a soggetti muniti delle necessarie autorizzazioni all’acquisto; se disattivate, possono essere alienate senza autorizzazione.
    La lettera i) estende alle armi da esposizione l’esenzione dalla richiesta della licenza del questore ai sensi dell’articolo 31 del TULPS per l’importazione temporanea di armi da caccia o sportive (numero 1) ed aumenta la multa, che congiuntamente alla reclusione, punisce i contravventori delle disposizioni in materia di importazione temporanea di armi (numero 2).
    La lettera l) aumenta l’importo dell’ammenda per l’inosservanza delle disposizioni in materia di trasporto di parti di arma (numero 1) ed escludendo dalla definizione di parte di arma i semilavorati (numero 2).
    La lettera m) demanda ad uno o più decreti del Ministero dell’interno, da adottarsi entro 6 mesi la definizione della modalità e dei termini della custodia delle armi da guerra e comuni da sparo, prevedendo modalità di tracciabilità delle armi e delle loro parti delle munizioni nonché la semplificazione degli adempimenti previsti.
    La lettera n) specifica le caratteristiche tecniche delle armi da fuoco per uso scenico (numero 1) ed aumenta l’importo della multa che punisce, congiuntamente

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    alla reclusione, la violazione della disciplina in materia di locazione e comodato di armi (numero 2).
    La lettera o) aumenta gli importi delle multe che puniscono, congiuntamente alla reclusione, la fabbricazione, l’introduzione, l’esportazione, la commercializzazione, la vendita o la cessione di armi clandestine (ossia di armi non catalogate o sprovviste di segni identificativi).
    L’articolo 6 individua i provvedimenti di attuazione delle norme introdotte dallo schema in commento. Più specificamente, si prevede un regolamento governativo, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge n. 400 del 1988, da adottarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo in esame, al fine di attuarne le relative disposizioni modificando il regolamento di esecuzione del TULPS, nel rispetto dei principi di semplificazione e riduzione dei termini dei procedimenti amministrativi (comma 1). Si prevede un decreto del Ministro della salute, di concerto col Ministro dell’interno, da emanare entro 180 giorni, per disciplinare le modalità di accertamento dei requisiti psico-fisici per idoneità, acquisizione, detenzione nonché conseguimento di qualunque licenza di porto d’armi. Lo stesso decreto dovrà definire, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, le modalità dello scambio protetto dei dati informatizzati tra il Servizio sanitario nazionale e le forze dell’ordine con riguardo ai procedimenti concernenti acquisizione, detenzione e conseguimento del porto d’armi (comma 2). Si prevede un decreto del Ministro dell’interno, da emanare entro 12 mesi, volto a disciplinare le modalità di funzionamento ed utilizzazione del sistema informatico di raccolta dei dati relativi ad armi e munizioni in ordine alla loro tracciabilità.
    Il comma 4 prevede l’applicazione della normativa vigente sino all’entrata in vigore dei suddetti provvedimenti attuativi previsti da una serie di articoli del testo.
    Il comma 5 prevede che alle armi di cui alle categorie A, B, C e D, dell’allegato I della direttiva 91/477/CEE, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti, sulle armi da guerra o a spiccata capacità offensiva, sui materiali di armamento e sulle armi comuni, sportive e da caccia.
    Il comma 6, reca la definizione di armi da caccia.
    Il comma 7 estende ai fucili da caccia il limite detentivo di 200 cartucce cariche previste dall’articolo 97 del regolamento di esecuzione del TULPS.
    L’articolo 7 dispone che dall’applicazione del decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
    Conclude rilevando che il termine per l’espressione del parere al Governo da parte della Commissione scade il 5 settembre prossimo. Quindi, sottolineata la complessità dell’atto in esame e la conseguente necessità di svolgere un adeguato approfondimento, che non potrà avvenire prima della ripresa dei lavori parlamentari, anche perché occorre attendere gli eventuali rilievi della Commissione bilancio, sottopone al presidente l’opportunità di chiedere al rappresentante del Governo di attendere l’espressione del parere della Commissione fino al 23 settembre prossimo, anche in considerazione del fatto che il termine per l’esercizio della delega scade il 26 ottobre 2010.
    Donato BRUNO, presidente, preso atto della richiesta del relatore, chiede al rappresentante del Governo se quest’ultimo sia disponibile ad attendere l’espressione del parere della Commissione fino al 23 settembre prossimo.

    LEGGETEVELO BENE!!!!!!!
    GRAZIE E DI CUORE….. GOVERNO AMICO!!!!!!!!!:evil:

    • Peppe scrive:

      Sono doppiamente indignato 8O 8O 8O

    • lucas scrive:

      Che schifo..! E le associazioni venatorie cosa fanno? Stanno zitte e mute per poi manifestare la solita “moderata soddisfazione”? :mrgreen:
      Le fabbriche d’armi se ne fregano, tanto il mercato interno l’hanno già dato per perso.
      Berlato se ci sei batti un colpo e vedi di darti da fare con gli amici del tuo partito che siedono nell’ex “governo amico”. 8)

  17. Agostino scrive:

    Per come operano questi signori politici è una vergogna e un insulto al cittadino onesto.Tutti i fine settimana il tg è un bollettino di guerra per quei ragazzi che muoiono per incidenti per non parlare di stupratori,spacciatori di droga,mafiosi che ammazzano a tutto spiano…(ma fate un calendario venatorio pure a loro no)?Siete andati a toccare cose che non ce n’era bisogno,già…ma questo lo sapete.GRAZIE ma per favore andate a fare il GRANDE FRATELLO. :evil:

  18. Peppe scrive:

    Non posso fare a meno, a questo punto, di postare la direttiva che viene richiesta all’italia dall’europa. Tenete conto che l’Italia è già ampiamente avanti e al passo con tale direttiva e che una ulteriore modifica non mi sembra che serva. Quindi del tutto gratuita e strumentale. In nome di una direttiva europea ci facciamo i cavoli nostri….
    Ma cosa richiede L’europa? … tenete conto che nella traduzione del testo sembra ci siano numerosi strafalcioni ed errori più o meno voluti quindi … pane per i denti per chi è chiamato a discutere o a opporsi a questa direttiva del tutto non richesta dall’europa.
    La pubblico qui di suguito per gli amici che leggono in lista e che possono da essa trarre qualche spunto in più o qualche considerazione personale in merito:

