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Guida Ispa: le controdeduzioni di FIDC

| 6 agosto 2010 | 54 Comments

Guida Ispra: Le controdeduzioni di Federcaccia

Parte di un lavoro più ampio, approfondito e articolato, arrivano dagli uffici tecnico scientifici della Federazione italiana della Caccia le prime controdeduzioni alla “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42″, documento redatto dall’Ispra e diffuso nei giorni scorsi alle Amministrazioni Regionali, al Ministero dell’Ambiente e a quello delle Politiche Agricole e sul quale Federcaccia ha immediatamente espresso un parere fortemente negativo.

CONTRODEDUZIONI AL DOCUMENTO ISPRA “GUIDA PER LA STESURA DEI CALENDARI VENATORI AI SENSI DELLA LEGGE N. 157/92, COSÌ COME MODIFICATA DALLA LEGGE COMUNITARIA 2009, ART. 42″.

Il documento ISPRA in oggetto stabilisce che questo istituto “considera idonea” una sensibile riduzione della stagione di caccia a tutte le specie di uccelli migratori e stanziali, rispetto a quanto oggi stabilito dalle leggi nazionali e regionali, posticipando l’apertura al 1 ottobre e anticipando la chiusura al 20 gennaio. Sono previste solo poche eccezioni per la caccia da appostamento alla tortora dal 1 settembre ed ai corvidi sempre da appostamento.

Si puntualizza da subito che il posticipo della caccia al 1 ottobre NON è previsto per nessuna specie cacciabile dal documento ORNIS Key Concepts.

A sostegno della proposta di riduzione della stagione venatoria vengono portate varie argomentazioni, dalle quali si evince una lettura parziale e una citazione selettiva della Guida Intepretativa della direttiva UE 147/2009 “Uccelli”, così come un’analisi soggettiva dei dati scientifici disponibili. Sembra purtroppo che si sia partiti dalla volontà di limitare la caccia “a priori” cercando successivamente gli argomenti tecnico-scientifici che possano supportarla. A questo evidente modo di operare si aggiunge una considerazione aprioristicamente negativa della caccia e dei cacciatori, senza che siano portati a supporto dati scientifici o documenti di contravvenzione alle leggi venatorie, che supportino il pregiudizio anti caccia che emerge nella lettura del documento.

Analizzando puntualmente:

1. La Guida Interpretativa stabilisce ai paragrafi 2.7.2 e 2.7.9 che è tollerata la sovrapposizione di una decade fra caccia e inizio della migrazione pre-nuziale o fine del periodo riproduttivo. Per questa ragione
le date di apertura e chiusura della stagione venatoria possono avvenire (ed avvengono in molti stati membri) nell’ambito della decade in cui finisce la stagione riproduttiva oppure comincia la migrazione prenuziale. Si riportano di seguito i paragrafi citati per intero:

paragrafo 2.7.2: i dati relativi ai periodi di riproduzione e migrazione pre nuziale nei KC sono presentati per periodi di 10 giorni o decadi. Il livello di precisione è quindi di 10 giorni. Una sovrapposizione di 10 giorni fra la data di chiusura della caccia e inizio della migrazione pre nuziale o della riproduzione è considerato potenziale o “teorico”, dal momento che è possibile che nel corso di questo periodo non ci sia alcuna sovrapposizione reale (la sovrapposizione potrebbe essere da 1 a 9 giorni al massimo). Quando i periodi di sovrapposizione sono superiori a una decade, questa incertezza scompare, e la sovrapposizione è considerata come “reale”

paragrafo 2.7.9 : Tuttavia, nell’interpretazione dei dati ai fini della fissazione delle date di apertura e chiusura della caccia a norma dell’articolo 7, paragrafo 4 della direttiva, è ammesso un certo margine di flessibilità. Il documento relativo ai “concetti fondamentali” ha permesso di escludere i dati estremi, marginali o anomali nella determinazione del periodo prenuziale e migratorio di varie specie di uccelli cacciabili. Inoltre è possibile escludere le sovrapposizioni relative ad un periodo di dieci giorni che, considerato il livello di precisione dei dati, possono essere considerate sovrapposizioni teoriche (cfr.paragrafo 2.7.2).

Sorprendentemente questi paragrafi non sono stati nemmeno presi in considerazione dal documento ISPRA.

2. Stagioni di caccia negli altri paesi europei: contrariamente a quanto asserito dall’ISPRA in molti stati membri dell’Unione Europea le stagioni di caccia sono in linea con i Key Concepts relativi al singolo stato e non più corte. In diversi casi gli stati membri si avvalgono della decade di sovrapposizione. Questo causa una lunghezza delle stagioni in molti casi superiori a quanto accade in Italia: ad esempio i turdidi sono cacciati fono al 20 febbraio in aree della Francia meridionale, oppure fino al 10 febbraio in Spagna. Le stagioni di caccia agli uccelli acquatici cominciano il 1 settembre in moltissimi paesi ed in alcuni casi anche prima (Francia). In alcune aree costiere della Danimarca la caccia continua fino al 20 febbraio così come nel Regno Unito. Vedi tabella allegata.

