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Bologna, Piano di controllo delle volpi

| 6 luglio 2010 | 9 Comments

Bologna, Piano di controllo delle volpi, Montera: “Ha motivazioni sanitarie e di sicurezza del territorio

Volpe2In merito alle polemiche sulla sentenza del Tar che sospende il piano di controllo delle volpi una nota dell’assessore provinciale alla Pianificazione faunistica, Gabriella Montera.«Insieme all’importante obiettivo di garantire un patrimonio di selvaggina autoctona riprodottasi nelle apposite zone di ripopolamento, il controllo delle volpi, così come previsto dalla Provincia di Bologna, ha ampie motivazioni non solo di carattere venatorio ma anche di carattere sanitario, ed è inoltre legato a ragioni di interesse generale, relative alla sicurezza dei nostri territori.

Il monitoraggio delle volpi è diventato infatti una priorità degli Uffici veterinari delle Aziende Usl da quando si è espansa nel Nord Italia la “rabbia silvestre”, temibile malattia trasmissibile all’uomo di cui le volpi sono veicolo di diffusione.

Inoltre, come altre specie, le volpi sono responsabili di profonde gallerie scavate negli argini dei corsi d’acqua, con conseguenti cedimenti delle strutture che salvaguardano il territorio da possibili alluvioni.

Il piano di controllo delle volpi della Provincia di Bologna ha individuato tutti i sistemi utili a contrastare la presenza della specie ove essa rappresenti un pericolo per la sicurezza degli insediamenti abitativi. Si tratta di interventi di limitazione, sempre esclusivamente mirati alla riduzione dei danni, comunque contenuti per numero di capi abbattibili e, seppure contestati dalle associazioni ambientaliste – come nel caso dell’utilizzo dei cani da tana – sono invece consentiti dall’Ispra (Istituto sperimentale per la ricerca ambientale), che esprime un parere, non vincolante, su tutti i piani di controllo della fauna selvatica.

Anche il principio di controllo della volpe nelle zone di ripopolamento e cattura, in quanto animale carnivoro che si nutre di lepri e fagiani destinati a incrementare la selvaggina stanziale dei cacciatori, è ampiamente condiviso dall’Ispra. E’ infatti lo stesso Istituto che suggerisce, in queste aree, un abbattimento senza limiti numerici, a dimostrazione che questo carnivoro non ha alcun problema di conservazione della specie.

La Provincia di Bologna ha ritenuto di aggiungere nel proprio piano di controllo la possibilità di abbattere un numero limitato di 200 volpi nei territori di caccia per poter intervenire in maniera puntiforme dove vi sono gallerie che minacciano la stabilità degli argini e nei pur rari casi di predazione ai pollai.

Il controllo delle volpi non può quindi essere inteso come un mancato rispetto per la fauna selvatica, – anche perché si tratta di specie cacciabile durante la stagione venatoria – bensì come una forma di gestione della fauna che la stessa legge impone all’Amministrazione provinciale di adottare per motivi di interesse generale.

La sentenza del TAR di momentanea sospensione del controllo potrà essere, in definitiva, completamente rivista a un esame più attento del Piano adottato dalla Provincia».

http://www.sassuolo2000.it

Category: .In Evidenza, Emilia Romagna, Generale

Comments (9)

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  1. bekea scrive:

    Finchè non verrà approvata la riforma della 157 con all’interno un articolo specifico che permetta la caccia ai nocivi oltre i limiti temporali degli attuali calendari venatori, saremo sempre soggetti ai ricorsi degli animalisti che di gestione del patrimonio faunisticovenatorio non ne capiscono una mazza.

  2. diego sperotto scrive:

    La loro filosofia da ignorantoni è di salvare sempre e comunque tutte le vite animali…non sanno pero che lasciando un numero eccessivo di una data specie si provoca la strage di un altra…se lo capisco pure io significa che non ci vuole un genio a capirlo…nocivi tutto l anno…il nostro calendario chiude alla cornacchia ad esempio prima del 31 gennaio…oltre il danno la beffa!

  3. Agostino scrive:

    Il brutto che questi ambientalisti non si rendono conto cosa succede fuori città.Fanno calendari venatori ridicoli preaperture nel quale inseriscono una sola specie senza alcuna ragione plausibile non inseriscono i nocivi tipo cornacchia,gazza,volpe ,non inseriscono i colombi di città ormai quasi tutti malati.Gli animalisti strillano e i politici che come loro non sanno gli vanno dietro. :cry:

  4. Argo scrive:

    Ammazali, oh. E’ pensare che cé chi si ostina a voler sostenere i mezzi consentiti dalla legge, con piani di gestione e mezzi idonei secondo modalità previste dagli A.T.C. al riparo di qualunque attacco…….. E poi?. Poi saltano fuori i soliti animalisti che bloccano tutto.
    Lascia perdere.

    Saluti
    Argoi

  5. Agostino scrive:

    CI VORREBBE CHE LE AAVV SIANO PIU’ COMBATTIVE CHE CI DIFENDESSERO DI PIU’.POI IN QUESTO CASO SI TRATTA SOLO DI CONTINUARE UN OPERA CHE VIENE RICHIESTA A CACCIA CHIUSA. 8O

  6. lucas scrive:

    Come ormai sanno anche i bambini, applicando la normativa vigente e volendo rimanere in regola, non è possibile fare alcuna lotta ai nocivi. Sono possibili solo provvedimenti palliativi e momentanei che lasciano il tempo che trovano.

  7. Mario Bartoccini scrive:

    Ne Parleremo ancora in seguito.

    Intanto metto a confronto i risultati delle mie ricerche:
    su 800 ettari di territorio agrosilvopastorale – FINO IL 1977 – vivevano:
    n. 1 volpe + n. 1 tasso + n. 1 faina + n. 1 altri mustelidi + n. 4 corvidi + n. 4 gazze + n. 10/12 ghiandaie + n. 1 falconiforme + n. 210 maiali + n. 10 gatti domestico/randagi.

    Su 800 ettari – IN UMBRIA OGGIDI’ – vivono:
    n. 27 volpi + n. 27 tassi + n. 38 istrici + n. 10/13 faine + n. 8/10 altri mustelidi + n. 20/40 corvidi + n. 250/300 gazze + n. 50/70 ghiandaie + n. 5/7 falconiformi + 10/15 cinghiali + n. 53/60 gatti domestico/randagi + 8/13 cani randagi + n. 5/15 nutrie (tralasciamo: riccio – talpa – scoiattolo – arvicole – ratti – lince – lupo – orso bruno – lontra – gatto selvatico).

    Tanto dovevo.
    Cordialità.

    • lucas scrive:

      FINO al 1977 si faceva veramente il contenimento dei nocivi…
      Poi qualcuno si sorprende che non ci sia più selvaggina stanziale neanche all’apertura…
      Fare i lanci in un territorio così inospitale ed infido equivale a buttare i soldi nel cesso.

  8. claudio di anzio scrive:

    Noi lo sappiamo bene, ma fallo capire a chi non legifica come dovrebbe.

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