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La speranza

| 31 maggio 2010 | 82 Comments

cacciatore-acquatici8Carlo aveva appena terminato di pranzare. Guardò l’orologio. Erano le 13.15 di un giorno di maggio.
I gomiti appoggiati al tavolo con le mani che gli sorreggevano il mento e gli avvolgevano le guance, lo sguardo perso nella natura, che poteva scorgere dalla cucina, dalle finestre, dalla porta balcone, quest’ultima aperta per far entrare il fresco vento primaverile.
Mentre sua moglie sparecchiava e si affaccendava con una sorta di danza, come se quello non fosse un lavoro, uno dei tanti e vari che la vedevano sempre impegnata e sempre col sorriso sulle labbra, poteva udire i figli che giocavano in cortile e i suoni che provenivano dalle vigne, dai campi, dai noccioleti, dai boschi che circondavano la casa.
Una casa che un tempo era il fienile e la stalla, ricoveri per una moltitudine di animali domestici e non, ed ora una semplice ma accogliente abitazione per pochi umani.
L’upupa ed il cuculo lanciavano i loro ripetitivi richiami. I codirossi, comuni e spazzacamino, si inseguivano e gorgheggiavano, facendo la spola tra i loro nidi.
Anche la cinciallegra andava e veniva dal foro che Carlo aveva fatto lasciare ai muratori, così com’era esistito da sempre, vicino alla porta d’ingresso della casa.
Anche gli storni, i merli e qualche rondone, lanciavano i loro richiami preannunciando l’estate e la vita che si rigenerava.
I primi facevano visita al ciliegio che sovrastava il cortile e si portavano via qualche frutto, i più maturi.Upupa
Le rondini erano le grandi assenti ed a quel pensiero, un velo di malinconia attanagliava Carlo.
Il grido roco e lontano di un fagiano, lo riportò al pensiero che più di tutti occupava la sua mente, o almeno a quello che faceva da sfondo a tutta la sua vita: la caccia.
La caccia, che alcuni definivano sport, altri un passatempo, altri ancora una barbarie ed alla maggior parte delle persone non importava un fico secco, per Carlo era invece, semplicemente, un vero e proprio di stile di vita.
Un modo di essere, fatto di regole, soprattutto non scritte, che comprendevano ed esaltavano la lealtà, la semplicità, la concretezza, il saper perdere, l’attenzione reale ad un ambiente e conseguentemente ai suoi abitanti, di cui peraltro molti ed in molti settori dicevano di averne fatto un baluardo da difendere ma che in realtà era sotto gli occhi di tutti, o almeno di coloro che li usavano per guardare, non era propriamente così.
Ed infatti, problemi assolutamente marginali, o addirittura potenzialità costruttive, erano stati individuati come i “mali del mondo”, in particolare la caccia, mentre il grande cancro, alimentato dall’ingordigia di pochi a discapito di molti, avanzava sino a compromettere, ad esempio, uno su tanti, l’esistenza stessa di un Oceano.
Un Oceano intero!
Oltre ogni immaginazione!
E di cui nessuno dei mezzi di informazione, fatti salvi i primi giorni dall’evento scatenante, pareva curarsi o preoccuparsi ormai più di tanto, se non nel riportare, magari, le parole del Presidente di un grande Stato, il quale assicurava ogni azione possibile, da parte sua, per giungere ad un risarcimento del danno.
Ed anche se quell’uomo appariva come una ottima persona, seria e competente, quelle sue parole invece risultavano del tutto vuote e persino assurde. Almeno a Carlo, ovvio!
Quale risarcimento in denaro, quale azione umana, avrebbe mai potuto riportare le “cose” a com’erano prima di quell’immane disastro?!
Il fagiano dette ancora un colpo di voce e Carlo ripensò improvvisamente alla sua idea.
Fagiano1L’ambito territoriale di caccia lo aveva sostenuto ed aveva investito, scommesso su quell’…..esperimento.
Ed ormai erano centinaia i cacciatori e gli agricoltori che facevano come lui. Persino qualche “cittadino” di periferia!!
Chi aveva un piccolo appezzamento di terra, recintato, vicino a casa, magari incolto da anni, lo aveva “corredato” di alcune femmine di fagiano ed un maschio.
Tutti con le penne delle ali spuntate affinché non potessero fuggire e poi il resto lo aveva fatto la natura.
Si accoppiavano, deponevano le uova e covavano ed i pulcini nascevano quasi liberi per poi, a tempo debito, diventarlo veramente.
Certo, nessun miracolo!! E la specie fagiano non era ritornata numerosa in quelle lande così come lo era ai “bei tempi”. Ma almeno quelli che si trovavano ora in campagna non erano più i “polli colorati”, tanto giustamente vituperati dai veri cacciatori e comunque sempre destinati, in un modo o nell’altro, a misere fini …..ma selvatici degni di quel nome.
Le uova in esubero, quelle deposte fuori dal nido dalle fagiane e/o trascurate dalle stesse, venivano raccolte e fatte schiudere con l’ausilio di gallinelle americane.
Si diceva per non far perdere quell’istinto di cova che alcuni asserivano fosse diminuito nell’arco di decenni di allevamento intensivo di quella specie.
Chissà se era stato così veramente.
Comunque un cacciatore e quello che aveva dato più soddisfazione a Carlo era il fatto che si trattasse di un cinghialaio, perciò, almeno in astratto, meno stimolato dalla faccenda, in astratto perché in sostanza ed invece tutti i soggetti “portatori d’interesse”, come qualcuno chiamava chi, a vario titolo, aveva un legame stretto con la natura, avrebbero dovuto dimostrare attenzione a certe “cose”, aveva fatto schiudere anche delle pernici rosse con le gallinelle americane ed pure quello era stato un successo.
Ovviamente l’ambito sosteneva il progetto con risorse non solo, per così dire, “morali”, che venivano indirizzate a chi ne faceva richiesta e secondo un modulo condiviso e per nulla complicato.
Però, la maggioranza dei cacciatori coinvolti nell”idea”, aveva addirittura rifiutato ogni sorta di compenso!!
E’ pur vero che, come recitava una nota pubblicità, alcune soddisfazioni non hanno prezzo…o qualcosa del genere.
L’ambito poi, sorretto altresì dai settori competenti di Regione e Provincia, aveva impegnato ulteriori e cospicue risorse per i miglioramenti ambientali e il contenimento strenuo del numero dei corvidi, gazze e cornacchie, vero flagello per ogni sorta di piccolo essere vivente.
FringuelloTutto era semplice, chiaro, trasparente, senza furbizie, malizie o diffidenze, in sintonia col nuovo corso che ormai si era creato tra vari soggetti, compresa l’unica e potente ed autorevole associazione venatoria, interessati alla …..
La carezza tra i capelli lo destò all’improvviso dal suo torpore profondo.
Quella voce affettuosa che lo invitava ad riposare comodamente sul divano, riportò Carlo alla realtà.
Guardò l’orologio. Erano le 13.30 sempre di quel giorno di maggio.
Non poté fare a meno di notare come, a volte, potevano essere meravigliosi i sogni.
In un quarto d’ora si erano “avverate” moltissime di quelle aspettative che da anni, troppi ormai, molti cacciatori chiedevano invano.
Carlo, alzandosi dalla sedia, avvertì netta la sensazione spiacevole che provocano la delusione, lo sconforto, quando si affacciano ai pensieri di un uomo.
Ed era veramente una brutta sensazione anche perché, in quel periodo, a renderla tale e ad amplificarla non era solo le questioni “caccia” e “ambiente” ma tutto un “sistema sociale”, se così si poteva definire, che ormai pareva proprio aver fatto il suo tempo.
Ma qualcosa bloccò quell’amarezza.
Era la speranza, che prese, inaspettata ed improvvisa, il sopravvento sulla tristezza, sulla rassegnazione.
Forse stimolata dalle risate dei bimbi, spensierati, che si inseguivano sulle loro biciclette, veloci sulla stradina sterrata che portava a quella che un tempo era una stalla ed un fienile.