3. Applicazione dei Key Concepts a livello regionale: l’ISPRA afferma che non sono possibili per l’Italia differenze nei calendari regionali in quanto le variazioni nei periodi di migrazione pre nuziale sono troppo brevi e di soli pochi giorni. Al contrario, esistono dati, prodotti dallo stesso ISPRA, che dimostrano una differenza di una decade es. nella migrazione del tordo bottaccio in Sardegna rispetto all’Italia (ISPRA, 2008) o fra le regioni centro-settentrionali e quelle centro meridionali per quanto riguarda l’alzavola (Dall’Antonia et. al., 1996). Anche in questo caso la Guida Interpretativa consente che esistano differenze regionali nell’ambito dello stesso paese membro, che devono ovviamente essere giustificate tecnicamente, vedi paragrafo 2.7.10: Nel caso in cui siano tabiliti per l’intero paese, i periodi di caccia non devono sovrapporsi ai periodi della nidificazione e della migrazione di ritorno, come definiti nel documento sui “concetti fondamentali”. Se si verifica una sovrapposizione dei periodi di caccia stabiliti a livello regionale con i periodi della riproduzione o della migrazione di ritorno a livello nazionale, è possibile dimostrare, ricorrendo a dati scientifici e tecnici, che in effetti non si verifica alcuna sovrapposizione in quanto nella regione interessata la nidificazione termina prima o la migrazione di ritorno inizia più tardi. Questa situazione può verificarsi in particolare nei paesi caratterizzati da profonde differenze climatiche tra nord e sud 64 e/o da differenze climatiche accentuate tra regioni situate a diverse altitudini. In ogni caso potrebbe essere necessario dimostrare l’esistenza di regioni chiaramente distinguibili, nelle quali, sulla base di chiare prove scientifiche sul periodo della migrazione prenuziale e/o della riproduzione, siano giustificabili date di apertura e di chiusura differenziate. In assenza di dati regionali l’analisi delle sovrapposizioni deve basarsi sui dati nazionali (in mancanza di dati disponibili occorre fare riferimento ai dati ricavati da vicine regioni europee: cfr. le conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-157/89, punto 16). Occorre tuttavia notare che le grandi distanze all’interno di un paese non costituiscono di per sé una prova della variazione regionale dei modelli migratori, in quanto gli uccelli migratori possono facilmente percorrere centinaia di chilometri in un giorno.

Anche questo paragrafo della Guida Interpretativa è stato del tutto ignorato dall’ISPRA

4. Applicazione dei Key Concepts al nuovo quadro normativo nazionale: contrariamente a quanto asserito dall’ISPRA l’apertura della caccia alla terza domenica di settembre (la data può variare fra il 15 e il 21 in ragione del calendario) è in linea con i Key Concepts per quanto riguarda la Quaglia e il Fagiano, poichè al massimo si avrebbe una sovrapposizione di 5 giorni con la decade di fine della stagione riproduttiva, ovvero meno di
quanto la Guida Interpretativa consente (dieci giorni). La Starna è l’unica specie che, negli anni in cui la terza domenica di settembre cade prima del giorno 20, dovrebbe avere un’apertura posticipata. In relazione alla pre apertura al 1 settembre sono ben 24 le specie che secondo i Key Concepts potrebbero essere cacciate in Italia già dal 1 settembre, fatto del tutto non considerato dall’ISPRA. Per quanto riguarda le date di chiusura della stagione oggi tutte le specie di anatidi possono essere chiuse nella terza decade del mese di gennaio applicando il concetto della sovrapposizione di una decade. Solo il Germano reale dovrebbe chiudere prima nella seconda decade ma la Guida Interpretativa stabilisce che si debba uniformare la chiusura di questa specie a quella delle altre e non il contrario. Ne consegue che la fine del mese di gennaio è ancora del tutto idonea per chiusura della caccia agli anatidi e a tutte le specie acquatiche. Quindi la stagione attualmente prevista dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio è del tutto compatibile con i Key Concepts. Nel caso dei turdidi la chiusura dovrebbe avvenire, in assenza di dati regionali diversi, al 20 gennaio per tordo bottaccio e cesena e alla fine di gennaio per il tordo sassello. Il problema della confusione fra specie simili è affrontato in modo specifico successivamente.

Considerazioni sul complesso del documento:

· Assenza di dati scientifici e mancata citazione di risultati recenti di studi di monitoraggio: l’ISPRA non ha considerato che i dati derivanti dai censimenti invernali degli uccelli acquatici in Italia, coordinati dallo stesso ente, fanno registrare una favorevole situazione per molte specie cacciabili, nessuna delle quali è in decremento, anzi molte sono in incremento consistente della popolazione (Germano reale, Alzavola, Fischione, Canapiglia, Folaga, Gallinella d’acqua, Pavoncella). Sono invece 6 specie non cacciabili ad essere in decremento (Baccetti et al. 2002, ISPRA, 2008). Allo stesso modo i dati disponibili fino al 2002 e confermati nel 2009 (Delany et al., 2009) da Wetlands International fanno registrare anche a livello europeo una situazione favorevole degli anatidi svernanti. Ne consegue che molti anni di stagione di caccia dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio hanno consentito a molte specie di uccelli acquatici sottoposti a intenso prelievo venatorio di incrementare la loro presenza in Italia e in Europa. Allo stesso modo moltissime stagioni venatorie con il medesimo periodo non hanno modificato lo stato di conservazione favorevole dei turdidi cacciabili, nè del colombaccio (BirdLifeInternatioanl, 2004). Ne consegue che per queste specie la riduzione della stagione semplicemente non poggia su alcun dato sperimentale, ma appartiene alle speculazioni personali.

