Emergenza-cinghiali, i soldi sono finiti – “Troppe richieste di risarcimento”
La Provincia è impossibilitata a risarcire i danni causati all’agricoltura. L’assessore Walter Godina: “I soldi a disposizione sono solo 20.000 euro e sono già stati spesi tutti”. Le incursioni dei cinghiali in zone abitate continuano, l’ultimo avvistamento a Conconello
CONCONELLO. Fondi esauriti per l’emergenza cinghiali. La Provincia è impossibilitata a risarcire i danni causati all’agricoltura. «I soldi che la Provincia ha a disposizione sono solo 20.000 euro e sono già stati spesi tutti», dichiara Walter Godina , assessore provinciale con delega all’agricoltura, caccia e pesca.
Ma le incursioni dei cinghiali in zone abitate non sono più solamente episodi isolati, si stanno estendendo a macchia d’olio. L’ultimo avvistamento di un’intera famigliola, con cuccioli al seguito, è registrato a Conconello. Il titolare dell’Antica Trattoria Ferluga spiega:“ qui i cinghiali non danno fastidio, ogni tanto compaiono nel piazzale, ma sono molto tranquilli, il problema semmai è degli agricoltori che vedono le loro colture rovinate dalle incursioni di questi animali».
La Regione fino all’altro anno aveva la competenza per quanto riguarda l’abbattimento dei cinghiali. Ora questa competenza è stata delegata alla Provincia, ma i fondi a disposizione non sono aumentati.
L’assessore vorrebbe attuare non solo delle politiche di indennizzo ma anche di prevenzione : «Con un fondo più consistente potrei dare agli agricoltori del denaro per recintare i loro terreni, piazzare dei detrattori olfattivi lungo le strade e i boschi e collocare dei catarifrangenti speciali lungo le strade provinciali. Questi catarifrangenti , illuminati dai fari delle macchine, riflettono la luce non solamente lungo i bordi della strada, ma anche all’interno della boscaglia, in modo che i cinghiali si spaventino e non attraversino la strada».
In questo modo si potrebbero evitare incidenti pericolosi, non solo per gli automobilisti ma anche per i cinghiali.
L’abbattimento programmato per quest’anno è di 50 capi e viene autorizzato dall’ Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’intento , è bene sottolinearlo, è quello di contenere il numero dei cinghiali nelle aree urbane. Infatti questi animali si riproducono più volte all’anno e ogni cucciolata conta dai 3 agli 8 piccoli.
L’assessore sottolinea che l’abbattimento dei capi viene deciso solo nelle zone in cui i cinghiali provocano danni agli agricoltori e ai residenti, fino a 150 metri di distanza dalle zone abitate, non nelle zone boschive che costituiscono l’habitat naturale di questi animali.
Le riserve di caccia invece sono zone di competenza dei cacciatori. L’assessore spera che il piano di abbattimento venga completato in modo che i cinghiali non sconfinino nelle zone abitate. Il nutrimento di questi animali è un altro tasto dolente. Molti abitanti dell’altopiano carsico danno da mangiare a questi animali selvatici, attirandoli quindi verso i centri abitati.
Purtroppo questo gesto di compassione nei confronti dei simpatici mammiferi si può trasformare in un pericolo : «Il cibo umano non è adatto ai cinghiali e può provocare loro delle malattie trasmissibili non solamente agli altri compagni della stessa specie, ma estendersi anche ad altre specie selvatiche, provocando una potenziale pandemia», sottolinea l’assessore.
Per quanto riguarda lo smaltimento dei capi abbattuti la legge regionale prevede che le carcasse vengano smaltite in macelli siti nelle province di abbattimento, e non nelle stesse giornate in cui viene macellata la carne di allevamento.
di Claudia Poropat
Tratto da http://ilpiccolo.gelocal.it












Ci penseranno i lupi di Basovizza
L’abbattimento programmato per quest’anno è di 50 capi e viene autorizzato dall’ Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’intento , è bene sottolinearlo, è quello di contenere il numero dei cinghiali nelle aree urbane. Infatti questi animali si riproducono più volte all’anno e ogni cucciolata conta dai 3 agli 8 piccoli.