    Direttiva CEE 18 giugno 1991 n. 477 relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi (1) (Gazzetta Ufficiale CEE n. 256 del 13 settembre 1991) del 13 settembre 1991, modificata dalla Direttiva CEE 21 maggio 2008 n. 2008/51/CE (Gazzetta ufficiale n. L 179 del 08/07/2008 ). Non ancora recepita
    Vedi anche il D.l. 30 dicembre 1992 n. 527 (Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 1993 n. 7), “Attuazione della direttiva 9/477/CEE relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
    In corsivo le parti modificate. La direttiva di modifica dovrà essere recepita dai singoli stati entro due anni (salvo modifiche dell’ultimo momento). Fino ad allora non avrà efficacia diretta interna.
    Capitolo I
    Campo di applicazione
    Articolo 1
    1. Ai fini della presente direttiva, si intende per “arma da fuoco” qualsiasi arma portatile a canna che espelle, è progettata per espellere o può essere trasformata al fine di espellere un colpo, una pallottola o un proiettile mediante l’azione di un esplosivo, ad esclusione delle armi corrispondenti alla definizione, ma escluse per una delle ragioni enunciate nel punto III dell’allegato I. Le armi da fuoco sono classificate nel punto II dell’allegato I.
    – ha l’aspetto di un’arma da fuoco, e
    – a causa delle sue caratteristiche di fabbricazione, o del materiale a tal fine utilizzato, può essere così trasformata.
    1 bis. Ai fini della presente direttiva, si intende per “parti” qualsiasi elemento o elemento di sostituzione specificamente progettato per un’arma da fuoco e indispensabile al suo funzionamento, in particolare la canna, la carcassa o la scatola di culatta, l’otturatore o il tamburo, la culatta mobile o il blocco di culatta, nonché ogni dispositivo progettato o adattato per attenuare il rumore causato da uno sparo di arma da fuoco
    1 ter. Ai fini della presente direttiva, si intende per “munizione” l’insieme della cartuccia o dei suoi componenti, compresi i bossoli, gli inneschi, la polvere da sparo, le pallottole o i proiettili, utilizzati in un’arma da fuoco, a condizione che essi siano sottoposti ad autorizzazione nello Stato interessato.
    1 quater. Ai fini della presente direttiva, si intende per “tracciabilità” il controllo sistematico del percorso delle armi da fuoco e, ove possibile, delle loro parti e munizioni, dal fabbricante all’acquirente, con l’intento di assistere le autorità degli Stati membri a individuare e analizzare la fabbricazione e il traffico illeciti e condurre indagini.
    1 quinquies. Ai fini della presente direttiva, si intende per “intermediario” qualsiasi persona fisica o giuridica, diversa dall’armaiolo, che eserciti un’attività professionale consistente integralmente o parzialmente nell’acquisto, nella vendita o nell’organizzazione del trasferimento delle armi.
    2. Ai fini della presente direttiva, si intende per “armaiolo” qualsiasi persona fisica o giuridica che eserciti un’attività professionale consistente integralmente o parzialmente nella fabbricazione, nel commercio, nello scambio, nella locazione, nella riparazione o nella trasformazione di armi da fuoco, loro parti e munizioni.
    2 bis . Ai fini della presente direttiva si intende per “fabbricazione illecita” la fabbricazione o l’assemblaggio di armi da fuoco, loro parti o munizioni a partire da componenti essenziali di tali armi da fuoco oggetto di traffico illecito, senza licenza o autorizzazione rilasciate in conformità degli articoli 1, paragrafo 2 e 4 della direttiva da un’autorità competente dello Stato membro in cui viene effettuata la fabbricazione o l’assemblaggio; oppure senza marcatura delle armi da fuoco assemblate al momento della fabbricazione, in conformità dell’articolo 4, paragrafo 1).
    2 ter . Ai fini della presente direttiva si intende per “traffico illecito” l’acquisizione, la vendita, la consegna, il trasporto o il trasferimento di armi da fuoco, loro parti e munizioni a partire dal territorio di uno Stato membro e attraverso quest’ultimo verso il territorio di un altro Stato membro se uno degli Stati membri coinvolti non lo autorizza in conformità delle disposizioni della presente direttiva o se le armi da fuoco assemblate non sono provviste di marcatura conformemente all’articolo 4, paragrafo 1.”;
    3. Ai fini dell’applicazione della presente direttiva, le persone sono considerate residenti del paese indicato nell’indirizzo che figura su un documento attestante la residenza, in particolare il passaporto o una carta d’identità, che viene esibito alle autorità di uno Stato membro oppure ad un armaiolo all’atto di un controllo della detenzione o al momento dell’ acquisizione.
    4. La carta europea d’arma da fuoco è un documento rilasciato dalle autorità degli Stati membri alla persona che diviene detentore e utilizzatore legittimo di un’arma da fuoco, su richiesta della stessa. Tale documento ha una validità massima di cinque anni. Questo periodo di validità è prorogabile. La carta contiene le indicazioni previste nell’allegato II. La carta europea d’arma da fuoco è un documento personale su cui figurano l’arma o le armi da fuoco detenute e utilizzate dal titolare della carta. Tale carta deve essere sempre in possesso di chi utilizza l’arma. Eventuali cambiamenti di detenzione o delle caratteristiche dell’arma da fuoco, così come la perdita o il furto dell’arma stessa, sono annotati sulla carta.
    - Commento al comma 1: La direttiva si applica solo alle armi da fuoco; utile la precisazione, già contenuta nel Protocollo Onu, che lo sparo si ha solo attraverso una canna, cosa che molti sciocchi tendevano ad ignorare. Arma da fuoco è solo quella che usa la polvere da sparo o materia esplodente simile. In base allo allegato I sono assimilate ad esse le “ armi non da fuoco “ secondo la definizione data dalle legislazioni nazionali”.
    Si precisa inoltre che un’arma deve avere l’aspetto di arma da fuoco (altrimenti è arma camuffata e come tale vietata). Vengono equiparate alle armi gli oggetti aventi forma ed aspetto di arma e che possono essere trasformati in armi.
    Sono precetti già contenuti nella normativa italiana la quale considera armi a tuti gli effetti anche quelle ad aria o gas compressi. Ad esse non si applicherà la direttiva la quale, è opportuno ricordarlo, stabilisce le misure minime che gli stati debbono adottare, ma non impedisce l’adozione di regole più restrittive..
    - Commento al comma 1 bis : Viene precisata la definizione di parte essenziale a quale deve essere una parte dell’arma indispensabile al suo funzionamento e appositamente progettata per essa; quindi non sono parti di armi tutti i pezzi che possono comparire anche in un’arma a salve o in strumenti da sparo.
    Vengono assimilati alle parti i silenziatori; il che conferma 1) che non sono proibiti e non sono da guerra; 2) che ogni altro accessorio non è parte.
    Non è parte il caricatore.
    In sostanza è la definizione che ho proposto almeno venti anni fa!
    I nomi delle parti sono stati tradotti a vanvera; il traduttore ha preso il testo francese e lo ha capito male! La scatola di culatta è (nel testo tedesco) il telaio; l’otturatore è il carrello, la culatta mobile è l’otturatore e il blocco di culatta è il cilindro dell’otturatore!
    Comparando i vari testi vediamo di capire che cosa intende la direttiva, tenendo presente che il testo originale è stato studiato dal relatore tedesco per cui le indicazioni nella altre lingue sono solo traduzioni. Il fatto che venga usata la congiunzione “o” non vuol dire che i due termini siano equivalenti, ma che, a seconda del tipo dell’arma, vi può essere l’una o l’altre delle parti indicate.
    Tedesco Italiano Fancese Inglese
    Lauf canna canon barrel
    Rahmen oder Gehäuse la carcassa o la scatola di culatta carcasse ou la boîte de culasse frame or receiver
    Schlitten oder Trommel l’otturatore o il tamburo glissière ou le barillet slide or cylinder
    Verschluss oder Verschlussstück culatta mobile o il blocco di culatta la culasse mobile ou le bloc de culasse bolt or breech block

