Taccuino: Lettera aperta agli ambientalisti
TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA, DELLA TERRA, DELLE TRADIZIONI E DELL’AMBIENTE - “MOLESKINE”
(In esclusiva : “Il cacciatore.com” – Corriere dell’Umbria – Perugia)
N.105 del 25 giugno 2010. S.Guglielmo abate.
LA TERRA: “ Il giorno dopo all’alba, tutta Fontamara fu in subbuglio per un malinteso. All’entrata di Fontamara, sotto una macera di sassi, sgorga una povera polla d’acqua, simile ad una pozzanghera. Dopo alcuni passi, l’acqua scava un buco, sparisce nella terra pietrosa, e riappare ai piedi della collina, più abbondante, in forma di ruscello. Prima di avviarsi verso il piano, il ruscello col suo fosso fa molti giri. Da esso i cafoni di Fontamara hanno sempre tratto l’acqua per irrigare i pochi campi che possiedono ai piedi della collina e che sono la magra ricchezza del villaggio. Per spartirsi l’acqua del ruscello ogni estate fra i cafoni scoppiano spesso liti furibonde. Negli anni di maggiore siccità, le liti finiscono talvolta a coltellate; ma non per questo l’acqua aumenta……Ora avvenne che gli ultimi cafoni di Fontamara, i quali alla mattina del due di giugno scesero la collina per andare al lavoro, s’incontrarono al piano con un gruppo di cantonieri, arrivati dal capoluogo con pale e picconi per deviare l’acqua (secondo quello che essi dissero) per allontanare il misero ruscello dai campi e dagli orti che aveva sempre irrigato, sempre a memoria d’uomo, e per avviarlo nel senso contrario, in modo da obbligarlo a costeggiare dapprima alcune vigne e a bagnare infine delle terre che non appartenevano ai Fontamaresi, ma ad un ricco proprietario del capoluogo, don Carlo Magna. Costui appartiene a una delle più vecchie famiglie della nostra contrada, ora, per colpa sua, assai decaduta, ed è chiamato così perché alla domanda : “ Si può parlare con don Carlo? E’ in casa don Carlo” la serva risponde, per lo più “Don Carlo magna. Se volete” aggiunge sempre “potete parlare con la padrona””. (1)
“ COSI E’,( SE VI PARE) ” (1) (THAT IS, (IF YOU LIKE)
LETTERA APERTA AGLI AMBIENTALISTI ITALIANI
(OPEN LETTER TO ENVIRNMENALISTS ITALIAN)
Diretta a: (Directed to)
AMBIENTE E/ E’ VITA - Via della Scrofa 39 00187 Roma
AMICI DELLA TERRA – ONLUS Via di Torre Argentina 18 00186 Roma (filippini@amici della terra. it)
ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA WILDERNESS (AIW) – c/o Segretario Generale dott.Franco Zunino Via A.Bonetti, 71 17013 Murialdo (Savona) (wilderness.italia@libero.it)
Ekoclub International – Via per Volano 45 – 44020 Volano di Codigoro (Ferrara) – ekoclub@ekoclubinternational.it
FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – Viale Coni Zugna,5 20144 Milano (internet@fondoambiente. it)
ITALIA NOSTRA - Viale Liegi, 33 – 00198 Roma (italianostra@italianostra.org)
FARE AMBIENTE – Via Tacito, 50 00193 Roma (v.pepe@fareambiente.it)
FARE VERDE – Via Ardeatina 277 00179 Roma (info@fareverde.it)
LEGAMBIENTE - Via Salaria 403 00199 Roma (legambiente@legambiente.it)
LIPU – Birdlife Italia – Via Trento 49 Parma (ufficio stampa@lipu.it)
WWF ITALIA –Via Po 25/c 00198 Roma (posta@wwf.it)
E.p.c. ai Sigg. Presidenti di : ( Epc to Sigg. Chairmen)
COLDIRETTI – Via XXIV Maggio, 43 Roma (relazioni esterne@coldiretti.it)
CIA – Confederazione Italiana Agricoltori – Fortuny 20 00196 Roma (g.politi@cia.it)
CONFAGRICOLTURA – Corso Vittorio Emanuele II° 101 00186 Roma (info@confagricoltura).