· Posticipo al 1 ottobre dell’apertura della caccia: a sostegno di questa scelta vengono portate argomentazioni generiche sull’impatto della caccia sulle popolazioni nidificanti e sul disturbo ad altre specie non cacciabili. Non vengono citate le specie che sarebbero soggette a disturbo nè quali popolazioni nidificanti subirebbero un impatto negativo. Si ribadisce che il documento ORNIS considera anche il periodo di dipendenza dei giovani dai genitori e NESSUNA specie migratrice (ad eccezione del Colombaccio) risulta ancora in periodo riproduttivo dopo la seconda decade di settembre. Si puntualizza che proprio i dati ISPRA dimostrano che nella seconda metà di settembre il nostro paese è raggiunto da popolazioni migratrici di varie specie cacciabili (Alzavola, Mestolone, Codone, Canapiglia, Tordo bottaccio, Combattente, Quaglia), che sovrastano numericamente le esigue popolazioni nidificanti (Quaglia a parte) in Italia. Per questo il prelievo venatorio insiste sulle popolazioni migratrici e non su quelle nidificanti, che in ogni caso sono già fuori dal periodo riproduttivo. Anche questa proposta è quindi il frutto di una speculazione e non di una conclusione scientifica.

· Estensione del territorio a divieto di caccia : l’ISPRA non considera che in Italia esiste una quota di territorio protetto (sotto varie forme che implicano il totale divieto di caccia) che può arrivare al 30% del territorio agro silvo pastorale di ogni regione. In alcune regioni vi sono in atto contestazioni perchè questa percentuale è stata superata. Sono generalmente le aree più importanti dal punto di vista naturalistico ad essere sottoposte a protezione (Parchi nazionali, regionali, oasi di protezione, riserve naturali) che offrono quindi migliaia e migliaia di ettari di territorio naturale indisturbato all’avifauna selvatica per tutto il ciclo biologico annuale. Nel caso delle zone umide la percentuale di aree chiuse alla caccia è tale che in molte regioni (Lazio, Puglia, Sicilia, parte costiera della Toscana,) è quasi impossibile esercitare la caccia agli uccelli acquatici su aree naturali. In altre regioni le zone disponibili per la caccia sono pochissime a fronte di un numero elevatissimo di zone a divieto, e ciò è alla base dell’attività di creazione di piccoli specchi d’acqua artificiali da parte dei cacciatori. Ugualmente esistono aree boschive (Parchi, Foreste demaniali etc.) a divieto di caccia che offrono habitat idoneo a specie migratrici di terra come Beccaccia, turdidi, columbidi. Alle zone chiuse sotto vari istituti si deve inoltre aggiungere anche il terreno vietato alla caccia per le distanze da strade, ferrovie, abitazioni e infrastrutture. A titolo d’esempio si fornisce il dato per la regione Abruzzo in cui la percentuale complessiva di territorio a divieto raggiunge il 70%:

In questo scenario l’allarmismo proposto nel documento ISPRA sul “…..disturbo dell’attività venatoria….”, ovvero l’argomentazione per la riduzione del periodo di caccia (1 ottobre-20 gennaio) risulta ancora una volta poco fondato tecnicamente e scientificamente.

ISPRA 2008: Rapporto ISPRA sullo stato di conservazione delle specie cacciabili. On line su www.bighunter.it,
www.federcaccia.org/avifaunamigratoria

BirdLife International (2004) Birds in Europe: population estimates, trends and conservation status. Cambridge, UK. BirdLife International. (BirdLife Conservation Series No 12).

Dall’Antonia P., R. Mantovani, F. Spina, 1996 – Fenologia della migrazione di alcune specie di uccelli acquatici attraverso l’Italia. Ric. Biol. Selvaggina, 98: 57-65.

Baccetti N., P. Dall’Antonia, P. Magagnoli, L. Melega, L. Serra, C. Soldatini, M. Zenatello, 2002 -risultati dei censimenti invernali degli uccelli acquatici svernanti in Italia: distribuzione, stima e trend delle popolazioni nel 1991-2000. Biol. Cons. Fauna, 111: 1-240.

Delany Simon, Georgios Martakis & Toon Helmink, 2009 :Population trends of selected Anatidae in Europe between 1974 and 2005 based on data from the International Waterbird Census. DUCK SYMPOSIUM 2009. ARLES FRANCE.