    Lauf è la canna non vi sono problemi linguistici. E’ chiaro che la direttiva considera parte solo la canna che è parte essenziale di arma e non accessori quali le canne riduttrici di calibro.
    Rahmen o Gehäuse indicano il castello dell’arma e la scatola che contiene i meccanismi dell’arma; cioè il guscio metallico dell’arma; la traduzione più corretta è quella inglese. La parola carcassa è un orribile francesismo e la scatola di culatta è termine riduttivo che sta ad indicare solo il guscio che contiene l’otturatore.
    Schlitten o Trommel indicano il carrello (culatta-otturatore) o il tamburo. La traduzione in italiano con “otturatore” è un grossolano errore.
    Verschluss o Verschlussstück indicano l’otturatore e il blocco di chiusura o comunque il blocco di culatta; in particolare la bascula dei fucili da caccia e l’insieme di parti che formano il sistema di otturazione e chiusura di un’arma.
    – Commento al comma 1 ter: In materia di munizioni la direttiva lascia liberi gli stati di scegliere il regime dei suoi componenti.
    - Commento al comma 1 quinques: Traduzione errata: il testo dice: “che consiste interamente o parzialmente nel fabbricare, vendere, armi da fuoco e munizioni o loro parti oppure nel trasportare armi”.
    - Commento al comma 2: la definizione di intermediario non ricomprende il commercio di parti di munizioni.
    - Commento al comma 2 bis: Si distingue la fabbricazione partendo dalla materia greggia oppure l’assemblaggio partendo da parti essenziali prodotte da altri in modo illegale. La frase è tradotta male e sembra che il requisito di provenire da traffico illecito sia riferito solo alle parti di armi; invece è riferito anche ai componenti di munizioni.
    - Commento al comma 4: La traduzione è ignobile e fuorviante; ecco la traduzione corretta: “ La carta europea per le armi da fuoco è un documento che, a richiesta, viene rilasciata dalle autorità dello stato membro ad un soggetto che è legittimo detentore o utilizzatore di un’arma. Esso ha validità di cinque anni, prorogabile.La carta contiene le indicazioni previste nell’allegato II. La carta europea d’arma da fuoco è un documento personale su cui figurano l’arma o le armi da fuoco detenute O utilizzate dal titolare della carta.”
    Articolo 2
    1. La presente direttiva non pregiudica l’applicazione delle disposizioni nazionali relative al porto d’armi o relative alla regolamentazione della caccia e del tiro sportivo.
    2. La presente direttiva non si applica all’acquisizione e alla detenzione, conformemente alla legislazione nazionale, di armi e di munizioni da parte delle forze armate, della polizia o dei servizi pubblici, dei collezionisti e degli organismi a carattere culturale e storico in materia di armi e riconosciuti come tali dallo Stato membro nel quale sono stabiliti. Essa non si applica neppure ai trasferimenti commerciali di armi e munizioni da guerra.
    Articolo 3
    Gli stati membri possono adottare nelle rispettive legislazioni disposizioni più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva, fatti salvi i diritti conferiti ai residenti degli stati membri dall’articolo 12, paragrafo 2.
    Capitolo 2
    Armonizzazione delle legislazioni relative alle armi da fuoco
    Articolo 4
    1. Per poter identificare e rintracciare qualsiasi arma da fuoco assemblata, gli Stati membri, al momento della fabbricazione delle armi da fuoco, [o] esigono una marcatura unica che comprenda il nome del fabbricante, il paese o il luogo di fabbricazione, il numero di serie e l’anno di produzione (qualora non costituisca parte del numero di serie). Questo non pregiudica l’eventuale apposizione del marchio. A tal fine, gli Stati membri possono decidere di applicare le disposizioni di cui alla Convenzione del 1° luglio 1969 sul reciproco riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili (CIP), oppure conservano qualsiasi altro tipo di marcatura unico e facile da applicare, con un codice numerico o alfanumerico, tali da consentire a tutti gli Stati membri di identificare agevolmente il paese di fabbricazione. La marcatura è apposta su una parte essenziale dell’arma da fuoco la cui distruzione renderebbe l’arma inutilizzabile.
    Gli Stati membri impongono la marcatura di ogni unità elementare di imballaggio di munizioni complete, in modo che risultino il nome del fabbricante, il numero di identificazione del lotto, il calibro e il tipo di munizione. A tal fine, gli Stati membri possono decidere di applicare le disposizioni di cui alla CIP .
    Inoltre gli Stati membri si adoperano affinché nei trasferimenti di armi da fuoco dalle scorte governative verso usi permanentemente civili le armi in questione siano provviste dell’opportuna marcatura unica, che consente agli Stati di identificare facilmente il paese del trasferimento.
    2. Ogni Stato membro prescrive che l’esercizio dell’attività di armaiolo sul proprio territorio sia subordinato al rilascio di un’autorizzazione, che viene effettuato dopo aver verificato l’integrità privata e professionale e le competenze dell’armaiolo. Se si tratta di una persona giuridica il controllo viene effettuato sulla persona che dirige l’impresa.
    3. Ogni Stato membro garantisce, entro e non oltre il 31 dicembre 2014, la tenuta di un archivio computerizzato, centralizzato o decentrato, che garantisca l’accesso delle autorità autorizzate all’archivio in cui viene registrata ogni arma da fuoco oggetto della presente direttiva. Tale archivio registra e conserva per non meno di 20 anni, per ciascuna arma da fuoco, il tipo, la marca, il modello, il calibro, il numero di serie e l’anno di fabbricazione, nonché i nomi e gli indirizzi del fornitore e dell’acquirente o del detentore.
    Durante il loro periodo di attività, gli armaioli sono tenuti a conservare un registro nel quale vengono iscritte tutte le armi da fuoco, oggetto della presente direttiva, in entrata o in uscita, con i dati che ne consentono l’identificazione e la tracciabilità, ovvero il tipo, la marca, il modello, il calibro ed il numero di fabbricazione, nonché i nomi e gli indirizzi del fornitore e dell’acquirente. Al momento della cessazione dell’attività, gli armaioli sono tenuti a consegnare il registro all’autorità nazionale competente per il sistema di registrazione di cui al comma 1.
    Gli Stati membri garantiscono che le armi da fuoco o le loro parti immesse sul mercato siano provviste di marcatura e registrate in conformità della presente direttiva, o siano disattivate.
    Gli Stati membri assicurano che tutte le armi da fuoco possano essere collegate ai loro attuali proprietari. Tuttavia, per quanto riguarda le armi da fuoco della categoria D, gli Stati membri istituiscono, a partire dal [data della trasposizione], adeguate misure di tracciabilità comprese, a partire dal 31 dicembre 2014, misure che permettano il collegamento agli attuali proprietari delle armi da fuoco immesse sul mercato dopo il [data della trasposizione].
    Commento al comma 1: Vi sono errori di traduzione; il testo non dice “conservano” ma “stabiliscono”. Inoltre l’ultimo periodo del primo comma recita: “La marchiatura deve essere apposta su di una parte essenziale o su una parte strutturale la cui distruzione renderebbe inutilizzabile l’arma”. Quindi la marchiatura può essere fatta anche sul telaio.
    Articolo 4 bis
    Fatto salvo l’articolo 3, gli Stati membri consentono l’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco solo alle persone in possesso della licenza o, per quanto riguarda le categorie C o D, del permesso corrispondente ai sensi della legislazione nazionale.
    Articolo 4 ter
    Gli Stati membri esaminano la possibilità di istituire un sistema volto a regolamentare le attività degli intermediari. Tale sistema può comprendere una o più misure quali:
    a) l’obbligo di registrazione per gli intermediari che operano sul loro territorio;
    b) l’obbligo di detenere una licenza o un’autorizzazione di intermediazione.
    Articolo 5
    Fatto salvo l’articolo 3, gli Stati membri permettono l’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco soltanto a persone che abbiano un motivo valido e che:
    a) abbiano raggiunto l’età di 18 anni, salvo deroga (ad eccezione dell’acquisto) per la pratica della caccia e del tiro sportivo, purché le persone di età inferiore ai 18 anni siano in possesso dell’autorizzazione parentale o siano sotto la guida parentale o di un adulto titolare di una licenza di porto d’armi o di caccia in corso di validità o facciano parte di un centro di addestramento autorizzato o diversamente abilitato;
    b) non possano con ogni probabilità costituire un pericolo per sé stesse, per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza. La condanna per un reato volontario grave è considerata indicativa di un tale pericolo.
    Gli Stati membri possono ritirare il permesso di detenere le armi se non è più soddisfatta una delle condizioni che ha legittimato il rilascio.
    Gli Stati membri possono vietare a persone residenti nel loro territorio la detenzione di un’arma acquisita in un altro Stato membro soltanto se vietano l’acquisizione della stessa arma nel proprio territorio.
    - Commento: La traduzione imprecisa e fuorviante; la lettera a) recita “Abbiano almeno 18 anni, salvo che si tratti di minori di 18 anni che ricevano (ma non acquistino) il possesso armi da fuoco quali cacciatori o tiratori purché vi sia autorizzazione parentale o purché agiscano sotto la guida di un adulto munito di valida licenza di porto d’armi oppure che si trovano in un poligono di tiro consentito.
    Alla lettera b) si deve dire reato “doloso” e non reato volontario. L’espressione “con ogni probabilità” è sparita dal testo francese. Nel testo inglese vi è il termine “likely”. Quindi la traduzione più corretta potrebbe esse “verosimilmente”.
    Articolo 6
    Gli stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie al fine di vietare l’acquisizione e la detenzione delle armi da fuoco e delle munizioni della categoria a). Le autorità competenti possono, in casi particolari, concedere autorizzazioni per le armi da fuoco e le munizioni di cui sopra quando non lo impediscano la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico.
    1 bis. Gli Stati membri garantiscono che, ad eccezione di quanto riguarda gli armaioli, l’acquisizione di armi da fuoco, di loro parti e munizioni per il tramite di tecniche di comunicazione a distanza, quali definite all’articolo 2 della direttiva 97/7/CE è soggetta, se autorizzata, ad un rigoroso controllo