Ezio.

Category: .In Evidenza, Generale, Racconti

Comments (82)

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  1. La speranza – Ilcacciatore.com | 31 maggio 2010
  1. Renzo scrive:

    Semplicemente STUPENDO !

    Quante verità, dette, ridette, stra dette …….. quante alzate di spalle tra coloro i quali non frega nulla, e quanto odio in più da parte di quelli che ci inquadrano nel mirino, a prescindere.
    Quanta ipocrisia nelle parole di un uomo potente, naturalmente dopo un disastro annunciato.
    Quanti sogni in pochi minuti di sonno.
    Quanto è bella quella carezza trai capelli, quanto è dolce !
    E che bellezza l’immagine dei giovani corridori che pedalano urlando la loro giovinezza nella stradina sterrata .
    Ecco, questi giovani, una volta scesi dal velocipide, saranno e sono il nostro futuro.
    Solo loro potranno disarmare psicologicamente e definitivamente le menti ostili, solo loro potranno bearsi del canto sgraziato del fagiano, solo loro potranno rivedere il volo veloce delle pernici rosse , o il correre forsennato della lepre inseguita dal segugio di turno .
    Solo LORO ! Basta prenderli per mano………………………
    Ne abbiamo l’OBBLIGO !

    Grazie Ezio

    renzo

  2. Giacomo scrive:

    Tutto era semplice, chiaro, trasparente, senza furbizie, malizie o diffidenze, in sintonia col nuovo corso che ormai si era creato tra vari soggetti, compresa l’unica e potente ed autorevole associazione venatoria,
    ———————————————————————————————————————————–

    Peccato che sia e debba rimanere solo un sogno…………. quello dell’unica e potente ed autorevole associazione venatoria. Bravo come sempre Ezio !! Salutiamo :roll:

  3. Springer scrive:

    Ezio ti faccio i complimenti e se puo’ servire a qualcosa ti esorto a non smettere mai di sognare . Se non smetti di farlo e ci credi veramente i sogni si possono avverare . Magari non tutti ma qualcuno si .

    P.S. Comunque dal filare dei ragionamenti e dalla bellezza della prosa immagino che questo tu lo abbia scritto ” prima ” ……. Si , prima di entrare nella setta .:mrgreen:
    Perche’ dopo e’ stata involuzione totale :mrgreen: :mrgreen: :D

  4. Giovanni Aiello scrive:

    Bravooooooooooooooooooooo…………grande Ezio. Azzarola che amici che ho poeti e scrittori di cose venatorie. Semplicemente fantastico, complimenti amico mio :lol: :lol: :lol:

  5. Antonio Pinotti scrive:

    Sig.Ezio, buonasera.