Dott Michele Sorrenti
Responsabile tecnico scientifico Ufficio Avifauna Migratoria Fidc

Allegati:

TABELLA RIEPILOGO DATE APERTURA E CHIUSURA EUROPA

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Category: .In Evidenza, Federcaccia

Comments (54)

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  1. Claudio S. scrive:

    Ma il parere dell’ispra è richiesto e vincolante per i dieci giorni di febbraio, è richiesto e non vincolante per la preapertura al 1 settembre.Per il resto non dovrebbero avere voce in capitolo,non hanno nessun mandato e potere di ridurre il periodo legale della durata dei calendari venatori .Le loro opinioni sono palesamente di parte senza nessuna valida giustificazione.

    • Donato Mazzenga scrive:

      Mi sà che le regioni almeno la gran parte hanno preso un grosso abbaglio su questo art. 42 che rileggendolo decine e decine di volte non parla di nessun vincolo per il periodo dal 1 settembre al 31 gennaio……

  2. Alessandro Cannas scrive:

    Se hai letto a pag 4 della guida ispra e anche prima,di fatto avalla la sovrapposizione delle decadi anche tre, su germano e colombaccio.In piu sempre in quel passo considera idonea,anche se poi la sconsiglia, il termine”estremo” al 31 gennaio addirittura consiglia di chiudere la caccia a meta inverno,che la meta matematicamente cadrebbe al 15 di febbraio….Ma loro affermano che la meta inverno e’ il 20 di gennaio..L’inverno inizia il 21 dicembre e termina il 20 di marzo!!!!!!!!
    Anche sul disturbo,e relativo alla nidificazione,ma se c’e’ in gennaio c’e’ anche in autunno..Idem sul rischio di confusione… Tutto molto opinabile……
    Se le regioni saranno caaici di stilare calendari tecnici ben motivati i nostri avversari restano al palo…..

    • claudio di anzio scrive:

      E’ quello che penso anche io. Il fatto è che nelle regioni ( io vivo nel lazio) non ci capiscono niente . Ragionano politicamente e non venatoriamente. Comunque ritengo che per quest’anno rimarrà tutto come gli anni scorsi.

    • lucas scrive:

      Più che “restare al palo”, mi sa che il palo lo useranno loro e non sarà piacevole…

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      alessan dro ma non capisci che cercano in tutti i modi di chiudere la caccia? Ma chi ha partrito queste teste di ……… per arrivare a scrivere certe cazzate?

  3. Giacomo scrive:

    Sono generalmente le aree più importanti dal punto di vista naturalistico ad essere sottoposte a protezione (Parchi nazionali, regionali, oasi di protezione, riserve naturali) che offrono quindi migliaia e migliaia di ettari di territorio naturale indisturbato all’avifauna selvatica per tutto il ciclo biologico annuale.
    ——————————————————————————————————–
    Questo è quello che Fidc ha percepito dalle nostre lagnanze e mi sembra proprio che incomincia a dirgliene quattro a questi dell’ISPRA. Bravi Fidc continuate così quando una cosa è giusta è giusta
    porco il mondo che c’ho sotto ai piedi. :mrgreen: Salutiamo Michele Sorrenti e l’ufficio studio avifauna Fidc che questa è opera loro. :wink:

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Finalmente FIDC si è svegliata………………………….dopo un letargo durato 18 anni. Cosa si farebbe quando ci si avvicina ai rinnovi annuali. Certa gente lo prenderebe anche nel bocciolo per i soldi. Pedonami la mia franchezza ma è il mio punto di vista. MAI CON FIDC.

      • lucas scrive:

        Finché ci sarà gente che abbocca per loro andrà sempre bene… :mrgreen:

        • valentino88 scrive:

          C’è ne sono tanti che abboccano anche in questo sito dove come regola dovranno essere informati da come lavorano le varie aa.vv.Poche persone fanno la tessera privata…………………………. :cry:

      • francescorm scrive:

        Cioao Gionni,forse dimentichi che sono legati a filo doppio con il Ministero Ambiente quando Pecoraro lo tolse dal controllo della Presidenza del consiglio e la Prestigiacomo,cui tutti davamo fiducia per un ritorno al passato,lo confermò.Quindi fanno quello che chiede e desidera la ministra in coppia con brambilla.
        Quello che sconcerta sono le tardive azioni di Federcaccia dopo la fiducia data al Parlamento durante le fasi di approvazione della Comunitaria tanto da disdegnare le manifestazioni di protesta caldeggiate dalla base venatoria(compreso qualche loro iscritto).Ora non resta che aspettare che tutte le Regioni e Province emanino i propri calendari incrociado le dita affinchè non si ricominci con i soliti ricorsi al TAR.Un caro saluto.

  4. Sandro scrive:

    Si ok….bene…lo studio e le controdeduzioni degli uffici tecnico scientifici della Federazione italiana della Caccia al documento Ispra….ma quando lo mandate alle regioni come ha fatto l’ispra???loro si!…si sono sbrigati!!eccome!!!voi??dormite??bla bla bla bla?? :evil:

  5. Antonio Pinotti scrive:

    Buongiorno a tutti, con la buona salute e la fortuna.

    Ho consegnato dopo un lavoro durato una settimana il taccuino n.111 in risposta a Charta Minuta. La richiesta di pubblicazione è aumentata in modo vertiginoso, ma gli euri zero. Speriamo nella medaglia di cartone.

    Il prossimo Taccuino n. 112 sarà dedicato alla guida Ispra, cercando di non ripetere le cose già dette dal sig. Cannas e dal sig: Sorrenti. Come impalcatura si, ma occorre non solo fare la fotografia, ma tentare di individuare una via, un percorso, non quì in Italia, che non c’entra niente, a parte l’ISPRA, ma presso la Commissione U.E: ove giacciono inanimati tre dossier della caccia Italiana. Le colpe? Una volta c’era una canzone : “la colpa è del Baiò”. Ma che fine ha fatto il Ministro Galan ?

    Fraterni saluti.

  6. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    In una zona della Romania dove ho la possibilità di portare gente a caccia agli anatidi apre il 15 agosto e chiude il 15 marzo mente ai limicoli chiude addirittura il 30 aprile così come alla beccaccia, senza considerare che ai turdidi si va al 28 febbraio. Ho i documenti necessari naturalmente in lingua rumena per certificare quanto esposto.

    X Alessandro Cannas. Oggi pomeriggio ti telefono.

  7. SERGIO scrive:

    non sono un avvocato, nè un giudice; però mi viene da chiedermi se ispra ex infs non sia condannbili per vari reati connessi al loro operato.
    Mi spiego; come è possibile ad esempio, certificare che il tordo bottaccio in italia vada in amore il 20 gennaio, mentre in grecia paese latitudinalmente più a sud del nostro a fine febbraio.
    Va bene che noi siamo il paese dei “latin lover”( meglio eravamo visto che hanno rimbambito di droghe i nostri ragazzi al punto che ora invece di conquistare una donna si sballano bevendo il “tantum rosa”) ma che adesso facciamo ingrifare prematuramente persino i tordi…….
    Una ultima cosa, se l’ispra considera nidificante fino alla terza di settembre il colombaccio vuole dire che per altri dverse decine di giorni ne è preclusa la caccia, in quanto periodo di dipendenza della prole, quindi fino a circa il 20 ottobre, considerato che il passo el colombaccio inizia i primi di ottobre e un vecchio proverbio recita ” a San Luca la palomba è perduta” San Luca è il 19 ottobre, a parte le dita negli occhi o nel naso, che cosa andremmo a cacciare???????

    INTANTO LA BRAMBY (MIN. BRAMBILLA) VUOLE VIETARE ANCHE IL PALIO DI SIENA.

    EVVIVA IL POPOLO DELLA LIBERTA’, QUALE LIBERTA’ NON SI SA’.

  8. SERGIO scrive:

    chiedo scusa per la fretta, non i reati connessi al loro operato. ma i dati connessi al loro operato.

  9. Donato Mazzenga scrive:

    weee ess chiss……. BUONGIORNO!!!!!!!! DORMITO BENE????? Potevate aspettare qualche altro giorno almeno, visto che oramai i calendari so qausi tutti definiti….. Ah ma dimenticavo …. è tempo di rinnovi di tessere assicurative!!!!!!!! Io nel frattempo vi ho già tritato decine di sezioni FIDC e vi ho soffiato centinaia di iscritti e siamo solo ad agosto, il botto ve lo farò fare a settembre e saranno pianti amari….CHI DORME NON PIGLIA PESCI ehm… TESSERE…. :lol: :lol: :lol: :lol:

  10. Frankye scrive:

    Il firmatario delle ” Indicazaioni” da parte dell’Ispra, Il Dott. Toso, è stato definito anni fa da alcuni come “l’ultimo baluardo a difesa della caccia in Italia”.
    Questa “perla” fu partorita i giorni seguenti la dichiarazione da parte dell’allora nominato Infs, in cui si dichiarava parere negativo alla caccia allo storno perchè …”non quantificabile”. (dovremmo essere nel 2002 durante una trasmissione Sky)
    A quanto pare “l’ultimo baluardo” è meglio perderlo che trovarlo….

    • alessandro fulcheris scrive:

      sono totalmente d’accordo

    • Picchio scrive:

      Ma il Direttore dell’ ISPRA Toso, non è anche un dirigente della FIDC ?????
      Ma è normale secondo voi che la FIDC si porti le serpi in seno ????
      Ma sono io che non ci capisco più nulla e sto impazzendo o il nostro paese è in preda a una follia dilagante e siamo amministrati da incompetenti, persecutori e pazzi ????
      Ma è proprio la fine di tutto ????

  11. alessandro fulcheris scrive:

    C’è qualcuno, e specialmente qualche Presidente regionale di Associazione Venatoria che si è divertito a girare la Toscana crendo paura e scompiglio, dicendo che si sarebbe chiusa la caccia al 31 dicembre etc etc….io mi sgolo da 2 mesi per sottolineare che i dati ISPRA sono viziati in maniera pesantemente restrittiva. Ma l’importante era dare addosso al Governo (sia bene inteso hanno sbagliato sul 42 su questo non ci piove) spostando l’attenzione sul punto nodale che è questo. Con i dati Ispra giusti o perlomeno uniformati agli altri paesi europei, già da quest’anno si potevano sfuttare quei famosi 10 giorni, che sono pochi, che non erano quello che ci si aspettava..ma insomma tra averli e non averli, io avrei preferito averli. o no??