L’assessore sottolinea che l’abbattimento dei capi viene deciso solo nelle zone in cui i cinghiali provocano danni agli agricoltori e ai residenti, fino a 150 metri di distanza dalle zone abitate, non nelle zone boschive che costituiscono l’habitat naturale di questi animali.
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Così quelli rimasti si riprodurranno con maggior successo ed andranno a riempire gli spazi lasciati vuoti. Mah
E poi limitano il carniere dei cacciatori:roll:
Da Big Hunter sulla discussione relativa al CAPETAV
“Ha chiuso il lavori Stefano Masini della Coldiretti Nazionale: occorre recuperare – ha detto – quella reputazione nei confronti dell’opinione pubblica che la caccia ha in gran parte perduto. Oggi prevalgono le tesi animaliste. C’è da preoccuparsi che presto qualcuno lanci una campagna per proibire sulle tavole anche il consumo di….capponi, per evitare problemi (psicologici?) ai polli.”
Quando anche gli amici Springer e Osvaldo, insieme a tutto il mondo agricolo, comprenderanno che la battaglia che si sta svolgendo è tra due culture, ovvero quella urban-animalista e quella rurale, con all’interno tutto un modo di sentire e vedere le “cose”, allora avremo vinto.
Perciò iniziamo pure a preparare le casse da morto ….
No …… sei esagerato .
.
Non preparare casse da morto . E non mi investire di responsabilita’ che non mi competono . Dipendesse da me a questo punto non saremmo di certo arrivati .
Una cultura si difende facendola conoscere agli altri non convincendosi noi di quanto sia buona , valida e meritevole di essere salvaguardata . Non devi convincere l’ Osvaldo o me ….. Devi convincere tutti gli altri . E per convincerli non devi usare solo le parole , ma anche i fatti .
Proprio quelli che a oggi sono completamente mancati . Non basta andare in televisione e dire la cultura della Caccia e’ ” buona ” e quella ” urban- animalista ” e’ cattiva . Te se magnano con tutta la buccia
Prima si lavora acquisendo risultati da far conoscere , poi troverai molto ma molto ma molto piu’ agevole difenderti e parlare di te con la ragionevole speranza che a quel punto qualcuno spezzi una lancia a tuo favore . Percio’ la strada da percorrere e’ sempre e solo una . Se la si vuole percorrere bene , altrimenti non te la prendere con me che la indico da sempre .
Oh ..la!!
Pensavo non mi rispondessi per le rime…
Comunque si possono avere i dati più convincenti del mondo ma se non trovi nessuno che te li accrediti per tali e che li faccia conoscere, hai voglia a pedalare….
Devi convincere tutti gli altri . E per convincerli non devi usare solo le parole , ma anche i fatti .
Proprio quelli che a oggi sono completamente mancati . Non basta andare in televisione e dire la cultura della Caccia e’ ” buona ” e quella ” urban- animalista ” e’ cattiva . Te se magnano con tutta la buccia.
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Niente di più vero, tieni conto che la maggiorparte degli italiani vive in luoghi altamete urbanizzati se non in Aree Metropolitane dove la cultura rurale viene vista anche con un filo di disprezzo.
Se la caccia vuole sopravvivere si deve dare un marchio che deve nel giro di qualche anno bucare la testa del cittadino.
per questo che ritengo necessario che il cacciatorre partecipi maggiormente alla vita sociale del paese (magari già lo fa, ma lo fa con il marchio di qualcunaltro)
Ho messo qualche che in più nell’ultimo capoverso
ma la sostanza del discorso è quella
NO PROBLEM!!!!!!!!!!!! RIVOLGETEVI ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE :D :D
QUALCUNO MI DICA QUALI SONO LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, PERCHE SONO TANTO SCEMO CHE NON L’HO ANCORA CAPITO !
WWF? LAC?, LAV? , LIPU? CIPECIOP ?
MA QUESTI NON SONO AMBIENTALISTI ….. QUESTI SONO …..
LASCIAMO STARE VA CHE DI FEGATO NE HO UNO SOLO !
Farò contento qualche ANIMALISTA : starò zitto quasi sicuramente per un pochetto ….. un problemino di salute me lo impone.
Per cui ciao ragazzi . Ci risentiremo più avanti
L’ho scritto solo per gli animalisti : non crepo , state certi !
in bocca al lupo Renzo.
FORZA RENZO!
Dai Renso che l’Appenino ti aspetta
Auguroniiiiiiiiiiiii Renzo
AUGURI, Renzo, a presto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non c’azzecca niente con l’argomento ma credo sia interessante sapere che la roscia non perde nè il pelo nè il vizio.
Ieri sera, facendo zapping, ti vedo la ministra rossa brambilla a MATRIX, insieme alla Palombelli (moglie dell’ exradicaleverdesolecheridepd ecc.ecc. rutelli) ed il presidente di federalberghi tale Bernabò Bocca; argomento della serata l’abbandono degli animali durante il periodo estivo. E mi trovo a sentire le solite caz@@te sull’allungamento della stagione venatoria, sul sondaggio IPSOS dal quale si rileva che il 90% degli italiani è contrario alla caccia, che la caccia oggi non ha più motivo di esistere in un paese civile(?) come l’Italia e via dicendo, con tanto di applausi alla fine del sermone della rossa ministra. Avuta la parola, il Bocca, che si è dichiarato cacciatore, non ha neanche abbozzato una risposta alle castronerie della ministra – e questa sarebbe una ottima occasione per far sapere anche la nostra verità – anzi, quando un’altra ospite (chi era?) ha chiesto il perchè lui andasse a caccia, si è subito dichiarato selecontrollore e non sparatore ………. Ora, che la brambilla faccia la sua parte è plausibile, ma che uno che si dichiara cacciatore metta in evidenza che lui e quelli come lui sparano solo ad animali malati o vecchi mentre gli altri li considera semplicemente ( e voglio sperare non in modo dispregiativo) “sparatori”, ebbene questo mi ha ….. come dire …….. fatto inca@@@re un pò.
“Tutte le cacce hanno pari dignita’ e meritano pari rispetto”; se almeno noi cacciatori non facciamo nostro questo detto, se ci si ostina a difendere solo il proprio orto, se si continua a dire che “…. la caccia che faccio io si, non la tua ….”, non ci sarà più bisogno di referendum, ricorsi al TAR e quant’altro, la caccia la uccideremo noi.
copioincollo….” Il nutrimento di questi animali è un altro tasto dolente. Molti abitanti dell’altopiano carsico danno da mangiare a questi animali selvatici, attirandoli quindi verso i centri abitati.
Purtroppo questo gesto di compassione nei confronti dei simpatici mammiferi si può trasformare in un pericolo : «Il cibo umano non è adatto ai cinghiali e può provocare loro delle malattie trasmissibili non solamente agli altri compagni della stessa specie, ma estendersi anche ad altre specie selvatiche,
provocando una potenziale pandemia», sottolinea l’assessore.”……
Ma l’assessore ha dimenticato che questi animali, di notte, sono attratti dall’effluvio delle immondizie esattamente come i loro cugini dai culetti bianchi? La provincia DEVE farsi risarcire dal Governo centrale che è il proprietario indisponibile di questi “simpatici mammiferi”….. :D :D :D :D
La Provincia ha fatto abbattere 150 esemplari, a casaccio, tra maschi e femmine. Peccato che uccidendo le femmine dominanti che hanno il controllo riproduttivo del gruppo si finisca per incrementare gravidanze e parti. Ovvaimente il problema si ripresenterà amplificato tra qualche mese. Della serie, intelligenza saltami addosso… Ma invece di far gestire la cosa ad assessori vari, non si potrebbe consultare qualche biologo (non venduto)? Abbattere i cinghiali non serve a nulla, a parte che a fare ragù di cinghiale.