    Io non sono abituato ai complimenti “d’ufficio” come tanti, al di fuori di questo sito, e nella vita di ogni giorno sono abituati a fare. Dunque un applauso convinto e fragoroso. Poi il mio pensiero ( di uno stupido) è questo: occorre ritrovare il tempo perduto ( pensando anche, e non sarebbe male, alla ricerca del tempo perduto di Proust). Chi l’ha fatto perdere questo tempo? La modernità ed il relativismo. La chiave della cassaforte dei sentimenti è in mano alla natura ed alla terra. Ma la natura è la terra siamo noi con i vizi privati e le pubbliche virtù. (Pinotti basta con le citazioni, che ci hai stufato)

    Saper perdere. Bisogna vedere come è stata la sfida, se ad armi pari, o se si è messo in campo qualche cosa di poco onesto. A me è capitato tantissime volte di perdere, nei confronti di chi ha giocato come un baro. L’ira prende il sopravvento.E la reazione qualche volta è stata sopra le righe. Ma quando ce vò ce vò dicono a ROMA. Ma poi con il passare degli anni tutto si affievolisce. Per fortuna !

    Sig. Ezio, ancora applausi e buona fortuna carissimo amico.

  6. fabrizio scrive:

    EZIO…MI HAI FATTO VENIRE LE LACRIME AGLI OCCHI………

    ……GRANDE !!!!

    mi hai ricordato Mario Rigni Stern, in certi tratti.

    Scrivi un bel libro di racconti sul nostro mondo rurale e sul mondo della caccia!!!

    Fabrizio

  7. Giusti Giacomo scrive:

    Cacciatori = scrittori,poeti………e inguaribili romantici.
    Bravissimo Ezio!!

    • Giovanni Aiello scrive:

      Mentre gli anticaccia sanno solo fare ricorsi e dire menzogne su di noi. Chissà quando lo capirà mai la gente comune.

  8. Nato cacciatore scrive:

    Eccolo uno SPECIAL ONE, altro che “qull’ometto” viziato, arrogante, presuntuoso e cafone.
    complimenti vivissimi Ezio, continui a farci sognare.

  9. Valerio scrive:

    Ezio,

    farti i complimenti e’poca cosa ,se spari come scrivi povere beccacce, non hanno alcun scampo,BRAVO :wink:

  10. ilio scrive:

    Grazie Ezio :lol: :lol: :lol: :lol: :wink: :wink: :wink: :wink:

  11. Appena ho letto della cinciallegra ho capito che eri tu lo scrittore,ma a prescindere, bravo!!!!!!!!!!!!!!!Siete veramente bravi tu,sig.Pinotti, Renzo,e altri che scrivono su questo sito racconti che ci fanno venir la pelle d”oca, la cosa grave è che queste cose le capiamo solo noi cacciatori……………………….ma stiamo passando di moda, ci stiamo estinguendo, si proprio come è successo per altri nella storia……………popoli,etnie,minoranze varie che il progresso ha travolto per il bene(male)di tutti!!!!!!!!!!!!!Aiutateci con i vostri scritti a gridare al mondo chi siamo,da dove veniamo e dove vogliamo andare………………..grazie Ezio!!!!!!!!!!!!!!Adiousu, a nos menzu bidere!!!!!!!!!!!!!!!!!! :wink: :cry: :wink:

    • Ezio scrive:

      Come i nativi d’America….

      Estinti magari no, snaturati e soffocati sicuramente…

      Che storia però la loro…. :roll:

      • Nato cacciatore scrive:

        E una tribù, adesso mi sfugge quale fosse, sosteneva e giustamente che, la terra non l’bbiamo ricevuta in eredità dai nostri genitori, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli.

        • renzo scrive:

          Gli Cheyenne … grande popolo ( non so però se l’ho scritto corretto )

        • Capitano scrive:

          L a frase l’ha detta Capo Giuseppe, gran Capo dei Nasi Forati. Saluti

        • Nez percè(nasi forati)così li chiamarono i francesi per l”abitudine di mettere oggetti fra le narici,ma essi chiamavano loro stessi Numipu …………….capo Giuseppe fu definito il Napoleone indiano per quello che fece,grande condottiero, il suo vero nome era Hin-muttoo-yah-latketkt (tuono che rimbomba sulle alte montagne)…………………..grande uomo!!!!!!!!!!!!!saluti

        • Si Renzo l”hai scritto bene…………così li chiamavano i bianchi………….. i lakota li chiamavano “popolo che parla una lingua strana………………loro stessi si chiamavano “dzi”tsiis-tas” che vuole dire “La gente che è Uguale”………….saluti

      • Infatti solo alcune tribù si estinsero,ma che fine hanno fatto????Rinchiusi in riserve dove le terre erano scarsissime,spogliati delle loro usanze,dignità,tradizioni e terre dove nacquero e vissero………………quale è la differenza???? :cry: :cry:

        • renzo scrive:

          Tanta differenza … innanzi tutto loro hanno pagato a caro prezzo l’essere liberi, in nome della costruzione di una Nazione con tutti i suoi pregi e difetti , soprattutto difetti !

          D’altra parte erano terre appena scoperte, da noi cosa scopriranno più ? Qualche lavatrice vecchia abbandonata al bordo del bosco dal solito deficiente, che magari è anticaccia

  12. francescorm scrive:

    Bravo Ezio.Il racconto di una speranza e di un sogno ad occhi aperti guardando dalle finestre del casolare la natura rigogliosa di maggio.Ma anche un realistico commento ad uno dei tanti articoli pubblicati sul sito ai quali spesso rispondiamo con invettive,spropositato pessimismo,polemiche gratuite e contrapposizioni che nulla fanno di buono per la nostra causa.Basterebbe fare come hai fatto tu,pensare con forza a quello che vogliamo veramente e metterlo nero su bianco senza avere la pretesa di dire dogmi ne tantomeno la soluzione di tutti i problemi.Come giustamente fai notare tu,nemmeno il grande Presidente USA è in grado di trovare la soluzione ad un grande problema,quindi figuriamoci se possiamo avere la pretesa di avere noi soluzioni,condivise da tutti,per migliorare la gestione venatoria italiana.Grazie per averci dato questi minuti di serenità.