    3 bis. Gli Stati membri possono prevedere di concedere alle persone per le quali si è stabilito che soddisfano le condizioni per la concessione di autorizzazioni per armi da fuoco, una licenza pluriennale per l’acquisizione e la detenzione di tutte le armi da fuoco soggette ad autorizzazione, fermi restando l’obbligo di notificare alle autorità competenti eventuali trasferimenti, la verifica periodica che esse continuano a soddisfare le condizioni prescritte e i limiti massimi per la detenzione stabiliti nella legislazione nazionale..
    3 ter. Gli Stati membri adottano norme per assicurare che coloro che sono in possesso di autorizzazione ai sensi della legislazione nazionale alla detenzione di armi da fuoco della categoria B, al momento dell’entrata in vigore della presente direttiva non abbiano bisogno di richiedere una licenza o un permesso per le armi da fuoco delle categorie C o D da essi detenute, a motivo dell’entrata in vigore della presente direttiva. Tuttavia, qualsiasi successivo trasferimento di armi delle categorie C o D è soggetto all’ottenimento o al possesso di una licenza da parte del cessionario o ad una specifica autorizzazione per la loro detenzione in conformità del diritto nazionale.”
    Articolo 7
    1. Un’arma da fuoco della categoria b può essere acquisita nel territorio di uno Stato membro soltanto su autorizzazione di quest’ultimo all’acquirente.
    Tale autorizzazione non può essere concessa a un residente di un altro Stato membro senza preventivo accordo di quest’ultimo.
    2. Un’arma da fuoco della categoria b può essere detenuta nel territorio di uno Stato membro soltanto su autorizzazione rilasciata dallo stesso al detentore. Se il detentore e residente di un altro Stato membro, quest’ultimo ne è informato.
    3. Le autorizzazioni di acquisire e detenere un’arma da fuoco della categoria b possono risultare da un’unica decisione amministrativa.
    3 bis. Gli Stati membri possono prevedere di concedere alle persone per le quali si è stabilito che soddisfano le condizioni per la concessione di autorizzazioni per armi da fuoco, una licenza pluriennale per l’acquisizione e la detenzione di tutte le armi da fuoco soggette ad autorizzazione, fermi restando l’obbligo di notificare alle autorità competenti eventuali trasferimenti, la verifica periodica che esse continuano a soddisfare le condizioni prescritte e i limiti massimi per la detenzione stabiliti nella legislazione nazionale
    3 ter. Gli Stati membri adottano norme per assicurare che coloro che sono in possesso di autorizzazione ai sensi della legislazione nazionale alla detenzione di armi da fuoco della categoria B, al momento dell’entrata in vigore della presente direttiva non abbiano bisogno di richiedere una licenza o un permesso per le armi da fuoco delle categorie C o D da essi detenute, a motivo dell’entrata in vigore della presente direttiva. Tuttavia, qualsiasi successivo trasferimento di armi delle categorie C o D è soggetto all’ottenimento o al possesso di una licenza da parte del cessionario o ad una specifica autorizzazione per la loro detenzione in conformità del diritto nazionale.”
    Articolo 8
    1. Un’arma da fuoco della categoria c può essere detenuta soltanto se il detentore abbia rilasciato una dichiarazione in tal senso alle autorità dello Stato in cui e detenuta l’arma.
    Gli stati membri prevedono la dichiarazione obbligatoria di tutte le armi da fuoco della categoria c attualmente detenute nel loro territorio entro il termine di un anno a decorrere dall’entrata in vigore delle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva.
    2. I venditori, gli armaioli o i privati informano le autorità dello Stato membro in cui hanno avuto luogo, in merito a tutte le cessioni o consegne di armi da fuoco della categoria c, precisando gli elementi di identificazione dell’acquirente e dell’arma da fuoco. Se l’acquirente risiede in un altro Stato membro, quest’ultimo viene informato dell’acquisi zione dallo Stato membro dove e stata effettuata l’operazione e dall’acquirente stesso.
    3. Se uno Stato membro vieta o sottopone ad autorizzazione nel suo territorio l’acquisizione e la detenzione di un’arma da fuoco della categoria b, c oppure d, ne informa gli altri stati membri, che ne fanno espressa menzione in caso di eventuale rilascio di una carta europea d’arma per l’arma in questione, in applicazione dell’articolo 12, paragrafo 2.
    Articolo 9
    1. La cessione di un’arma da fuoco delle categorie a, b e c una persona non residente nello Stato membro in questione e autorizzata, a condizione che siano rispettati gli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8:
    – ad un acquirente che abbia ottenuto l’autorizzazione ai sensi dell’articolo 11 di effettuare egli stesso il trasferimento verso il suo paese di residenza;
    - ad un acquirente che presenti una dichiarazione scritta attestante e motivante la sua intenzione di detenere l’arma nello Stato membro di acquisizione, purché soddisfi alle condizioni legali relative alla detenzione.
    2. Gli stati membri possono autorizzare la cessione temporanea delle armi da fuoco in base a modalità da essi stabilite.
    Articolo 10
    Il regime di acquisizione e di detenzione delle munizioni è identico al regime di detenzione delle armi da fuoco alle quali sono destinate.
    Capitolo 3
    Formalità relative alla circolazione delle armi nella comunità
    Articolo 11
    1. Fatto salvo l’articolo 12, le armi da fuoco possono essere trasferite da uno Stato membro ad un altro unicamente se si applica la procedura prevista nei paragrafi che seguono. Tali disposizioni si applicano anche al trasferimento di un’arma da fuoco in seguito a vendita per corrispondenza.
    2. Per quanto riguarda i trasferimenti di armi da fuoco verso un altro Stato membro, prima di ogni spedizione l’interessato comunica allo Stato membro nel quale si trovano le armi:
    - il nome e l’indirizzo del venditore o cedente e dell’acquirente o cessionario oppure, e eventualmente, del proprietario,
    - l’indirizzo del luogo in cui verranno spedite o trasportate le armi,
    - il numero di armi che fanno parte della spedizione o del trasporto,
    - i dati che consentono l’identificazione di ciascuna arma ed inoltre l’indicazione che l’arma da fuoco ha formato oggetto di un controllo in base alle disposizioni della convenzione del 1° luglio 1969 relativa al reciproco riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili,
    - il mezzo di trasferimento,
    - la data di partenza e la data prevista per l’arrivo.
    Le informazioni di cui ai due ultimi trattini non devono essere fornite in caso di trasferimento tra armaioli.
    Lo Stato membro esamina le condizioni in cui avrà luogo il trasferimento, soprattutto sotto il profilo della sicurezza.
    Se autorizza tale trasferimento, lo Stato membro rilascia una licenza contenente tutte le indicazioni di cui al primo comma. La licenza deve accompagnare le armi da fuoco fino a destinazione; essa deve essere esibita ad ogni richiesta delle autorità degli stati membri.
    3. Per quanto riguarda il trasferimento di armi da fuoco diverse dalle armi da guerra, escluse dal campo di applicazione della presente direttiva conformemente all’articolo 2, paragrafo 2, ogni Stato membro può concedere agli armaioli il diritto di effettuare trasferimenti di armi da fuoco dal suo territorio verso un armaiolo stabilito in un altro Stato membro senza l’autorizzazione preventiva prevista al paragrafo 2. A tal fine esso rilascia una licenza con validità massima di tre anni, che può essere sospesa o annullata in qualsiasi momento con decisione motivata. Un documento facente riferimento a detta licenza deve accompagnare le armi da fuoco fino a destinazione ed essere esibito ad ogni richiesta delle autorità degli stati membri.
    Prima della data del trasferimento, entro un termine che lasci tempo sufficiente alle autorità dello Stato membro a partire dal quale il trasferimento sarà effettuato, gli armaioli comunicano a tali autorità tutte le informazioni di cui al paragrafo 2, primo comma. Le autorità pubbliche degli Stati membri interessati effettuano ispezioni, se necessario sul posto, al fine di verificare la corrispondenza fra le informazioni comunicate dagli armaioli e le caratteristiche effettive del trasferimento.
    4. Ogni Stato membro comunica agli altri stati membri un elenco di armi da fuoco il cui trasferimento nel suo territorio può essere autorizzato senza il suo accordo preventivo.
    Tali elenchi di armi da fuoco saranno comunicati agli armaioli in possesso di licenza per il trasferimento di armi da fuoco senza autorizzazione preventiva nel quadro della procedura prevista al paragrafo 3.
    Articolo 12
    1. Salvo il caso in cui venga seguita la procedura prevista all’articolo 11, la detenzione di un’arma da fuoco durante un viaggio attraverso due o più Stati membri e permessa soltanto se l’interessato ha ottenuto l’autorizzazione di detti stati membri.
    Gli stati membri possono concedere tale autorizzazione per uno o più viaggi, per il periodo massimo di un anno, rinnovabile. Dette autorizzazioni saranno menzionate sulla carta europea d’arma che il viaggiatore deve esibire ad ogni richiesta delle autorità degli stati membri.
    2. In deroga al paragrafo 1, i cacciatori, per le categorie C e D, e i tiratori sportivi, per le categorie B, C e D, possono detenere senza autorizzazione preventiva una o più armi da fuoco durante un viaggio effettuato attraverso due o più Stati membri per praticare le loro attività, purché siano in possesso della carta europea d’arma da fuoco su cui figura l’indicazione di detta o dette armi e purché siano in grado di motivare il loro viaggio, segnatamente presentando un invito o un’altra prova delle loro attività di caccia o di tiro sportivo nello Stato membro di destinazione.
    Gli Stati membri non possono subordinare l’accettazione di una carta europea d’arma da fuoco al pagamento di tasse o diritti.
    Tuttavia tale deroga non si applica ai viaggi verso un Stato membro che, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 3, vieti l’acquisizione e la detenzione dell’arma in questione o che ne prescriva l’ autorizzazione; in tal caso, la Carta europea d’arma da fuoco dovrà contenere un’espressa indicazione.
    Nell’ambito della relazione di cui all’articolo 17, la commissione esaminerà, in consultazione con gli stati membri, anche i risultati dell’applicazione del secondo comma, in particolare per quanto riguarda le sue ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblici.
    3. Mediante accordi di riconoscimento reciproco di documenti nazionali, due o più stati membri possono istituire un regime più flessibile di quello previsto al presente articolo ai fini della circolazione nel loro territorio con un’arma da fuoco.