AL COORDINAMENTO Per la Difesa e la promozione della Cultura Rurale c/o CNCN Via dell’Astronomia, 30 00144 Roma ( info@cncn.it)
°°°°°°°
Il taccuino ospita in questo numero una iniziativa, realizzata da un primo nucleo di cacciatori appartenenti alla base venatoria, alla quale in ogni momento può aggiungersi , chiunque lo desidera, (cacciatore e non), comunicando l’adesione al sito “il cacciatore.com”. I promotori per il momento sono : Daniele Bandini, Giovanni Barzacca, Alessandro Cannas, Vanni Ligasacchi, Donato Mazzega, Massimo Negri, Antonio Pinotti e Mauro Proietti. Essi rivolgono una lettera aperta ai rappresentanti italiani del mondo ambientalista. Siamo sospinti da un numero nutrito e foltissimo di cittadini- cacciatori che operano su questo sito web e su altri siti e che compongono la vera base venatoria. Sulla nostra carta d’identità alla voce “potere” c’è scritto “nulla” o “zero” . Il nostro potere, se potere si può chiamare, va inteso come un bene “immateriale” al servizio ed in sintonia con i voleri di quasi due milioni di cittadini, appartenenti ad un blocco sociale che fa riferimento al mondo venatorio Italiano, ad al comparto economico ad esso connesso. Gente onesta, che non ha paura di guardarsi allo specchio la mattina quando si alza. Piccoli imprenditori ed operatori economici che contribuiscono non poco ad alimentare il PIL Italiano. Poi certo ognuno di noi ha fatto qualche cosa per l’informazione, per l’ambiente e per la caccia. Altrimenti non saremmo qui a parlarne ! Chi ha creato un sito come quello in cui stiamo scrivendo che apre la sua finestra a tutte le voci ed a tutte le opinioni a partire dai destinatari della presente missiva; chi ha speso una vita nello studio e nella conoscenza delle tematiche ambientali e venatorie; chi ha difeso questi valori nelle Istituzioni, e chi ha dato vita al Meeting di “Zefiro” che nel suo “logo” contiene le parole “Terra, ambiente, caccia e tradizione”. Una meeting che in sei anni di attività, ha parlato di OGM, della PAC, della biodiversità, del Protocollo di Kioto, dell’acqua, dell’energia, dell’aviaria, della ruralità e dei problemi legati alla tutela del paesaggio. Ma c’è di più. Negli ultimi due anni “Zefiro” ha interessato altre 8.000 studenti delle scuole Italiane ed Europee, in un concorso dedicato alle problematiche ambientali. Nel 2009 ha coinvolto amministrazioni pubbliche ed Istituti scolastici che hanno sottoscritto il 5 dicembre dello stesso anno, nella sala del Consiglio Comunale di Todi, delle pubbliche convenzioni che prevedono l’adozione da parte dei singoli Istituti scolastici di un bene naturale : un parco cittadino, dei giardini pubblici, degli alberi antichi, un oliveto ed un bene monumentale. Una specifica convenzione, sottoscritta dalla Direzione di un Circolo Didattico, prevede un percorso di conoscenza che riguarda i giovanissimi studenti delle elementari, riferito alla raccolta differenziata dei rifiuti. Nel 2006 Zefiro ha ospitato i lavori del Bureau della FACE alla quale hanno partecipato i rappresentanti di 9 nazioni europee. Da parte nostra abbiamo invitato sempre alcune delle associazioni in indirizzo, ma mai abbiamo potuto avere il piacere di constatare la loro presenza.
Adesso, dopo la nostra doverosa presentazione che era d’obbligo, non tanto per essere dei “pavoni”, ma per una elementare forma di educazione e di correttezza, veniamo al dunque.
