12:22 pm - sabato febbraio 4, 2012
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Un furto al contrario

In uno Stato di diritto qual’ è il nostro Bel Paese, può succedere di tutto: perfino il netto contrario di un furto. Avete capito bene, amici. Perché il furto sottintende l’ illecita sottrazione di un bene. L’ esatto contrario di un ‘ritrovamento’ in casa propria di un bene appena rifiutato e ritornato al mittente. Un po’ come vincere alla lotteria senza comprarne il biglietto, viva diana!
E’ successo in Umbria, a Sismano in provincia di Terni. Il 28 luglio (poche ore fa, cribbio!), sono state recapitate n° 20 Starne (Perdix perdix, povere loro!) al referente di una voliera di ‘ ambientamento’ (ambientamento a che cosa? alla canicola di fine luglio? a un altro recinto tale e quale a quello conosciuto fin dalla nascita?). Ma quest’ anno il ‘referente’ del ritiro degli animali da ‘ripopolamento estivo!!!’ (così è scritto nelle motivazioni del ‘regalo vivente’), ha rifiutato gli animali; così come pare abbiano fatto anche altri ‘referenti’ del comprensorio ternano. Li hanno, per così dire, rimandati tutti al mittente. Il nostro amico ha fatto di più. Ha voluto dichiararne le motivazioni, sia ai dipendenti della ditta privata incaricata alla consegna della selvaggina, che agli agenti della Polizia Provinciale che hanno così verbalizzato: ‘Non mi sento di mettere le Starne (queste Starne di poche settimane!) nella voliera, governarle per una decina di giorni, per liberarle poi sul territorio poche ore prima dell’ inizio dell’ allenamento dei cani da caccia, in piena estate, con un piumaggio che non permette loro neppure l’ involo. Sarebbe come dare da mangiare alle cornacchie e alle volpi. No non le ritiro. Non me ne abbiate, signori; è una questione di rispetto, verso gli animali, verso l’ ambiente e verso gli stessi colleghi cacciatori’.
Che dire? In casa propria si ‘ospita’ chi si vuole, viva diana! Se non ché la sera, rientrando dal lavoro il nostro ‘referente’ va a dare un’ occhiata alla sua bella voliera e cosa ti vede? Il lucchetto, del quale ne detiene la chiave, spezzato e all’ interno del recinto, venti povere Starne sgambettanti! Fino a quando, non si sa.
Stamane ha sporto denuncia querela nei confronti di ignoti, alla vicina stazione dei Carabinieri, con la speranza che gli inquirenti possano sbrogliare l’ inquietante matassa.
Nel frattempo, da cacciatore responsabile qual’ è, si vedrà indotto, non solo a ricomprarsi un nuovo lucchetto, ma a governare le venti Starne e deciderne, insieme agli altri Uomini dei Boschi del comprensorio, prima o poi, il loro destino futuro.
Sergio Gunnella


Filed in: .In Evidenza, Curiosità, Radio bosco, Umbria

8 Risposte to “Un furto al contrario”

  1. Frankye
    29 luglio 2010 at 16:44 #

    Chi ce l’ha messe….se le venga pure a riprendere !!
    Io se fossi in lui cambierei di nuovo il lucchetto e le libererei il primo Febbraio….

  2. IO CACCIATORE
    29 luglio 2010 at 16:45 #

    Se non rappresenta un onere troppo gravoso consiglio di liberarle all’inizio della prossima primavera visto che le hanno volute consegnare malgrado il rifiuto espresso. Non credo che nessuno vorrà accusare il destinatario di appropriazione…..comunque ben fatto complimenti.

    • ilio
      29 luglio 2010 at 21:56 #

      Se non rappresenta un onere troppo gravoso
      No sotto quell’aspetto l’amico destinatario del pacco dono sta in una botte di ferro, pensa che si sono preoccupati di lasciare anche 2 sacchetti (nota bene sacchetti) di mangime fuori dal cancello della voliera.
      C’è il caso che sul bilancio figuri qualche centinaio di € per questa operazione di ripopolamento

  3. Luca Davide Enna
    29 luglio 2010 at 17:13 #

    Perfettamente d’accordo con Frankyue e con il signore che si firma iocacciatore. Il “danneggiato deve detenere le starne e non rilasciarle prima della chiusura della stagione venatoria.

  4. ilio
    29 luglio 2010 at 17:51 #

    Bene guardiamo il lato positivo siccome è ciofeca( per chi non la conoscesse la parola ciofeca deriva dal gergale napoletano ma non significa solamente schifezza,significa anche qualcosa riuscita male,non per forza che sia disgustante,anche qualcosa dalla quale ci si aspetta di più e poi magari ci si rimane delusi) pur di non buttarle nel secchio dell’immondizia sono state allocate in un’altra voliera in attesa di liberazione.

    Fotografatele e pubblicatele sui quotidiani Regionale e nei siti web in modo che i cacciatori si rendano conto di come viene gestita la caccia nell’atc TR3 e se possibile contattate anche un veterinario per appurare se presentano malattie infettive che potrebbero contagiare altri animali presenti nella voliera di provenienza e quella destinataria e su campo libero.

    Grazie infinite al donatore troppo buono, i cacciatori ternani ti sono riconoscenti
    :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

  5. renzo
    29 luglio 2010 at 19:02 #

    Peccato che non sono Rosse, altrimenti le vorrei io . Saprei dove metterle , come gestirle, e come farle proliferare….. naturalmente non ccciandole almeno finche non saranno qualche cosa di molto più di venti ; ma almeno 100…………………………………

  6. luca
    29 luglio 2010 at 21:27 #

    anche in toscana non va meglio a pistoia è uguale a terni. Ma qui si sa o sei un cervo o un capriolo o nessuno si interessa di te.

  7. ennio
    29 luglio 2010 at 22:53 #

    concordo con Frankje,io cacciatore,ilio..ecc…anzi ben ha proposto Ilio…diffondere la notizia per fare capire come vengono gestiti gli ATC,ne parlavo pochi giorni fa commentando un altro articolo,non so chi mi ha letto……ma torno a ribadire che questi ATC sono tutti simili…se non gemelli….gestione incompetente sotto ogni aspetto,anche nelle nozioni più basilari della gestione fauna e ambiente;poi non andiamo a spulciare i bilanci…nella nota “spese”….per carità di Dio…!!!!

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