    Articolo 13
    1. Ogni Stato membro trasmette tutte le informazioni utili di cui dispone, in materia di trasferimenti definitivi di armi da fuoco, allo Stato membro verso il cui territorio viene effettuato il trasferimento.
    2. Tutte le informazioni che gli Stati membri ricevono in forza delle procedure previste all’articolo 11 sui trasferimenti di armi da fuoco, nonché all’articolo 7, paragrafo 2 e all’articolo 8, paragrafo 2, sull’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco da parte di non residenti, sono comunicate, al più tardi al momento del trasferimento, allo Stato membro di destinazione e, se necessario, al più tardi al momento del trasferimento, agli Stati membri di transito.
    3. Ai fini di un’efficace applicazione della presente direttiva, gli Stati membri scambiano regolarmente informazioni. A tal fine, la Commissione istituisce, al più tardi entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente direttiva un gruppo di contatto per lo scambio di informazioni ai fini dell’applicazione del presente articolo. Ogni Stato membro indica agli altri Stati membri e alla Commissione le autorità nazionali incaricate di trasmettere e ricevere informazioni nonché di assolvere gli obblighi di cui all’articolo 11, paragrafo 4.
    Articolo 13 bis
    1. La Commissione è assistita da un comitato.
    2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.
    Il periodo previsto all’articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
    3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
    Articolo 14
    Gli stati membri adottano tutte le disposizioni per vietare l’ingresso nel loro territorio:
    - di un’arma da fuoco, salvo nei casi previsti dagli articoli 11 e 12 e purché vengano rispettate le condizioni ivi stabilite;
    -di un’arma diversa da quelle da fuoco, a condizione che le disposizioni nazionali dello Stato membro in questione lo permettano.
    Capitolo 4
    Disposizioni finali
    Articolo 15
    1. Gli stati membri intensificano i controlli sulla detenzione di armi alle frontiere esterne della Comunità. In particolare, essi vigilano affinché i viaggiatori provenienti da paesi terzi con l’intenzione di recarsi in un secondo Stato membro rispettino l’articolo 12.
    2. La presente direttiva non osta ai controlli effettuati dagli stati membri oppure dal trasportatore all’atto dell’imbarco su un mezzo di trasporto.
    3. Gli stati membri informano la commissione in merito alle modalità in base alle quali vengono effettuati i controlli di cui ai paragrafi 1 e 2. La Commissione raccoglie tali informazioni e le mette a disposizione di tutti gli stati membri.
    4. Gli stati membri comunicano alla commissione le loro disposizioni nazionali, comprese le modifiche, in materia di acquisto e detenzione di armi, qualora la legislazione nazionale sia più rigorosa della disposizione minima da adottare. La commissione trasmette tali informazioni agli altri stati membri.
    Articolo 16
    Gli Stati membri stabiliscono le sanzioni da irrogare in caso di infrazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della presente direttiva ed adottano ogni misura necessaria per assicurarne l’esecuzione. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
    Articolo 17
    Entro cinque anni dalla data di trasposizione della presente direttiva nel diritto nazionale, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in merito alla situazione risultante dall’applicazione della presente direttiva, presentando eventualmente delle proposte.
    Entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva, la Commissione effettua uno studio e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sui possibili vantaggi e svantaggi di una riduzione a due categorie di armi da fuoco (proibite o autorizzate) in vista di un miglioramento del funzionamento del mercato per i prodotti in questione, attraverso un’eventuale semplificazione.
    Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva nel diritto nazionale, una relazione presenta le conclusioni di uno studio sulla questione della commercializzazione delle armi copiate per determinare se l’inserimento di tali prodotti nella presente direttiva è possibile e auspicabile.
    Articolo 18
    Gli stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva in tempo utile perché le misure da essa previste si applichino al più tardi il 1° gennaio 1993. Essi comunicano immediatamente le misure adottate alla commissione e agli altri stati membri.
    Quando gli stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli stati membri.
    Allegato I
    I – Ai sensi della presente direttiva, si intendono per “ armi “:
    - qualsiasi arma da fuoco secondo la definizione di cui all’articolo 1
    - le “ armi non da fuoco “ secondo la definizione data dalle legislazioni nazionali.
    II – Ai sensi della presente direttiva, si intendono per “ armi da fuoco “:
    a. Gli oggetti che rientrano in una delle categorie seguenti, ad esclusione degli oggetti corrispondenti alla definizione ma esclusi per le ragioni citate al punto III:
    Categoria a – armi da fuoco proibite
    1. Dispositivi di lancio ed ordigni per uso militare ad effetto esplosivo
    2. Le armi da fuoco automatiche
    3. Le armi da fuoco camuffate sotto forma di altro oggetto
    4. Le munizioni a pallottole perforanti, esplosive o incendiarie, nonché i proiettili per dette munizioni
    5. Le munizioni per pistole e rivoltelle dotate di proiettili ad espansione nonché tali proiettili, salvo quelle destinate alle armi da caccia o da tiro sportivo per le persone abilitate ad usare tali armi.
    Categoria b – armi da fuoco soggette ad autorizzazione
    1. Le armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione
    2. Le armi da fuoco corte a colpo singolo, a percussione centrale
    3. Le armi da fuoco corte, a colpo singolo, a percussione nucleare (ovviamente si voleva dire “anulare”!!), di lunghezza totale inferiore a 28 cm
    4. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche a serbatoio e camera idonei a contenere più di tre cartucce
    5. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche con serbatoio e camera contenenti al massimo tre cartucce, il cui caricatore non è fissato e per le quali non si garantisce che non possano essere trasformate, mediante strumenti manuali, in armi con serbatoio e camera idonei a contenere più di tre cartucce
    6. Le armi da fuoco lunghe a ripetizione e semiautomatiche a canna liscia, la cui canna non supera i 60 cm
    7. Le armi da fuoco per uso civile semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica.
    Categoria c – armi da fuoco soggette a dichiarazione
    1. Le armi da fuoco lunghe a ripetizione diverse da quelle di cui al punto B 6
    2. Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo dotate di canna rigata
    3. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche diverse da quelle di cui alla categoria b, punti 4-7