L’inusitata e violenta campagna di contrasto, che ormai da anni viene portata avanti da alcune delle Associazioni ambientaliste in indirizzo nei confronti della Caccia Italiana, non trova uguale corrispondenza nel resto dei 26 paesi dell’Unione Europea. Lo stesso uso “muscolare” usato da certe associazioni ambientaliste sembra non ammettere scampo : “ così stanno le cose, che vi piaccia o no” e per quanto possa sembrare inverosimile : “questa è la situazione”. Una sola verità dunque? Ma nemmeno per sogno ! Abbiamo usato di proposito, come titolo dell’editoriale che contiene la lettera aperta, le stesse parole di un’opera teatrale di Luigi Pirandello, che si basa sul concetto delle due verità, quella della signora Frola e quella del signor Ponza ( suo genero). Verità che si contrappongono tra di loro alla stregua del rapporto fra ambientalisti e cacciatori, in una tela di Penelope infinita, alimentata da una diaspora eterna ed immutabile.
Non è certo per noi una “verità” accettabile, l’ultima e recente campagna demolitrice dell’attività faunistico venatoria italiana, che viene portata avanti, da parte delle associazioni ambientaliste, nei confronti della stesura dei prossimi calendari venatori Italiani, basata su interpretazioni errate e di comodo rispetto all’attuazione dell’art.42 della Comunitaria. (e lo dimostreremo in altra sede). E cogliamo l’occasione per manifestare tutta la nostra irritazione ed il fastidio necessario, nell’accertare che questa azione di contrasto trova la sponda in un Ministro del Governo Italiano, che i cittadini hanno relegato secondo il sondaggio mensile dell’Ipr Marketing di Repubblica.it, all’ultimo posto nell’indice di gradimento dei componenti del Governo Italiano di cui è Presidente l’on. Berlusconi.
Non è forse una verità, che nel mentre il 12 ottobre 2004 si firma a Bruxelles, un accordo fra BidLife International e FACE, sulla Direttiva 79/409/CEE, accolto positivamente con una nota ufficiale, dall’allora Commissario Europeo all’Ambiente Margot Wallestrom, il quale prevede ed auspica “un dialogo costruttivo fra i soggetti interessati”, in Italia si butta nel cestino tale accordo e si da luogo a comportamenti che prevedono in primo luogo l’uso delle carte bollate, in un conflitto che si svolge per lo più nelle sedi dei TAR Regionali?
Non è forse una verità, che mentre in Italia si costruisce da parte degli ambientalisti, contro la caccia, una sorta di muro simile al “Vallo di Adriano” fatto edificare nella prima metà del II° secolo d.C. dall’omonimo Imperatore, che divide la Scozia dall ‘In ghilterra, in Francia si è realizzata una “Grenelle dell’Environment” (accordo sull’ambiente) a seguito della diretta iniziativa del Presidente della Repubblica Nicolas SARKOZY, del Ministro di Stato Jean Luis BORLOO e del Segretario di Stato Nathalie KOSCUISCO-MORIZET ? Non è forse vero che questi hanno dato l’incarico operativo al deputato della “Somme” Jerom Bignon, di costituire un negoziato presso il Conservatoire du Littoral di Parigi, mediante incontri che si sono protratti dal 5 Maggio al 24 luglio 2008 e di cui sono stati i principali protagonisti i cacciatori in pertnership con gli agricoltori, gli ambientalisti, i rappresentanti della scienza e del Museum National d’Historie Naturelle, coadiuvati dal responsabile dell’Office Nationale de la Chasse et de la faune Sauvage ?
Non è una verità che il 26 luglio 2008, al termine del negoziato, è stato firmato un accordo che tiene conto della “Governance scientifica”, della gestione dei territori e di alcune specie di avifauna migratrice, e determina le condizioni per un “Follow-up” di valutazione per i futuri adempimenti da compiere nel breve e medio periodo?
Non è una verità, infine, che l’accordo ha consentito l’apertura della caccia dal primo giorno della terza decade di agosto ad alcune specie di uccelli acquatici?
Non è una verità, che nel mentre si usa il “totem” del consenso popolare alle tesi anticaccia, gli stessi cittadini hanno negato con il voto la presenza dei rappresentanti verdi in Parlamento? Due politiche : Una in Italia contro il “tabù” della caccia, una in Francia ove Cohen Bendit si guarda bene dall’attaccare i cacciatori, e con questo atteggiamento oltre ad altre cose positive inserite nel suo programma, si colloca come leader della seconda forza politica del paese d’Oltralpe.