  13. valentino88 scrive:

    Ieri domenica 30 maggio al tg5 delle 13.00 ennesimo attacco contro la caccia italiana,hanno detto che la causa della scomparsa delle rondini è in primo luogo dei pesticidi in agricoltura,cambiamenti climatici(fini qui ci siamo) e a causa del bracconaggio facendo vedere cacciatori con il fucile in mano con le solite immagini!:x :evil: :cry:

  14. Nato cacciatore scrive:

    Essendo assolutamente ignorante in materia, per favore mi spiegate dove trovo questo c@@@aroncello di avatar? grazie e scusatemi.

    • fedeli massimo scrive:

      clicca Gravatar e dovrebbe uscirti il sito. :roll:

      • Nato cacciatore scrive:

        ma deve è scritto questo benedetto gravatar?

        • renzo scrive:

          Devi scrivere GRAVATAR sul motore di ricerca di google ( ad esempio ) ,poi ti registri, magari con la tua mail, scegli sfogliando dalle tue cartelle una foto o altro, oppure ne scegli una sulla rete. ( ti da le possibilità di scelta ) poi la applichi seguendo semplicissime istruzioni.
          Ci vuole però qualche ora prima di poterlo vedere .
          Ciao

        • Nato cacciatore scrive:

          grazie ci sto provando, e mi è vunuto in soccorso anche Daniele. Ciao

        • Cinquegrana Pasquale scrive:

          è andata grazie, vedete anche voi la splendida doppietta a cani esterni?

        • Nato cacciatore scrive:

          vedete anche voi questa spendida doppietta con i cani esterni?

  15. Ezio scrive:

    Innanzi tutto grazie a Voi!! Troppo buoni!!! Come sempre del resto….

    E comunque peccato che Daniele non è riuscito a pubblicare le foto che gli ho inviato, forse per le loro “dimensioni”, altrimenti potevate vedere coi vostri occhi come possano essere REALI anche i quelli che paiono solo “sogni”.

    Ed io sono stato un privilegiato nella vita…almeno sino ad oggi….

    Perchè di sogni ne ho realizzati e ne realizzo…ora con un po’ più di fatica…. veramente molti.

    Sia dal punto di vista professionale, facendo “cose” che molti vanno a vedere al cinema, nella vita privata ed a caccia.

    Eppure non sono ricco, anzi proprio l’opposto, non ho capacità particolari o almeno credo di non averne confrontandomi con altri ben più intelligenti di me e di maggior prestanza fisica.

    Ho solo e soltanto messo un grande entusiasmo in tutto ciò facevo ed in cui credevo, ovviamente.

    Per quello che quando sento parlare sempre e solo di mancanza di soldi per far questo o per far quello mi cadono le braccia.

    Come dice spesso una mia amica, per ottenere risultati ci vuole passione e COMUNITA’ DI INTENTI….tutto il RESTO è un contorno.

    I soldi sono sicuramente utili, non vivo sulla luna, ma vanno più che altro utilizzati nel modo giusto.

    Sono sempre solo e soltanto le persone che fanno la difefrenza, in ogno “cosa”.

    Ed invece in questo Paese, chi ha le leve del vapore in mano, si è impegnato e si impegna tuttora a mortificare, trascurare in ogni modo l’entusiasmo e la VOGLIA DI GIUSTO che sono le uniche vere ricchezze che porterebbero a risultati eclatanti in ogni settore.

    Oltre a sognatore pure ingenuo???!!

    Sicuramente…

    Però nessuno è perfetto….e se per esserlo, perfetto, bisogna adeguarsi all’andazzo comune, allora preferisco continuare a vivere nella mia pochezza del “chi fa da se fa per tre”….

    Un caloroso IN BOCCA AL LUPO!!!!!!

    :D

  16. jagher1 scrive:

    Complimenti…… anche da chi come me si avvicina adeso a questo splendido mondo…… e vive comunque di sogni!!!!!!!!!!

    • Giovanni Aiello scrive:

      Ciao novellino :lol: :lol: Vedrai con la passione che ti ritrovi che non saranno solo sogni i tuoi, te lo auguro di cuore :D :wink:

  17. Springer scrive:

    Si parla di indiani e anche se e’ ” Off Topic ” credo sia interessante per noi cacciatori amanti della natura e che con lei cerchiamo di rapportarci nel modo migliore e piu’ corretto possibile , leggere questa lettera scritta dal capo Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce.
    Il documento qui integralmente riprodotto è senz’altro una delle più elevate espressioni di sintonia dell’uomo col creato ed esprime la ricchezza universale dei “popoli nativi”, dei veri “indigeni” di ogni luogo della terra ed è la risposta che il Capo Tribù di Duwamish inviò al Presidente degli Stati Uniti che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa.

    “Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni.

    Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?

    Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia. Perciò. Quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.

    Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con un fratello.

    L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.

    IL suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.

    Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce.

    Non c’è alcun posto quieto nelle città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?

    Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.

    L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.

    L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.

    Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.

    Perciò noi consideriamo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano sulla prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere.

    Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capiti agli animali presto capiterà all’uomo. Tutte le cose sono collegate.

    Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

    Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Ma noi consideriamo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace. Importa dove spenderemo il resto dei nostri giorni.

    I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune.

    Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.

    Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.

    Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra dell’uomo rosso. Questo destino è un mistero per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell’odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov’è la boscaglia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che cos’è dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

    Noi potremmo capire se conoscessimo che cos’è che l’uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. I sogni dell’uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti noi seguiremo i nostri pensieri.

    Perciò noi considereremo l’offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Lì forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l’ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.

    Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.

    Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!”

    Capriolo Zoppo, 1854

    • Giovanni Aiello scrive:

      Augh!!! Grande Capo :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    • Cinquegrana Pasquale scrive:

      E meno male che i selvaggi erano loro.

    • Nato cacciatore scrive:

      E meno male che erano loro i selvaggi.

    • francescorm scrive:

      Caro springer,le parole di Capriolo Zoppo come quelle di altri saggi Capi Indiani,sono una fonte inesauribile di saggezza da applicare in tutti i campi della vita di ogni uomo.Ma purtroppo,il Grande Capo Bianco ed i suoi fratelli in tutti gli anni a venire, fino ad oggi,non hanno ai tenuto conto delle esortazioni degli Indiani che venivano soltanto dall’amore e dal rispetto per la natura che questi popoli,selvaggi,avevano,tanto da considerare ogni essere vivente e non,pur se cacciato per nutrirsi o sfruttarlo per esigenze di vita,come fratello.Se noi cacciatori ci appropriassimo di tali concetti facendone un totem da onorare sicuramente riusciremmo a farci rispettare ed assegnare dall’opinione pubblica il ruolo di ambientalisti che rispettano e lavorano per la tutela della natura che oggi ha bisogno anche della caccia per una gestione sostenibile della fauna selvatica.

  18. Springer scrive:

    E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?

    ——————————————————————————————————————————

    Gia’………. :roll:

    • renzo scrive:

      Questi si, caro Springer , che erano ambientalisti………………………..

      • Giovanni Aiello scrive:

        Ma che stai a dì Renzo…………Se ti leggono wwffù, lip, lap e anticaccia vari, ti tacciano di blasfemia e ti mettono al rogo :mrgreen: :mrgreen: Loro sono gli “eccelsi” i salvatori della natura :mrgreen: :mrgreen:

        • renzo scrive:

          Si buonanotte !!!!!!!!!!
          Ma che sto a dì io ? Ma che dicono LORO !
          Ha Ragione SPRINGER Con la R maiuscola

          Ne potremmo scrivere a miliardi di racconti, ma con il sentimnto e la semplicità di Capriolo zoppo …….. nessuno ci riesce :oops:

      • Springer scrive:

        Questi erano andati ben oltre l’ ambientalismo e ben prima che questo fosse ” inventato ” .
        Capriolo Zoppo ha scritto piu’ di 150 fa quello che nessuno e’ capace di scrivere OGGI :!: :!:
        Il bello e’ che li chiamavano ” selvaggi ” :roll: :!: .

        • fedeli massimo scrive:

          Anche noi chiamano selvaggi oggigiorno !! almeno la maggior parte degli pseudo ambientalisti :? :lol: :lol:

  19. fiore scrive:

    Ezio, che ti devo dire!!! mi viene in mente Anna j m della zampa.it che ha scritto …..pensavo fossi un altro Ezio di Torino, sennò non rispondevo!! certo certi animalisti sono così intortati di cervello che nemmeno riescono più ad essere normali, quando sentono che chi scrive è un cacciatore gli parte la bambola!! comincio a credere che sia una malattia!! LA SUA naturalmente

    • Nato cacciatore scrive:

      Caro Fiore, spinto dalla curiosita, sono andato sul sito in questione, e sull’articolo; il ruggito del coniglio, ho scritto un paio di commenti, pregustando il momento in cui leggranno la firma, e verranno colti da un attacco di bile.

      • Springer scrive:

        Bello il tuo Avatar . . E’ una tua ” doppietta ?

        • Nato cacciatore scrive:

          Questa no, ma ho un 16 simile per questa l’ho scelta, era il fucile del mio caro nonno e mio grande maestro, e come è logico per me è sacro, e quando la carezzo è come se fosse lui, e ancora mi commuovo.

        • Nato cacciatore scrive:

          A proposito ora vedo il tuo generale.

      • fiore scrive:

        anche tu hai ereditato la doppieta del 16 dal nonno!!! io pure assomiglia proprio a quella nella foto, ogni tanto la porto a caccia e anch’io penso d’essere in compagnia, come con il sovrapposto del babbo, sembra strano ma nelle armi come negl’abiti rimane qualcosa, oppure è solo un suggestione, non sò ma anche a me fa codesto effetto.

        • Nato cacciatore scrive:

          Si, nonno da parte materna, papà non era cacciatore. Vero!! la doppietta, gli abiti o anche altri piccoli oggetti appartenuti ad un nostro caro, sono carichi di steggenti ricordi e ci regalano la senzazione di rivederli, e con essa arriva, inevitabile, tanta commozione.

