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Urca Lazio: Gestione dei cervidi in Italia

| 8 giugno 2010 | 18 Comments

URCA Lazio – Sezione Provinciale di Viterbo
Game Fair 2010 Conferenze
Anche in questa edizione del Game Fair l’URCA Lazio, in collaborazione con i cugini grossetani, ha voluto portare all’attenzione del mondo venatorio laziale, e non solo, la caccia di selezione nella nostra regione. Come ormai consuetudine è stato infatti organizzato un incontro-dibattito sulla gestione dei cervidi in Italia con particolare riferimento alla situazione del Lazio.
Moderatore del convegno l’amico Ernesto Erisi presidente URCA Lazio, che ha elegantemente condotto i lavori nonostante le difficoltà logistiche legate al caldo soffocante aumentato, se possibile, da un numero di presenti ai limiti della capienza della sala. Ottimo l’intervento del neo Assessore alla caccia di Viterbo, Franco Simeoni, che ha fatto rilevare come la caccia di selezione sia il punto di incontro delle diverse esigenze del mondo agricolo, venatorio e conservazionistico.
Ai saluti delle autorità è seguita una breve ma accurata e sentita riflessione del Presidente dell’URCA Viterbo, Enrico Brenciaglia, che ha sottolineato l’importanza della programmazione a medio e lungo termine delle attività gestionali in tema venatorio, programmazione che dovrebbe essere estesa ad ogni forma di caccia. Gli interventi tecnici sono iniziati con la presentazione da parte dell’amico Francesco Riga dell’ISPRA, degli splendidi volumi appena pubblicati, sulla gestione degli ungulati e dei lagomorfi prodotti dall’ISPRA stesso. In particolare Paolo Montanaro, esperto ISPRA sulla specie Capriolo italico, ha presentato il “Piano d’azione per la conservazione del capriolo italico” sottospecie presente anche sul territorio provinciale di Viterbo.
Il tecnico faunistico Fioravante Serrani ha portato all’attenzione dei partecipanti, la situazione gestionale dei cervidi nel Lazio, esponendo gli incoraggianti risultati dei censimenti 2009-2010 nella provincia di Frosinone, l’ultima nata nella famiglia dell’URCA Lazio. Dopo una breve presentazione dello status dei cervidi nelle province di Roma e Latina, il dr. Serrani ha evidenziato la necessità di riprendere il monitoraggio delle interessantissime popolazioni del reatino che dopo quattro anni di indagine ha visto una speriamo momentanea, interruzione. Puntuale ed esaustiva è stata poi l’analisi dei risultati della gestione nei distretti operanti in provincia di Viterbo, il dr. Serrani, infatti, ha messo in risalto il ruolo della formazione degli cacciatori e l’imponente numero di operatori coinvolti nelle operazioni di censimento. L’analisi della situazione della gestione dei cervidi nel Lazio si è conclusa evidenziando come sia stata possibile una collaborazione sinergica con le aree protette, PN d’Abruzzo Lazio e Molise e RN di Monte Rufeno, durante le operazione di gestione del territorio, dai censimenti all’antincendio, percorrendo così la razionale strada di una gestione univoca del territorio. Ringraziamenti per la loro graditissima partecipazione vanno ai dirigenti e funzionari di settore regionali e provinciali, ai presidenti dell’ATC VT1 e FR1 e soprattutto ai cacciatori presenti così numerosi ed attenti.
Ufficio stampa URCA Viterbo.

Category: .In Evidenza, Lazio, URCA

Comments (18)

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  1. Giacomo scrive:

    Altri ringraziamenti devono andare ai cacciatori che pagano la licenza e i cervi non li possono prendere ! Vorrei avere tanti milioni di Euri per quanti cervi escono dalla gestione con i piedi davanti………. Salutiaaaamo :mrgreen:

  2. Springer scrive:

    “”……. ha fatto rilevare come la caccia di selezione sia il punto di incontro delle diverse esigenze del mondo agricolo, venatorio e conservazionistico. “”

    “”…….che ha sottolineato l’importanza della programmazione a medio e lungo termine delle attività gestionali in tema venatorio, programmazione che dovrebbe essere estesa ad ogni forma di caccia.””