Non è una verità che mentre in Italia la canea animalista addita il cacciatore come portatore del “male assoluto”, i cacciatori della Germania Austria e Svizzera hanno fatto stampare di recente un adesivo verde ove è scritto lo slogan “Ohone Jagd kein Wild”, che significa che senza caccia non c’è nemmeno la fauna selvatica?
Non è forse una verità che nel nostro paese in continuazione ed in modo martellante sui media e sulla carta stampata viene alimentata, una campagna di odio contro la caccia Italiana, mentre in Francia il 4 giugno non di cento anni fa, ma di questo mese del 2010, con un decreto n.2010/603, il Governo ha approvato disposizioni legislative che prevedano pesanti sanzioni contro ogni atto di ostruzionismo verso l’attività venatoria, mettendo in soffitta vecchie posizioni animal-ambientaliste e riconoscendo l’apporto sociale, ambientale ed economico garantito dall’azione attiva dei cacciatori sul territorio? Ma la Francia è un paese di un altro emisfero o viceversa, è “ad un tiro di schioppo” (Tanto per restare nel tema) dai nostri confini? E sulla necessità di assimilare i provvedimenti Francesi a quelli Italiani, il neo Ministro del MiPAAF perchè seguita a tacere come il suo predecessore?
Non è una verità, che in larga parte la presenza diffusa dei cacciatori nel territorio, costituisce una risorsa, anche sul versante del ripristino e del mantenimento degli habitat secondo quanto prevede e consiglia la Direttiva U.E n. 409/79? E che il rapporto fra agricoltura e caccia deve essere riconsiderato in sede legislativa sul piano del reddito degli agricoltori e dei danni alle colture agricole ?
Ci direte, tenetevi le vostre verità, perché noi abbiamo le nostre. In linea di principio e sul piano etico il ragionamento non fa una grinza ed è perfettamente legittimo. Ma noi vogliamo fare un passo in più. Nessuna trattativa, anche perché siamo sprovvisti del potere per farlo, e di questo ne siamo contenti. Ed anche perché attualmente a nostro parere personale non esistono in Italia le condizioni per avviare nessuna sorta di negoziato, a fronte dell’atteggiamento negativo e penalizzante che parte delle associazioni in indirizzo portano avanti nei confronti dei cacciatori e della caccia Italiana. Potrete dire ma siete personaggi di terza e quarta fila, e non abbiamo nessuno interesse a parlare con voi. Potete decidere nel modo che ritenete più opportuno. Noi non ci metteremo a piangere anche se reagiremo. A solo titolo di cronaca, ci preme sottolineare che l’edizione del “Taccuino Italiano dell’Ambiente, della terra, della caccia e delle Tradizioni” è stato letto sul sito “ il cacciatore. com” , in diciannove mesi, (Novembre 2008 – Maggio 2010) da circa 500.000 utenti con una media settimanale di circa 6.000 contatti. E che dal sito stesso è partita dieci giorni orsono l’iniziativa per un “Progetto nazionale di lotta ai Predatori” alla quale hanno già aderito il dott. Mario Delogu ricercatore del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna ed il Prof. Daniele Scevola esperto di malattie infettive dell’Università di Pavia- Policlinico S.Matteo. E che il sito stesso attiva complessivamente mediamente a settimana circa 15.000 accessi. E dobbiamo dirvi che non andiamo in cerca di notorietà : chi scrive è ormai vecchio, gli altri amici non hanno il vezzo o la necessità di apparire. Non abbiamo padroni e siamo liberi da condizionamenti di qualsiasi natura. Ci muove solo la passione.