    • massimo fedeli scrive:

      Ma nel Lazio si andrà a caccia quest’anno? :?

      • lucas scrive:

        Se per “andare a caccia” intendi portare a spasso il fucile per meno giorni, facendo lo slalom tra recinzioni, strade, ferrovie, su terreni sempre più ristretti, privi di selvaggina, braccato da guardie forestali, provinciali e volontarie la risposta è “si”: “andrai a caccia” anche quest’anno. :mrgreen:

        • massimo fedeli scrive:

          Lucas io in 40 anni di caccia solo una volta sono stato controllato, anche perche non ho tempo quando vado a caccia, o mi corrono dietro oppure………se vedemo belli!! :wink:

        • lucas scrive:

          Anch’io, fino a tre/quattro anni fa, non ero mai stato controllato.
          Ultimamente, invece, mi succede spesso. Sarà che siamo rimasti in pochi, sarà che non spara nessuno, ma appena tiri qualche colpo te li vedi arrivare… 8)

        • Giacomo scrive:

          E’ perchè tu usi cartucce fuori dalla regola, secondo me carichi 100 grammi di pallini x 5 grammi di polvere, e ti scovono perche in aria fai i fuochi di Capodanno…….. Ormai ti hanno schedato. :P :P :P

  12. Giammy scrive:

    Cito la Puglia:Se quelli dell’ ISPRA Provassero ad Andare in giro x pinete ed uliveti, si accorgono che a fine marzo ci sono ancora migliaia di tordi: Solo in questo periodo iniziano a prepararsi x la migraz visto ke li si sente cantare e si capisce ke sono pronti x l’accoppiamento.
    Anke la beccaccia qui da noi la si trova fin ad inizi Aprile.eE’ poi vogliamo parlare dell’apertura alla quaglia? popo il 20 settembre nn troveremo quasi più niente, ma quello che conta ke la si può sparare fino a dicembre, ma x trovarle andremo tutti in Africa.Non capisco da dove vengono fuori i loro dati.
    Ma quello ke non capisco ancor di più e questa modifica di legge mi sa l’Hanno fatta i verdi.

    • Pietro scrive:

      Abito in Puglia dal 1977 e posso confermare al 100% quando da te postato, caro Giammy. I dati ISPRA? Completamente inattendibili e fuori da ogni logica, eppure sono stati elaborati da fior fior di esperti, ma esperti di cosa non ci è dato di conoscere. Sono dati politici e di convenienza animalara come di animalari è composto q

      • Pietro scrive:

        Ops! Chiedo venia, mi è scappato il dito. Volevo dire, insomma, che poichè questo Ente è composto esclusivamente da animalari quale credibilità possono avere i dati che rigurgida? Sono solo dati di parte. Ciò nonostante vengono presi per oro colato. Ma il calendario in Puglia è stato approvato oppure è ancora un bozza, ne sai niente? Saluti.

  13. domenico scrive:

    Vorrei aggiungere che il Sorrenti è meglio che canti “Tu sei l’unica donna per me” dedicata alla dott.ssa Romeo;e Dall’olio rosika…….. :mrgreen:

  14. Pasquale (nato cacciatore scrive:

    Aggiornamento del sondaggio su la zampa.

    LaZampa

    Palio sì, Palio no
    Il ministro Brambilla vuole abolire le feste con gli animali: «Basta crudeltà». Siete d’accordo?

    [2225 voti totali]
    Sì, sono una tradizione superata (987) 44%
    No, impossibile rinunciare al loro fascino (1238) 55%

  15. roberto scrive:

    CHIEDETELO ALLO STRATEGA VICE PRESIDENTE FEDERCACCIA CARNACINA, SORRENTI ,CALVI COME è ANDATA CON TOSO?

    • Robin R. Roverati scrive:

      Gent.Roberto,io faccio censimenti x l’ACMA dalla sua nascita(prima dell’arrivo di M.Sorrenti) e cosi x UCIM dalle origini con R.Cirò. Io naturalmente lavoro in primis x la mia regione (Sardegna) e tempo addietro collaborando con INFS (Spagnesi poi Toso) Devo dire che le nostre ricerche sono state tenute molto spesso nella debita considerazione anche grazie alla preziosa opera di coordinamenteo del collega Sorrenti. Chi ho trovato assenti sono state proprio la totalità delle altre AAVV che non hanno proprio settoriali sulla ricerca e anche molti cacciatori che fortunatamente oggi capiscono l’importanza della collaboraszione alla ricerca(presenze,nidificazioni e ABBATTIMENTI!!!!)Per mia curiosita mi volete spiegare questa acredine verso “tutti e tutto”che cosi tanti “cacciatori” esternano nei confronti di associazioni e persone che hanno il solo torto di provare almeno a fare qualche cosa?forse non sarà il massimo ma è sempre meglio di chi non fà altro che inveire tanto per fare…..Ahio!! ma un esamino di coscienza non viene mai in mente a nessuno?mischiare politica e antipatie personali con lo splendido mondo della caccia ha mai prodotto risultati positivi? x Giacomo un grazie per la conprensione verso chi ci prova! A tottusu bona festasa…