    ___________________________________________________________________________

    La prima e’ una realta’ e verita’ INCONFUTABILE .

    La seconda e’ auspicabile possa prima o poi accadere . Adesso , dopo quasi vent’anni di gestione , questo tipo di programmazione non esiste .
    La programmazione attuale , della Stanziale ad esempio , e’ a BREVISSIMO TERMINE . Il tempo necessario a programmare l’ acquisto dei capi da liberare sul territorio e il praticamente nullo lasso di tempo che questi riescono a sopravvivere .
    Risultati ………. Zero . Un sacco di soldi sbattuti via . Insoddisfazione dei cacciatori ( che comunque ne sono la principale causa ) . Avversari che ci vanno a nozze e immagine di Caccia e cacciatore che vanno a farsi benedire .
    Questa NON E’ PROGRAMMAZIONE ……. E’ uno scandalo vergognoso a cui NESSUNO VUOL METTER MANO che in piu’ offre su un piatto d’ argento continui spunti polemici ai nostri detrattori che su questo ci ricamano e su questo speculano . E a questo punto FANNO ANCHE BENE A FARLO .
    Ma come sempre …….. la colpa di chi e’ ???
    La loro che sanno far bene il loro ” sporco gioco ” oppure nostra che continuiamo a dargliene la possibilita’ non riuscendo a mettere in campo il benche’ minimo piano che possa portare a uno straccio di risultato gestionale ???
    Perche’ tolta la ” selezione ” sul resto , tutto il resto , e’ meglio stendere un velo pietoso …..

  3. Ezio scrive:

    “”……. ha fatto rilevare come la caccia di selezione sia il punto di incontro delle diverse esigenze del mondo agricolo, venatorio e conservazionistico. “”

    E’ talmente inconfutabile questa verità che mezzo mondo agricolo ci vorrebbe “far la pelle” per l’eccessiva presenza…secondo loro, ovvio…di ungulati sul territorio e una buona fetta del mondo “conservazionistico” ad ogni piè sospinto (leggasi nuova apertura di “selezione”) ci massacra di ricorsi e titoloni sui giornali della serie “massacratori di poveri bamby!!!”

    Che poi la caccia di selezioni rafforzi in vario modo la specie interessata, è ormai dato inconfutabile, questo si….

    • Springer scrive:

      La mia teoria che rappresenti l’ altra faccia della stessa medaglia ( in quanto a disinformazione organizzata ) trova sempre piu’ conferma . E’ sbagliato quello che affermi ……
      Mezzo mondo agricolo CHIEDE di ” aumentare ” il prelievo venatorio portandolo anche all’ interno delle zone protette , luoghi dove al momento , tranne rarissimi casi non e’ possibile cacciare . Luoghi in cui alcune specie proliferano senza controllo causando i danni che causano . Percio’ e’ falso dire che ce l’ hanno con i ” selecontrollori ” ma onesto dire che ne vorrebbero di piu’ .

      Tranne una volta per i Caprioli piemontesi non ho mai letto di attacchi DIRETTI alla Caccia di selezione . Alla Caccia in generale si ma a quella di selezione in particolare mai . Anzi , in rarissimi casi e’ l’ unica forma di Caccia permessa all’ interno delle zone( Parchi ) DA LORO protette .
      Ritenta …….sarai piu’ fortunato :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      • francescorm scrive:

        Ciao springer,ero presente al convegno che è stato interessante sia sotto l’aspetto gestionale che venatorio.D’altra parte i relatori erano di tutto rispetto e competenti.Con il Prof. Serrani ho fatto il corso e 5 anni di censimenti che per scelte politiche ingiustificate rischiano di essere vanificati.Ottima presenza di cacciatori e questo sta a significare,al di là delle convinzioni di qualcuno,è una passione che sta coinvolgendo sempre più persone anche se gli impegni per partecipare ai piani di abbattimento sono molti e impegnativi ed è una stupidaggine sostenere che tutto è ripagato dalla quantità di capi a disposizione.