Ed allora, per concludere, ci potreste domandare : quale sarebbe il “vostro passo in più” ? Il passo in più attualmente possibile, è costituito dalla nostra proposta per un incontro a brevissimo termine, in un luogo, in una data ed un’ora da concordare. Sarebbe un evento che per la prima volta accadrebbe in Italia. Non una rissa, ma un confronto duro civile e responsabile, con un moderatore che abbia il gradimento d’ambo le parti. Del resto i confronti diretti, tra portatori d’interessi o di idee diverse sono utili alla pubblica opinione ed ai cittadini. Ed è un loro diritto. Ma non sempre è così. E non sarebbe mica una cosa fuori dal mondo, nel momento in cui , e ci scusiamo per le differenti proporzioni degli avvenimenti, in medio Oriente, nonostante il duro conflitto fra Israele e Palestina, due delegazioni che rappresentano i propri paesi seguitano da tempo ad incontrarsi. E per tornare alle cose di casa nostra, e per ottenere una ulteriore similitudine, è bene dire che in altri campi due linee di politica sindacale si sono evidenziate in questi giorni per quanto riguarda la vicenda di Pomigliano D’arco. Anche qui sono emerse due verità : quella della Fiom e quella del Ministro Sacconi, che di fatto avalla
l’accordo proposto dalla FIAT. E Domenica 20 Giugno nel corso della trasmissione televisiva “in mezzora” condotto da Lucia Annunziata non c’è stato forse il faccia a faccia tra lo stesso Ministro ed il leader della Fiom Maurizio Landini? Nessuno dei due ha cambiato opinione, ma i lavoratori hanno compreso le varie posizioni, e la vera democrazia, non quella finta, ha realizzato un punto a suo favore.
L’attesa è d’obbligo. Noi abbiamo avanzato una proposta usando certo delle parole non da educande, ma non potevamo ( e questo spero lo capirete) fare diversamente. Ma le parole usate, seppure evocano un conflitto, non vogliono mai travalicare i confini del rispetto e delle regole civili che devono guidare sempre i confronti, seppure aspri e difficili.
Con i migliori saluti.
ANTONIO PINOTTI
La lettera aperta sarà inoltre rimessa: (The open letter will also be called)
Dott. Janez Potocnik – Commissario Europeo all’Ambiente U.E (European Commissioner for Environment) Bruxelles
Sen. Giancarlo Galan – Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ROMA. (urp@politicheagricole.gov.it)
On. Stefania Prestigiacomo – Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (campisi.manuela@miniambiente.it)
Dott. Vasco Errani – Presidente Conferenza Stato-Regioni- Via della Stamperia 8 00187 Roma (segdirettorecn@governo.it)
Dott. Giuseppe Castiglione Presidente UPI – Unione Provincie d’Italia –Roma (upiroma@tin.it)
Dott. Vincenzo Grimaldi Commissario dell’ISPRA via Vitaliano Brancati 48 00144 Roma
Dott. Franco Perco – Direttore Parco Nazionale dei Monti Sibillini- Piazza del Forno,1 62039 VISSO (Macerata)
FACE – Federazione Cacciatori europei – Bruxelles (President@face-europe.org)
ACL Associazione Cacciatori Lombardi- Brescia
ANUU (anuu@anuu.org)
ARCI Caccia (osvaldo,veneziano@arcicaccia.it)
ASCN Via Giorgio Aredeo n. 14/b -Palermo
CONFAVI (info@confavi.it)
CPA Sports Via Bastianelli 14 50127 Firenze
ENAL Caccia(enalcaccia.pn@tiscalinet.it
FEDERCACCIA (fidc@fidc.it)
ITALCACCIA Piazzale Clodio, 1 00195 Roma (info@italcaccia.it)
LIBERA CACCIA (anlc@libero.it)
FEDERFAUNA Via Goito 8 40126 Bologna (info@federfauna.org)
E’ vietata la riproduzione.
(1) dal Romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone – Oscar Mondadori-pagg.49-50
(2) “Cosi è (se vi pare) è il titolo di un’opera teatrale di Luigi Pirandello tratta dalla novella “La signora Frola ed il sig.Ponza, suo genero”.
Fotografie Paolo Pinotti


















Sig. Giusti, buongiorno
Le ho già detto che io e Lei siamo poco fortunati, perchè andiamo a dormire tardi e ci alziamo presto. Lei ormai lo avrà capito come la penso. Di “grande” c’è ne è uno solo è sta in cielo.