      • Donato Mazzenga scrive:

        Sempre irreprensibile nei tuoi interventi, caro Robin, pacati ed obbiettivi. Ma non si possono più nascondere le colpe dell’immobilismo e cerchiobbostismo delle AAVV che sino ad oggi tranne qualche raro e sporadico caso locale non hanno saputo svolgere il prorio ruolo istituzionale che competeva loro, nell’interesse generale della fauna selvatica e della’attività venatoria. Ci si è spesi invece, in particolar modo nell’ultimo ventennio, dopo l’avvento della 157/92 nel ricoprire incarichi in commissioni, comitati tecnici faunistici, consigli direttivi di ATC e sub- commissioni varie con laute indennità di carica, gettoni di presenza, rimoborsi spese abnormi e non oso dire altro. Ci si è prodigati nelle autorizzazioni a pioggia di AFV che, snaturate compeltamente della loro funzione assegnatale dalla legge, costituiscono oggi, nel migliore dei casi veri e proprie riserve personali di caccia ad uso e consumo proprio di quei dirigenti nazionali e provinciali delle cosiddette AAVV riconosciute, o dove si ammazzano polli colorati e starne malate lanciate addirittura la mattina stessa della battuta, dove con la scusa delle AFV si va a caccia indisturbati nei parchi nazionali che confinano con esse. Come potevano caro Robin, tali persone, indaffarati in tali attività a pensare all’importanza di studi e ricerche su presenze, nidificazioni, e abbattimenti come dici tu. Non si tratta di inveire contro tutto e tutti ma di denunciare il danno che da questi persaonaggi è stato arrecato, in primis alla fauna selvatica, al territorio e poi a tutti noi cacciatori cittadini e contribuenti.
        Buon lavoro.

      • Donato Mazzenga scrive:

        Sempre irreprensibile nei tuoi interventi, caro Robin, pacati ed obbiettivi. Ma non si possono più nascondere le colpe dell’immobilismo e cerchiobbostismo delle AAVV che sino ad oggi tranne qualche raro e sporadico caso locale non hanno saputo svolgere il prorio ruolo istituzionale che competeva loro, nell’interesse generale della fauna selvatica e della’attività venatoria. Ci si è spesi invece, in particolar modo nell’ultimo ventennio, dopo l’avvento della 157/92 nel ricoprire incarichi in commissioni, comitati tecnici faunistici, consigli direttivi di ATC e sub- commissioni varie con laute indennità di carica, gettoni di presenza, rimoborsi spese abnormi e non oso dire altro. Ci si è prodigati nelle autorizzazioni a pioggia di AFV che, snaturate compeltamente della loro funzione assegnatale dalla legge, costituiscono oggi, nel migliore dei casi veri e proprie riserve personali di caccia ad uso e consumo proprio di quei dirigenti nazionali e provinciali delle cosiddette AAVV riconosciute, o dove si ammazzano polli colorati e starne malate lanciate addirittura la mattina stessa della battuta, dove con la scusa delle AFV si va a caccia indisturbati nei parchi nazionali che confinano con esse. Come potevano caro Robin, tali persone, indaffarati in tali attività a pensare all’importanza di studi e ricerche su presenze, nidificazioni, e abbattimenti come dici tu. Non si tratta di inveire contro tutto e tutti ma di denunciare il danno che da questi persaonaggi è stato arrecato, in primis alla fauna selvatica, al territorio e poi a tutti noi cacciatori cittadini e contribuenti.
        Buon lavoro e complimenti a te per l’attività nella tua regione che possa essere di stimolo e d’indirizzo anche per le altre rimaste al palo… ostaggio ancora di loschi personaggi dirigenti oramai solo, forse, di se stessi… :wink:

  16. mario scrive:

    Sono ragazzi……………….. :mrgreen:

  17. henri (radere igor) scrive:

    Il problema vero è solo uno. Noi, la FACE Italia, o qualsiasi associazione possiamo fare tutti gli studi che vogliamo sulle migrazioni, e poi? Cosa facciamo, li mandiamo a palazzo o alle Regioni per farne cosa? Lo Stato Italiano riconosce come unico istituto per la salvaguardia dell’avifauna l’ISPRA.
    Tutti i dati che si potranno raccogliere a cosa serviranno secondo voi? Per me solo a dimostrare che abbiamo ragione. Ma non lo sapevamo già? Bene fa Federcaccia a mettere i puntini sulle i (vede sig. dott. Sorrenti che non critico la FIDC a priori?) infatti il futuro della caccia passerà sempre più attraverso i numeri. L’istituzione in ogni regione di osservatori ornitologici e bioacustici deve essere la carta da giocare contro gli animalisti schierati dell’ispra. Dati che possano essere controllati da tutti, trasparenti e cristallini come l’acqua, essere visionati prima di approdare se vogliamo sempre in ispra, sia dai delegati dei cacciatori che da quelli dei nostri detrattori. Questa dovrebbe essere la prossima tappa che Federcaccia dovrebbe affrontare nell’interesse dei cacciatori, avanzare richieste perchè in tutta Italia siano istituite tali strutture. La strada sarà lunga e lastricata di “rogne” a non finire, ma resta l’unica percorribile per arrivare dove davvero conta, per sperare di cambiare qualcosa, ossia, presentarsi a Palazzo con dati ISPRA modificati ha chiedere quanto realmente ci spetta. Tutto ciò che è studio è può portare trasparenza al mondo venatorio sia da tutti aiutato ed incentivato, solo così potremo sbattere in faccia a chi ci denigra cuotidianamente le menzogne che da tempo va in giro a palesare.
    Buon lavoro sig. dott. Sorrenti.

    • Pietro scrive:

      E quando li istituiranno, nemmeno per le calende greche. Secondo me non vedranno mai la luce perchè saranno scomodi, a chi lo sanno anche i sassi, ergo…………………. Buone vacanze.

  18. sololasipe scrive:

    il mestiere più bello al mondo…..? Fondare un’associazione bestialisambientalista,inveire solo contro la caccia e…..ricevere contributi pubblici con relativo 8xmille e stare senza fare un c@sio per il resto della vita….che ne dici amico Fiore? :wink:

  19. mario scrive:

    comunicati stampa
    MALENCHINI SUCCEDE A CANTARELLI ALLA GUIDA DEL CONSORZIO AGRARIO DI PARMA
    Parma, 6 luglio 2010 – Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Agrario di Parma, nella sua prima seduta, ha eletto alla Presidenza dell’importante organo espressione del mondo agricolo di Parma Luigi Malenchini, già Vice presidente del CAP nella scorsa amministrazione.
    Luigi Malenchini, 45 anni, sposato con due figli, succede a Fabio Massimo Cantarelli, alla guida del Consorzio Agrario. Laureato in agraria ed esperto imprenditore agricolo, Malenchini, sarà coadiuvato per i prossimi tre anni da due Vice presidenti, Paolo Bandini e Gianni Brusatassi, in rappresentanza rispettivamente dei più importanti comparti economici, lattiero caseario ed orticolo-industriale.
    “Con oggi – commenta Luigi Malenchini – noi tutti dobbiamo voltare pagina e porci come obiettivo unico il rilancio del nostro Consorzio nell’agricoltura parmense. Sono orgoglioso di presiedere questo Consiglio di amministrazione, non per aver vinto una battaglia politico-sindacale ma per avere la possibilità di mettere a disposizione, insieme a voi, le mie esperienze professionali in campo agricolo ed auspico che questo CdA diventi un “laboratorio di idee” e non sia utilizzato come terreno di scontro o luogo in cui si svolgano rese dei conti di qualsiasi genere. Io combatterò con tutte le mie forze contro le azioni strumentali volte alla delegittimazione di questo CdA in ragione del fatto che abbiamo la responsabilità di rilanciare l’azienda e salvaguardare il posto a 200 persone con le loro famiglie.”
    Presidente: dott. Luigi Malenchini

    Vice presidenti: geom. Paolo Bandini e dott. Gianni Brusatassi

    Consiglieri: dott. Guido Baratta, dott. Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi, sig. Giuliano Borettini, geom. Luigi Comelli, rag. Angelo Corradi, rag. Pier Giorgio Feci, sig. Greci Gian Carlo, p.i. Gianfranco Mantelli, p.i. Arnaldo Morsia, sig. Ezio Pederzani, p.a. Alessandro Rainieri, dott. Gian Carlo Ramella, dott. Gian Pietro Usberti e m.o Antonio Varoli

    Comitato Esecutivo: dott. Luigi Malenchini, presidente;
    geom. Paolo Bandini e dott. Gianni Brusatassi, vice presidenti;
    dott. Guido Baratta, dott. Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi e rag. Angelo Corradi,consiglieri.

    POVERO AVV:CANTARELLI CACCIATO DAL CONSORZIO AGRARIO DI PARMA…………E DALL’OLIO LO NOMINA PRESIDENTE EKOCLUB…………………. :mrgreen:

  20. manlio scrive:

    Congratulazioni Dott Malenchini.

  21. roberto scrive:

    Cantarelli,Cantarelli penso qualcuno inizierà a “cantare”,buona fortuna! 8)

  22. domenico scrive:

    X ROBERTO
    Però…..sarà la stessa matrice :wink:

  23. mario scrive:

    Meditate cacciatori,meditate ………..

  24. giorgio scrive:

    Quello che dicevo mesi indietro si afaccia dolcemente sulla scena venatoria, se ricordate bene avevo scritto che l’obiettivo di alcune associazioni venatorie(non serve dire quale) e moltissimi esponenti politici , miravano ad una radicazione dell’attività venatoria, e precisamente ; 1) la caccia alla migratoria è troppo rumorosa disturba il turrista e pertanto bisogna cessare tale attività, 2) la caccia alla stanziale troppo onerosa per le casse degli A.T.C. e pertanto deve cessare, 3) resterebbe aperta l’attività venatoria solo alla caccia agli UNGULATI che guarda caso ogni cacciatore dovrà pagare in anticipo secondo i capi prescelti od assegnati.
    Gli indirizzi sono incominciati, RAGIONATE GENTE _RAGIONATE.
    G. Giorgio . CPA liguria

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