    4. Le armi da fuoco corte, a colpo singolo, a percussione anulare, di lunghezza totale superiore o uguale a 28 cm
    Categoria d – altre armi da fuoco
    a. Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo a canna liscia.
    b. Le parti essenziali delle suddette armi da fuoco; il meccanismo di chiusura, la camera e la canna delle armi da fuoco, in quanto oggetti distinti, rientrano nella categoria in cui è stata classificata l’arma da fuoco di cui fanno o sono destinati a fare parte.
    III – Ai sensi del presente allegato, non sono inclusi nella definizione di armi da fuoco gli oggetti che, seppure conformi alla definizione,
    a) sono stati resi definitivamente inservibili mediante una neutralizzazione tale da rendere tutte le parti essenziali dell’arma da fuoco definitivamente inutilizzabili e impossibili da asportare, sostituire o modificare ai fini di una eventuale riattivazione;
    b) sono concepiti per allarme, segnalazione, salvataggio, macellazione, pesca all’arpione oppure sono destinati a impieghi industriali e tecnici, purché possano venire utilizzati unicamente per tali scopi specifici;
    c) sono armi antiche o loro riproduzioni, a condizione che non siano comprese nelle categorie precedenti e che siano soggette alle legislazioni nazionali.
    Fino al coordinamento a livello comunitario, gli stati membri possono applicare le loro legislazioni nazionali per quanto riguarda le armi da fuoco di cui al presente punto.
    Gli Stati membri adottano disposizioni in base alle quali un’autorità competente verifica le misure di neutralizzazione di cui al punto a) al fine di garantire che le modifiche apportate all’arma da fuoco la rendano irreversibilmente inutilizzabile. Gli Stati membri, nel quadro della suddetta verifica, prevedono di rilasciare un certificato o un documento attestante la neutralizzazione dell’arma da fuoco, o l’applicazione a tal fine sull’arma da fuoco di una marcatura ben visibile. La Commissione pubblica orientamenti comuni, seguendo la procedura di cui all’articolo 13 bis, paragrafo 2, sulle norme e le tecniche di disattivazione, al fine di garantire che le armi da fuoco disattivate siano permanentemente inutilizzabili.
    IV – Ai sensi del presente allegato, si intende per:
    a) “ arma da fuoco corta “ un’arma da fuoco la cui canna ha una lunghezza inferiore ai 30 cm oppure la cui lunghezza totale non supera i 60 cm;
    b) “ arma da fuoco lunga “ qualsiasi arma da fuoco diversa dalle armi da fuoco corte;
    c) “ arma automatica “ un’arma da fuoco che dopo ogni sparo si ricarica da sola e che può sparare più colpi a raffica azionando una sola volta il grilletto;
    d) “ arma semiautomatica “ un’arma da fuoco che dopo ogni sparo si ricarica automaticamente e che può sparare un solo colpo azionando una sola volta il grilletto;
    e) “ arma a ripetizione “ un’arma da fuoco che dopo ogni sparo viene ricaricata manualmente inserendo nella canna una cartuccia, prelevata dal serbatoio e trasportata tramite un meccanismo;
    f) “ arma a colpo singolo “ un’arma da fuoco senza serbatoio che prima di ogni sparo va caricata introducendo manualmente le munizioni nella camera o nell’incavo all’uopo previsto all’entrata della canna;
    g) “ munizione a pallottole perforanti “: munizione per uso militare con pallottola blindata a nucleo duro perforante;
    h) “ munizione a pallottole esplosive “: munizione per uso militare con pallottola contenente una carica che esplode al momento dell’impatto;
    i) “ munizione a pallottole incendiarie “: munizione per uso militare con pallottole contenente una miscela chimica che si infiamma al contatto con l’aria o al momento dell’impatto.
    Allegato II
    Carta europea d’arma da fuoco
    La carta dovrà prevedere le rubriche seguenti:
    a) identificazione del detentore;
    b) identificazione dell’arma o delle armi da fuoco, comprendente la menzione della categoria ai sensi della presente direttiva;
    c) periodo di validità della carta;
    d) parte riservata alle annotazioni dello Stato membro che ha rilasciato la carta (natura e riferimenti delle autorizzazioni, ecc.);
    e) parte riservata alle annotazioni degli altri stati membri (autorizzazione di ingresso, ecc.);
    f) le seguenti menzioni:
    “ il diritto ad effettuare un viaggio verso un altro Stato membro con un’arma o armi delle categorie b, c e d menzionate sulla presente carta è subordinato ad un’autorizzazione o ad autorizzazioni corrispondenti preventive delle autorità dello Stato membro visitato. Tale o tali autorizzazioni possono essere indicate sulla carta.
    La formalità di autorizzazione preventiva di cui sopra non e, in principio, necessaria per effettuare un viaggio con un’arma di categoria c o d per l’esercizio della caccia o con un’arma di categoria b, c o d per l’esercizio del tiro sportivo, a condizione di essere in possesso della carta d’arma e di poter fornire il motivo del viaggio. “
    Qualora uno Stato membro abbia informato gli altri stati membri, conformemente all’articolo 8, paragrafo 3, che la detenzione di talune armi da fuoco delle categorie c o d e vietata nel suo territorio viene aggiunta una delle seguenti menzioni:
    “ un viaggio in . . . . . [stato(i) interessato(i)] con l’arma . . . . .
    [identificazione] è vietato. “
    “ un viaggio in . . . . . [stato(i) interessato(i)] con l’arma . . . . .
    [identificazione] è soggetto ad autorizzazione. “
    Fine del testo della direttiva del 1991 con le modifiche contenute nell’art. 1 della direttiva del 2007
    Restanti articoli della direttiva 2008:
    Articolo 2
    1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [ventiquattro mesi dall'entrata in vigore ]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.
    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
    2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
    Articolo 3
    La presente direttiva entra in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
    Articolo 4
    Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
    - Commento: Le novità non sono molte per noi italiani che già avevamo una normativa molto precisa. Le novità con cui dovremo confrontarci sono:
    -La più precisa nozione di parte d’arma che rettifica le interpretazioni fantasiose della Cassazione.
    - Dovranno essere emanate norme europee uniformi per le armi disattivate ed esse dovranno recare un marchio attestante la corretta disattivazione (ovviamente potrà applicarsi solo alle armi disattivate dopo l’entrata in vigore delle norme).
    - La detenzione delle armi potrà essere subordinato all’esistenza di un motivo valido. La norma è già contenuta nella nostra legge, ma bisogna vigilare affinché il ministero non prenda lo spunto per norme di inconsulta discrezionalità. E’ chiaro che i motivi non possono essere che quelli tradizionali di caccia, difesa sport, studio, collezionismo.
    - La direttiva precisa i limiti del divieto delle munizioni espansive e il legislatore italiano dovrà rettificare l’errore commesso con il recepimento della direttiva del 1991.