Un abbraccio.
Si caro Pinotti.ma lui e` lassu`.Quaggiu`c’e`lei ma non solo nel difendere la caccia,e`un grande,lei caro Pinotti,e`un grande in tutti i sensi,e in tutte le bonta`che possa avere l’essere umano.
Un saluto, un abbraccio sincero,e tanto rispetto.
Pinotti e mandaci una bella statuetta che ti raffigura con una bella aureola a Giusti………. così ti fa un altarino con tanti fiori e prima di andare a letto ti dice anche il rosario in ginocchio, si potrà raccomandare di salvarlo dai peccati e di farci qualche miracolo mandandoci tanti colombi selvatici al suo appostamento durante la caccia, e così accontenti pure lui che è cosi buono e devoto, tra poco ti farà anche la processione per tutto il paese.
Giacomo credimi
Ho un gran rispetto per Pinotti.
In Italia ce ne vorrebbero 100.000,e sicuramente si andrebbe meglio in tutti i sensi.
Non credi?
Se qualche presidente di aavv(senza far nomi)si comportasse,e facesse meno della meta`di quello che fa lui si andrebbe un po`meglio.
O no?
Rosari altari e preghiere,non sono il mio forte.
Comunicazioni : Il taccuino è stato oggi pubblicato sul Corriere dell’Umbria a pag.2. Ancora un ringraziamento al Direttore Dott. Anna Mossuto
Mi scuso con l’amico Pinotti se posso intervenire solo ora in maniera più approfondita in questa bella discussione. L’ambientalismo legato al mondo venatorio ed alle attività rurali in genere è una cosa che mi interessa particolarmente ed è uno dei motivi per i quali sono approdato tempo fa sui siti di settore. La mia convinzione che un ambientalismo diverso, responsabile e ragionevole, sia ancora mancante in Italia e che i diretti interessati (parlo degli appartenenti alla Cultura Rurale) debbano costituire l’asse principale sul quale far ruotare nuove idee e proposte, mi ha condotto nella ricerca di soggetti, entità, forze sociali con le quali condividere quest’idea di ambientalismo che parte proprio dai sentimenti che accomunano coloro che non si sentono affatto di appartenere alla cultura delle grandi città. Insomma…come parlare dell’alba ad un cacciatore, un pescatore, un agricolture o tentare di spiegarla a chi non l’ha mai vissuta come noi. La ricerca di sinergie deve quindi seguire a mio avviso la direzione dei sentimenti, intesi anche come rapporto spirituale uomo-natura. Evidentemente, gli ambientalisti che abbiamo avuto finora sono stati acculturati in maniera profondamente diversa rispetto alla mia e parlare di “alba” con loro, proprio non mi ci trovo.
Conclusa questa breve premessa, dovendo commentare questa iniziativa, questo tentativo di dialogo anche con coloro che l’”alba” mica la possono comprendere, mi verrebbe da pensare che si tratta di tempo perso. Tuttavia, se la “controparte” è disposta all’apertura, ad ascoltarci, l’incontro potrebbe risultare proficuo per entrambi.
Una piccola parentesi: Il tentativo sarebbe il secondo. Per quel che mi riguarda, il 17 novembre 2009 con il Convegno al Senato di Fareambiente, si sono gettati le basi del “nuovo ambientalismo”. In quell’occasione non ci siamo affatto dimenticati di invitare i rappresentanti del “vecchio ambientalismo” ma le presenze al Senato segnarono solo quelle delle ass. venatorie, di Wilderness, Ambiente e/è Vita, oltre alla presenza di illustri personaggi tra i quali anche l’amico Pinotti. Ritenendola “mia materia”, se qualcuno degli organizzatori dell’evento pensa io possa contribuire positivamente, sono a disposizione. Tuttavia agirei in maniera un po’ diversa! Innanzitutto rafforzerei diplomaticamente le sinergie tra tutte le forze sociali che ruotano attorno alla Cultura Rurale perché quello è il centro dal quale far partire il nuovo ambientalismo. Anche gli agricoltori, e non solo i cacciatori, devono rendersi conto che il loro mondo è in pericolo e che sono proprio loro i veri rappresentanti di una diversa forma di ambientalismo. Solo in questo momento sarà possibile organizzare un convegno nazionale di portata storica. In questo caso saranno proprio gli altri ad accorgersi che devono rivedere le loro posizioni…non noi!