        • Springer scrive:

          Ma anche se fosse vero non ci vedo niente di male .
          Almeno se lo sono meritato visto che studiare hanno studiato , il ” corso lo hanno fatto e superato e i censimenti ogni anno li fanno . E se hanno tanti animali e’ perche’ li cacciano con cognizione di causa e non a ” capocchia ” .

  4. Giusti Giacomo scrive:

    Che faccio Springer?
    Ritento anch’io?
    Non e`per “accodarmi” ma il pensiero di Ezio era anche il mio. :-)
    Guarda che fanno molto piu`effetto i pochi attacchi(per ora)sui poveri bambi, che quelli sulla caccia in generale.

    • Springer scrive:

      Fanno talmente effetto che intanto loro ( gli uccisori di ” Bamby ” ) sono gia’ all’ opera ( a Caccia ) mentre io , te , Ezio e compagnia cantante siamo qui a scrivere .
      Ritenta anche tu …… :mrgreen:

      • Giusti Giacomo scrive:

        :D :D :D :D
        Ma a loro piace quella caccia,a me no.
        Volevo andare un giorno alle tortore nelll’ultima decade di Agosto.
        Mi sarei accontentato anche di poco,ma………….. :( :( :(

      • Ezio scrive:

        Non hanno ancora fatto effetto perchè sino ad ora le associazioni agricole hanno abbozzato o meglio…si sono “accontentate” dei rimborsi.

        E’ giusto teorizzare ed enfatizzare ma la sostanza spesso è un pochettino diversa dalla teoria…

        In questo caso gli agricoltori hanno le palle piene di invasioni di ungulati nei loro coltivi e la maggior parte di loro non sa neppure che cos’è un “selecontrollore”.

        Cio’ che gli interessa è avere meno bestie possibili che gli mangino o rovinino il raccolto.

        Che questo atteggiamento sia giusto o sbagliato è un altro discorso.

        Per noi che siamo cacciatori, ovviamente ci fa piacere vedere tanta selvaggina.

        Il bello sarà vedere la reazione della BASE degli agricoltori quando scoprirà che la “selezione” i capi li fa star meglio ed aumentare pure di numero.

        Li si che ci sarà da ridere…. :roll:

        Per quello che, pur avendo ottenuto il “brevetto”, mi astengo ancora dall’”esercitare”….

        Sai, io in mezzo e con loro ci vivo da sempre e, bontà loro, molti mi stimano pure….. non vorrei poi un domani fare brutte figure….cioè rientrare in quelli che fino ad ora gli ha raccontato….. PALLE!!!
        :mrgreen: :roll: :D

        • Springer scrive:

          E’ vero …… ne hanno le palle piene , ma le colpe non le addebitano alla Caccia di selezione e ai selecontrollori .
          I danni , e loro lo sanno bene tanto e’ vero che tempo fa hanno rilasciato un comunicato ” ufficiale ” in tal senso , sono dovuti alla pratica illegale , ancora in atto , di immissione di Cinghiali ( rigorosamente non autoctoni ) e al divieto di Caccia nei Parchi . Parchi da cui questi escono e fanno danni . Infatti e’ attorno a questi che si concentrano il maggior numero di casi con richiesta di rimborso danni e non in territorio libero distanti da questi .
          Poi se tu hai fatto il corso saprai benissimo che lo scopo della Caccia di selezione e’ quello di MIGLIORARE una data popolazione mantenendola in EQUILIBRIO con l’ Ambiente , dove per equilibrio si intende il corretto numero di capi che un determinata porzione di territorio puo’ ospitare . Percio’ non e’ certamente quello di farla aumentare a dismisura . Aumenta e causa danni ESCLUSIVAMENTE dove la Caccia non e’ permessa o dove per qualche motivo non si riescono a portare a termine i piani di abbattimento .
          Poi bisognerebbe anche considerare ( ma lo capisco anche ) che al contadino , visto quello che ci guadagna , anche vedere un Passero che gli becchetta una spiga di grano gli girano le palle . Figurati se ci vede anche solo un Capriolo . Se ci vede un Cinghiale poi ” sbarella ” completamente .
          Percio’ pur non sottovalutando e in parte anche giustificando il fatto dei ” giramenti ” , questi devono essere inquadrati per quello che sono indicandone le giuste cause che non sono assolutamente ” selezione ” e selecontrollori . Oltre a non pensare che per farglieli passare si devono trattare gli ungulati alla stregua di Cavallette .
          Pero’ questo lo capiresti meglio se passassi meno tempo sui siti animalisti ( molto animalisti ) di cui sei assiduo frequentatore e di piu’ in quelli di cacciatori . Siti in cui fai comparsa criticando l’ unica forma di Caccia non distruttiva e migliorativa di specie animali , che per queste sue peculiarita’ mette evidentemente in crisi il tuo essere ” animalista latente ” .
          :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