        • Nato cacciatore scrive:

          struggenti, (non steggenti) anche il solo rievocarli ti crea emozioni……..e arrivano gli errori. :oops: :oops:

    • renzo scrive:

      Ma tu ci perdi ancora tempo ?
      Solo per la frase che ha detto dovresti capire che quando il buon Dio ha distribuito l’intelligenza…quella lì non era presente

  20. Springer scrive:

    Sa quale e’ il fatto Renzo , che e’ vero che sono esaltati ( non conosco e non ho letto nulla di quel sito e mi fido di quello detto da altri ) ma e’ pur vero che COSTANTEMENTE e CONTINUAMENTE gli si da modo di convincersi sempre piu’ che hanno ragione a pensare quello che pensano . Mi riferisco al filmato che e’ stato messo su quel sito dal titolo : Mucche torturate in Ohio . Non sono riuscito a vederne piu’ di un secondo e mezzo poi ho chiuso tanto era rivoltante .
    E se devo essere sincero in quel momento mi sono sentito MOLTO ma MOLTO ma MOLTO animalista anch’io .

    • fiore scrive:

      Vero Springer, ma il fatto che non sopporto è che fanno una gran confusione mischiano qualche verità e magari ci metto una bella bugia (sulla caccia) e il messaggio passa distorto questo non l’accetto, e per questo ogni tanto bisogna che dica anche la mia di verità!! fosse solo per magari legge e non conosce.

      • Springer scrive:

        Fai benissimo a fare quello che fai .
        Cio’ non toglie che questo tipo di mentalita’ e’ anche coltivata e ben ” concimata ”
        in modo possa ben radicare , da comportamenti distorti del tipo di quello del filmato li trasmesso . E guarda che non sono episodi cosi’ isolati come si puo’ pensare siano .
        E’ impossibile davanti a scene del genere non essere tutti ” animalisti ” .
        Figurati loro .

  21. Springer scrive:

    Sai e non ” sa ” . Prima che pensi voglia tenere le distanze dandoti del lei :D

  22. Ezio scrive:

    Se leggo le tremende falsità che scrivono loro sui loro simili solo per il fatto che non hanno la loro stessa religione, dandone un’immagine tremenda a chi è ignorante in materia, mi sentirei apposto con la coscienza pure se la scuoiassi viva una mucca…. :roll:

  23. Ezio scrive:

    Dimenticavo…

    FORZA FEDERFAUNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! L’UNICA RIMASTA A DIFENDERE IL FORTINO DEL BUON SENSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :D

    • Springer scrive:

      Questa e’ la conferma .
      Il racconto che hai scritto e’ pre-iscrizione . Questi commenti da post-iscrizione .
      Cosa avevo detto a proposito di ” involuzione totale ” …….. ??? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      • Ezio scrive:

        Senti un po “illuminato cacciatore indiano animalista evoluto”, a parte le solite battute e battibecchi, dimmi cosa ne pensi, se vuoi è ovvio, di 20 anni, mese più, mese meno, di ingiurie di ogni tipo.

        Cioè se, secondo te, noi veramente, anche i “peggiori” di noi, ci meritiamo epiteti come: assassini, sanguinari, depravati, pedofili, incivili, ubriaconi, stronzi, barbari, rincoglioniti …e qualcuno mi sfugge… e minacce e/o auguri di morte per noi ed i nostri famigliari.

        E se, sempre secondo la tua opinione, se sia normale, in un Paese civile ovvio, che a proferire dette “gentilezze” siano stati e siano spesso uomini e donne di “cultura”…. sono obbligato a metterlo tra virgolette….di spettacolo, politici, senza che mai tutto ciò abbia comportato per loro la benchè minima preoccupazione, anzi magari proprio il contrario….

        Detto ciò ti invito a riflettere su quale “categoria”…brutto termine ma non me ne viene un altro…. umana siano state dette tante falsità ed enormità negative.

        Su quale sanguinario dittatore?? Su quali efferati delinquenti?? Su quali distruttori del pianeta??

        Bene in attesa di una tua risposta, se vorrai darmela, …ti dico io che dopo anni, decenni, di profilo basso, di tolleranza a ciò che sarebbe stato intollerabile per l’ultimo dei pusillanimi della terra ma non per noi e chi ci rappresentava…oggi Federfauna rappresenta veramente un manipolo di eroi e mi stupisco ogni giorno di più di come facciano ad esistere e ad avere ancora la forza di combattere per salvaguardare i diritti e l’onorabilità di persone che a volte li considerano persino inopportuni….

  24. fabrizio scrive:

    le parole di Capriolo Zoppo mi rimbombano nella mente e mi fanno pensare all’ avidita’ dell’ uomo e alle conseguenze della distruzione che porta questa sua avidita’ di denaro e di potere.

    Guardate quello che sta succedendo nel Golfo del Messico…….che in pochi mesi diverra’ un immenso grumo di petrolio e di morte….quell’ acqua infetta ci piovera’ addosso e avvelenera’ anche altre terre, per l’ avidita’ di pochi.

    Credete che riescano a fermare il pozzo? io sono scettico….se avessero dei mezzi validi li avrebbero gia’ usati……………….resta solo un’ esplosione nucleare…………..che rendera’ radioattive quelle acque per chissa’ qauanto tempo ………acque che evaporeranno e ci ritorneranno addosso in forma di pioggia………….per l’ avidita’ di pochi.

    ma per certi finti ambientalisti il problema e’ e sara’ sempre e comunque la caccia !!

    Fabrizio

  25. francescorm scrive:

    Non mi fucilate.Ma al posto del petrolio,per mantenere e proseguire questo stile di vita,di tutti nessuno escluso,perchè nel nostro piccolo nessuno fa la benchè minima rinuncia.Provate ad immagginare quanta energia occorre,nel mondo,per smanettare con sti PC chi per lavoro chi perchè non ha niente da fare.Accantonando il catastrofismo di comodo dei soliti ambientalisti,e noi non dobbiamo cadere nella loro trappola,l’unica alternativa alla distruzione certa,contro ipotetici rischi,è il nucleare.O magari,TUTTI,torniamo a vivere come diceva Capriolo Zoppo,senza se e senza ma.