Una puntualizzazione per Pinotti: Si rende necessario capire chi sono gli animalisti e chi sono gli ambientalisti. I primi nulla c’entrano con i secondi perchè essere animalisti non significa affatto operare per l’ambiente e per una maggiore biodiversità. Il titolo della lettera, visti gli inviti, non è rivolto solo agli ambientalisti ma pure a qualche associazione animalista quindi il titolo corretto sarebbe “lettera aperta agli animalisti ed agli ambientalisti”. La prima cosa da fare, non dimentichiamolo, è quella di separare bene i primi dai secondi! Cominciamo ad isolare chi dice di operare per il bene dell’ambiente ed invece si occupa solo del bene del cane da appartamento.
Sig. Massimo, Buonasera.
Non è un mistero, ma un atto di doveroso riconoscimento, che di fatto in forma privata mi sono consultato con Lei ripetutamente. Condivido tutto dalla a alla z .Da soli non si va da nessuna parte. Nel merito ho chiesto con forza il suo aiuto, come quello che chiederei a tutti gli altri con la quale non ho avuto la possibilità di parlare. Per mancanza di tempo o perchè e impossibile accertare cosi di botto il recapito, dietro ad un solo nome. Vedremo gli sviluppi. Una cosa è certa se il Governo tace, le Associazioni sono inerti, noi che non abbiamo nessun potere non potremo fare certo i Miracoli. E’ già un miracolo che perdiamo tanto tempo a lavorare per una medaglia di cartone.
Grazie sig. Zaratin e fraterni saluti.
Le medaglie di questa vita, d’oro o di cartone, poco contano! Importanti sono quelle che vorranno darci i nostri figli, ed i figli dei nostri figli!
Sig. Giacomo,
una cosa la desidero veramente, di poterla incontrare di Persona, perchè Lei è una persona buona e generosa. Ma accadrà prima o poi. Dopo pochi minuti che le racconterò quello che mi è capitato nella vita privata, forse si convincerà che non occorrono le cose che Lei evoca. Io sono solo un povero diavolo che ne ha passate tante di sofferenze sopratutto sul piano della propria salute e quella della mia famiglia. Non mi voglio far compatire, perchè ognuno ha la propria croce. Dipende però da quanto questa è pesante per ognuno di noi.
Un fraterno abbraccio.
………e ben vengano anche le medaglie di cartone, se saranno i nostri figli ad appuntarcele sul petto, per avergli consegnato una Natura con la N maiuscola SCEVRA da interessi di denaro; mancante di quelle ” frasi fatte ” in nome di un benessere animale che risulta scritto SOLO sulla carta di certe persone , ma che a conti fatti sta a dimistrare che lui , l’animale, sta meglio dalla nostra parte, molto meglio………………
Un abbraccio particolare al Sig. Pinotti, per quello che ha saputo fare, che sta facendo, e che farà ancora per lungo, lungo tempo
renzo
e chi i figli non ce li ha??
sing sing!!!
vabbè, lavorerò per i vostri!!
