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Umbria: la AA.VV. scrivono al Pres. Regione

| 15 luglio 2010 | 4 Comments

AAVV_UmbriaEgr. Presidente Giunta Regionale dell’Umbria
Egr. Assessore Regionale Caccia e Pesca
Egr. Presidente III^ Commissione Consiliare Permanente

In relazione all’approvazione del calendario venatorio per la stagione 2010/2011, che stabilisce al punto B) – capoverso 6) il divieto di caccia alla specie Starna in 12 comuni dell’Umbria ricompresi nell’A.T.C. Perugia 1, le scriventi Associazioni chiedono formalmente di rivedere tale decisione alla luce delle note sottoelencate e in considerazione del fatto che la scelta delle località vincolate andrebbe attuata secondo i criteri tecnici citati:

- individuazione preventiva dei territori interessati;
- scelta oculata dei riproduttori;
- miglioramenti ambientali preventivi;
- scelta dei singoli siti di lancio della specie;
- bassa o nulla meccanizzazione agricola nei siti prescelti;
- scarso o uso nullo di concimi chimici;
- non uso di pesticidi, diserbanti e insetticidi;
- diversificazione delle colture con privilegio delle cerealicole;
- ridotta estensione di una stessa coltura con presenza di siepi, fossati alberi da viti ecc.;
- ridotta presenza di fauna opportunista predatrice, in particolare corvidi e volpi.

Nei territori dei comuni gravati da “divieto di caccia” sono state effettuate, nel periodo febbraio-marzo 2010 e in base ad un Piano sostanzialmente invariato da anni, ingenti operazioni di ripopolamento da parte dell’A.T.C. Perugia 1 con ben 666 capi di Starna provenienti da allevamento (presumibilmente non selezionati ai fini del progetto) e attualmente sono in corso prove cinofile su territorio libero a fini di ripopolamento (territori scelti solo in funzione delle necessità cinofile), che comporteranno un’ ulteriore immissione “estiva” di non meno di 700 capi di Starna, da definire in gergo “pronta caccia”.

Le scriventi Associazioni si dichiarano favorevoli a un progetto condiviso di recupero della specie Starna, come sostenuto unitariamente sia in sede di Consulta Faunistico-Venatoria Regionale che in sede di Audizione con la III Commissione Consiliare Permanente della Regione, che privilegi però la scelta preventiva e oculata di territori idonei protetti (Demanio Statale e Regionale, Parchi e Oasi naturali, Zone Ripopolamento e Cattura scelte in base alla vocazione territoriale per la specie, Fondi Chiusi significativi per estensione) ma non preceduto da generici “divieti” in territorio libero.

Le scriventi Associazioni chiedono pertanto un incontro in tempi brevi per illustrare i contenuti del “Progetto” a supporto e tutela delle richieste pervenute in tal senso dalle nostre Sezioni e dai Circoli territoriali, progetto che abbia però un valido supporto tecnico-scientifico e finanziamenti certi da parte delle Istituzioni.

Confidando pertanto nell’accoglimento della presente richiesta e fiduciosi in una sollecita risposta, porgiamo i nostri più distinti saluti.

Perugia, li 13 luglio 2010

Firme autografe nel documento originale di:

Franco di Marco Pres. Reg.le Federazione Italiana della Caccia
Lando Loretoni Pres. Reg.le Associazione Nazionale Libera Caccia
Francesco Ragni Pres. Reg.le Unione Enalcaccia
Eraldo Martelli Pres. Prov.le Perugia A.N.U.U. Migratoristi

Category: .In Evidenza, ANLC, ANUU, Enalcaccia, Federcaccia, Umbria

Comments (4)

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  1. RUDI scrive:

    Siete in possesso di tutta la documentazione sin dal 2005 ora venite a chiedere i progetti, questa è la dimostrazione di quanto vi stanno a cuore i vostri tesserati, certo è un bel progetto liberare le starne nei terreni interdetti alla caccia e liberalizzare la caccia fuori, sarebbero dei ripopolamenti gratuiti, vergagnatevi state portando la caccia in un baratro.-

  2. Stefano Tacconi scrive:

    Siamo in possesso della documentazione del 2005 e di quella più recente del 2009 e crediamo che il “progetto” meriti attenzione, se concordato unitariamente su basi tecnico-scientifiche e non su imposizioni e pressioni e attivato peraltro con capi di allevamento intensivo “pronta caccia”.
    Domenica 18 luglio dovrebbero essere paracadutati a Gubbio un centinaio di capi provenienti da un allevamento (sempre intensivo) di Cesena…e questo è da definire un “progetto” di recupero della specie, previo divieto di caccia?
    Non ho nulla di cui vergognarmi, si vergognino coloro che spacciano simili azioni unilaterali e prive di basi tecnico-scientifiche come azioni di tutela della fauna a vantaggio del mondo venatorio.
    Rileggi bene la lettera a firme unitarie prima di sparare accuse generiche.
    Continua la STECCA…15 luglio 2010…569 GIORNI ALL’ALBA!!!!!

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