        • Giacomo scrive:

          Azz……………!! Caro Ezio fino ad ora un bue che chiama cornuto l’asino………….. non si era mai verificato…. :P :wink:

        • Ezio scrive:

          E’ incredibile come si riesca a far dire a qualcuno quello che non ha mai detto. :roll: 8O :lol:

          Infatti NON HO MAI CRITICATO QUESTA FORMA DI CACCIA!!!

          A) – Ho solo e sempre detto che magari, forse, probabilmente, in determinati contesti ed in determinati modi se ne potrebbero forse, scusate se esisto, farne pure altre :roll:

          B) – Non sono latente animalista ma animalista 1000×1000. Pensa che alcuni animali li amo talmente che me li mangerei….anzi :roll: me li magno proprio!!

          :lol: :lol:

  5. Giacomo scrive:

    Ci vuole la patente ? E chi non è capace di prenderla? O chi tiene già i co…ni rotti per i grattacapi personali e non può prendersela questa ulteriore licenza ? La licenza di caccia si fa anche per svagarsi con il cervello non per mettersi a studiare e chiaro o non è chiaro? E possibile che dopo aver sborsato fior di quattrini si deve pensare per tutta la vita che il capriolo è roba solo per alcuni privilegiati, essendo lui considerato un cacciatore di serie C2 ? Nooo…! Io non sono d’accordo… Si protegga come si deve quel quantitativo che da sicurezza a non far diminuire la specie ed il resto si metta fuori dai recinti, già selezionati a priori e chi la prende la prende, si tratterà di culo, si tratterà di bravura, ma chiunque deve avere anche l’opportunità di portare a casa un capo di selvaggina pregiata senza stare li con due piedi in una scarpa con il timore di fare una cosa che potrebbe portare a conseguenze spiacevoli.…Un pò come la pesca che si fa nelle feste di paese, tutti pagano il biglietto e tutti hanno la possibilità di vincere il primo premio. La democrazia è democrazia ! E poi mi sembra anche che nel cacciatore si aumenti l’impegno e lo sprono nel praticare la passione, avendo la speranza di poter fare anche una bella caccia, o mi sbaglio ? A me le armi a palla unica fanno schifo………comunque con tutto il rispetto anche per chi vuole fare il selecontrollore credo sia bene che questi quando praticano questa attività ( non si può chiamare caccia ) si tengano fuori dal pensare di essere cacciatori o di affibbiarsi a questa categoria, la caccia nel signifiocato vero della parola è un’altra cosa. Salutiaaamo

  6. lucas scrive:

    La “caccia” (tra virgolette) di selezione non gestisce un bel niente, visto che le popolazioni di ungulati sono ormai del tutto fuori controllo.
    Non è questo il modo di affrontare un problema se poi non si risolve, ma si aggrava.

    • Ezio scrive:

      Ma perchè Lucas?? …..Chi è che vorrebbe risolverlo sto…. “problema”??!!

      “Problema” l’ho messo tra virgolette perchè credo sia ovvio che per i cacciatori e chi li rappresenta tale non è… O SBAGLIO??!! :oops: :roll:

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