Carissimo Antonio Pinotti,
mi scuso se solo ora mi faccio sentire e spero gradisca la mia scelta di utilizzare il sito de il cacciatore.com per risponderLe, anziché scriverLe in privato. Innanzitutto è bene precisare, come ben detto da Massimo Zaratin, che ambientalisti e animalisti non sono la stessa cosa e ritengo altrettanto necessario precisare che a mio avviso alcune delle sigle alle quali ha indirizzato la Sua lettera, aldilà di ciò che scrivono negli statuti, non siano (o non siano più) ambientaliste se non in modo ormai marginale. Più genericamente, ritengo che in Italia molte associazioni nate con il fine di tutelare l’ambiente nel senso più ampio del termine, abbiano poi scelto di perseguire altri obbiettivi che a livello mediatico rendevano di più: il cagnolino abbandonato o il povero uccellino ferito, nel breve periodo ovvero nella comunicazione “per spot”, fanno più presa dell’aria inquinata o della cementificazione. Detto ciò, voglio porLe una domanda che ha un’unica ovvia risposta: sono nati prima i cacciatori o gli ambientalisti? Normalmente è chi arriva per secondo che dovrebbe sentire la necessità di confrontarsi con chi è arrivato prima e non il contrario. Altrimenti, come già detto da Diego Baccarelli, si rischia solo di dare ulteriore legittimazione a questi “secondi arrivati”. I secondi arrivati non sentono il bisogno del confronto nel momento in cui si fanno largo usando un’altra delle regole fondamentali della comunicazione: una notizia brutta è più notizia di una bella, tanto più se è clamorosa, e criticare o mostrarsi combattere contro un nemico (talvolta creato su misura) coalizza di più e crea più consenso che essere propositivi (ciò avviene tutti i giorni anche in politica). E se qualcuno è riuscito a crearsi uno spazio in questo modo, non verrà certo a discutere con chi fino ad oggi ha attaccato, visto che ha già dimostrazione di avere tornaconto ad averlo fatto. Continuerà ad attaccare. Credo possa maturare ancor meglio il colloquio costruttivo e positivo già nato con associazioni come AIW, Fare Ambiente o Ambiente e/è Vita, che da subito hanno dimostrato una certa maturità ed un certo orientamento, ma non lo credo possibile con chi, per partito preso, attacca realtà che dimostra di non conoscere nemmeno. In questi casi mi trovo pienamente d’accordo con chi ha scritto: “Occorre convincerci che di fronte a noi non abbiamo avversari disposti a giocarsi la partita con le armi della lealta’ e della correttezza, ma abbiamo solo e soltanto dei nemici, punto e basta. E per vincere, prima la battaglia e poi la guerra, dobbiamo combatterli sullo stesso piano e con le loro stesse armi. Tutto il resto, credimi, non conta, e’ soltanto illusione..” Sono d’accordissimo con Lei quando dice che: “senza una strategia non si vince niente ma si perde” e sono d’accordissimo con Frankye quando invoca “La necessità di comunicare con chi non ci conosce”. Il fatto che il Suo Taccuino compaia su un giornale che leggono anche “i non addetti ai lavori” è estremamente positivo. L’unico appunto che potrei farLe, al limite, è che penso che talvolta “la Sig.ra Maria” nel leggerlo faccia fatica ad individuare tutti i messaggi che contiene. Non è una critica del Suo lavoro, anzi! Solo mi permetto di far notare, non tanto a Lei quanto ad altri che probabilmente potrebbero investire di più in questo campo, che le pubblicità per radio dove non c’è l’immagine, puntano su poche parole essenziali e ad effetto e in TV spesso le pubblicità che più colpiscono e che più rimangono nella memoria del pubblico sono quelle costituite da un’unica immagine che produca un grande impatto emotivo. Io stesso, se avessi dovuto rivolgermi non a Lei ma alla Sig.ra Maria, avrei usato ben altre parole. Carissimo Antonio Pinotti, è mia opinione che dobbiamo difenderci dai nostri nemici attaccandoli con le loro stesse armi ovvero con una comunicazione più diffusa possibile, breve, incisiva e che punti anziché a dire con autoreferenzialità quanto siamo bravi noi, a dire quanto non sono bravi loro! Oltretutto forti noi di stare dalla parte della ragione e del fatto che non abbiamo nemmeno bisogno di inventarci fandonie per criticarli come invece fanno spesso loro. Una volta ristabiliti i giusti ruoli, se vorranno sopravvivere saranno loro a doverci chiedere il colloquio…. E io voterò comunque per il NO! Se volesse discutere con me di questi o di altri temi, chieda pure il mio numero a Massimo Zaratin.
Un cordialissimo saluto.
Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna