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Cacce italiane: conoscere per comprendere

| 28 luglio 2010 | 5 Comments

Un’Europa ancora più vicina al Mediterraneo
Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca in visita alle cacce italiane: conoscere per comprendere

Quando Torstein Moland, Presidente dei cacciatori norvegesi, aveva richiesto in una riunione del Comitato Direttivo della FACE, a Bruxelles, di conoscere meglio la realtà venatoria dei Paesi del Sud dell’Europa, aveva colto nel segno perché, dopo le intense giornate di incontri, anche sul territorio, con la Delegazione di FACE Italia i problemi venatori della nostra Penisola, al di là di quelli prettamente “italo-italiani”, si sono verificati essere all’incirca gli stessi di quelli da loro vissuti vent’anni orsono, prima di riunirsi in una grande unica organizzazione (oltre quelle, ovviamente, nazionali) tra Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca e Islanda, ossia l’efficientissima Nordic Hunters’ Cooperation. Risolti i problemi con il pragmatismo che li contraddistingue e con la formazione di membri di alta professionalità (in Italia forse non stanno sulla metà delle dita di una mano), che li fa essere portatori di idee e di progetti al di fuori di mere parole e di affermazioni che non reggono lo spazio di un mattino tutto nostrano, abbiamo potuto apprezzare la loro gestione del territorio, la loro perfetta organizzazione associativa, la loro capacità propositiva con il mondo politico e istituzionale, assolutamente liberi dalle loro concezioni personali. Sembrava di respirare un’aria nuova in questo proficuo incontro, iniziato nell’ampia sala delle riunioni dell’Osservatorio Ornitologico di Arosio (Como) della FEIN, che aveva messo a disposizione la sua struttura (visitata in ogni sua parte e vivamente apprezzata quale “unicum” per le sue secolari strutture arboree risalenti al 1700) e il suo staff per questa giornata. Si è così avviato un fitto scambio di impressioni in cui Gianluca Dall’Olio (F.I.d.C.) ha dettagliatamente presentato la legge italiana sulla caccia, ormai datata nel tempo e bisognosa di quei necessari cambiamenti, sottolineati pure dagli stessi rappresentanti nordici per ovvie considerazioni relative, anche e soprattutto, alle nuove normative europee. Marco Castellani (ANUUMigratoristi) ha, invece, proseguito sulla conoscenza dei rapporti con il mondo agricolo, presentata con quel pragmatismo che lo contraddistingue anche sulle norme europee. Giovanni Bana ha, quindi, proposto i punti salienti emersi per la lunga e articolata “tavola rotonda”, in cui sono pure intervenuti il Segretario Generale FACE, Yves Lecocq, e il tecnico ornitologo, Giuseppe Micali, ottimi collaboratori pure a sostegno per le necessarie traduzioni a supporto dei molti altri temi trattati: gli esami venatori, la presenza dei giovani e quella femminile, il mondo agricolo, la biodiversità, la caccia sostenibile e la relativa carta europea, l’analisi dei prelievi e le statistiche con la determinante presenza del mondo venatorio, il rapporto con la parte più intelligente dell’ambientalismo serio, le manifestazioni europee delle giornate di Nature propre (Verde Pulito) o quelle di Caccia in Cucina, l’applicazione della Guida Interpretativa della Commissione UE, il valore delle tradizioni senza essere dei tradizionalisti, lo scambio di giovani cacciatori e di dirigenti venatori. Questo dibattito è continuato nei successivi incontri sul territorio durante la visita all’Azienda Faunistica Il Mortone di Zelo Buon Persico (LO), accolti dal suo concessionario, Ovidio Brambilla (Presidente della EPS Lombardia), e dai suoi tecnici, dove la buona gestione di un impareggiabile habitat faunistico, conciliata con un razionale prelievo, ha fornito l’immagine di quanto si possa fare anche nei territori al di fuori di questo modello della nostra quotidiana esperienza venatoria. Il Lago di Massaciuccoli (PI), con la visita alle due zone, quella protetta e quella ancora aperta alla caccia con gli appostamenti fissi, è stata un esempio concreto di esperienza toscana, da imitare anche per la presenza dell’Osservatorio Ornitologico FEIN. Si è proseguito con la visita all’articolata biodiversità del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli dove, dal piccolo Culbianco al più grande Airone rosso in stabile dimora con Daini e Cinghiali in un sottobosco da urlo per la sua bellezza, sono stati elementi che hanno ancora di più fatto apprezzare la nostra italica differenza naturale, tutta da conoscere e da vivere unitamente alla cucina mediterranea e alla bellezza di una cultura delle nostre eccellenze storiche, compendiate nella visita alla Piazza dei Miracoli di Pisa. Questi ospiti stranieri dei Paesi nordici – Mikael Antell (FIN), Henrik Frost Rasmussen (DK), Martin Højsgaard (DK), Lauri Kontro (FIN), Yves Lecocq (B), Torstein Moland (NOR), Torsten Mörner (SVE) – hanno, infine, apprezzato la sera del 24 luglio con l’eccezionale rappresentazione, nel grande teatro all’aperto di Torre del Lago, delle melodie di Giacomo Puccini, il grande maestro che soleva dire che sempre avrebbe amato la sua Torre e il suo padule che alla grandezza per le sue indimenticabili ispirazioni, che ancora ci prendono nel cuore, gli davano la possibilità di amare la CACCIA, la sua e la nostra caccia, che sarà d’ora in avanti compresa maggiormente anche dai Paesi del Nord di questa grande Europa, ora sicuramente più vicina alle nostre tradizioni venatorie.

26 Luglio 2010 FACE Med


(NJS hunting area Italy 2010)

 

Category: .In Evidenza, ANUU, Cultura, FACE, Federcaccia

Comments (5)

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  1. corrado scrive:

    Il Mortone di Zelo Buon Persico (LO), accolti dal suo concessionario, Ovidio Brambilla (Presidente della EPS Lombardia), e dai suoi tecnici, dove la buona gestione di un impareggiabile habitat faunistico, conciliata con un razionale prelievo,

    accidenti che parolone….vero dell’ambiente , ma è una azienda faunistica con quote da capogiro…
    non da tutti…

  2. robi1960 scrive:

    La prossima volta invece di andare nell’AFV di Zelo Buon Persico, che vengano a toccare con mano la realtà di molti cacciatori, vengano qui nella bassa bresciana a vedere lo sfacelo dell’ambiente, comodo andare nelle migliori AFV, venite a fare un paio di stagioni di caccia qui dove le strutture arboree sono i campi di mais

  3. Giacomo scrive:

    Li hanno portati a visitare i luoghi per fargli vedere come sarà la caccia Italiana del futuro anche in zona libera gestita dalla Fidc, :mrgreen: che già si sta muovendo per questo. Un cordiale saluto ai presidenti :roll:

    • massimo scrive:

      Non si và da nessuna parte con polemiche sull’una o l’altra associazione venatoria,
      si lavori e si costituisca un’ unica associazione venatoria, altrimenti saremo sempre in balia di politici, divisi e in eterna lotta frà di noi facciamo il gioco degli ambientalisti.

  4. giorgio scrive:

    Cacciate dall’olio e la caccia sarà salva!

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