    • Ezio scrive:

      Francesco, ormai è chiaro che tutto ha un prezzo e così una energia veramente pulita o priva di inconvenienti, ad ora, non esiste.

      Il problema solito non è tanto dii COSA si fa ma di COME si fa.

      da noi per esempio ora c’è la corsa da parte di grandi aziende, ovvio, ad accaparrarsi quanto più terreno …magari coltivabile o COLTIVATO 8O ..si hai capito bene…. per fare “campi” immensi di pannelli solari.

      Al di la dei pro ed i contro, ma pensare di affittare i tetti di case e capannoni magari cedendo come compenso una parte di quell’energia a chi utilizza quelle costruzioni che già occupano un tot di territorio, non sarebbe meglio della soluzione di cui sopra??

      Sicuramente ci sarà qualcuno che riuscirà a convincermi che sto dicendo una stru…ata…. :roll:

      • francescorm scrive:

        L’idea è bella,anche se non so quanti mq di tetti occorrerebbero per produrre l’energia sufficiente per eliminare il petrolio ed il nucleare dove già esiste.Alle implicazioni tecniche e pratiche hai già pensato? Come si risolverà il problema di chi e come fare le manutenzioni sopra il tetto di casa tua quando sarà indispensabile intervenire.A tutto c’è il pro e il contro,basta saperlo valutare nell’interesse collettivo non di pochi.

        • Nato cacciatore scrive:

          I tetti dei capannoni delle zone industrali, potrebbero essere dei buoni siti per i pannelli.

        • Ezio scrive:

          Non sono entrato troppo nel tecnico perchè non ne sono in grado…ti ho solo voluto fare un esempio di come sia poco ecologico sfruttare migliaia di ettari di terreno fertile…o meno fertile,….per impiantare pannelli solari …possibile che non ci sia altra soluzione?? Non la mia magari…ma un’altra???

        • francescorm scrive:

          Sul discorso che è per niente ecologico posizionare i pannelli solari si centinaia di ettari di terreno,anche se non coltivato,niente da eccepire.Ma hai mai parlato con qualcuno che voleva installarlo sul tetto del palazzo dove abita?Quante riunioni di condominio,senza la presenza di esperti,per riuscire a metterne uno perchè l’interessato era convinto della bontà dell’iniziativa.Figurati farlo su scala nazionale,non basterebbe una legge,con tutti i risvolti politici,legali e costituzionali sulla proprietà privata.Scusami ma sono dell’idea,personale,che se non vogliamo autodistruggerci con certezza,il nucleare è la nostra salvezza.Per i nostri nipoti,purtroppo!!!!!

  26. Antonio Pinotti scrive:

    Bunasera.

    Ecco con l’intervento del sig. Springer abbiamo intrapreso la strada giusta. La terra che si ama e chi si può perdere in una terra lontana.

    Ma c’è un’altra terra, quì nel nostro paese, quella segnata nel tempo dal sudore della fronte.

    “Altro su Fontamara non vi sarebbe da dire. Per tanti anni il solito cielo, circoscritto dall’anfiteatro delle montagne che serrano il Feudo come una barriera senza uscita; per tanti anni la solita terra, le solite pioggie, il solito vento, la solita neve, le solite feste, i soliti cibi, le solite angustie, le solite pene, la solita miseria: la miseria ricevuta dai padri, che l’avevano ereditata dai nonni, e contro la quale il lavoro onesto non è mai servito proprio a niente. Le ingiustizie più crudeli vi erano così antiche da aver acquistato la stessa naturalezza della pioggia, del vento, della neve. La vita degli uomini, delle bestie e della terra sembrava così racchiusa in un cerchio immobile saldato dalla chiusa morsa delle montagne e dalle vicende del tempo. Saldato in un cerchio naturale, immutabile, come una specie di ergastolo.

    Prima veniva la semina, poi l’insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura,l’insolfatura, la mietutura, la vendemmia.Sempre la stessa canzone, lo stesso ritornello. Sempre. Gli anni passavano, gli anni si accomulavano, i giovani diventavano vecchi,i vecchi morivano, e si seminava, si sarchiava,si inzolfava, si mieteva, si vendemmiava. E poi ancora? Di nuova da capo. Ogni anno come l’anno precedente, ogni stagione come la stagione precedente.

    La scala sociale non conosce a Fontamara che due piuoli : la condizione dei cafoni, raso terra, e, un pochi più sù, quella dei piccoli proprietari. Su questi due piuoli si spartiscono anche gli artigiani, un pochino più su i meno poveri, quelli che hanno una botteguccia e qualche rudimentale utensile; per strada gli altri. Durante varie generazioni i cafoni. i braccianti, i manovali, gli artigiani poveri si piegano a sforzi, a privazioni, a sacrifici inauditi per salire quel gradino infimo della scala sociale; ma raramente vi riescono. La consacrazione dei fortunati è il matrimonio con una figlia di piccoli proprietari. Ma se si tiene conto che vi erano terre attorno a Fontamara dove chi semina un quintale di grano, talvolta non ne raccoglie che un quintale, non si capisce come non sia raro che dalla condizione di piccolo proprietario, penosamenre raggiunta, si ricada in quello del cafone.

    Io sò bene che il nome di cafone, nel linguaggio corrente del mio paese, sia della campagna che della città, è ora termine di offesa e di dileggio; ma io l’adopero nella certezza che quando nel mio paese il dolore non sarà più vergogna, esso diventerà nome di rispetto, e forse anche di onore ”

    Ignazio Silone – “Fontamara” Oscar Mondadori: pagg.21-22.

    • Springer scrive:

      Sig. Pinotti buonasera , giuro che quando ho letto la lettera di Capriolo Zoppo ho pensato a lei .
      Conoscendola un po’ attraverso quello che scrive , ho pensato sarebbe stato bene li con loro .
      Come ci sarei stato bene anch’io e tanti di noi . Non tutti , ma sicuramente tanti .
      La chiamero’ appena saro’ in grado di darle notizie ( speriamo positive ) .
      :wink:

  27. Antonio Pinotti scrive:

    Postilla: tutto a proposito della cultura rurale. Chissà se facciamo domanda in carta semplice, saremo accolti.

  28. Ezio scrive:

    Antonio, il mondo di cui parli tu è inviso al nuovo “corso”.

    Infatti quel mondo era composto da persone perlopiù umilissime e di scarsissima cultura scolastica ma ricchissime di forza d’animo, di orgoglio.

    Potevano accettare le peggiori umiliazioni ma solo per il bene dei loro figli, dei loro cari, per migliorare la condizione di vita.

    Oggi si vuole un mondo di smidollati che svendano l’anima per un punto in percentuale in più sul sondaggio o di audience televisiva ….e così via…

    E allora quelli come “noi” sono oltremodo scomodi se non invisi….

    Non so se ho reso l’idea. :roll:

    • Nato cacciatore scrive:

      Ricordate cosa disse Charles Bronson ne i “Magnifici sette” ai due ragazzini che dicevano di disprezzare i loro padri perchè secondo loro vigliacchi, che i veri coraggiosi erano appunto, quegli uomini, perche pur non avendo nessuno che li obbligasse, avevano scelto di rompersi la schiena dalla mattina alla sera, e piegarsi alle umiliazioni più indicibili pur di sfamare i loro figli, e che lui mai avrebbe potuto avere un simile coraggio.:cry: :cry:

  29. Ezio scrive:

    Da Big Hunter

    “Aidaa: caccia come omicidio

    lunedì 31 maggio 2010
    Federcaccia contro l’istituzione di una nuova area protetta in CalabriaAl seguito della ministra del turismo, che ha proposto di abolire la caccia, un’attività lecita e sancita dalla legge in tutto il mondo, l’associazione animalista Aidaa rilancia: non solo abolirla ma rendere la caccia un reato penale, punibile con il carcere e multe salatissime.

    A sostegno di questa proposta l’Aidaa ha annunciato una raccolta di firme su scala nazionale che verrà portata avanti anche via mail (basterà inviare un messaggio all’associazione che recita “aboliamo la caccia e rendiamola un reato”).

    “Uccidere creature vive e senzienti al solo scopo di sport e divertimento è abominevole – dichiara Lorenzo Croce, presidente dell’associazione – si tratta di un omicidio a sangue freddo di creature che vengono uccise solo per l’egoistico divertimento di una minoranza di uomini sanguinari – spiega – senza contare poi le decine di vittime umane causate ogni anno dai cacciatori. In una società evoluta la caccia come sport non solo deve essere abolita ma va considerata per quel che è: un omicidio di creature viventi, e quindi reato da inserire nel codice penale”.

    La campagna dell’associazione immagina un percorso ad obiettivi: eliminare il porto d’armi, sequestrare tutti i fucili e infine abolire la caccia dichiarandola reato penale.”

  30. max scrive:

    Caro Ezio, scusa se solo così tardi ti scrivo, ma ho avuto una giornata pienissima. Domani dovrebbero però arrivare buone notizie. Tu hai scritto: “non ho capacità particolari o almeno credo di non averne…” Mi limito a dirti che continui ogni giorno a dimostrare il contrario! Un caro saluto :wink:

  31. Renzo scrive:

    A QUESTO PUNTO LO RIDICO ANCORA:

    NON INTERESSA A NESSUNO DI LORO USARE ENERGIA PULITA E IL MOTIVO E’ :
    CON IL PETROLIO SI FANNO SOLDI
    CON IL PETROLIO SI FANNO GUERRE CHE FANNO GIRARE SOLDI
    PER IL PETROLIO SI AMMAZZA, SI TORTURA, E SI COSTRUISCONO, SI TRAFFICANO E SI USANO ARMI, CHE LE NOSTRE A CONFRONTO SONO COME GLI ELASTICHINI DA FARMACIA .

    Vi siete mai chiesti perche dobbiamo noi mandare l’eurino alle popolazioni del centro Africa per i bambini che muoiono di fame ? Semplice : perche a loro non frega nulla ,infatti NON hanno ne petrolion ne diamanti, che gli frega ai potenti ?
    Che muoiano pure, meglio ! Terra libera ……
    SENZA NESSUNO CHE USI IL PETROLIO NON POTREBBERO FARSI COSTRUIRE BARCHE DA SOGNO, VILLE, CITTA DOVE POSSONO ADDIRITTURA FARE LE SETTIMANE BIANCHE E SONO NEL DESERTO A 60° ALL’OMBRA E CHI PIU NE HA NE METTA

    L’energia Veramente PULITA non esiste, se mai sarà inventata, o tirata fuori dall’armadio dove giace segreta già da tempo , allora ci sarà davvero da avere paura… che cambiamento stanno facendo ?

  32. macc scrive:

    GRAZIE EZIO,non aggingo altro è mi scuso,poi ti racconto, ciao a te grande è tutti della chat.

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