    • Marco scrive:

      :evil: a Peppe… me lo fai apposta?
      Oggi ho l’ulcera che mi sta demolendo :evil: , con queste chicche ho finito lo scatoletto di Ranidil ! :(
      Era meglio quando Internet non ce lo avevo, almeno nun sapevo una cippa e non mi rodevo le budella come sto facendo ora.
      Ma è mai possibile! Siamo proprio una repubblica delle banane e di questo passo vedrai che ci toccherà pure raddrizzarle le banane! Che schifo!
      Sempre più arcipentito del voto che ho dato a questa coailizione… il cosidetto governo amico. :evil:

      • Peppe scrive:

        Ciao Marco, non devi roderti le budella , ma legerti e attentamente cosa ci chiede l’europa, ma soprattutto vanno letti gli errori di traduzione o gli strafalcioni di battitura ( più o meno non voluti ) perchè è su quelli che il “governo amico” ci sta imperneando l’intera porcata. Ho verificato e quello che mi hai detto a propostito della trasmissione su Rai 3 ( amori criminali ) condotta dalla Palombelli e andata in onda in prima serata il 16/08/10 è vero. Hanno incominciato a suonare sul tamburo, proprio come fecero con l’articolo 38 che ci vide da Bruno vespa con su scritto nello schermo CACCIA NO LIMITS o boiate del genere. Quindi per tutti gli amici in lista e per tutti gli addetti ai “lavori” cominciamo noi della base a organizzarci con dei legali per fare esaminare il testo e portiamo in piazza il nostro sdegno verso questo disegno illiberale. Degno di uno statarello centro africano, altro che “popolo della libertà” :evil:
        Non rimaniamo alla finestra e cerchiamo di coinvolgere tutti, credo che la piazza serva e vada davvero riempita di contenuti. E qui di contenuti illiberali ce ne sono a iosa!

  19. Ezio scrive:

    Mi pare di aver letto troppe volte la parola “membri” e “membro” … Non è che vorrà dire qualcosa???!!! :roll:

    Ragà…qui ogni tanto se non si sdrammatizza si rischia veramente di andare a casa, fare le valigie in fretta e partire per il ….Canada!!! 8O

  20. giovanni59 scrive:

    Beati voi io non ci ho capito un cazz!! speriamo in una semplificazione della :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: fisat.

  21. El Tega scrive:

    Ma qui non è possibile inserire un miliardo di emendamenti, visto che ci hanno insegnato ampiamente come fare???? Nel caso, quali sarebbero le novità per un cacciatore medio italiano che caccia solo nel suo ambito? Si, perchè come dice Giovanni59, neanche io ci ho capito un granchè…

  22. henri (radere igor) scrive:

    Codesti personaggi nooo. Ci mancherebbe. Fategli pure un monumento poverini tanto i problemi li creano solo i possessori di armi, i cretini, di cui è pieno il mondo lasciamoli fare.

    HomeProvinciaBlitz notturno Animalisti “liberano” 2000 visoni
    CONCO/1. Colpito l’allevamento Pozza degli animali da pelliccia
    Ieri l’incursione in località Savi Nella notte “attaccati” vari pollai

    19/08/2010
    e-mailprintA
    Un esemplare di visone. Ieri l’incursione nell’allevamento di Pozza Oltre 2000 visoni per i boschi di Conco. Nuova incursione da parte di ignoti, dopo quello del settembre 2008, nell’allevamento Savi di Gomarolo dove sono state aperte migliaia di gabbie che custodivano gli animali. Il fatto è avvenuto ieri attorno alle 14.30 dove sconosciuti hanno aperto una decina di varchi nella recinzione dell’allevamento per poi procedere allo scassinamento delle gabbie liberando i visoni. Che da subito hanno preso di mira i pollai della zona.
    Il proprietario, Luciano Pozza, si è accorto dell’incursione quando è scattato il sistema d’allarme. Arrivato all’allevamento ha trovato centinaia di animali liberi nell’area delle gabbie, liberi ma terrorizzati. Pozza ha avvertito i carabinieri della stazione di Lusiana che si sono portati immediatamente sul posto e subito dopo ha attivato la catena di mutuo soccorso stabilito tra gli allevatori italiani per far fronte a situazioni del genere. Verso sera erano una trentina di allevatori arrivati da varie regioni d’Italia che, muniti di reti e trappole, cercavano di catturare più animali possibili. Sul posto anche due pattuglie del corpo forestale dello Stato.
    «Non si rendono conto del danno che causano liberando animali non autoctoni nell’ambiente – spiega il comandante del coordinamento distrettuale del corpo forestale ad Asiago, Isidoro Furlan – I mustelidi, che hanno una buona capacità di adattamento, possono provocare un inquinamento biologico e, essendo dei cacciatori formidabili, provocare danni importanti».
    Intanto, in poco tempo, le strade che circondano il Comune sono state costellate dai corpi straziati degli animali finiti sotto le ruote delle auto di passaggio costituendo anche un grave pericolo per la sicurezza stradale.
    «Pensare che ancora oggi troviamo degli animali dell’ultima incursione – riferisce Pozza – Solo tra qualche giorno riuscirò a quantificare il danno economico ma di sicuro non è una ragazzata, questi erano ben organizzati. Basta vedere quanti danni sono riusciti a fare in poco tempo». Per ora non si fanno accenni su sospetti ma è chiaro che le piste sono due, o i malfattori sono da ricondurre a qualche gruppo ambientalista estremista oppure a qualcuno che c’è l’ha con il titolare visto che l’allevamento è stato oggetto di un incendio doloso nel 2005 e poi di una “liberazione” di animali il 25 settembre 2008.

    Gerardo Rigoni

  23. giulio 47 scrive:

    Il giorno 26 agosto la dott. Fenu avrà un incontro con il mio atc fe2 così sentirò,se dopo 47 anni di porto d’armi ho ancora qualcosa da imparare , a dir la verità la cosa mi lascia tanto depresso.
    Leggendo i vostri commenti,cari colleghi mi sembra d’aver capito che l’iniziativa della questura ferrarese credo sia l’unica in questa povera Italia,o sbaglio?
    La dott.Fenu è arrivata presso la questura di Ferrara proveniente da quella di Rimini ,chissà se anche li era promotrice di tali iniziative….?

    giulio fe.

  24. stiv scrive:

    Ma proprio in merito a come veniamo considerati ,avete sentito le notizie date dal telegiornale di CANALE 5 dell’omicidio del prete in Puglia ?
    PRESUBILMENTE E’ STATO UCCISO DA UN CACCIATORE DI CINGHIALI ,LE FORZE DELL’ORDINE HANNO RINVENUTO A TRENTA METRI UN BOSSOLO IN CALIBRO 7,62 NATO CALIBRO CHE SI USA PER LA CACCIA AL CINGHIALE !!!!!
    MA Vi rendete conto chi da le notizie in ITALIA !
    E poi vorremmo dare una immagine seria del nostro mondo “venatorio” ?
    Spero che chi di dovere si faccia sentire con la direzione di canale 5 perchè vengano rettificate certe notizie !

    • giulio 47 scrive:

      Sig Stiv io credo abbiano detto bracconiere che ha scambiato il sacco a pelo per un cinghiale.
      questo ha detto il tg1,il territorio però non mi sembra tanto adatto per il cinghiale.

  25. ilio scrive:

    NO quell’ipocrita incompetente mangiapane a tradimento con la tessere da giornalista in tasca ha detto cacciatore . Questo parassita nemmeno sa che in questo periodo la caccia e chiusa e i cacciatori tengono i fucili in silenzio, mica si è posto il problema che fosse un bracconiere o magari un delinquente comune o mafioso che si aggirava per campi armato di fucile magari rubato con la matricola limata per delinquere.

    Se l’ordine dei giornalisti avesse un minimo di dignità a simili giornalari/e li dovrebbe prendere a calci nel c@@o e strappargli la tessera

    Che categoria di ……………..

  26. ilio scrive:

    Lucas penso proprio che i cacciatori di questi tempi non vadano in giro per campi armati di fucile . Per quelle poche notizie che sono riuscito a sentire causa frastuono nipotina di 3 anni mi sembra di aver capito che la vittima stava ancora nel sacco a pelo, questo fa pensare visto il caldo, che era quasi impossibile che ci si fosse infilato alle 21/22 come e quasi impossibile che alle 6/ 6,15 orario del sorgere del sole sia stato ancora dentro al sacco a pelo . Fatta questa considerazione credo che il delitto sia stato commesso in piena notte perché sull’albeggiare a meno che non si sia ciechi si distingue molto bene il bersaglio considerato pure che in quell’orario il cinghiale è in piena attività e non sdraiato a terra immobile . La mia teoria potrebbe essere del tutto inesatta comunque resta il fatto che con gli orari imposti dalla legge e il periodo di caccia chiusa mi viene strano pensare che sia trattato di un cacciatore seppur di selezione che esercitano i prelievi anche in questi periodi ma sempre a norma di legge con tanto di autorizzazione degli organi preposti. Vedo più un delinquente a spasso per campagne armato l’autore del crimine. Poi certo solo per aver sparato con un fucile da caccia per questi po@@ci gli viene normale dire che è stato un cacciatore,e non fare distinzione con un bracconiere che caccia in orari e tempi vietati per legge. Come quello che successe pochi giorni fa che un giovane dopo una lite si era recato nell’abitazione del padre prendendo un fucile (specificato dal giornalaro di turno da caccia) solo che il fucile da caccia in oggetto (rivelato da un’altra emittente) era a canne mozze (tutti sappiamo a cosa serve) e aveva fatto fuoco contro il rivale In questa italietta purtroppo l’informazione è una casta di intoccabili e si possono permettere di tutto sfidando persino le forze dell’ordine e la Magistratura restando il più delle volte impuniti anche per rivelazioni false se non inventate di sana pianta. Fatte salve pochissime vere e rispettabili penne il resto e sono la stragrande maggioranza sono un branco di cialtroni

    • Marco scrive:

      Concordo pienamente con te ilio. Inoltre il resto della comitiva ha affermato di aver sentito un rumore e poi un auto che ripartiva velocemente. Almeno questo è quello che ha asserito il TG5. Ora …. immagino che tutti voi hanno sentito il “lieve rumore” che fa un 308 Win ( alias 7.62 nato ) e dal momento che il bossolo è stato trovato a soli 30 metri dal religioso mi insospettisce ancora di più. Il resto della comitiva con quel botto ( a meno che non si trattasse di un arma silenziata ) avrebbero dovuto schizzare fuori dai sacchi a pelo per lo spavento. Invece nulla! Tutti a nanna fino all’alba.
      Non mi sembra che chi pratica caccia di selezione cacci con un arma silenziata, ne che a 30 metri non sia in grado di distinguere un sacco a pelo con un cinghiale ( con le ottiche oggi disponibili in commercio ), quindi non mi resta che credere due cose:
      1) i carabinieri hanno preso un grosso abbaglio raccogliendo a terra un bossolo sparato chissa quando e di certo non riconducibile all’omicidio.
      2) l’arma che ha sparato era silenziata e quindi non credo in mano ad un cacciatore ma ad un dalinquente farabutto chemerita di marcire per tutta la vita in prigione.
      Inoltre e concludo se realmente a sparare fosse stato il 7.62, non dovrebbe essere difficile risalire al proprietario ( se si trattasse di un selecontrollore ) a meno che non si tratta di un arma clandestina in mano non a un cacciatore ma ad un criminale.
      Credo che su questo gli addetti stampa delle AAVV dovrebbero approfondire e sputtanare la disinformazione strumentale che in questo periodo incomincia ad essere fiorente. :evil:

  27. Ezio scrive:

    Tutto ovvio Ilio. Ma solo per noi…ovunque si legge “cacciatore” e non “bracconiere” …se effettivamente di quello si tratta. Perciò cone scriveva Antonio un po’ di tempo fa, il “duro attacco alla caccia” e, aggiungo io, la denigrazione gratuita dei cacciatori, continua senza sosta e senza che ALCUNO ci metta almeno una pezza.
    .Anche se, a dire il vero, quando si devono mettere pezze, vuol dire che ormai il danno ormai è fatto…

  28. lucas scrive:

    Due sono, secondo me, le ipotesi: o si è trattato di un’esecuzione in piena regola (e allora non si capisce come abbiano lasciato maldestramente la traccia del bossolo tramite il quale sarà facile risalire al killer) oppure un tragico errore di un bracconiere a cui è seguito il panico, ma sempre grazie al bossolo sarà facile beccare il responsabile.

  29. renzo scrive:

    il danno è fatto e difficilmente sarà riparabile. E lo dice uno che è ottimista per natura.
    Girando e chiacchierando con la gente che conosco, che magari non sono nemmeno contro la caccia , anche se la notizia è freschissima, si nota una repulsione “a pelle ” verso noi cacciatori specialmente per come è stata messa giù la notizia. Ne uccide più la penna che la spada. Verissimo!
    Lo scrivere che UN PRETE, è stato ucciso quasi a bruciapelo da un proiettile di quella fatta, metre dormiva, e scrivere che è STATO UN CACCIATORE, a prescindere da altre ipotesi ben più “gialle ”
    denota pur sempre una voglia di attacco indiscriminato verso la categoria; qualunque sia il caso o la notizia , c’è sempre di mezzo il cacciatore.
    Notate che nessuno si è permesso (dico permesso, per evidenti pressioni esterne …) di dubitare che lo sparatore fosse un BRACCONIERE, quindi delinquente, che a mezzanotte ( ! ) ha sparato nel buio ad una sagoma nera e ferma .
    Non parliamo dell’ipotesi ,magari dubbia, che qualcuno abbia voluto uccidere… senza essere cacciatore nè bracconiere , ma per qualche movente a tutti ancora sconosciuto.
    Certo ,se il bossolo trovato fosse vecchio, non vorrei per nulla al mondo essere quello che possiede l’arma da cui è stato sparato. se così fosse mi auguro per lui che nel momento del delitto possa dimostrare che era da un’altra parte , lontano . Una multa per abbandono di bossolo e finisce lì.
    La stampa , prezzolata, dà addosso al cacciatore, perche deve farlo; perche è la moda del momento, perche è fortemente presente una subcultura animalista che tutti noi conosciamo, ma soprattutto perche FA NOTIZIA. la cosa che mi lascia l’amaro in bocca è la totale indifferenza/assenza, delle AAVV che dovrebbero dire, fare, e NON FANNO , per difendre e pubblicizzare la dignità di persone corrette sotto ogni aspetto . E questo dovrebbe essere fatto comunque, senza attendere che la gente continui a masturbarsi mentalmente
    Comunque la notizia della morte violenta e prematura di una persona , prete o meno, poco importa, lascia sempre l’amaro in bocca. Almeno al sottoscritto

  30. ilio scrive:

    Oggi al TG5 hanno fatto una bella retromarcia specificando presunto bracconiere o contadino delle vicinanze cancellando la parola cacciatore:.Che sia l’effetto di una bella denuncia , o l’inondazione di Mail alla redazione o tutte e due?Si potrebbe ipotizzare opera di un più onesto informatore ma visto la professionalità di questo ordine ne dubito

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